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Il Diavoletto di San Gregorio Armeno

Il Diavoletto di San Gregorio Armeno

Il Diavoletto di San Gregorio Armeno

articolo di Pasquale Cirillo

Il Diavoletto di San Gregorio Armeno

Il Diavoletto di San Gregorio Armeno

La sera della Vigilia di un Natale di diversi anni fa, sui biglietti di accompagnamento dei regali, i miei preziosi  figli alla madre scrissero: “Alla Colonna della famiglia”, mentre a me: “Al Bambino dai capelli grigi”.

Ricordo che me la presi, ma poi mi passò subito. Un po’ perché credo di non essermi  mai sottratto ai miei doveri di padre e poi perché mi ricordai che quella dedica è il titolo di un racconto apparso sul CORRIERE DEI PICCOLI degli anni sessanta che avevo fatto leggere a mia figlia, la quale da lì aveva preso spunto.

E poi sì, non me ne vergogno, forse sono proprio un bambino coi capelli grigi (ora quasi bianchi) ed appartengo ad una tribù a rischio di estinzione come gli indios della Foresta Amazzonica. Noi di questa etnia minacciata ci perdiamo appresso a visioni di presepi, di pastori, ma non solo: alcuni di noi collezionano santini, scatole di latta, vecchi fumetti e tanto altro e, cosa più grave, senza farci un euro.  Il disagio è inevitabile quando incontriamo persone “pratiche”, soprattutto quelle impegnate a fare soldi e carriera. La gioia, invece, è grande quando incontriamo un nostro simile. Come è successo quando ho conosciuto, tanti anni fa, Antonio Greco. Continua a leggere

Presepi da Guinness – L’opera di don Antonio Esposito

Storia e Ricerche

Presepi da Guinness – L’opera di don Antonio Esposito

articolo di Massimiliano Greco

Castellammare di Stabia vanta un’antica e radicata tradizione del presepe napoletano, per la collezione di pastori del ‘700 conservati nel Duomo, per la presenza di famiglie che hanno o hanno posseduto collezioni di pastori napoletani di grande pregio e per una folta schiera di artisti ed artigiani, alcuni di grande fama, che si sono dedicati e si dedicano tuttora  all’arte del presepe.

Presepe in Guscio d’uovo

Presepe in Guscio d’uovo

Tra i presepisti Stabiesi, un ruolo di spicco occupa di diritto don Antonio Esposito, un sacerdote schivo e riservato, il mago della micro miniatura, come lo ha definito il Prof. Angelo Stefanucci, presidente dell’Associazione Italiana Amici del Presepio.

Nato nel 1917, attratto dalla vocazione religiosa entra nell’ordine dei Barnabiti per poi passare al clero diocesano. Si cimenta nella realizzazione dei presepi per puro caso; è il Natale del 1941 e per sfogare in qualche modo il dolore per la perdita della mamma, decide di realizzare un presepe in una piccola scatola. Continua a leggere

Le Memorie Stabiesi

LE MEMORIE STABIESI, Il Natale a Castellammare

Giuseppe Zingone e Enzo Cesarano

Memorie Stabiesi, il Natale a Castellammare

Con la data di oggi 24 dicembre 2024 si apre ufficialmente il Giubileo. Papa Francesco aprirà nelle prossime ore la porta Santa della Basilica di San Pietro, un momento atteso dai credenti cattolici di tutto il mondo, che giunge a noi ogni 25 anni circa. Un periodo di conversione per molti, di riflessione per altri, semplicemente un evento culturale per i fratelli non credenti, un’occasione per TUTTI. Continua a leggere

La votapesce smarrita

Alla ricerca della votapesce1 smarrita

articolo di Pasquale Cirillo

La Zingara (collez. Antonio Greco)

La Zingara (collez. Antonio Greco)

Quanti personaggi sul nostro Presepe a far corona ai Protagonisti, veramente possiamo dire “‘na foll’’e ggente….”. Ma noi li conosciamo tutti, uno per uno. Per il loro mestiere: ‘a castagnara, ‘o canteniere, ‘o pisciavinnele, ‘a lavannara, ‘o chianchiere, ‘o ncenzatore…qualcuno proprio per nome, come Ciccibacco o il più famoso di tutti che è Benino (non Benito, mi raccomando), il pastorello che dorme nel pagliaio e suo padre, Armenzio, che lo va a svegliare  per andare alla Capanna. Molti, non tanti, conoscono pure il cacciatore che si chiama Cidonio, che è il fratello di Benino, oltre che amico di Ruscellio, il pescatore.

