Archivi tag: Le Acque e il Maestrale

Accadde Oggi (15 settembre)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 15 settembre

Piero Girace, proprietà Vincenzo Dolce

Piero Girace, proprietà Vincenzo Dolce

Nel 1904 nasce il barone Piero Girace

Il 15 settembre 1904 nacque a Castellammare di Stabia Piero Girace, figlio del barone Francesco. Fin da giovane rivelò una naturale inclinazione per le lettere e per l’arte, che lo condussero a diventare critico d’arte e scrittore di rilievo.

Divise la sua vita tra Napoli e Roma, dove ebbe modo di confrontarsi con l’ambiente culturale dell’epoca, ma non dimenticò mai la sua città natale, alla quale rimase profondamente legato. A Castellammare tornava spesso, ritrovando amici e ispirazione nei luoghi della giovinezza.

Autore di numerosi scritti, lasciò opere come Le acque e il maestrale, che restituiscono preziose immagini della sua città natale. Morì a Castellammare di Stabia il 9 giugno 1970.

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Piero Girace – critico d’arte e scrittore

Personaggi stabiesi

Piero Girace

critico d’arte e scrittore (1904 – 1970)

breve biografia a cura del prof. Giuseppe D’Angelo

Piero Girace a Capri negli anni '50.

Piero Girace a Capri negli anni ’50.

Piero Girace nacque a Castellammare di Stabia il 15 settembre 1904, figlio del barone Francesco. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per le lettere e l’arte, che lo portarono a diventare un apprezzato critico d’arte e uno scrittore prolifico.

La sua passione per la bellezza e l’estetica lo rese un punto di riferimento nel panorama culturale del suo tempo, con articoli e saggi che testimoniavano il suo acuto senso critico e la sua profonda conoscenza della materia.

Amava passeggiare tra le strade della città, riscoprendone gli angoli più caratteristici e lasciandosi ispirare dai paesaggi stabiesi, che più volte affiorarono nelle sue opere.

Uomo di grande cultura e raffinata sensibilità, Girace contribuì con i suoi scritti a valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano, lasciando un’eredità preziosa a chiunque volesse avvicinarsi al mondo dell’arte con occhi attenti e cuore aperto.

Il barone, come veniva comunemente chiamato nella sua città natale, condusse la sua esistenza tra Napoli e Roma, luoghi in cui la vivace scena artistica e intellettuale dell’epoca gli offriva continue occasioni di confronto e approfondimento.

Nonostante ciò, Castellammare di Stabia rimase sempre nel suo cuore, e vi faceva ritorno frequentemente con grande piacere, desideroso di riabbracciare i suoi amici d’infanzia e di immergersi nei ricordi della giovinezza.

Tra di essi: Raffaele Cinella corrispondente del Corriere di Napoli, il prof. Marotta del Tempo, mons. Francesco Di Capua dell’Osservatore Romano, il prof. Giuseppe Abate del Secolo d’Italia, il prof. Francesco Saverio Mascia dell’Avanti e il pittore Vincenzo D’Angelo, tutti riuniti nei locali dell’Associazione della Stampa in piazza Municipio.

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Acquaforte di Quisisana

tratto da “Le Acque e il Maestrale ” di Piero Girace

Volendo dare un ulteriore contributo culturale al nostro portale, quest’oggi propongo la lettura di un brevissimo racconto narrativo, di Piero Girace, che con fare poetico e da vero scrittore, fa rivivere Quisisana, luogo incantato, purtroppo, abbandonato!!!

Buona lettura. Maurizio Cuomo.

Ciro Denza - Nel bosco! (Quisisana)

Ciro Denza – Nel bosco! (Quisisana)

I boschi antichi e folti, sono percorsi da innumerevoli viali, dove sorgono improvvise apparizioni del settecento barocco, vecchie fontane con satiri e tritoni.

La fontana del Re s’innalza maestosa sovra una grande vasca, dal fondo coperto di foglie secche.

