Mentre ‘o miedeco sturéa ‘o malato se ne more!!!

editoriale di Maurizio Cuomo

Estremamente emblematico, questo vecchio adagio dialettale la dice lunga sulla saggezza popolare tramandataci dai nostri padri; ebbene, titolo migliore, a mio personale avviso, non potevamo dare alla delicata questione dell’archivio storico comunale “sfrattato” che per sua/nostra sfortuna, non trova la dignità di una fissa dimora.

Ma veniamo brevemente ai fatti: per chi non lo avesse ancora inteso, l’archivio storico in questione è quello della città di Castellammare di Stabia, da diversi mesi traslocato nei locali di una scuola di periferia, in attesa che gli venga assegnata una più dignitosa residenza. A sollevare l’importantissima questione è il prof. Giuseppe D’Angelo, Soprintendente Onorario all’Archivio Storico Comunale “Catello Salvati” di Castellammare di Stabia, che in un’intervista/denuncia su di un quotidiano, notifica a chiari parole quanto sia inappropriata l’attuale sede che attualmente ospita la preziosa documentazione.

Articolo del prof. D'Angelo

Articolo del prof. D’Angelo

Preso coscienza dell’importante problematica liberoricercatore non poteva esimersi dal manifestare, seppur sotto forma di modestissimo editoriale, il suo personale pensiero: la posta in palio è troppo alta e non abbiamo tempo da investire in inutili chiacchiere (qui rischiamo di perdere un inestimabile patrimonio di cultura stabiese).

A tal proposito mi piacerebbe sapere cosa pensa dell’accaduto la dott.ssa Di Maio (Responsabile dell’archivio). Trovo, infatti, raccapricciante e futile il battibecco animato al quale, da lettore, ho assistito ieri su facebook, che vedeva protagonisti il prof. D’Angelo e la dott.ssa Olimpia De Simone… A loro dico: “Signori, con tutto il rispetto per le vostre posizioni ed i punti di vista condivisibili, difendibili ed indifendibili, non perdiamoci in discussioni, cerchiamo di fare squadra e troviamo al più presto una soluzione, altrimenti rischiamo di fare la fine dei capponi di manzoniana narrazione; siamo nella stessa barca, non serve agitarsi, se ognuno rema nella sua direzione, rimaniamo in stallo in alto mare, evitiamo sprechi di energie e soprattutto di tempo prezioso, cerchiamo di coordinarci… e troviamo un punto di accordo (per cortesia abbandoniamo i puntigli), bisogna remare nella stessa direzione, altrimenti perdiamo di vista la rotta giusta, ccà mentre ‘o miedeco sturéa ‘o malato se ne more!!!“.

Una documentazione accatastata (foto rappresentativa tratta dal web)

Una documentazione accatastata (foto rappresentativa tratta dal web)

About 

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

1 pensiero su “Mentre ‘o miedeco sturéa ‘o malato se ne more!!!

  1. Raffaele

    Posso solo associarmi al grido di dolore del prof. D’Angelo e all’appello lanciato da Maurizio Cuomo. Il modo in cui è stato abbandonato il nostro Archivio Storico è semplicemente indecente, indegno di qualsiasi comunità che si definisca civile. Ancora più grave è il fatto che l’iniziativa sia stata assunta da una amministrazione che si definisce di sinistra, anche se ormai non so se questi che ci governano sanno cosa significhi essere di sinistra. Sono stato all’archivio soltanto qualche giorno fa e ho scoperto quanto sta accadendo. Quasi mi sono vergognato! Eppure non mi pare che la soluzione sia così complicata. L’ex casa del fascio è quasi completata. Perchè non pensare di utilizzarla, oltre che per la biblioteca, anche come sede dell”Archivio Storico? E abbiamo Palazzo Reale con le sue tante stanze inutilizate, oppure, ma sarebbe un discorso più complesso, la meravigliosa Villa Gabola abbandonata a se stessa da troppo tempo. Caro Maurizio, cari amici di Libero ricercatore, sono a vostra completa disposizione per qualunque iniziativa si voglia intraprendere a tutela della dignità della nostra storia cittadina. Una potrebbe essre, per esempio, inondare il sito del comune con delle mail di protesta. Un’altra è questa: Libero ricercatore potrebbe farsi promotore di una raccolta di firme da consegnare poi al primo cittadino. Piccole cose, ma per iniziare tutto può andare bene.
    Raffaele Scala

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