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Lettere alla redazione 2009

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione

giovedì 31 dicembre 2009 (Angelo Del Gaudio)

Il messaggio del carissimo Angelo Del Gaudio da Cremona.
“Anche se lontani, con il cuore siamo con te a brindare al nuovo anno ed alle fortune del Liberoricercatore.
Dillo a tutti: questa tua straordinaria intuizione è stata capace di trasformare gli stabiesi vicini e lontani da conoscenti in VERI AMICI. Un abbraccio. Angelo”.

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mercoledì 30 dicembre 2009 (Ersilia Cosenza)

Sono stata una cara amica di Franco Circiello e volevo sapere come pubblicare una lettera dedicata a lui che ci ha lasciato. Saluti.
“Caro Franco, circa un mese fa mi fu detto che forse non eri più qui con noi, su questa terra. Scacciai questa notizia e pensai che si trattava di un omonimo, in realtà col tuo nome ce ne sono parecchi a Castellammare. Penso che non feci niente per scoprire se la notizia era vera, perché non volevo che lo fosse. E solo ieri, dopo un mese, ho saputo che non ti avrei più visto, non ti avrei più parlato o scritto. Dolore, rabbia, sentimenti che ho avvertito e il pensiero che non potrò più vedere il tuo sorriso, che illuminava un viso talvolta stanco, già mi rattrista e tanto. Avevi detto che dovevo conservarti i confetti di mia figlia e li avevo custoditi per te, mi aspettavo di rivederti e vedere la gioia che i tuoi occhi hanno sempre espresso. E poi adesso di te devo solo avere i ricordi: i nostri discorsi sociali, il piacere di ascoltarti, la tua cultura infinita. E quando mi regalasti il tuo libro, in un tuo racconto mi avevi anche citata, il pensiero di leggere le tue storie mi rese felice, pensavo però di non leggere le poesie, ma dovetti ricredermi, tutte bellissime e tutte ricche di gioia e di vita, la tua vita vissuta. Quante storie mi hai raccontato e quanta cultura ho cercato di assorbire dalle tue parole, talvolta non ho condiviso le tue opinioni, talvolta mi sono entusiasmata al pensiero di avere avuto la fortuna incredibile di essere stata scelta da te come amica. Sono convinta che continuerai ad essere accanto a me, mi dicevi che il mondo dei morti era accanto a noi, che non esisteva un al di là; forse non avevo neanche capito bene o non volevo capire bene, ma ascoltarti mi era sempre assai gradito. Ieri sono corsa a casa, per vedere quando mi avevi mandato la tua ultima mail, il 6 ottobre, solo quattro giorni prima di non poterne più scrivere, invitandomi a vedere un film che mi avrebbe ricordato mio padre. Ti risposi il giorno dopo, e la cosa peggiore è che non ti ho più sentito o scritto, forse non volevo sapere. Ciao mio caro amico. Questa è una lettera per te, solo per te. Ersilia Cosenza”.

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lunedì 28 dicembre 2009 (Giuseppe Volpe)

Buongiorno, sono Giuseppe Volpe, sono nato a Castellammare di Stabia il 13/12/1950 e vissuto sino al 1964 in via Fratte (sino al 1975 in via Cicerone), attualmente in Cerveteri (Roma). Ho recentemente conosciuto il Vostro bellissimo (a proposito COMPLIMENTI) sito e… mi sono riconosciuto nella foto di 2^ elementare 1957-58 di Eresiarco Francesco e vorrei avere la possibilità di contattarlo.
Ho riconosciuto amici delle scuole medie Chianese Franco e vorrei avere la possibilità di contattarlo. Infine Ugo Meli, se è quello del’infanzia in via Fratte, vorrei avere la possibilità di contattarlo.

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venerdì 25 dicembre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Caro Maurizio, anche questa volta non ho saputo fare meno di invadere, se mi sarà concesso il tuo sito dando una risposta al sig. Cirillo (rif.: messaggio del 23 dicembre 2009), per la quale mi sento abilitato dalla mia professionalità e dal lavoro che ho svolto di ispettore del Lavoro dell’ASL di Ostia (Vedi l’allegato).
Ti saluto. Gioacchino Ruocco.

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mercoledì 23 dicembre 2009 (Ferdinando Cirillo)

Il sig. Ferdinando Cirillo sottopone una domanda ai lettori, se qualcuno sa rispondere è pregato di contattarci:
“Ho un problema tecnico che vorrei sottoporre alla vostra attenzione in quanto vostro assiduo lettore sperando che voi me lo passiate ai frequentatori del sito con l’auspicio che qualcuno di loro possa aiutarmi: Una lavanderia ad acqua che lava la biancheria usando solo detersivi biodegradabili al 90% , ipoclorito di sodio in ragione dell’ % del bagno di lavaggio ammorbidenti quando occorre; non fa candeggio, non lava a secco per cui non usa solventi di nessun genere deve essere classificata fra le industrie insalubri? Vi ringrazio anticipatamente, nandocirillo”.

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venerdì 18 dicembre 2009 (Silvano Cannavacciuoli)

Ci scrive il carissimo Silvano Cannavacciuoli dagli U.S.A.:
“Carissimo Maurizio, ho letto con immenso piacere la storia di Beppe Cuomo… sembrava come un film in bianco nero della mia gioventù (vissuta a quei tempi). Bravissimo… mi ha fatto commuovere… lo confesso… ricordandomi gioie e tristezze di carattere formativo, cose belle, cose brutte ed alcuni sbagli di una gioventù ormai svanita. Chissà se Beppe ha legami di parentela con Enzo Cuomo, il nostro allenatore di canottaggio degli anni cinquanta? Se ho indovinato… magari può dare i miei saluti affettuosi ad Enzo, una persona molto brava e stimata. Grazie mille e Buon Natale, Silvano Cannavacciuoli”.

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lunedì 14 dicembre 2009 (Cinzia Petagna Cripe)

Ci scrive la sig.ra Cinzia Petagna Cripe dagli U.S.A.:
“Gentile Sig. Cuomo, le scrivo dagli USA dove vivo da molti anni. Nipote e figlia di stabiesi, ho trascorso la prima parte della mia vita a Castellammare e le faccio i complimenti per gli sforzi e il bellissimo lavoro che conduce per valorizzare e sostenere la nostra cara Città.
Per essere breve, ho aperto un blog sul quale parlo di ricordi intrecciati a ricette così come mi sono state tramandate dalla mamma e dai nonni (tra l’altro proprietari di una delle migliori pasticcerie stabiesi fino agli anni ’60). Mi piacerebbe poter linkare il mio blog al suo sito e utilizzare qualcuna delle belle fotografie che lei possiede su di esso. Ho letto il Disclaimer e mi starebbe benissimo, ma mi piace anche un approccio personale in perfetto stile con il carattere di noi stabiesi. Quando avrà un attimo di tempo, provi a visitare il blog: www.cinziamaria.wordpress.com e mi dica le sue impressioni. Nel frattempo la saluto sperando di leggere una sua risposta molto presto. Cordialmente. Cinzia Petagna Cripe”.

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domenica 13 dicembre 2009 (Gigi Nocera)

Ci scrive il carissimo Gigi Nocera in ricordo dell’Illustre stabiese Gabriele De Rosa:
“Nei giorni scorsi è mancato alla cultura italiana un nostro illustre concittadino: GABRIELE DE ROSA. Era nato a Castellammare nel 1917. Per noi giovani che nel dopoguerra ci appassionammo alla democrazia (che era stata brutalmente soffocata nel ventennio fascista) imparammo presto a conoscerlo. Apparteneva a quei numerosi intellettuali della sinistra democristiana, che aveva quali esemplari componenti, fra gli altri,Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira. Fece anche parte di quel gruppo di esimi giuristi che scrissero la nostra Costituzione oggi incomprensibilmente (o comprensibilmente?) tanta avversata. De Rosa, all’interno del mondo cattolico, diventò uno dei più prestigiosi intellettuali. Nei suoi studi storici dedicò molta attenzione alle vicende del movimento cattolico. Offrì anche un importante contributo alla storia della religiosità popolare tramite il volume “Vescovi popolo e magia del Sud”. Fu intimo di Luigi Sturzo del quale scrisse una biografia. Insegnò nelle Università di Padova, Roma e Salerno della quale fu anche rettore. Fu eletto deputato e senatore in diverse legislature nelle file della DC e del PPI. Di questo illustre stabiese molto ci sarebbe da scrivere, ma il compito è molto arduo per me e quindi lo lascio ha chi ha più competenza. Con questa mia ho voluto soltanto mettere in condizione il LIBERO RICERCATORE di ricordare ai suoi lettori questo figlio di Stabia forse poco conosciuto nella sua città natale. Grazie professor De Rosa!”

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sabato 12 dicembre 2009 (Enzo Cesarano)

Rimettiamo alla vostra cortese attenzione l’accorata lettera scritta dal carissimo amico Enzo Cesarano:
“Carissimo Maurizio sai che cerco di disturbarti quanto meno è possibile perché so il lavoro e i sacrifici che ti procura il portare avanti con tanto amore questo Sito che io non mi stancherò mai di dirti che è un bene per tutti noi stabiesi. I problemi che affliggono questa Città sono tanti come il lavoro, la camorra, dei politici e inutile parlarne, ma adesso che si distrugge con tanta disinvoltura il nostro patrimonio storico culturale è di una gravità inaudita. Mi riferisco allo scempio che è stato fatto al Convento della Pace… Fino ad oggi, la chiesa della Pace è stata per centinaia di ragazzi l’unico centro di aggregazione sociale, della zona antica di Castellammare, parlo di via Viviani, Licerta, largo Pace, via Gesù, Santa Caterina. In questo luogo sacro ci sono ricordi bellissimi di intere generazioni, cosa dire non so: il dolore, il rammarico, la rabbia e tanto; cosa fare? Non perdere la speranza e continuare a credere che questa Città ritorni ad essere vivibile e normale, con progetti fattibili che aggregono l’intera comunità. Mi auguro e auguro a tutti di ritrovare nelle nostra identità culturale quello che c’è di bello, di grande, di utopistico e da lì prendere le forze per uscire da questo pantano.
Mai come oggi e senza retorica dobbiamo fare nostro il motto di Stabia “Post Fata Resurgo”. Ti ringrazio. Enzo Cesarano”.

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mercoledì 9 dicembre 2009 (Riccardo Scarselli)

La lettera scritta da Riccardo Scarselli:
“Gentile redattore, mi permetta di complimentarmi per questa magnifica iniziativa che con efficienza e continuità procede, mi dà la sensazione di un salvadanaio storico della nostra Città.
E’ un piacere cogliere attraverso queste scritture, quei detti, foto e tradizioni, emozioni di momenti vissuti, elementi che ravvivano forse finalmente in noi Stabiesi una circostanza di aggregazione che potrebbe aiutarci a conseguire quel traguardo molte volte pensato e citato ma mai raggiunto, forse per mancanza di umiltà da parte di ognuno di noi. Con piacere ho colto la partecipazione del Prof. Pippo d’Angelo, che con la sua pazienza e professionalità è e sarà sicuramente un importante supporto alla redazione per i quesiti storici che vi verranno posti. Voti augurali Natalizi e di crescita alla redazione ed a tutti coloro che leggono e partecipano alla crescita del “libero ricercatore stabiese”. Riccardo Scarselli”.

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lunedì 7 dicembre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Da Lido di Ostia, ci scrive lo stabiese Gioacchino Ruocco:
“Caro Maurizio, nella tua ultima del 13/11/2009 mi scrivi “apprezzo sempre la tua schiettezza e spero non prenderai a male queste mie poche righe scritte con altrettanta sincerità.” la mia risposta opposta alla tua nota era dovuta al seguito del tuo scritto anche se scrivevi “Facendo salvo quanto di buono fino ad oggi hai scritto e trascritto per il sito a beneficio dei nostri “Affezionati visitatori”. Ho cercato, al di là dei saluti e delle congratulazioni che gli altri ti inviano ed esprimono per il refrigerio che gli offre, di dare un contributo per accrescerlo nei contenuti che devono necessariamente esserne l’anima, come tu fin dall’inizio hai intuito e hai incominciato a fare lungo tutte le tue notti che hai sacrificato, per farlo rivisitare ed amare. Il fatto che non sempre da Castellammare arrivino risposte ai quesiti che pongono quelli di fuori ti dovrebbe far riflettere sul modo di divulgarlo anche a livello locale, visto che non bastano le rubriche di servizio e i tanti siti di altri sulla città che affollano e disorientano i naviganti.
Con le mie critiche ho cercato di stimolare l’interesse dei visitatori locali. Sto ancora qui, forse per l’ultima volta, a scriverti come la penso, anche se continuerò a visitare il tuo sito per mezzo del quale ho incontrato due squisite persone che ho conosciuto grazie principalmente al tuo contributo.
Se leggi la rubrica “Sei stabiese se…” che annovera ventitre pagine di se… ti renderai conto che molti sono stabiesi solo a chiacchiere e rifiutano il coinvolgimento perché amano “il quieto vivere, ‘e struffele, ‘e zeppole ‘e Natale, ecc”.
Comunque prima di lasciarti, ti faccio gli auguri di Buon Natale e Buon Anno a te e famiglia, di buon lavoro, per il sito, ecc. ecc.
In ultimo, ad ogni buon conto, ti chiedo la liberatoria per le cose che ti ho inviato, scritte o trascritte, pubblicate e non, in forma anonima o firmate per eventuali utilizzi futuri”.

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sabato 5 dicembre 2009 (Andrea Buonocore)

Ci scrive Andrea Buonocore da Benevento:
“Caro Maurizio, sono Andrea Buonocore di Benevento, durante una escursione in montagna dalle parti di Cusano Mutri (vecchie miniere di bauxite) parlavo con un tuo concittadino (Marcello Fattoruso) delle mie origini stabiesi e lui mi ha suggerito il tuo sito. Le uniche notizie certe che ho, è la nascita a Castellammare di mio padre (16/12/1916) Buonocore Catello fu Giovanni. Mio nonno Giovanni sposò Orsola Cicchella e con la famiglia si trasferirono a S. Giuseppe Vesuviano. Presumo che il mio bisnonno fosse Buonocore Catello che era interessato alla lavorazione del rame, forse era imparentato con la famiglia Damora o D’Amora pasticcieri. Ora ricordo che un fratello di mio nonno Adilio sia morto sulla nave B. Brin. Non so se tu per le tue conoscenze potrai aiutarmi a ricercare le origini della famiglia Buonocore. Ti comunico che anche una famiglia Cuomo si è trasferita a Benevento negli anni ‘50. Ti saluto e ti ringrazio per l’ospitalità”.

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venerdì 4 dicembre 2009 (Clara Renzo)

Ci scrive la carissima Clara Renzo:
“Caro Maurizio, come ricorderai, tempo fa ti informai del fatto che un brano di mio figlio, Antonello Cascone, era nell’ultimo CD di Andrea Bocelli, “Incanto”, intitolato “Pulcinella” (rif.: “Informatore stabiese del 29 ottobre 2008”). Ora voglio aggiornarti in merito al prosieguo della carriera di mio figlio, ( che, tra l’altro, questo Dicembre 2009 è impegnato in una serie di concerti, tra cui uno allo Stabia Hall). Antonello ha scritto, strumentato e diretto tutti i brani della prossima commedia musicale di Enrico Montesano, che debutterà a Roma a Dicembre. A tal proposito ti invio alcune foto. Spero che Castellammare si inorgoglirà, ancora una volta, per un suo figlio che porta in giro il suo nome con onore. Grazie. CLARA RENZO Cascone”.

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mercoledì 2 dicembre 2009 (Ferdinando Fontanella)

Ci scrive nuovamente il naturalista Ferdinando Fontanella per un breve ragguaglio:
“Caro Maurizio, ti scrivo per aggiornarti su alcune novità relative alla fontana di via Sanità. Salendo per via Quisisana ho incontrato il dott. Antonio Ferrara (coordinatore della staff del Sindaco Vozza), sapendo che anche lui vive a Quisisana, gli ho chiesto se avesse notato il danno alla fontana. Mi ha detto che si era accorto della vasca rotta e che ha fatto recuperare i pezzi dagli addetti del Comune. Questa è una buona notizia, ora dobbiamo sperare solo che la fontana sia riparata e riprenda la sua antica dignità. Buona giornata. Nando”.

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venerdì 27 novembre 2009 (Vittorio Cappa)

Ci scrive nuovamente il sig. Vittorio Cappa:
“Carissimo Maurizio, voglio far pervenire, tramite la redazione, al regista SALVATORE RAIOLA al sig. GIGI NOCERA e a tutti quelli che hanno portato sul sito la storia e la tradizione di “Fratielle e surelle”, un vivissimo ringraziamento, per averci donato dei momenti cosi belli. Ho 69 anni sono originario di piazza Orologio e ho un meraviglioso ricordo dell’IMMACOLATA e della mia infanzia. Adesso abito al S. Marco e stamane anche qui si è rinnovata la tradizione, dal balcone ho potuto notare la presenza di moltissimi giovani ai quali auguro vivamente che la MADONNA riesca a garantire loro un futuro sereno di lavoro e di fede cristiana. Ti saluto con affetto e ti ringrazio. VITTORIOK”.

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mercoledì 25 novembre 2009 (Vittorio Cappa)

Un ricordo del sig. Vittorio Cappa, in riferimento all’articolo “Il terremoto del 23 novembre 1980”:
“Caro Maurizio quella sera mi trovavo con mia moglie e i bambini dai nonni a Scanzano, dopo 1 minuto dalla scossa mia moglie mi chiese se era tutto passato, io le risposi che il peggio incominciava in quel momento. Intanto il lampione della luce sulla strada oscillava ancora molto forte. Tu eri bambino che ricordo hai? Il seguito fa parte della storia che tutti conosciamo. Ciao Maurizio alla prossima spero di raccontarti qualcosa di più divertente, vittoriok”

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sabato 21 novembre 2009 (Bruno Striano)

La richiesta del sig. Bruno Striano:
“Salve, scrive Bruno Striano. Sto collaborando alla realizzazione di un volume per conto di un ente pubblico che tratterà gli aspetti religiosi, turistici, archeologici etc. dei comuni della fascia costiera del Vesuvio. Sul vostro sito ho notato delle foto molto belle di Castellammare di Stabia e probabilmente potrei utilizzarne qualcuna. Se mi dà la Sua autorizzazione, a fronte naturalmente della citazione da Lei richiesta, ne sarei lusingato. La ringrazio in anticipo qualunque sia la Sua decisione e mi complimento per l’interessantissimo sito. Cordialità. Bruno Striano”.

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mercoledì 18 novembre 2009 (Silvestro Migliorini)

Il carissimo Silvestro Migliorini ringrazia Angelo Del Gaudio:
“Caro Angelo, le tue parole mi hanno commosso. Non mi dilungo per non cadere nelle frasi fatte. Sarai certamente d’accordo con me a ringraziare Maurizio per la sua opera, che dimostra come si può essere bravo figlio in questa terra bistrattata. Maurizio non fa battaglie ma, da l’esempio con il suo lavoro, la sua modestia, onestà, ed io che ho avuto la gioia di conoscerlo di persona aggiungo tranquillamente con la sua dolcezza. Anche tu, Angelo sei certamente un animo sensibile… Mia madre ci teneva ad avere consensi e, mi ripagava dicendomi che io ero il figlio che aveva saputo valorizzarla, senza nulla togliere alle tre sorelle che l’hanno accudita fino all’ultimo respiro. Caro Angelo, le vere poesie hanno l’anima, energia e, vita propria. Vi abbraccio. Silvestro”.

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domenica 15 novembre 2009 (Angelo Del Gaudio)

Il carissimo Angelo Del Gaudio commenta il “canto di un angelo”:
“Stimato Maurizio, ho letto con stupore ed ammirazione le poesie della signora Valanzano Titina… ne sono rimasto affascinato. Leggevo e quelle parole dagli occhi penetrando nella mente mi ritornavano sulle labbra e sentivo che per me parlava il cuore poetico di una donna semplice come un angelo.
Da poco qui a Milano hanno fatto i funerali di Stato ad Alda Merini, poetessa allucinante di cui non riuscivo a cogliere alcun senso nelle parole, eppure forse sarà addirittura sepolta nel Famedio. Titina non avrà questi onori di chi è grande per i bla bla bla, ma certamente da parte di quanti la leggeranno avrà il plauso e l’ammirazione uniti al ricordo di parole dolci e veramente poetiche che si stamperanno nel Famedio del cuore. Grazie al figlio per averci regalato queste perle.
Un abbraccio e un grazie anche a te Maurizio sempre attento e sensibile per le cose che fanno veramente felici i liberiricercatori. Angelo”.

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domenica 15 novembre 2009 (Umberto Cesino)

Scrive il carissimo Umberto Cesino (www.artez.it):
“Ciao, caro Maurizio. E’ un po’ che ti volevo scrivere. Ho letto il tuo articolo sulla Sacra Spina: quante cose affascinanti di Castellammare sono ignorate e quante cose tu contribuisci a divulgare con Libero Ricercatore. Questa città un giorno dovrà darti in qualche modo un riconoscimento ufficiale, quale cittadino che tanto impegno, capacità e amore mette al servizio della conoscenza della sua storia e delle sue bellezze, dei suoi figli migliori e della sua brava gente.
Un abbraccio, Umberto Cesino”.

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sabato 14 novembre 2009 (Giuseppe Zingone)

Il carissimo Giuseppe Zingone commenta la foto “Torneo al Seminario di Scanzano – anno 1977″, gentilmente inviataci dal sig. Michele Malafronte:
“La foto che ti hanno inviato riprende di lato Don Benito D’Aniello, grande sacerdote, padre Buono di tutti gli alunni della Scuola Media Statale Alfredo Panzini ed Ex Parroco della Parrocchia di san Nicola. Nei miei ricordi di studente soleva rivolgersi ai suoi alunni chiamandoli “Angioletti”, forse non lo eravamo… ma di sicuro ricorderemo la sua cordialità e bontà d’animo. Grazie!”

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venerdì 13 novembre 2009 (Antonio Di Vaio)

L’appello del sig. Antonio Di Vaio, se qualcuno ha informazioni utili è pregato di contattarci:
“In base alle mie faticose e lunghe ricerche, sono venuto a conoscenza delle mie origini. Per meglio dire delle origini di mia madre. Mia madre nasce a Castellammare di Stabia nel 1939, subito viene dichiarata al Comune sopra citato, ma poi per volontà della madre naturale viene portata alla Real Casa dell’Annunziata di Napoli. Oggi mia madre ha compiuto il suo 70° anno e siamo riusciti ad accedere all’archivio storico del brefatorio, scoprendo il nome della vera madre. Voglio premettere che mia madre fu adottata ed ha condotto con i suoi genitori adottivi una vita eccezionale, però il pensiero di sapere le origini è sempre stato forte. La donna che partorì mia madre si chiamava: Di Martino Lucia nata il 1907 in via Privati e morta il 1985. Si sposò nel 1940 con Schettino Andrea nato il 1910 e morto il 1984. Hanno avuto due figli maschi: Schettino Michele, nato il 1944 ed emigrato a Vicenza nel 1969 e Schettino Antonio, nato il 1946 e morto nel 1982. Quindi l’unico rimasto in vita è Schettino Michele. Se qualcuno può darmi notizie di questa persona sarebbe cosa molto gradita. Ringraziandovi di cuore aspetto vostre notizie”.

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lunedì 9 novembre 2009 (Silvestro Migliorini)

Ci scrive Silvestro Migliorini:
“Caro Maurizio, ringrazio te e tutti gli amici di Castellammare. Sono stato sommerso dall’affetto. Se vuoi, puoi pubblicare l’allegato. Ti abbraccio. Silvestro.

Fratello ritrovato!
Grazie a Titina, mia madre, ho ritrovato un fratello. Tra le tante testimonianze di solidarietà per la sua scomparsa, ho ricevuto da Torino una telefonata da un cugino perduto di vista: Romeo Di Martino. Mi ha ringraziato per aver condiviso il latte dal seno di mia madre. Titina allattava entrambi perché sua madre era deceduta poco dopo la sua nascita. Con questa testimonianza di cultura perduta ma, non dimenticata ringrazio tutti gli amici. Grazie fratello! E, …Titina allatta ancora!

Il primo dei nove figli Silvestro Migliorini”.

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domenica 8 novembre 2009 (prof. Aldo Cinque)

Ci scrive il prof. Aldo Cinque (studioso di storia locale):
“Voglio informarvi che sul mio blog http://agerola.spaces.live.com/ ho di recente pubblicato delle nuove cose. Tra cui, appena pochi minuti fa, un articolo sul “giallo” del manoscritto (scomparso) dell’agerolese del ‘600 (dimenticato) Francesco Antonio Porpora, canonista, poi vescovo di Montemarano e in privato grande appassionato di storia ed archeologia. Non vi rovino il piacere della scoperta con altre informazioni. Buona lettura e fatemi avere vostre impressioni e contributi. PREGOVI INOLTRARE AD ALTRI POTENZIALI LETTORI visto che tale blog non è ancora ben noto in giro. Grazie. Con cari saluti. Aldo Cinque.

P.S.: Sarei onorato di far parte degli Affezionati frequentatori del sito. Posso? Grazie e sempre complimenti per il successo e la qualità! Cordialmente. Prof. Aldo Cinque”.

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domenica 8 novembre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Gioacchino Ruocco, condoglianze per Titina Valanzano:
“Caro Maurizio, ho riletto con piacere i pensieri poetici ed accorati di Titina Valanzano, donna di sempre e accorata per il suo uomo che fu deportato come mio padre, mio zio e tanti altri offesi e violentati dalle barbarie della guerra. La pioggia che le sembrava un pianto di donna, lacrime, come gocce d’amore ci ricordano la sua dimensione ed i fremiti del suo cuore per l’uomo amato e per le creature che sotto le lenzuola piangevano per l’assenza, che non sapevano spiegarsi, del loro papà. Senza dimenticare i nostri torti, altro che donne di oggi sempre pronte a mollare la presa e la croce addosso a chi non è pronto a sorreggerle. Forse altri tempi, ma anche altre donne che sapevano assolverci e darsi coraggio con la preghiera. Con questo mi unisco al tuo proposito suggerendo ai visitatori del sito di rileggerla con attenzione per farla conoscere anche a chi non la mai conosciuta per unirci in un solo cordoglio. Saluti. Gioacchino”.

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sabato 7 novembre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Gioacchino Ruocco, commenta la prima parte della storia di Beppe Cuomo (rif.: “La mia Castellammare…”):
“Caro Maurizio, al di là dell’incipit che sa di cinematografico e a qualche pretesa letteraria che perde subito consistenza, la scrittura ed il racconto di Peppe Cuomo risultano molto vivaci ed immediati facendoci avvertire l’urgenza e il piacere dell’autore nel prendere contatto con la pagina bianca che rimanda a mille riflessioni prima di essere violata dalla scrittura. La lingua con la quale si esprime, nonostante l’esperienza americana, resta la nostra con inflessioni molto vicine al nostro dialetto, al nostro modo di parlare. Meglio così, sarà il racconto di un amico, che, per il momento, ha scelto di ritornare al suo paese rievocandolo nel rievocare quel pezzo di vita che vi ha vissuto, per evitare quello che ho scritto qualche mese addietro nella poesia “Vulesse riturnà, ma po’ che faccio… (Ostia Lido, 7 settembre 2009)”, per risvegliare, forse, l’apatia di quelli che lo chiamano raramente.
Si avverte il desiderio di rimanifestarsi, di riconquistare la realtà dei suoi ricordi per ricrearsi l’anima, quell’anima stabiese che sempre gli è rimasta cara e indispensabile per non perdersi negli immensi Stati Uniti.
Sicuramente, con le frequentazioni che ha avuto, ne racconterà di belle, ma quello che mi interessa sono i ricordi che ha della vita che ha vissuto a Castellammare.
I visitatori dai numeri che pubblichi sono tanti e gli elogi per il sito pure, ma quelli che hanno ricordi per testimoniare il carattere del paese che hanno lasciato sono pochi. Gli avvenimenti che racconta Peppe Cuomo, uomo di spettacolo, bisogna metterlo in conto, superano la sfera personale per il carattere pubblico che ha avuto l’esistenza della sua famiglia che negli anni, a partire dal dopoguerra in poi, si è fatta, comunque, artefice di avvenimenti che hanno tenuto vivi, in qualche modo, alcuni aspetti della nostra tradizione culturale e religiosa, della nostra formazione popolare e del nostro divenire segnato alternativamente da fatti che in certi casi hanno stravolto, in qualche modo, il carattere degli stabiesi.
Le feste in Villa sono tornate nella mia mente vive come le avevo vissute da ragazzo in mezzo a “nu votta votta” che inevitabilmente la moltitudine di gente che arrivava a Castellammare provocava col suo “moto perpetuo”.
Senza andare oltre, dico a Peppe Cuomo il mio bravo, curioso di leggere il seguito.
Per il resto ti scriverò a parte. Saluti e buon lavoro. Gioacchino”.

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mercoledì 28 ottobre 2009 (Vittorio Cappa)

Lo stabiese Vittorio Cappa segnala un evento religioso che si terrà nella Basilica di Pozzano (di cui prossimamente avremo cura di trasmettere maggiori dettagli):
“Caro Maurizio ti volevo comunicare che il 15/11/2009 nella Basilica di POZZANO sarà celebrata una messa in diretta tv su Rete Quattro, che sarà animata dal coro “SANTA MARIA ASSUNTA” della nostra Concattedrale (di cui io e mia moglie facciamo parte). Penso che tale evento possa eventualmente interessare tutti gli amici del nostro sito… Ti saluto affettuosamente, VITTORIO CAPPA”.

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martedì 27 ottobre 2009 (Concetta Suarato)

Ci scrive l’arch. Concetta Suarato su incarico di don Antonio Cioffi:
“Gentile Redazione, invio da parte di don Antonio Cioffi la locandina per le celebrazioni del IV centenario dalla fondazione del Collegio e della Chiesa del Gesù. Mi farebbe piacere se la pubblicaste. Grazie, Concetta Suarato”.

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lunedì 26 ottobre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Gioacchino Ruocco, commenta l’appello di Tiziana Adolescente (rif.: messaggio di domenica 25 ottobre 2009):
“Caro Maurizio, quando un uomo e una donna mettono su famiglia assumono l’impegno, vedi codice civile, di assistersi vicendevolmente nella buona come nella cattiva sorte. Chi si dichiara animalista e sponsorizza l’esistenza degli animali domestici, che tali non sono mai stati, dovrebbe assumersene tutte le responsabilità facendovi fronte economicamente e penalmente. Sovvertire le leggi della natura senza per questo sentirsi colpevole sembra veramente un po’ troppo, un affare che viene perpetrato alla faccia di quelli sempre pronti a commuoversi spendendo qualche lacrima e organizzando raccolte che di questi tempi vanno di moda. Sottrarre un animale al suo mondo e alla sua evoluzione è da sempre un delitto di cui l’uomo deve tener conto ascrivendosene la colpa senza trovare scappatoie per quello che ha fatto e continua a fare. Ho passato in campagna i miei primi anni di vita e ho imparato che ogni essere ha un suo ruolo. Davanti casa nostra il cane si era assunto il ruolo di guardiano e di cane da caccia. Un giorno, forse in cerca di cibo, Gemma si fermò da noi perché aveva trovato da mangiare. Nessuno le aveva chiesto niente, ma si mise ad abbaiare quando si accorse che eravamo sulle nostre perché davanti casa c’era una persona che non conoscevamo. Nessuno, tra l’altro, le aveva insegnato come catturare un uccello, eppure, durante il passaggio delle marzaiole e delle quaglie che si posavano sul terreno di mia nonna ne catturava ogni giorno e le consegnava alla padrona di casa ancora vive; al passaggio di estranei abbaiava per richiamare la nostra attenzione, ma non aggrediva mai nessuno. Gemma era una cagna eccezionale, dava rispetto e voleva rispetto senza aggredire o impaurire ringhiando. Era femmina, ma, da bastarda qual era, non accettava la corte di nessun altro cane che non le andasse a genio, tanto che non mise al mondo mai nessun altro essere. L’anagrafe canina voleva responsabilizzare i possessori di cani, ma questo non è avvenuto, specialmente nelle zone franche. Le ASL che, dopo l’opera di Dio, avrebbero dovuto dare un assetto ragionato all’assistenza sanitaria del nostro paese, non hanno mai risolto alcun problema e hanno tralasciato anche questo facendolo arrivare fino alla rubrica del Libero Ricercatore. Prima di rimandarlo al mittente, per quanto mi riguarda, la scrivente avrebbe fatto bene a non adoperare uno pseudonimo dietro al quale nascondersi e a dire subito, per dare modo di verificare la notizia, in quale zona del territorio esiste il problema che lei ha portato alla luce, dove si verificano periodicamente procreazioni a rischio di sopravvivenza per gli animali ancora piccoli e la diffusione del rischio biologico. Una cosa è la privacy e un’altra l’anonimato. Chi non ha coraggio delle proprie azioni non diventerà né santo né qualcosa d’altro, perché non sappiamo dove portare il soccorso richiesto. Un numero di telefono non rende visibili gli anonimi e palesi i problemi che si denunciano. Nessuno mi ha chiesto di commentare la richiesta della “Tiziana Adolescente”, ma l’ho fatto perché continuo a mettere in gioco la mia vita tutt’i giorni per affermare i principi morali che la rendono più sopportabile e meno stupida nei momenti del dubbio. Saluti. Gioacchino Ruocco”.

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lunedì 26 ottobre 2009 (Dr. Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il dr. Angelo Del Gaudio, relativamente alla cartellonistica fuorviante impiantata dall’Ente Parco regionale dei Monti Lattari (rif.: messaggio di lunedì 12 ottobre 2009 a firma del naturalista Fontanella):
“Stimato Maurizio, arrivati a questo punto su una cartellonistica che fa oltraggio ad una Città in primo piano per cultura e tradizioni artistiche, vedi con qualche legale amico se non è il caso di citare i responsabili per oltraggio alla città di Castellammare (interesse diffuso da tutelare) e per omissione di atti di ufficio, vista la nota a suo tempo inviata dal sindaco Vozza. Gli elementi per farci rispettare non mancano, vedi tu cosa puoi fare, magari anche con altre iniziative più incisive. Se ci chiami siamo pronti ad una marcia mediatica. Con affetto, Dr. Angelo Del Gaudio”.

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domenica 25 ottobre 2009 (Tiziana Adolescente)

Salve, scrivo da Castellammare di Stabia, ho la necessità di trovare casa a queste piccole creaturine, potete darmi una mano? Vi giro il messaggio che sto inoltrando ad amici e siti animalisti della Campania. Grazie 1000!!!!!!!:
“Ciao a Tutti una delle cagnette della zona in cui abito ha partorito, di nuovo. Di solito, i cuccioli vengono subito adottati perché la zona è frequentatissima, ma ormai, col freddo, non arriva quasi più nessuno e queste creaturine rischiano di non arrivare al prossimo natale… la zona è già piena di cani e, anche se non ci sono abitanti in giro, cominciano a creare dei problemi. Nessuno tranne me ed un’altra persona si sono accorti della presenza dei cuccioli, che stiamo accudendo con non poche difficoltà. Al momento sono riparati in una casupola abbandonata che sarà un pessimo riparo con l’abbassarsi delle temperature… Stiamo cercando qualcuno in Campania che ne voglia adottare uno e desideri accudirlo con amore e rispetto. Dateci una mano”.
(per info: Tiziana 338/5811282)

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giovedì 22 ottobre 2009 (Pio Gaeta)

Un comunicato dell’amico Pio Gaeta del CAI Stabia:
“CAI Stabia – Sabato 24 Ottobre ( 4a Giornata per la Salvaguardia del Creato ): L’invito a partecipare è rivolto a tutti ed in modo particolare alle famiglie. I bambini e i ragazzi saranno organizzati, a seconda dell’età, in attività ludiche ed escursionistiche dai responsabili del C.A.I. Club Alpino Italiano, Sezione di Castellammare di Stabia. Gruppo Alpinismo Giovanile” (visualizza il programma).

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martedì 20 ottobre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Gioacchino Ruocco commenta la galleria fotografica di G. Cesarano:
“Caro Maurizio, la rubrica fotografica di G. Cesarano attraverso il bianco e nero delle prime tre, mostra della nostra cittadina, un volto che avevo da tempo dimenticato, un’intimità che le immagini delle cartoline generalmente non riescono a trasmettere. Il Faito innevato mi ha messo i brividi addosso come quand’ero bambino. Nell’immagine c’è il freddo che il vento di tramontana porta giù dalla montagna fino a livello del mare. E Faito, immobile e taciturno, sembra attonito nel silenzio che arriva dalle strade e dal lungomare vuote di gente, anche se l’Apocalisse della terza immagine sembra non appartenerci. Fondamentalmente sono tutte immagini con dentro un’anima. Queste mie annotazioni, anche se si presentano sotto forma di giudizi, vogliono essere solo un conforto per il lavoro degli altri. E’ bello trovare, senza sollecitarla, una nota sul proprio lavoro, perché, vuol dire, che qualcuno, nel bene o nel male, si è accorto di noi. Ciao e a presto. Gioacchino”

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domenica 18 ottobre 2009 (Carmine Spera)

Ci scrive il paroliere stabiese Carmine Spera (autore di testi di canzoni per bambini):
“Gentilissimo Maurizio voglio condividere con te ed i tantissimi visitatori di Liberoricercatore l’immensa gioia e la grande la soddisfazione di essere arrivato, come autore, in finale al 27° Festival Internazionale “Verdinote”. La manifestazione canora si terrà, dal 23 al 25 ottobre al Palazauli di Battipaglia, il mio brano “Le chitarre di zio Ernesto”, sarà interpretato da Maria Camporese una ragazzina salernitana che concorrerà nel settore “bambini” con interpreti provenienti anche dalla Svizzera, Serbia, Malta, Moldavia e altri paesi stranieri.
Come ricorderai non sono nuovo a questa kermesse, infatti, l’anno scorso vi partecipai classificandomi al terzo posto con la canzone “Ciro un cucciolo di ghiro”; brano interpretato da Aleksandra Betanska, con il quale ci aggiudicammo addirittura il primo posto al V Festival della Canzone Europea per bambini “Nutka Poliglotka”, svoltosi a Varsavia.
La canzone “Le chitarre di Zio Ernesto”, con la quale concorrerò quest’anno, è un invito a condividere i propri doni e capacità con chi nella vita non ha avuto la stessa fortuna, con essa, racconto lo stupore che prova una bambina nell’ascoltare le storie di suo zio musicista, esperienze fatte in giro per il mondo, suonando con la chitarra tanta musica, divertimento e speranza. Ciao, Carmine Spera ( www.filastrock.it )”.

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mercoledì 14 ottobre 2009 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera segnala una interessante video/intervista agli amici di “Banca della Memoria”:
“Cari amici, collegatevi a questa pagina di www.rai.tv (attendete qualche istante che il video si carichi) e vedrete l’interessante intervista che hanno avuto questi tre bravi ragazzi con la Dandini, nel programma ‘Parla con me’. Gigi”.

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martedì 13 ottobre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Ci scrive il carissimo Gioacchino Ruocco da Lido di Ostia:
“Caro Maurizio, ti allego il resoconto di un incontro non desiderato col punteruolo rosso che ho trascritto in modo scherzoso ( visualizza l’allegato ). Ti saluto, come sempre. Gioacchino”.

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lunedì 12 ottobre 2009 (Nando Fontanella)

La fuorviante segnaletica del Parco Regionale dei Monti lattari (2a puntata):
“Caro Maurizio e Cari Liberi Ricercatori, approfitto ancora una volta della vostra bontà perché vorrei aggiornarvi sulla vicenda della cartellonistica fuorviante installata a Castellammare dall’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari. Ricorderete certamente la vicenda dei due cartelli collocati a Quisisana, recanti uno la scritta Monte Faito (che invita a percorrere la pericolosa e interdetta via Giusso), l’altro invece un fantomatico “Albergo reale”.
Purtroppo non ho nessuna buona notizia da darvi, nonostante le numerose segnalazioni e le nostre proteste, seguite poi da una lettera ufficiale del Sindaco Vozza, che prendendo atto della drammatica situazione, ha scritto alla dirigenza del Parco, stranamente i cartelli sono ancora la in bella mostra.
Vi dirò, anzi, che i zelanti funzionari di questo “meraviglioso” ente pubblico continuano imperterriti nel loro lavoro ed hanno installato nuovi cartelli in altre zone collinari della città.
Oggi, infatti, ho deciso di ripercorrere una strada che non facevo da un po’ di tempo, ed accompagnato dal mio cane Nannina, ho fatto quattro passi diretto al Santuario della Madonna della Libera. Arrivato al nostro Castello medievale, salendo da via Fratte, ho notato che sul marciapiede era stato sistemato un nuovo cartello del Parco che riporta la dicitura “Santuario Madonna della Libera” con tanto di freccia che punta alla vicina via Castello.
Ho pensato: “Finalmente un cartello azzeccato!”, poi senza più pensarci ho continuato a camminare fin quando sono giunto al santuario ed è qua che ho notato un secondo cartello, mosso dalla curiosità di leggere cosa riportava mi sono avvicinato. Beh, che ci crediate o no, la scritta era sbagliata il santuario nel giro di qualche chilometro è passato da “Madonna della Libera” a Madonna della Libertà.
Come si spiegano questi svarioni? Vuoi vedere che questi signori non conoscono niente del nostro territorio?
Nel salutarvi e nel ringraziarvi per la cortese attenzione, vi auguro una buona giornata. Cordialmente, il vostro naturalista e amico. Ferdinando Fontanella”.

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domenica 11 ottobre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Condoglianze per la morte del prof. Franco Circiello:
“Caro Maurizio, la notizia del decesso di Franco Circiello mi ha in buona parte stordito. Non sapevo del suo stato di salute e quindi della probabile imminenza della sua dipartita. L’idea della morte è sempre presente nei miei pensieri fin dalla mia infanzia, quando scampai, assieme a mia madre, per due ore alle minaccia di morte di un soldato della liberazione che ci teneva il fucile puntato addosso. Forse è un’uscita di sicurezza per la nostra energia vitale, ma l’incertezza che l’accompagna mi mette addosso, quando sono più lucido, un desiderio sempre maggiore di restare agganciato il più possibile a questa realtà. La dipartita di Franco Circiello col quale avevo ristabilito un contatto tramite questo sito, che non ho saputo coltivare, mi pone, oggi, in uno stato di malessere. Il suo apprezzamento tardivo mi aveva riempito di meraviglia, perché dimostrava, nonostante tutto, che non mi aveva dimenticato, ma la distanza che ci separava non si era mai colmata anche se mi invitava il giorno dopo alla lettura della poesia che aveva dedicato a Villa Gabola. Augurandomi che le nostre anime non si perdano nel buco nero dell’irrazionale spero di incontrarlo ancora, quando sarà il momento, per farci, dopo tanto tempo passato lontani, un’insalata “cunciata cu ‘e mmane”, come aveva voluto ricordarmi. Condoglianze alla famiglia e al sito di cui era diventato un ospite assiduo”.

