Cartoline artistiche del maestro Umberto Cesino

Nel 2009, in una mia mostra al Circolo Internazionale di Castellammare di Stabia, esposi per la prima volta un buon numero di quadri eseguiti con la tecnica del disegno a penna e poi acquerellato.
Devo dire che, con mia sorpresa, ebbero un successo superiore alle mie più rosee aspettative. In effetti, sin da bambino, sono sempre stato affascinato dalle illustrazioni, oltre che dal disegno come tecnica a sé stante, e in quell’occasione mi ritrovai ad assaporare il piacere del consenso avuto da queste mie opere, ritenute generalmente e forse a torto sorelle minori dei dipinti su tela.

L'Amerigo Vespucci nel Golfo di Castellammare di Stabia

L’Amerigo Vespucci nel Golfo di Castellammare di Stabia

L’amico Gaetano Fontana, che una sera venne a visitare la mostra con gli altri amici della Redazione di Liberoricercatore, fu il primo a farmi notare che quelle opere si prestavano egregiamente alla realizzazione di cartoline artistiche della nostra suggestiva città, il cui passato di meta turistica l’aveva fatta immortalare su milioni di cartoline. Ormai, mi diceva Gaetano nel 2009, non ci sono più cartoline di Castellammare in circolazione, come i turisti, che si contano a decine anziché a migliaia, come negli anni d’oro diventati ormai solo un ricordo. Perchè non provi a stampare delle cartoline dalle tue illustrazioni stabiesi? Secondo me, diceva spalleggiato dagli altri amici della redazione, molti stabiesi le apprezzeranno.
Gaetano mi convinse, anche perché una mezza idea già l’avevo, ma non l’avrei mai realizzata senza la sua persuasione. Mi diede anche il suggerimento di mettere in circolazione una serie di cartoline in pacchetto, anziché i singoli soggetti sparsi. L’Editore d’Oriano di Pompei diede forma a quest’idea e presto i cofanetti con la serie completa di cartoline artistiche tratte dai miei soggetti stabiesi furono in molte edicole della città. Il progetto ebbe un buon successo, molti stabiesi residenti in città o venuti in visita e anche turisti di passaggio ne comprarono nel corso di alcuni anni.
La stampa fu interrotta alcuni anni fa, per sopraggiunti motivi di varia natura. Chissà che non mi venga il desiderio di fare una ristampa delle vecchie serie e, perché no, una nuova serie? …….

Umberto Cesino


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L’Apostolo di Castellammare

articolo1 di Antonio Greco

L’Apostolo di Castellammare

S.E. Mons. AGOSTINO D’ARCO 

(Ischia 5 marzo 1899 – Castellammare di Stabia 21 settembre 1966)

S.E. Mons. Agostino D'Arco

S.E. Mons. Agostino D’Arco

Se Hugo fosse vissuto nei nostri giorni ed avesse avuto la ventura di conoscere l’ultimo vescovo di Castellammare, non avrebbe potuto descriverlo diversamente da monsignor Myriel.
Anzi, sono sicuro che avrebbe aggiunto dell’altro; e parlando di lui avrebbe rivelato che, in un ambiente ecclesiastico, dove fatte poche e lodevoli eccezioni, si nutre verso il nostro Movimento un’inesplicabile indifferenza.
Egli fu il solo a valutarne le finalità altamente spirituali, fu il solo a comprenderne valore pedagogico, forza morale, concordia e unione che porta nelle famiglie.
E divenne un continuo, affettuoso mecenate, di ogni fermento presepistico locale; appoggio e protesse, con ogni mezzo, l’attività della locale Sezione Amici del Presepio.
Non declinò mai un invito a partecipare alle nostre manifestazioni; e fu il solo – bisogna pur dirlo fra tante autorità ecclesiastiche e civili a renderle possibili, colmando del proprio i deficit. Continua a leggere

  1.  tratto da: Il Presepio – Bollettino della Associazione Italiana Amici del Presepio, nr. 48 anno XIV Dicembre 1966.

Vicoli, scale e archi

Vicoli, scale e archi

(di Enzo Cesarano)

In Oriente si dice: “Ogni volta che vuoi giudicare qualcuno, cammina prima per tre lune nei suoi sandali”. Dobbiamo diventare dei grandi camminatori non credete? Camminare, camminare oltre e camminare ancora, l’uno di fianco all’altro, scambiandoci le calzature, uno nei sandali consunti dell’altro.

Vicoli scale e archi (by Enzo Cesarano)

Vicoli scale e archi (by Enzo Cesarano)

Camminare pensando al giorno in cui abbiamo iniziato il nostro cammino, il giorno in cui siamo “venuti” al mondo e, a quello in cui ce ne andremo, quando smetteremo di camminare. Camminare accanto alla debolezza, completamente nudi e indifesi, senza indici tesi e levati. Dobbiamo camminare per costruire il mondo, le cui basi non siano più il giudizio o peggio ancora il pregiudizio, ma l’umiltà, la comprensione, il desiderio di incontrare l’altro.

Uno slide show di Enzo Cesarano, che invita nel rivisitare le strade antiche della nostra Castellammare, a porci domande sull’altro, sul prossimo, sul nostro vicino. Salire, scendere, valicare, andare oltre pregiudizi e giudizi frettolosi, crescere, percorrendo con attenzione l’antico. Continua a leggere

San Gennaro a Castellammare

San Gennaro a Castellammare

di Giuseppe Zingone

San Gennaro a Castellammare (foto Enzo Cesarano)

San Gennaro a Castellammare (foto Enzo Cesarano)

Fu grazie a Carlo I d’Angiò1 che l’abitato di Castellammare venne cinto di mura, in tale occasione furono ampliati il castello ed il porto e fu ricostruito ed ampliato su un vecchio complesso risalente agli ultimi anni del dominio svevo, il Palazzo Reale, detto di Casasana o Quisisana, quello stesso edificio dove soggiornò nel 1316 Roberto figlio di Carlo recuperando il suo cattivo stato di salute.2

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  1. Francesco Alvino,Viaggio da Napoli a Castellammare con 42 vedute incise all’acquaforte, Napoli stamperia dell’Iride 1845, pag. 89.
  2. La presenza di Roberto D’Angiò a Castellammare è documentata nel 1316. In Guida d’Italia, Napoli e dintorni, pag. 582, Touring Club Italiano, sesta edizione, Milano 2001. Vedi anche: Catello Parisi, Cenno storico descrittivo della Città di Castellammare di Stabia, pag. 19-20, Firenze 1842.