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Giornata Mondiale della Natura 2021

Giornata Mondiale della Natura

Corrado Di Martino

Oggi è la Giornata Mondiale della Natura, istituita otto anni orsono per quest’anno ha come tema il sostegno della vita sulla terra, in particolar modo di quelle specie  in via di estinzione siano essi flora o fauna selvatica. Mai come oggi, foreste ed ecosistemi tutti sono minacciati dalle sconsiderate attività dell’uomo.

(2) GIORNATA MONDIALE DELLA NATURA 2021 – YouTube

Anche noi da sempre sensibili a questo tema, intendiamo rilanciare l’importante e vitale ruolo delle foreste e degli ecosistemi per la sopravvivenza di milioni di persone in tutto in ogni parte del mondo. In particolare, quelle popolazioni che oltre a legami atavici con le aree boschive vivono di esse e dei loro prodotti.

Un brevissimo video, molto significativo, su parte della natura che ci circonda potrà servire a sensibilizzarci ancora di più al rispetto della Natura.

Fiorenza Calogero, vi racconto il mio Viviani

FIORENZA CALOGERO: VI RACCONTO IL MIO VIVIANI”

di Corrado Di Martino

Domenica 23 maggio siamo stati sul set per le riprese del videoclip “Si vide all’animale”, con Fiorenza Calogero. Singolo tratto dall’album Vico Viviani in uscita l’anno prossimo, sarà la colonna sonora del docufilm sui legami tra il grande Raffaele Viviani e la sua città d’origine.  Un viaggio nuovo tra strade antiche, quelle del centro storico, un girovagare con attenzione a dettagli persi o mai scoperti, alla ricerca di ispirazione ed emozioni profonde. Qui di seguito vi proponiamo un breve reportage sul primo ciack del docufilm, in cui Fiorella Calogero ci spiega le motivazioni e gli stimoli che l’hanno ispirata in questa sua nuova produzione video-musicale.

(31) Fiorenza Calogero, vi racconto il mio Viviani – YouTube

 “Si vide ll’animale”, uno dei brani dell’album “Vico Viviani”, oltre a Fiorenza, vede tra i protagonisti la cantante tunisina M’ Barka Ben Taleb, poiché come dice Fiorenza “ l’arte per me è movimento, trasformazione, contaminazione. .. con soluzioni sempre aperte alle conoscenze che via via maturano nel tempo… Creando un infinito vivaio, se non fucina, di parole, storie e suoni.”

Don Backy ha vissuto qui

Don Backy ha vissuto qui

di Corrado Di Martino – 30 maggio 2021

Come saprete ormai, il sito di Libero Ricercatore da 20 anni è alla “ricerca” di curiosità, informazioni e documenti storici sulla nostra città e sul comprensorio. Ebbene era da tempo che avevamo intenzione di raggiungere almeno via posta elettronica uno dei cantautori (io direi artista a tutto tondo)* fra i più famosi in Italia, Don Backy.

Sì, il grande Don Backy ha vissuto con la sua famiglia a Castellammare di Stabia, qui ha studiato come molti di noi alla Basilio Cecchi, prima ancora delle Medie alla Stabiae e delle Magistrali fra Torre e Napoli.

Don Backy, all’anagrafe Aldo Caponi, nasce a Santa Croce sull’Arno, 21 agosto 1939, trascorre parte della sua infanzia in Campania dove il padre risiedeva per questioni di lavoro. Dal 1947 al 1954, ha vissuto a Castellammare di Stabia.

Ci ha testualmente detto che ricorda con grande nostalgia quel periodo della sua vita, quando trascorreva le ore libere quelle dedicate al gioco, dalle parti di via Dantedietro alla Corsa – come lui stesso dice. Addirittura, nel 1966 quando è ritornato a Castellammare di Stabia, ha ritrovato in Traversa Fondo San Catello, sui muri del Palazzo dei Mutilati, segni tangibili della sua presenza (n.d.a. qualche graffito oggi scomparso).

Ci racconta inoltre, di aver vissuto a via Marconi civico 44, a destra della fabbrica Cascone, i migliori anni della sua pubertà, ricordando quei giorni con una bella canzone di successo:             – Via Marconi 44 (1973) – .

(6) Don Backy – Via Marconi, 44 – YouTube

Il lunedì mi veniva a svegliare col passo già stanco,

la mia testa spariva furtiva sotto il lenzuolo bianco,

sul mio volto restava il ricordo di domenica ormai spenta,

la realtà era amara e iniziava in maniera assai lenta,

dalla radio arrivava la sigla di una cosa sportiva

e l’idea della scuola davvero, non mi divertiva…

Non da meno, gli destano bei ricordi le vacanze trascorse sul lungomare sui lidi balneari del tempo: Lido Moderno, La Limpida, Bagno Elena.

Alla fine della conversazione Don si congeda ricordando ancora con gran pena di non essere riuscito mai a tenere un concerto a Castellammare di Stabia. Chissà se si riesce a trovare spazio nel Cartellone Estivo, magari conferendogli anche la cittadinanza onoraria.

Santa Caterina (foto Enzo Cesarano)

Cicco d’oro

Cicco d’oro

di Corrado Di Martino

Dedicato ad un’amica per la quale nutro smisurata stima, una flaneuse

Santa Caterina (foto Enzo Cesarano)

Il Centro antico (foto Enzo Cesarano)

Premessa dell’autore
Secondo Baudelaire e forse anche Nietzsche, il flaneur da cui ho mutuato flaneuse, è un passeggiatore, un camminatore, che senza una meta o uno scopo preciso vaga in luoghi che conosce a memoria stupendosi del fatto che magari in cima ad un palazzo a lui molto familiare ci sia una finestrella mai notata prima, o che un dato campanile abbia un angelo sulla facciata etc.. un vagare alla scoperta del vecchio, dell’antico senza porsi il problema di farlo, tendendo se si riesce al rilassamento. Così l’ho inteso in Cicco d’oro, (metaforicamente) il mio sta diventando un camminare all’indietro nel tempo grazie a voi tutti, e lo faccio senza pretese, per rilassarmi a per rivivere un passato [tiempe belle ‘e ‘na vota] che ho amato tanto, nei colori, nei sapori, nelle vicende che riaffiorano vive come se le rivivessi or ora. Grazie per avermi dato la possibilità di “smetaforizzarmi”. Con stima. Corrado

Un flaneur venendo da Via Santa Caterina, prima che largo Spirito Santo si gonfi come una pera, sulla sinistra incrocia ‘a Chiazza (Via Piazza Grande): una volta era una stradina in basolato realizzata a gradoni. Un luogo ricco di umanità, con una teatralità tutta sua; quell’andar su a gradoni le conferiva l’aria di una palcoscenico a più livelli. Un venerdì di novembre del 1960 (non sono sicuro dell’anno) veniva giù da questo vicolo, urlando qualcosa, una donna vestita di nero, minuta, segaligna, mento sporgente, quasi senza denti, i capelli grigi raccolti in una crocchia sulla nuca – purtava ‘o tuppo –. Era Filumena ‘e Cuozzo, la madre di Cicco d’oro. Continua a leggere

La Cappella di Gesù Cristo del Rivo

Questa volta Libero Ricercatore vi invita ad una passeggiata nel verde, alla riscoperta della Cappella del Gesù Cristo del Rivo. Davvero a pochi passi dal centro antico, si ammira questo gioiello d’arte dimenticato. La Cappella di Gesù Cristo del Rivo è parte del patrimonio artistico dimenticato della nostra città. Castellammare di Stabia è una città ricchissima… di opere d’arte, di posti incantevoli, di luoghi ameni; ma come per un destino infame, non riesce a godere in pieno delle sue stesse bellezze. L’ultimo editoriale del Libero Ricercatore ha mostrato quanto l’incuria, il malaffare e, soprattutto l’ignoranza, ci stiano depauperando pezzo, dopo pezzo, delle nostre ricchezze.

Il video presentato oggi, conduce il lettore in una passeggiata verso la Cappella di Gesù Cristo del Rivo, gli farà da guida la signorina Concetta De Simone, che del tutto volontariamente, tiene viva la tradizione di famiglia, occupandosi personalmente della cura della cappella, con un amore come di antica e fedele ancella. Continua a leggere