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domenica 11 ottobre 2009 (Giuseppe Zingone)

Un pensiero per Franco Circiello:
“Caro Maurizio, pur non conoscendo di persona Franco Circiello, volevo esprimere la mia tristezza per la sua improvvisa dipartita, penso infatti che di persone buone la nostra società oggi, abbia più bisogno che mai. Ciao Franco!”

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mercoledì 7 ottobre 2009 (Gioacchino Ruocco)

Gioacchino Ruocco (Esperto qualificato / Tecnico della Prevenzione dell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro), commenta la comunicazione del sig. Francesco Cosenza da Ciampino (rif.: “Escursionisti stabiesi” lettera del 6 ottobre 2009):
“Ho letto con attenzione e con interesse lo scritto di Francesco Cosenza, nativo di Scanzano, dove ha vissuto sino alla età di 16 anni, che racconta della sua vita e delle sue esplorazioni sul territorio di Monte Coppola indotte dai racconti fatti dall’amico Tommaso che aveva conosciuto frequentando i Salesiani sin da piccolo.
Abitando a Monte Coppola Tommaso, con l’argento vivo che doveva sentirsi addosso, nella necessità fisica di esercitare la sua forza nascente, si arrampicava a piedi nudi sugli alberi ed era in grado di scalare colonne lisce di cemento, ma per rompere, forse, l’isolamento in cui viveva , raccontava ai suoi amici coetanei le esperienze esplorative che andava compiendo sul territorio di residenza e di una grotta che aveva scoperto e visitato e che solo lui conosceva.
Ma un giorno, Tommaso, come aveva promesso, introdusse nella sua grotta anche Costantino e Francesco che ci fornisce una sommaria, ma discreta descrizione dell’antro con particolari e annotazioni da speleologo, ma non ne ricorda la dislocazione territoriale.
Certo i ragazzi raccontano tante storie e le montagne sono piene di buchi che sicuramente hanno avuto certamente degli inquilini, ospitato nei secoli scorsi qualche eremita anche se Monte Coppola viene citato nel “Tavolario Conca” come li beni di Andrea Coppola, dove si dice dentro il rivo e quindi risultava frequentato e sorvegliato da chi ne era proprietario, almeno che…
Forse un nascondiglio ben dissimulato per i tempi tristi, forse era un covo per briganti che ancora oggi, se non portato alla luce, cioè identificato e segnalato, potrebbe servire ad altri come rifugio, tenuto conto delle dimensioni, della presenza di acqua e di nicchie che potrebbero tornare comunque utili ai rifugiati.
Che un siffatto rilievo montuoso potesse nascondere situazioni del genere non lo credevo proprio. Finché ho abitato nelle vicinanze non ne ho mai sentito parlare, eppure nel dopoguerra c’erano ragazzi che mettevano il naso dappertutto. Comunque, a mio giudizio, il racconto del sig. Francesco è da verificare con urgenza anche per accertare una realtà che potrebbe dar luogo a ritrovamenti di testimonianze primordiali, inaspettate, che potrebbero rendere la meta più appetibile per escursioni che, oggi, sono certamente poco significative, vista la modesta struttura fisica del monte o per rendere innocuo un eventuale pericolo con un rischio residuo molto elevato. Troppo tardi potrebbe dar luogo a lutti non auspicabili.
Mi auguro che il racconto venga preso nella giusta considerazione, mentre esprimo un plauso a questo nostro concittadino che dimostra di avere ancora una memoria attiva che gli consente di rivivere il suo passato come testimonianza e suggerimento per una più approfondita conoscenza del territorio di provenienza anche da parte del resto della popolazione.
Questa segnalazione dovrebbe fornire lo spunto a chi gestisce il territorio per una sua mappatura segnalandone i risultati, interessanti e non, e i rischi come il buon senso richiede e le norme obbligano a fare. Saluti e buon lavoro, Gioacchino”.

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lunedì 5 ottobre 2009 (Alfredo Volpe)

Il sig. Alfredo Volpe segnala all’A.N.M.I. di Castellammare, due storie di marinai:
“Gentile Sig. Maurizio, in allegato le segnalo n° 2 storie di carattere marinaro. Certo di un suo gradimento ed interesse in attesa di un suo riscontro, La saluto cordialmente. Alfredo Volpe”.

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domenica 27 settembre 2009 (Franco Circiello)

Da Castellammare a Bruxelles in 500, il viaggio dell’Amicizia del prof. Circiello:
“Caro Maurizio, ho fatto una breve sintesi con relativa documentazione del mio viaggio al Parlamento Europeo ( visualizza l’allegato ). Come tu hai giustamente osservato in un’altra mail, il viaggio fu motivato da un profondo senso di idealità e orgoglio stabiese. Ero appena tornato dalla California e intorno a me, fra gli stessi stabiesi, la stampa e la tv, c’era tanta negatività sul futuro della città che mi venne spontaneo voler fare qualcosa che desse lustro e speranza alla Castellammare della mia giovinezza, che io porto nel cuore. Come sai ho pubblicato un libro in cui scrivo anche del viaggio, ma voglio affidare questa sintesi al sito del Libero Ricercatore che per me è diventato il Sacrario della Comune Memoria, con la speranza che questo mio viaggio possa dare stimolo ai giovani stabiesi di sognare e osare per la terra che ci ha dato i natali. Per un vagabondo come me, mai fu terra così dolce come quella di Castellammare. Un saluto a te, alla tua famiglia e a tutta la Comunità Stabiese del Libero Ricercatore. Sempre in gamba, Maurizio. Franco Circiello”.

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giovedì 24 settembre 2009 (Gabriella Sicignano)

Ci scrive Gabriella Sicignano:
“Ciao!!!! Per l’imminente festa di San Michele Arcangelo organizzata dalla parrocchia SS. Salvatore di Scanzano, ti invio in allegato, sia il programma religioso che quello della XVII Sagra del Peperone. Grazie!!!”

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mercoledì 23 settembre 2009 (Elia Genovese)

Ci scrive Elia Genovese, relativamente al video “Ufo dal Faito?”, da noi rimesso in pubblicazione nei giorni scorsi:
“Ho visto il video del presunto ufo sul faito vorrei chiedere il link da youtube al suddetto video. Cercando ho trovato un video in cui appare un oggetto volante dalle stesse sembianze di questo. Questo è il link da youtube spero di ricevere il vostro link per poterli confrontare. Fiducioso di una vostra risposta le faccio i miei più cordiali saluti”.

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martedì 22 settembre 2009 (prof. Franco Circiello)

Il pensiero del carissimo prof. Circiello, che condivido con sincero e profondo cordoglio per le famiglie di questi nostri sfortunati fratelli:
“Caro Maurizio, sicuramente avrai visto pure tu la scena del piccolo Simone di due anni, che in braccio alla mamma all’aeroporto di Ciampino salutava la bara del papà morto in Afghanistan. Ebbene, forse non entra nelle definizioni della rubrica, ma io credo di interpretare un comune sentimento nel dire che: Sei stabiese se, vedendo Simone agitare il suo saluto al papà, t’è venuto un nodo alla gola, e una lacrima e una preghiera sono andate ad accarezzare quella manina. Non c’è bisogno di pubblicare, Maurizio, mi basta condividere questo pensiero con te che sei un giovane papà. Onore e Gloria all’Italia del Piccolo Simone. Franco Circiello”.

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mercoledì 16 settembre 2009 (Alfonso Zampaglione)

Ci scrive Alfonso Zampaglione di www.naveardito.it :
“Salve, sono Alfonso ZAMPAGLIONE, del Comitato Amici di Nave Ardito. Per dare risonanza alla manifestazione del 2° Raduno Equipaggi di Nave Ardito sul vostro sito, volevo inviarle in allegato, in formato jpeg, la locandina ed il programma della manifestazione. So che Antonio CIMMINO, ha già fornito un articolo del raduno con una scheda tecnica della nave. Oramai è imminente l’evento, il 19 e 20 settembre presso il Campus Fondazione RAS – Istituto Internazionale Vesuviano. L’ardito e l’ultima Unità Navale della Marina Militare costruita presso i Cantieri di Castellammare di Stabia. Nel sito da me gestito potrà trovare ulteriori informazioni ( www.naveardito.it )… Nel Ringraziarla per la collaborazione le invio i miei più cordiali saluti. Alfonso ZAMPAGLIONE “.

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sabato 12 settembre 2009 (Franco Circiello)

Il prof. Franco Circiello ringrazia Nello Lascialfari:
“Le passeggiate di Nello Lascialfari: Caro Maurizio, vorrei tanto che tu facessi da tramite (o da medium) per comunicare al signor Nello Lascialfari tutta la mia gratitudine per il piacere poetico e onirico che il suo scritto ( Strade antiche ) mi ha procurato. Altro che “la mia mancata scolarizzazione giovanile ha lasciato tracce che non riesco a correggere”. C’è più anima in questo scritto che in tante dotte banalità accademiche. Pensa che la casa rossa del racconto è stata il simbolo della magia della mia fanciullezza, quando abitavo a via S. Caterina nella casa dei nonni materni. Dal terrazzo della casa potevo vedere tutti i giorni la casa rossa sulla montagna che come una buona fata mi guidava e proteggeva nelle difficoltà del mio crescere e nella speranza dei miei desideri. Ma non è tutto. Voglio ringraziare l’autore per avermi introdotto alla poesia di Vittoria Aganoor. Lassù alle Fontane del Re, mentre Nello scriveva ed io leggevo, Vittoria passeggiava assorta nei suoi pensieri ma attenta al canto degli uccelli che raccontavano nuove storie di amore struggente. Inutile dirti, Maurizio, che mi sono letto tante poesie di Vittoria da sentirla vicina e sommessamente raccontarmi dei suoi sogni. Grazie di cuore, Nello, spero di poter leggere un altro tuo scritto vagabondo. E grazie a te, Maurizio, per il tuo interessamento a questa mia delicata richiesta. Franco Circiello”.

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mercoledì 2 settembre 2009 (Antonio d’Orsi)

Ci scrive lo stabiese Antonio d’Orsi:
“Per doverosa conoscenza della spettabile utenza di “liberoricercatore”, invio copia della petizione popolare che sto’ effettuando per ottenere l’adeguamento dell’ufficio postale di p.zza Giovanni XXIII (Visualizza pagina). Un abbraccio, Antonio”.

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domenica 30 agosto 2009 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera, risponde a Gioacchino Ruocco:
“Approfitto di questo meraviglioso Sito per ringraziare il Sig. Ruocco per le belle parole che ha avuto per me. Lui si stupisce del fatto che io parlo di Castellammare come se ci vivessi ancora, mentre ne sono lontano da ben 71 anni. Ma vede caro Sig. Ruocco, nel suo ambito la mia famiglia aveva creato una “isola” stabiese. Mi spiego: oltre ai genitori, quando siamo arrivati a Torino eravamo 4 figli (un maschio e tre femmine), finito il conflitto a noi si è unito anche mio fratello che era il primogenito e che la guerra aveva tenuto lontano per molti anni. Questa tribù dei Nocera in casa parlava soltanto il dialetto. Noi pensavamo e parlavamo in napoletano. Poi come è inevitabile nella vita ognuno di noi ha creato un’altra propria famiglia. Ma ciò invece di disperdere la tribù l’ha resa più numerosa. E, continuando una tradizione di famiglia, ogni 15 giorni eravamo invitati tutti a pranzo dai miei genitori. Quella santa donna di mia madre preparava le lasagne al forno, o la parmigiana di melanzane oppure riso e fagioli che erano di una squisitezza unica. Poiché i compagni e le compagne di noi figli non erano meridionali, per loro fu gioco forza imparare a capirci in quanto noi si parlava sempre in dialetto. E di Castellammare sapevamo tutto in quanto eravamo in costante contatto con gli zii ed i cugini. Non solo, ma essendo mio padre funzionario delle FF.SS. avevamo i biglietti per viaggiare gratis sui treni e quindi almeno due volte l’anno trascorrevamo un periodo più o meno lungo nel nostro paese. Tutto ciò ci permetteva di non recidere completamente le radici che ci tenevano legati a Castellammare. Come ho quindi detto la nostra lingua parlata era il napoletano. Quando poi l’inesorabilità del destino ci ha privato dell’affetto dei nostri genitori, noi figli si è continuato a parlare, fra noi, in dialetto. Io poi mi sono letto e studiato tutti i maggiori scrittori e poeti napoletani del passato e del presente. Tutto ciò quindi non ha potuto che lasciare una indelebile impronta nel mio animo e nel mio cervello. Anche se io parlo in italtorinstabiese, penso sempre in napoletano. Quindi ecco perché quando parlo di Castellammare e del periodo della mia fanciullezza colà vissuta è come se avessi lasciato: Via S. Caterina, Piazza dell’Orologio, ‘o Cugnulo, ‘a Banchina ‘e zì Catiello, l’Acqua d’‘a Maronna, soltanto da pochi giorni. E poi in questi ultimi due/tre anni sono venuto in contatto con questi giovani cari amici del sito che con le loro sollecitazioni mi hanno fatto rivivere la mia giovinezza, hanno ravvivato i miei ricordi, in una parola, mi stanno allungando la vita. Li ringrazio. E grazie ancora anche al lei, Signor Ruocco, che mi ha onorato della sua attenzione. Gigi Nocera”.

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venerdì 28 agosto 2009 (Gioacchino Ruocco)

Rimettiamo in pubblicazione la bellissima lettera inviataci dal carissimo Gioacchino Ruocco da Lido di Ostia:
“Caro Maurizio, ho staccato un po’ con il lavoro e mi son rinfrescato l’anima… Gigi Nocera merita rispetto e considerazione per la lucidità che dimostra nel raccontare il suo passato facendolo vivere anche a chi non gli appartiene… Quando ero lontano da questo “maledetto paese” lo ricordavo solo raramente, ma Gigi Nocera che continua a viverne lontano, a Torino, dove anch’io ho trascorso dieci anni della mia vita dal 1963 al 1973, e continua a parlarne come invece stesse a Castellammare, dimostra di essere un uomo con un cuore grande e con un equilibrio emozionale eccezionale.
Molti nostri compaesani piangevano per la lontananza e non esagero, quando ti dico, che molti partivano da Torino il venerdì sera da Porta Nuova e ritornavano il lunedì mattina giusto in tempo per riprender il lavoro dopo aver preso una boccata di aria del paese. A Torino si raccontava che un napoletano male in arnese, senza una lira, vedendo una macchina targata NA le si era avvicinata e desideroso di respirare un po’ di aria di Napoli che non vedeva da molti anni, aveva sgonfiato uno dei quattro pneumatici respirandone l’aria. Sorpreso dal titolare minaccioso, rispose: “Lasseme stà! Vuleve sentire addore ‘e ll’aria ‘e Napule”. Grande fu la sua delusione quando l’altro gli rispose: “Ma mò l’avevo gunfiate!”.
Colgo l’occasione per aprire il dialogo ad una collaborazione meno occasionale per incrementare il prestigio del sito che incomincio a sentire anche mio. Ti dico che ho molte idee senza aspettare le rimesse dei visitatori.
Ciao e buon lavoro. G. Ruocco”

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martedì 25 agosto 2009 (prof. Salvatore Esposito)

Con la presente, il prof. Salvatore Esposito, fondatore e Presidente del Centro Studi “Libero D’Orsi”, comunica alla spettabile utenza di liberoricercatore, che per motivi strettamente tecnici il concorso canoro per l’infanzia “Cantamare 2009” (visualizza la locandina pubblicitaria), non potrà svolgersi per la data prevista ed è stato quindi rinviato a data da destinarsi. Nel ringraziare per l’attenzione, invia cordiali saluti.

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domenica 23 agosto 2009 (Serena Greco)

Carissimo, ho letto la pagina su “ La Flora ” di G. Zingone e volevo fargli sapere che il nostro affresco appare anche nel film americano “American Pie3, il matrimonio”. Non è certo un film di alta levatura culturale, ma è un segno di quanto sia apprezzata la nostra Flora, che appare per pochissimi istanti, come quadro posto sul camino del salotto del protagonista durante la festa di addio al celibato…
Ti invio il link della mostra su Stabia attualmente allestita a Ravenna e quello di una delle riviste ad essa dedicata. Ravenna è l’unica tappa italiana prevista di una mostra dedicata alla nostra città che è stata giudicata una delle più importanti al mondo e che ha riscosso un successo straordinario a San Pietroburgo e a Hong Kong dove è stata già ospitata, spero che il successo continuerà anche in Australia e negli Stati Uniti, prossime tappe previste. Io l’ho visitata ed è davvero splendida (la mostra è a Ravenna ancora un mese). Saluti. Serena Greco.

link della mostra su Stabiae
la rivista dedicata alla mostra

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domenica 16 agosto 2009 (Dante Esposito Sansone)

Giriamo in pubblicazione la lettera a firma dello stabiese Dante Esposito Sansone, giunta in questi giorni a mezzo posta tradizionale (visualizza la lettera originale):
“Ho ricevuto da Barcellona, tramite mia nuora, copia della lettera (e-mail) che mi hai inviato, di Gioacchino Ruocco (rif.: lettera del 27 luglio 2009). Devo precisare che il Sig. Sansone da lui menzionato, sulla Petroliera Massachusset Getty è mio fratello Roberto, che vive a C/mare, che è stato uno dei più giovani Comandanti della Soc. “Getty”, poi si stabilì presso la FINCANTIERI come Com.te all’Armamento. Attualmente in pensione, fa parte del Collegio CAPITANI di NAPOLI ed è molto attivo come esponente di COMMISSIONE ARBITRALE per i SINISTRI MARITTIMI. Penso di aver conosciuto anche il Sig. CIRCIELLO, il cognome non mi è nuovo, sicuramente più giovane di me diplomatosi dopo il 1956 a Piano di Sorrento, a cui invio tanti saluti, sempre attraverso il tuo indovinatissimo SITO. Attualmente sono a Riccione e se mi vuoi contattare, conosci il mio numero TFX. Non ho ancora e-mail.
Salutissimi, Dante, lì 1 agosto 2009″

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giovedì 30 luglio 2009 (Ferdinando Fontanella)

La “Fuorviante segnaletica”, lettera protocollata del Sindaco:
“La nostra “segnalazione” (rif.: “La fuorviante segnaletica”) riesce a smuovere qualcuno, ancora una volta il Sindaco Vozza ci ha dato retta, in allegato la lettera che gentilmente mi ha fatto inviare dal suo staff. Credo sia bello far sapere agli amici LiberiRicercatori che ai vertici si è sensibili e che qualche volta riusciamo a smuovere un po’ le acque ( visualizza la lettera protocollata del Sindaco ).
Ciao Nando”

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mercoledì 29 luglio 2009 (Giovanni Ferraro)

Tanti bei ricordi e una bellissima testimonianza di attaccamento a Castellammare, ci scrive il sig. Giovanni Ferraro da Jesolo:
“Caro Maurizio Cuomo, scusami il tono confidenziale, ma presumo di poterne far uso tranquillamente considerata la differenza d’età che sicuramente intercorrerà fra di noi. Dunque, mi chiamo Giovanni Ferraro, ho 72 anni suonati e attualmente vivo con la mia famiglia a Jesolo, una bella località balneare a poca distanza da Venezia. Pur essendo stabiese solo di adozione e non di nascita, sento comunque nel cuore e nell’anima questa splendida città, per esservi vissuto durante il periodo più bello della mia vita. Era il lontano 1944, avevo 7 anni, poco più poco meno, la guerra era appena finita, quando io, i miei genitori e le mie sorelle decidemmo di trasferirci da Terracina a Castellammare presso l’abitazione della nonna paterna al rione Spiaggia appena dopo la Ferrovia dello Stato. Qui ho abitato sino al 1961 e chissà, forse vi avrei abitato per sempre, se non fossi stato costretto un giorno a svernare qui al Nord per motivi di lavoro. Era il 1961. A Castellammare, oltre ad inseguire tante aspettative di lavoro che in concreto non poterono mai realizzarsi, ho inseguito il sogno di sfondare nel mondo del calcio, ma anche qui, a causa di più di qualche infortunio non ebbi tanta gloria. Tuttavia ricordo d’aver militato tra i giovani della Juve Stabia, nel Gragnano ed infine un paio d’anni nel Savoia di Torre Annunziata. Qui a Jesolo ho continuato ancora per qualche anno a calpestare l’erba del terreno di gioco, poi preso dai impegni familiari e di lavoro, ma soprattutto da problemi fisici, smisi del tutto. A Jesolo per tanti anni sono stato Ufficiale di Stato Civile del locale Comune. A Castellammare lasciai tanti amici, ma quello con cui ho più di tutti fraternizzato è stato Silvano Cannavacciuoli (visualizza la storia di Silvano), ora residente negli Stati Uniti. Con lui tuttora, sebbene siano trascorsi più di 60 anni dacché ci conosciamo, continua ancora una bella amicizia. Ci sentiamo spesso telefonicamente, ci scambiamo e-mail, ed inoltre sono stato anche a trovarlo varie volte in America con mia moglie. Silvano, credo sia uno stabiese del quale Castellammare può andar fiera. Costui negli Stati Uniti, sia nel campo del lavoro che in quello dello sport, si è dato molto da fare negli anni passati ed oggi di tutto ciò che ha fatto ne raccoglie meritatamente i frutti. E’ addirittura cintura nera del nono grado di karatè. Ma Silvano, oltre tutto, è grande come persona. Vengo di rado a Castellammare, però, in compenso seguo il tuo sito dove vi leggo di tutto. E mi auguro tanto potrai continuare a lungo in questa tua simpatica attività. Mi auguro anche tanto che Castellammare ritorni, come ci racconta la sua storia, ad essere ancor più splendida ed interessante di quanto già lo sia. Grazie davvero, Maurizio, per come e quanto riesci a fare per noi stabiesi lontani da Castellammare.
Cordialmente, Giovanni Ferraro”.

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martedì 28 luglio 2009 (Franco Circiello)

Franco Circiello risponde all’amico ritrovato Gioacchino Ruocco (rif.: lettera di lunedì 27 luglio 2009):
“Caro Maurizio, ti ringrazio con meraviglia per la tua solerte posta. Con due nuovi membri in famiglia non è facile mantenere ordinari impegni di comunicazione…
Ricordo benissimo Gioacchino Ruocco e te lo dico in due parole. Lo ricordo quando disse che un’insalata va “cunciata cu ‘e mmane”, immagine che mi accompagna ancora oggi quando preparo un’insalata. Lo ricordo per la sua grande sensibilità e anche timidezza (sentimenti che quasi sempre vanno a braccetto nella vita). E lo ricordo perché la sua anima mi comunicava una saggezza antica, quasi premonitrice dei mali che la nostra generazione ha saputo così bene elargire nella sua follia progressista. E sì, caro Gioacchino, ricordo benissimo le mie prime schermaglie letterarie, le commedie teatrali al Circolo Sociale, i personaggi sulla scena del teatro e su quella della vita, i sogni comuni e le nuove speranze del nuovo quartiere San Marco (domani sul sito troverai una mia poesia intitolata proprio San Marco). Non so dove ti ha portato il fiume della vita in tutti questi anni, spero e mi auguro che sia un’ansa dove i ricordi respirano l’eterno…
Vedi Maurizio, il successo del sito sta proprio in questo, di avere risvegliato in molti stabiesi lo spirito comune e non scritto di essere depositari e rinnovatori dei valori della vita e della nostra terra. Non è un caso che la natura ti ha premiato con due nuovi pargoletti. Saluto tutti di cuore,

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lunedì 27 luglio 2009 (Gioacchino Ruocco)

Una nuova accorata lettera del carissimo Gioacchino Ruocco:
“Caro Maurizio, ti riscrivo per gli spunti che di continuo mi fornisce la posta che pubblichi. Da quando ho incominciato a visitare il tuo sito per cercare Don Mimì Santoro di via Giuseppe Cosenza, che sicuramente starà a Via Napoli da molti anni, ma che nel tempo è diventato ‘o zio nisciuno per i frequentatori del sito, ho scoperto le altre potenzialità che il sito possiede. Oltre alla voglia di fare cultura e memoria che è quasi la stessa cosa, attira il melos dei nostalgici impotenti o non accondiscendenti neppure a se stessi per un eventuale ritorno al luogo natio. La frequentazione mi ha permesso anche di ritrovare mio zio Ciccio che ormai era vivo soltanto nei ricordi, scoprendo nella rubrica “Le immagini della memoria” una fotografia del suo matrimonio inviatati da una sua nipote e di scoprire nella stessa, in terzo piano, alcuni tratti del volto di mio padre e di mia madre sopravanzati da altri soggetti animati da un maggiore protagonismo. Ho letto di Circiello col quale frequentavo, in classe diversa, l’Istituto Nautico di Piano di Sorrento (la mattina facevamo la stessa strada per prendere il treno) e di Sansone (ufficiale di coperta) col quale sicuramente ho navigato (se è la stessa persona) per qualche mese sulla petroliera Massachusset Ghetty dove rimasi per un solo viaggio. Impossibilitato a vivere la realtà che vivete voi residenti assaporo nuovamente quella che ho già vissuto trovando non solo ricordi, ma anche spiccioli di soggetti con i quali ho avuto rapporti di vita che in qualche modo erano andati a collocarsi su percorsi non abituali della memoria. Circiello, spero, ricorderà le recite giù al Centro Sociale “Ina Casa” e tutti i compagni di allora, le assistenti sociali, ecc. ecc., le cose che già allora egli scriveva.
Di Sansone ricordo la cortesia e la simpatia, mai uno screzio. Di me non avrà, forse, nessun ricordo se non quello che sbarcai anzi tempo perché avevo avuto dei seri disturbi intestinali durante l’attraversamento del Canale di Suez dopo aver mangiato del pesce pescato dagli egiziani mentre eravamo alla fonda. Era il 1962″.

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sabato 25 luglio 2009 (Nando Fontanella)

Ci scrive il naturalista stabiese Ferdinando Fontanella:
“Caro Maurizio, ieri sera sono stato alla splendida serata di presentazione del libro del nostro amico cartografo Giovanni Visetti, che si è tenuta al Palazzo Vespoli di Massalubrense. Il libro dal titolo “Le coste di Sorrento e di Amalfi” è veramente bello e credo che tutti gli amanti delle nostre zone (tratta tutte le località della Costiera a iniziare proprio da Castellammare) dovrebbero avere. Anche il costo non è assolutamente eccessivo 14,00 €, e per tali motivi lo consiglio vivamente a tutti gli amici Liberi Ricercatori (per ulteriori approfondimenti). Lasciandoti ai tuoi doveri di padre impegnato, ti auguro una buona giornata. Ciao Nando”.

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giovedì 23 luglio 2009 (Gioacchino Ruocco)

Il comunicato del carissimo Gioacchino Ruocco:
“Caro Maurizio, scusa il tono affettuoso che non è piaggeria, ma il senso di una stima che cresce giorno per giorno, ti invio in allegato il comunicato stampa già diffuso tramite Internet e dalla stampa locale per annunciare la mostra dell’artista di origine umbra, Annita Mechelli, ma romana come tanti che lo sono solo perché risiedono a Roma, che mia moglie, storico e critico d’arte Anna Iozzino, presenterà domani 23 luglio di quest’anno ad Amelia in provincia di Terni. Ti scrivo chiedendoti la cortesia di pubblicare il programma di questo avvenimento nel tuo sito. Ti saluto caramente. Gioacchino Ruocco” (visualizza il programma della manifestazione).

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martedì 14 luglio 2009 (Dante Esposito Sansone)

A Maurizio Cuomo da Dante Esposito Sansone:

Sono veramente grato per aver avuto il piacere di sentire la voce del mio amico, Silvano Cannavacciuoli dagli Stati Uniti (rif.: “Stabiesi ritrovati”), ringrazio anche Catello Esposito Sansone sicuramente mio lontano parente di Castellamare (farò in modo di vederlo personalmente quanto prima). Mi sento un figlio di Castellammare ho avuto una vita di girovago, ma nel mio cuore ho sempre sognato i miei luoghi di infanzia: i miei nonni materni avevano una vendita di carbone e legna da ardere in via San Vincenzo. Sono stato anche un canottiere presso il Circolo Nautico Stabia, ho preso parte a diverse regate con gli allenatori Tassan Lovati e Vincenzo Cuomo, poi nel 1956 dopo aver terminato gli studi a Piano di Sorrento, ho iniziato il mio giro continuo per i mari di mezzo mondo, diventato poi tecnico alle costruzioni navali, sono stato tre anni in Giappone, dieci anni in Spagna e altri anni tra Stati Uniti e Italia fino a che grazie a voi ho potuto risentirmi con il mio caro amico Silvano. Grazie, grazie con affetto. Dante.

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martedì 14 luglio 2009 (Marika De Rosa)

Ci scrive Marika De Rosa di Faito DOC Festival:

“Alleghiamo, per gradita diffusione, la locandina dell’evento:
FAITO DOC FESTIVAL
28 luglio – 3 agosto
MONTE FAITO

Restiamo a disposizione e per qualsiasi altra informazione:

www.faitodocfestival.it/

Cordiali saluti, Marika De Rosa”.

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venerdì 10 luglio 2009 (Gigi Nocera)

L’accorato messaggio del carissimo Gigi Nocera:

“Caro Maurizio, prima di inviarti le considerazioni che seguono ho voluto far passare qualche giorno per non essere influenzato emozionalmente dalla vicinanza del fatto. Quindi con freddezza e quasi con divertimento espongo ora il mio pensiero sul caso in questione. Qualche giorno fa con ingenua malizia (attenzione, perché in questo caso i due termini non sono in contrasto; non è un ossimoro) è stata inviata a L.R. una lettera che all’interno di una proposta molto interessante relativa alla nostra Reggia, era nascosta una “soffiatina” per un noto movimento politico: niente di male se questo sito parlasse di politica, ma siccome lo stesso si propone di mettere in risalto le tradizioni, la storia, le bellezze e la vita passata e presente di questa nostra bella città, ho trovato, quella…”trovata” (se scritta con un secondo fine) perlomeno inappropriata. Ma tu gestisci con cura e buon senso questo sito meraviglioso: luogo di incontri degli stabiesi “vicini e lontani”. Come quelle belle telefonate che il buon Frank Avallone, dalla Florida, fa ai suoi concittadini, anche se mai conosciuti, come me, soltanto per sentire la voce e il dialetto di chi è nato sotto lo stesso cielo; che ha vissuto, anche se in epoche diverse le stesse emozioni provate nel tuffarsi dagli scogli della banchina ‘e zi’ Catiello, che ha riempito la “mummara” all’acqua della Madonna, che ha rincorso lo stesso treno che trasportava i materiali ferrosi al nostro glorioso Cantiere Navale ed ha corso gli stessi “vichi e vicarielli”. Solo questo volevo dirti, senza alcun intento polemico. Augurando al Libero Ricercatore un sempre maggior successo, porgo a te e a tutti gli stabiesi sparsi per il mondo un caro saluto ed un abbraccio. Gigi Nocera”.

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giovedì 9 luglio 2009 (Prof. Franco Circiello)

La lettera inviataci p.c. dal prof. Franco Circiello (che a sorpresa ha ricevuto una gradita telefonata dal nostro carissimo amico Frank Avallone, stabiese in Florida):

“Caro Franco, sapessi la gioia che mi hai dato con la tua telefonata. Tu parlavi e a me sembrava di essere su un aereo indeciso se atterrare a New York, a San Francisco, a Los Angeles oppure mieze ‘a funtana, all’acqua d’a madonna, o ‘ncoppa ‘a Caperrina. Tanta è la magia che con amore accomuna il grande al piccolo, il forte cavallo all’esile filo d’erba. Chiudendo il telefono, non mi sono sentito lontano e ho detto a me stesso di aver trovato un amico. Forse più in là scopriremo che abbiamo vissuto “on the opposite side of the tracks…” ma chi se ne frega se quello che ci lega è l’amore per la terra che ci vide nascere. Non perdiamoci di vista e auguri di felicità e salute. Franco Circiello.
P.S.: Mi sembra doveroso mandare una copia di questa mail a Libero Ricercatore. In un certo senso ha fatto la parte “d’a vammana”, aiutando a far nascere questa amicizia”.

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lunedì 6 luglio 2009 (Prof. Franco Circiello)

Ci scrive p.c., il prof. Franco Circiello, autore di www.friends-ofthe-world.net/ :

“Eccomi qua a cercare un contatto nello spazio cibernetico…

Poesie dei bambini alla parrocchia del San Marco:
grazie ai bambini e agli organizzatori della manifestazione a ricordo del caro Don Ciro. è stata una bella serata e mi sono sentito molto onorato per avervi partecipato come membro della giuria di qualità. Auguri di poterla continuare in futuro.

Targa americana con la scritta “STABIA”:
su di un blog stabiese nei mesi scorsi è andata in pubblicazione l’immagine di una targa automobilistica della Florida con la scritta “STABIA”. Scommetto che appartiene a Peppe Cuomo, zio di Maurizio Cuomo, editore del sito web stabiese “libero ricercatore”. Sarei proprio curioso di sapere se l’ho azzeccata. Conoscendo Peppe non mi meraviglierei.

Elezione del Re alla reggia di Quisisana:
come dissi alla festa della poesia a San Marco, la mia proposta per lanciare la rinata reggia è quella di organizzare un programma annuale con l’elezione popolare di un Re in carne ed ossa in carica come tale per 1 o 2 anni. Questo Re presiederà eventi culturali, nominerà baronetti e conti di un ordine cavalleresco creato ad hoc, indipendentemente dalla loro nazionalità e parteciperà come tale a sfilate, balli, cerimonie e feste.
Il suo titolo sarà quello di Re di Stabia e del Golfo per volontà di popolo e terrà corte nella reggia con udienze e programmi giornalieri, mensili e annuali. Potranno partecipare per le elezioni uomini di nazionalità napoletana ed estera (Italia inclusa).
Pubblicità e articoli commerciali porteranno il suo marchio, se autorizzati dalla Real Casa (esattamente come fa la regina d’Inghilterra).
Visto che sto mandando questa mail anche a “libero ricercatore” sarei curioso di sapere come la pensano Maurizio & company e forse si potrebbe coinvolgere anche lo storico stabiese Pippo D’Angelo che diventerebbe storico ufficiale del nuovo reame. E coinvolgendo anche il giornale Metropolis, questa proposta potrebbe raggiungere gli stabiesi tutti e diventare argomento di discussione di questa estate.
In fondo quello che propongo è a mio avviso presente nel DNA della fantasia napoletana: avere il loro Re, quale migliore opportunità di averne uno che nasce e regna nel cuore di essi come modello di civiltà del sentimento e del sogno e non come modello di potere. Detta la mia, aspetto la vostra. Franco Circiello”.

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mercoledì 1 luglio 2009 (Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il carissimo Angelo Del Gaudio (rif.: “La fuorviante segnaletica”):
“Mio caro disincantato Maurizio, purtroppo parlando di parco regionale del Faito si sottintende un polpettone per sfamare nuove bocche; certamente ci sarà anche un famelico stabiese che ne fa parte. Ti suggerirei di interessarlo, facendolo conoscere ai cari concittadini, in modo che aiutandoti a risolvere questi problemi, abbia coscienza di meritarsi la pagnotta. Spero tanto che questo rappresentante sia quanto meno acculturato al punto di capire che il parco al limite è per Castellammare e non per il… Mezzogiorno. Ti abbraccio e tanti auguri di poter vincere questa piccola battaglia che sostanzia la civiltà, buon lavoro. Angelo”.

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martedì 23 giugno 2009 (dott. Giuseppe Errico)

Ci scrive il dottor Giuseppe Errico, psicologo, ricercatore e scrittore:
“Caro Maurizio Cuomo, considerato che come autore intendo ripubblicare il volume sul monaciello (Pironti) inserendo altre storie popolari e di testimonianza chiedo la liberatoria al fine di poter riportare (citando la fonte) i loro racconti sul monaciello (Gigi Nocera, Gaetano Cuomo). In attesa di cortese riscontro invio cordiali saluti”.

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domenica 21 giugno 2009 (Anna Di Maio)

I saluti e i ringraziamenti della sig.ra Anna Di Maio:
“Saluti allo staff di “libero ricercatore” e al Direttore M. Cuomo, grazie di tutto, soprattutto per l’interesse mostrato alla ricerca della mia amica che mi ha risposto tempestivamente e inviato saluti numero di telefono, video e foto (altrettanto farò io per qualche foto con lei). Vista la vostra serietà vi chiedo se tra coloro che hanno pubblicato le foto c’è qualcuno che abbia interesse o proposto foto di ragazze che andavano a scuola di ricamo presso le Suore di S. Anna, anno 1956 ca., perché cerco una mia amica che abita fuori C/mare che si chiama Immacolata Fariello, da giovinetta abitava al centro storico nei pressi delle Terme Antiche. Buona domenica. Anna Di Maio”.

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sabato 20 giugno 2009 (Anna Di Maio)

Ci scrive la sig.ra Anna Di Maio:
“Mi chiamo Anna Di Maio, mi sono riconosciuta da giovane nella rubrica “Immagini della memoria” (VII riga – III foto), insieme alle mie amiche. Ho saputo della pubblicazione della foto dal Signor G. Moraldi che abitava nel palazzo dove abitavo anche io. Mi farebbe piacere avere il numero di telefono di Enza per sapere come sta. Non potete credere che felicità che ho provato nel sapere che una persona mi abbia cercato e pensato in questo modo. Grazie a tutti e a presto. Un forte abbraccio. Anna Di Maio”.

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venerdì 19 giugno 2009 (Vincenzo Vanacore)

Ci scrive lo stabiese Vincenzo Vanacore da Trento:
“Chi Vi scrive è uno Stabiese che vive da tempo a Trento. Sono un insegnante con una grande passione per la scrittura e Vi seguo da tanto tempo. Rivivo tutte le mie esperienze passate attraverso il ricordo di Castellammare, motivo per cui credo svolgiate una grande funzione di amarcord, ma soprattutto un mezzo di comunicazione per poter cogliere le bellezze e le tradizioni della nostra città. E’ mio desiderio fare una richiesta che ho sempre rinviato: è possibile segnalare nei Vostri link anche l’indirizzo del mio sito? Scrivo poesie e racconti e un paio di anni fa ho avuto la possibilità di pubblicarne una raccolta. All’interno del mio sito già da tempo ho segnalato tra i miei link anche il Vostro sito. Vi auguro una buona giornata e invio cordiali saluti. Vincenzo Vanacore”.

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giovedì 18 giugno 2009 (Antonello Ferraro)

La proposta/idea di Antonello Ferraro:
“Ciao Maurizio, vorrei sottoporti un’idea che potrebbe pubblicizzare il sito e autofinanziarlo: perché non crei una maglietta per quest’estate con il logo del sito? Se pensi di farla fammi sapere come potrò acquistarla e dove. Ne sarei orgoglioso. Saluti, Antonello”.

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martedì 16 giugno 2009 (Gilbert Paraschiva)

I saluti del carissimo Gilbert Paraschiva che ci omaggia con alcuni suoi video:
“Caro Maurizio, essendo, nessuno più di te, un… “LIBERO RICERCATORE” (scherzo ovviamente) ti do’ la LIBERTA ’ di RICERCARE e, qualora tu lo voglia, di ATTINGERE da questi 2 LINK MOLTO INTERESSANTI il meglio del tuo amico GILBERT. Comunque anche se solo li andrai a vedere ne sarò felice. Ecco i link:

http://www.braviautori.com:80/autori/gilbertparaschiva
http://www.pitestiromania.ro/Pagina%20gilbert.htm

Con i miei migliori saluti e buona visione! GILBERT”.

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martedì 16 giugno 2009 (Francesco Chianese)

La lettera di cortesia di Francesco Chianese:
“Vi ringrazio vivamente della email (newsletter di giugno 2009). Siamo veramente lieti di aver scoperto il Vostro sito, che riteniamo un vanto per la nostra città. Siamo e saremo impegnati a contribuire al suo arricchimento ed alla sua diffusione. Cordialmente, FRANCESCO CHIANESE”.

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martedì 16 giugno 2009 (Giusy Somma)

Ci scrive Giusy Somma, autrice di http://gliamorididida.blogspot.com/:
“Gent.mo Maurizio Cuomo, sono Giusy Somma, ti scrivo per ringraziarti dal profondo del cuore per avermi regalato, attraverso il Libero Ricercatore, un’emozione forte stasera, come sempre faccio quando ricevo la tua graditissima newsletter, stavo girovagando tra il sito e stavolta mi sono soffermata sulle “Immagini della memoria”, curiosa soprattutto di riconoscere qualche volto, ma mi sono accorta di essere, fortunatamente, ancora troppo giovane, mi ero soffermata, quindi, sulla foto dei donatori di sangue dell’Italcantieri sperando di scorgervi il volto di mio padre che ne faceva parte attiva, ma se non sbaglio lui non c’è, poi mi ha incuriosito la foto delle telefoniste Sip e… con un tuffo al cuore ho riconosciuto, nell’unico volto maschile della foto, il carissimo zio Michele, più precisamente è, o meglio, purtroppo era, lo zio prediletto di mia madre che tanta parte ha avuto nella sua vita, lui, infatti, lavorava proprio alla Sip di Castellammare, ovviamente mi è stato possibile riconoscerlo perché è un volto a me familiare, è venuto a mancare un po’ troppo presto ma mia madre lo porta sempre nel cuore perché era di una bontà unica, non vedo l’ora che arrivi domani per poter mostrare la foto ai miei genitori! Volevo anche sapere se per l’invio di materiale fotografico è prevista la successiva restituzione una volta acquisita l’immagine, perché anche io ho qualche foto d’epoca che mi hanno lasciato i miei adorati nonni che mi farebbe piacere condividere con voi ma… ci terrei anche a conservarle!
Fammi sapere, nell’attesa invio affettuosi saluti a te e alla tua signora sperando che mi segua sempre sul mio blog di cucina, cordialmente. Giusy Somma”.

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venerdì 12 giugno 2009 (Teresa Boccacini)

Ci scrive Teresa Boccacini:
“Domenica 14 giugno, presso la scuola elementare “Cicerone”, alle ore 20.30, l’Associazione Culturale Teatro Popolare presenta: “LA CANZONE DELLE CANZONI” rassegna di musica & poesia a cura di Mino De Dilectis, con la regia di Tommaso Donnarumma. Conduce: Teresa Boccacini – Canta: Franco Staiano – Recitano: Iole Vanacore, Pino Palmieri, Luivi Iovino, Marò Reale, Pino Vitale, Leo Donnarumma. Vi aspetto” (Visualizza la locandina).

