Mariana Starke: Il Volto Sconosciuto della Guida Moderna
di Giuseppe Zingone
Nel vasto panorama dei viaggiatori e degli scrittori che tra Settecento e Ottocento hanno immortalato il Grand Tour, poche figure risultano più fondamentali, e al contempo più sfuggenti, di Mariana Starke (1762–1838). Donna energica, drammaturga e avventurosa, fu lei a traghettare la letteratura di viaggio dall’erudizione aristocratica alla praticità borghese.
Sull’onda della crescente mobilità successiva al 1815, la Starke, con le sue celebri opere come Travels in Italy e Travels on the Continent, non si limitò a descrivere le opere d’arte; ella inventò il concetto stesso di guida turistica moderna. Fu la prima a fornire indicazioni dettagliate sui prezzi, sui bagagli essenziali e persino a introdurre il sistema di classificazione dei luoghi d’interesse tramite i punti esclamativi (precursore degli asterischi), armando il viaggiatore comune contro le truffe delle guide locali, tanto da ricevere minacce di morte dai vetturini di Roma.
Eppure, in questo paradosso che a volte avvolge i grandi innovatori, si nasconde un’amara ironia: la donna che ha meticolosamente guidato innumerevoli lettori attraverso i tesori e le città d’Europa, fornendo persino servizi di spedizione d’arte per i suoi amici (come il famoso ritratto di Shelley per Mary Shelley), è rimasta senza volto per la storia.
Come ci ricorda la studiosa Caroline Murray, “tristemente, nessun ritratto di questa donna energica e intraprendente sembra essere sopravvissuto.” Dunque, Mariana Starke, la madre delle guide di viaggio, è oggi il “fantasma del Grand Tour”: la sua impronta è ovunque nelle nostre mappe, ma il suo vero aspetto rimane un mistero insondabile.
Famosa per i suoi numerosi viaggi, Mariana Starke, scrisse un interessante libro che raccoglieva diversi viaggi in Italia: TRAVELS IN ITALY, Between year 1792 and 1798 Containing a view of the late revolution in that country, in due volumi, pubblicato a Londra nel 1802. Nessuna notizia su Castellammare che ritroviamo invece nel suo libro: Information and direction for Travellers on the Continent, di cui riportiamo l’estratto.
(Cap. XL AMALFI—CASTEL-A-MARE—CAPRI. 453)
Si può fare una piacevole escursione in mare da Sorrento a Castel-a-mare, dove una barca da Sorrento impiega di solito un’ora e un quarto, e torna in circa due ore. Castel-a-mare, situata ai piedi della collina su cui sorgeva l’antica Stabiae, è circondata da una campagna bellissima ed è abbellita da una Banchina, realizzata dai Francesi. Qui ci sono diverse piccole Case di Alloggio, ma nessuna locanda adatta per dormirci. Sulla collina sopra Castel-a-mare c’è una Villa appartenente al Re di Napoli, insieme a due o tre grandi case di alloggio, situate in modo delizioso nelle vicinanze di passeggiate e percorsi ombreggiati; e su questa collina è possibile rintracciare il sito di Stabiae, ma nient’altro, poiché gli scavi effettuati in quel villaggio sono stati interrati. A Stabiae furono trovate Sculture, Dipinti e un numero considerevole di Papiri, ma pochissimi scheletri; si suppone quindi che gli abitanti abbiano avuto il tempo di fuggire, prima che la loro dimora venisse sepolta dalle ceneri del Vesuvio. Carrozze e asini possono essere noleggiati a Castel-a-mare.1
1. Mariana Starke, Information and Direction for travellers on the Continent, Vol. II, sixth edition, LEGHORN, MDCCCXXV, pag 453.