E poi c’è la numerosa, folta, colorata, fantasiosa  schiera dei “pastori in cammino” che recano in dono al Bambino ricotte, formaggi, salami, prosciutti, galline, uova, broccoli, cavoli, meloni gialli e verdi e pure qualche anguria fuori stagione, insomma tutta roba da mangiare.  Niente di male, se pure il Poverello di Assisi voleva che a Natale tutti facessero festa con un pasto abbondante, compreso l’asinello del convento al quale ordinava fosse data doppia biada. Fra la folla anonima  del “cammino” spiccano due personaggi: il monaco “cercante” (di offerte) e la zingara. A proposito di quest’ultima si è scritto tanto. Vecchie tradizioni la identificano come la Stefania del miracolo del sasso trasformato in bambino, attribuendole addirittura la maternità di Santo Stefano.

La zingara senza la votapesce

La zingara (collez. Pasquale Cirillo)

Altri se la immaginano triste perché, avendo fama le zingare di capacità divinatorie (c’è chi con occhi palepolesi ci vede la Sibilla), si muove a pietà nel prevedere la tragica fine di quel Bambino che ora dorme tranquillo nella mangiatoia; in fondo il suo bambino, per quanto misero, è meno sfortunato. Mi piace molto questa immagine e, qualche anno fa’, realizzando un diorama pasquale raffigurante la Deposizione di Gesù dalla Croce, ho posizionato in secondo piano la stessa  zingara del presepe, triste testimone del compimento della sua previsione.

Proprio la stessa zingara ho usato, regolarmente munita di “votapesce”, che in italiano si chiama “schiumarola”, che sarebbe quella paletta bucherellata che si usa per rigirare le fritture nella padella. Ma che ci fa la zingara in cammino sul presepe con una votapesce in mano? Semplicemente la vende ai passanti, assieme ad altri piccoli manufatti in ferro, come mestoli, forchettone, paletta per il braciere… Continua a leggere

La Natività (foto Maurizio Cuomo)

Te piace ‘o presebbio?

Te piace ‘o presebbio?

Natale in casa Cu…omo

di Maurizio Cuomo

“Dedico questa pagina a mio padre Domenico, che in tenerissima età mi ha trasmesso l’amore per il presepe. Passione che mi auguro, si tramandi ai miei figli affinché la tradizione di famiglia si consolidi ulteriormente e possa continuare ancora a lungo ad appassionare le future generazioni”

La Natività (foto Maurizio Cuomo)

La Natività (foto Maurizio Cuomo)

Innanzitutto, mi sia concesso di rispondere alla celeberrima domanda che il grandioso Eduardo (in scena Luca), nel suo “Natale in casa Cupiello“, poneva con insistenza (ma senza esito alcuno) al figlio “Nennillo” e di rimando a tutti noi spettatori:

“Si, Eduà’, ‘o presebbio me piace… e pure assaje!!!”.

A seguire una galleria fotografica (le immagini, purtroppo, non rendono la bellezza reale delle scenografie) di alcuni scorci del presepe che ho impostato.

Va da sé, che per quanto mi sia impegnato nell’utilizzare materiali naturali (sughero, legno, terracotta,[1. I pastori sono tutti in terracotta della proporzione da 10 cm] pietra, muschio, ecc.), ed abbia ricreato ambienti ed oggetti in miniatura del tutto realistici,[2. le assi utilizzate per assemblare la baracca che ospita la mucca, le ho ricavate da una vecchia trave di recupero che una settantina di anni fa, sorreggeva una vera e propria stalla alla via Schito; le monete nella ciotola del mendicante sono state ricavate con le teste di alcuni chiodi in rame da ciabbattino che ho ribattuto ed appiattito su di un’incudine; il finto prato è composto da profumatissimo muschio che ho raccolto ai boschi di Quisisana, ecc.] il mio personale contributo alla tradizione presepiale ha un approccio del tutto amatoriale, che seppur sia migliorato con il sano impegno, di certo non può essere paragonato alle creazioni dei maestri presepisti.

Ciononostante, lo scrivo “in punta di piedi”, spero comunque sia gradito e possa ispirare.

Infine, mi sia consentito di volgere un ringraziamento all’amico fraterno Enzo Cesarano ed al carissimo Massimiliano Greco, autentici cultori di “vita presepiale”, per aver rinverdito la mia passione per questa nobile arte.

Un abbraccio di cuore e buon Natale a tutti gli affezionati lettori di liberoricercatore.it!!!


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