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venerdì 12 giugno 2009 (Angelo Del Gaudio)

Scrive il carissimo Angelo Del Gaudio per ringraziare l’amico Frank Avallone:
“Ringrazio Frank Avallone per avermi ricordato nelle sue memorie. Frank ricorderà che il professore Cirillo usava la famosa “spalmata” con cui suggellava i nostri minuti di ritardo a scuola: tante spalmate per quanti minuti si tardava ad arrivare. A conferma dell’episodio, cui ero presente, della lavagnetta rotta e del bozzolo del nostro compagno (credo fosse TITO – quell’omone in fase di recupero scolastico) e del sincero ringraziamento della mamma, vorrei ricordare, se può ancor di più definire il nostro “o tempora, o mora!!!”, quanto successe a me. Avevo ritardato di 5 minuti e 5 spalmate mi avevano gonfiato la mano sinistra.
Tornato a casa cercai connivenza o comprensione da mia mamma, ma… al pomeriggio mi mandò a comprare un “fiasco” di Chianti, pregiato e costoso per le nostre tasche, e quando le chiesi a cosa servisse, rispose: “Per un anniversario di papà”. Altro che anniversario! La mattina dopo mi preparò per la scuola, cartella a tracolla, e… nella mano incidentata dalle spalmate a reggere il fiasco di Chianti con la raccomandazione: ringrazia il professore a nome di papà e mamma! Non dico altro, ma solo che se il nostro professore ha seminato umanità e dignità è stato in questo facilitato da genitori come i nostri. Vi abbraccio. Angelo”.

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giovedì 11 giugno 2009 (Eugenio Muccio)

Ci scrive Eugenio Muccio, studente del Liceo Scientifico F. Severi di Castellammare di Stabia:
“Caro Maurizio Cuomo, mi scuso innanzitutto per il considerevole ritardo nello scriverle questa mail. Molteplici impegni scolastici (e non) mi hanno impedito di dedicarle il tempo dovuto.
Riguardo il progetto di cui le scrissi, la mia classe ha conseguito il 2° posto e un premio speciale aggiuntivo. La invito dunque a visitare il web site del nostro progetto. La ringrazio, infine, dei contenuti (opportunamente citati) messi da lei a disposizione e della sua professionalità. Cordialità. Eugenio Muccio.

P.S.: mi farebbe piacere ricevere un suo commento al progetto”.

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lunedì 8 giugno 2009 (Umberto Cesino)

Ci scrive l’amico Umberto Cesino (pittore/scultore stabiese):
“Carissimo Maurizio, molteplici impegni mi hanno portato per un po’ lontano da Liberoricercatore, luogo di sana informazione e serena riflessione. Ti saluto e mi complimento per i nuovi risultati del sito. Ti informo (e spero che tu abbia piacere di darne notizia attraverso L.R.) che il 5 luglio p.v., nell’occasione dell’anniversario della fondazione della chiesa, nel piazzale della parrocchia di S. Marco Evangelista a Castellammare, sarà scoperto il busto in bronzo del compianto parroco don Ciro Donnarumma, della cui esecuzione mi pregio di essere stato incaricato dal fratello don Vincenzo, attuale parroco. Sarà mia cura comunicarti eventuali altre informazioni al riguardo. Un caro saluto, Umberto Cesino”.

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lunedì 1 giugno 2009 (Gigi Nocera)

Ci scrive l’amico Gigi Nocera da Torino:
“Caro Maurizio, nell’ammirare la bella fotografia messa a disposizione dall’amico Gaetano Fontana, che rappresenta Piazza del Municipio ai primi del ‘900, ho rilevato alcune modifiche agli edifici apportate negli anni successivi e che io ho ripescato dalla mia memoria visiva. Quindi negli anni ‘30 la stessa Piazza la ricordo così:
1° Nell’edificio che si vede a destra non c’erano terrazzi dopo il primo piano, ma la facciata era tutta a filo del piano terreno. Dal primo piano in su c’era il vecchio ospedale San Leonardo, e nel negozio a piano terreno aveva sede la cartolibreria Canzanella, a quei tempi una delle più importante della città.
2° Nell’edificio di sinistra esisteva una stazione metereologica e le scuole che io ho frequentato (poco!). Sotto la falda del tetto, sulla parte liscia della facciata, c’era la seguente scritta in grossi caratteri: OSSERVATORIO METEREOLOGICO.
3° La pavimentazione della Piazza non era composta da mattoni regolari, ma dai famosi “vasuli”.
4° Se non sbaglio (e posso errare perchè la veduta non è chiara) la banchina ‘e zì Catiello è a livello del piano della Villa. Mentre negli anni 30 per accedere alla stessa c’era una breve discesa, che dal piano portava al moletto vero e proprio dove attraccavano le barchette dei pescatori.
5° Le costruzioni che si vedono sullo sfondo, proprio verso, appunto, la suddetta banchina, non esistevano. C’era invece uno spiazzo dove i ragazzi giocavano a rincorrersi liberamente, senza ostacoli. Tanto ho ritenuto di segnalare sperando che possa interessare ai cultori della storia di Castellammare. Invito quindi gli amici lettori del sito a guardare attentamente la suddetta fotografia, che, ripeto è molto interessante, e constatare quanti cambiamenti (in bene? in peggio?) ha subito la nostra sempre bella Città. Gigi Nocera”.

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sabato 30 maggio 2009 (Corrado Di Martino)

L’amico Corrado ci scrive per dare maggiori informazioni su alcune foto pubblicate di recente nella rubrica “Immagini della memoria”:
“Ciao Maurizio, da un po’ non ci sentiamo, oggi ho fatto uno dei miei “soliti giri” su LR ed ho notato tre vecchie foto che ritraggono delle centraliniste intente al proprio lavoro. Bèh a quei tempi (avevo pressappoco 10 o 11 anni) frequentavo quei locali perché spesso portavo il pranzo a mio padre che lavorava, appunto, nella sede di Corso Vittorio Emanuele (se la foto è stata scattata prima dell’ottobre ’67, si tratta dell’azienda di telefonia a carattere regionale SET (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia) divenuta poi da quella data in poi SIP V° Zona). Pensa, inoltre che due anni dopo con la teleselezione non c’è stato bisogno più di operatrici ai centralini. Forse il primo dei momenti difficili dal punto di vista “interno” delle telecomunicazioni nel nostro Paese. Saluti a tutti. Corrado”.

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martedì 26 maggio 2009 (Gabriella)

L’avviso di Gabriella, presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale di Scanzano:
“Ciao!!! Sono Gabriella, presidente dell’Azione Cattolica della parrocchia SS. Salvatore di Scanzano; ti allego il volantino del “Punto Amico”, che aprirà oggi dalle 18.30 alle 20.00, in via Micheli; ti invierò poi gli orari in cui il punto resterà aperto nelle prossime settimane. Grazie”.

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martedì 26 maggio 2009 (Enzo Cesarano)

Giriamo alla vostra attenzione il messaggio dell’amico Enzo Cesarano, che ringraziamo di vero cuore:
“Carissimo Maurizio cerco di disturbarti quanto meno è possibile perchè so che non è facile portare avanti liberoricercatore, che ti chiede tempo e penso tanta pazienza, ma la lettera del dott. Fontanella fa parte di quei segnali che ti fanno riflettere, ho paragonato la figura di questo nostro concittadino ai padri del deserto descritti nella Bibbia, i quali vivevano da eremiti e andavano in città solo quando c’era il flagello delle cavallette per avvisare tutti della disgrazia che li stava colpendo. Cosa si fa di fronte ad un drammatico e accorto messaggio che paragona i mali della nostra città ad un tumore maligno? Come figlio di questa nostra terra ricca di storia, come cittadino e come padre cosa fare? E allora è importante ritornare senza retorica un poco indietro, non fermarsi, ma tornare indietro. E la risposta almeno nel mio piccolo è stata questa: solo la bellezza può sconfiggere tutto ciò. Anche la lettera del dottore è bellezza perché parla di un amore sconfinato, liberoricercatore è bellezza perché è memoria della nostra terra, gli articoli del signor Nocera sono esempio di come si deve essere stabiesi anche vivendo km lontani. Io credo che queste piccoli esempi possano aiutarci poi a risolvere i grossi problemi che attanagliano un po’ tutti.
Caro Maurizio questo mi sono sentito di dirti e questo ti ho scritto grazie ancora per la possibilità che dai a tutti noi di esprimere liberamente i nostri pensieri. Ti saluto, Enzo Cesarano”.

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domenica 24 maggio 2009 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera ringrazia Antonio Cimmino (vicepresidente della locale Associazione Nazionale Marinai d’Italia), per i graditi omaggi ricevuti:
“Egregio e carissimo Signor Cimmino… Non son passate che 4 ore dall’arrivo del gradito dono che mi ha voluto fare e già mi son letto con estrema attenzione e commozione il bel libro “Uomini di mare e di guerra”. Molte cose si sono rinnovate nella mia memoria che, anche se ancora efficientissima, a volte fa cilecca. Si ricorda che in un mio scritto avevo detto che durante la Prima guerra mondiale mio padre era di stanza a Taranto? Lui mi parlava della sua guerra e mi citava anche il comandante della nave su cui era imbarcato; ma io non lo ricordavo. Ebbene scorrendo il libro mi è venuto in mente il nome che lui citava: Umberto Cagni, quindi l’incrociatore ( che lui chiamava DREADNOUGHT) su cui era imbarcato era il PISA. Forse non Le è noto che io ho frequentato per un anno la Scuola allievi operai presso il nostro valoroso cantiere navale facendo il corso di saldatore elettrico. Ebbene, presto imparai il mestiere e mi sovviene che per un certo periodo di tempo, diciamo un paio di settimane, ho lavorato dentro un grosso cilindro (così appariva a me). Essendo mingherlino ci entravo facilmente e facevo delle saldature (che si chiamavano sovratesta) sdraiato sul dorso. Nella descrizione che il libro fa dei famosi “maiali”, penso che allora (e siamo nei primi mesi del 1938) io abbia lavorato alla costruzione di questi micidiali mezzi. Però posso anche sbagliarmi, non conoscendo la data esatta della loro ideazione. Un’altra grande gioia che mi ha dato lo scorrere le pagine del libro è quella di aver rivisto in fotografia il mio non dimenticato cugino (per parte di mia madre) comm. Vincenzo Della Monica.
Caro Signor Cimmino, Lei gentilmente mi esorta a scrivere “in maniera più dettagliata la mia storia corredata anche di foto, specie per il periodo inerente alla guerra ed alla Resistenza”. Vede, è da tempo che ho pensato a ciò, ma ho allargato la visuale della mia vita, specialmente ora che si sta avvicinando il redde razionem. Quindi ho iniziato a mettere per iscritto tutta la mia vita, dal momento della mia nascita fino a quando….solo Dio lo sa. Non solo, ma sto ricostruendo anche se parzialmente la storia anche dei miei parenti più stretti, zii e zie; come vede quindi è un lavoro immane che mi assorbe per almeno due o tre ore al giorno (oltre alle altre 2/3 ore che dedico alla lettura). Certo, nel descrivere tutti questi avvenimenti e le cronistorie, nel mezzo c’è anche il periodo della guerra vera e propria e della gloriosa guerra di Liberazione, che in questi ultimi tempi qualche immemore vuole “revisionare” a suo uso e consumo. Per quanto riguarda una documentazione fotografica devo confessare che quella in mio possesso è abbastanza carente. Come si poteva pensare alle foto quando dal settembre 1943 all’aprile 1945 si era braccati giornalmente? La guerra ci teneva all’erta continuamente e le brigate nere ci tenevano d’occhio. L’unica fotografia di quel periodo mi è stata fatta durante i giorni della Liberazione,e appena posso la tirerò fuori.
Quei brani di memoria che saltuariamente il L.R. pubblica, sono il risultato delle amabili insistenza di questi bravi giovani stabiesi che ho conosciuto in questi ultimi anni: Maurizio, Ferdinando Fontanella il naturalista, Giuseppe Zingone, Gennaro Cesarano e gli altri che si sono aggiunti dopo, Lei compreso che mi lusinga e mi sprona con i suoi apprezzamenti.
Mi accorgo di essere stato molto lungo, ma io quando vengo a contatto con un mio concittadino non smetterei più. La nostalgia mi prende e i ricordi castelluonici fanno ressa nella mia mente. Per esempio, ricordi al mio cugino Vincenzo tutte le volte che abbiamo fatto il bagno assieme alla banchina e zì Catiello e come ci illudevamo di essere dei campioni di nuoto. Che tristezza,e che gioia ricordare e rimpiangere quei tempi!
La ringrazio di tutto (il distintivo lo metterò subito all’occhiello della giacca che indosso più sovente)… e saluto tutti con un abbraccio. Gigi Nocera”.

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martedì 19 maggio 2009 (Sig. Antonio)

Il sig. Antonio, scrive alla rubrica “Viaggio nella natura di Stabia” del naturalista stabiese Ferdinando Fontanella:
“Ho visitato il sito (pagina “Orchidee di Stabia”), in quanto ho scattato delle foto di orchidee ma non sono ancora riuscito bene ad identificarle. Nelle vostre pagine ci sono delle foto molto belle e i nomi scientifici sono ben distinti da una pianta all’altra. Vorrei chiedere se fosse possibile avere il vostro aiuto per conoscere i nomi scientifici delle piante che ho fotografato, ovviamente invio in allegato le immagini. Vi chiedo questo favore, sperando di non disturbare troppo. Grazie. Antonio”.

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lunedì 18 maggio 2009 (Luigi Totaro)

La lettera del prof. Luigi Totaro da Scafati:
“Egregio Sig. Libero Ricercatore, ho conseguito nel 1967 il diploma di “perito navale” presso l’Istituto Tecnico Industriale “Leonardo Fea”, quando era Preside, il prof . dott. Luigi Greco. Nel 1972 con la laurea in Scienze Naturali, dopo aver espletato il servizio militare come sott/le di complemento in M.M., sono diventato professore di scienze matematiche nelle medie, non dimenticando mai gli anni trascorsi tra i banchi delle superiori. Qualche anno fa, in occasione di un incontro con gli ex diplomati tra le due quinte A e B, ho voluto rivivere per iscritto quell’esperienza, intesa come un insieme di frammenti di ricordi che hanno plasmato nel bene l’anima, la mente e il cuore di molti giovani. Gragnanese di nascita (1948), Stabiese di origine: il nonno paterno era del terziere Privati di C/mmare, desidero vedere pubblicata questa semplice e succinta storia del “Fea”, per metterla anche a disposizione degli altri. Grazie, cordialità e ad majora per il prestigioso sito sulla multi variegata storia stabiese. Luigi prof. Totaro – Scafati (Sa)”.

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domenica 17 maggio 2009 (Giuseppe Di Massa)

Ci scrive l’amico gragnanese Peppe Di Massa, ricercatore di storia locale:
“Hi, cari Maurizio ed Egidio, grazie per la gradita newsletter (per Maurizio), quando si è soli all’estero, fa piacere ricevere un messaggio positivo, come sono i tuoi successi col sito. Vi scrivo anche per chiedervi una informazione su una tela del pittore Angelo Mozzillo, rappresentante una Madonna con Bambino tra due grandi angeli in volo, sui due lati, e ai piedi sant’Agostino e santa Monica che ricevono la cintura della congregazione. Si tratta di una tela d’altare di grandi dimensioni. Potreste far girare la mail, per verificare se una tela del genere é stata trafugata da qualche chiesa del circondario? Nel caso positivo, potremmo quasi sicuramente recuperarla e rimetterla al suo posto. Spero che qualcuno la reclami. Vi invio dalla stupenda Casablanca (come vedete non tutta l’Africa è come la tremenda Nigeria) i miei migliori saluti. Peppe”.

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sabato 16 maggio 2009 (Ing. Domenico Furci)

Rimettiamo in pubblicazione la segnalazione dell’ing. Domenico Furci, con la chiara speranza che l’Amministrazione locale, ne prenda atto e si adoperi per addivenire ad una rapida soluzione del problema:
“Buona sera, segnalo a voi lo stato indecente di via Varano che, specie in questo periodo, è percorsa da turisti che vogliono accedere alla zona archeologica a piedi o che dagli scavi scendono verso il centro. Non mi riferisco solo allo stato della pavimentazione, ma anche alla presenza di erbacce che restringono la striminzita sede stradale, già intasata spesso con cumuli di materiali ingombranti; e per concludere: la passeggiata dalle Terme Nuove alla stazione di via Nocera, in salita e in discesa, sui mini-mini-marciapiedi è ostruita da erbacce che cadono sulla testa dei passanti. Nel fantomatico progetto “Stabia la bella” c’è anche il ripristino della normale utilizzazione di queste strade e marciapiedi che io ho citato? Con stima. Mimmo Furci”.

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mercoledì 13 maggio 2009 (Restoring Ancient Stabiae)

Ci scrive la Fondazione RAS:
“Gentile Libero Ricercatore, inviamo in allegato il mensile di informazione telematico della Fondazione RAS al fine di far conoscere ad un “autentico” stabiese le attività in corso della stessa. Se interessato, può trasmettere le stesse attraverso i suoi canali. Cordiali saluti, Restoring Ancient Stabiae”.

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martedì 12 maggio 2009  (sig.ra Paola)

La sig.ra Paola dall’isola d’Elba, scrive alla rubrica “Viaggio nella natura di Stabia” del naturalista stabiese Ferdinando Fontanella:
“Gentile signore, la informo che presso il mio giardino crescono svariate piante di Cytinus hypocistis gialle e rosa di cui ignoravo l’esistenza e che ne sono venuta a conoscenza leggendo il suo sito dopo che mia figlia le ha trovate giocando in giardino. Vivo all’isola d’ Elba. Distinti saluti. Paola”.

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lunedì 11 maggio 2009 (dott. Giovanni Iorio)

Ci scrive il dott. Giovanni Iorio da Napoli:
“Gent.mo Sig. Maurizio, complimenti per il suo bellissimo sito che leggo spessissimo. Le invio due foto della mia infanzia a Castellammare di Stabia: sono foto di scolaresca scattate nella scuola elementare Basilio Cecchi, la prima nel 1956, la seconda credo nel 1958. Nella prima foto io sono a sinistra dell’ottimo maestro prof. Maresca (alla sua destra è ritratta la sua figliola e dalla quale mi farebbe piacere avere notizie) al quale mi legava un grande affetto e del quale conservo ancora un libricino di poesie per bambini con la sua dedica che mi regalò in occasione della Pasqua di quell’anno. Nella seconda foto (1958) sono ritratto alla destra del caro prof. Cozzolino che aveva con me grande pazienza. Nel 1960 la mia famiglia si è trasferita da Castellammare e, per qualche anno, ho cercato di mantenere i contatti frequentando, in estate, i bagni sul lungomare (andavo al Lido Moderno in compagnia di cari amici stabiesi, tra gli altri: i fratelli Corrado, Lillino e Salvio Guida). Ormai sono moltissimi anni che vivo a Napoli e vengo raramente a Castellammare, ma conservo vivissimo il ricordo e l’affetto per il mio paese e per questo seguo assiduamente le Sue pagine e le diffondo. In esse ho rivisto posti a me cari e ormai mutati per sempre (pensi che ho trovato una foto del palazzo dove sono nato e quella di dove ho abitato fino a 10 anni a Piazza Ferrovia, via Roma). La ringrazio per questo lavoro che fa per la nostra bellissima Città. Continui così, con la nostra stima e affetto. Cordialissimi saluti. Dott. Giovanni Iorio”.

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sabato 2 maggio 2009 (Gigi Nocera)

Ci scrive Gigi Nocera, per ringraziare Antonio Cimmino:
“Caro Maurizio, tramite il sito voglio ricambiare i cordiali saluti del signor Antonio Cimmino, che graziosamente si è voluto ricordare di me (rif.: corrispondenza privata). Ma io lo ringrazio calorosamente anche per l’impegno che mette nel gestire la locale sezione della A.N.M.I. e per quanta passione e affetto ci ricorda i marinai stabiesi caduti nell’espletamento del loro dovere. A suo tempo mi commosse il ricordo di un mio cugino, Aniello Della Monica, pubblicato su Libero Ricercatore. Lo ringrazio anche perchè tutte le volte che leggo qualcosa di suo, sul nostro sito, mi ritorna alla mente mio padre. Per molti sarà ridicolo quando sto per dire, ma per me ha un grande valore affettivo. Ecco di che si tratta. Mio padre ha partecipato alla prima Grande guerra, quella del 1915/18, imbarcato su un incrociatore di stanza a Taranto che pattugliava tutto il mare Adriatico fino a Trieste e Pola. E tutte le volte che io, curioso come ero (e sono), gli chiedevo di raccontarmi qualcosa di quella guerra, lui invariabilmente, con orgoglio, ricordava che era “Sottocapo, cannoniere, puntatore scelto”. Quanta enfasi e quanto orgoglio c’era nella sua voce quando, come una filastrocca, declamava queste sue qualifiche! Ecco perchè intendo ringraziare pubblicamente il Signor Cimmino: tutte le volte che lui parla dei marinai di Castellammare, mi fa ricordare mio padre, che ho tanto voluto bene; e che ancora oggi guida i miei pensieri e le mie azioni. Gigi Nocera”.

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giovedì 30 aprile 2009 (Concetta Suarato)

Ci scrive Concetta Suarato, presidente dell’Associazione Culturale “Musearte”:
“Gentile Direttore, anche quest’anno riproporremo le visite gratuite sul territorio. Come ha notato dal sondaggio effettuato, molti non hanno mai visto gli scavi, che stanno lì da tanto tempo, e figuriamoci se conoscono tutte le curiosità relative al centro storico o alle opere contenute nel neonato Museo Diocesano. E’ per questo che Le invio, come l’anno scorso, la locandina della manifestazione. Anche il pullman per gli scavi è gratuito, e le guide sono professioniste esperte. Grazie per la collaborazione, Concetta Suarato”.

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sabato 25 aprile 2009 (Enza Sabatino)

Ci scrive Enza Sabatino da Terni (se riconoscete qualche soggetto della foto siete pregati di contattarci):
“Caro Maurizio, sono Enza la moglie di Silvestro. Ho avuto il piacere di conoscerti la sera dell’incontro. Ti allego questa foto ( vedi la foto inviata ) con la speranza di esser contattata anch’io da qualcuna delle mie amiche perdute dal tempo. Ricordo solo qualche nome: Lina Vozza (la terza a destra). Con stima Enza Sabatino”.

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lunedì 20 aprile 2009 (Roberta Gargiulo)

La studentessa Roberta Gargiulo scrive al naturalista Ferdinando Fontanella:
“Gentile Libero Ricercatore, sono una studentessa di Scienze Biologiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; sono rimasta molto affascinata dalle foto delle orchidee pubblicate sul sito e gradirei ricevere maggiori informazioni sulla localizzazione di questi esemplari. Ci tengo a precisare che il mio interesse, oltreché affettivo, è puramente scientifico; pertanto non ho intenzione di raccogliere esemplari né di danneggiarli, bensì fare qualche foto da presentare in una relazione che esporrò in sede d’esame.
La ringrazio in anticipo e faccio tanti complimenti a Lei e ai suoi collaboratori per il sito interessante e ben curato. Distinti saluti, Roberta Gargiulo”.

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sabato 18 aprile 2009 (Gigi Nocera)

Ci scrive il carissimo Gigi Nocera (stabiese D.O.C.) da Torino:
“Cari Maurizio e Nando, oggi ho ricevuto il libro ( Catalogo “Ex Diversis Unum” ) che mi avete mandato e non ho parole per ringraziarvi. Siete proprio commoventi! Pensate anche a far numerare con i dati del mio anno di nascita il bel volume che mi avete donato. Di quel numero nessuno me ne aveva parlato; io l’avevo notato, ma l’ho attribuito al caso; invece ci avete pensato voi: siete proprio carinissimi. A volte penso: “Cosa avrò mai fatto per meritarmi la vostra stima, la vostra simpatia, la vostra così palese e disinteressata amicizia, e diciamo pure affetto”. Beninteso, stima, simpatia, amicizia ampiamente ricambiata e meritata. Io non finisco mai di ringraziare il Cielo per avermi fatto conoscere voi in questi pochi anni che mi rimangono ancora da vivere. Già altre volte l’ho detto a Giuseppe che la vostra conoscenza mi ha rivitalizzato; mi ha dato la possibilità di ricordare i miei cari con più assiduità, la mia bella città e rivivere quei giorni indimenticabili della mia fanciullezza/prima giovinezza. Vedete cari amici, le persone quando sono avanti negli anni poco alla volta perdono gli amici più o meno della stessa età, perdono interesse per le cose della vita perchè non riescono a stare al passo con i tempi e di conseguenza non capiscono i giovani e questi non capiscono loro. E’ vero, ti restano i figli, i nipoti, ma anche loro non possono prestarti molta attenzione perchè presi dai propri impegni di lavoro o dallo studio. Ecco perchè considero una fortuna aver conosciuto voi che avete la pazienza di avermi come amico. Della vostra amicizia spero di esserne sempre degno. Non mi resta che ringraziarvi di tutto cuore: GRAZIE!”.

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mercoledì 15 aprile 2009 (Carmine Spera)

Ci scrive una nostra carissima conoscenza, Carmine Spera, compositore di testi e canzoni per bambini:
“Gentilissimo Maurizio, sono Carmine Spera ( www.filastrock.it ), ti scrivo per condividere con te ed i visitatori del tuo sito la gioia di aver saputo che una mia canzone per bambini è stata tradotta in Polacco da una nota poetessa di Varsavia, Ewa Chotomska e che il 19 aprile sarà interpretata da Aleksandra Betanska, all’International Chidren Song in Konin. Aleksandra è la bimba che sempre con un mio brano arrivò terza al Festival Internazionale Verdinote 2008 e si aggiudicò il primo posto al festival “Nutka Poliglotka” di Varsavia. Ciao e grazie. Carmine”.

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martedì 14 aprile 2009 (Comunicato stampa)

Giriamo alla vostra attenzione il comunicato stampa inviatoci da Tiziana Adolescente di Corto in Stabia:
“Corto in Stabia 2009: In gara 115 cortometraggi giunti da tutta Italia e dall’Estero.
Sono in totale 115 i cortometraggi scelti, tra gli oltre 250 giunti da tutta Italia e dall’estero, che concorreranno per aggiudicarsi uno dei premi delle quattro sezioni o, almeno una menzione speciale, del prestigioso Concorso Internazionale “Corto in Stabia” giunto quest’anno alla IV edizione. Sostenuto e patrocinato dal Sindaco Salvatore Vozza, dall’Assessore al Turismo, Termalismo e Beni Culturali Massimo De Angelis del Comune di Castellammare di Stabia, dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli e dall’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo stabiese amministrata da Dario Scalabrini, l’evento prenderà il via il 22 aprile nella nuova location del Cineteatro Montil di via Bonito. Il programma delle proiezioni è già visibile sul sito www.cortoinstabia.it in attesa della presentazione ufficiale alla stampa e alle Istituzioni prevista in settimana a Palazzo Farnese. Intanto cresce l’attenzione per la manifestazione che vedrà ancora una volta la patria di Viviani e Ruccello protagonista del cinema per ragazzi con una quattro giorni di proiezioni, incontri, spettacoli, mostre fotografiche e d’arte, oltre a set cinematografico d’eccezione per i giovani registi in erba: qui sarà realizzato infatti , in partenariato con l’Associazione Culturale romana IlCorto.it, il progetto “Ciak a Scuola”, corso teorico – pratico finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio in digitale di pochi minuti, riservato a dodici studenti scelti tra le scuole campane di II grado che si sono particolarmente distinte nelle passate edizioni. Ospite d’eccezione sarà il cantante stabiese Tony Amodio che concluderà il suo tour italiano la sera del 24 aprile proprio a Castellammare con un concerto gratuito. L’artista, definito dai media americani “rivelazione italiana all’estero” è autore di canzoni per Al Jarreau, James Ingram e Bill Champlin dei Chicago; dopo aver conquistato il pubblico statunitense con il disco d’esordio “Dejà Vu” presenta il suo secondo album ,“II Me”, che raccoglie tredici nuove tracce di storie vissute negli ultimi due anni in giro per il mondo”.

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lunedì 13 aprile 2009 (Mario Vozza)

Ci scrive Mario Vozza”:
“Cara Redazione, sono un assiduo frequentatore del vostro sito e ci tengo a fare i miei più sinceri complimenti, per noi che viviamo fuori, io almeno per 27 giorni al mese sto fuori e lontano dalla mia Castellammare, il vostro sito è come una boccata di aria di mare, di quella che si respira sul lungomare alle 7 del mattino, che solo chi è stabiese può capire, e può avvertire ad ogni click sul “libero ricercatore”. Volevo segnalare un nuovo soprannome per la vostra simpatica e curiosa rubrica, quello del mio ormai defunto nonno Mario Vozza, pietra miliare del rione spiaggia, conosciuto da anni a questa parte come “Mario ‘a ranogna” per la sua conformazione fisica assimilabile ad una rana nei tempi della sua lontana giovinezza”.

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domenica 12 aprile 2009 (prof. Geltrude Vollono)

Ci scrive la prof. Gelda Vollono, presidente dell’Associazione “Ex Diversis Unum”:
“Caro Maurizio, non so più quali altre parole trovare per esprimerti la mia gratitudine per quello che fai non solo per le iniziative della nostra associazione ma soprattutto per Castellammare. Sono stata molto colpita come d’altronde tutto il mondo dal terremoto disastroso che è capitato proprio il giorno della presentazione del nostro “Catalogo”… vorrei fare anch’io qualcosa per quelle persone che dopo anni di sacrifici hanno perso tutto, se tu hai pensato a qualche iniziativa, saremmo lieti di aderire. Mio figlio Daniele, che è a Santo Domingo, dice che la gente quando sa che è italiano si mette a disposizione e non vuole che lui paghi quello che ha comprato, nonostante mio figlio spieghi che non è della zona del terremoto. Questo fa molto riflettere soprattutto se si pensa che la solidarietà viene da un popolo che ha un reddito molto basso. Nell’attesa di poter parlare da vicino, ti abbracciamo insieme alla tua famiglia e ti auguriamo una serena Pasqua. Gelda e Lino”.

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domenica 12 aprile 2009 (Corrado Di Martino)

Giriamo (con la preghiera di prestare la massima attenzione), questa missiva inviataci in data odierna (ore 09,34) dall’amico Corrado Di Martino. Buona Pasqua a tutti:
Caro Maurizio buona Pasqua, ti allego una nota che ho ricevuto da una collega -l’ing. Raffella Marzano-, prova a darci anche tu una mano, grazie di cuore. Corrado.
“Abbiamo bisogno di posti letto.. chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiami 0854308309.
L’Abruzzo si sta appoggiando all’Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI RH 0 NEGATIVO. Per info: 06 491340. Per favore fate girare questa nota”.

P.S.: non avendo la benché minima idea di quando la richiesta di aiuto sia stata formulata e nella speranza che l’urgenza sangue sia terminata, consigliamo vivamente a tutti i potenziali donatori, di prendere in considerazione la missiva, ma di contattate i numeri indicati, per valutare al meglio se di questo aiuto (oggi) vi sia ancora effettiva necessità e urgenza.

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martedì 7 aprile 2009 (Enzo Esposito & Carmen Viviani)

Giriamo all’attenzione dei visitatori e di tutti gli appassionati della musica classica napoletana, l’invito di Enzo Esposito e Carmen Viviani (cantanti/attori stabiesi):
“Caro Libero ricercatore, vorremmo invitare tutti i visitatori al nostro prossimo spettacolo: Venerdì 24 aprile 2009 ore 20,30 presso il Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia (NA) dal titolo: “Munasterio ‘e Santa Chiara” con Enzo Esposito e Carmen Viviani e con Anna Sciotti – Nunzio della Marca – Veronica Salzano – Mariano Lambiase – Ernesto Pragliola. Orchestra diretta dal Maestro Franco Farina. Coreografie di Corrado Capone. E in anterprima sarà rappresentata la mini sceneggiata del brano: “Zi munacella mia”. Regia: Antonio Sciotti.
Info e prenotazioni: 081 8717058 – 3470403573 – 3389060813.
VI ASPETTIAMO IN TANTI!!!”

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martedì 7 aprile 2009 (Comunicato stampa)

Giriamo alla vostra attenzione il comunicato stampa inviatoci dall’ing. Raffaele Luise del CAI Stabia:
“Vi comunico che giovedì mattina alle 8:45 ci incontreremo in Piazza Vesuviana, armati di guanti e forbici da giardino, roncole e macete, per recarci al Vallone Quisisana, ove effettueremo la riapertura del sentiero che conduce alla guglia Castellano. Tale guglia, conquistata per la prima volta da Cesare Capuis nel 1924, ha rappresentato per decenni la palestra di roccia per antonomasia del CAI Stabia, potendosi infatti raggiungere rapidamente a piedi da Castellammare.
Scalata per la prima volta da due stabiesi nel 1927 (come da relazione allegata, pubblicata su un bollettino della sezione di Napoli della primavera del ’27) si auspica che possa essere presto conquistata da tanti altri arrampicatori del CAI Stabia!”

Dal Bollettino della sezione di Napoli della primavera del 1927:
La sera del 6 Aprile, alle ore 18, il socio Arnaldo Fusco ed il sig. Francesco Cannavacciuoli fecero la difficile scalata della “Guglia Quisisana” presso Castellammare di Stabia. La salita fu iniziata da Fusco, che, dopo aver fissato un chiodo con anello in prossimità di quello utilizzato nelle prime due scalate e passata la corda nell’anello, affidandone il capo a Cannavacciuoli, ridiscese un paio di metri, poi girò lo spigolo per portarsi sul lato Nord seguendo una spaccatura della roccia. L’ultimo tratto della salita richiese moltissima precauzione a causa degli appigli malsicuri e della inefficienza della corda, impigliatasi nelle asperità dello spigolo, ma fu fatto senza incidenti. Sulla cima fu ritrovata la scatoletta di latta, contenente i biglietti con le firme dei primi scalatori (vedere Bollettino N. 12 del 1924, pagine 3 e 4 e N. 3 del 1925, pagina 6). La discesa fu eseguita al chiaro di luna.

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martedì 7 aprile 2009 (Alfonso Santarpia)

Un omaggio a “Stabia Friends” di Alfonso Santarpia:
“Caro Maurizio, ultimamente ho pubblicato su youtube un video poetico dedicato allo “Stabia Friends”, squadra amatoriale di amici di Stabia, dove gioca anche mio fratello Gennaro. Se hai un po’ di spazio per menzionare questo video, è un bel omaggio a questa squadra e mi farebbe molto piacere. Cari saluti. Alfonso”.

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venerdì 3 aprile 2009 (Sergio Sammarco)

Ci scrive Sergio Sammarco in ricordo dell’amico Mimì Paolercio:
“Ciao LiberoRicercatore, sono uno estimatore di Don Mimì Paolercio, che ancora oggi reputo uno dei numeri uno a livello di fotografia, quando stampavo il BN gli portavo le foto per avere delle correzioni.
Comunque invio delle foto di Castellammare per la pubblicazione.
Mi chiamo Sergio Sammarco… Grazie mille saluti”.

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mercoledì 1 aprile 2009 (Michelangelo Gargiulo)

Ci scrive Michelangelo Gargiulo da (Castiglione Olona – VA):
“Gent.mo Maurizio, ci ha rattristato la notizia della disgrazia avvenuta a Roma, alla suora di Castellammare. Mia moglie, Angelina Meli, si è ricordata di aver frequentato lo stesso “Istituto S. Croce”. A tal proposito e per renderle omaggio, ti invio la foto che la ritrae insieme alle compagne. Chi la conosceva, la riconoscerà nel gruppo. La suora si chiamava: Salvato Maria Rosaria. Grazie in anticipo, Michelangelo Gargiulo”

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martedì 31 marzo 2009 (prof. Franco Circiello)

Ci scrive il prof. Franco Circiello:
“Caro Maurizio, non ci conosciamo ma sono sicuro che sei più giovane di me e mi voglio congratulare con te come se parlassi a mio figlio. Sono quasi due mesi che ho scoperto il sito ed ora sostituisce il giornale al mattino. E poi guarda come le cose si azzeccano da sole, l’altro giorno parlavo con Antonio Cimmino al bar Fontana e anche lui mi accennava del sito e menzionava pure Gaetano.
È proprio vero che San Catello protegge la città attraverso persone come te. Bravo a te ed a tutti i collaboratori. Prof. Franco Circiello”.

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domenica 22 marzo 2009 (Comunicato stampa)

“Ulteriore importante affermazione della Scuola Primaria “Basilio Cecchi” di Castellammare di Stabia: dopo il terzo posto dello scorso anno alla Finale Interregionale del III Campionato di “Socialdance”, venerdì 20 c.m., gli alunni della V D diretti e coordinati dall’insegnante Giusy Barone, hanno partecipato alla Finale Interregionale del IV Campionato di “Socialdance” tenutosi al Palazzetto dello Sport di Cercola, classificandosi con un ottimo 2° posto.
Questo importante piazzamento ha permesso agli alunni stabiesi di guadagnare meritatamente la partecipazione alla Finale Nazionale di categoria che si terrà ad Ariano Irpino il 24 maggio prossimo venturo”.

Le congratulazioni della Redazione, innanzitutto al Dirigente Scolastico, Dott. Prof. Luigi Caccioppoli, all’Insegnante Giusy Barone e soprattutto agli alunni, per l’ottima performance.

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venerdì 20 marzo 2009 (Alfredo Volpe)

Ci scrive il sig. Alfredo Volpe (di www.ukraine-italy-association.it):
“Gentile Signor Maurizio Cuomo, le confesso che ho per lungo tempo tergiversato prima di contattarla per voler (sia pur in minima parte) collaborare alla sua encomiabile attività divulgativa, inviandole delle cartoline storiche in mio possesso della n/s bella città. Approfitto di questa occasione per segnalarle il mio sito di volontariato, con relativa associazione, dopo un mio inaspettato viaggio in una terra meravigliosa e sfortunata, quale è l’Ucraina. Ho iniziato a collaborare chiedendo il sostegno prima all’Associazione Italo-tedesca “Children First onlus” di Varese della dott.ssa Silvia Eigl, poi dell’Associazione del Sig. Andrea Bianco di Treviso denominata “Children Future Project” per fanciulli orfani o malati oncologici nella città di Bila Tzerkva. Con famiglie povere e prive di aiuti sia statali che comunali.
Lei subito mi obbietterà: “Cosa posso fare?” Intanto (data la sua attività) viene senz’altro in contatto e a conoscenza di famiglie in possesso di materiale medico in surplus ed inutilizzato per varie ragioni. Tale materiale potrebbe essere di grande aiuto a famiglie ed a persone prive di alcun sostegno. Tenga presente se oggi qui in Italia siamo mal messi, si figuri li (dove uno stipendio, se ancora si percepisce, va sui € 100) Se avrà la bontà e la cortesia di visionare il mio sito “ucraine-italy-association.it” potrà avere una visione più completa. Io da parte mia (a 72 anni), non ho alcun ambizione se non quella di essermi prodigato a far si di non essere vissuto invano, aiutando un po’ il prossimo più bisognoso. Non la voglio più tediare. La ringrazio di cuore fin d’ora per quanto potrà fare. Cordiali saluti. Alfredo Volpe.

N.B.: verso la metà del mese di maggio sarò in Ucraina con un gruppo di amici locali.

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giovedì 19 marzo 2009 (Gigi Nocera)

Scrive Gigi Nocera (in rif.: alla lettera di Gioia Bozzaotre del 18 marzo 2009):
“Ho letto con grande piacere la affettuosa lettera della Signora Gioia Bozzaotre. Alle sue considerazione sul carattere della sua cara zia Linuzza, ultracentenaria, vorrei aggiungere qualche mio consiglio indirizzati a chi una certa età l’ha già raggiunta. Modestamente però, perchè io rispetto a zia Linuzza sono un pivello.

1° Se non ci sono seri problemi di salute, essere sempre ottimisti. L’ottimismo rende allegri.
2° Il fisico invecchia, inesorabilmente. Quindi non piagnucolare se abbiamo qualche acciacco.
3° Il cervello non invecchia se lo si tiene in funzione.
4° Non guardare la televisione; è come l’oppio: ottenebra il cervello.
5° Fare progetti a lungo termine, come se dovessimo vivere almeno un’altra ventina d’anni.
6° Essere curiosi; leggere, leggere, leggere e indagare, studiare.
7° Amare il nostro prossimo.
8° Stare con i giovani, comprendere i giovani: il loro entusiasmo ci può contagiare.

Auguri e saluti a tutti. Gigi Nocera”.

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mercoledì 18 marzo 2009 (Gioia Bozzaotre)

Ci scrive Gioia Bozzaotre (una testimonianza di buon augurio per gli stabiesi):
“Caro Maurizio, da pochi giorni la mia cara zia Linuzza ha compiuto 103 anni, anche se non li dimostra affatto. Infatti, oltre ad essere in buona salute, ha una mente lucidissima e una voce squillante. Filomena Imparato, per tutti zia Linuzza, è nata a Castellammare nel lontano 1906. Figlia del dott. Salvatore Imparato, da te citato nei personaggi illustri della nostra città e della signora Rachele Spagnuolo, è vissuta sempre a Castellammare, la sua amata città. Sposata con Luigi Del Gaudio, ha avuto un figlio, Antonino, il quale gli ha regalato tre splendide nipoti che oggi accudiscono la loro nonna con tanto amore. Parlare con zia Linuzza è qualcosa che non si può descrivere: è un pozzo di saggezza, di ricordi che ti portano lontano nel periodo precedente la guerra. Ascoltando i suoi racconti, resti affascinato, la mente immagina posti, persone, avvenimenti che mai avrebbe potuto immaginare. La cosa più bella è che nella sua voce non c’è né malinconia, né tristezza per il tempo passato, al contrario nei suoi occhi, sul suo viso e nei suoi discorsi si avverte una curiosità per ciò che deve ancora avvenire; sembra quasi che a parlare sia una ventenne. Questo per me significa amare la vita e forse il segreto per vivere a lungo e bene è proprio questo: amare la vita intensamente con i suoi lati belli e quelli brutti, con le gioie e i dolori nonché ringraziare Dio ogni giorno per averci dato la possibilità di vivere quest’avventura meravigliosa. Questa testimonianza vuole essere di buon augurio per tutti gli stabiesi. Gioia Bozzaotre

P.S.: ti allego una foto della zia Linuzza nel giorno del suo centesimo compleanno”.

