Un anno fa la Tragedia del Monte Faito
di Corrado Di Martino
A dodici mesi dalla Tragedia della Funivia del Monte Faito, il tempo non ha attenuato il dolore, ma ha trasformato il ricordo in una responsabilità collettiva. Il 17 aprile resta una data impressa nella memoria di un intero territorio e di un Collettività che, in quelle ore drammatiche, si è fermata incredula davanti a una tragedia improvvisa e devastante al tempo stesso.
FUNIVIA DEL FAITO: Ricostruzione di una tragedia
Per commemorare le vittime e offrire uno spazio di riflessione condivisa, nasce un video che si propone di fare chiarezza su quanto accaduto, ripercorrendo i fatti e dando voce non solo alla cronaca, ma anche alle emozioni, alle domande e alle speranze che da allora accompagnano familiari, cittadini e istituzioni.
Un ricordo che non si spegne
Il ricordo di quella giornata è ancora vivido. Ognuno conserva nella propria mente un frammento preciso di quel momento: dove si trovava, cosa stava facendo, come ha appreso la notizia. È il segno di quegli eventi che segnano un prima e un dopo, incidendo profondamente nella coscienza collettiva. Purtroppo la tragedia colpì non solo le vittime e le loro famiglie, ma un’intera comunità che si è ritrovò improvvisamente fragile, esposta, ma unita nel dolore. Il Monte Faito, luogo simbolo della bellezza e del turismo, si è trasformato nel teatro di una ferita ancora aperta e sanguinolenta.
Il video: Funivia del Faito: Ricostruzione di una tragedia
Il progetto video nasce con un duplice obiettivo: ricordare e comprendere. Attraverso ricostruzioni e analisi, a livello di ipotesi elaborabili in base alle notizie ricercate sui media. Sarà l’ingegnere Antonio Fabbrocino ex Responsabile ASL di Sicurezza sul Lavoro a cercare di mettere ordine tra i fatti, contribuendo a fare luce su una vicenda che ha suscitato interrogativi profondi. Un racconto umano, che tenta di restituire dignità alle vittime e di accompagnare lo spettatore in un percorso di consapevolezza. La memoria, infatti, non è un esercizio passivo: è un atto attivo, che richiede attenzione, rispetto e impegno.
Il 17 aprile resterà una data indelebile. Ma il modo in cui verrà ricordata dipende da ciò che si sceglie di costruire dopo. Noi abbiamo inteso aprire un percorso: uno spazio per non dimenticare, per capire e per ripartire. Perché la memoria, quando è condivisa, diventa forza. E può trasformare anche la tragedia più profonda in un nuovo inizio.






