Croce al Monte Pendolo

Monte Pendolo e le sue Croci

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Il Sovrintendete Michele Palumbo, nella sua antologia storica “Stabiae e Castellammare di Stabia”, edita nel 1972, in un suo articolo descrive in maniera encomiabile il monte Pendolo e le vicende inerenti alle sue due Croci, eccone i particolari:

Croce al Monte Pendolo

Croce al Monte Pendolo

Dalla catena dei Monti Lattari, al cui cui centro si erge il Faito con le sue cime del Canino e del Molare, si distacca, come sentinella avanzata a protezione della pianura stabiese, il monte Pendolo, alto 618 metri e ricco di lussureggiante vegetazione, con viti speciali che producono un vino poderoso. Superato il territorio del comune di Pimonte, che forse prese tal nome proprio per essere al piè del monte, e a cui oggi si accede comodamente a mezzo di strada asfaltata, comincia l’erta vera e propria, che va affrontata per vie mulattiere per giungere sulla spianata dove sorge la Croce.

Di Croci il monte Pendolo ne ha avute due da quando, per la sua posizione, i nostri avi ritennero di aggiungere al baluardo orografico quello religioso. La prima Croce, anch’essa in ferro battuto come l’attuale, fu preparata nelle officine Coppola, a Castellammare, e montata sul posto dopo che vi fu trasportata a spalla pezzo per pezzo. La mattina della domenica 30 maggio 1900, a chiusura del mese dedicato alla Madonna, il Vescovo della Diocesi, Mons. Michele De Iorio, salì sul monte a dorso di mulo, e benedisse il sacro simbolo.

Consumatasi questa prima Croce, a causa delle intemperie e per la nessuna manutenzione, oltre sessant’anni dopo si pensò di sostituirla. Ne presero la iniziativa il prof. Antonio Elefante, al tempo consigliere provinciale, e il M. Rev.do Sac. Gennaro Di Nola, parroco di San Michele a Pimonte. Enti e cittadini dettero volentieri il loro contributo.

Croce di Monte Pendolo (foto Maurizio Cuomo)

Croce di Monte Pendolo (foto Maurizio Cuomo)

La nuova Croce, costata circa tre milioni di lire, e innalzata a ricordo del Concilio Vaticano II, misura m. 14 di altezza e m. 5 di larghezza delle braccia. Essa fu costruita a Castellammare, nell’officina artigiana del sig. Taddeo Vuolo, di Pimonte. La direzione della Navalmeccanica offri la base in ferro e la mano d’opera per la istallazione in sito di tutto il complesso. Al resto della spesa si provvide con la raccolta di oboli dei fedeli e del contributo del Ministero – Fondo Culto.

Nel pomeriggio del 6 ottobre 1962 S.E. il Vescovo Mons. Agostino D’Arco, aviotrasportato, celebrò la Messa sulla spianata e benedisse la Croce. Quella sera stessa la Croce apparve illuminata, come a dire, dall’alto di quel trono, che Essa riprendeva la sua opera proteggitrice sui paesi sottostanti.

La vetta del Pendolo (foto Maurizio Cuomo)

La vetta del Pendolo (foto Maurizio Cuomo)

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Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
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