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giovedì 5 marzo 2009 (Comunicato stampa)

Il comunicato di Filomena D’Auria (gruppo G.A.S.M. parrocchia del San Marco):
“La parrocchia del rione San Marco a Castellammare torna ad assumere un ruolo da protagonista grazie al suo gruppo di giovani attori, il “G.A.S.M.” (Giovani Attori San Marco). I ragazzi del quartiere, infatti, lo scorso anno sono stati impegnati in tantissimi spettacoli teatrali e nella partecipazione di alcuni cortometraggi che stanno riscuotendo un discreto successo in campo nazionale ed internazionale. Grande la soddisfazione della coordinatrice del Gasm, la signora Filomena D’Auria, che ha seguito i suoi ragazzi in particolare nel progetto della “Dalfilm”, il comitato di produzione cinematografica composto anch’esso da giovani dell’area vesuviana. Due ragazzi del gruppo del San Marco, infatti, Francesco D’Auria e Luigi D’Amato, furono scelti, la scorsa estate, per entrare a far parte del cast del cortometraggio noir “Time to Die”, attualmente in giro per i concorsi italiani ed europei in cerca di consensi. Tornando nello specifico del gruppo Gasm, Filomena D’Auria ha annunciato il prossimo ritorno dei “suoi” giovani sulla scena, dopo un breve stop durato alcuni mesi. “Stiamo cercando di affermarci come realtà locale – ha spiegato la D ’Auria – nonostante al momento della costituzione del gruppo partissimo da zero. Ora, visto anche quello che abbiamo realizzato nel 2008, voglio attirare in parrocchia quanti più giovani possibile. Sono convinta che con l’impegno e la determinazione si può arrivare ovunque”. I ragazzi del Gasm finora si sono esibiti all’interno della parrocchia del San Marco, in un teatro “povero” con 200 posti a sedere. Ed è qui che continueranno a svolgersi le prove per gli spettacoli (nel 2008 più volte supervisionate dall’attore e fondatore del “Cat” stabiese, Italo Celoro), le manifestazioni teatrali e gli eventi a scopo benefico con protagonisti i giovani attori”.

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lunedì 2 marzo 2009 (Antonello Ferraro)

Ci scrive l’amico Antonello Ferraro:
“Ciao Maurizio, come stai? spero bene. Sfogliando questa pagina, dedicata alle celebrità stabiesi, il mio pensiero non può che riportarmi ai MITICI fratelli Abbagnale ed il timoniere Peppino Di Capua. Perchè non arricchire questa preziosa rubrica con una pagina dedicata a questa leggenda vivente del canottaggio? Penso che lo meritino a pieno titolo, non solo per l’ineguagliabile valore sportivo, ma anche perchè hanno contribuito a far conoscere la nostra città in tutto il mondo. Ti prego facci un pensierino. Grazie. Ciao”.

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sabato 28 febbraio 2009 (Antonio)

Un rimpianto dello stabiese Antonio:
“Caro Maurizio, ero perplesso se scriverti o meno, ma poi il rimpianto ha preso il sopravvento e ho deciso di ticchettare sui tasti. Ti starai chiedendo a cosa alludo quando parlo di rimpianto… Beh, mi riferisco alla classifica del FAI, e alla nostra 26 posizione! Si poteva aspirare a qualcosa di più, se non altro per portare all’attenzione di tutti la nostra bella e maledetta città, una volta tanto non in cronaca nera come da un bel po’ di tempo a questa parte, purtroppo le mancate promesse dell’amministrazione comunale (che su loro invito avevano promesso di patrocinare la nostra iniziativa “SALVIAMO LA FONTANA DEL RE”) hanno fatto mancare un supporto tecnico che noi non potevamo avere (giornali locali, manifestazioni pubbliche, volantinaggio). Spero solo che i “nostri” interlocutori istituzionali si rendano conto, magari con un po’ di rammarico, di aver perso ancora un’occasione per dimostrare di voler veramente bene alla nostra Città. Non posso fare a meno di notare che tanti amici di “Liberoricercatore” che vivono lontani da C/mare (come Peppe da Ladispoli o Gigi da Torino), la amano molto di più dei nostri amministratori, allora vorrei poter proporre un cambio: perché non esportiamo questi ultimi e riportiamo qui quelli che veramente vogliono bene a Stabia? Ne avremmo bisogno noi e soprattutto ne avrebbe bisogno la nostra cara Città!
Con affetto, Antonio”.

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venerdì 27 febbraio 2009 (Enzo Cesarano)

Enzo Cesarano commenta la lettera di Gigi Nocera (rif.: messaggio del 25 febbraio), nel ricordo di Annibale Ruccello:
“Caro Maurizio, ti scrivo dopo aver letto attentamente la mail del sig. Gigi Nocera, che mi ha colpito per il suo amore devoto a C/mmare anche se vive ormai a Torino. Dalla sua lettura ho tratto un pensiero che subito ho fatto mio e che mi ha fatto riflettere e cioè come mai sia stato un giovanotto di soli 86 anni a parlare per la prima volta nel sito di liberoricercatore e a farci riflettere sul miracolo stabiese di nome Ruccello? (almeno da quando lo seguo…). C/mmare ha rimosso la sua figura perché Ruccello è un personaggio scomodo, che fa paura, che rema contro lo pseudo perbenismo borghese di un paesone bigotto come il nostro. E’ più facile citare e provincializzare qualche frase del nostro Viviani, anche se non si è mai letto e capito ciò che ha voluto farci capire… difficile è citare Ruccello, eppure nelle sue opere ha tanto parlato della nostra città con le sue acque, di S. Catello, della periferia degli anni ’80. Egli non è amato perchè somiglia tanto a Pasolini. Sì ho detto bene come Pasolini perché portava una lingua teatrale capace di superare le città e la regione, usando il dialetto parlato e scritto, anche se era “solo” di C/mmare di Stabia. Vorrei tanto che la mia città si riconoscesse in Annibale non solo quando c’è qualcuno che ogni tanto ne chiede di parlare, ma lo facesse come segno di gratitudine verso una mente ingegnosa ed artistica che non ha fatto altro che donare lustro e fama, ma ahimé solo fuori di essa… A me resta il ricordo di una sera nel cinema teatro Nazionale quando Tonia Guarino (figlia di Andrea Guarino, grande elettricista cinematografico teatrale) che interpretava Adriana in “Notturno di donna con ospiti”, dopo la rappresentazione me lo presentò dicendomi: “Enzo, questo è Annibale”. Siccome il carissimo Gigi Nocera mi ha ispirato questa mail vorrei regalargli, laddove vi fosse la possibilità, un saggio di Rita Picchi “Scritti Inediti – una commedia e dieci saggi” su Annibale.
Infine ringrazio te, Maurizio che dai la possibilità ad ognuno di noi di esprimere le proprie idee, ti saluto con affetto. ENZO CESARANO”.

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giovedì 26 febbraio 2009 (Silvestro Migliorini)

Ci scrive il M° Silvestro Migliorini da Terni:
“Caro Maurizio, anche se con un po’ di ritardo ti mando tutti i “grazie” di questo mondo per la copertina del mese di Febbraio che mi hai dedicato. Il cuore napoletano è grande, mi dimostrate più affetto voi che…
Ti prometto che se verrò a Castellammare lo farò anche per abbracciarti. Silvestro.

P.S.: La grafica del calendario è stata curata dalla mia amata amica Gina Fazi ( GiEffebis@alice.it ) senza scopo di lucro, solo per amore per l’arte”.

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giovedì 26 febbraio 2009 (Giuseppe Di Massa)

Ci scrive il ricercatore gragnanese Giuseppe Di Massa, caro amico e Presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria Di Nola“:
“Caro Maurizio, avrai saputo che ci sono problemi per i due progetti della Scuola di Restauro e del Museo Archeologico presso la Reggia di Quisisana. Speriamo che non sia l’ennesima occasione perduta per questo disastrato territorio. A nome del Centro Culturale di Gragnano e Monti Lattari ho inviato due lettere aperte a Bassolino e a Vozza, che ti allego, se lo ritieni utile divulgale. Ti ringrazio, sperando che ciò serva a qualcosa. Ciao dalla torrida Nigeria. Peppe Di Massa”.

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mercoledì 25 febbraio 2009 (Gigi Nocera)

Ci scrive il carissimo Gigi Nocera da Torino:
“Caro Maurizio, da quando ho conosciuto il Libero Ricercatore (ed ormai sono due anni) o capito che il suo scopo principale era quello di difendere e possibilmente valorizzare le bellezze naturali, le tradizioni e la Storia di Castellammare. Non solo, ma cerca di conservare viva la memoria dei suoi figli migliori; siano essi artisti, letterati, religiosi, civili, medici, ed anche umili cittadini degni di essere ricordati. A ciò concorrono anche i collaboratori casuali e disinteressati di questo sito, che trascurando di segnalare quelle effimere manifestazioni e fatti che riempiono di vuoto la vita di tante persone, dimostrano quanto anch’essi ci tengano e che di questo prezioso patrimonio cittadino nulla va trascurato o addirittura perduto. Purtroppo non tutti i nostri concittadini e non tutte le autorità locali dimostrano la stessa sollecitudine e la stessa cura per la salvaguardia dei succitati valori. Lo spunto per recriminare su questa trascuratezza mi è stato dato dal seguente fatto. Come sai da moltissimi anni vivo a Torino (ma con nel cuore sempre la mia amata Castellammare) e non mi perdo mai uno spettacolo canoro o teatrale che riguarda noi campani in genere. Ebbene in questi giorni, in un teatro cittadino l’attore e regista Enzo Moscato rappresenta una commedia scritta da un nostro illustre concittadino: Annibale Ruccello. Come è noto questo autore-attore morì nel 1986 in un terribile incidente d’auto; e non aveva che 30 anni! Molti critici sostenevano che “con Ruccello il Teatro napoletano entrava nel dopo Eduardo”. Si può capire quindi quanta è stata gravosa la perdita di questo grande figlio di Castellammare. La mia recriminazione iniziale mi è stata suggerita, e vieppiù riconfermata, da quanto scritto da Enzo Moscato sul giornale ” La Stampa ” nei giorni scorsi su Ruccello, suo fraterno amico. Ecco l’inizio dell’articolo: “Emotivamente, ho sempre rifiutato la morte di Ruccello: L’ho rimossa, negata, sin dai primi istanti successivi alla incredibile, terribile notizia datami per telefono quella sera del 12 settembre 1986. E questo rifiuto, questa rimozione, questa negazione del suo svanire fisicamente dal mondo e dalla sua città (che, in verità, non l’ha mai amato, come non ama nessuno che voglia cambiarla o aiutarla a cambiarsi) continua a persistere in me”. Ed ecco dove volevo arrivare! A Torino, distante non solo chilometricamente da Castellammare, si organizzano spettacoli e dibattiti su Annibale Ruccello; e noi? Nulla! Ha ragione quindi Moscato quando afferma quello che ho riportato io in corsivo. Pur vivendo molto lontano seguo attentamente quello che avviene nella MIA città. Me lo consentono i mezzi elettronici e i mezzi di comunicazione messimi a disposizione del progresso tecnico; e i contatti quasi giornalieri con i numerosi giovani amici stabiesi. Non vorrei quindi sbagliarmi, ma non ho mai avuto notizia di una qualche manifestazione in onore di Annibale (salvo l’inaugurazione del monumento in suo onore eretto nella Villa Comunale il 31 maggio 2000). Quale maledizione perseguita noi castelluonici che nulla facciamo per preservare e valorizzare questi tesori morali e materiali! Anzi!! Facciamo di tutto per distruggerli, per offenderli, per dimenticarli. Vedi, fra le altre, le battaglie che strenuamente conduce il naturalista stabiese Ferdinando Fontanella per fermare il degrado dei boschi di Quisisana, del monte Faito e della flora locale. Gigi Nocera
P.S.: nei giorni scorsi ho letto le vicissitudini vissute dal marinaio Cascone, così ben descritte dal Signor Cimmino sul nostro sito. Poiché io ho vissuto analoghe avventurose tribolazioni prima, durante e dopo l’ultima guerra; ed essendo suo coetaneo (ci separano 4 giorni: io il 18 lui il 22 febbraio 1923) avrei piacere prendere contatto con lui, se ne ha piacere”.

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sabato 21 febbraio 2009 (Gioacchino Ruocco)

“Alla ricerca di Don Mimì Santoro e della sua arte”: l’appello di Gioacchino Ruocco da Roma.
“Abitava in via Nocera sul lato destro della strada a 50 metri dalla biforcazione con via Catello Fusco. Aveva un negozio dove si vendeva un po’ di tutto, ma principalmente spartiti di musica e raccolte di canzoni napoletane in edizioni Bideri. Non era molto alto, ma aveva una verve che lo poneva all’attenzione di buona parte della popolazione e dei giovani con i quali veniva a contatto. Sapeva suonare il mandolino, scriveva poesie in italiano e napoletano, ne aveva sempre le tasche piene, e cosa incredibile per uno che era stato bambino assieme a Raffaele Viviani aveva acquisito negli anni una cultura che lasciava strabiliati. Citava l’enciclopedia Treccani. E la sua vita che aveva conosciuto disagi fin dall’infanzia per essere rimasto orfano in tenera età, diventava nei suoi racconti, una storia affascinante perché sapeva trasformare le disavventure in avvenimenti che finivano col divertire l’auditorio come se fossero state delle comiche, come le sue prime avventure amorose giovanili, ecc. ecc. Lo persi di vista quando mi allontanai da Castellammare per il servizio militare e poi per il lavoro che mi portò prima a Torino e poi a Roma dove ancora risiedo. I miei ritorni, sempre troppo brevi, non mi consentirono di rintracciare sue notizie fino a dimenticarlo per qualche tempo. Il suo sito, forse, potrebbe recuperarne la memoria e qualche verso che spero non siano andati persi, assieme agli spartiti delle sue musiche. Spero che esista ancora qualche suo discendente orgoglioso della sua vita e con la voglia di farlo conoscere anche ai giovani di oggi pubblicando quello che resta. Saluti sperando che questo appello giunga a buon fine. Gioacchino Ruocco”.

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sabato 21 febbraio 2009 (Clara Renzo)

Ci scrive Clara Renzo:
“Caro Maurizio, concedimi un po’ di spazio perché, dalle pagine del tuo… nostro sito, voglio ringraziare con tutto il cuore, mia nuora, Francesca Paola Del Gaudio in Cascone, figlia del dottor Nicola Del Gaudio, analista per 40 anni, all’Ospedale di Gragnano, e di Emilia Filosa, figlia del grande pittore Francesco Paolo Filosa. La voglio ringraziare perché mi ha dato 3 nipoti splendidi, belli ed intelligenti, perché ama mio figlio con sincerità e devozione, perché, a 20 anni, ha lasciato l’Università per dedicarsi a lui ed ai figli che sarebbero venuti, perché non è vero che suocera e nuora non vanno d’accordo; noi andiamo d’accordissimo proprio perché ci accomuna l’amore per lo stesso uomo. Grazie Francesca. P.S.: Guardatevi la foto e ditemi se mio figlio non è stato fortunato. Un abbraccio. Clara Renzo Cascone”.

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giovedì 19 febbraio 2009 (Vincenzo Massa)

Il Comunicato stampa di Vincenzo Massa (giornalista pubblicista):
“Dopo il successo di “Freddo dentro”, cortometraggio selezionato fuori concorso al festival di Cannes 2008, torna dietro la macchina da presa l’attore stabiese Fabio Massa; previsti infatti il 3 marzo i casting per la ricerca di attori e attrici del film “Linea di Konfine”, sua opera prima. La realizzazione dell’opera è prevista dal 4 al 23 maggio e sarà girata interamente a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Il film, ispirato all’omonima sceneggiatura scritta da Massa e in uscita a marzo per conto da La mongolfiera editrice, narra le vicende del giovane Christian alle prese con le tematiche, le difficoltà, le gioie e le speranze di chi vive pienamente gli anni un po’ turbolenti della propria adolescenza. La pellicola, prodotta da Video Editing e Pragma Production, destinata essenzialmente ad un target giovanile, strizza l’occhio anche ad un pubblico maturo che riesce facilmente ad identificarsi nei contesti di vita proposti: rapporto tra madre, patrigno e figlio, il dramma della violenza domestica, la piaga dell’alcol. Protagonisti del lungometraggio l’attore Fabio Massa, Paolo Russo (entrambi reduci dal successo cinematografico al fianco di Maria Grazia Cucinotta nel film “Io non ci casco” di Pasquale Falcone) e Mirko Zagarella. Confermata al momento la presenza di tre importanti guests : gli attori Gaetano Amato, Lucio Ciotola e Vincenzo Merolla che interpreteranno ruoli cruciali all’interno del film. Ancora tanti i profili da ricercare: nello specifico interpreti di età compresa tra i 18 e i 50 anni per personaggi primari e secondari. Gli interessati possono inviare il proprio curriculum vitae e due foto, primo piano e figura intera, all’indirizzo di posta elettronica: lineadikonfine@fabiomassa.com. Ai selezionati verrà comunicato via e-mail, e in tempo utile, il giorno e il luogo dei provini”.

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martedì 17 febbraio 2009 (Vincenzo Vanacore)

Ci scrive Vincenzo Vanacore da Trento:
“Sono un assiduo frequentatore del Vs sito web e da tanto ricevo le Vs e-mail per tenermi aggiornato sulle diverse iniziative. Ritengo il sito Libero Ricercatore, per gli Stabiesi residenti all’estero o in diverse parti della nostra penisola, ma non solo, uno strumento utilissimo per non sentire la nostalgia e per rivivere i tanti passaggi storici che hanno caratterizzato la Ns città e tanto altro ancora. Sono uno Stabiese che da un decennio risiede nella splendida Trento in Trentino Alto Adige e non l’unico di Castellammare. Insegno da 8 anni in un Centro di Formazione Professionale ed una delle tante mie passioni è scrivere, in particolar modo poesie. Ho collaborato in passato anche con il quindicinnale “L’Opinione di Stabia” e di recente è stata pubblicata anche una mia raccolta di poesie dal titolo “Nel mio Giardino”. Ho un sito web dove si possono raccogliere informazioni: www.vincenzovanacore.it e tra i link ho inserito anche il Vs sito… Nel ringraziarVi del lavoro che svolgete Vi auguro buon lavoro e invio cordiali saluti”.

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martedì 17 febbraio 2009 (Alfredo Giordano)

La richiesta di informazioni di Alfredo Giordano da Firenze:
“Chiedo anticipatamente scusa se questa non fosse la sede adatta, ma io avrei bisogno di qualche informazione d’aiuto per sapere come poter rintracciare la mia radice storica d’origine dei miei avi a Castellammare di Stabia. Più esattamente esiste un archivio storico anagrafico in comune per poter rintracciare i nuclei familiari? Ad esempio io conosco i nomi dei miei bisnonni Giordano Alfredo e Esposito Fortunata posso aver modo di ricostruire all’indietro? Io risiedo a Firenze ma se esiste il modo verrei sul posto per eseguire la ricerca. Grazie… Saluti. Alfredo Giordano”.

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domenica 15 febbraio 2009 (Vincenzo Cimmino)

Enzo Cimmino, ringrazia Gigi Nocera (rif.: messaggio del 10 febbraio 2009):
“Caro Maurizio, vorrei ringraziare il Sig. Gigi Nocera da Torino per la sua lettera. Lettera confortante perchè dimostra che anche da lontano c’è un affezionato Stabiese che condivide le mie stesse vedute in merito ai valori e beni della nostra città. Purtroppo possiamo opporci contestare o proibire uno scempio, una crudeltà o qualsiasi atteggiamento che porta verso il degrado ambientale e sociale, ma non è possibile mettere al bando la cultura che l’ha generata. Fortunatamente il Sig. Nocera, visita Castellammare di tanto in tanto mentre noi questa cultura la dobbiamo sopportare tutti i giorni. Noi speriamo che ce la caveremo. Saluti Enzo”.

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domenica 15 febbraio 2009 (Gigi Nocera)

L’amico Gigi Nocera da Torino, commenta l’operato del naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella (rif.: messaggio del 14 febbraio 2009):
“Ancora una volta la passione, la competenza e sopratutto l’amore per le nostre terre dello scienziato-poeta (come io ritengo che sia) Ferdinando Fontanella hanno avuto ragione. Le mura borboniche in zona Fratte che erano, anche se in piccola parte, crollate nelle scorse settimane sono state ripristinate quasi come erano in originale. Ma va già bene così! Come biasimiamo che certi interventi delle autorità comunali sono carenti o addirittura assenti, così ora dobbiamo riconoscere che in questo caso si è provveduto celermente e appropriatamente. Complimenti! E altri complimenti e ringraziamenti vanno rivolti al nostro naturalista che senza alcun interesse personale, anzi! E in questo ANZI potete vederci tante cose (costi economici e personali; avversione di qualcuno e di qualche ambiente che dal degrado e dalla trascuratezza può ricavarne dei particolari vantaggi, ecc.) fa il cane da guardia della natura, delle bellezze e delle nobili tradizioni della nostra bella Castellammare. Ancora GRAZIE, Ferdinando! Gigi Nocera”.

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sabato 14 febbraio 2009 (dott. Ferdinando Fontanella)

Vicende sul crollo di un muro borbonico alle Fratte”, ci scrive nuovamente il naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella:
“Caro Maurizio e cari Liberi Ricercatori, scrivo per aggiornarvi sul crollo del muro di Via Fratte. Ricorderete che in data 22 gennaio 2009 in una lettera segnalavo il crollo di un piccolo tratto delle antiche mura di Via Fratte. Mi auguravo che nel rimediare al danno si usasse un po’ di buonsenso, in modo da scongiurare frettolose riparazioni emergenziali ed evitare così la sostituzione delle antiche pietre in tufo crollate, con volgari e banali colate di cemento. Oggi riscrivo per dirvi che il danno è stato riparato ed in parte le mie, e spero anche le vostre, speranze non sono state disattese, infatti, per la ricostruzione non è stato usato il “vile” cemento, ma nuovi blocchi in tufo. Certo, magari, si potevano recuperare i vecchi blocchi ed usare quelli, però questo già è un gran passo avanti. Volesse il cielo avessero fatto lo stesso nei crolli che ci sono stati in passato. Ora non ci resta che sperare che ci sia una sempre maggiore sensibilità e un maggiore rispetto per le peculiarità architettoniche di questa nostra amata Castellammare. Vogliate gradire i più distinti saluti. Il vostro naturalista Ferdinando Fontanella” .

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giovedì 12 febbraio 2009 (Antonio Cimmino)

Ci scrive l’amico Antonio Cimmino, esperto di storia marinaresca locale:
“Caro Maurizio, in allegato ti invio alcune fotografie sperando che qualche altro familiare e/o conoscente sia in grado di indicarmi la nave ove era imbarcato il marinaio Gennaro Valanzano (nocchiere, nato a Castellammare nel giugno del 1921 nella zona di “Fontana Grande”, risultato disperso nel gennaio del 1943). Saluti e grazie sempre per la tua cortesia. Antonio”.

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martedì 10 febbraio 2009 (Gigi Nocera)

(Pillole di saggezza). Un nuovo aneddoto del caro Gigi Nocera da Torino:
“Caro Maurizio, leggendo l’accorato commento del Signor Enzo Cimmino pubblicato ieri (in questa stessa rubrica) dal L.R. mi sono ricordato di un antipatico episodio, forse di poco conto per molti, ma indicativo della indifferenza e dello spregio che caratterizza molti nostri concittadini verso le bellezze di questa città e delle cose di comune interesse. Con grande dispiacere nel 1938 fummo costretti a trasferirci, per motivi di lavoro, in una città del nord. La nostalgia ci rodeva l’animo e approfittando delle facilitazioni ferroviarie di cui godevamo, (mio padre era dipendente delle FF.SS.), approfittavamo di tutte le occasioni per ritornare. E ciò avveniva almeno 3 – 4 volte ogni anno. A metà degli anni ‘50, durante uno di questi ritorni, io e mio padre uscendo dal Caffè Di Nocera per fare due passi in Villa sorprendemmo un ragazzo di 8 – 9 anni che strappava le foglie delle piante rigogliose che crescevano nella fontana posta proprio di fronte al locale. Al nostro rimprovero il papà di questo ragazzo che sostava nei pressi ci apostrofò con parole volgari e arroganti. La chiusa di quelle sue invettive fu: “Ma chesta fosse rrobba vosta?”. La risposta fu: “No, è rrobba di tutti, quindi pure nosta!”. Questa risposta fece infuriar ancora di più quel nostro concittadino che a quel punto dalle parole volgari e minacciose voleva passare a vie di fatto. Noi, non adusi a quelle volgarità e violenza, ci allontanammo amareggiati, schifati e indignati allo stesso tempo. Quindi, caro Signor Cimmino, come vede la maledizione di questa particolarità del nostro carattere ci perseguiterà sempre. Quello che ci lega e ci fa ancora amare questa città è sapere che sono esistite (e certamente esistono ancora) persone come la Signora Carla Imparato, la cui sensibilità d’animo è stata così ben descritta dalla sua cara nipote Signora Bozzaotre sul Libero Ricercatore nei giorni scorsi. A te caro Maurizio dico di mantenere sempre sui livelli attuali il contenuto di questo bel sito. Lascia che altri corrano dietro a fatuità e al disimpegno culturale. Cito ancora mio padre, stabiese doc e per me maestro di vita: “Giggì io me voglio magnà sulo nu purtuallo, ma hadda essere doce!” Quindi non perdiamo la qualità per la quantità. Gigi Nocera”.

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lunedì 9 febbraio 2009 (Vincenzo Cimmino)

Un accorato commento di Enzo Cimmino:
“Caro Maurizio, una breve nota sugli eventi che marchiano alle cronache la nostra città, note che persino mi giungono dai miei amici lontani ad indicare che siamo osservati, criticati e denigrati in tutto il mondo. Ebbene quando qualcuno viene ammazzato, come di recente, non viene ucciso qualcuno a noi estraneo, ma viene ucciso ognuno di noi! Siamo così violentati un po’ alla volta tutti, e tutti lentamente abituandoci e rassegnandoci con l’indifferenza accettiamo di morire poco alla volta, così come muore la nostra città. E’ una macchia su tutti: un lutto di tutti. Ognuno pensa di essere più furbo, più bravo o migliore nel saper fregare gli altri, lo si nota dal modo di guidare, di parcheggiare, di disfarsi dei rifiuti, tanti singoli che gettano la spazzatura sotto il tappeto per darsi un’apparenza esterna pulita, cari signori, svegliatevi: “In tal modo freghiamo noi stessi perché non saremo mai una comunità”. Un salace epigrammista alla Trilussa, amabile fustigatore di costumi, alla fine del Regno di Napoli (anno più, anno meno), scrisse: “Ciccio dice ca l’uommene sò rrare, l’uommene cumme a isse, e ca si fosse rre, farria jettà tutte li fessi a mmare. E i’ dico: Ciccio mio, comme farisse tu che nun sai natà?”. Il nostro male è l’indifferenza e l’assunta opinione di poter fare a meno gli uni degli altri e d’esser di botto diventati tutti guappi. Copio da Priebke: “Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini buoni non facciano niente!”. Un affettuoso saluto a presto. Enzo”.

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domenica 8 febbraio 2009 (Ing. Giovanni Esposito)

Scrive l’ing. Giovanni Esposito da Milano:
“Carissimo Maurizio, passami l’espressione, volevo ringraziarti per le bellissime emozioni che mi hai fatto rivivere scorrendo le foto della tua raccolta, sopratutto la Chiesa di San Matteo indicata con il nome autentico, oggi molto spesso sostituito da Santa Rita. Sapessi quante partite a pallone ho disputato con i miei coetanei, molti dei quali ormai non più su questo mondo, davanti a quella scalinata, suscitando le proteste del compianto Parroco Don Alfredo Santaniello e del Suo organista Giovanni Esposito, Don Giuvannino ( non è un errore! ), mio nonno. Sono ormai oltre 40 anni che vivo a Milano lontano dalla mia città e dalla mia Quisisana, ma credimi è come se mai fossi andato via! Almeno con cadenza bimestrale devo fare una passeggiata sul nostro meraviglioso lungomare e prendere ” ‘na tazzulella ‘e cafè ” al Caffè Napoli, alias Bar Spagnolo, in compagnia dei miei fraterni amici Ing. Ruggierro, Ing. Sorrentino ed Ing. Bruno, nonché del Prof. Cerchia che ci ha recentemente lasciati e quant’altri, ammirati da una fraterna amicizia che si prolunga dalle aule del Liceo, si uniscono a noi. Ero entrato nel tuo Sito per muovere alcune osservazioni critiche a situazioni di degrado che non si capisce bene perchè sfuggono ai residenti, ma l’entusiasmo, le emozioni che ho vissuto, mi consigliano di rimandare ad altra occasione, magari ad una chiacchierata in occasione di una mia prossima venuta, davanti ad un acetosella nel solito bar, per non rovinarmi un momento così bello! A risentirci o rileggerci a presto…”.

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sabato 7 febbraio 2009 (Pinetta Jacono)

Scrive Pinetta Jacono (richiesta di informazioni):
“Gentilissimi, trovandomi in possesso di alcune incisioni di Gatti e Dura e non avendo, finora, trovato alcuna notizia sui suddetti, tranne che sul vostro interessantissimo Sito, mi sono decisa a scrivervi, sperando di riuscire a saperne di più. Le incisioni , che mi sono pervenute da mio nonno, portano i titoli di: Pescatori, Carro che trasporta vino, Calesse di Napoli, Calesse di Rosina, Marinai, Ballo della tarantella, Portantina di Battesimo, Acquaiolo. Le misure sono circa cm 30 x 25 e non sono colorate. Sapreste anche dirmi un eventuale prezzo di mercato? Ringraziandovi anticipatamente per ciò che riuscirete a dirmi, vi saluto cordialmente, Pinetta Jacono.

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venerdì 6 febbraio 2009 (Nicola D’Auria)

Scrive Nicola D’auria (di MagazinePragma.com):
“Ciao, innanzitutto scusatemi se vi disturbo, ma vi scrivo per avvisare della nascita del mio nuovo sito: www.magazinepragma.com un portale di informazione dedicato alla moda, musica, cinema, motori ed eventi nel quale è possibile commentare tutte le news con il blog presente sotto ognuna di esse. In riferimento agli eventi è disponibile un form che gratuitamente e senza iscrizione permette di segnalare e pubblicizzare i propri eventi. Il tutto in maniera snella e veloce, con possibilità di inserire link ed immagini (visualizza la pagina). Tra le novità, da qualche giorno abbiamo allestito una sezione dedicata al Week-End (notissimo giornale della provincia di Napoli, il giornale cartaceo gratuito più diffuso dell’area Vesuviana e della Penisola Sorrentina). Utilissimo anche per turisti in cerca di occasioni di alloggio (case ed alberghi), ricco di annunci (visualizza la pagina). Puoi iscriverti alla newsletter (inserendo la tua e-mail), semplicemente cliccando su questo link. Scusatemi per l’eventuale disturbo, cordialmente Nicola.

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giovedì 5 febbraio 2009 Giuseppe Zingone)

Scrive Giuseppe Zingone (rif.: rubrica “Avvisi” – messaggio del 04/02/09 – classifica ed esito dell’iniziativa “I luoghi del Cuore”):
“CORAGGIO! Il 26° posto non deve avvilirci anzi… Come anche TU hai notato se le forze BUONE di una Città, così complessa come Castellammare di Stabia, non lavorano sinergicamente, significa che bisognerà adoperarsi di più. Una ultima considerazione (per non dire sempre che è colpa degli ALTRI…) la rivolgo proprio a Noi del Liberoricercatore, dobbiamo lavorare di più perchè il nostro Sito, raggiunga capillarmente ogni cittadino stabiese che ha un collegamento internet. Con questo vi saluto, e agli Jettatori dico: “Noi saremo sempre presenti con iniziative e contenuti seri e lodevoli, se riuscite a starci dietro venite con Noi, poiché il viaggio è ancora lungo!”. Saluti Giuseppe Zingone!”.

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giovedì 5 febbraio 2009 (Gigi Nocera)

Scrive Gigi Nocera da Torino (rif.: messaggio di Giuseppe Zingone del 05/02/09):
“BRAVO Giuseppe! Ben detto! Cerchiamo tutti, per quello che ognuno può fare, di dare una mano a Maurizio che da solo fa quello che può, che è già tanto. Un abbraccio a tutti. Gigi”.

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martedì 3 febbraio 2009 (Titti Schettino)

Ci scrive Titti Schettino (studentessa in architettura):
“Salve, mi chiamo Titti Schettino e sono una studentessa in architettura. Poiché sto effettuando il rilievo del palazzo che segna il limite di piazza Spartaco tra via Roma e via Marconi (il palazzo del Tabacchi, quello giallo ocra) avrei piacere di conoscere le vicende storiche della piazza e/o le progressive evoluzioni che l’hanno condotta alla configurazione attuale. Chiedo pertanto notizie relative sia al palazzo che alla piazza, o anche indicazioni bibliografiche o cartografiche, qualora ne siate in possesso. Certa della vostra disponibilità, ringrazio in anticipo. Titti Schettino”.

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giovedì 29 gennaio 2009 (Francesco Renzo)

Ci scrive Francesco Renzo (lo stabiese in giro per il mondo):
“Ciao Maurizio, come forse ti avevo accennato, da inizio mese sono in Nuova Zelanda per un progetto di studio. Mi sto godendo il caldo e questa terra fantastica per gli ultimi giorni, dopo di che tornerò a Boston per la ripresa del master. Proverò anche ad incontrare il signor Silvano, lo stabiese bostoniano con cui mi hai messo in contatto. La Nuova Zelanda , per quanto mi risulta, è il posto più lontano possibile dall’Italia: guardando un mappamondo, si nota come sia esattamente dall’altro lato. Anche qua racconto di Castellammare, mi faccio un giretto ogni tanto su L.R., leggo il gazzettino vesuviano. E, come se non bastasse, ti mando un “Sei stabiese se”: “Sei stabiese se racconti quanto sia bella la tua città dovunque tu sia: a Londra, New York, Boston, Shanghai, Auckland o su Facebook…”.
Ti saluto con tutta la riconoscenza che provo per il tuo impegno. Francesco”.

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giovedì 29 gennaio 2009 (dott.ssa Giovanna Gaudio)

Ci scrive la dott.ssa Giovanna Gaudio da Firenze (saluti affettuosi e la piccola storia di un giovane stabiese…):
“Ti scrivo, ringraziandoti per il bellissimo sito sulla nostra città natale, ma anche per far conoscere a te e ai cari tuoi lettori una persona speciale, che deve essere d’esempio a tutti i bravi laureati della nostra Castellammare. Siamo tra quelli che possono ritenersi “fortunati cervelli in fuga”, ossia di chi è stato “prelevato” perché migliore di altri autoctoni a dirigere e offrire una maggiore professionalità, è il caso di Antonio, originario di una bella e nutrita famiglia stabiese d.o.c. che a soli 27 anni (a due anni dalla laurea in Ingegneria Elettrica conseguita brillantemente a Napoli), ha avuto l’onore e l’onere di divenire il responsabile dell’illuminazione pubblica (e non solo), a Firenze. In questi 6 anni ha realizzato splendide “acrobazie” cromatiche usando il meraviglioso scenario artistico di questa città amata in tutto il mondo (mai quanto Napoli è chiaro…), lasciando a bocca aperta i tanti turisti: Ponte Vecchio con i colori dell’arcobaleno, il David di un sontuoso blu, le porte della città in 52 colori, San Miniato di rosa, la Loggia dei Lanzi in un magico gioco di chiaroscuri e tanti altri monumenti ancora; senza trascurare le migliaia di punti luce che accendono la città quotidianamente. Non è stato facile lasciare la propria città, ma lo si è fatto con profondo amore e rispetto, senza denigrarla, ma molto spesso ancora oggi proteggendola, talvolta anche mantenendone segrete delle sfaccettature, che agli occhi di chi non vi è nato non potrebbe comprendere… sempre pronti ad esaltarne gli aspetti più belli, i suoi monumenti, il paesaggio, il folklore… La scelta di poter decidere dove vivere e magari far crescere i propri figli (ne abbiamo due: Gabriele di 6 anni e Leon Francesco di 7 mesi), in base ai propri meriti riconosciuti, è una forma di massima libertà che io come “giovane” auguro a tutti i ragazzi che come me, come noi, hanno studiato brillantemente cercando in questo modo di affermare se stessi e portando così in auge soprattutto la loro origine… Credetemi talvolta, non sempre, capita ancora di non avere bisogno di presentazioni particolari, se non Voi stessi e ciò che avete costruito con la voglia di studiare, di mettervi in discussione. Ah! dimenticavo se verrete a Firenze e passeggiando arriverete a Piazzale Michelangelo guardando la città pensate orgogliosamente che uno stabiese come Voi l’ha illuminata. Con affetto dott.ssa Giovanna Gaudio”.

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domenica 25 gennaio 2009 (Leopoldo D’Auria)

Ci scrive il sig. Leopoldo D’Auria (da Reggio Emilia):
“Gentili signori, per noi cresciuti a Quisisana (quella alta, attorno alla reggia Borbonica), il detto: “A Santu Catiello ‘o sole ‘o castiello, a Santu Biase ‘o sole a tutt”e case”, aveva un altro significato più meteo-geografico che religioso. In pieno inverno il sole invernale passava, e credo passi ancora, basso dietro il Faito, scarseggiando per settimane. Mentre a S. Catello (19/01) tornando a spostarsi l’orbita della Terra, arrivava ad illuminare il castello, mentre a S. Biagio (03/02) tornava ad illuminare anche le case dei quartieri più a ridosso del Faito, rispetto al castello (Fratte, Casasana, Pantanella, etc.) questo dal mio modesto punto di vista e dei ricordi.
P.S.: Mio nonno paterno (Papordo) è stato un famoso guardaboschi fino agli anni ‘50, lo ricorderanno solo gli ultra 60enni (fu sostituito poi da mio zio materno Gennaro). Mentre il nonno si ritirò nel caseggiato al limite del bosco dove c’era stata la locanda della madre Carmela ‘e Ruotolo. Alle spalle di un dissetante rubinetto detto ‘a funtanella.
Congratulazioni, per il sito e grazie per la nostalgia canaglia che ci aiutate a coltivare. Leopoldo D’Auria”.

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sabato 24 gennaio 2009 (Enzo Esposito & Carmen Viviani)

Ci scrivono Enzo Esposito e Carmen Viviani (cantanti attori stabiesi):
“Gentile Maurizio, vorrei invitare tutti coloro che sono cultori della canzone classica napoletana al nostro spettacolo “Cantata d’ammore” – La casa Editrice ” La Canzonetta ” al Festival della Canzone Napoletana”, che si terrà venerdì 30 gennaio p.v. alle ore 21 alla Sala Paradiso – Rione Alto – Napoli. E’ un evento culturale, nel foyer del teatro sarà allestita una mostra sul Festival Di Napoli.
Vi aspetto in tanti. Enzo Esposito e Carmen Viviani. Ingresso solo ad invito”.

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sabato 24 gennaio 2009 (Antonio Polichetti)

Il sig. Antonio Polichetti, scrive alcuni dei suoi cari ricordi:
“I VECCHI RICORDI: “Ogni anno il 2 novembre…” così come comincia la bellissima poesia di Totò, noi che siamo chierichetti e lettori di una volta, quelli che 40 e più anni fa, abbiamo servito le messe di don Michele Savarese (all’epoca parroco della Cattedrale); quelli che trascorrevamo le sere o anche le nottate giocando insieme (che però quando si serviva la messa eravamo seri e “adulti”), ogni anno (di consuetudine l’ultimo venerdì di luglio) ci riuniamo per andare a fare una cena. Quella della cena è una scusa perché è l’occasione per stare insieme nel ricordo di quei periodi. C’è chi viene da lontano o dalla stessa città, ci riuniamo e trascorriamo questa serata all’insegna dei ricordi dandoci alla fine della serata un piccolo regalo (chiamata bomboniera) per ricordarci il caro incontro. Ecco, ho scritto questa lettera per far sapere a tutti come alcuni ricordi non si dimenticano mai, anche dopo 40 anni e più. Distinti Saluti, Antonio Polichetti”.

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venerdì 23 gennaio 2009 (don Pasquale Somma)

Don Pasquale Somma, vice parroco della Concattedrale di Castellammare, comunica il programma delle prossime, imminenti attività parrocchiali:
“Salve, sono Don Pasquale Somma. Volevo approfittare per divulgare alcune iniziative: Innanzitutto sto cercando volontari, giovani e adulti da impegnare nel progetto del Centro Antico. Poi una volta al mese (un giovedì del mese, alle 21), facciamo un’adorazione per giovani offrendo la possibilità di confessare…siamo 5 o 6 sacerdoti… Inoltre, lunedì 26 fino alla fine di Giugno inizieremo il corso di preparazione al Matrimonio e giovedì 29 il corso di preparazione alla Cresima… Poi dal 2 al 12 febbraio arriva “La carovana di don Mazzi”… (ci sentiremo per questo evento…) per il momento può bastare… GRAZIE MILLE”.

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giovedì 22 gennaio 2009 (dott. Ferdinando Fontanella)

Rimettiamo alla vostra cortese attenzione, la segnalazione inviataci dal naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella (visualizza la documentazione fotografica):
“Caro Maurizio e cari Liberi Ricercatori, vi scrivo per informarvi di un’altra piccola “disgrazia” che il nostro patrimonio storico ha subito in questi giorni. Ieri mattina a causa delle insistenti piogge è crollato un piccolo tratto delle antiche mura borboniche di Via Fratte (per intenderci la strada che dal Castello, passando per il rione Fratte, porta al rione Botteghelle). Questo nuovo crollo, sommato all’importante cedimento di un altro muro borbonico avvenuto recentemente a Quisisana nei pressi della Reggia, evidenzia come sia costante ed apparentemente inarrestabile la perdita di identità storica e architettonica della città. È auspicabile che l’amministrazione comunale avvii un immediato programma di consolidamento, ricostruzione e restauro conservativo di queste importanti opere architettoniche che rendono unico ed inconfondibile il profilo della città. È da evitare, assolutamente, la “ricostruzione emergenziale” che negli anni passati ha causato la sostituzione delle antiche murature (e la relativa perdita dei materiali originali che le costituivano) con volgari muraglioni in cemento armato. Via Fratte da questo punto di vista può fungere da esempio chiaro, infatti, alcuni anni fa in circostanze analoghe a questa odierna (crolli dovuti a pioggia) le mura cadute furono rimpiazzate da un’anonima colata di cemento. Così alla bell’architettura di archi in tufo in poco tempo si è sostituita una specie di “arte moderna” fatta di “anonimi” graffiti e Via Fratte, storicamente bella e caratteristica, è oggi molto simile ad una squallida via di un quartiere moderno di una qualunque città del mondo. Stessa sorte è toccata ad altre antiche strade della città. Spero, con la presente, di aver sollecitato lo spirito degli stabiesi che amano la loro città e che soffrono, come me, nel vederla agonizzante. Cordialmente, il vostro naturalista, Ferdinando Fontanella”.

