Castagnaro
( a cura di Maurizio Cuomo )

Il venditore di caldarroste (presepe Maurizio Cuomo), omaggio del mio carissimo amico Massimiliano Greco.
Il venditore di castagne, noto come ” ‘o castagnaro “, è una figura iconica della nostra tradizione. Con poche risorse allestisce il suo banco nei primi freddi autunnali. Gli bastano un grande fornello, un pentolone annerito, una padella bucherellata e un panno di lana grezza. Così riesce a scaldare i passanti infreddoliti.
Caldarroste, allesse e castagne d’ ‘o prevete
L’offerta del castagnaro comprende due varianti classiche. Le prime sono le immancabili caldarroste, cotte sulla brace viva (un’arte tradizionale che potete approfondire anche leggendo l’articolo sulle caldarroste al sale grosso a cura di Ferdinando Fontanella). La buccia viene incisa con cura per evitare che il frutto bruci. Le seconde sono le delicate “allesse”. Si tratta di castagne lesse, cotte in un brodo aromatizzato con alloro, finocchietto selvatico e sale.
Nella memoria dei nostri vicoli si ricordano anche le “Castagne d’ ‘o prevete”. Esse subiscono un lungo processo di essiccamento e una successiva infornatura. Diventano così scure, dure e sfiziose da masticare. Un tempo erano reperibili soprattutto durante il periodo invernale e pasquale.
Il legame storico tra Castellammare e il Faito
A Castellammare di Stabia quello del castagnaro è un mestiere antichissimo. In passato aveva una precisa ragione d’essere. La sua nascita si deve alla vicinanza con il Monte Faito, un tempo vero polmone economico della città. La montagna era ricca di castagneti secolari. Essa offriva legname per i focolari e per i cantieri navali, ma anche una risorsa alimentare fondamentale a chilometro zero.
Già da inizio ottobre compaiono i primi venditori vicini alla stazione e nel centro storico. Gli stabiesi allestiscono il loro caratteristico “puosto”. Questo rito segna un vero passaggio di testimone stagionale. Le caldarroste prendono infatti il posto delle noci fresche, delle pannocchie e delle angurie estive.
Un mestiere vivo anche nell’arte presepiale
L’importanza sociale del castagnaro si riflette anche nella cultura popolare. In taluni casi la sua figura viene inserita nel presepe tradizionale partenopeo. La presenza di questo antico mestiere nello scoglio presepiale ne testimonia tutto il valore storico e culturale.
A tal proposito, come attestato dalla foto in apertura dell’articolo, la scena prende vita tra i vicoli in miniatura. Questa splendida statuina, corredata dall’immancabile fornacella, è un dono del mio carissimo amico Massimiliano Greco, esperto cultore del mondo presepiale. Un regalo prezioso che ha reso ancora più realistico e suggestivo il mio presepe permanente.
Il cuoppo e l’abbandono della montagna
Il simbolo di questo mestiere resta il classico “cuoppo”, il cono di carta avvolto a mano. Oltre a contenere le castagne fumanti, serviva a scaldare le mani a studenti e lavoratori durante le fredde mattinate invernali.
Oggi il quadro è profondamente cambiato. Il Faito versa in uno stato di progressivo abbandono. La montagna è stata segnata da gravi tragedie ambientali, come i devastanti incendi nei boschi, e dalle tristi vicissitudini della funivia. Questi eventi hanno spezzato il legame quotidiano tra la città e la sua montagna.
Con lo spopolamento del Faito e i consumi moderni, anche la figura del castagnaro è ormai sparita dai nostri marciapiedi. Incontrarne uno è diventata un’eventualità rara e nostalgica. Su Libero Ricercatore avvertiamo il dovere di preservare la memoria di questi spaccati di vita vissuta, per non disperdere il profumo del nostro passato.
Antichi mestieri stabiesi
Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.
Maurizio Cuomo

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it
Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali. Dal 2016 gestisce anche NonSoloRisparmio.it, portale dedicato a guide pratiche su economia domestica, risparmio sostenibile e tutela dei consumatori.


