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La funivia del Faito in quel tragico 15 agosto del 1960

Storia e Ricerche

La funivia del Faito in quel tragico 15 agosto del 1960

articolo di Maurizio Cuomo articolo

( in memoria di Francesco, Luigi, Alberto e Costanzo )

La "panarella" del Faito

La “panarella” del Faito

Il progetto della funivia negli anni ’40

Negli anni ’40, gli ingegneri completano lo studio di una funivia che, partendo dalla stazione di Castellammare Centro, potesse raggiungere il Monte Faito a quota 1100 metri, dove stava per sorgere, per iniziativa delle stesse S.F.S.M. (Strade Ferrate Secondarie Meridionali), un’importante stazione di soggiorno.

L’ambizioso progetto, accantonato per il sopraggiungere della Seconda Guerra Mondiale, venne poi ripreso alla fine degli eventi bellici, nei cosiddetti “anni della ricostruzione”.

Stazione funivia del Faito (coll. Walter Raimondi)

Stazione funivia del Faito (coll. Walter Raimondi)

La costruzione e l’inaugurazione della funivia

Sull’onda dell’entusiasmo, di questi anni, la Circumvesuviana diede inizio alla costruzione della funivia per il monte Faito, importantissima via di collegamento tra Castellammare di Stabia ed il nascente villaggio montano del Faito. I lavori iniziati sul finire degli anni ’40, terminarono ben presto ed il 24 agosto del 1952, venne inaugurato l’impianto con la prima corsa ufficiale.

Una novità turistica di grande successo

Era nata la funivia del Faito, dalla quale, sorvolando rasenti e quasi immersi nella lussureggiante vegetazione del Faito, si potevano contemplare le bellezze del Golfo, un mezzo innovativo di trasporto,  che diede nuovo impulso alle mete turistiche e alle gite del fine settimana.

L’eccezionale novità, fece in modo che negli anni a seguire si verificò un vero e proprio successo: gli avventori incuriositi ed affascinati dal moderno mezzo, accorsero in gran numero, fino a rendere il Faito, celebre per la frescura e l’intrinseca salubrità dell’aria.

La tragedia del 1960

L’armonia di questi anni, felici e spensierati, fatti di gite, escursioni e pic-nic, per i quali si verificava in ogni fine settimana estivo, una vera e propria transumanza di interi nuclei famigliari, fu però, interrotta bruscamente dalla tragedia occorsa il 15 agosto del 1960. Continua a leggere

15 agosto 1960 - Lo schianto della funivia del Faito (foto Mimì Paolercio)

Il disastro del Faito. Giornale “Roma” 16 agosto 1960

Il disastro del Faito

Il tragico incidente di Ferragosto

a cura di Gaetano Fontana

Nel giorno di Ferragosto, giunta a poche decine di metri dalla stazione cittadina, la teleferica, partita a monte poco meno di 8 minuti prima (si dice stesse compiendo la diciassettesima corsa della giornata, numero notoriamente avverso a molti scaramantici), molto probabilmente per la troppa velocità raggiunta, ebbe a sganciarsi in prossimità del primo pilone, precipitando all’imbocco del sottostante tunnel ferroviario.

Le vittime e le loro storie

Nella sciagura persero la vita 4 persone: il commerciante ortofrutticolo stabiese Francesco Cimmino ed il figlio Luigi (di appena 9 anni)[1. Il Cimmino si recava tutte le mattine sul monte Faito per ricevere ordinazioni da alberghi e proprietari delle numerose ville che vi sono sorte nel dopoguerra.

Quel giorno, essendo festa, il bambino gli chiese di accompagnarlo ed il padre acconsentì.], il conduttore della cabina Alberto Lanza (40enne) di Cercola ed il pensionato (71enne) Di Girolamo Costanzo di Napoli[2. Di Girolamo Costanzo, durante i mesi estivi si recava di mattina presto, con la ferrovia circumvesuviana a Castellammare di Stabia, e saliva poi al Faito in funivia: soffrendo gravemente d’asma, trovava un notevole ristoro nell’aria balsamica e fresca della montagna.], tutti estratti dalle lamiere contorte della cabina.

Il disastro della funivia del Faito

Il disastro della funivia del Faito

Il disastro della funivia del Faito

Il disastro della funivia del Faito


fonte “Emeroteca stabiese di liberoricercatore.it

Vedi anche:  La funivia del Faito in quel tragico 15 agosto del 1960