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giovedì 22 gennaio 2009 (Raffaele Cuomo)

Raffaele Cuomo, invia un personale pensiero filosofico, nella certezza che possa essere motivo di riflessione per tutti i lettori:
“Caro amico, con la speranza di farti cosa gradita, ti scrivo per chiarire un concetto filosofico che tu puoi condividere o no: “L’intelligenza dell’anima”. Come tu sai tutti gli uomini hanno il dono dell’intelligenza della mente, chi più, chi meno per fortuna Dio ha riservato questo dono a tutti, anche se ognuno di noi è libero di usarlo come meglio crede. L’intelligenza della mente, ci tiene distanti e ci rende diversi, molte volte anche in base all’istruzione e alla cultura di ognuno di noi. Poi esiste l’intelligenza dell’anima, quella che io ritengo essere più importante, quella che ogni uomo deve cercare attraverso l’apertura della propria anima. Ed è questo dono, questa via, questa luce che una volta incontrata ci regala la grande sapienza della vita, che nessuna istruzione o cultura ci potrà mai dare. L’intelligenza dell’anima, unisce gli uomini facendoli sentire più vicini, supera ostacoli e pregiudizi, non conosce differenze di razza, paese, livello economico e cultura. Ed è questa che ci porta nei grandi giardini della vita e ci fa sentire tutti i suoi profumi più belli. Poi certamente ognuno di noi ha la sua vita con i suoi ostacoli, le sue gioie e i suoi dolori. Ma se dentro di te sei riuscito a spalancare la tua anima, ad accendere la luce, a sentire il calore del sole, allora tutte le avversità della vita, anche quelle insormontabili, vedrai risulteranno molto più facili da superare, e la vita tornerà ad essere un gioco meraviglioso. Ti abbraccio e ti saluto. Raffaele”.

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martedì 20 gennaio 2009 (Giuseppe Zingone)

Giuseppe Zingone, commenta la lettera della sig.ra Irene Cuticello Flynn da New Haven (rif.: messaggio del 19 gennaio 2009):
“Cari amici, leggendo del nuovo contatto con gli stabiesi di New Haven, mi sono commosso e non nascondo le lacrime, vorrei proporvi un riconoscimento all’unico stabiese oriundo ancora vivente, se ho ben interpretato le parole della signora Cuticello Flynn. Un riconoscimento che potrebbe avere sia valore affettivo per tutti gli altri che non abbiamo conosciuto sia per i ritrovati cittadini stabiesi di successive generazioni. Grazie e un abbraccio fraterno!”.

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lunedì 19 gennaio 2009 (Irene Cuticello Flynn)

In occasione della ricorrenza di San Catello, rimettiamo alla gentile attenzione dei visitatori di “Libero Ricercatore”, una interessante corrispondenza intrattenuta in questi giorni dal nostro esperto di stampe antiche Gaetano Fontana con la sig.ra Irene Cuticello Flynn di New Haven (Connecticut – USA), si ringrazia il sig. Paul Valanzuolo per la gentile collaborazione:
“Cara Irene, il mio nome è Gaetano Fontana, sono nato e vivo a Castellammare di Stabia, dove collaboro con altri amici al sito web www.liberoricercatore.it. Alcuni anni fa abbiamo appreso che a New Haven avete una statua di San Catello (visualizza il relativo articolo). Per ottenere delle informazioni sulla storia di questa statua, abbiamo anche scritto a Mister Catello Cuticello, possiamo avere qualche informazione in più in merito alla statua e alla San Catello Society? Molti stabiesi sono interessati ad avere notizie, soprattutto storici e persone del clero. Se avete bisogno di immagini, libri e preghiere di San Catello, siamo disposti ad inviarvele. Aspetto vostra risposta, Gaetano Fontana”.

Ecco la risposta della sig.ra Irene Cuticello Flynn:
“Gaetano: Catello Cuticello è mio fratello. Il nostro nonno e la nonna sono nati a Castellammare di Stabia e venuti in America. La Società “San Catello” è stata organizzata nel 1901 a New Haven, Connecticut. Abbiamo alcune vecchie foto dei suoi membri. Le allego a questa e-mail (vedi foto: 1926 Photo Saint Catello SocietyPhoto Front of St. Michael 1930’s). La statua di San Catello è nella chiesa di San Michele. In suo onore celebriamo una Messa la terza settimana di gennaio (questo fine settimana, Domenica 18 gennaio 2009) e ancora nel mese di maggio abbiamo un Comunione Breakfast. Vestiamo la statua di San Catello con la mitra vescovile. Abbiamo anche un gioiello (una croce pettorale) che abbiamo messo intorno al collo e, ovviamente, un anello di diamante al dito. Abbiamo anche posto ai piedi della statua di San Catello i fogli con la preghiera per le persone che pregano per la statua. Abbiamo un solo membro, che è nato a Stabia. Tutti gli altri sono figli, figlie o nipoti di membri della Società di San Catello. Vorrei inviare ulteriori informazioni. Grazie… Irene”.

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lunedì 19 gennaio 2009 (Liliana Longobardi)

L’Invito alla Conferenza “Emergenza fiume Sarno” di Liliana Longobardi:
“Carissimi, vi invio l’invito alla conferenza del Generale Jucci, Commissario nominato per il superamento emergenza fiume Sarno.
Se volete saperne di più sul nostro fiumiciattolo, il più inquinato d’Europa, martedì 20 gennaio 2009 partecipate tutti!!! Un caro saluto. Liliana Longobardi”.

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venerdì 16 gennaio 2009 (Maria Oddone)

Ci scrive Maria Oddone dell’Associazione “Stabia Rinasce”:
“E per la serie “alberi scomparsi” mestamente è sparita anche la grande palma al lato del monumento ai caduti, insieme a tutte le palme nei pressi della Chiesa di San Marco Evangelista e quelle che decorano i giardinetti esterni delle Nuove Terme. Dispiaciuti salutiamo… P.S.: ieri ho scoperto che in Ecuador le larve che infestano le palme sono considerate una prelibatezza… come ultima spiaggia perché non invitiamo una delegazione ecuadoregna a pranzo da noi?!?!? Maria Oddone”.

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lunedì 12 gennaio 2009 (Giuseppe Zingone)

Lo stabiese Giuseppe Zingone, commenta l’avviso relativo ai “Cannoni borbonici” del porto stabiese (rif.: “Avvisi” lettera del 11/01/2009):
“Gentile liberoricercatore, nella mia visita a Castellammare delle festività natalizie, avevo notato e fotografato più volte il porto proprio in prossimità della capitaneria, mi ero accorto delle inusuali bitte in quell’angolo dove attracca la mini crociera. Sono sconcertato, speriamo che non si tratti dell’ennesimo oltraggio alla memoria storica della Città ad opera dei soliti furbi, che nel buio e nel silenzio operano in maniera devastante sul nostro territorio. Auspico pertanto che le preposte autorità possano rispondere all’appello del liberoricercatore e di quanti se ne faranno carico responsabilmente in maniera rapida e tempestiva prima della scomparsa definitiva del o dei cannoni”.

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lunedì 12 gennaio 2009 (Gigi Nocera)

Lo stabiese Gigi Nocera da Torino, commenta l’avviso relativo ai “Cannoni borbonici” del porto stabiese (rif.: “Avvisi” lettera del 11/01/2009):
“Caro Maurizio, il meritorio e mai abbastanza apprezzato impegno dello scienziato-naturalista stabiese Nando Fontanella (che tanto si spende per la salvaguardia delle bellezze naturali e storiche di Castellammare) ancora una volta ha colpito nel segno. Ha portato a conoscenza, attraverso il nostro sito, dell’ennesimo delitto che si sta consumando (o si è già consumato?) a danno della nostra città. Il trafugamento (e non credo di esagerare nell’usare questo verbo) di due cannoni borbonici posti vicino alla Capitaneria. Di concreto io non posso fare nulla, ma voglio far sentire forte la mia protesta a quelle autorità locali, demaniali o governative che hanno permesso questo affronto alla storia e ai cittadini stabiesi. Voglio sperare che qualcuna di queste autorità si dia la pena di informare esaurientemente tutta la cittadinanza di come stanno effettivamente le cose attraverso il Libero Ricercatore. Gigi Nocera”.

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lunedì 12 gennaio 2009 (Catello Girace Lione)

Avviso agli “Affezionati visitatori” di Libero Ricercatore:
“Sono aperte le iscrizioni per la formazione di una nuova classe della SCUOLA DI CHITARRA del SOCIAL GUITAR PROJECT. La scuola di chitarra itinerante che insegna a suonare attraverso lezioni collettive, il progetto che ha ottenuto grande successo e straordinari risultati, apre una nuova classe presso la PARROCCHIA SAN MARCO EVANGELISTA. Se sei interessato, puoi prenotare il tuo posto inviando un’email a cat.girace@gmail.com o chiamando il numero 340/7836714.
Per avere maggiori informazioni puoi anche collegarti ai siti www.catgirace.com – www.socialguitarproject.splinder.com (Il Social Guitar Project è l’originale progetto di insegnamento della chitarra!) Se vuoi far parte della nuova classe devi ESCLUSIVAMENTE rivolgerti ai suddetti contatti (I PRIMI DUE INCONTRI SONO GRATIS!!). Un grazie particolare alla redazione di liberoricercatore”.

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domenica 11 gennaio 2009 (prof. Giuseppe D’Angelo)

Il prof. Giuseppe D’Angelo, commenta l’avviso relativo ai “Cannoni borbonici” del porto stabiese (rif.: “Avvisi” lettera del 11/01/2009):
“Non ne so niente. Ma se é così é un fatto gravissimo e sia il Comandante del Porto che il Sindaco di Castellammare sono obbligati, quali pubblici ufficiali, a farne denunzia all’Autorità Giudiziaria. Cordiali saluti. Prof. D’Angelo”.

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domenica 11 gennaio 2009 (Paolo Rastrelli)

Paolo Rastrelli della “Lega Navale italiana”, commenta l’avviso relativo ai “Cannoni borbonici” del porto stabiese (rif.: “Avvisi” lettera del 11/01/2009):
“Caro Maurizio. Non sono a conoscenza di questa operazione di espianto anche perché non sto frequentando Castellammare in questi ultimi tempi. Certamente bisogna intervenire e salvaguardare questi reperti storici. Anche nella sede della Lega Navale Italiana alla “Banchina Fontana” c’è ne uno che nessuno si sogna di espiantare. Bravo Maurizio e complimenti per tutto quello che fai. Paolo Rastrelli”.

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domenica 11 gennaio 2009 (dott. Ferdinando Fontanella)

Il naturalista Ferdinando Fontanella, commenta l’avviso relativo ai “Cannoni borbonici” del porto stabiese (rif.: “Avvisi” lettera del 11/01/2009):
“Caro Maurizio, speriamo che i cannoni siano stati rimossi per dargli migliore e più decorosa sistemazione (comunque i cannoni devono restare in Città!) e devono essere fruibili al pubblico… io quando entravo al porto ero solito passare vicino ai tre cannoni per accarezzarli, pensando e sognando i tempi in cui erano in uso e agli uomini che li hanno utilizzati… ora voglio continuare ad accarezzarli e a sognare. Pensa che la scorsa estate in occasione della Prima Comunione dei miei nipoti, li ho portati vicino ai cannoni del porto per fargli fare una foto ricordo… Caro amico, ti allego due foto (visualizza: foto 1 e foto 2), spero proprio che l’opinione pubblica questa volta sia sensibile… e speriamo bene. Ti abbraccio Nando”.

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domenica 11 gennaio 2009 (Antonello Ferraro)

Il commento dell’amico Antonello ad uno scritto del prof. Bonuccio Gatti:
“Ciao Maurizio, ho appena letto il pezzo su “ Don Salvatore d”e caramelle ” di Bonuccio Gatti. Provo una grande nostalgia nel leggere queste bellissime righe, e mi complimento sinceramente con l’autore che mi ha fatto rivivere il tenero ricordo di quando da bambino andavo a comprare ” ‘e catenelle “. Si tratta di catenelle a forma di S in plastica colorata, con le quali si giocava a chi le tirasse più lontano. Giochi innocenti che se raccontati ai bimbi di oggi, figli del PC e della Playstation, sembrerebbero cose da matti. Quante figurine abbiamo comprato di “Tutto Italia” e poi “Tutta Europa”! Cosa dire!!! Addio Don Salvatore! Ed un grazie a Bonuccio Gatti per averci donato l’emozione di un ricordo. Saluti, Antonello Ferraro”.

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giovedì 1 gennaio 2009 (dott. Ferdinando Fontanella)

Rimettiamo alla vostra cortese attenzione, il messaggio di auguri inviatoci dal naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella (facciamone tesoro!):
“Il NaturalistaAmico augura a tutti un Anno nuovo, nel quale poter mettere da parte, definitivamente il mancato impegno e la rassegnazione, che sempre più, purtroppo, ci contraddistingue…
Rassegnazione è sinonimo di sopportazione e sta ad indicare la disposizione d’animo di chi accetta pazientemente un dolore, una sventura. Con rassegnazione molti di noi accettano i drammatici cambiamenti del nostro ambiente e con rassegnazione si rischia di entrare in questo nuovo anno. Ci siamo rassegnati? (sigh!) Allora i nostri figli vivranno in un mondo peggiore del nostro e i nostri nipoti forse non avranno nemmeno un mondo in cui vivere.
Tuttavia, forse non tutto è perduto, esiste ancora un modo per voltare pagina e provare a cambiare le cose. La ricetta è semplice, bisogna ragionare in piccolo e affrontare i problemi uno per volta e soprattutto è necessario che tutti noi ci impegniamo a difendere il territorio in cui viviamo avendo riguardo nel contempo dei luoghi dove vivono gli altri.
Un modo semplice, efficace ed immediato per fare qualcosa di concreto per la tutela del pianeta e della “nostra” stessa esistenza è dare il giusto esempio.
Chi ha la capacità, la sensibilità, la coerenza e perché no, l’intelligenza per farlo inizi da subito!
Certo, ci vuole un bel po’ di coraggio perché bisogna remare contro corrente, ci capiterà di essere additati come “fessi”. Oggi il concetto di benessere è legato al consumismo occidentale, per questo nostro cattivo esempio i paesi in forte sviluppo, come la Cina , stanno abbandonando i loro tradizionali stili di vita per adottare il nostro, e ciò contribuisce in modo significativo all’avvicinarsi della catastrofe.
Che ne dite, scegliamo di stare dalla parte giusta della barricata? Diamo il giusto esempio e iniziamo ad usare un pizzico di parsimonia. Per iniziare, si potrebbe: camminare maggiormente a piedi, in bici e con i servizi pubblici. Usare il meno possibile l’auto. Sprecare meno acqua. Bere meno acqua in bottiglia. Consumare prodotti locali. Consumare meno carne. Riutilizzare e riciclare prima di buttare. Non considerare fessi o poveracci quelli che fanno queste cose.
Alle “teste scelte” che ci governano chiedo solo due cose che reputo fondamentali:
1) “Rivoluzione energetica”, è necessario puntare su strategie energetiche ad alta efficienza e soprattutto su fonti rinnovabili, che rispettino di più il delicato equilibrio ambientale del nostro pianeta, liberandoci così gradualmente dalla mortale dipendenza dei combustibili fossili e dal miraggio dell’energia nucleare.
2) “Rivoluzione sociale”, in un mondo sovrappopolato da sette miliardi di esseri umani è auspicabile che chi ha di più faccia qualcosa per chi ha di meno. È necessario per la pace futura che ci sia maggiore equità sociale e maggiore rispetto per l’ambiente. Un Sereno e Prospero 2009 dal vostro amico naturalista. Nando”.

Lettere alla redazione 2011

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione

giovedì 29 dicembre 2011  (Gaetano Caruso)

Ci scrive il carissimo Gaetano Caruso:
“Carissimo Libero Ricercatore, vorrei rinnovare i miei complimenti per il Vostro meraviglioso sito ed il Vostro, oramai, insostituibile contributo a questa realtà che permette a tutti gli Stabiesi nel mondo di poter, anche se lontani, sentire meno la mancanza e la nostalgia della nostra Grande Città. Con l’occasione ne approfitto per inviarVi due miei contributi fotografici, che spero di vedere pubblicati appena vi è possibile. Nella foto n. 1 vi sono i miei genitori, Caruso Catello e De Riso Carmela con in braccio la mia sorella maggiore Esterina che si trovano (a giudicare dalla palma alle loro spalle), nella nostra Villa comunale, siamo agli inizi degli anni ’50. Nella foto n. 2 vediamo mio zio Antonio De Riso nei pressi del porto, qui penso che siamo nei primissimi anni ’60. Nella speranza di veder presto questo mio contributo colgo anche l’occasione per rivolgere a tutto lo Staff di Libero Ricercatore i miei più sinceri Auguri di buone feste.
Con Stima. Gaetano Caruso”.

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lunedì 26 dicembre 2011 (Massimiliano Greco)

Ci scrive Massimiliano Greco dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe:
“Caro Maurizio, ti segnalo un ignobile furto. Una mano sacrilega ha rubato il bambino Gesù dal presepe posto nella vetrina di un negozio di Castellammare di Stabia che ha aderito alla manifestazione “Natale In… vetrina”, promossa dall’Associazione stabiese dell’Arte e del Presepe e dall’ASCOM.
Il negoziante, sebbene sconcertato, mortificato e offeso dal gesto di questa persona sporca nel profondo dell’anima, ha avuto la prontezza e lo spirito di esporre il cartello riprodotto nell’allegata foto.
Salvo miracoli, l’originale non sarà reso, ma Gesù è comunque al suo posto grazie al gentile dono di alcune suore, credo del San Marco.
Ti abbraccio e ancora buon Natale. Massimiliano”.

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giovedì 22 dicembre 2011 (Gigi Nocera)

Ci scrive Gigi Nocera (l’eccezione che conferma la tradizione!!!):
“Caro Maurizio, ho riletto ancora con molto interesse lo studio sul “munaciello”, pubblicato a suo tempo su Libero Ricercatore. A distanza di tempo l’ho confrontato col mio relativo ricordo di bambino e la descrizione che ne facevo. Ebbene, è grande la mia soddisfazione nel rilevare le molte analogie contenute nei due scritti e il mio intimo piacere nel constatare quanta sia ancora valida la mia memoria.
Nello studio si afferma che questo munaciello si manifesta “solo ad alcuni membri della famiglia”. E difatti, a casa mia, soltanto mio fratello di 8/9 anni affermava di “sentirlo”. Si dice anche che, tra l’altro, “rompe o nasconde oggetti”: e a mio fratello nascondeva i calzini o gli metteva in disordine il portapenne.
Perchè sono ritornato su questo argomento? In quello studio citato si afferma che “a volte una vecchia storia subisca nel tempo delle involontarie modifiche, imputabili ad omissioni di tracce ritenute poco importanti o addirittura inserimenti di nuovi particolari per rendere il tutto più credibile. Questa involontaria, ma continua alterazione può trasformare la vecchia storia, generando addirittura una credenza popolare di straordinario impatto suggestivo”.
Poiché i miei ricordi relativi erano, e sono, ben chiari nella mia mente, state pur certi che nessuna delle suddette alterazioni hanno modificato il mio racconto.
Gigi Nocera”

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martedì 20 dicembre 2011 (Ugo Meli)

Ci scrive il carissimo Ugo Meli da Mozzate (CO):
“Ciao a tutti, ancora una volta devo dirVi grazie per avermi fatto incontrare una parte della mia famiglia di cui non sapevo la discendenza.
Mi spiego: nel leggere una lettera alla redazione del 17 ottobre 2011 ho saputo di Giovanni Cosenza che è alle prese con l’Albero Genealogico della fam. Cosenza. Mia nonna era una Cosenza e così con un giro di ricerca ho trovato il numero di telefono di Giovanni e ci siamo parlati e siamo addivenuti alla conclusione che siamo parenti. Sua moglie si ricorda di me perché abitavamo tutti vicini e adesso sto contribuendo alla costruzione dell’Albero Genealogico della famiglia.
Caramente a tutti Voi e famiglie AUGURO BUONE FESTE!
Alla prossima Ugo Meli”.

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sabato 17 dicembre 2011 (Anna D’Arco)

Ci scrive la sig.ra Anna D’Arco:
“Gentile sig. Cuomo, mio cognato segue con molta attenzione il Suo sito, infatti ogni sera legge le novità che vi si trovano pubblicate; per la verità anche io mi collego, ma in modo più sporadico. Questa sera mi ha chiamato e mi ha detto di andare su “tiempe belle ‘e ‘ na vota” per leggere la new pubblicata “Biscotti Jolanda: pubblicità d’inizio Novecento”. A questo punto mi devo presentare: mi chiamo Anna D’Arco e sono la nipote del sig. Catello D’Arco pasticciere di via del Gesù, 36. Sono stata molto contenta di leggere la pubblicità dei biscotti Jolanda inventati e prodotti da mio nonno. Deve sapere che quei biscotti si chiamano Jolanda perchè il nonno chiese al re il permesso di chiamarli con il nome della figlia, permesso che gli fu concesso e per i quali ottenne numerose medaglie ancora in possesso di noi nipoti. Questo per confermare che gli “unici veri biscotti Jolanda” sono quelli della ricetta in possesso, mio e dei miei fratelli. Comunque Le scrivo perchè sarei molto felice di poter contattare personalmente il signor Antonio Sorrentino di cui Le chiedo la mail o il numero telefonico, se in Suo possesso.
La ringrazio anticipatamente e Le invio i miei più sinceri saluti. Anna D’Arco”.

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martedì 13 dicembre 2011 (Gigi Nocera)

Per l’artista Umberto Cesino:
“Al Maestro Cesino, il grande artista stabiese, auguro un meritato successo alla sua mostra. E voglio ringraziarlo affettuosamente per aver esposto in prima fila il quadro che generosamente mi donò. Lo stesso rappresenta il Largo della Pace dove sono cresciuto e fatto uomo.
Grazie Maestro! Gigi Nocera”

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sabato 10 dicembre 2011 (Antonio Cimmino)

Una lettera/appello di Antonio Cimmino:
“Caro Maurizio, Elio Masini di Genova (mio amico di facebook) ex marinaio, mi ha scritto in merito alla ricerca di notizie di suo suocero, ora deceduto.
Il suocero di nome MORSI NORBERTO era un marinaio di Genova che faceva servizio a Castellammare, si fidanzò e poi sposò la Signora CUOMO CARMELA che aveva una pizzeria a Via Bonito. Dopo l’8 settembre del 1943 combatté agli ordini del suo corregionale Comandante Domenico Baffigo e, alla morte di questi, fu internato in Germania. Ritornato a Castellammare sposò la signora Cuomo Carmela e giocò, fino al 1951 come portiere nella squadra di calcio della TURRIS (notizia certa) e forse anche nel PORTICI. Nel 1952 si trasferì con la sua famiglia a Genova sua città natale e da lì non si è più mosso fino al suo decesso. Sembra di capire che la nostra concittadina Cuomo Carmela sia ancora in vita (chissà se riusciamo a rintracciarla).
Ti ho scritto nella speranza che qualche lettore di liberoricercatore, abbia conosciuto le persone di cui sopra e possa fornire qualche dettaglio in più in merito. In tal caso fammi sapere.
Buon fine settimana, Antonio”

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lunedì 5 dicembre 2011 (Giuseppe Mollo)

Ci scrive il sig. Giuseppe Mollo:
“Buonasera, mi chiamo Giuseppe Mollo e sono nato a Castellammare di STABIA il 24 10 1938 e ricordo piuttosto confusamente la tragedia che si abbattè su Castellammare e la mia famiglia nella notte fra il 22-23 ottobre 1944.
Mio padre Mollo Luigi era il gestore del buffet della stazione delle ferrovie dello stato sito in detta città. Nella notte suddetta, che io sappia e confusamente ricordi due soldati (forse inglesi) misero in moto in Gragnano una locomotiva alimentata a carbone che, a velocità sempre crescente, raggiunse la stazione FS di Castellammare; scalò i gradini posti in testa ai binari sfondando i locali biglietteria, sala di attesa, bar-buffet, e retrobottega dove avevano trovato temporaneo alloggio alcuni soldati, forse 12, originari dell’Italia del nord in attesa di rientrare alle loro città compatibilmente con lo sviluppo degli eventi bellici.
Di quella sciagura, che condizionò l’esistenza della mia famiglia, mio padre si ammalò quasi subito, decedendo esattamente tre anni dopo, il 22-10-1947, conservo un ricordo molto labile e nebuloso e nessuna documentazione fotografica/articoli di giornale. Gradirei avere ulteriori notizie al riguardo se disponibili.
Cordialmente, Giuseppe Mollo.”.

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sabato 3 dicembre 2011 (Rita Lina Cosenza)

La graditissima missiva di Rita Lina Cosenza:
“Mi presento sono una STABIESE residente da 47 anni a CORMANO (MI) che non dimentica le sue origini. Faccio i complimenti x questo sito dove ci sono foto d’epoca di alcuni miei parenti e di mia mamma che non conoscevo. So che conoscete UGO MELI con il quale avrei piacere di parlare per scambiare due chiacchiere relative alle nostre famiglie. Anche a me piacciono molto le foto (ne possiedo di vecchie che hanno molto fascino e vi posso assicurare che danno più emozioni di quelle nuove).
Ringrazio di nuovo perché ci avete fatto provare delle emozioni che non avremmo mai pensato di provare nel vedere i nostri cari da giovani. Ora possiamo dire senza ombra di dubbio che belli ci si nasce!
Saluti LINA COSENZA”

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giovedì 24 novembre 2011 (Tullio Pesola)

Una nuovo gentilissimo contributo del dott. Tullio Pesola:
“Dott. Maurizio, gradirebbe che Le inviassi qualche altro soprannome da inserire nella Sua rubrica? Bene! Si appresti a verificare che quelli che Le invio… (rif. rubrica “Soprannomi stabiesi”, aggiornamento odierno) non siano stati già segnalati. Al momento non ne ricordo altri.
Distinti saluti. Pesola”

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giovedì 17 novembre 2011 (Ugo Meli)

Ci scrive il carissimo Ugo Meli per un gradito contributo:
“Ciao a tutti, quando andavo alla scuola elementare con noi c’era un ragazzone che spaccava i banchi e beveva l’inchiostro (a quei tempi adoperavamo ancora le penne con i pennini), poi c’era: Giuseppe ‘e nannella (che abita nei pressi della farmacia di Scanzano e che lavora al Comune come ingegnere (di cognome fa Scalzi), poi… (rif. rubrica “Soprannomi stabiesi”, aggiornamento odierno). Sperando che questi nomi possono contribuire ad allungare l’elenco pubblicato vi saluto caramente.
Alla prossima. Ugo Meli”

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domenica 13 novembre 2011 (Tullio Pesola)

Una nuova gradita missiva del dott. Tullio Pesola:
“Dottor Maurizio, intendo contribuire -anche se solo di qualche centimetro- all’allungamento della lista dei soprannomi stabiesi. Passo subito all’azione… (rif. rubrica “Soprannomi stabiesi”, aggiornamento odierno).
Se dovessero passarmene altri per la mente, sarà mia cura inviarglieli.
Cordiali saluti. Tullio Pesola”.

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giovedì 10 novembre 2011 (Michelangelo Gargiulo)

Ci scrive il carissimo Michelangelo Gargiulo:
“Un saluto a tutti voi. Come quasi ogni giorno, mi “affaccio” al vostro sito per “respirare” un poco di aria paesana, così oggi ho potuto leggere la “Tombola Stabiese” e siccome mi è piaciuta moltissimo, voglio fare i complimenti all’autore per l’originalità e la fantasia che ha avuto nell’ideazione. Penso che se ci fossero più persone come voi di “LIBERORICERCATORE” la nostra Castellammare sarebbe di gran lunga migliore.
Con stima, vostro affezionato lettore Gargiulo Michelangelo”.

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mercoledì 9 novembre 2011 (Mauro Avino)

Ci scrive il sig. Mauro Avino:
“Caro Libero Ricercatore, sto conducendo da qualche giorno delle ricerche sul ex Teatro Francesco I di Borbone, acquistato dal mio bisnonno Raffaele Perna ad inizio secolo scorso. Vorrei chiederle se potesse aiutarmi a rintracciare info, descrizioni o illustrazioni dell’epoca dai quale ricavare lo stato originale di quello che doveva essere un edificio costruito con gusto ed i dettami architettonici dell’epoca.
Le sarei molto grato (ho letto con molta attenzione i suoi articoli e quelli del professor D’angelo).
Grazie in anticipo. Mauro Avino”

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domenica 6 novembre 2011 (Frank Avallone)

Frank Avallone risponde e ringrazia Marianna Virginia Sala (rif.: post del giorno 1 novembre 2011):
“Carissima, Marianna Virginia Sala, la ringrazio per avermi reso noto, il nome della mia levatrice. Deve sapere che il nome “PANE ‘E FARINA”, nell’immediato dopoguerra a Castellammare era famosissimo; infatti se qualcuno accusava un qualsiasi mal di pancia, diceva: “CHIAMATEMI A PANE ‘E FARINA”. Anche nel teatro stabiese [nella cantata dei pastori] quando Razzullo e Sarchiapone credevano di essere stati avvelenati,chiedevano aiuto a lei! Come vede la sua prozia era tenuta in gran conto, credo per la sua abilità e certamente per la sua bontà.
La ringrazio e la saluto caramente dalla sunny Florida. Frank Avallone.
P.S.: dove abitava la sua prozia?”.

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sabato 5 novembre 2011 (Delfina Ruocco)

Delfina Ruocco risponde a Gigi Nocera ( rif.: In ricordo dei miei cari ):
“Carissimo Gigi, mi permetta di usare questo tono confidenziale, ho avuto il piacere di conoscerLa personalmente alla presentazione del Suo Secondo Quaderno tenutasi nel luglio scorso a Castellammare, al Cinema Teatro Montil, anche se – grazie all’encomiabile lavoro di liberoricercatore.it – mi sembrava di conoscerLa da tempo. Sono compiaciuta di aver suscitato in Lei, con il mio scritto, il ricordo “di un giorno qualsiasi” grazie al quale i nostri pensieri tornano ai nostri cari ai quali dobbiamo il dono della vita. Quel che siamo oggi, oltre alle esperienze vissute, lo dobbiamo anche a loro. Ho notato il tono reverenziale con il quale, citando Sua madre, usa la lettera maiuscola, ed è con altrettanto rispetto che io la uso con Lei, ringraziandola per il Suo graditissimo commento.
A risentirLa presto. Delfina Ruocco”

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venerdì 4 novembre 2011 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera scrive a Delfina Ruocco ( rif.: In ricordo dei miei cari ):
“Cara Signora Ruocco, anch’io non vado al Cimitero nei giorni in cui ci vanno tutti perchè così vuole la tradizione. No, io non vado dai miei genitori perchè sono loro che vengono da me: quasi tutte le sere, appena mi metto a letto. Quasi a volermi dare la buona notte. E se in quel momento mi viene in mente qualche canzone napoletana che mio padre canticchiava mentre si faceva la barba, io piango: e per pudore nascondo la testa sotto le lenzuola. E da allora sono passati quasi 40 anni! E mia mamma! Benedico quei giorni in cui rimasta vedova mi chiedeva: “Giggì stasera vien”a durmì cu’ mico?!”. Io che avevo già famiglia, lasciavo la mia sposa e mia figlia e mi recavo da Lei. Al mattina ero ben felice di essere svegliato dal tintinnio del cucchiaino nella tazzina del caffè che Lei mi portava a letto, e il suo richiamo “Giggì, songhe ‘e sei”. Ed io trafelato mi vestivo per salutare la mia compagna e recarmi al lavoro. Vede cara Signora Delfina, questo ricordo mi è venuto non nel giorno di Ognisanto, ma, grazie al suo scritto, oggi, che è un giorno qualsiasi. E di “giorni qualsiasi” per me durante l’anno ce ne sono tanti.
Con cordialità e simpatia. Gigi Nocera”

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martedì 1 novembre 2011 (Marianna Virginia Sala)

Marianna Virginia Sala scrive a Frank Avallone:
“Gentilissimo Maurizio, è da tempo che seguo il vostro bellissimo sito e vorrei farvi i miei complimenti! Vi scrivo perchè ho letto un articolo del signor Avallone e, parlando della sua nascita, ho visto che fa riferimento alla mia famiglia… che sorpresa!!! La sua mamma durante il parto è stata assistita da una levatrice conosciuta come “Pane ‘e farina” e scrive che nessuno conosce il suo nome, io sono la sua pronipote. Volevo che sapesse che il soprannome deriva dal fatto che anticamente la famiglia della mia bisnonna possedeva una panetteria, questa è la motivazione per cui quel soprannome ha accompagnato prima la mia bisnonna Angela Cataldo e successivamente la mia prozia Virginia Sala e tutte e due svolgevano la professione di levatrice. Quando è nato il signor Avallone al parto ha assistito la mia prozia Virginia. Non so se lei può farle avere queste informazioni, nel caso mi farebbe davvero piacere.
Marianna Virginia Sala”

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lunedì 31 ottobre 2011 (Catello Nastro)

Solidarietà alla popolazione ligure. La lettera dello stabiese Catello Nastro:
“Venerdì 28 ottobre 2011, telegiornale serale. Ancora immagini del disastro in Liguria. Terrazzamenti, ma non speculazione edilizia, dice l’onorevole intervistato. E forse ha ragione. La Liguria rispetta – salvo qualche sporadica eccezione – l’integrità del paesaggio perchè ha capito che il turismo è un insieme di interventi che non prevedono la speculazione. Di nessun genere. Figuriamoci quella edilizia. Eppure una forte pioggia caduta in poco tempo ha creato un disastro, con morti, feriti, case e negozi distrutti, strade che sembravano torrenti in piena, gente che piangeva. Immagini terribili che forse non avremmo voluto vedere per l’atrocità e l’impotenza della popolazione – specialmente gli anziani – a reagire. Una rapidità che non ha dato modo di trovare scampo. Un nubifragio annunciato, ma non di quella portata. Le riprese televisive sono varie, ma quasi tutte della stessa serie: allagamenti, strade come fiumi in piena, porte e finestre sfondate, muri crepati, case distrutte ed intere famiglie in cerca di salvezza. Ma in tutto questo dramma, arrivato in pochi minuti, ma chissà in quanto tempo sanato, c’è stata una parentesi che mi ha colpito molto. Una vecchietta –avrà avuto ottanta o novanta anni – distesa su una barella, con lo sguardo nel vuoto e nel dramma, veniva tirata fuori di casa e portata all’esterno per essere trasportata al più vicino ospedale per l’assistenza immediata e per le cure del caso. Vicino a lei un volontario della Protezione Civile. Non so di quale gruppo, di quale paese, di quale associazione. Un uomo alto, normale, quaranta anni o forse cinquanta – con un sorriso accarezza le guance della sfortunata donna che a quella età deve notare, vivere e sopportare una catastrofe naturale, forse la peggiore della sua ultraottuagenaria vita. L’uomo continua ad accarezzarle le guance, l’anziana donna volge lo sguardo verso di lui, quasi per ringraziarlo di quello che ha fatto. Una carezza. Una semplice carezza fatta ad una donna anziana, malata, in barella, in una situazione drammatica per cause atmosferiche. Eppure in quelle semplici carezze, di un semplice volontario della Protezione Civile, non so di quale paese, ma poco interessa, ci sta, evidente, tutto il significato di una parola che molta gente ha dimenticato: la Solidarietà. Essa non ha età, sesso, religione, partito politico, nazionalità, condizione sociale. La Solidarietà è forse la cosa più pura che esiste in una società non sempre lodevole per il suo operato. Una società definita “di merda”, ma che non può essere generalizzata. In quella carezza ho visto la carezza di Cristo sceso tra gli alluvionati, per portare una parola di conforto, un aiuto materiale che non costa niente e che non è retribuito. Una carezza ad una anziana nella sofferenza e nella disperazione. Una carezza di un uomo qualsiasi, del nord o del sud, che vota Bossi, Bersani o Berlusconi, che crede in Cristo o in Maometto o in Buddha, che è laureato o ha solo la terza media, che vive in una villa o nelle case popolari. Questa è la carezza della Solidarietà: è la carezza di Dio.
Catello Nastro”

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domenica 30 ottobre 2011 (Silvano Cannavacciuolo)

Ci scrive Silvano Cannavacciuolo da Boston:
“Carissimo Maurizio, fu proprio per un caso che ho trovato sulla rete l’annuncio della scomparsa del mio caro amico Pasquale Gaeta, una cosa molto triste per me:

ROMA, 02 ottobre 2010 – “Perdiamo il padre di tutti quanti noi”. Con queste parole il campione Giuseppe Abbagnale comunica la scomparsa di Pasquale Gaeta, presidente negli anni d’Oro (1977-1988) del Circolo Nautico Stabia. La Federazione Italiana Canottaggio si stringe attorno alla famiglia Gaeta e alla famiglia remiera del sodalizio di Castellammare in questo triste momento. I funerali si terranno domani alla Chiesa del Carmine alle ore 9.00. Per tutti coloro che intendono mandare le loro condoglianze l’indirizzo è via Alcide De Gasperi, 105 (Castellammare di Stabia). A corredo del comunicato, Pasquale Gaeta (quinto in piedi) è ritratto con i suoi ragazzi in una foto d’epoca.

Pasquale Gaeta fu parte di un equipaggio di noi canottieri negli anni cinquanta durante una regata a Salerno. Noi eravamo ottimi amici anche assieme con Bruno De Stefano che fu il capovoga nel nostro equipaggio Pattison con me al numero due.
L’ultima volta che ci siamo riabbracciati con Pasquale e Bruno fu nel ’82 durante una mia visita a Castellammare quando Pasquale Gaeta era Presidente del circolo Nautico. Nei giorni susseguenti, io e il mio amico Gianni Ferraro, fummo invitati a Pranzo a casa di Pasquale dove anche presente fu Bruno De Stefano, siccome tutti e due abitavano fianco a fianco in ‘Penthouse’ appartamenti con viste meravigliose di mare e monti. A quel tempo io avevo il numero di telefono di Bruno che adesso sembra che sia cambiato perché non riesco a contattarlo e non è neanche presente nei numeri dell’elenco telefonico di C/mare. La ragione per cui ho scritto questa lettera è anzitutto per offrire un sincero cordoglio alla famiglia Gaeta nel ‘passaggio’ del caro Amico Pasquale ed anche di cercare aiuto al Libero ricercatore nel contattare il mio amico Bruno De Stefano. Io credo che Bruno sarà senz’altro ancora socio al Circolo Nautico come sempre. Io ho ancora moltissimi ricordi di bei tempi passati in compagnia di Bruno e Pasquale al Circolo Nautico, in particolare le feste da ballo a casa di Giorgio Criscuolo ed i veglioni al Circolo a fine d’anno. Giorni di immensa felicità nell’appartenere alla famiglia remiera della nostra bella città.
Se possibile, vorrei avere la e-mail e il numero di telefono Di Bruno, così che posso rimettermi in contatto e chiacchierare a lungo dei nostri bei tempi trascorsi assieme a Pasquale.
Mille grazie in anticipo. Sinceramente, Silvano”

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venerdì 28 ottobre 2011 (Luigi Casale)

Una nuova lettera del prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, vedi come cambia la lingua nel tempo? Mi rifaccio al REGOLAMENTO pubblicato oggi, pur limitandomi alla copertina. La prima parola che merita un commento è “commesso”. Oggi il commesso è il dipendente del supermercato o di qualsiasi altro magazzino: un venditore; anche se siamo abituati ad usarlo al femminile: “la commessa”. A rigore dovremmo dire “il commesso (o la commessa) di negozio”. Perché chi lavora presso una banca o presso un altro Ufficio di una certa importanza sa che il commesso è il “fattorino” (a proposito, in Francia il “postino” si chiama “facteur”), cioè l’addetto a fare “le commissioni”, cioè a ricevere “la commessa (affidamento di un incarico)” , o cioè – ancora – la consegna. Ancora è rimasta la terminologia di “messo comunale”, cioè colui che è mandato (da qualche parte a fare qualche cosa) a fare una commissione o commessa. Oggi diciamo un incaricato di fiducia. Ma non si tratta ancora di una qualifica burocratica. Di un titolo di funzione o di mansione o di mestiere. Quindi il “commesso” del nostro testo se non è l’incarico in sé (come suppongo), è l’incaricato a cui l’incarico viene affidato. Dobbiamo leggere allora: o Regolamento per l’incarico, oppure Regolamento dell’incaricato (delegato, addetto). Addetto a che cosa? “Alla custodia della sala di disciplina”. Perciò: il guardiano, la guardia, il sorvegliante. La sala di disciplina, poi, è la cella di rigore, dove vengono fermati e custoditi quei militari che meritano una punizione. Qui si tratta allora della cella di rigore del “quartiere” della Guardia Nazionale. Si dice ancora “acquartierare le truppe”, quando i militari in attività di servizio e durante le operazioni d’istituto vengono alloggiati in strutture civili o militari. Quindi il quartiere è la caserma. E infatti la caserma più importante di un territorio si dice “Quartiere generale”, cioè l’Ufficio del Comandante Generale. Ciò che suona strano è quel “ammessa”. Sarebbe stato meglio “annessa”. O forse la parola non era ancora in uso? Altrimenti se non è una svista del tipografo, dobbiamo supporre che l’istituzione della cella di rigore sia stata conseguenza di una recente deliberazione: ammessa – cioè – nel senso di concessa, accordata, permessa; e per la quale novità erano necessari la nomina di un custode e il regolamento relativo ai suoi compiti d’ufficio. Un’altra possibilità è che in ambiente militare si dicesse proprio così: ammesso = annesso. Ho fatto delle ipotesi. Ho posto il problema, al ricercatore il ricercare. E anche sulla Guardia Nazionale. Cioè: in quale circostanza storica nasce la denominazione? come poi il nome si è evoluto in ragione dei mutamenti organizzativi? e a quale corpo di militari corrisponderebbe oggi?

Buona giornata. Luigi”.

