Il Caso Viviani

Il Caso Viviani

a cura di Giuseppe Zingone

Raffaelle Viviani, in camerino

Per presentare questo articoletto: Il caso Viviani, è necessario parlare di alcuni aspetti interessanti, recenti e passati. Vorrei partire dal primo per arrivare ad una prima conclusione: Nel 2018 il professor Massimo Osanna annuncia ufficialmente che la data dell’eruzione pliniana del 79 forse non è avvenuta ad Agosto bensì il 17 di Ottobre dell’anno 79, tutto questo grazie al ritrovamento di una scritta a carboncino su un muro ed alcune anteriori intuizioni su oggetti ritrovati nel tempo a Pompei come melograni, bracieri ecc., che secondo alcuni studiosi non sarebbe altro che un chiaro segno di un autunno inoltrato. Sarà proprio andata così? Non sono un archeologo non posso rispondere, ciò che invece emerge è che una scritta a carboncino lasciata chissà da quale anonimo abitante della città più sorprendente e famosa al mondo, ha rimesso in discussione(?) molte certezze che adesso un po’ vacillano.1Quindi che cosa deduciamo? Che la storia si fa con i documenti e che nuovi documenti pur non cancellando in un sol colpo gli studi passati, sicuramente ci presentano interessanti novità di cui non si può non tener conto.

Raffaele Viviani, aveva una sorella più grande (Luisella) di certa statura e bravura teatrale, ma seppur di poco più grande del fratello non riuscì mai a superarlo. Ho letto diverse notizie su entrambi i personaggi, Raffaele però ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte teatrale, ma vorrei sottolineare anche nella letteratura del vernacolo, oltre quella nazionale.

A piccoli passi siamo arrivati da una notizia di carattere universale ad una particolare, ma tutto ha un senso e uno scopo, a volte però basta ritrovare un vecchio ritaglio di giornale che a nessuno interessa e grazie ad esso contribuire seppur in insignificante parte a stimolare chi alla ricerca si vuol dedicare per trovare nuovi felici filoni aurei.

In questo breve articolo che li coinvolge entrambi (Luisella e Raffaele) e nel ricercare gli argomenti che interessano i due fratelli nati a Castellammare è emersa una nota dolente, ma andiamo per ordine, bisogna partire da un terzo intruso il marito di Luisella, un certo Arturo Vietri.

Arturo Vietri, medaglia d’argento al valor militare

Arturo Vietri è un giovane irpino, che durante la Grande guerra era imbarcato sul sommergibile Jalea di cui il nostro torpediniere silurista era uno dei 20 uomini dell’equipaggio.2Il sommergibile saltò su una mina austriaca il 17 agosto 1915, vide perire tutti tranne il Vietri, che dopo ben sedici ore in acqua riuscì ad approdare a nuoto a Grado, si era meritata una medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: “Per il coraggio contenuto in occasione della perdita del sommergibile su cui era imbarcato, prestando soccorso ad altri naufraghi e conservando sempre calma, fermezza e coraggio, finché – dopo aver nuotato per oltre 16 ore riuscì finalmente a salvarsi sulla costa nazionale, mentre gli sarebbe riuscito assai più facile raggiungere la costa nemica, ciò che non volle per non essere fatto prigioniero”.3

Ritornato alla vita civile aveva sposato la nota artista teatrale Luisella Viviani, sorella del più noto Raffaele. Si era dedicato all’attività artistica della moglie ed era divenuto impresario teatrale e gestore tra gli altri, del teatro Umberto di Avellino”.4

“Ma al teatro Umberto si misero in cartellone anche opere liriche e spettacoli leggeri. Non mancarono Raffaele Viviani e sua sorella Luisella, consorte di Arturo Vietri, l’eroico marinaio unico sopravvissuto all’affondamento del sommergibile “Jalèa”, nel corso del conflitto 1915/1918”.5

Da molta bibliografia sui fratelli Viviani, (cartacea e non) si viene a conoscenza del ritiro di Luisella dalle scene subito dopo il matrimonio con il Vietri, per poi ritornare a solcare le tavole del palcoscenico nel 1919 di nuovo assieme al fratello Raffaele.

