‘o Scupatore
( a cura di Maurizio Cuomo )
indichiamo una vasta categoria di lavoratori, sia meccanizzati che manuali. In particolare, ci riferiamo a chi si occupa della pulizia urbana e della raccolta dei rifiuti.
Nel tempo, questo termine ha quasi del tutto sostituito una parola più antica e caratteristica. Infatti, un tempo si usava il termine dialettale “Scupatore”. Così si identificava la figura dello spazzino, o netturbino, nella Castellammare di un tempo.
In conclusione, il linguaggio è cambiato, ma il lavoro resta fondamentale per la cura della città.
Questa professione (il cui termine traeva chiare origini, dalla grossa scopa di saggina, adoperata per la pulizia delle strade), simbolo del ceto povero della società, ha ispirato i pensieri di eccelsi poeti napoletani, tra di essi ricordiamo alcuni versi emblematici del nostro Raffaele Viviani, tratti dalla poesia “‘O scupatore”:
‘O scupatore
“…E’ nu brutto mestiere, ‘o scupatore!
E io vo dico cu tutta l’esattezza,
pecchè ce so’ nato int”a munnezza;
e tengo competenza e serieta’.
Sule na cosa inta a sta classe nosta:
Ca tu nun truove nu privileggiato.
Nuje simme tutte uguale, l’uno cu n’ato,
ca stessa scopa mano pe scupa’…”
A ricordo dell’importanza data a questa “povera”, ma onorevole professione, citiamo ancora quattro righe del principe Antonio De Curtis (in arte Totò), tratte dalla stupenda opera morale “‘A livella”:
“…chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu ‘na scopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro…
‘o muorto puveriello…’o scupatore…”.
Quando il termine “Scupatore” era ancora in auge non raramente si sentiva la caratteristica frase: “chillo sta’ d’int”a scupara” a indicare una persona lavorante nell’allora “Nettezza Urbana”.
Ancora oggi comunque alcuni soprannomi stabiesi sopravvissuti ai tempi (es.: ‘e Scupare, ‘a Scupatora, ecc.), tradiscono a chiari lettere una remota appartenenza a questo settore lavorativo.
Antichi mestieri stabiesi
Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.
Maurizio Cuomo



