Archivi tag: Eduardo de Filippo

Gli Scarpetta, Eduardo e Castellammare

Gli Scarpetta, Eduardo e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Al fraterno amico, Vincenzo Cesarano

Antonio Petito in abiti di scena, foto tratta da Comoedia

Alla morte del più grande Pulcinella, Antonio Petito, sul palco del San Carlino di Napoli, l’impresario Luzi esclamò: “Nun è n’ommo ch’è muorto, è nu teatro… è San Carlino”. Tra i soccorritori del momento anche un giovane Eduardo Scarpetta correva alla casa del medico e amico personale di Petito, Capparelli, il quale dichiarò: “Ė inutile che venga. Povero Petito! Non lo troveremo vivo.” Era il 24 marzo 1876.

Idealmente Pulcinella lasciava il palcoscenico a Felice Sciosciammocca, anzi in un certo senso anch’egli contribuì a materializzarlo.

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Napoli milionaria

Commozione e ricordi

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Napoli milionaria

Napoli milionaria

Caro Maurizio, è con vera commozione che ho letto lo scritto-ricordo del Signor Catello Nastro (rif.: “‘A Casciarmonica ‘e Castiellammare“). Naturalmente non c’è nessun commento da fare, salvo precisare che la guerra fu lo spartiacque fra i due periodi anteguerra/postguerra. Fra queste due epoche la vita cittadina subì una enorme metamorfosi, e non poteva essere diversamente dato i tragici fatti succedutesi nel frattempo. Fatti e atmosfere ben evidenziati anche nelle pagine conclusive del bel libro della Signora Amendola “La luna a striscie”, che io ho avuto l’onore e il piacere di leggere in anteprima.
Nell’anteguerra (epoca che mi ha visto prima bambino, poi adolescente) la vita si svolgeva con tranquillità, staticamente. Salvo quando qualche operaio del nostro glorioso Cantiere Navale veniva messo “a spasso” per una temporanea mancanza di lavoro. Allora la città entrava in relativa fibrillazione per qualche tempo. Poi la nostra innata filosofia (dimane Dio ce penza) ci rendeva pazienti e speranzosi. La solidarietà dei vicini e dei negozianti faceva il resto. Dopo la guerra invece era subentrato un altro clima. Si lavorava per rimuovere le macerie morali e materiale (e qui è inutile ricordare la “Napoli milionaria” di Eduardo). Continua a leggere

Eduardo ('O Canisto)

Eduardo e Castellammare

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Breve premessa dell’autore:
Caro Maurizio, rilevandolo dal bel libro ‘O canisto, pubblicato nel 1971 dalle Edizioni Teatro San Ferdinando, ti mando una bella pagina che Eduardo riservò a uno storico locale stabiese: il Ristorante Tolino.
Dedica di Eduardo a Catello Tolino di Castellammare ('O Canisto)

Dedica di Eduardo a Catello Tolino di Castellammare (‘O Canisto)

Ecco l’antefatto: Eduardo, durante una delle periodiche visite che faceva agli antiquari napoletani di via Costantinopoli, via Cappella vecchia o presso i “sapunari” rintracciò una ceramica che rappresentava un gruppo di sette pulcinelli. Non essendo certa l’attribuzione dell’autore e della fabbrica dove fu realizzato sorse una discussione fra i suoi amici. Difatti nel sottozoccolo non risultavano nè il nome dell’autore, nè marchi di fabbrica. Ma la perfetta finitura del modellato, l’interpretazione dei vari Pulcinelli e la compiutezza sapiente delle tinte, fondendole nell’armoniosità concreta del blocco, rivelavano un modellatore eccezionale. Continua a leggere

Storia semplice

Storia semplice
di Enzo Cesarano

Breve premessa dell’autore
Caro Maurizio a te e agli amici di liberoricercatore.it voglio raccontare un aneddoto della mia famiglia perché divertente, una storia semplice a testimonianza di quando le nostre acque erano conosciute, valorizzate, e utilizzate per le loro funzioni medicamentose.

Le terme di Castellammare, cartolina Zingone Giuseppe

Le terme di Castellammare, cartolina Zingone Giuseppe

Alla fine degli anni ’50 il grande attore, commediografo e autore Eduardo De Filippo, fu colpito da gravi disturbi renali dovuti a dei calcoli al che un suo amico medico gli parlò delle nostre acque e della loro grande funzione sull’organismo, di carattere curativo e benefico per risolvere definitivamente quel disturbo che faceva soffrire l’attore. Continua a leggere