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domenica 23 ottobre 2011 (Luigi Casale)

Una nuova lettera del prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, ieri, 22 ottobre, hai pubblicato due notizie molto interessanti che in qualche modo mi toccano. Forse suggestionato anche dal fatto che il 22 ottobre è la festa patronale a Torre Annunziata (vedi un po’ di nostalgia è rimasta anche a me che passo per uno che ha il cuore indurito).
La prima: la riapertura al culto della chiesa del Rosario. Ti avevo anticipato a luglio che sarebbe stata riaperta per ottobre; e le suore hanno mantenuto l’impegno. Grazie a chi ci ha lavorato: con la burocrazia, con le finanze, con la fatica e con la buona volontà. Una sinergia insomma. E di tutto questo dobbiamo ringraziare Dio. Ma, per l’occasione, avresti potuto richiamare anche la presenza dell’edicola votiva ai piedi della salita, di cui parlammo a luglio. Adesso capisco anche perché lá c’è la Madonna del Rosario.
Seconda notizia: la visita del papa nel 1849. Ti ho voluto fare la traduzione del testo della lapide per consentire a tutti i nostri lettori di comprendere quello che dice. Verso la fine c’è scritto che “la lapide è stata messa lì per evitare che il tempo distrugga la memoria dell’avvenimento”.
Allora rinfreschiamola questa memoria. Ringraziando anche il dott. Plaitano.
Rispetto all’articolo riportato, però, dubito che la “basilica” sia quella del santuario mariano. Essa più probabilmente è quella degli scavi dell’antica Pompei.
Buona serata. Luigi”.

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mercoledì 19 ottobre 2011 (Luigi Casale)

Una nuova lettera del prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, sono sempre al “confino” di Lussemburgo, costretto (piacevolmente) dalla nipotina. Sarò restituito (restando nella metafora) alla mia libertà , spero, per la settimana dei Santi (e anche dei morti, che sono santi anch’essi). Intanto vi saluto tutti, da questa capitale europea che – bene o male – merita di essere visitata e conosciuta. Adesso (in rif.: alla spigolatura relativa ai vaccarielli di S. Giovanni) vorrei pregarti di chiedere al dott. Cimmino se è possibile, attraverso il confronto di alcune coincidenze, avanzare qualche ipotesi di analogia o di corrispondenza, sulla usanza infantile (d’altri tempi, peraltro) di giocare colle “vaccarelle” di S. Antonio (così le chiamavamo noi).
Ecco le coincidenze: l’insetto dovrebbe chiamarsi “Lucanus cervus” ed è quello che comunemente è detto “cervo volante”.
In Francia, “giocare a cervo volante” significa lanciare in aria l’aquilone (che credo si chiami appunto cerf-volant = “cervo-volante”).
È tutto. Solo aggiungere un’ultima cosa, recuperata dai miei ricordi. Quello che facevamo noi, ragazzi, nel nostro quartiere.
Durante quelle stagioni primaverili (che era anche quella della nostra età!), insieme alle vaccarelle uscivano i maggiolini, detti “i mùlleri”. E quelli, molto più piccoli di dimensione, oltre ad essere dorati (metallizzati), erano variamente colorati; quindi avevano un diverso valore di scambio fra i ragazzi. Insomma erano più ricercati, specialmente quelli azzurri. Ad essi il filo di cotone veniva legato alla zampetta posteriore. Ma quando o per stanchezza, o forse più probabilmente a causa del nostro maltrattamento, non erano più capaci di volare, dicevamo di averli ammaestrati: li lasciavamo per terra ed essi nel tentativo di riprendere il volo ruotavano sulle élitre (le alette dure e colorate). E noi, per dimostrare che li avevamo addomesticati, assecondavamo il loro movimento con degli ordini da domatori di leoni.
Buona giornata.

Un abbraccio generale. In particolare a chi ci rinfresca questi ricordi, che vorremmo rivivere almeno per un giorno insieme ai nostri giovani. Luigi”.

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lunedì 17 ottobre 2011 (Giovanni Cosenza)

Ci scrive il sig. Giovanni Cosenza:
“Gentile Maurizio, Un grande plauso per la bella ed ammirevole opera che fate con Libero Ricercatore. Ho appreso di voi da mio cugino Gianfranco (che lavora presso Incisud, dall’altro ns. cugino Giulio) e da allora vi seguo con immenso piacere, pur avendo fatto nel tempo innumerevoli lavori anche disagiati e/o non proprio vicino casa. Ora che vivo a Gragnano e lavoro spesso a C.mare, ho trovato anche il tempo per ricostruire l’Albero Genealogico dei Cosenza e di TUTTI i familiari collegati. E proprio per questo Vi chiedo una cortesia. Mi piacerebbe avere, rimborsando le spese, una copia del Manifesto con la Lista Politica per le Elezioni Comunali del famoso Sindaco Cecchi (non so se 1° o 2° Giunta). In quella Lista, che era sul Vs. sito ma ora non trovo più, compare il nome del mio amato nonno Giovanni Cosenza, del quale io solo (fra i discendenti in zona) porto gli stessi Nome & Cognome.
Ed inoltre, per approfondire ancor più sulla (sterminata) genealogia dei ns. avi, mi farebbe molto piacerebbe conoscere di persona Lei ed altri che mi potrebbero aiutare con ulteriori Cenni/Dati/Foto eccetera sui ns. congiunti vicini e lontani. La ringrazio in anticipo per quanto si potrà fare e Le rinnovo l’invito a perseverare sulla Sua preziosa ed unica opera.
Cari saluti, Giovanni Cosenza”.

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venerdì 14 ottobre 2011 (Raffaele Scala)

La missiva del dott. Raffaele Scala:
“Cara Redazione, in riferimento all’episodio raccontato dagli amici Gianni Ferraro e Silvano Cannavacciuolo sul treno di Gragnano, posso aggiungere il breve passo tratto dalla relazione di Uccio De Santis letto in un Convegno di studi storici tenutosi a Napoli nel 2005 e che riporto, insieme ad altri episodi, nel mio volume sulla storia della Camera del Lavoro di Gragnano edito nel 2010, spero sia sufficiente ad appagare la curiosità di chi legge: “… il 23 ottobre 1944, a Gragnano, alcuni soldati australiani ubriachi mettono in moto il treno TB 33 che in discesa raggiunge velocissimo la stazione di Castellammare uccidendo 6 militari italiani di guardia e ferendone altri 4 più 2 civili…”.
Cordiali saluti, dott. Raffaele Scala”

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martedì 11 ottobre 2011 (Gianni Ferraro)

Ci scrive Gianni Ferraro da Jesolo:
“Scorrendo la corrispondenza delle “lettere alla redazione”, la richiesta dell’amico Silvano Cannavacciulo da Boston, ha scosso un po’ la mia memoria catapultandomi indietro nel tempo di oltre 65 anni. Il fatto cui lui fa riferimento credo rappresenti una delle pagine più tristi del periodo in cui a Castellammare, o a Gragnano, c’erano le truppe alleate. Non che gli americani ci facessero del male, non dico questo, sicuramente però le loro bravate erano tutt’altro che cose da poco conto. Io a quell’epoca avevo appena sette anni, ma la scena di quella locomotiva, mezza dentro e mezza fuori dalla stazione, non la dimenticherò mai. Era il 1944, non ricordo esattamente che mese fosse, ed io con tutta la mia famiglia arrivavamo da Terracina per stabilirci a Castellammare presso la mia nonna materna che abitava ad un centinaio di metri dalla Stazione dove accadde l’incidente. Ricordo che di quel fatto, per tutta la durata in cui la locomotiva rimase imprigionata tra le pareti della stazione, si fece un gran parlare e tutti dicevano la loro. Solo quando si svolsero di lì a pochi giorni dall’impatto i funerali delle vittime si seppe poi che la locomotiva era partita da Gragnano azionata da un soldato americano ubriaco, incapace di condurla, e questa aveva finito la sua corsa nella stazione di Castellammare uccidendo nel sonno alcuni militari italiani mentre dormivano nella sala d’attesa della stazione. Non so se questa testimonianza possa soddisfare il mio amico Silvano, ma che mi ricordi io, mai nessuno me l’ha mai raccontata in maniera diversa, nemmeno un paio di parenti ai quali ho chiesto se di quell’accaduto conoscessero una versione diversa. Le vittime ci furono, eccome!!
Cordialmente Gianni Ferraro da Jesolo”.

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domenica 9 ottobre 2011 (Antonello Ferraro)

Una bella missiva di Antonello Ferraro:
“Caro Maurizio, per caso ho ritrovato uno scritto che avevo perso, me lo diede un signore anziano che anni fa faceva il volontario davanti alle scuole, ed in questo particolare momento, in cui la superficialità e l’egoismo surclassano ogni altra cosa, vorrei riproporlo a te e a tutti i nostri cari lettori.
Trovo che sia bellissimo e lo invio, nella speranza che faccia riflettere noi tutti.

Per la strada vidi una ragazzina che tremava dal freddo;
aveva un vestitino leggero e poca speranza di un pasto decente.
Mi arrabbiai e dissi a Dio:
“Perché permetti tutto questo? Perché non fai qualcosa?”.
Per un po’ Dio non disse niente.
Poi improvvisamente quella notte mi rispose:
“Ho fatto te!”.

( Scritto nel dicembre 1999 da una bambina disabile di dieci anni, di cui purtroppo non conosco il nome )

Ciao Antonello”.

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sabato 8 ottobre 2011 (Silvano Cannavacciuolo)

Ci scrive il carissimo Silvano Cannavacciuolo da Boston:
“Caro Maurizio, nel parlare recentemente con Beppe Cuomo, lui mi ha detto che alcuno tempo fa, una persona, non so chi sia, gli accennò di quel disastro alla ferrovia dello stato durante l’occupazione degli alleati a Castellammare quando dei soldati ubriachi a Gragnano salirono sulla locomotiva in stazione che era rimasta accesa per mantenerla calda in partenza il mattino seguente e la misero in moto. La locomotiva ‘impazzita’ senza frenata, andò a sbattere contro la stazione, attraversandola tutta e uccidendo quei poveri soldati Italiani in accampamento dentro. Io a quel tempo ero a casa mia, via Corso Vittorio Emanuele 191 [ oggi 42 corso Alcide De Gasperi ] e mi svegliai impaurito da un rumore e scossa tremenda che sembrava un terremoto. Sul sito non si vede nessuna foto di quel disastro. Io mi ricordo di aver visto la Locomotiva sbucare dall’edificio al momento che venne a fermarsi, ed anche la processione funebre per i poveri soldati deceduti. Vorremmo sapere se qualcun’altra persona, forse anche il Signor Gigi Nocera per caso, si ricorda del disastro e se qualcuno abbia delle foto. Senz’altro dovrebbero esserci delle foto in qualche posto.
Tanti saluti da Boston. Silvano”

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sabato 1 ottobre 2011 (Luigi Casale)

Una nuova lettera del prof. Luigi Casale:
“Buongiorno! Oggi, primo ottobre, è la festa di s. Remigio. Negli anni passati in questa data iniziava l’anno scolastico. Chi se ne ricorda più? Eppure i nuovi iscritti della prima elementare si chiamano ancora “remigini”. E possiamo continuare a mantenere il nome: in ricordo della festa che quel giorno ha rappresentato e continua a rappresentare per mamme e piccini. Ho avuto un insegnante di liceo di nome Remigio, che oggi mi piace ricordare e che mi ha dato tanto: di cultura e di umanità. Come, d’altronde, tanti altri insegnanti della mia lunga (troppo lunga, ahimé!) carriera di studi. Pur avendo dimenticato il mio primo giorno di scuola, ricordo con piacevole gioia tanti momenti sereni e le persone che mi hanno aiutato con tanto affetto a viverli. Perciò auguro a tutti i novelli remigini (anche se la scuola è già iniziata da circa un mese) di incontrarne altrettante e, se possibile, anche di più. Auguri, quindi, ai remigini!
Ma più ancora auguri alla scuola che li accoglie. Luigi”.

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giovedì 29 settembre 2011 (Vincenzo de Simone)

Il sig. Vincenzo de Simone nel leggere ” ‘A Caperrina anni ’50 “, scrive un’accorata lettera a Nello Lascialfari:
“Egregio signor Nello LASCIALFARI, mi chiamo Vincenzo de SIMONE ed appartengo alla famiglia dei “lattari” che una volta avevano i caseifici in via Rivo, in particolare sono il figlio di Sisto che da qualche anno ha chiuso l’ultimo negozio laboratorio in detta via. Manco da Castellammare da moltissimi anni, ed anche se vengo a trovare i miei genitori una volta ogni tanto, raramente sono andato sulla “Caperrina”, perchè nel vedere la citata piazza e le vie adiacenti in quelle condizioni di degrado mi fa male, e nel vedere il luogo dove sono nato (via Rivo, 24) con gli occhi di chi ha servito per 35 anni lo Stato fa ancora più male. Leggendo questo suo “sogno” mi ha aperto lo scrigno dei ricordi, alcuni dei personaggi che lei ha indicato non li ho conosciuti, ma mi ha fatto ricordare i luoghi, i negozi, la fontana, la piazza, le vie che la circondano e nel bene e nel male i loro figli, miei amici di scuola e mi sono sentito il “forestiero” che lei ha “sognato”.
La ringrazio. Vincenzo de SIMONE”

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giovedì 22 settembre 2011 (Luigi Casale)

Il prof. Luigi Casale fa gli auguri a modo suo!!!:
“Caro Maurizio, la “certezza di Gigi” è confortata dalla mia risposta di adesione.
Sottoscrivo tutto. A u g u r i !
Luigi Casale”.

P.S.: Mauricius, Fabricius, Patricius, poi divenuti Maurizio, Fabbrizio, Patrizio, sono all’origine aggettivi sostantivati formatisi da un nome (Maurus, Faber, Pater) e il suffisso aggettivale -icius che indica “alla maniera di” o “derivante da”. Patres, a Roma sono i senatori: quindi patrizio significa di famiglia senatoria. Faber è l´operaio, l’artefice: quindi fabrizio (originariamente) è chi ha qualche rapporto col lavoro o con l’arte, o, per metafora, col “fare la storia”.
Mauricius è uno che vive alla maniera dei Mauri, popolo della Mauritania.
Poi questi nome si sono diffusi come nomi propri. (Ma tutti i nomi propri – sia i Nomi che i Cognomi -, in quanto appellativi, hanno un’origine occasionale e pretestuosa. Cioè erano dei soprannomi per individuare la persona.
E´ come oggi chiamare una persona Onorato, Felice, Fortunato, Giocondo, o nel medioevo Francesco (francese), Chiara, ecc.

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giovedì 22 settembre 2011 (Gigi Nocera)

I graditi AUGURI! del carissimo Gigi Nocera:
“Carissimo Maurizio, in occasione del tuo onomastico questo affettuoso abbraccio contiene tutta la mia stima e la mia ammirazione per la tua persona e per il tuo impegno per il riscatto civile della nostra città. Sono certo che questi sentimenti sono comuni a tutti coloro che ti conoscono e in special modo dai validi collaboratori del Libero Ricercatore e dai suoi lettori.
Sii felice sempre, assieme alla tua meravigliosa Famiglia. Gigi Nocera”.

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martedì 20 settembre 2011 (Giuseppe Calabrese)

Una sera ho incontrato Fabrizio De André, ci scrive Giuseppe Calabrese:
“Quella sera c’ero anch’io (si dice così, vero?), giovane innamorato del Poeta. E’ stata quella l’unica volta che l’ho sentito cantare, e visto, da vicino. Un ricordo indelebile, ma confuso nelle nebbie del tempo che (ahimè) è passato…
Ero alla ricerca di documenti che raccontassero quella sera, per rivivere ricordi lontani, ma anche per assicurarmi che fosse successo veramente… ricordate la data, io dovevo avere 15-16 anni (52 gli attuali).
Grazie! Saluti, Giuseppe Calabrese”.

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martedì 20 settembre 2011 (Luigi De Simone)

Ci scrive il laureando Luigi De Simone:
“Salve, sono Luigi De Simone, laureando in Scienze dell’Architettura presso la Seconda Università degli Studi Napoli. Conduco uno studio sul Floreale a Castellammare di Stabia, in particolare studio la ricca ed interessantissima CASSA ARMONICA. Ho trovato molto interessante il sito e Le sarei molto grato per ulteriori approfondimenti. Le chiedo qualche informazione e/o articoli e/o approfondimenti inerente al mio studio. La ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti, Luigi De Simone”.

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domenica 18 settembre 2011 (Gigi Nocera)

In riferimento all’editoriale sulla Vespucci ci scrive il carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, avete fatto un capolavoro! Organizzare un così importante incontro con il Comandante e l’equipaggio della nave più bella del mondo e come aver portato sulla tolda di quel magico veliero tutta la cittadinanza di Castellammare, di allora e di oggi. Hai voluto benevolmente citarmi, perché di quella “figlia” del lavoro dei nostri bravi operai, io a suo tempo assistetti al suo sposalizio col mare del golfo nostro. Ma che merito si ha se si nasce prima o dopo? E’ solo un caso; in tale occasione, fortunato perché ebbi la possibilità di posare il piedino di un bimbo di 7 anni sulla stessa tolda dove voi nei giorni scorsi avete portato il saluto degli stabiesi, degli eredi di quella maestranza ben rappresentata dalla fotografia che avete donato al Comandante. Ancora una volta complimenti a te e a tutti gli amici collaboratori del sito.
Vi abbraccio tutti. Gigi Nocera”.

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domenica 18 settembre 2011 (Daniela Rapicano)

In riferimento all’editoriale sulla Vespucci ci scrive Daniela Rapicano:
“Caro Maurizio è bello poter vedere uno squarcio magnifico del passato della nostra amata città. Le fotografie che sono state pubblicate sul libero ricercatore suscitano in me emozioni contrastanti: da una parte sono orgogliosissima di quello che un tempo Castellammare è stata in anni addietro, dall’altra parte sono anche rattristata perchè la nostra città potrebbe ritornare come era un tempo, una città altamente industrializzata come a quei tempi che elargiva lavoro anche alle città limitrofe… Di chi è stata la colpa? Una politica inadatta? Dei cittadini per niente attaccati alle loro radici ed al futuro dei propri figli? Imprenditori poco corretti? Chissà cosa ci aspetta… E’ già difficile per noi trovare un impiego anche se abbiamo tutti i requisiti per poter accedere nel mondo del lavoro! Sarò utopista ma mi va ancora di sognare e sperare in un futuro migliore per la mia amata Castellammare… Spero che questi momenti di ritorno al passato possano risvegliare un po’ la coscienza collettiva di tutti noi per poter risollevare le sorti della città delle acque.
Daniela Rapicano

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domenica 18 settembre 2011 (Gennaro Manzo)

In riferimento all’editoriale sulla Vespucci ci scrive Gennaro Manzo:
“Complimenti a mio cugino Maurizio per questo bellissimo editoriale e per le bellissime foto a corredo, di Giuseppe Plaitano. Maurizio, ha saputo rendere Liberoricercatore (e io, questo impeccabile strumento di Cultura e di Tradizioni stabiesi, lo seguo dai primi passi) un’Enciclopedia digitale su Castellammare, prodotta nei tempi di ritaglio dalla sua professione (e questa dà ancora più valore all’opera). Materiale di grande valore che mostrano Castellammare e le sue opere sempre più belle.
Gennaro Manzo”.

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domenica 18 settembre 2011 (Salvatore Manzo)

In riferimento all’editoriale sulla Vespucci ci scrive Salvatore Manzo:
“Quando si parte per un avventura, si è consapevoli degli ostacoli e dei rischi che può comportare il viaggio verso il raggiungimento dell’obiettivo, e la soddisfazione del successo arriva con la determinazione, con la tenacia, con l’umiltà, con l’entusiasmo e con la passione …che certo non è mancata a Maurizio in questo suo progetto, e parafrasando il celebre motto della Vespucci: “NON CHI COMINCIA, MA QUEL CHE PERSEVERA”, si comprende bene che la cosa più importante è crederci fino in fondo!!
Salvatore Manzo”.

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venerdì 16 settembre 2011 (Marianna Sala)

La gradita missiva di Marianna Sala:
“Carissima redazione di Liberoricercatore, vi seguo ormai da molto tempo e il vostro sito diventa sempre più bello e più ricco. Vi scrivo perchè ho una curiosità da soddisfare e spero davvero mi siate d’aiuto. Vorrei sapere se i palazzi che c’erano in via salita San Giacomo, nei pressi del carcere vecchio e se non ricordo male nello specifico il civico 36, esistono ancora. Ve lo chiedo perchè lì c’era la casa dei miei nonni e fino a prima del terremoto ci andavo per le feste e per le vacanze estive. Castellammare custodisce tutti i miei ricordi più belli e quelle zone sono a me molto care, se riuscite a darmi informazioni ve ne sono davvero grata.
Saluti e ancora complimenti. Marianna”.

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mercoledì 7 settembre 2011 (Angelo Del Gaudio)

Il clamoroso svarione, la missiva del dott. Angelo Del Gaudio:
“Caro Maurizio, caro Gigi e caro Nando, ma perchè prendersela tanto per aver trovato la nuova Castellammare sul portale del Comune?!
Sapete bene, e lo sappiamo tutti, che i politici, a qualsiasi livello, non sono altro che scaltri Cicero pro domo sua e per raggiungere lo scopo prendono in franchising una sigla di un partito o di un sindacato e ne sfruttano l’immagine.
Ma, visto che le teste di legno fan sempre del chiasso, per darsi un aspetto credibile, usano nel modo di fare il copia e incolla, sopratutto ripetendo chiacchiere e paroloni dei vari capoccia in auge al momento ( il capoccione da parecchio non fa più proclami! ). Detto questo è naturale che, nella penuria di cultura, abbiano pensato bene di fare un copia e incolla anche del profilo della nostra città, senza nemmeno accorgersi che si trattava di un’altra città.
Nemo dat quod non habet, che tradotto in lingua napoletana vuol dire chi nasce tunno nun more quadro. Aspettiamoci un nuovo copia e incolla per la soluzione dei problemi della città, augurandoci però che, perlomeno, non facciano danni.
Cordialità. dr. Angelo Del Gaudio”.

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martedì 6 settembre 2011 (Luigi Casale)

Uno spunto di riflessione del prof. Luigi Casale:
“Avendo raggiunto alla mia età una certa maturità di pensiero, in questi giorni mi è solleticata per la testa la seguente idea: se invece di dedicare la poesia ad una donna, la dedicassimo alla città, cosa ne verrebbe fuori? Mi spiego meglio: immaginiamo che l’illustre Luigi Denza, abbia dedicato le parole della sua celebre “Si tu m’aimais!.. non a una donna dei suoi tempi, ma alla nostra odierna Castellammare, così tanto bistrattata, ecco ora che la nostra città, è protagonista e come per incanto, riceve finalmente la facoltà di parola, rivolgendosi allo “stabiese” prima e a tutta la cittadinanza poi, nell’invariato testo della canzone direbbe:

“Se tu m’amassi… chi sa?,
quante cose…
Ma voi, non mi amate!

Cari saluti. Luigi Casale”.

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lunedì 5 settembre 2011 (Gigi Nocera)

La lettera di Gigi Nocera all’indomani del clamoroso svarione:
“Caro Libero Ricercatore, che dire… Sono mortificato, umiliato, ma non demoralizzato. Se anche le Autorità cittadine trattano la nostra bella Stabia con un pressappochismo da far paura, allora cosa dobbiamo fare, arrenderci? No mai! Piuttosto, ribelliamoci, indigniamoci. Raddoppiamo i nostri sforzi, il nostro impegno. Non lasciamoci travolgere dal solito ritornello “ma ‘a mme chi mmò fa fà?”. Se ci chiudiamo nel nostro individualismo infruttuoso saremo fottuti. Quei pochi volenterosi che si battono per dare dignità alla città, vedi: il nostro portale,”Spiaggia pulita”, gli Amici del Filangieri, il dottor Fontanella, naturalista amico e tante altre organizzazioni culturali e sportive non devono combattere sempre, non demoralizzarsi. Amici battetevi per la nostra bella Castellammare. Mi avrete sempre al vostro fianco; magari con poca forza fisica (che non occorre in questo caso), ma con tanta forza morale. Coraggio, amici.
Vi abbraccio tutti. Gigi Nocera”.

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sabato 3 settembre 2011 (Gianni Ferraro)

La lettera di Gianni Ferraro da Jesolo:
“Caro Maurizio Cuomo, sono Gianni Ferraro e ti scrivo da Jesolo. Ho appreso dal mio amico Silvano Cannavacciuolo che vive negli Usa, che pochi giorni fa è deceduto a Castellammare Vincenzo Cuomo, noto personaggio degli anni ’50 nell’ambiente del canottaggio stabiese. Pur non essendo mai intercorso un rapporto di amicizia vero e proprio tra il sottoscritto e Vincenzo in quanto entrambi frequentavamo ambiti sportivi diversi, lo conoscevo molto bene e di lui mi sono note le sue capacità professionali e come e quanto si dedicasse ai giovani canottieri
di Castellammare. Per questo sento il dovere di far pervenire alla sua famiglia in questo momento le mie più sincere espressioni di cordoglio attraverso la tua rubrica di “lettere alla direzione”.
Ti ringrazio e ti porgo un cordiale saluto. Gianni Ferraro da Jesolo”.

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domenica 28 agosto 2011 (Ferdinando Puzzella)

Un graditissimo pensiero di Ferdinando Puzzella:
“Vi seguo da un sacco di tempo e ogni volta che apro c’è sempre qualcosa di nuovo… siete pure la pagina iniziale sul mio pc. Grazie, grazie, grazie per quello che fate… …ma se volessi aiutarvi pure io, come devo fare?
Un abbraccio. POST FATA RESURGO!!!!”

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sabato 27 agosto 2011 (Silvano Cannavacciuolo)

Silvano da Boston, ci comunica la triste perdita di Enzo ( la redazione tutta di liberoricercatore.it si stringe in cordoglio alla famiglia Cuomo ed in particolare al fratello Beppe, da sempre nostro amico fraterno ). Ecco il messaggio di Silvano:
“Caro Maurizio, ho ricevuto notizia da Beppe Cuomo che il suo caro fratello, Enzo ha lasciato questo mondo. La notizia mi avvilisce perché Enzo nella mia prima gioventù era il ‘Mister Cannottaggio’ di Castellammare ed era sempre stato associato ai miei sogni giovanili e della felicità che io sentii quando lui mi scelse per equipaggi Pattison ed una susseguente gara a Salerno. Io allora, dopo un anno in più di assenza, ero appena tornato dall’Argentina e poter diventare un canottiere al circolo, nella mia bella Castellammare tanto mancata e appena ‘ritrovata’, fu come un sogno. Enzo era una persona sempre molto gentile, incoraggiante e simpatica.
Ricordo anche che prima di partire per Napoli per la regata Pattison, Enzo portò il nostro equipaggio al ristorante Fontana per un pranzo leggero. Tantissimi ricordi di meravigliose giornate di allenamenti e serate incantevoli al circolo in compagnia di Enzo… Purtroppo la nostra vita è così breve. Esprimo le mie sincere e sentite condoglianze alla famiglia Cuomo. Sarebbe molto gradito di poter vedere alcune foto di Enzo ai suoi tempi di allenatore al circolo. Chissà se il Nautico abbia alcune sue foto negli archivi.
Sinceramente, Silvano Cannavacciuolo”.

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giovedì 25 agosto 2011 (Antonello Ferraro)

Ci scrive il carissimo Antonello Ferraro:
“Carissimo Maurizio, carissimi Amici Stabiesi, leggendo un po’ le vostre ultime lettere alla Redazione, ed in particolare quella del carissimo Gigi Nocera del 6 agosto, mi nasce spontaneo esternare le sensazioni che ho provato durante l’ultimo viaggio lontano dalla nostra Città. Non posso dire esattamente dove sono stato, capite bene le ragioni, ma posso dirvi che siamo stati accolti sempre e ovunque con
grande cortesia e cordialità. Ho visitato diversi piccoli centri che, con tutto il rispetto, non hanno neppure la minima parte di ciò che abbiamo noi stabiesi, eppure tutto funziona alla perfezione e tutti vivono in maniera decorosa. Non posso fare a meno di chiedermi: perchè da noi non è così? Cosa ci manca per poter essere in linea con i grandi centri turistici? Vi assicuro, ed è un pensiero ricorrente quando viaggio, che cerco sempre qualcosa che mi ricordi la nostra Castellammare: un profilo montagnoso, uno scorcio di mare, un po’ di panorama…! Tutto inutile! La nostra città è davvero unica. I suoi panorami, i suoi colori, i suoi profumi…! Non buttiamo tutto alle ortiche. Cerchiamo di fare tutti un piccolo sforzo affinché si torni all’antico splendore. Ho letto della nostra Cassa Armonica. Mi auguro di sentire in futuro quella bella musica che ascoltavo da bambino, quando con i miei si usciva a passeggiare in villa comunale. Sono certo che tanti piccoli sforzi, tanti tentativi ci porteranno di sicuro qualcosa di buono.
Con grande amicizia. Antonello Ferraro”.

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mercoledì 24 agosto 2011 (Gigi Nocera)

Una nuova lettera del carissimo Gigi Nocera:
“Don Ciro Alminni ha scritto in dialetto quello che riportano i libri di Storia. Ma per chi ha vissuto quei tempi è più aderente alla realtà la descrizione semplice e genuina fatta da don Ciro. Di quell’epoca noi siamo i superstiti. è quindi nostro dovere portare a conoscenza dei giovani i fatti e gli avvenimenti, belli e brutti, di quei tempi. Dopo le nostre testimonianze dirette subentrano le ricostruzioni degli storici, che molte volte sono parziali e viste con occhio partigiano. Pertanto tutti coloro che quei tempi hanno vissuto, hanno il dovere morale di mettere a disposizione dei giovani i loro ricordi. Del resto non si dice che “quando muore un vecchio è come se bruciasse una intera biblioteca”? Quindi, coraggio, miei coetanei.
Gigi Nocera”.

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sabato 13 agosto 2011 (Luigi Casale)

Politica o morale: chi viene prima? Ci scrive il prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, ho riletto il lemma “Ecologia”. E’ breve, è essenziale. Mi piace. E’ detto poco: ma è tutto. E ne ho fatto omaggio a Nando.
Quando l’avevo scritto mi era sembrato involuto, ermetico, quasi come sono io o come credo di vedermi rispecchiato nella scrittura. Adesso però mi sento precipitato in una crisi esistenziale, se anche la scrittura mi sfugge di mano. Mi tradisce!?
E’ meglio “smarrirsi e tacere” ? Oppure “il naufragar m’è dolce in questo mare”?
Si parte con una certa intenzione, poi si ritorna con un altro stato d’animo. Delusione? Eccitazione? Sorpresa? Compiacimento?
Per me sarà un problema continuare: con questi dubbi esistenziali. Tutto il programma è stato scompaginato. Si marcia a vista nella nebbia. Ciononostante vorrei agganciarmi alla chiusa con cui è uscita ieri la voce “ecologia”, che più o meno dice così: “… e meno male che si era detto che non dovevamo parlare di politica! Ma di morale possiamo parlare?” Questo dilemma si è incuneato nell’asse progettata di un lavoro che marciava bene, con i suoi tempi, con la sua misura, con i suoi richiami, i rimpalli, i salti, e i voli pindarici. Stavamo sviluppando il tema “casa”. E poi… Come spiegherò oggi ai miei lettori l’etimologia di politica e di morale? Con la freddezza dell’analista? E chi troverò disposto a leggermi? Su queste realtà tutti già sanno tutto. Allora cercherò di mostrare quello che so io. E lo farò questa volta con una lettera alla redazione. In maniera schematica. Elementare. Per questo motivo non scomoderò neppure la grafia greca anche se a quella lingua da cui provengono le due parole: politica ed etica (sostitutiva di morale) sarò costretto a ricorrere. Insieme alla latina. Politica, stando all’uso italiano è un sostantivo astratto. Si riferisce ad un’attività, un modo di pensare, un’idea. All’origine (politiká) doveva essere un aggettivo neutro plurale e come tale era sostantivato col valore di nome collettivo (le cose che riguardano il cittadino), essendo “polítēs”, proprio il cittadino. E visto che “pólis” è la città. Città organizzata con le sue istituzioni, la sua amministrazione, il suo governo. Ricapitoliamo, allora. Da pólis (la città) deriva polítēs (il cittadino); e da questo poi deriva politiká (le cose del cittadino). Siamo nella lingua greca. Ma queste parole, pur essendo diventata complessa la realtà di riferimento, hanno mantenute sostanzialmente il loro significato. Sono parole dotte. Cioè salvate dalla trasformazione evolutiva e dall’oscuramento da parte di parole nuove più vicine a noi, come potrebbero essere quelle derivate dal urbs, plebs, civis, civitas, (urbano, plebiscito, civile [civiltà], città, cittadino, ecc.) che tuttavia esistono in italiano e che vengono usate con altri registri di lingua a seconda dei casi. La politica è dunque tutto quanto riguarda il cittadino. (E perché non dovremmo allora parlare di politica, visto che abbiamo il dovere di farla?). Morale è un calco di etica: ciò significa che il meccanismo logico di formazione delle due parole è analogo, parallelo, identico, sia in latino come in greco; poi le rispettive storie e le singole letterature dei due mondi culturali: Atene e Roma, a noi che siamo formati dell’una e dell’altra (sia se parliamo di storie che di letterature: ma potremmo aggiungere anche Gerusalemme, Alessandria, Antiochia ) le hanno leggermente differenziate da farcele sembrare addirittura diverse.
Morale è un aggettivo singolare, anch’esso sostantivato. In genere è il neutro (né maschile, né femminile) che si sostantivizza. Il singolare indica il concetto astratto di ciò che l’aggettivo significa; il plurale invece le cose, le situazioni, gli oggetti concreti quindi sempre in collegamento con ciò che l’aggettivo significa. Prendendo ad esempio l’aggettivo moralis, la sua forma neutra: “morale” (singolare) indica il comportamento in astratto; “moralia” (plurale) indica la serie di azioni, delle situazioni, legate al significato di “moralis”. Ma che significa moralis? L’aggettivo ha per radice un sostantivo monosillabico “mos” che significa abitudine, costume, tradizione. Plurale: mores. Questo nome, come si vede in mores, ha delle forme con la “r”. Esempio: moris, mores, more, moribus. Perciò forma l’aggettivo derivato “moralis” il cui neutro è “morale”. Cioè che riguarda le abitudini, i costumi, le tradizioni; e, quindi, il comportamento. La stessa cosa succede alla parola “etica” nella lingua greca. “L’éthos” è proprio il comportamento. Perciò ethicá (neutro plurale) sono le azioni, le situazioni che riguardano il comportamento. Oggi però – se sembra anche a voi – morale è più usato per indicare i comportamenti reali, mentre etica è più usato per indicare la disciplina, lo studio, quella parte di filosofia che ha per oggetto “il giusto” cioè il problema morale. Forse ci siamo allineati involontariamente anche noi alla scuola che vuole che la filosofia (la ricerca speculativa) ci viene da Atene e l’attività pratica (il diritto) ci viene da Roma? Ma oggi un’altra disciplina studia i comportamenti, e di uomini e di animali: quei comportamenti – diciamo, per intenderci – automatici, cioè che non sono originati da finalità deliberate e perciò non soggetti a giudizi morali; e si chiama etologia. Resta il dilemma: politica o morale, quale delle due viene prima? Ieri siamo inciampati su economia ed ecologia. Oggi rischiamo di scivolare su politica e morale (o etica, se preferite). Non etologia: quella riguarda più gli animali.
Luigi Casale”.

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domenica 7 agosto 2011 (Luigi Casale)

A proposito di Cassarmonica… ci scrive il prof. Luigi Casale:
“Prendete tutti i cori delle scuole, tutti i gruppi musicali (i complessi), le compagnie di canto popolare, le bande, i cultori del bel canto, gli alunni dei conservatori, le corali liturgiche, le vecchiette della marina, le contadinelle di Varano, i militari, il CAI con i suoi canti di montagna, ecc. ecc. e programmate un mese di manifestazioni pubbliche (tutto gratis: poi vedrete se il Comune penserà di concedervi un contributo di incoraggiamento). Non costa niente e si fa subito.
Per un mese intero, ogni sera dalle otto alle nove un’ora di intrattenimento sulla Cassa armonica (più un paio d’ore per le prove e gli allestimenti) e vedrete come si valorizza il monumento.
I cittadini saranno contenti, il turismo si rilancia, e nello stesso tempo vivono anche i tarallari … e i borseggiatori. E se vi diranno che la Cassa è inagibile, almeno i cori (quelli che non usano strumentazioni elettriche) potranno esibirsi sui giardinetti o lungo la passeggiata dell’arenile.
Luigi Casale”.

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sabato 6 agosto 2011 (Gigi Nocera)

L’accorato messaggio dello stabiese Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, il “grido di dolore” lanciato nei giorni scorsi dall’amico Enzo Cesarano non è niente altro che uno schiaffo in faccia a moltissimi stabiesi. Quelli la cui filosofia di vita (quella degli ignavi) è contenuta nella frase “Ma ‘a mme chi mmò fa fà! Che è dda mia Castiellammare!?” – A costoro mi permetto di dire che si! “Castiellammare è pure da toia!”- Noi abbiamo avuto la fortuna di nascere in una città che per tradizione, storia, bellezza non ha nulla da invidiare ad altri luoghi esageratamente decantati. Amici stabiesi, quando avete un poco di tempo disponibile recatevi in fondo al Corso Garibaldi. E da lì ammirate l’incantevole paesaggio che si presenta ai vostri occhi: a sinistra l’austero Faito che ci fa da guardiaspalle. Alle sue falde si esalta il maestoso il Castello- Poi la Madonna della libera e volgendo lo sguardo in giù, il glorioso Cantiere e poi quel mare, quella spiaggia, quella Cassa Armonica! Dove mai si può trovare una così perfetta armonia (è il caso di dire) di luce e di colori? E noi che possediamo questo tesoro lo vogliamo sperperare? Buttarlo via? La Cassa Armonica! Perchè non ospita più quei concerti di musica operistica che un tempo attiravano turisti da molte località meridionali? In uno dei miei ricordi pubblicato qualche tempo fa dal Libero Ricercatore descrivevo questi eventi che si svolgevano in Villa, il salotto di Castellammare. Amici stabiesi andate a rileggerlo, rivivrete quella atmosfera che i nostri padri hanno (e anche qualcuno di noi) respirato in quei tempi difficili e felici allo stesso tempo.
Io che non sono un nostalgico, ma che, malgrado tutto, ho lo sguardo rivolto al futuro, quando ritorno in questa mia bellissima città vado sovente al fondo di Corso Garibaldi e mi riempio gli occhi di quel magico paesaggio che alla fine sfuoca sulla amica e confidenziale sagoma della Cassa Armonica. Miei amici e fratelli castelluonici, qualche volta andateci anche voi là in fondo al Corso e vi sorprenderete a dirvi: QUANTA E’ BELLA CASTIELLAMMARE!

Gigi Nocera”.

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venerdì 5 agosto 2011 (Antonio Cimmino)

Un breve commento del carissimo Antonio Cimmino:
“A proposito della cassa armonica, Nando con il suo pamphlet ha sintetizzato il fallimento della classe politica stabiese. Il suo “Quante volte?” vuole anche scuotere l’apatia in cui ci crogioliamo noi cittadini che abbiamo perso anche la capacità di indignarci. Bravo Nando! Speriamo che alla tua voce isolata, se ne aggiungano altre per farci finalmente uscire dalla nostra colpevole indifferenza verso i problemi che affliggono la nostra città.
Antonio Cimmino”.

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giovedì 28 luglio 2011 (Silvano Cannavacciuolo)

Silvano Cannavacciuolo da Boston, ringrazia liberoricercatore nella persona di Gaetano Fontana, che in seguito alla corrispondenza intrattenuta, ha avuto il gentilissimo pensiero di inviargli il nostro secondo quaderno “Gli anni ’30 a Castellammare – vol. II” di Gigi Nocera, il libro dal titolo “Il 1943 a Castellammare di Stabia” del dott. prof. Antonio Vozza ed una foto con gli autografi dei fratelli Abbagnale e del timoniere Di Capua:
“Carissimo Gaetano, aver pensato di mandarmi quei due libri è stata davvero un’idea fantastica da parte tua! Non ho parole per ringraziarti del gentilissimo pensiero, per il quale hai dovuto, oltretutto, sostenere anche le relative spese di spedizione. Ritrovarmi la sorpresa del pacchetto con il contenuto dei due libri nella mia cassetta della posta, è stata una bella emozione. Era un qualcosa che avrei voluto avere sin da quando dal Libero ricercatore venni a conoscenza della pubblicazione di questi due libri per me molto interessanti. Ma vorrei anche ringraziarti caramente per il tuo pensiero della foto con dedica a me indirizzata dai F.lli Abbagnale, orgoglio dello sport stabiese, la cui notorietà ricordo sempre… perché ritengo che il canottaggio Stabiese è una fratellanza immensurabile. Io e il mio grande amico Gianni Ferraro, una volta portiere della Juve Stabia, fummo brevemente presentati ai fratelli Abbagnale nel Circolo Nautico durante una mia visita di ritorno da Boston, da Pasquale Gaeta, allora presidente del circolo ed anche una volta sul mio equipaggio ‘quattro con’ in una regata a Salerno. Senza falsa retorica, lascia che ti dica che per me anche questo è stato una forte emozione per i tanti ricordi che improvvisamente mi sono passati per la mente. Li ringrazio tutti e tre, per il tuo tramite, con il cuore ricolmo di esultanza. Avrei tanto piacere se tu un giorno potessi spingerti sin qui negli Usa per trascorrere qualche giorno assieme per darmi l’opportunità di ricambiare la tua gentilezza avuta nei miei confronti. A risentirci e intanto ti saluto cordialmente.
A big hello` to your wonderful grandmother. Con affetto, Silvano”.

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sabato 23 luglio 2011 (Silvano Cannavacciuolo)

Ci scrive Silvano Cannavacciuolo da Boston:
“Carissimo Maurizio, con immenso piacere ti scrivo questa missiva dopo che (grazie a te e all’amico Gaetano Fontana), ho potuto rintracciare il caro Beppe Cuomo che abita in Florida. Beppe mi ha scritto una e-mail, e poi si è fatto sentire al telefono qualche giorno dopo. Per entrambi è stato un tuffo nel passato, Beppe mi ha fatto ricordare che noi due ci allenavamo insieme nel hangar imbarcazioni del Circolo Nautico, dove c’erano gli anelli ed altri attrezzi di ginnastica che utilizzavamo noi canottieri. Mi ha poi detto che suo fratello, Enzo Cuomo… nostro allenatore dell’equipaggio Pattison di quel tempo, si è ricordato di me. E` stato veramente una bella cosa ritrovarci per parlare della nostra bella Castellammare e della nostra gioventù fuggita via. Beppe verrà a Boston per rivedersi con me prossimamente. Grazie mille per il tuo aiuto nel facilitare questo incontro.
Un abbraccio, Silvano Cannavacciuolo”.

