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La Natività (foto Maurizio Cuomo)

Te piace ‘o presebbio?

Natale in casa Cu…omo

di Maurizio Cuomo

“Dedico questa pagina a mio padre Domenico, che in tenerissima età mi ha trasmesso l’amore per il presepe. Passione che mi auguro, si tramandi ai miei figli affinché la tradizione di famiglia si consolidi ulteriormente e possa continuare ancora a lungo ad appassionare le future generazioni”

La Natività (foto Maurizio Cuomo)

La Natività (foto Maurizio Cuomo)

Innanzitutto, mi sia concesso di rispondere alla celeberrima domanda che il grandioso Eduardo (in scena Luca), nel suo “Natale in casa Cupiello“, poneva con insistenza (ma senza esito alcuno) al figlio “Nennillo” e di rimando a tutti noi spettatori:

“Si, Eduà’, ‘o presebbio me piace… e pure assaje!!!”.

A seguire una galleria fotografica (le immagini, purtroppo, non rendono la bellezza reale delle scenografie) di alcuni scorci del presepe che ho impostato.

Va da sé, che per quanto mi sia impegnato nell’utilizzare materiali naturali (sughero, legno, terracotta,1 pietra, muschio, ecc.), ed abbia ricreato ambienti ed oggetti in miniatura del tutto realistici,2 il mio personale contributo alla tradizione presepiale ha un approccio del tutto amatoriale, che seppur sia migliorato con il sano impegno, di certo non può essere paragonato alle creazioni dei maestri presepisti.

Ciononostante, lo scrivo “in punta di piedi”, spero comunque sia gradito e possa ispirare.

Infine, mi sia consentito di volgere un ringraziamento all’amico fraterno Enzo Cesarano ed al carissimo Massimiliano Greco, autentici cultori di “vita presepiale”, per aver rinverdito la mia passione per questa nobile arte.

Un abbraccio di cuore e buon Natale a tutti gli affezionati lettori di liberoricercatore.it!!!


Galleria fotografica: Continua a leggere

  1. I pastori sono tutti in terracotta della proporzione da 10 cm
  2. le assi utilizzate per assemblare la baracca che ospita la mucca, le ho ricavate da una vecchia trave di recupero che una settantina di anni fa, sorreggeva una vera e propria stalla alla via Schito; le monete nella ciotola del mendicante sono state ricavate con le teste di alcuni chiodi in rame da ciabbattino che ho ribattuto ed appiattito su di un’incudine; il finto prato è composto da profumatissimo muschio che ho raccolto ai boschi di Quisisana, ecc.
Madonna col Bambino dormiente di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato

Evocazioni

di Antonio Greco*

Madonna col Bambino dormiente di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato

Madonna col Bambino dormiente di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato

LLa casa grande e vuota gelava il cuore più che la fredda coltre di neve che copriva i monti e la squallida, circostante campagna.
Sebbene limitato alla sola capanna poggiata sul buffet, il Presepio acuiva la nostalgia struggente delle cose passate.
Ero solo e invocavo la mamma.
Risentivo le sue carezze sfiorarmi il viso e scaldarmi l’animo. Continua a leggere

‘O Presebbio ‘nmiez”o Viscuvato

a cura di Gaetano Fontana

Così come nell’antica tradizione presepiale napoletana si usa ambientare il presepe nei luoghi più cari, il dott. Giovanni Tommasino propone a beneficio dei lettori di liberoricercatore.it, il suo personale messaggio di speranza, ambientando la nascita di Nostro Signore in un luogo a noi stabiesi molto familiare.

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‘O Presebbio ‘nmiez”o Viscuvato

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‘O presebbio comunista

(di Enzo Cesarano)

'O presebbio comunista

‘O presebbio comunista

L’amico Gigi Nocera diceva che sono un tormentato democristiano e un nostalgico comunista, perché cresciuto nel periodo più tragico di quella che è stata chiamata la Guerra fredda.

Castellammare di Stabia, la famiglia, la vita quotidiana… ogni cosa appariva esattamente spaccata a metà. Blocco orientale contro Blocco occidentale, Unione sovietica contro Stati Uniti d’America, Partito Comunista Italiano contro Democrazia Cristiana.

La situazione era così ingarbugliata che gli stabiesi si contendevano perfino San Catello. Gli operai comunisti del Cantiere navale per non dare soddisfazione al Vescovo democristiano e, al contempo, non fare torto al Santo Patrono inventarono addirittura la leggenda che Catello era stato il primo operaio della fabbrica e solo per questo motivo ogni volta che usciva in processione dalla Cattedrale andava a salutarli. Per non far mancare niente al “compagno santo” tutte le maestranze partecipavano ad una sontuosa colletta… la qual cosa metteva a tacere anche i più scettici circa quelle manifestazioni d’affetto non certo cattoliche.

Anche in famiglia le cose erano parecchio confuse. Dal lato paterno erano tutti ferventi comunisti, uno zio era stato per anni perseguitato dai fascisti prima e dai governi repubblicani dopo.  I nonni materni invece erano fanatici democristiani, la nonna, in particolare, da piccola era stata indottrinata alla “difesa della croce” ed era solita dire una preghiera anche quando passava davanti alla sede della DC che si trovava a Piazza “Vescovato”. Continua a leggere

La Natività in carrozzella

a cura di Massimiliano Greco

Dalla fantasia del maestro Luigi De Martino, la natività in carrozzella. Il titolo dell’opera, dato dall’acquirente, è fuga a Napoli, ma a mio personale avviso sarebbe stato più giusto fuga a Castellammare, verso l’aria salubre di Quisisana, o al massimo ritorno a Napoli.

La Natività in carrozzella

La Natività in carrozzella (opera di Luigi De Martino)

La carrozza1 è una libera elaborazione della carrozzella della ditta Scala ed è stata realizzata dal maestro Pietro Giordano. Sullo sfondo il lato bello del Vesuvio. L’opera è attualmente in mostra alla Creattiva di Bergamo.

Galleria immagini

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  1. carrozza in legno di Pietro Giordano, che riproduce in scala la carrozza reale che usavano i Borbone quando arrivavano a Castellammare di Stabia.