Accadde Oggi a Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo
Accadde Oggi a Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo
Accadde Oggi a Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo
Accadde Oggi a Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo
Il 7 giugno 1749, iniziarono gli scavi sulla collina di Varano, precisamente nella zona detta Ripa di Barano. Il promotore dell’impresa fu Carlo di Borbone, che volle fortemente questa esplorazione.
Nonostante operassero senza un metodo scientifico, gli scavatori borbonici fecero scoperte straordinarie. Fin dai primi ritrovamenti, notarono un fatto sorprendente: la pioggia di cenere e lapilli, pur avendo causato distruzione e morte, aveva conservato in modo eccezionale affreschi, arredi e suppellettili.
Queste condizioni eccezionali di conservazione colpirono profondamente gli studiosi dell’epoca. Da quel momento, Stabiae cominciò a emergere come uno dei siti più promettenti dell’archeologia vesuviana.
Accadde Oggi a Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo
Le tre coppe furono scoperte da Libero D’Orsi il 21 e 22 maggio 1954, durante le indagini nell’ambiente n. 37 della villa, uno degli spazi più articolati del complesso residenziale romano situato sulla collina del Varano. I manufatti si distinguono per la rarità del materiale e per l’eccezionalità delle tecniche decorative.
La Coppa C, attualmente esposta presso il Museo Archeologico di Stabia – Libero D’Orsi, è realizzata in ossidiana e presenta una decorazione policroma intarsiata con oro e pietre preziose di vari colori: rosso, verde, bianco, rosa, giallo e blu. Il motivo ornamentale comprende foglie, fiori e un uccello posato su uno stelo centrale.
La zona archeologica
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
Per la sua conformazione orografica, la città di Castellammare è, per così dire, strutturata su due livelli. Una collina a forma semicircolare che la avvolge – da Pozzano, le Fratte, Quisisana, Monte Coppola, Scanzano, Varano – e una pianura, stretta all’inizio, sul lato sud, che man mano si amplia, procedendo verso nord, formata prevalentemente da una serie di piattaforme alluvionali. E’ da presumere che nell’antichità la pianura fosse molto più esigua di oggi, per cui i primi abitanti delle nostre terre edificarono le proprie abitazioni proprio sulla collina.
A conferma di ciò, va ricordato che gli scavi effettuati – sia sistematicamente, sia a caso – hanno riportato alla luce antichi reperti proprio a Pozzano (nel XVI secolo), le Fratte, Quisisana (secc. XVIII – XX), monte Coppola (sec. XX) e principalmente a Varano (secc. XVIII – XX), anche se ritrovamenti sporadici vengono segnalati sin dal secolo XVI. Continua a leggere