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lunedì 18 luglio 2011 (Luigi Casale)

Integrazione alla lettura dell’immagine del Rosario della Caperrina:
“Caro Maurizio, vorrei ritornare sull’immagine della Madonna del Rosario riprodotta sul murale in maiolica di salita Santa Croce alla Caperrina. Per segnalare un particolare del quadro, che per mia grave disattenzione mi era sfuggito.
Nella descrizione precedente, mi ero soffermato su alcuni simboli che caratterizzano la figura di S. Vincenzo Ferreri (la più ricca di elementi identificativi). Questi simboli sono ricavati dalla letteratura agiografica (racconti delle vite dei santi). Ora nelle rappresentazioni della Madonna del Rosario, spesso ricorrono alcuni particolari, come: coppia di angeli che depongono una corona di regina sulla testa della Madonna (qui la Madonna risulta già incoronata; come pure il Bambino); angioletti che lasciano cadere una pioggia di rose (le grazie richieste dai devoti?), qui raggruppate in un mazzettino nelle mani della Madre e del Figlio; un libro dalla parte di s. Domenico (la dottrina), qui mancante; il giglio dalla parte di s. Caterina, qui mancante. Dalla presenza di questi indizi si potrebbe risalire al modello iconografico d’ispirazione dell’opera, se non addirittura all’ambiente culturale in cui essa fu concepita ( e di conseguenza alla data di produzione). Come si vede, la maggior parte di questi simboli mancano nel quadro della Caperrina, non certo a causa della tecnica di esecuzione (la ceramica, il cotto). Ma perché l’artista autore di questa opera non li ha ancora incontrati nei modelli a lui noti. Tuttavia, però, egli ne ha riportato un altro del tutto originale, che certamente avrà visto nel suo modello (e che a me – distratto come sono – era sfuggito nel fare la descrizione precedente).
Se si fa attenzione , ai piedi di s. Domenico si nota un piccolo cane con una fiaccola in bocca. (Un’immagine simile l’avevo vista già in Francia e in Alto Adige. Ti allego quella della Francia. Si tratta della vetrata della cappella laterale della chiesa dei Carmelitani di Clermont-Ferrand. La cappellina è dedicata alla Madonna del Rosario [XVIII sec.], per cui anche la vetrata s’intona al tema).
Passiamo alla lettura del particolare. Il cane è l’ordine dei Domenicani (“Domini-cani” [dativo]= il cane del Signore). E’ fedele e fa la guardia alla Casa del Signore, la Chiesa: rappresenta cioè la difesa della fede e Ia santa inquisizione, operate dai Domenicani. La fiaccola è la parola di Dio (i Domenicani sono i “predicatori” per eccellenza) che infiamma il mondo.
La cosa interessante è constatare come questi simboli affiorano in opere distanti nel tempo e nello spazio (mentre a noi molto spesso sfugge il loro significato). Luigi”.

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martedì 12 luglio 2011 (Luigi Casale)

Lettera a Gigi:
“Caro Gigi, complimenti e onore a te, per la presentazione della seconda raccolta dei tuoi racconti. Mi associo alla compagnia e, lieto, partecipo ai festeggiamenti. Per i molti? … i pochi? … tutto è relativo! … anni accantonati. I tuoi, preziosi di esperienza e di ricordi; quelli del liberoricercatore.it, piccoli germogli di speranza. Proprio per questo, in omaggio a te e al liberoricercatore stamattina ho voluto leggermi il tuo scritto: Confidenze… familiari.
E mi sono chiesto: Ma perché chiama in causa proprio me per dirimere una questione di “analisi sociologica”?
Tu dici, perché sarei istruito. (Su questo punto ti dedicherò una delle prossime voci nella rubrica “pillole di cultura”). Siamo quasi tutti pensionati, almeno quelli fino alla classe ’46; o “emeriti” – come si dice – di fronte al personale della nostra rispettiva categoria ancora in attività si servizio. Ma ciò, in ogni caso, non sminuisce la condizione di dignità e di rispetto.
E’ vero, in altri tempi sono stato professore. Ma, in altri tempi. Ora, perché non mi chiamate (voi tutti – è un plurale!) “Luigi” come fa Maurizio? E cominciano a fare anche gli altri? Vedi in Francia! Sono tutti o “Monsieur” o “Madame”.
Visto però che ti aspetti anche da me una “precisazione”, proverò a risponderti.
Anch’io ho avuto dei nonni, in tutto quattro. Quelli paterni non ho fatto in tempo a conoscerli. Di quelli materni ricordo poco, ma abbastanza per coglierne tratti di personalità. Non credo che si dessero del voi. Anzi si chiamavano addirittura con appellativi come “bella figliò” e “nennella”. Ma anche il : “…portami le scarpe!” non sarebbe stato degradante. Né il “… che vulite mangià, stasera?”, un indice di sottomissione. Quando c’era l’amore, ….
Il fatto stesso che si raggiungesse insieme la vecchiaia e, una volta vecchi, spesso si morisse a distanza di due giorni l’uno dall’altro, la dice lunga sui rapporti coniugali. Il resto fa parte del costume e delle mentalità; cose che cambiano di epoca in epoca. Con questo non voglio dire che non sia esistito il “maschilismo”. Né però mi convincerete tanto facilmente che esso sia superato. “Ogni mondo è paese” si dice. Mia madre diceva “Mondo era e mondo è”, per dire che l’uomo, alla fin fine, non cambia. Da qui la necessità di acuire intuito e intelligenza. Sviluppare l’autonoma capacità di giudizio. E tentare l’avventura … della ricerca. Ma di che cosa? Stavo per dire: la verità. Intanto mi accontento di dire: la libertà. Cioè l’autodeterminazione razionale. La promozione.
Quanto ai tuoi nonni Catella e Luigi, da come li presenti, ferme restando la caratterizzazione dei ruoli e un certa standardizzazione dovuta alle convenzioni sociali dell’epoca, mi pare che il personaggio più forte fosse proprio nonna Catella. E che nonno Luigi, nonostante i suoi modi sbrigativi fosse profondamente buono. Se poi dici che era il contrario, … non per questo siamo tenuti a generalizzare. Potrebbero costituire un caso isolato.
Con affetto e … ad maiora. Luigi”.

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giovedì 7 luglio 2011 (Ferdinando Fontanella)

Una breve missiva del naturalista Nando Fontanella:
“Caro Maurizio, ho partecipato alla manifestazione “E mò pedala”. Un vero successo per partecipazione e buone intenzioni!
Son rimasto favorevolmente colpito dalla bontà di tutti quei ragazzi, l’unica vera speranza per un futuro migliore per la città, la provincia, la regione, la nazione, il continente e infine il mondo intero! La presente solo per sottolineare che qui a Castellammare qualcosa di buono si sta facendo, “Gli amici della Filangieri” sono davvero una bella associazione!
Un abbraccio. Nando”.

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mercoledì 6 luglio 2011 (Luigi Casale)

Ci scrive il prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, a conclusione delle cure termali (di tutto c’è la fine!) è giunto il momento di ripartire da Castellammare. A breve avrò cura di inviarti una serie di foto che insieme a tante altre ho ripreso durante il mio soggiorno stabiese. Le altre seguiranno. A scandire i lunghi giorni dell’inverno e il ritmo della nostra
comunicazione. Come l’anno scorso, ho fatto tante foto, ma mi son rifiutato di fotografare gli immensi cumuli di immondizia (per dignità e rispetto) e i festoni (un altro scempio) per la riconquistata serie B da parte dello Stabia. Tuttavia, forse, qualcosa apparirà nelle mie foto, ma – ti assicuro – è stato tutto involontario. L’unico scopo era riprendere la città e la sua vita…
Ti auguro ogni successo col tuo – e di riflesso anche nostro – liberoricercatore.
Luigi”.

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lunedì 4 luglio 2011 (Gigi Nocera)

La lettera di indignazione dello stabiese Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, ha ragione il caro Antonio Orazzo: questa è una città che sta morendo anche perchè ai suoi abitanti manca il coraggio di INDIGNARSI. Di ribellarsi. L’espressione “ma a mme cchi mo fa fà” si è impadronito dell’animo di molti cittadini, ecco perchè siamo in questo stato. Quei buzzurri cafoni dei leghisti ce ne dicono di tutti i colori e noi come reagiamo”Và bbuò n’he dà aurienzio!”.
Stabiesi, napoletani, campani INDIGNATEVI; RIBELLATEVI, non arrendetevi: “Chi se fa pecora ‘o lupo s’ha magna!”.
Il caro Orazzo e tutti i miei cari amici stabiesi spero di incontrarli domenica prossima, durante la mia scappata a Castellammare.
Gigi Nocera”.

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lunedì 4 luglio 2011 (Antonio Orazzo)

Un nuovo messaggio di Antonio Orazzo presidente della UNITRE di Castellammare:
“Chiedo scusa, nel vedere ieri e stamane tanti incendi dell’immondizia a C/mare, ho dimenticato di accludere la lettera inviata alle autorità.
Cordialmente, Antonio Orazzo”.

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domenica 3 luglio 2011 (Antonio Orazzo)

Il messaggio di Antonio Orazzo presidente della UNITRE di Castellammare:
“Stiamo vivendo il peggiore periodo da quando C/mare di Stabia è diventata città. Dobbiamo agire, anche subito o scappare dalla nostra città visto che, secondo indagini, a causa delle immondizie, della diossina che circola nell’aria e delle polveri sottili dovute ai roghi continui, i nostri figli vivranno menomati. Fra 10 anni vedremo le prime conseguenze.
Cordialmente, Antonio Orazzo”.

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martedì 28 giugno 2011 (Gennaro Lambiase)

Il messaggio di Gennaro Lambiase:
“Grazie Maurizio, gentilissimo… continuate così che mi state facendo scoprire cose uniche al mondo, un abbraccio fortissimo a tutto lo staff.
Gennaro Lambiase”.

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lunedì 27 giugno 2011 (Vincenzo Di Martino)

La gradita missiva di Vincenzo Di Martino:
“Egregio dr. CUOMO, volevo ringraziare Lei e tutta la redazione di Libero Ricercatore, per la pubblicazione del video di mia figlia Daniela, nell’interpretazione della coreografia che ha coronato il suo ed il nostro sogno di verderLa laureata con il massimo dei voti all’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Spero che altri successi possano presto dimostrare le sue doti artistiche, e che Lei, qualora ciò avvenisse, possa dedicare ancora un piccolo spazio.
Ancora grazie per la Sua squisita sensibilità. Enzo Di Martino”.

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domenica 26 giugno 2011 (Beppe Cuomo)

Una nuova missiva del carissimo Beppe Cuomo dalla Florida:
“La foto che a suo tempo inviai con Gegé Di Giacomo fu scattata appunto al laghetto dei Cigni, quando venni a Castellammare con l’orchestra di Riccardo Rauchi, sassofonista con Renato Carosone. Ricordo che l’appalto del bar era stato dato a Catello Tolino (buonanima): un mese di agosto meraviglioso del 1967, se la memoria non mi tradisce, la seconda orchestra dopo di noi era un gruppo locale denominato ‘I Germani’. Spero che il laghetto e con esso le Terme tutte vengano restituite agli antichi splendori (rif.: “Avvisi”: post di martedì 7 giugno 2011), ma è un chiedere troppo…
Un abbraccio, Beppe Cuomo”.

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martedì 21 giugno 2011 (Beppe Cuomo)

Ci scrive il carissimo Beppe Cuomo dalla Florida:
“Caro libero ricercatore, tutto il giorno, domenica 19 giugno (festa del padre qua in America), non ho fatto altro che pensare alla Juve Stabia in serie B e mi tornava alla mente il vecchio Stabia di 60 anni fa dello spareggio a Firenze col Foggia (arbitro un certo… Agnolin). Avevo 11 anni e, abitando all’inizio in via Nocera, ricordo le carrozzelle che sfrecciavano verso lo stadio, dove aprivano le porte negli ultimi dieci minuti e lasciavano entrare le persone che erano rimaste fuori. Incontrammo la Roma, il Genoa ed altre grandi squadre (in particolare uno zero a zero con la Roma), ma il sogno della B durò un solo anno e fu la fine del glorioso Stabia. Ma da oggi basta con i ricordi: sono orgoglioso di essere Stabiese ed auguro a tutti un meraviglioso Campionato. Forza JUVE STABIA!!!
Beppe Cuomo dalla Florida.

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lunedì 20 giugno 2011 (Luigi Casale)

Juve Stabia: Le riflessioni del carissimo Luigi Casale:
“Caro Maurizio, a te l’onore e il merito di aver stilato, il pomeriggio di domenica 19 giugno 2011, un editoriale tempestivo, opportuno e pertinente. Che fisserà la storica data. Ieri è capitato anche a me di aver visto in televisione un pezzo della partita Atletico Roma – Juve Stabia. Grazie anche alle informazioni che opportunamente passano sul sito, nella rubrica “Stabiaeventi” (agenda on-line). Forse, se non l’avessi letto, neppure mi sarebbe capitato di assistere allo spezzone conclusivo di un evento che ha coronato un ciclo di lavoro, di passione, di impegno, che – come tu dici – ha visto coinvolta tutta la città ripagandola di altre sofferenze.
Partecipare alla letizia generale è stato per me un onore e una gioia, pur essendo io per natura e per cultura abbastanza distaccato dalle manifestazioni sportive, in particolare quelle del calcio. Né tifoso, né competente. Degli avvenimenti sportivi mi piace la cronaca, la storia, e quel tanto di umanità che è possibile riconoscervi. Ieri, per esempio, ho visto una squadra volitiva, ma lealmente sportiva; sicura nella conduzione del gioco, ma disposta ad accettare qualsiasi verdetto; umile – come ripetutamente hanno sottolineato i telecronisti – ma orgogliosa, e – cosa molto importante – sempre rispettosa dei concorrenti.
E anche la festa dei tifosi è stata composta e luminosa. La posta in gioco era importante: la promozione. Promozione che è arrivata, sì, con la partita di ieri, ma che è stata costruita partendo da lontano. Credo – pur non conoscendo tutti i particolari della vicenda calcistica stabiese – credo da quando si è allargata la base della partecipazione, della condivisione, ma soprattutto della consapevolezza e del consenso tra operatori, sportivi, tifosi, amatori, simpatizzanti, cittadini.
Perciò questa “promozione”, merito di tutta la cittadinanza, dev’essere assunta come emblema di una promozione più generalizzata, nella quale tutti indistintamente possano sentirsi bene perché realizzati, soddisfatti e rispettati per aver saputo rispettare, e dove si rifugga dal far torto, ledere o mortificare chicchessia.
Ecco, detto questo, voglio partecipare anch’io al gioco del “Sei stabiese”.
“Sei stabiese se… fai della promozione la ragione della tua vita”. Luigi.

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lunedì 20 giugno 2011 (Giuseppe Zingone)

La missiva di augurio di Giuseppe Zingone da Ladispoli:
“Caro Maurizio, auguro alla Juve Stabia tante future vittorie in serie B, un ringraziamento a tutta la Dirigenza, all’allenatore ed a tutta la squadra.
Speriamo che i tifosi e la Città rispondano sempre in maniera civile all’impegno cui andranno incontro il prossimo anno.
Un abbraccio, Giuseppe Zingone”.

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venerdì 17 giugno 2011 (CPS Castellammare)

L’iniziativa del Comitato per l’acqua di Castellammare in ricordo di Don Gennarino Somma:
“Carissimi, in seguito al risultato del referendum sull’acqua, il Comitato per l’acqua di Castellammare ha organizzato un momento di saluto e di ringraziamento a don Gennaro, come segno per tutto l’impegno da lui profuso per l’acqua, bene comune.
L’appuntamento è per sabato 18 giugno alle ore 9.30 davanti al cimitero nuovo di Castellammare di Stabia; da lì ci si recherà sulla tomba di don Gennaro.
Ci auguriamo di trovarci numerosi per portare il nostro saluto e il nostro ricordo.

CPS – Comunità Promozione e Sviluppo
Via S. Vincenzo, 15 – 80053 Castellammare di Stabia (NA)
tel. 081-8704180 – fax 081-8704180
e-mail: info@cps-ong.it – sito: www.cps-ong.it”.

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mercoledì 15 giugno 2011 (Silvano Cannavacciuolo)

La gradita missiva di Silvano Cannavacciuolo da Boston (U.S.A.):
“Carissimo Maurizio, chi ti scrive è Silvano Cannavacciuolo da Boston Massachusetts. Non so se anche questa richiesta è alla tua portata… ma negli anni cinquanta quando io facevo il canottiere al Circolo Nautico avevo conosciuto una persona molto simpatica, anche lui un ex canottiere. Un certo Mario Siano [non son sicuro dello spelling]… che a quel tempo usciva sempre con la sua barca a vela. Lui aveva una bellissima fidanzata, bionda, che abitava nel palazzo di fronte al circolo, verso la Cattedrale. Lei suonava il pianoforte al Circolo, ed era molto brava. Mario era un giovanotto molto affabile sempre con un sorriso per tutti. Vorrei sapere, se è possibile, se è ancora in giro e dove posso contattarlo. Mille grazie Maurizio. Volevo anche farti sapere che il mio carissimo amico Esposito Sansone Dante [che sei riuscito a rintracciare a Riccione e con il quale mi hai messo nuovamente in contatto], ci sentiamo per telefono ogni due settimane. Spero tutto bene con te e famiglia.
Sinceramente, Silvano Cannavacciuolo”.

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sabato 11 giugno 2011 (Angelo Del Gaudio)

Stabiae dimenticata…: la missiva del dott. Angelo Del Gaudio:
“Caro Maurizio, ho letto con angoscia l’ulteriore schiaffo dato alla nostra città con l’esclusione dagli interventi a favore dei suoi siti culturali quali gli scavi di Varano e la Reggia di Quisisana. Una volta si diceva che delle tre città distrutte dal Vesuvio, Stabia, Ercolano e Pompei, era stata privilegiata quest’ultima perchè bastava e avanzava come testimonianza storica dell’habitat dei Romani. Si faceva a meno di scavare a Stabia ed Ercolano ( che si dice abbia sommersa una delle più ricche biblioteche dell’antichità?!) perchè altrimenti avrebbero dovuto abbattere le costruzioni delle due città fino a cancellarle dai loro siti. Sarà anche vero, ma adesso che Stabia ha quel che resta delle ville romane sul Varano ( cioè quel che resta del saccheggio dei tombaroli, molti ed agguerriti – e ne ho conosciuto alcuni veri professionisti nell’individuare nelle campagne sotto un certo strato di lapillo antiche dimore – ) sarebbe opportuno intervenire perchè si conservi quantomeno un così prezioso patrimonio culturale, vanto di una città all’avanguardia della civiltà romana. Castellammare ha validi onorevoli, culturalmente preparati, dell’uno e l’altro schieramento, che dovrebbero essere seriamente incalzati perchè facciano sentire la loro voce autorevole presso le istituzioni di competenza. Inutile manifestare e gridare se poi tutto finisce come diceva il Carducci ” eco di tromba che si perde a valle “. Si faccia una mobilitazione generale, anche degli stabiesi lontani dalla città, perchè sostengano e facciano sentire alta la voce di questi loro rappresentanti presso le istituzioni. Spero di aver solo sussurrato un’idea senza scopo di polemica.
Cordialità. dr. Angelo Del Gaudio”.

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giovedì 9 giugno 2011 (Luigi Casale)

In vista del Referendum, una “precisazione” del prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, permettimi di ringraziarti per la cortesia e per la pazienza che hai con me. Non è la prima vota che dopo averti mandato i pezzi (le pillole letterarie) sono costretto a richiamare per pregarti di correggere qualche mia svista (refuso di stampa). Spesso è veramente colpa mia: per sbadataggine o eccessiva superficialità. Ma questa volta vorrei scusarmi perché credo di avere scoperto un attenuante. Il motivo che adduco non è pretestuoso, una classica “scusa”, per cercare di vedere ridotte le mie colpe; ma una difficoltà reale. Per questo motivo ho preferito scriverti questa lettera alla Redazione. Per esprimere il mio disagio anche a quei lettori affezionati che mi leggono con interesse e con piacere. Che rispetto, stimo, e pubblicamente ringrazio per l’interesse e la comprensione.
Ma questa volta, “l’errore”, si sarebbe potuto fare a meno di correggerlo. Tuttavia, nel rispetto dei lettori, voglio fare ugualmente la precisazione.
Nella nuova pillola, “‘a ciòrta”, compare l’espressione: “fortuna seconda”. Ero sicuro di avere scritto “secunda”. Allora sono andato a rileggere il testo originale e mi sono accorto che riportava proprio “seconda”, come risulta sul sito. Ho provveduto subito alla correzione della mia copia; almeno per mantenere una memoria d’archivio che non mi lasciasse incertezze in futuro. Ebbene, sai che mi ha fatto il mio elaboratore? In un momento di mia distrazione, appena ho digitato lo spazio alla fine della parola, di sua iniziativa, mi ha corretto “secunda” in “seconda”. Ancora una volta! La cosa in sé non è grave; ma finalmente ho capito l’origine di certi miei errori ortografici. Non di tutti, naturalmente. Ma solo di quelle parole che il correttore automatico, non essendo tarato per la lingua latina, mi corregge di sua iniziativa.
E con questo chiedo scusa agli affezionatissimi lettori, ai quali -per farmi perdonare- dedico questa postilla (aggiunta: ‘a jonta) alla già citata pillola.
Fortuna, come dicevo, è la sorte; cioè, fondamentalmente, il caso. Per cui essa non implica necessariamente, come succede a noi parlanti moderni, un qualcosa di favorevole, di positivo. Per lo stesso motivo i Romani dicevano “fortuna secunda” o “fortuna adversa” per distinguere la fortuna buona da quella cattiva.
“Secunda” significa, infatti “che segue, seguente”; cioè che ci viene da dietro, e quindi ci spinge in avanti. Pensate al verbo “assecondare” (= guidare il movimento spingendo da dietro). Mentre “adversa” è contraria: cioè (da “ad + versus”) che ci viene incontro girata verso di noi, perciò si oppone al nostro movimento. Ci frena, se non – addirittura – ci respinge. Buona giornata a tutti. E buona fortuna!
E mi raccomando: “Tutti a votare domenica!”. Se ci stanno a cuore la nostra sorte e – insieme – la nostra fortuna. Che sia “secunda”!
Luigi”.

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mercoledì 8 giugno 2011 (Angelo Del Gaudio)

Solidarietà agli operai: ancora una missiva del dott. Angelo Del Gaudio:
“Domenica lo dicevo “in fondo al tunnel c’è sempre la luce” e finalmente appare tenue il filo della speranza che ancora una volta Stabia, il suo Cantiere e la sua gente risorgeranno… post fata resurgo … mai profezia fu più idonea!
Forza amici operai della Fincantieri, parva favilla gran fiamma seconda.
Angelo”.

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lunedì 6 giugno 2011 (Bonuccio Gatti)

Il messaggio del carissimo Bonuccio Gatti:
“Carissimo Maurizio, nella certezza che sul tuo Pregiatissimo, nonché Nobilissimo Portale, in questi giorni, troverai tempo per sensibilizzare a votare SI al prossimo referendum contro la privatizzazione dell’acqua, saluto te e tutti i tuoi graditi lettori in questo modo: “Acquaiuò’ ll’acqua è fresca? Manc”a neve!” Nella speranza che sarà questo il grido di riscossa della “Città delle acque” che viene “privata”, perchè “privatizzata”, della sua risorsa più grande e più importante: l’acqua!
Cordialmente, Bonuccio Gatti”.

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sabato 4 giugno 2011 (Luigi Casale)

Solidarietà agli operai: la missiva del prof. Luigi Casale:
“Il Cantiere non chiude! Finalmente stamattina un bella notizia anche per Castellammare. Ma perché si è dovuto arrivare fino a tanto?
Mentre cercheremo di capirlo, continueremo a restare vigili. E’ questo, infatti, il momento di maggiore attenzione.
Poi, recuperata una non illusoria serenità, continueremo ad approfondire la riflessione per capire. E’ importante.
Così non solo rammarico e disperazione, ma idee e proposte animeranno i nostri discorsi (anche nelle lettere alla Redazione), frutto di impegno e senso civico. Per la formazione di una vera coscienza di solidarietà.
Che continuino le lettere e i contributi personali, perché adesso più che mai c’è bisogno di incoraggiamento e di amicizia. Ora possiamo riprendere il canto: “Stringiamoci a coorte…” .
Luigi”.

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giovedì 2 giugno 2011 (Umberto Verdoliva)

Ci scrive lo stabiese Umberto Verdoliva (al quale facciamo i nostri complimenti):
“Ciao Maurizio, spero tu stia bene è da parecchio che non ci sentiamo. A te vanno sempre i miei complimenti per l’impegno e il lavoro che fai per Castellammare di Stabia. Per chi come me è lontano, il tuo portale è fonte di forti emozioni.
Volevo metterti al corrente di questo mio lavoro fotografico, pubblicato su varie riviste di fotografia e per ultimo, giorni fa, su repubblica.it ( visualizza la pagina ).
Spero un giorno di poter fare una mostra a Castellammare e magari liberoricercatore a farmi da supporto, sarebbe molto bello far conoscere la “fotografia” anche nella mia città, è una forma d’arte poco praticata dagli stabiesi e promuoverla per me sarebbe un onore.
Ciao. Umberto Verdoliva”.

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martedì 31 maggio 2011 (Francesca Tramparulo)

La gradita missiva della carissima Francesca Tramparulo:
“Carissimi amici di L.R., vi sono profondamente grata dell’aiuto offertomi in tutti questi mesi in cui ho elaborato la mia tesi di laurea intitolata – STABIA E IL SUO TERRITORIO NEL MEDIOEVO – Devo in modo particolare dire grazie a Maurizio Cuomo perché con il sito da lui creato, mi ha fatto conoscere persone studiose, ma soprattutto amanti della nostra bella città che mi hanno contagiata con l’amore per la ricerca continua sui fasti della nostra gloriosa Stabia.
Ringrazio la prof.ssa Gelda Vollono, Lino Di Capua, Gaetano Fontana, il dott. Giuseppe Plaitano, il maestro di vita Gigi Nocera e Corrado Di Martino.
Abbraccio tutti perché dopo la mia famiglia siete le persone a cui ho dedicato il mio lavoro, che, naturalmente metto a disposizione degli amici di Libero Ricercatore.
Un saluto e un grande abbraccio virtuale.
Francesca Tramparulo”.

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domenica 29 maggio 2011  (Angelo Del Gaudio)

Solidarietà agli operai: l’accorata missiva del dott. Angelo Del Gaudio:
“Caro Maurizio, ti avevo già a suo tempo inviato un’accorata lettera per i cari stabiesi in sofferenza per la mancanza di lavoro, anche se in forma anonima.
Sento sempre più la rabbia dentro di me per il destino crudele di queste famiglie a disagio. L’INNOCENTE SOFFRE, MA NON PERDE MAI così diceva mia nonna.
Questi nostri concittadini che senza colpa alcuna si vedono privati di un bene primario quale il lavoro per vivere, sappiano che in fondo al tunnel c’è sempre la luce e primo o poi si risveglierà anche per loro la primavera della speranza.
Coraggio uomini e donne fiere di Stabia, voi che avete sempre cavalcato le avversità ritrovando la felicità smarrita, ce la farete anche questa volta. E’ la mia, la nostra, la vostra speranza.
Angelo”.

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sabato 28 maggio 2011 (Lucia Amendola)

Solidarietà agli operai: in un chiaro pensiero della prof.ssa Lucia Amendola:
“Ci stanno negando la vita: anche io sento il bisogno di dare la mia solidarietà a Castellammare in un momento che considero tragico per i diretti interessati e tristissimo per la città. Non mi arrendo a credere che possa chiudere il cantiere. Conservo gelosamente tutte le cartoline elaborate dal nostro Antonio Cimmino e penso che la sua opera di diffusione sia di un valore pregevole, anche per il grande amore che rivela per l’emblema della sua città, della nostra città. Possibile che non ci siano soluzioni? Cosa può fare ciascuno di noi? Nel mio piccolo, nelle varie presentazioni del mio libro, manifesto al pubblico il mio dolore profondo per quanto sta accadendo a Castellammare. Ringrazio tutti voi per quello che fate e sono solidale con Luigi Casale. Mai come oggi mi sento “stabiana” e mi accorgo che ci stanno togliendo tutto! Indegnamente sento di essere una delle persone cui stanno negando il lavoro, forse la vita stessa, ma spero ancora che qualcuno o qualcosa possa fermare questo meccanismo perverso e mostruoso.
Lucia Amendola”.

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venerdì 27 maggio 2011 (Luigi Casale)

Solidarietà agli operai: la missiva del prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, so che ve la passate brutta. Quanta tristezza! La vita non è facile per nessuno. “Stringiamoci a coorte …” stiamo cantando ancora in quest’anno giubilare, mentre i lavoratori vengono “giubilati”.
Noi, invece, stringiamoci a ranghi compatti e solidali, e ognuno faccia … il proprio dovere, di “persona”, di “cittadino” e di “lavoratore” (art. 3 della Costituzione), esercitando tutti gli altri diritti che la nostra Costituzione ci riconosce. Lealmente e onestamente. Non le cose che si vedono in televisione. Ci vuole rispetto, ma anche autorevolezza…
La mia visione globale del mondo e della vita considera “educazione”, “cultura”, “senso civico” e “impegno politico e sociale” come un tutt’uno, come l’aria che respiriamo. E’ l’ossigeno che ci consente di vivere, ma non possiamo respirarlo da solo (anche questa similitudine sarà una banalità!? Ma spero che mi intendiate). Coraggio! E buon lavoro … (… è il caso di aggiungere: “A tutti!”).
Luigi”.

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giovedì 26 maggio 2011 (Gaetano Fontana)

Un’accorata lettera di Gaetano Fontana:
“Caro Maurizio, vorrei aggiungere alla rubrica “modi di dire” una frase molto usata dai nostri concittadini tanto che, si potrebbe elevarla addirittura a motto cittadino.
Il modo di dire in questione è: “Che tengo ‘a verè”. Della chiusura del cantiere tutti gli stabiesi oggi hanno qualcosa “’a verè”. Il cantiere rappresenta il fulcro dell’economia cittadina. Se chiude saltano i già precari equilibri economici e sociali. Personalmente non riesco ad immaginare cosa potrebbe succedere. Pertanto invito tutti gli stabiesi ad essere solidali con lo sciopero degli operai ed invito questi ultimi a scioperare con dignità e pacificamente (ricordando loro che basta poco a passare dalla ragione al torto). Una volta il lavoro al cantiere si trasmetteva di padre in figlio, capitava che nello stesso periodo vi lavorassero tre generazioni della stessa famiglia. Tutti gli operai avevano qualcosa “a verè” perché il cantiere assicurava il lavoro a loro ed alle generazioni future. Penso che sia uno dei momenti più difficili per la nostra città comportiamoci TUTTI di conseguenza. Mettiamoci Tutti un poco del Proprio. Vorrei infine dare uno spunto. Quando tutta questa storia sarà risolta per il meglio, perché non cambiamo il nostro motto cittadino “Post Fata Resurgo” che non mi è mai piaciuto in quanto ha un non so che di malaugurante (forse sarà la parola “Fata”) in “TENGO ‘A VERE’”?
A presto. Gaetano”.

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lunedì 16 maggio 2011 (Gigi Nocera)

Gigi Nocera si complimenta con il dott. Plaitano:
“Caro Maurizio, ho appena letto della eruzione del Vesuvio del 1631 e la storia del SS. Crocifisso apparso sulle onde del mare di Castellammare. Pur se dettagliato questo racconto è tutt’altro che arido e freddo; anzi, ti rende partecipe dello stato d’animo di quei nostri concittadini che poco meno di 4 secoli fa vissero quel dramma e quelle emozioni. E ciò, secondo me, è dovuto alla magistrale ed emozionante descrizione che ne fa l’autore: il Dott. Giuseppe Plaitano, cultore ed amante della storia di questa bella e sfortunata città. Quanti nostri concittadini conoscevano in dettaglio i fatti descritti? Credo pochi, ed io fra essi. Quindi ripeto l’invito che feci la volta scorsa: chi è in possesso di conoscenze storiche o tradizionali relative alla nostra Castellammare le porti a conoscenza del maggior numero di cittadini attraverso il Libero Ricercatore; avranno la gratitudine degli stabiesi amanti della loro terra.
Gigi Nocera”.

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domenica 15 maggio 2011 (Antonello Ferraro)

Ci scrive il carissimo Antonello Ferraro:
“Ciao Maurizio, voglio farti i complimenti per questa nuova veste che hai fatto indossare al sito. La pagina iniziale ha acquistato molto.
Abbracci Antonello”.

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sabato 14 maggio 2011 (Cira Ambrosio)

Ci scrive la signora Cira Ambrosio:
“Ringrazio voi di libero ricercatore e il signor Frank Avallone… che nella pagina “Giganti stabiesi”, cita il mio bisnonno Catello “Cinciniello”… e posso confermare dai racconti di mio padre che è tutto vero ciò che è stato scritto… RE MIDA vestito da povero… umiltà e generosità è ciò che distingue la nostra famiglia.
Cira Cinciniello”.

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sabato 14 maggio 2011 (Eduardo Zamino)

Ci scrive il signor Eduardo Zamino:
“Complimenti a libero ricercatore, ed elogio al grande Antonio Cimmino, davvero bella e suggestiva la storia della “Borbona”. Bravi.
Eduardo Zamino”.

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lunedì 9 maggio 2011 (Emanuela Donnarumma)

Ci scrive la laureanda Emanuela Donnarumma:
“Gentile LiberoRicercatore, sfogliando i tesori culturali che mette a disposizione dell’utenza internauta, mi sono imbattuta in quell’interessante documento che ha per oggetto l’interramento della sorgente dell’acqua rossa per le sue proprietà antifasciste. Siccome sto compilando una tesi di laurea in storia contemporanea che ha per oggetto lo studio dell’Onmi a Castellammare (ente che assisteva la maternità e l’infanzia e che divenne uno degli strumenti più validi del regime in campo di politiche demografiche), avrei pensato di inserirlo nel mio lavoro di ricerca. Le chiedo, dunque, la gentile concessione di poterlo fare e, qualora non le arrecasse fastidio, di comunicarmi eventualmente le fonti.
Con stima e apprezzamento, Emanuela Donnarumma”.

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domenica 8 maggio 2011 (Vyncent Valo)

La gradita missiva del cantante stabiese Vyncent Valo:
“Cara Redazione, vi ringrazio tanto, tantissimo per l’appoggio datomi durante le votazioni de “La compagnia delle fragole” nel contest di PopOn.it.
Se sono in finale ( visualizza classifica ) è anche merito vostro! Speriamo di stringerci le mani a breve, un saluto a voi e alla nostra città.
A prestissimo e buon lavoro! Vyncent Valo”.

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sabato 14 maggio 2011 (Eduardo Zamino)

Ci scrive il signor Eduardo Zamino:
“Complimenti a libero ricercatore, ed elogio al grande Antonio Cimmino, davvero bella e suggestiva la storia della “Borbona”. Bravi.
Eduardo Zamino”.

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martedì 3 maggio 2011 (Gigi Nocera)

Gigi Nocera plaude ai contributi storici di Plaitano & Fontana:
“Caro Maurizio, ho letto con grande interesse e godimento la storia del turco Dragut, che non conoscevo. E mi son chiesto, chissà quanti altri stabiesi la conoscevano? Io penso, davvero pochi. Quindi cade a proposito il suggerimento che rivolgo al Dottor Giuseppe Plaitano (come anche il Sig. Gaetano Fontana, che mi risulta siano entrambi cultori della storia e delle tradizioni della nostra Stabia): “Vogliate mettere sempre a disposizione dei fruitori del Libero Ricercatore queste pagine, gli stabiesi ne hanno bisogno!”. Penso che il sito e l’intera collettività, ne ricaverebbero nuovo impulso ed interessamento. Un saluto e un ringraziamento a te, al Dottor Plaitano e al signor Fontana.
Gigi Nocera”.

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lunedì 25 aprile 2011 (Gioacchino Longobardi)

Il graditissimo commento lasciato da Gioacchino Longobardi sul fanclub di facebook:
“Ho appena potuto visitare la raccolta fotografica; ringrazio Libero Ricercatore per aver custodito nel tempo le memorie di una Cittá stupenda. Le foto mi hanno lasciato senza parole. Cordiali saluti dagli Stati Uniti d’America.
Gioacchino Longobardi”.

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giovedì 21 aprile 2011 (Lucia Amendola)

Ci scrive la gentilissima prof.ssa Lucia Amendola da Roma:
“Carissimo Maurizio, volevo scriverti da tanto, ma ho rimandato tra un impegno e l’altro. Ieri sera per combinazione ho visto che il nostro caro e bravo Gigi Nocera ha addirittura recitato a Castellammare. Purtroppo l’ho scoperto troppo tardi. Non mi arrivano più gli avvisi di nessun genere e non sempre apro il sito, ma come si fa a sapere in anticipo le notizie? Uso malissimo facebook. Solo ora ho un po’ più di tempo per consultarlo, ma spesso faccio pasticci. Ho visto che avete un calendario degli eventi. Mi piacerebbe a maggio/giugno fare una presentazione del mio libro a Castellammare. Mi fai sapere tu quando? Ho visto le foto nuove e il libro di Nando Fontanella. Come fare per acquistarlo? Ho tanto desiderio di riprendere i contatti con voi e chiedo scusa per il lungo silenzio. Pare che “La luna a strisce” stia avendo successo, ma solo da questo aprile lo hanno messo in vendita presso le librerie, sempre su richiesta. Ti allego un video della recensione che mi ha fatto il tg2 in questi giorni. Saluti a tutti, in particolare alla tua famiglia e a Nando e complimenti a Gigi, al quale scriverò personalmente.
Sempre con affetto, Lucia Amendola”

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mercoledì 20 aprile 2011 (Ugo Meli)

Ci scrive il carissimo Ugo Meli da Mozzate (Co):
“Ciao Maurizio, ti scrivo per darti una piccola notizia, relativa alle prime scritte sui silos (rif.: “I Magazzini Generali”). Mia mamma mi diceva che esse (se la memoria non mi abbandona) “sale e grano”, furono scritte da mio nonno Alfonso Filosa,
padre dei famosi pittori Francesco e Giacomo. Spero che questa notizia possa completare un eventuale quadro di ricordi. Vi saluto caramente.
Ugo Meli”.

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lunedì 18 aprile 2011 (Salvatore Mancino)

Ci scrive il sig. Salvatore Mancino da Torino:
“Egregio dott. Cuomo, Le scrivo dopo tanto tempo per segnalarLe ulteriori soprannomi stabiesi che, se lo riterrà opportuno, potrà inserire nel sito che Lei pregevolmente cura. Si tratta, per una curiosa coincidenza, di ben tre appellativi riferiti al nome Vincenzo e uno al nome Eduardo, e sono: Vecienzo pasta ‘e fasule, Vecienzo Zuppa ‘e latte, Vecienzo Rocelamerda e Eduardo ‘o Speretiatore.
Gli ultimi due, come vede, sono abbastanza coloriti, ma il suo sito è bello proprio perché racconta la realtà stabiese senza censure di alcun tipo. In ogni caso, mi rimetto ad una sua valutazione di opportunità. Dimenticavo. L’altra sera, visitando il mio vecchio amico nonché stabiese doc Gennaro Esposito (‘o Capemastre), in una conversazione tra vecchi sono emersi due detti che potrebbe inserire nella sezione “modi di dire”, anch’essi coloriti, ma quantomai originali.
Il primo è: “Meglio ‘o cazone rutto ‘ngulo ca ‘o culo rutto int”o cazone”, espressione che si usava dire a chi per qualsiasi motivo si strappava i pantaloni, per invitare a guardare il lato positivo delle cose, così come da sempre fa lo stabiese di fronte alle avversità della vita. Il secondo è: “Tengo ‘n’affare p”e mmane ca si s’adderizza jamme buono tutt”e dduie”, espressione dal doppio senso evidente che si diceva a chi era in cerca di affari e guadagni facili, quasi a dire “lascia stare gli affari, che poi trovi i malintenzionati”. Le rinnovo i miei auguri e complimenti. Io dopo un breve soggiorno stabiese sono di nuovo a casa di mio figlio a Torino, ma La seguo con affetto, il suo sito mi aiuta a colmare la distanza dal suolo natio e dalla terra che amo e che amiamo. Grazie della Sua attenzione e mi scusi se mi sono dilungato (la vecchiaia porta ad essere logorroici!, ma quando si parla di Castellammare chiunque che la ami lo diventa!).
Salvatore Mancino”.

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domenica 17 aprile 2011 (Gigi Nocera)

I ringraziamenti del carissimo Gigi Nocera:
“Caro Maurizio, soltanto la gioia di essere ritornato in famiglia ha attenuato il rammarico di aver lasciato, temporaneamente, i cari amici del Libero Ricercatore. L’affetto con il quale mi hanno accolto e le premure dedicatemi mi hanno veramente commosso. Vorrei abbracciarli uno ad uno: quelli presenti a Castellammare e quelli, che seppur da lontano, mi hanno seguito con lo stesso affetto. Vorrei citarli tutti individualmente, ma ho paura che l’emozione me ne lasci qualcuno fra questi tasti.
A te che con la tua iniziativa e lo spirito organizzativo (che ti contraddistingue) hai fatto in modo che questo affettuoso incontro si sia potuto realizzare, un grazie particolare; e grazie anche allo spirito fraterno con il quale il buon Enzino mi ha seguito passo passo per rendermi sempre più gradevole la breve permanenza a Castellammare. Con grande affetto auguro a voi e alle vostre Famiglie una domenica serena.
Gigi Nocera”.

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martedì 12 aprile 2011 (Mary Santaniello)

Ci scrive la laureanda Mary Santaniello:
“Gentilissimo Maurizio Cuomo sono entrata per motivi di studio in contatto con il tuo sito e l’ho trovato davvero interessante. I motivi che mi hanno spinto a scriverti sono legati ad esigenze di studio: ho intenzione di terminare il mio percorso di laurea con una tesi sperimentale sulla nostra bella città. In verità il progetto è per bambini di scuola dell’infanzia e volevo chiedere il tuo consiglio nonché prendere in prestito qualche immagine per completare il mio lavoro…
In attesa di riscontro ti saluto, Mary Santaniello”.