Nell’agosto del 1928 Luisella, spinta dal marito Arturo Vietri, ed esaltata dalla critica che la definisce La Duse napoletana specialmente come interprete dei lavori di Di Giacomo come Assunta Spina, mese Mariano, ed il Voto decide di lasciare il fratello e formare una sua compagnia. Seguita da alcuni attori della compagnia. Un colpo durissimo, ma Viviani non si scoraggia, conferma le piazze già fissate e rimpiazza i transfughi con nuovi attori. La turneè sarà un successo. Le parti di Luisella vengono affidate ad Armida Cozzolino. Il tentativo di Luisella avrà vita breve, e nel 1939 è di nuovo in compagnia. Ma il mito della sua insostituibilità è tramontato. Anche senza Luisella la compagnia continua a raccogliere consensi”.6

Nel testo sopra riportato, tratto da Wikipedia e ripreso da diversi siti web, questa seconda divisione dal fratello Raffaele, avverrebbe per l’enorme successo dell’attrice, e sotto la spinta dell’Arturo Vietri, ed ecco che torna utile una semplice notiziola (come la scritta in carboncino degli scavi di Pompei) riportata da un periodico di rassegna teatrale del 1929, “Il piccolo Faust”.7

Il Caso Viviani

Abbiamo spero in maniera chiara, fornito una ragione in più di ricerca a questi undici anni di separazione. Ci piace in ogni caso immaginare che l’amore fraterno tra Raffaele e Luisella, abbia alla fine piegato, il dolore, l’orgoglio, le invidie e le umane passioni che ci accompagnano nel percorso terreno. Luisella torna dal piccolo Raffaele.

Purtroppo non ci è stato possibile recuperare la prima notizia sull’argomento, data, presumibilmente dal Piccolo Faust nel 1928: “Accennammo già alla controversia tra Raffaele Viviani sua sorella e il cognato.8E se la commissione Arbitrale diede ragione al Vietri, il pubblico vide in Raffaele un attore insuperabile, legandolo indissolubilmente alla storia del teatro mondiale.

Copertina del Piccolo Faust, del 19 Gennaio 1929

Articolo terminato il 31 maggio 2021


 

  1. Molti diranno: Ma Plinio il giovane è stato un testimone di quei fatti non può esserci margine d’errore? Purtroppo più che margine la conclusione è proprio questa, anche la lettera di Plinio il giovane scritta a Tacito non è un originale, si tratta di trascrizioni di epoca medioevale.
  2. L’EQUIPAGGIO DELLO JALEA

    Deceduti per causa di servizio: Capitano di Corvetta Giovannini Ernesto,Tenente di vascello Cavalieri Guido, 1° Macchinista Maccarone Ludovico, Capo Torp. Sc. 2° Cl. Armellino Ciro, 2° Capo Torp. E. Martignoni Giuseppe, 2° Capo Torp. E. Cocco Antonio, Sotto Nocchiere Bellettino Giuseppe, Sotto Capo Torp. Sc. Di Biagio Tullio, Sotto Capo Meccanico Gervasini Andrea, Marinaio Giacometti Alfredo, Marinaio Mione Soccorso, Torpediniere E. Motolese Giuseppe, Torpediniere E. Prevetello Attilio, Torpediniere E. Bognetti Ferdinando, Torpediniere E. Campurra Luigi, Torpediniere Sc. Consoli Agatino, Fuochista Artefice Morelli Dante, Fuochista Artefice Strata Lauro, Fuochista Artefice Pindinelli Carmine,Superstite: 2° Capo Torp. E. Vietri Arturo. Info tratte dal Forum Cime e Trincee.

  3. In molta documentazione in rete, la medaglia d’argento al valor militare di Arturo Vietri, si trasforma in medaglia d’oro.
  4. Forum Cime e Trincee.
  5. Così riportato in: Andar per Teatri ad Avellino…tanto tempo fa, di Erennio Mallardo. Siamo negli anni venti del Novecento.
  6. Raffaele Viviani, su wikipedia.
  7. Il Piccolo Faust, fu un periodico fantastico artistico teatrale in auge dal 1875 al 1933.
  8. Vedi: Il Caso Viviani, in: Il Piccolo Faust, rassegna Teatrale, anno 55, numero 1, del 19 Gennaio 1929, pag. 2.

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Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

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