Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia
articolo del dott. Raffaele Scala
Premesse
Il testo che segue, qui rivisto, corretto e ampliato, ora pubblicato autonomamente, nasce come premessa all’autobiografia politica dell’Autore, parzialmente pubblicata alcuni anni fa sui sito web, Nuovo Monitore Napoletano e Strisciarossa, con il titolo, Come diventammo comunisti nella Stalingrado del Sud (L’educazione politica ai tempi di Enrico Berlinguer).
Una premessa di poche righe, appena una paginetta, ma, scavando nella memoria, leggendo alcuni documenti, vari articoli di giornali, da quelli locali all’Unità, quotidiano dell’ormai scomparso Partito Comunista Italiano, in particolare le pagine locali curate dalla sua redazione napoletana, mi sono reso conto che valeva la pena di approfondire, di farne un lavoro autonomo.
La storia del circolo stabiese dei giovani comunisti poteva dunque vivere di vita propria, avendo tanto da raccontare alle nuove generazioni: una storia collettiva di vita vissuta, tra il 1944 e il 1990, una esperienza politica di diversi gruppi di giovani appartenenti alle generazioni succedutesi in quel mezzo secolo del Novecento, tutti uniti dagli stessi ideali, sognando di realizzare una società diversa, migliore di quella in cui avevano vissuto i loro genitori e nella quale essi stessi crescevano. Un mondo migliore era possibile, ci hanno provato, anche se alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo in questo primo quarto del XXI secolo il mondo sembra, sui temi importanti dei diritti, della libertà, della pace, andare indietro nei secoli, più vicini al buio di tempi lontani ed oscuri che verso il Sole dell’avvenire.
Si coglie l’occasione per ringraziare Matteo Cosenza, Salvatore Vozza e Alfonso Natale per le loro preziose informazioni.
Consapevole di aver scritto solo semplici appunti di una storia molto più complessa e articolata, chiedo a chiunque si riconosca nei nomi pubblicati, a coloro che hanno conosciuto o conoscono alcuni dei protagonisti citati e ritengono di essere in possesso di fatti e notizie interessanti l’argomento trattato, possono contattarmi scrivendo alla mia mail, raffaelescala1954@gmail.com.
Il Circolo della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana) stabiese aveva una lunga e gloriosa storia che risaliva alla sua fondazione nella primavera del 1949, svolgendo nel cinema Corso il suo primo Congresso la domenica del 19 febbraio 1950, con circa 100 interventi e nessun incidente, come tenne a precisare il solerte poliziotto nella sua informativa[1].
Suo primo Segretario fu il dinamico e intraprendente Catello Uvale, operaio dei cantieri navali, futuro delegato della Commissione Interna e consigliere comunale del PCI negli anni Sessanta[2].
In realtà già all’indomani della caduta del fascismo e con la rinascita dei partiti, nei primi giorni di novembre del 1944 nella Città delle Acque si era costituito il Comitato Giovanile Comunista, Giorgio Sola, con sede in via Roma 30. La carica di Presidente fu assunta dallo studente Sebastiano Mariconda, futuro consigliere comunale e assessore socialista di peso, poi socialdemocratico[3]. Un mese prima si era anche costituito un Comitato Giovanile aderente al Fronte della Gioventù – fondato dal partigiano triestino, Eugenio Curiel (1912 – 1945) nel gennaio 1944 a Milano con l’intenzione di costituire una organizzazione unitaria tra i giovani antifascisti di ogni schieramento politico – , formato da delegati giovanili liberali, democratici del lavoro, democratici cristiani, socialisti e comunisti.[4] Poi sarebbe stata la volta di Enrico Berlinguer, primo Segretario Generale della FGCI, tra il 1949 e il 1956, lavorare per la ricostituzione dell’organizzazione giovanile comunista, dopo aver guidato negli anni precedenti il Fronte della Gioventù.[5] Continua a leggere


