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La statua di San Ciro

Inno a San Ciro

( a cura del dott. Tullio Pesola )

Dal 1948  al 1954  la cura delle anime della Parrocchia dello Spirito Santo di Castellammare di Stabia (ben 7000, in quanto a quell’epoca “Santa Maria della Pace” era solo una Rettorìa e non si pensava ancora di assegnarle una circoscrizione ecclesiastica) fu affidata ad un Sacerdote nativo di Marcianise (CE), che si distinse ben presto per il carattere gioviale, per il suo impegno sociale e per il coraggio nell’affrontare situazioni ingiuste e difficili. Nulla di scritto su di lui ci è pervenuto, per cui bisogna solo affidarsi alle testimonianze orali tramandateci da chi l’ha conosciuto e frequentato.

Pellegrinaggio al Santuario di Pompei (anni '50)

Pellegrinaggio al Santuario di Pompei (anni ’50)

In questa rara immagine lo vediamo circondato da un folto gruppo di suoi filiani in pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Rosario di Pompei in occasione dell’Anno Santo indetto da Papa Pio XII nel 1950. Possiamo facilmente individuarlo per la berretta, dalla quale non amava mai staccarsi, e per la statura che lo caratterizzava e che gli permette in questa foto di rendere visibile parte del suo volto. Continua a leggere

Tiempe belle 'e 'na vota

Il quesito di don Salvatore Savarese

Il quesito di don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro)

Caro Maurizio, don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro), mi ha scritto che ha trovato in un locale della chiesa il fazzoletto allegato e desidera sapere di cosa si tratta. Gli ho risposto che rimandavo la richiesta a liberoricercatore. Fraternamente.

Antonio Cimmino.

Il quesito di don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro)

Il quesito di don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro)

La Risposta del dott. Tullio Pesola

“Caro Maurizio, il quesito che mi sottoponi trova subito la sua risposta: si tratta di un cimelio storico molto raro e risale alla fine degli anni ’50, epoca in cui Padre Mario (come appunto si legge in una mia riflessione su tale figura carismatica: Egli, quindi, allestì un punto di ascolto televisivo assistito da una docente che controllava la classe, otteneva l’attenzione del gruppo, raccoglieva gli elaborati e li inviava poi a Via Teulada. Fu questa una delle espressioni più significative di P. Mario nella sua lotta all’analfabetismo, che permise a tanti suoi parrocchiani di acquisire un titolo di studio -seguendo appunto corsi di avviamento professionale a distanza- che consentì loro, successivamente, di inserirsi nel mondo del lavoro.) ottenne l’autorizzazione dalla Rai ad istituire una sede di TELESCUOLA. Si tratta in sintesi dello stemma con il quale la Rai fregiava i vari punti di ascolto disseminati su tutto il territorio.

Spero di aver dissipato ogni perplessità. Ciao, Tullio“.


Tiempe belle ‘e ‘na vota

«Tiempe belle ’e ’na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?»

Con questo malinconico ritornello di Aniello Califano, riportiamo all’attenzione dei lettori una rubrica che ci è particolarmente cara. In essa raccogliamo documenti, immagini e ricordi che raccontano, con semplicità e fascino, un passato stabiese non troppo lontano. Continua a leggere