Archivi categoria: Natura di Stabia

Fantasmi nel bosco.

Fantasmi nel bosco, straordinari adattamenti per la sopravvivenza

articolo del naturalista Ferdinando Fontanella

Fantasmi nel bosco.

Fantasmi nel bosco.

Sembra incredibile, ma è vero: “Nei boschi italiani vivono i fantasmi!”. Il periodo migliore per osservarli è l’autunno, per vederli bisogna passeggiare piano per i sentieri del bosco facendo bene attenzione ai minimi movimenti dei ramoscelli. Li ho ammirati io stesso nei boschi di Quisisana a Castellammare di Stabia, vi confesso che ho provato un brivido che mi ha scosso. La mia non era paura, non c’era motivo di averne perché il fantasma che ho visto non ha niente della classica e fantasiosa “demoniaca presenza”. Il sussulto che ho provato era dovuto alla meraviglia e all’ammirazione. Continua a leggere

Erbario Coscarelli in riferimento al territorio stabiano

N.B.: si ringrazia il prof. Mario Russo per aver autorizzato la pubblicazione delle due immagini.

Erbario Coscarelli

Erbario Coscarelli

Questa mattina ho iniziato la lettura del catalogo curato dal prof. Mario Russo (edito nel 2009 dalla Nicola Longobardi Editore) che illustra l’erbario di Domenico Coscarelli, conservato a Sorrento nel Museo Correale di Terranova. Continua a leggere

Francesco Rosato detto Ciccio Bosco

Il Cacciatore e la Beccaccia

articolo di Ferdinando Fontanella

Mastu Ciccio ogni sera si affacciava alla balaustra del terrazzo della piccola casa di Quisisana, amava guardare i tramonti del golfo di Napoli, in lontananza vedeva Capri e Ischia di fronte il maestoso Vesuvio  con adagiate ai suoi piedi Torre del Greco e Torre Annunziata, più in là Pompei di cui riconosceva il profilo dell’alto campanile e le antiche rovine degli scavi, poi c’era la foce del fiume Sarno e la sua città Castellammare, il rione “Spiaggia”, il lungomare con la Villa Comunale, il Centro Antico, il Cantiere Navale e Pozzano.

I tramonti lo aiutavano a ricordare la gioventù, era nato alla fine degli anni venti del ‘900 e da quando aveva compiuto novanta anni i ricordi gli facevano spesso compagnia, riempivano le giornate e gli davano l’opportunità di rivedere tante cose a lui care armai lontane nel tempo.

Francesco Rosato detto Ciccio Bosco

Francesco Rosato detto Ciccio Bosco

Quella sera il cielo era splendidamente tinto di mille sfumature rosse, all’improvviso guardando il frenetico cacciare di un gruppo di rondini pensò che da giovane anche lui era stato un abile e leale cacciatore. La sua fama di tiratore era quasi leggendaria, tutti sapevano che non gli era mai capitato di sbagliare un tiro. Quanto tempo era passato dall’ultima volta che aveva imbracciato un fucile? Forse quaranta o più anni, non ricordava con precisione il momento in cui aveva smesso di andare a caccia, ricordava però il motivo che gli aveva fatto appendere l’amata doppietta al chiodo. Continua a leggere

‘A pipparella cu’ ‘o ‘ranato

melagrana pipettaIl melograno (Punica granatum) tradizionalmente associato al culto dei morti, è una pianta che mette un po’ tristezza. I frutti maturi arrivano sulle nostre tavole proprio nel periodo dedicato ai defunti. A scuola l’insegnante spiega che proprio a quest’albero, dai bei vermigli fiori, il figlioletto di Carducci, poco prima di morire, tendeva la pargoletta mano. Per concludere col mito classico che racconta come la giovane Persefone, per aver assaggiato pochi semi di melagrana, era costretta a vivere per sei mesi l’anno nel regno degli inferi in compagnia di Plutone. Tuttavia per i ragazzi che hanno studiato presso l’università della strada, da cui sono bandite tristezza, parafrasi e traduzioni, e la tradizione è solo l’occasione per assaggiare qualche sana leccornia. La melagrana, ‘o ‘ranato nel nostro dialetto, diventa materiale indispensabile per la realizzazione di una simpatica pipetta giocattolo. La pipparella che lo scugnizzo fuma per scherzo mentre impara ad essere grande. Continua a leggere

Corbezzoli (foto Gennaro Cesarano)

Il Corbezzolo, ovvero ‘a Sovera pilosa

Corbezzolo (Arbutus unedo) foto Nando Fontanella

Corbezzolo (Arbutus unedo) foto Nando Fontanella

Castellammare è una città fortunata, il luogo dove la pianura incontra le montagne, i monti toccano il mare e l’acqua salata si mescola con quella dolce.

In un posto così fatto non si corre mai il rischio di annoiarsi, una semplice passeggiata, fatta in un qualsiasi periodo dell’anno, sa sempre regalarti lo spunto interessante per una riflessione, un ricordo, una ricerca.

Nel mio girovagare per questa terra meravigliosamente ricca, quest’autunno ho avuto modo di soffermarmi a pensare ad una pianta comune nei nostri monti ovvero il Corbezzolo. Continua a leggere