Archivi tag: Le ville di Stabiae

Accadde Oggi (18 settembre)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 18 settembre

Giuseppe Cosenza

Giuseppe Cosenza

Nel 1860 nasce l’archeologo Giuseppe Cosenza

Giuseppe Cosenza, all’anagrafe Giuseppe, Luigi, Adolfo Cosenza, nacque a Castellammare di Stabia il 18 settembre 1860, da Don Francesco Cosenza e Donna Teresa Calvanese, coniugi domiciliati nella cinquecentesca strada Coppola.

Dopo aver compiuto gli studi liceali si laureò in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli, e successivamente anche in Lettere. Si interessò subito di problemi archeologici, tanto che nel 1890 pubblicò l’opera che lo segnalò all’attenzione della cultura napoletana: Stabia. Memorie storiche ed archeologiche.

Morì a Castellammare il 15 aprile 1910. La sua città natale, con Delibera di Consiglio unanime del 18 settembre 1912, gli intitolò l’antica strada Starza.

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La Villa di San Marco

La Villa di San Marco

articolo di Associazione Stabiae 79 A.D.

La “Villa di San Marco” è un complesso residenziale localizzato sul ciglio del pianoro di Varano nella città di Castellammare di Stabia, che prende il nome da una cappella intitolata al santo evangelista, costruita nella seconda metà del 1700. Questa meraviglia, considerata tra le più grandi e belle dimore dell’area vesuviana, si estendeva per circa 11.000 mq, di cui solo 6.000 riportati alla luce.
Le prime opere di scavo furono eseguite in epoca borbonica tra il 1749 e il 1754, sotto la direzione dell’ingegnere svizzero, Karl Jacob Weber (attraverso la realizzazione di cunicoli sotterranei), successivamente riprese tra il 1950 e il 1962, ad opera del prof. Libero d’Orsi, preside della scuola media “Stabiae” a Castellammare di Stabia e appassionato di archeologia e scrittura.

ingresso della Villa di San Marco

(ingresso della Villa di San Marco)

Il primo impianto della struttura è riconducibile alla prima età augustea, anche se ha subito diverse trasformazioni in età claudia. Infatti furono aggiunti diversi ambienti panoramici al nucleo originario dell’atrio tetrastilo ionico, quali il giardino con triportico e piscina, e il porticato superiore con colonne tortili. Molte zone della ‘villa‘ ad oggi risultano ancora interrate, come l’ingresso principale con annessa strada, che dava su un cortile porticato da cui si accedeva al tablino e quindi all’atrio tetrastilo su cui si aprono quattro cubicoli. Continua a leggere

Villa di Arianna

articolo di Associazione Stabiae 79 A.D.

Villa di Arianna

Villa di Arianna

La Villa di Arianna, così denominata per il grande affresco rinvenuto sulla parete di fondo dell’ampio triclinio, fu riportata alla luce in epoca borbonica, nella seconda metà del XVIII secolo, dall’ingegnere svizzero Karl Jakob Weber. La struttura risulta molto complessa, articolata da locali di età differenti l’una dall’altra. Il nucleo più consistente comprende la sequenza dell’ingresso, del peristilio quadrato e dell’atrio secondo la successione vitruviana tipica delle residenze suburbane. Il complesso residenziale risale nel suo nucleo originario ad epoca tardo repubblicana, ma venne successivamente ampliata, con l’aggiunta di una serie di ambienti panoramici, nel corso del I secolo d.C. Continua a leggere

Ville e pitture antiche a Castellammare di Stabia

Ville e pitture antiche a Castellammare di Stabia

a cura di Giuseppe Zingone

Il viaggiare appartiene all’uomo sin dall’antichità a riguardo può essere interessante ed istruttivo rileggere la rivista “I Luoghi dell’Infinito” del mese di Gennaio del 2014 dove i vari articoli redatti danno tracce del vagare umano sin dall’antichità giungendo ai viaggi di piacere e turismo che attraggono l’uomo moderno.

L’uomo ha sempre viaggiato si è spostato per sopravvivere, per conquistare nuove terre, alla ricerca di fama o di ricchezza. Questi viaggi con un fine specifico si trasformano verso la fine del Seicento e inizi del Settecento in viaggi d’erudizione dove i giovani delle famiglie blasonate europee si spingevano verso il sud dell’Europa alla ricerca di una nuova “esperienza totale, culturale, artistica, esistenziale e formativa”, prende forma in tal modo quello che successivamente sarà chiamato Grand Tour. Continua a leggere