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Circolo Nautico Stabia 100 anni

Circolo Nautico Stabia 100 anni

a cura di Corrado Di Martino

Il 23 maggio 1921 fu istituita a Castellammare di Stabia  una Società Sportiva che prese il nome di “ Circolo Nautico Stabia”. La sede fu stabilita in via Bonito, era appena composta da un fabbricato in legno e muratura eretto a spese della Società dei Magazzini Generali nel 1920 sulle banchine del porto di Castellammare di Stabia. Il suo scopo primario era quello di creare nella gioventù locale la passione per lo  Sport del Remo. Il primo equipaggio a remare in una jole a quattro era quello formato da: Nino Natale, Carlo Vitelli, Paolo Scognamiglio, Nino Gaeta con al timone Vincenzo Sorrentino. Ricordiamo che Vincenzo Sorrentino raggiunse una grande popolarità dopo che come navigatore solitario ricoprì la distanza Castellammare di Stabia-Roma, e Roma-Tripoli.

Qui di seguito proponiamo un video d’epoca che riporta alcune fasi concitate di gare di canottaggio degli anni ’60

(23) Canottaggio anni ’60 – YouTube

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Giovani canottieri stabiesi oggi come ieri (fotorendering Corrado Di Martino)

Il Circolo Nautico Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

“Il Circolo Nautico Stabia, inaugurato il 23 aprile 1922, cominciò ad avere vita intorno al 1921, ad iniziativa dei proprietari dei Magazzini Generali, sigg. Enrietti e Cozzolino, che, occupando con uno chalet in legno l’area demaniale marittima in via Bonito, al tempo disponibile, vollero evitare l’eventuale sorgere di un doppione dell’attività commerciale già in piena efficienza, da essi realizzata, a lato della Capitaneria di Porto.

Giovani canottieri stabiesi: "Oggi come ieri" (fotorendering Corrado Di Martino)

Giovani canottieri stabiesi: “Oggi come ieri” (fotorendering Corrado Di Martino)

Sul motivo contingente c’era però una lodevole finalità sportiva, rispondente ai desideri della gioventù stabiese: far nascere e dare incremento allo sport nautico a remi. L’idea fece subito breccia, e fra i primi canottieri furono il dott. Carlo Vitelli, l’ing. Guglielmo Vanacore, il sig. Paolo Scognamiglio, gli avv. Guido e Nino Gaeta, il capitano di lungo corso Vincenzo Sorrentino, oggi tutti noti e stimati professionisti. E furono essi, sorretti dal primo presidente del Circolo, avv. Giuseppe Cozzolino (che poi ricoprì anche la carica di vice podestà al Comune) a dare localmente grande impulso all’attività nautica; la quale andò sempre più allargandosi e intensificandosi, continuando sempre ininterrotta, con la partecipazione a tornei e gare nazionali, conquistando primati e premi”1. Continua a leggere

  1. Tratto da “Stabiae e Castellammare di Stabia”, di Michele Palumbo – Aldo Fiory Editore Napoli, anno 1972, pag. 387.
Abbagnale

“Fratelloni” Abbagnale ora i remi sono appesi in ufficio

di Marco Ansaldo

Carmine e Giuseppe Abbagnale con il timoniere Peppiniello Di Capua

Carmine e Giuseppe Abbagnale con il timoniere Peppiniello Di Capua

Per tutti erano i Fratelloni. Non è che fosse un soprannome particolarmente geniale per due ragazzi con 90 chili di muscoli e nati dagli stessi genitori ma forse Giampiero Galeazzi non poteva coniarne uno più adatto ad esaltare la leggenda di Giuseppe e Carmine Abbagnale, che alcuni ritengono i più grandi canottieri della storia e noi un pezzo della nostra, di storia. Banyoles è un posto su un lago a 90 chilometri da Barcellona, quasi in Francia, dove cominciano i Pirenei. In quell’estate del’92 bisognava mettersi in auto dalle Ramblas alle 6 di mattina per arrivare in tempo per l’inizio della gare e godersi un minimo di fresco prima che cominciasse la calura. I Fratelloni erano già lì. Peppiniello Di Capua, l’omino che li guidava dalla prua, con la testa rivolta al traguardo, scegliendo i ritmi e la direzione del timone, si aggirava nervoso vicino alla barca. «Non sono tranquillo, ho una brutta sensazione», disse Galeazzi. Lo guardammo straniti. Che Giuseppe e Carmine potessero perdere la loro terza medaglia olimpica consecutiva sembrava a noi tutti impossibilissimo: dal trionfo di Seul nell’88 davanti ai tedeschi dell’Est e a sir Redgrave non avevano mai perso una gara importante, compresi gli ultimi tre Mondiali. Invece l’incredibile successe. Nel modo più straziante. «Fu l’unica volta in cui ho affrontato gli ultimi 250 metri con la sensazione di avere già vinto. E perdemmo» racconta Giuseppe.

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La Terza Morte

La terza morte…

articolo di Corrado Di Martino

Non immaginavo ci fossero altre due morti, oltre la prima e ultima. Seguendo le attività Olimpiche di Rio 2016, seguendo le vicende dei nostri canottieri, ho sentito di sovente il termine – la terza morte -. Ma procediamo per gradi; su un lago molto simile al nostro mare in autunno, con vista verso il Corcovado (da noi si guarda il Molare) sono scesi in gara due giovani atleti; Marco Di Costanzo, nato a Napoli il 09 giugno del 92 e Giovanni Abagnale, nato a Gragnano 11 gennaio del 1995. Il primo, con la faccia da scugnizzo, una folta barba rossa, già nel 2014 vince l’oro nei mondiali Under 23, per poi bissare il trofeo nei Campionati Assoluti nel 2015, con le Fiamme Oro. Oggi vive nei Quartieri Spagnoli, a Napoli, luogo ricco di contraddizioni e fermenti. Giovanni, invece, Giovanni Abagnale, da junior, prodotto del vivaio del Circolo Nautico Stabia ha vinto per due volte i mondiali di categoria, nel 2011 e nel 2012. Mentre, dopo il passaggio alla maglia della Marina Militare, ha vinto il mondiale Under 23 come Di Costanzo.

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La casa dall’angolo dipinto

La casa dall'angolo dipinto

La casa dall’angolo dipinto

Giovedì 23 aprile 2015 (ore 18,30), presso il Circolo Nautico (via Bonito, 2) di Castellammare di Stabia, si terrà la presentazione del libro “La casa dall’angolo dipinto” della scrittrice Antonia Occhilupo. Presentano Ciro Daino e Filomena Baratto. Letture dell’attore Piero Pepe. Collaborano all’evento Rosalba Spagnuolo e Francesco Cesarano. La cittadinanza è invitata a partecipare. Ingresso libero.


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