La fontana è malata, e perciò, invece di cantare, barbuglia parole sconnesse come una vecchia sdentata, e fa lunghi discorsi, come usano appunto i vecchi, e racconta del tempo del suo rigoglio, in cui il suo forte zampillo saettava gli alti rami dei castagni, e di re Carlo d’Angiò, il quale un po’ stanco, un po’ malato veniva alla fontana, e trascorreva nella fresca ombra lunghe ore di riposo negli assolati pomeriggi estivi.

Il bosco delle fontane, d’estate, ha il tono di un’acquaforte. Continua a leggere

Interno Stabilimento Termale (coll. Carlo Felice Vingiani)

Castellammare: l’elogio ottocentesco

a cura di Maurizio Cuomo

Volendo ancora una volta evidenziare il “patrimonio” perduto, e ahimè, purtroppo sempre meno apprezzato offerto dalla nostra cara Castellammare di Stabia (patrimonio dimenticato e per alcuni versi, sconosciuto dalle giovani generazioni)… nella speranza si possa essere ancora in tempo a sensibilizzare cittadini e amministratori (la storia vissuta, illustra un tenore di vita distante anni luce dal “sopravvivere” dei giorni nostri),  a beneficio dei nostri lettori riporto uno spaccato di vita stabiese, tratto da “Le acque e il maestrale” (opera dello scrittore Piero Girace).

Interno Stabilimento Termale (coll. Carlo Felice Vingiani)

Interno Stabilimento Termale (coll. Carlo Felice Vingiani)

Qui l’estate viene soprattutto per gli albergatori, per i vetturini, i venditori d’acqua, i gelatieri, i barbieri e i caffettieri. Nessuno meglio di un vetturino o di un barbiere sa fare, credo, l’elogio di tutte le cose (aria, acque, boschi, colline, spiagge, cibi), che offre la ridente cittadina al forestiero; nessuno meglio di un vetturino saprebbe fare l’elogio dell’estate che scarica nelle strade e sulle spiagge la spensieratezza. Il vetturino, come il barbiere, come il venditore d’acqua, ha un vocabolario suo stranissimo, che raccoglie migliaia di termini magici e affatturanti. Nessuno meglio di lui sa competere con l’artista nel far sentire il sapore e la virtù di certe acque, nel far pregustare la dolcezza dei boschi e delle sieste pomeridiane, nel decantare con una semplicità che ha del suggestivo le colline che coronano Castellammare, le antiche ville gentilizie, le antichità e i ricordi del passato. Continua a leggere

Passeggiata a monte Faito

tratto da “Le Acque e il Maestrale ” di Piero Girace

Volendo dare un ulteriore contributo culturale al nostro portale, quest’oggi propongo la lettura di un brevissimo racconto narrativo, di Piero Girace, che con fare poetico e da vero scrittore, fa rivivere Quisisana, luogo incantato, purtroppo, abbandonato!!!

Buona lettura. Maurizio Cuomo.

Faito in particolare (6)

Monte Faito – La strada fra i boschi

Agosto fa desiderare le grotte con gli stalattiti, gli eremi selvosi degli anacoreti. Il vento non vuol discendere alle marine, che sono gremite di bagnanti e splendono, orgiastiche, sul mare; se ne sta tranquillo e stracquo sulla vetta di Monte Faito, dove le vacche si aggirano mansuete sul pianoro e digrumano l’erba aromatica. Andiamo, dunque, incontro al vento e alla montagna. Numerose sono le strade che portano a monte Faito. Due io ne conosco, tutte e due bellissime; l’una breve e faticosa, che si arrampica – più che strada mulattiera – sul dorso della montagna, nei pressi del santuario dell’arcangelo Raffaele, dove crescono i sorbi selvatici e la roccia viva rompe le zolle; l’altra, lunga e comoda, che si attorce in lenti giri alla montagna, la quale rivela a poco a poco la sua potenza di volume e la sua flora rigogliosissima.

Base di partenza Castellammare o Quisisana. Quisisana non è ancora la montagna. Vi sono le ville, l’albergo reale, i borghi, le parrocchie, le conversazioni ed Continua a leggere