La Croce di Fuoco

Storia e Ricerche

La Croce di Fuoco

di Giuseppe Zingone

La Croce di Fuoco

Amilcare Sciarretta, al Faito

Folle, visionario o sognatore, a lui dobbiamo il recupero della Chiesa di San Michele al Faito. Amilcare Sciarretta fu per Castellammare molto più che un semplice ospite o un impiegato di banca. Fu certamente uomo attivo, propositivo, uomo di valore, di sani ideali, proprio quello che oggi manca alla nostra Castellammare.

In altri miei articoli, ho già parlato di Amilcare Sciarretta, leggi: Amilcare Sciarretta e la croce luminosa e Inno della Croce.

Il tempio e la croce luminosa

Il tempio e la croce luminosa

In questo articolo tradotto dalla lingua inglese, ho scovato la genesi dell’idea della riedificazione della chiesa di San Michele al Faito; com’anche l’insensato e pazzesco progetto, di costruire una croce luminosa in vetro alta più di 50 metri, in cima al monte che tanto amò. Amilcare Sciarretta come tutti coloro che ci hanno preceduto in questa vita umana, era di un’altra pasta, aveva certamente una marcia in più.

Atlanta Constitution

“Una ‘Croce di Fuoco’ alta 180 piedi sorgerà sulla Baia di Napoli”

MONTE FAITO, Italia, 25 agosto (AP) – La croce di fuoco più alta del mondo sorgerà sulla Baia blu di Napoli per via di un’esplosione di granata e di una visione.

Tutto ebbe inizio nelle trincee a nord di Venezia nel 1915, quando Amilcare Sciarretta era un giovane tenente di fanteria, di fronte agli austriaci con la sua brigata “Bruzzi” in battaglia.

Un proiettile fischiò e scoppiò nella trincea, ricoprendolo di fango e pietre. Fu allora che il tenente Sciarretta ebbe la visione. Sebbene non fosse mai stato lì, vide la pacifica Baia di Napoli, con i suoi pini contorti e il Vesuvio che si stagliava sullo sfondo. Un’altra visione seguì: vide una montagna verde e un angelo in piedi su di essa con una spada fiammeggiante.

RITORNO IN TRINCEA
Non fu gravemente ferito. Pochi giorni dopo era di nuovo in trincea, ma la sua visione era quasi dimenticata.

Per 17 anni rimase sepolta nella sua memoria. Tornato alla vita civile, lavorò in una banca a Napoli. Un giorno, nell’agosto 1932, decise di salire sul Monte Faito, un’alta montagna che domina la città di Castellammare di Stabia, vicino Napoli.

In cima alla montagna trovò le rovine di un’antica chiesa e un eremita.

«Io sono Padre Vivoda» disse il vecchio uomo, «l’eremita del Monte Faito. Sei il primo uomo che vedo qui da molti anni».

La Croce di Fuoco

Padre Antonio Vivoda

NEL VI SECOLO
Parlarono, e l’eremita raccontò la storia dell’edificio in rovina. Era stato costruito nel VI secolo d.C., la prima chiesa cristiana dell’Italia meridionale. Era dedicata a San Michele Arcangelo, poiché si diceva che lì fosse avvenuta una visione di un angelo su una montagna con una spada fiammeggiante.

I ricordi della trincea, dell’esplosione della granata e della visione riaffiorarono. Sciarretta abbracciò l’eremita e giurò: «La ricostruirò. Questo era stato predestinato per me nel 1915».

Per 20 anni lavorò al progetto, organizzando gruppi di scalatori per trasportare mattoni fino alla chiesa, a 4.100 piedi sopra il golfo. Ottenne il sostegno del Papa e della famiglia reale. Interrotto dalla guerra, il lavoro fu finalmente completato nel 1952.

IL PAPA PREMERÀ IL PULSANTE
Ma Sciarretta, ora sessantunenne, non si è fermato. Sulla stessa montagna, a 4.733 piedi sopra il golfo, costruirà una croce di fuoco. Sarà letteralmente una croce illuminata di acciaio e cristallo, alta più di 180 piedi, più alta della famosa croce sul Monte Corcovado che domina Rio de Janeiro.

Quando sarà completata, dice, il Papa premerà un pulsante in Vaticano per accendere le luci.

«Allora» disse l’ex tenente di fanteria, «la mia visione sarà compiuta».1

La Croce di Fuoco

Articolo del 19 agosto 2025


1. 180-Foot “Cross of Fire” to rise over Naples Bay, in: Atlanta constitution, 26 Agosto 1955, Vol. LXXXVIII, n°61, pag. 8.

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