Tiempe belle 'e 'na vota

Svuotatasche di Castellammare

Lo svuotatasche in bronzo della storica Gioielleria De Meo

rubrica Tiempe belle ‘e ‘na vota – a cura di Maurizio Cuomo

Svuotatasche in bronzo di Castellammare di Stabia

Svuotatasche in bronzo di Castellammare di Stabia (collezione Maurizio Cuomo)

Tra le testimonianze materiali che raccontano il passato e l’orgoglio cittadino di Castellammare di Stabia spicca un raffinato manufatto d’epoca in bronzo/ottone (di forma ovale, circa 10×15 cm), concepito tra gli anni ’70 e ’80 come elegante oggetto da scrivania e souvenir istituzionale.

L’oggetto — facilmente scambiato per un posacenere — è con ogni probabilità uno svuotatasche di rappresentanza: la struttura non presenta infatti i classici incavi semicircolari per poggiare la sigaretta. Il disegno nacque da un’idea di Ciccio De Meo, titolare della storica gioielleria stabiese, che ne affidò la fusione al noto artigiano napoletano De Luca.

L’opera reca in un dettagliato bassorilievo i simboli iconici della nostra terra: le fonti delle antiche Terme di Stabia, il Castello a guardia della costa, il Vesuvio e l’incisione del nome della città.

Realizzato anche in tirature pregiate in argento, il manufatto venne fornito a enti locali e istituzioni cittadine — tra cui il Comune e le Terme di Stabia — a testimonianza di una stagione in cui si curava con orgoglio la promozione dell’immagine cittadina.


Ulteriori dettagli e scheda di recupero:
Per visualizzare un’altra immagine dettagliata del manufatto, le note sul suo ritrovamento e la scheda dedicata al recupero dell’oggetto, è possibile consultare l’articolo di approfondimento allo Svuotatasche di Castellammare di Stabia pubblicato dallo stesso autore nella sezione “Riciclo & Riuso” di Nonsolorisparmio.it.



Note:

Ringrazio il dott. Carlo Felice Vingiani per il confronto ed il gioielliere Gianfranco De Meo per il dettaglio storico.


Tiempe belle ‘e ‘na vota

«Tiempe belle ’e ’na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?»

Con questo malinconico ritornello di Aniello Califano, riportiamo all’attenzione dei lettori una rubrica che ci è particolarmente cara. In essa raccogliamo documenti, immagini e ricordi che raccontano, con semplicità e fascino, un passato stabiese non troppo lontano.

Eppure, oggi quel passato sembra distante anni luce dalla nostra vita quotidiana, così diversa e profondamente cambiata. Viviamo infatti in una società sempre più frenetica, dove il tempo corre e la modernità diventa un’ossessione da inseguire senza sosta.

Ogni giorno affrontiamo uno stile di vita affannoso, dominato da mode passeggere e da un continuo bisogno di apparire. Per questo motivo, diventa fondamentale tutelare la memoria storica e culturale della nostra comunità.

Attraverso questa rubrica vogliamo costruire una vera e propria “banca del ricordo”, per conservare ciò che il tempo tende a cancellare. Il passato tracciato dai nostri padri rischia infatti di svanire, come le impronte sulla sabbia spazzate via dalle onde del progresso.

Un progresso spesso burrascoso e incontrollato, che tutto travolge in nome di un futuro incerto e omologato.

Per contrastare questa perdita, raccogliamo e proponiamo rare fotografie, locandine d’epoca e materiali capaci di testimoniare la vivace attività stabiese del tempo.
Così facendo, rendiamo omaggio a quei “tempi belli” che, pur non tornando, continuano a vivere nella memoria collettiva di Castellammare.

Maurizio Cuomo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *