L’Impepata di cozze

Piatti tipici stabiesi

Piatti tipici stabiesi

L’Impepata di cozze
antica ricetta per voce di popolo

a cura di Maurizio Cuomo

Impepata di cozze

Impepata di cozze

Questo piatto tipico delle città di mare è molto apprezzato e valorizzato anche dalla cucina tradizionale stabiese.

Semplice e di poche pretese, la sfiziosa impepata trova largo utilizzo nei primi mesi estivi, ovvero quando le cozze sono al massimo della maturazione. Continua a leggere

L'Arco della Pace

Surece e Scarrafune

Gli Anni '30 a Castellammare

Surece e Scarrafune
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

“Il grande patrimonio del vecchio è nel mondo meraviglioso della memoria, fonte inesauribile di riflessioni su noi stessi, sull’universo in cui siamo vissuti, sulle persone e gli eventi che lungo la via hanno attratto la nostra attenzione”.

Norberto Bobbio

L'Arco della Pace

L’Arco della Pace (opera del M° Umberto Cesino)

Molti di noi stabiesi, quando su liberoricercatore ricordiamo il tempo della nostra fanciullezza, della nostra gioventù, del nostro passato nella Stabia che fu, giustamente evidenziamo le cose belle che abbiamo vissuto e che abbiamo visto; evochiamo i giorni belli che vi abbiamo trascorsi; esaltiamo i simpatici aspetti folcloristici delle nostre tradizioni, della nostra gente.

Il desiderio che abbiamo di tornare indietro nel tempo, che nei nostri ricordi è, quasi sempre, il migliore della nostra vita, scaccia dalla nostra mente gli aspetti, le situazioni, le cose sgradevoli che abbiamo visto e vissuto allora. Adesso vi chiederete: “Ma chisto addo’ vo’ je a para’?”
Mi spiego, voglio parlare delle condizioni di vita, sotto l’aspetto igienico e sanitario, con le quali una volta si conviveva e che oggi sarebbero inconcepibili.

Oggi quasi tutte le abitazioni (escluse in parte quelle della zona antica di Castellammare) hanno in casa il bagno e i servizi igienici, le cucine a gas e i frigoriferi, i termosifoni per il riscaldamento. Ai miei tempi invece esistevano: “‘o zi’ peppe” (e per chi non sa cosa sia se lo faccia spiegare dagli anziani della famiglia), a “furnacella” (fumosa e sempre in procinto di spegnersi se non alimentata col ventaglio a “sciuscià”), “‘o vrasiere”. Continua a leggere

La riscoperta delle Ville di Stabia

Storia e Ricerche

La riscoperta delle Ville di Stabia

a cura di Giuseppe Zingone

La riscoperta delle Ville di Stabia

Il prof. D’Orsi mostra un frammento di pittura sulla parete del grandioso peristilio di una villa da lui scoperta.

Correva l’anno 1950.1 Mentre l’Italia si rimetteva in piedi dopo le ferite della guerra, a Castellammare di Stabia un uomo, il preside Libero D’Orsi, iniziava un’impresa che avrebbe cambiato per sempre la fisionomia archeologica del nostro territorio.

Oggi vogliamo proporvi una preziosa testimonianza dell’epoca: una pagina de L’Osservatore della Domenica2 datata 16 dicembre 1956, che titolava a tutta pagina: “La riscoperta delle Ville di Stabia” di Pio CIPROTTI.

Un tesoro sotto la cenere

Le immagini che corredano l’articolo dell’epoca sono evocative. Spicca il volto magnetico e terribile di una Medusa, un dettaglio dei raffinati affreschi stabiesi che nulla avevano da invidiare a quelli della vicina Pompei. Continua a leggere

Accadde Oggi (7 giugno)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 7 giugno

Il frigidarium di Villa San Marco (pittura del maestro Umberto Cesino)

Il frigidarium di Villa San Marco (pittura del maestro Umberto Cesino)

Nel 1749 iniziano gli scavi borbonici a Varano

Il 7 giugno 1749, iniziarono gli scavi sulla collina di Varano, precisamente nella zona detta Ripa di Barano. Il promotore dell’impresa fu Carlo di Borbone, che volle fortemente questa esplorazione.

Nonostante operassero senza un metodo scientifico, gli scavatori borbonici fecero scoperte straordinarie. Fin dai primi ritrovamenti, notarono un fatto sorprendente: la pioggia di cenere e lapilli, pur avendo causato distruzione e morte, aveva conservato in modo eccezionale affreschi, arredi e suppellettili.

Queste condizioni eccezionali di conservazione colpirono profondamente gli studiosi dell’epoca. Da quel momento, Stabiae cominciò a emergere come uno dei siti più promettenti dell’archeologia vesuviana.


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Accadde Oggi (5 giugno)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 5 giugno

Varo del vascello Monarca

Varo del vascello Monarca

Nel 1850 viene varato il vascello Monarca

Il vascello Monarca, in seguito ribattezzato Re Galantuomo, appartenne inizialmente alla Real Marina del Regno delle Due Sicilie. Dopo l’Unità d’Italia, la nave passò sotto il controllo della Regia Marina, che ne incorporò ufficialmente la proprietà e l’utilizzo.

Nel 1846, l’ingegnere Sabatelli ne curò il progetto, seguendo le direttive della cantieristica navale dell’epoca. I lavori iniziarono nei cantieri navali di Castellammare di Stabia, centro nevralgico della marineria borbonica.

Il 5 giugno 1850, i cantieri completarono il varo del Monarca. All’evento presenziarono Ferdinando II delle Due Sicilie e la consorte, la regina Maria Teresa, a testimonianza dell’importanza strategica e simbolica dell’unità navale.


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