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domenica 10 aprile 2011 (sig. F. De Martino)

Ci scrive il sig. F. De Martino da Taranto:
“Egregio Sig. Cuomo, nella pagina che ricorda il disastro ferroviario di Balvano, avete ricordato anche mio zio, morto come tanti altri, asfissiati dal fumo della motrice fermatasi in salita in galleria per il troppo carico. E’ la vittima al numero 134. Io non l’ho mai conosciuto perchè non ancora nato, ma di lui e dell’ incidente mi hanno raccontato i miei genitori sempre con grande commozione e amarezza; fa piacere che si ricordino quelle persone che rimarranno sempre nei cuori di chi le ha conosciute e di chi ne ha sentito raccontare.
Grazie. F. De Martino da Taranto”.

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sabato 9 aprile 2011 (Rosa Ingenito)

Ci scrive Rosa Ingenito, studentessa di architettura:
“Gentile Libero Ricercatore, sono una studentessa di Architettura della Federico II, abito a Castellammare di Stabia. Quest’anno per l’università devo svolgere un’esercitazione per il laboratorio di restauro; mi è stato chiesto di scegliere un manufatto architettonico che presenti valore storico-artistico e che abbia evidenti fenomeni di degrado. Navigando sul vostro sito, ho notato una chiesetta davvero interessante, dedicata a San Raffaele Arcangelo; sarebbe perfetta per il mio tema d’anno, ma non sono riuscita a capire bene come raggiungerla. Volevo chiedervi se avevate maggiori informazioni sulla chiesa e sulla sua localizzazione, dato che non è segnata su alcuna carta, o quantomeno dove reperirle.
Distinti Saluti, Rosa Ingenito”.

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giovedì 7 aprile 2011 (Luigi Casale)

Uno scatto d’autore del carissimo prof. Casale:
“Caro Maurizio, mi sento depresso. Molto probabilmente a questa mia depressione contribuisce in parte anche il fatto che non trovo più sul sito notizie sui Cantieri, né da fonti ufficiali, né da fonti di parte, come Amministrazioni o Sindacati, e neppure noto altri segnali da parte della base del popolo che di Cantieri vive: la Città, insomma. Eppure – suppongo – che a parte la chiamata a manifestare in piazza o negli altri forum, la gente poi voglia essere anche informata. Non solo per curiosità, né solo per conoscenza; io personalmente lo pretendo soprattutto per rispetto. Visto che ogni tanto la notizia ricorre anche sulle nostre rubriche. Non so gli altri. Sembra quasi che i problemi si addormentino sotto anestesia, per essere risvegliati a scadenza. Mi chiedo: Dopo che ci siamo indignati, dopo che abbiamo sottoscritto la nostra adesione a questo o a quell’altro proclama, possiamo fare anche noi qualche cosa? E che cosa?
Ma sono depresso principalmente per ciò che sta succedendo in mezza Africa e nel vicino Oriente; per ciò che sta capitando nell’Oriente lontano (ma, infine!, quanto lontano?); per quello a cui tutti i giorni assistiamo – sì, assistiamo! – perché queste tragedie succedono alle porte di casa nostra, nel Canale di Sicilia; per come si comportano i nostri governanti; per come reagisce l’Europa (che non c’è); per le azioni esitanti e non sempre chiare della Nato, ecc. O forse siamo convinti che tutte queste cose non c’entrino coi problemi dei Cantieri? O non hanno a che fare con la nostra vita? D’accordo siamo entrati nella campagna elettorale e non possiamo fare politica! Allora non lamentiamoci. Ma poi chi lo dice che fare politica sia solo ambire voti per questo o quel partito, per questa o quella fazione?
Diceva un mio amico, che per fare politica bisogna essere o cogli uni o cogli altri. Qui mi pare che ci siamo ridotti ad essere tutti “cogliuni”.
Ma non credi che fare educazione sia il miglior modo di fare politica? Convinciamocene! Aiutare i giovani a crescere, aiutare le persone – cominciando da noi stessi – a cambiare mentalità, attitudine e comportamenti, non è questa la vera politica? Quella che hai scelto di fare col tuo liberoricercatore? O si pensava ad altro? Scusami per lo sconforto, che è tutto mio, e per le parole forti che ti sono rivolte solo per sollecitare una forma di simpatia e di conforto.
Intanto, fammi sapere notizie sui Cantieri, anche se in privato, che da qui mi è difficile percepire gli umori e i sentimenti della Città.
Coraggio, e in gamba! Tu, che fai già tanto per tenere la città unita e aggrappata a valori positivi con buoni sentimenti.
Ti ammiro. Luigi”.

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domenica 27 marzo 2011 (Gigi Nocera)

In riferimento all’editoriale del 25 marzo 2011, ci scrive anche il carissimo Gigi Nocera da Torino:
“Caro Maurizio, col cuore colmo di tristezza per le sorti del nostro glorioso Cantiere e delle relative maestranze, non posso non fare le seguenti considerazioni.
Se le più alte autorità cittadine sono state catapultate a Castellammare da altre zone, da altre città, per motivi politici, e quindi non hanno nel sangue il DNA “stabiese”, come possono sentire l’amore per la nostra bella e sfortunata città? Quindi non stupiamoci se il loro interesse per Castellammare è così scarso.
Se alcuni frequentatori di questo sito non lo sanno, chi scrive ha imparato un mestiere, e anche in parte a vivere, proprio in questo Cantiere. Quando non era più un bambino e non ancora un giovanotto. Le esperienze che si fanno a quell’età rimangono indelebili nel cuore e nel carattere. Ecco perché amo il Cantiere e gli operai che ci lavorano. Ed ecco perché sono triste se penso al futuro dell’uno e degli altri.
A Loro tutta la mia solidarietà. Gigi Nocera”.

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sabato 26 marzo 2011 (Uno dei tanti stabiesi)

In riferimento all’editoriale del 25 marzo 2011, ci scrive uno dei tanti stabiesi vicino alla causa lavorativa degli operai del Cantiere Navale:
“Pensando ai tanti papà dei Cantieri Navali, con nel cuore la nera prospettiva di non poter più portare pane ai propri figli, mi brucia negli occhi l’immagine di questi piccoli che aspettano, teneri, inconsci, speranzosi, non il fatuo giocattolo come surrogato della sofferenza, ma il tozzo di pane che li aiuta a vivere e a crescere.
Quei signori che snobbano i poveri operai come massa vociante, escano dall’involucro di ipocrisia che li sostanzia e pensino per qualche istante a questi poveri figli che, per la tragica realtà in cui si trovano a vivere, nulla hanno in più della indigenza di quei negretti a cui la carità pelosa delle mogli invia ogni tanto i 50 euro di elemosina per sgravarsi la coscienza. Cari bambini, vi abbraccio uno ad uno e nel tendervi un dolce sorriso vi chiedo di perdonare chi fa pentire i vostri papà di essere nati a Castellammare, ormai così mal ridotta. Forza operai navali, alla fine del tunnel c’è sempre la luce. Vi abbraccio tutti.
Uno dei tanti stabiesi a voi vicino“.

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mercoledì 16 marzo 2011 (Dina Cimmino)

Ci scrive la gentilissima Dina Cimmino:
“Carissimo Maurizio, Come stai? Colgo l’occasione per inviarti i miei più calorosi saluti e complimentarmi con il nostro prezioso amico Nando Fontanella per il suo libro:”Racconti di un naturalista stabiese”!!!
La nostra città avrebbe bisogno di più persone come te e Nando, persone genuine, semplici e veramente innamorate della propria terra !!!!!
Sempre vostra amica, Dina Cimmino”.

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martedì 15 marzo 2011 (William Acton)

I ringraziamenti del sig. William Acton (rif.: rubrica “Avvisi” post del 13 marzo 2011):
“Dear Maurizio, mille Grazie! Ho aggiornato l’albero genealogico dove avevo commesso uno o due errori e ho aggiunto anche più membri della famiglia per l’albero. Non appena possibile le invio l’albero aggiornato.
Best wishes, William”.

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martedì 15 marzo 2011 (Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il dr. Angelo Del Gaudio:
“Leggere i testi postati dall’incommensurabile GIGI NOCERA, scevri di arzigogoli e quintessenze, provoca sempre un rinverdire di ricordi cari all’infanzia, come la cara vecchia Villa Comunale. Si sente che questo caro vecchio bambino scrive per togliersi la soddisfazione di visualizzare sempre più chiaramente le vaghe impressioni di meraviglia e bellezza che suscita la nostra amata Castellammare.
Avanti Gigi, continua a scrivere, di te abbiamo bisogno, degli scritti aerem verberantes, no.
Un abbraccio cordiale. Angelo”.

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lunedì 14 marzo 2011 (Susan Speakman)

I ringraziamenti di Susan Speakman (rif.: rubrica “Avvisi” post del 13 marzo 2011):
“Dear Maurizio, thank you so much for your prompt reply. Before I could make contact myself, William had already sent an email to me. This is a very meaningful contact. Thanks to your site, this has allowed me to confirm my own research and opened up much more about my Acton family.
Kindest regards, Susan Speakman”.

Traduzione:
“Caro Maurizio, grazie mille per la pronta risposta. Prima che potessi entrare in contatto io, William aveva già inviato una mail a me. Questo è un contatto molto significativo. Grazie al vostro sito, questo mi ha permesso di confermare la mia ricerca e ha aperto molto di più sulla mia famiglia Acton.
Cordiali saluti, Susan Speakman”.

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domenica 13 marzo 2011 (Gigi Nocera)

Gigi Nocera scrive al sig. Nando Fontanella:
“In riferimento alla rubrica “Viaggio nella natura di Stabia”, volevo avvertire il “naturalista amico” sig. Nando Fontanella di non proseguire nella sua campagna terroristica con la quale fa conoscere sul web le brutture di Castellammare dovute alla incuria e al menefreghismo delle autorità locali. Con i tempi che corrono, dove i divieti imposti ai cittadini sono di molto superiori alle iniziative positive, corre il rischio di essere denunciato per denigrazione della città. Finché queste brutture da lei denunciate restano fra noi, va bene (tanto a noi che ce ne fotte!), ma farle conoscere in giro, fuori dell’ambito cittadino, no.
Quindi Signor Nando Fontanella (faccio nome e cognome in modo che possa essere facilmente identificato) stia tranquillo: si tenga le brutture, le cacche dei cani e quel che c’è di peggio a Castellammare, e stia zitto!
Gigi Nocera”.

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giovedì 10 marzo 2011 (Raffaele Scala)

Ci scrive il dott. Raffaele Scala:
“Egregio Direttore, nel ringraziarvi vivamente per la pubblicazione della locandina che annuncia la presentazione del libro sulla storia della Camera del Lavoro di Gragnano, colgo l’occasione per rinnovarvi i miei più sinceri complimenti per l’opera meritoria a favore della diffusione della cultura e della tradizione della nostra amatissima città e del suo circondario. Sarà per me un piacere, appena mi sarà possibile, farvi avere copia del volume. Allo scopo fatemi sapere l’indirizzo della sede o altro luogo d’incontro. Inutile dirle che, se libero da altri impegni, vorrà essere presente domani sera a Gragnano, non potrà che farmi piacere, se non altro per poterla incontrare e conoscere.
Cordiali saluti, Raffaele Scala

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sabato 5 marzo 2011 (Peppe)

Ci scrive Peppe di stazionidelmondo.it:
“Cara Redazione di LiberoRicercatore, sono un giovane stabiese che, anche se per volere del destino ha fatto tutt’altro nella sua vita, ho una passione pura per l’archeologia, soprattutto quella stabiana, di cui sono da sempre un instancabile sostenitore e nel mio piccolo divulgatore. Nell’ultimo periodo ho fatto un bel po’ di ricerche sull’ager stabiano e devo dire che sono rimasto colpito dall’enorme quantità di testimonianze archeologiche che sono presenti sul nostro territorio, da molti sconosciute: questo mio lavoro mi è servito per portare a termine una voce sull’enciclopedia Wikipedia, ossia Scavi archeologici di Stabia, che ho curato personalmente sia nei testi, che nelle foto, e che poco più di un anno fa, il 19 novembre 2009, ha avuto il riconoscimento di essere una delle migliori voci della Wikipedia italiana. Ho inoltre creato su Facebook una pagina chiamata Scavi archeologici di Stabiae che aggiorno sovente con notizie, immagini e descrizioni dei reperti: insomma cerco nel mio piccolo di contribuire a far conoscere questo nostro stupendo patrimonio. Il mio sogno? Veder realizzato il parco archeologico e poter visitare un giorno la Grotta di San Biagio e la l’Area Christianorum sotto la cattedrale (quest’ultimo un mio grandissimo desiderio).
Approfittando di ringraziare il vostro sito per l’aiuto che mi ha fornito nella mia ricerca, vi porgo i più cordiali saluti. Peppe”.

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giovedì 3 marzo 2011 (Angelo Del Gaudio)

Il dr. Angelo Del Gaudio, scrive al prof. Casale:
“E’ sempre con vivo piacere leggere gli intenti acculturanti rivolti ai piccoli frequentatori del Liberoricercatore da parte del prof. Casale. Mi permetto sussumere due piccole chiose al suo ultimo scritto. Ho voluto riferire l’origine ebraica del termine ‘ncignà perchè un mio vecchio docente di ebraico me ne aveva fatto cenno in quanto riferito al periodo pasquale (il passaggio del Mar Rosso per gli ebrei) ed alla loro ritrovata salvezza e rinnovata vita.
Come lei suggerisce però, lasciamo queste cose a chi avrà voglia e tempo di entrare in una biblioteca ben fornita, magari con un intento di impostare un lavoro scientifico.
Credevo che lei avesse facilità di ricerca, visto il grande e vasto interesse culturale per l’acculturazione della nostra gente, perciò l’ho disturbata.
In secondo luogo, e non me ne voglia, vorrei segnalare che scrivere III°, cioè il numero romano con il circolino, è un errore ortografico perché già di per sè III si legge terzo, mentre il numero ordinale 3 si legge tre ma diventa terzo solo se porta il circolino – 3° = terzo.
Capisco che per lei sarà stato un errore di battitura, ma, facendo tesoro dello spirito con cui si rivolge alle nuove leve, è bene veicolare anche queste precisazioni che erano la fisima dei nostri esperti di ortografia.
Continui a deliziarci delle sue ricerche ed a spronare una maggiore attività del nostro pago cervello.
Sempre con stima, e buon lavoro. Dr. Del Gaudio”.

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mercoledì 2 marzo 2011 (Luigi Casale)

Una interessante iniziativa segnalata dal carissimo prof. Casale:
“Caro Maurizio, per essere andato a letto ieri sera un’ora prima del solito, stamattina già a quest’ora mi ritrovo in piedi ad affrontare la giornata. La vecchiaia è una brutta bestia! In compenso, però, ho scorso www.vesuvioweb.com. Era tanto che non lo visitavo. E da Natale non avevo sentito neppure Argenziano. Ho notato (ma avrei potuto anche ricordarmene) che gli interventi di Iandolo (lezioni di analisi morfosintattica del napoletano moderno con excursus diacronici) su “vesuvioweb” si chiamano “pillole linguistiche”. Lui è molto più tecnico rispetto alla mia competenza, che è – se posso dirlo – più letteraria e quasi filosofica; però anche più vaga e approssimativa. Ma per me va bene così. Nelle mie c’è maggior coinvolgimento e più comunicativa. E comunque è fatto salvo il fine, che è di incuriosire e di cercare di avvicinare le persone ai problemi. Non solo quelli della lingua. Scorrendo poi l’indice delle novità ho aperto il pdf del 1° numero 2011 della “Rassegna d’Ischia” e ho evidenziato i due inserti che ti allego (ma puoi trovarli sul sito di “vesuvioweb”), che presentano le prossime celebrazioni della cultura imperniate su Napoli [Napoli 2013; Neapolis 2019]. Il primo senza firma (sarà stato redatto dalla testata), il secondo opportunamente firmato. Non so che relazione abbiano le due celebrazioni programmate con l’altra manifestazione chiamata “Città europea della cultura” che a rotazione si svolge nelle diverse città dei paesi dell’Unione Europea. Parlatene nel prossimo comitato di redazione, cercate qualche riferimento negli organismi organizzativi (ci sarà pure un Comitato a Napoli) e valutate se c’è un po’ di spazio all’interno del programma delle iniziative anche per Castellammare. Un’altra curiosità. Sempre su “vesuvioweb” è presentato un articolo di Mimmo Liguoro sulla “posteggia”, lemma che ti ho trasmesso la scorsa settimana per la rubrica. Si tratta del III° capitolo di una pubblicazione dello stesso autore, già uscita in stampa nel 1995 presso la Newton Compton (Tascabili Economici Newton) da me citata nella storia che ti ho trasmessa in Redazione. (La mia “posteggia” è autobiografica). Si tratta di una “posteggia” più modesta e familiare – la mia – emblema di quelle che eravamo abituati a vedere (ce ne sono ancora?) in provincia.
Mentre prosegui autonomamente questa ricerca, e in attesa di coinvolgere anche il Comitato di redazione, puoi presentare questo mio messaggio tra le “Lettere alla Redazione”. Hai visto mai? Che qualche lettore (magari un funzionario del Comune!) possa attivarsi per conto suo. E’ un servizio all’informazione, alla cultura e alla napoletanità.
Luigi”.

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mercoledì 2 marzo 2011 (Luigi Casale)

Il prof. Casale risponde al dr. Del Gaudio (rif.: post del 28 febbraio 2011):
“Il dott. Del Gaudio è troppo buono a lusingarmi di così alti riconoscimenti; ma nello stesso tempo si mostra un po’ distratto. Credo di aver precisato – nella premessa alla rubrica, nelle lettere, nella esposizione dei lemmi – l’ambito di questa mia ricerca (perché tra liberiricercatori stiamo parlando!). Ho pure individuato i destinatari, chiarite le finalità, precisate le modalità di fruizione. E, soprattutto, ho indicato i miei limiti. (Vedi risposta a Frank Avallone).
Tutto ciò fa parte dei patti. O meglio delle dichiarazioni di intento. Dei metodi della programmazione. E quello che chiede il dott. Del Gaudio, francamente, è al di fuori del quadro normativo di riferimento. Inoltre, a mio modesto avviso, non è di interesse generale. E soprattutto non serve a rendere più “chiara” la lingua a gente povera e modesta come noi. Proprio per questo motivo, dopo aver citato l’indeuropeo – una sola volta, ma solo per trasmettere una cognizione ai miei giovani amici di scuola media, che cominciano a studiare questa presenza, come cultura materiale, come crogiolo di istituzioni, e come compagine linguistica, alla base della nostra storia comune – non sono mai risalito alle “radici indeuropee” che sono ormai ricostruite e codificate per la maggior parte delle istituzioni sociali, economiche e religiose.
Spingere oltre la ricerca, indubbiamente, può servire a superare i particolarismi, gli egocentrismi, i campanilismi, e tutte le altre manifestazioni di separazione e di discriminazione. Di questo sia benemerito anche il dott. Del Gaudio. Per cercare un etimo di origine ebraica basta entrare in una qualsiasi biblioteca mediamente quotata. Ai nostri piccoli liberiricercatori basterà collegare la cara parola napoletana ‘ncignà al greco kainòs, lingua che si è parlata a lungo nelle nostre regioni, o saperla derivante dal medievale incaeniare, epoca che ci ha plasmato nel profondo della coscienza. Poi, se qualcuno di loro nel prosieguo dei suoi studi, ricordandosi di questi avvii (e un pochino anche di noi, come noi facciamo dei nostri maestri) vorrà continuare l’approfondimento su basi scientifiche e con un atteggiamento professionale, vorrà dire che per qualche verso saremo anche noi entrati nel flusso della storia. Al dott. Del Gaudio, lettore assiduo e …( puntiglioso?) – no! Mi sa di riecheggiamento: meglio puntuale! – i sensi di stima e di amicizia. Saluti. [Prossimo lavoro sul verbo propinare].
Luigi Casale”.

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lunedì 28 febbraio 2011 (Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il carissimo dr. Angelo Del Gaudio:
“A proposito dell’etimologia della parola ‘ncignà vorrei chiedere, sommessamente, al prof. Casale se gli risulta, come a me, che la parola suddetta deriva dall’ebraico.
Purtroppo mi sfugge l’etimo ebraico, ma sono sicuro che la sua solerte e puntigliosa ricerca saprà arrivare ad appurare anche questa possibile derivazione della parola che, appunto, in ebraico, significa rinnovarsi o mettersi a nuovo. Sempre grato per quanto ci propina con la sua ricerca.
Dr. Del Gaudio”.

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venerdì 25 febbraio 2011 (Francesco Chianese)

Ci scrive il carissimo ing. Francesco Chianese:
“CARO MAURIZIO, se puoi indica quale soprannome a caso ‘Nanà’, è il mio modo di onorare una persona cara che un amaro destino ha strappato all’affetto di quanti la conoscevano ed ai suoi alunni.
Grazie, FRANCESCO CHIANESE”

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lunedì 21 febbraio 2011 (Luigi Casale)

Il prof. Casale risponde al sig. Averna e a Frank Avallone:
“Nel rispondere all’amico Frank Avallone dalla Florida e al sig. Giuliano Averna di Venezia (rif.: post del 20 febbraio 2011), mi vedo costretto a derogare alle due disposizioni metodologiche che guidano questa mia attività divulgativa orientata a suscitare nuovi interessi intorno ai fenomeni della lingua.
Primo. Gli ordini di servizio della Direzione, resi necessari dal coordinamento redazionale.
Secondo. La propedeuticità degli interventi, funzionale allo sviluppo del soggetto.
Linguistica? Semantica? Etimologia? Io direi di più. Sensibilizzazione sociale e politica!
E, in effetti, di questo si tratta: un pretesto per parlare d’altro. Chi legge attentamente le voci pubblicate può rendersi conto che i messaggi meta-testuali sono molti e abbastanza espliciti (e, tutto sommato, quasi tutti intertestuali).
Se il buon Frank e il simpatico sig. Giuliano avessero avuto la pazienza di attendere lo “sviluppo del programma”, probabilmente avrebbero trovato, se non queste, tante altre risposte tali da rendere superflua questa estemporanea loro rispettiva richiesta.
Visto però che mi sono compromesso, mi assumo le obbligazioni che me ne derivano.
Ho parlato di sensibilizzazione sociale e politica. Non vorrei che mi si fraintendesse. Allora sarò chiaro. Rendere la lingua trasparente resta per me lo scopo primario. Ma poiché personalmente tento di raggiungerlo a partire dal vocabolario, un fine recondito è quello di educare i giovani che volessero cimentarsi con la stessa avventura, i primi ed unici destinatari del mio disquisire, a provvedersi di questo strumento, ad usarlo fino a consumarlo, a rinnovarlo quando diventa desueto. Lì dentro è nascosto il segreto del mio mestiere. Che poi è lo stesso del liberoricercatore.
Ora però il rispetto degli altri, e una certa idea che ho di educazione (nelle due accezioni di abito mentale, e di intervento pedagogico) mi obbligano a rispondere ai cortesi lettori che pongono domande; ma, ancor più, mi gratificano di un apprezzamento di cui esprimo tutta la mia riconoscenza.
Al signor Giuliano dico che il termine mambrucco non fa parte del mio lessico, per cui non conoscendone il significato non mi azzardo neppure a farne un analisi semantica. Tuttavia come dovere di liberoricercatore lo annoterò nell’agenda, in attesa di nuovi elementi che possano aiutare me e, indirettamente, anche il sig. Giuliano. Glielo prometto.
All’amico Frank dico invece che il suo materiale è già in cantiere e, con la compiacenza del Direttore ad applicare un’ulteriore deroga, potrà essere pubblicato quanto prima.
Ad entrambi un caro saluto e mille ringraziamenti per l’attenzione; nonché – lo voglio sperare – per la considerazione nei miei riguardi
Luigi Casale”.

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domenica 20 febbraio 2011 (Frank Avallone)

Il carissimo Frank Avallone dalla Florida, pone una domanda al prof. Casale:
“Caro Maurizio, la nuova rubrica “Pillole di cultura” del professore Luigi Casale, è veramente interessante. I miei complimenti a te ed al professore!
Una parola che mi lascia perplesso è “accendere” la luce o “spegnerla”; queste potevano andare bene quando si accendevano o spegnevano le candele o le lampade etc., ma oggi per mettere in funzione le luci, bisogna premere gli interruttori. Caro professore mi dia un aiuto! Mi illumini! Grazie e saluti.
Frank Avallone dalla sunny Florida”.

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domenica 20 febbraio 2011 (Giuliano Averna)

Ci scrive il sig. Giuliano Averna (di Venezia):
“Gentile Signore, ho rintracciato nella lista di vocaboli del dialetto di Castellammare di Stabia da lei messo in rete il termine “mambrucco” (rif.: rubrica “Termini dialettali”). Sarei interessato a conoscerne l’origine o l’etimologia, se lei è in grado di potermela fornire. Questo per una mia ricerca, in tutt’altro dialetto, il veneziano, dove ho rinvenuto una voce simile, mambruch. In passato esisteva un ballo popolare così chiamato, e in alcuni dialetti troviamo la parola mambrucca con significato di carro da trasporto con due grandi ruote. Ma secondo me il significato che mambrucco ha nella parlata stabiese è quello che più si avvicina a quello che dovrebbe avere nel contesto dello scritto veneziano da me rinvenuto.
In attesa di sue cortesi notizie, cordiali saluti”

 

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sabato 19 febbraio 2011 (Lucia Amendola)

Ci scrive la gentilissima e apprezzabilissima scrittrice Lucia Amendola:
“Carissimo Maurizio, ho letto tra gli avvisi il lungo articolo sul mio libro (rif.: sezione “Avvisi” post di giovedì 13 gennaio 2011) e ti ringrazio di cuore, anche se con tanto ritardo. La mia vita è diventata molto complicata anche se ricca di emozioni, perchè ho tanti impegni nuovi che si aggiungono a quelli di una volta. Continuo a visitare il sito per non essere tagliata fuori dalla vostra comunità e spero di poter venire presto di persona a ringraziarti di tutto.
Scusami per il silenzio. Lucia”.

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mercoledì 9 febbraio 2011 (Luigi Casale)

Il prof. Luigi Casale saluta e commenta l’intervento di Gigi Nocera:
“La risposta a Gigi Nocera – mi permetto di chiamarlo confidenzialmente così come egli ama presentarsi, ricambiando la simpatia e l’amicizia – è molto semplice. Eccola. Perché di ipotesi ce ne sono tante e tante; e ognuno sceglie quella che gli piace. Le altre le lasciamo immaginare ai lettori. Per esempio si può anche prendere in considerazione che i contadini (ma i cafoni sono solo i contadini?) tirassero la vacca con la fune, o che con la fune trascinassero l’asino fuori dal pantano, ecc, ecc, … o che sempre con la fune legassero i covoni.
Saluti amichevoli. Luigi”.

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mercoledì 9 febbraio 2011 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera scrive in riferimento alla etimologia del termine cafone:
“Egregi Professori e amici Angelo Del Gaudio e Luigi Casale, posso intromettermi? Scusatemi, io che sono quasi semianalfabeta vorrei portare il mio modesto contributo nell’identificare l’origine della parola CAFONE. Nel mio disordinato e acrobatico itinerario fra i libri che ho letto, mi ricordo che fra uno di questi (non saprei dire se fra i tanti scritti da Ignazio Silone (oltre a “Fontamara”,”Vino e Pane”, “Il Segreto di Luca”, ed altri; oppure quello di Vincenzo Rabito “Terra matta”) trovai una spiegazione molto semplice; eccola: poiché i contadini hanno sempre lavorato molto e guadagnato poco, per risparmiare, i pantaloni non li tenevano su con una cintura, ma con una fune. Ecco perché cà fune. Questa versione la conoscono in molti e quindi mi stupisco che i suddetti amici non l’abbiano presa in considerazione, neanche come ipotesi. A me sembra la più attentibile, anche cacofonicamente.
E’ vero anche che in una Enciclopedia che possiedo è scritto: “Etimo incerto; forse dal nome di un centurione romano di nome CAFO a cui sarebbero stati elargiti dei fondi nell’agro campano”. Dato che trattava i contadini in modo rozzo, tutti coloro che agivano come lui venivano detti cafoni.
Chiedo scusa, apro la porta e me ne esco discretamente, così come sono entrato.
Al caro Angelo Del Gaudio e al Prof. Casale i miei più cordiali saluti.
Gigi Nocera”.

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martedì 8 febbraio 2011 (Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il carissimo dr. Angelo Del Gaudio:
“Sempre grato al professore Casale per le sue puntualizzazioni culturali, vorrei riferire quanto appreso per tradizione sul significato della parola cafone (sperando di non far sorridere qualche saputello di turno!). Il termine nel suo significato etimologico, più che dal greco kakofonos deriverebbe dal modo con cui i signorotti indicavano i villani, cioè quelli che venivano dalla campagna. Nel Medio Evo, quando le città erano cintate per difendersi dai predatori occasionali, spesso erano circondate da alte mura e ne era vietato l’accesso ai cosiddetti villani. Ma questi, scarpe grosse e cervello fino, si servivano di grosse e robuste funi e rozzi rampini con cui scalavano, non senza fatica, le alte mura. Una volta entro le mura, a chi chiedeva loro come avessero fatto ad entrare, rispondevano candidamente “ca’ fune”, donde il loro appellativo di cafoni, socialmente, oggi, villani. Non è un dogma, ma nemmeno una scemenza e mi è caro pensare che l’etimologia della parola sia piuttosto plausibile. Mi scuso con il prof. Casale per questo umile contributo al suo dotto disquisire.
Cordialità, dr. Angelo Del Gaudio”.

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lunedì 31 gennaio 2011 (Gigi Nocera)

Il carissimo Gigi Nocera scrive in riferimento all’Editoriale odierno:
“Caro Maurizio, i fatti (o misfatti) avvenuti a Quisisana il giorno 29 scorso, e da te obiettivamente esposti e biasimati nell’Editoriale del 31/1, sono talmente comici che non possono non sotterrare sotto una grossa risata i responsabili della poliziesca iniziativa. Come su alcune reti Rai tv stanno incominciando a prendere piede la censura preventiva, forse a Castellammare stanno facendo le prove generali per soffocare tutte quelle iniziative, anche culturali, che generosi e disinteressati stabiesi vogliono mettere in atto per far conoscere e valorizzare la nostra cultura, la nostra storia, le nostre bellezze naturali? Speriamo di no. Ma l’esperienza mi rende prudente. Quindi, amici aprite gli occhi. Nella vita c’è sempre una prima volta. Tutta la mia solidarietà ai partecipanti a quella innocua e meritoria gita turistica.
Cordiali saluti a tutti gi amici del Libero Ricercatore.
Gigi Nocera”.

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domenica 30 gennaio 2011 (Vincenzo Di Maio)

La gradita lettera del signor Vincenzo Di Maio, con la quale ci richiede informazioni (che per fortuna abbiamo) e che sono rintracciabili nella biografia pubblicata un po’ di tempo fa, che Alfonso Esposito, ha dedicato a suo padre “Vicienzo ll’acquaiuolo”:
“Caro Libero Ricercatore, peccato che soltanto adesso ho visto questo appuntamento sotto riportato nella mia casella di posta, altrimenti sarei venuto sicuramente perché mi piace e appoggio l’iniziativa, anche perché poi magari avrei avuto la possibilità di complimentarmi personalmente con voi per il vostro encomiabile lavoro continuo e costante. Fra l’altro ti scrivo per segnalarti un’altra cosa importante che secondo me andrebbe in qualche modo ricercata, anche perché, fra l’altro, io proprio non saprei come trovarla, e riguarda l’iscrizione esterna dell’acquafrescaio di via Principessa Mafalda, vicoletto che collega via Padre Kolbe con via IV Novembre, quel negozietto oramai chiuso che si trovava vicino all’orologeria De Meo. Quell’acquafrescaio, acquaiuolo o acquivendolo (non so come definirlo tecnicamente), a parte il fatto che era una reale testimonianza del passato, nonché una ‘sopravvivenza antropologica’ stabiese (ormai estinta), ma aveva quella iscrizione dipinta a mano dove descriveva una buona quantità di acque minerali e il loro uso medico-terapico.
Penso sia importante recuperare una foto di quel ‘tipico soggetto antropo-economico’ del nostro paese anche perché ‘testimoniava’ una continuità con il passato. Spero che questa segnalazione vi abbia fatto cosa gradita. Anche perché era un elemento essenziale che manca al bellissimo sito di liberoricercatore.it.

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venerdì 21 gennaio 2011 (Francesco Tolino)

Ci scrive Francesco Tolino:
“Ciao Maurizio, sono Francesco Tolino, da tempo seguo questo fantastico sito, luogo ideale di ritrovo per tutti coloro i quali amano Castellammare.
Ho scoperto con una punta di orgoglio che nello scritto “Eduardo e Castellammare”, il sig. Gigi Nocera riporta una breve poesia tratta da “‘O canisto” del grande Eduardo in cui viene citato lo storico locale della mia famiglia: il ristorante Tolino. Spero di fornire un piccolo, ma utile contributo inviandoti la scansione delle prime pagine de “‘o canisto” con una speciale dedica che il grande maestro, cliente affezionato del ristorante (all’epoca gestito dal mio prozio Camillo), fece a mio padre Catello Tolino ( visualizza scansione ).
Cordiali saluti

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venerdì 21 gennaio 2011 (Giuseppe Di Massa)

L’invito dello studioso Giuseppe Di Massa, presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria Di Nola”:
“Ciao Maurizio, per sabato 22 ore 10,30 volevo invitarti alla presentazione del libro “Gragnano e Monti Lattari. Le vicende artistiche e l’arte negata”, dove tratto delle tante opere rubate dal nostro territorio, Castellammare compresa. Lo so che hai impegni di turno, se non potrai intervenire, ti farò avere il libro, ma intanto potresti mandare una comunicazione ai visitatori e ai collaboratori (soprattutto) del Libero Ricercatore che sono tutti attenti a queste problematiche? Dimenticavo: la presentazione avverrà presso il Palazzo di Giustizia di Gragnano in via Vittorio Veneto, 1, di fronte al Comune.
Grazie, ciao. Peppe”.

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mercoledì 19 gennaio 2011 (Silvano Moro)

Il chitarrista Silvano Moro dall’Austria, scrive al ritrovato amico Beppe Cuomo:
“Sono un chitarrista genovese che ha suonato con Beppe Cuomo negli anni ’60 per esattezza nel ’64/’65 alla Garitta di Albissola Marina insieme ad Oscar Prudente e Sergio Sandrini. Poi con Beppe mi sono ritrovato sempre suonando sull’Andrea C. sul quale facevamo crociere nel Mediterraneo. Io poi andai con un’altra orchestra in Danimarca e Beppe si fermó con le Navi della linea C. per fare crociere nei Caraibi. Così le nostre strade, come spesso succede, si divisero. Più avanti Oscar Prudente mi disse che Beppe Cuomo si era fermato in California. Qualche giorno fa jettando in internet provai a scrivere su google “Cuomo Beppe” ed arrivai alla vostra pagina dove vidi i ricordi di Castellammare di Stabia di Beppe, con le foto scolastiche e le foto dei tempi di Riccardo Rauchi. Ora vi chiedo gentilmente se fosse possibile avere
l’indirizzo mail di Beppe Cuomo, perché mi farebbe tanto piacere ritrovare un grande amico dal quale ho imparato tantissime cose e col quale ho condiviso tempi bellissimi. Io vivo in Austria ed ho aperto da 26 anni un ristorante italiano in montagna. Sperando in una vostra risposta, vi saluto cordialmente.
Silvano Moro”.

domenica 16 gennaio 2011 (Antonio Orazzo)

Antonio Orazzo, presidente dell’UNITRE di Castellammare di Stabia, ha elaborato un “Dizionario delle Immondizie”, utile a fare un po’ di chiarezza per eventuali dubbi:
“Spett. le redazione, dopo aver girovagato per tutta la città negli ultimi giorni, ieri ho aggiornato il “dizionario delle immondizie” adatto per i cittadini stabiesi. A C/mare molti contenitori non portano scritte e contenitori di colori diversi portano la stessa dicitura. Per la raccolta differenziata è un caos completo… I cittadini sono disorientati specialmente quando vedono vicini un contenitore con la scritta “Vetro” ed uno senza scritta dello stesso colore o quando vedono due contenitori di colore diverso entrambi portando la stessa scritta. Inoltre spesso i contenitori sono esposti con l’apertura dalla parte opposta del marciapiede ed accade che una persona rischia di essere investita dalle auto che sfrecciano a velocità elevate. Mi duole ancora il braccio per un auto che oltre un mese fa mi sfiorò mentre scaricavo i rifiuti nell'”organico”. Il dizionario che vi propongo è pubblicabile e alcune copie le regalerò alle persone che hanno partecipato agli incontri.
Cordialmente Antonio Orazzo”.

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sabato 15 gennaio 2011 (Antonio Orazzo)

Allo scopo di organizzare al meglio la “raccolta differenziata” dei rifiuti urbani, Antonio Orazzo, presidente dell’UNITRE di Castellammare di Stabia, organizza una petizione popolare con la raccolta di firme”:
“L’Unitre, visto che a C/mare l’Amministrazione comunale è “allergica” alla raccolta differenziata, ha iniziato a raccogliere le firme per una petizione al
Sindaco e… alla Comunità Europea. Invita tutte le associazioni che vogliono collaborare alla raccolta delle firme, sui cui moduli ( si veda allegato ) possono apporre il timbro dell’associazione di appartenenza, di rivolgersi al Presidente dell’Unitre tutti i pomeriggi dalla 17 alle 19 presso la scuola media “Stabiae”
Cordiali saluti Antonio Orazzo”.

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venerdì 14 gennaio 2011 (Luigi Casale)

Una nuova ipotesi del prof. Luigi Casale, in merito alla cantilena segnalata dal sig. Domenico Cuomo (rif.: “Papà, papà, papà…” della rubrica “Cantilene e filastrocche”:
“Ripensando alla cantilena segnalata dal sig. Domenico Cuomo, avrei una nuova ipotesi, ecco il quanto: in occasione della commemorazione dei defunti in certe comunità si offrivano – e dove la tradizione continua si offrono – dolcetti ai bambini.
Vuoi vedere che questo canto non voglia riprodurre proprio la situazione che si crea in famiglia nei giorni in cui ci si accinge a ricordare i propri defunti secondo le tradizioni locali? Preparazione dei dolci e ricordo degli antenati la cui presenza è viva all’interno della casa?
Da noi si offriva, oltre al melograno (simbolo di immortalità), un salvadanaio di cartone (detto “u kiryeleiso” [Kirye eleison]). In effetti si realizzava uno scambio: da una parte il frutto, dall’altra una rinuncia (la monetina da conservare). Forse per i poveri o per le messe, come si soleva dire, in suffragio delle anime del purgatorio. “Frisc’all’anime du purgatorio”.
Stranamente anche la “moderna” giornata del risparmio è fissata al 31 ottobre.
Alla prossima, Luigi”.

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giovedì 13 gennaio 2011 (Luigi Casale)

Il prof. Luigi Casale, scrive in merito alla cantilena segnalata dal sig. Domenico Cuomo (rif.: “Papà, papà, papà…” della rubrica “Cantilene e filastrocche”:
“Il termine dialettale “Vava” (ava) in genere indica la nonna e “vavona” la bisnonna (o anche la nonna, quando la parola è da sola non accompagnata da “vava”; oppure il nonno). Ma è strano che in questa filastrocca la nonna sia chiamata “vava” e il papà non sia chiamato “tatillo”. Evidentemente la cantilena si è contaminata con l’uso.
Non si capisce l’allusione alla nonna come “cap’i morta” che sta “a ret’ a porta”. A meno che non si voglia rappresentare il proverbiale astio tra genero e suocera.
Comunque a tutte queste stroppole (frottole), quando si è perduto il contatto con la fonte letteraria (perché c’è sempre un “autore individuo”, anche se anonimo), è difficile dare un senso logico. Sono filastrocche, cantilene, ricche di ritmo, rime ed assonanze, e proprio il non-senso è il loro pregio. Giocano sull’immediatezza, e sulla festosità del ridere.
Alla prossima, Luigi”.

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mercoledì 12 gennaio 2011 (Angelo Del Gaudio)

Il carissimo dott. Angelo Del Gaudio, ringrazia il prof. Luigi Casale:
“Sempre caro Maurizio, una mia piccola e modesta sussunta allo scritto del prof. Casale circa una poesia del Natale, ha provocato una Sua sottile, garbata e dotta digressione sul significato della nostra tradizione natalizia. Non vorrei che queste mie righe creassero il tautologico caso del serpe che si morde la coda perchè mi permetto ancora chiosare il Suo scritto. Non conosco il prof. Casale, ma sento il dovere di dire che ho visto in Lui il vero spirito del libero ricercatore: una notizia, un cenno, un documento, un’impressione che fa da supporto alla libera ricerca nel sapere e nella nostra tradizione in specie. Diceva Dante parva favilla gran fiamma seconda e dobbiamo essere grati a personaggi come il prof. Casale che non si arroccano nella posizione dell’ipse dixit ma, con umiltà, aprono alle piccole e grandi chiosature di chi segue con amore e competenza le sorti di una meravigliosa realtà della cultura stabiese come il LIBERORICERCATORE. Spero che il messaggio giunga a tutti quelli che non trovano modo o tempo di riscontrare qualche piccolo arricchimento proposto ai loro interventi nel sito. Ancora auguri Maurizio e grazie per quello che fai.
Ti abbraccio con la stima e l’affetto di sempre. Angelo”.

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lunedì 10 gennaio 2011 (Luigi Casale)

Ci scrive il prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, passato il periodo delle feste natalizie ritorniamo all’ordinario, ognuno al suo posto. Di lavoro, di presenza, di impegno, di testimonianza. Almeno nelle intenzioni.
Scrivo a te – ma mi rivolgo, nello stesso tempo, e al gruppo ristretto dei tuoi collaboratori e all’intero popolo dei fedelissimi che manifestano consenso sulla linea editoriale e sulla funzione sociale del liberoricercatore. Nonché a tutti quei lettori, che, ricercando anch’essi con buona coscienza, trovano elementi di positività per la loro indagine conoscitiva e, tutto sommato, per la loro vita – ti scrivo, dicevo, per ringraziare il dott. Angelo Del Gaudio, che a commento di una mia lettera (rif.: post del 26 dicembre 2010), aggiungeva una postilla, doverosa postilla, a completamento dell’informazione sul contenuto della mia missiva.
Ora questo, oltre che allargare la discussione, crea una rete di rimandi, un tessuto di dati (persone, luoghi, avvenimenti: notizie) che completando il quadro della informazione, definiscono la sostanza della nostra cultura locale.
Nella mia lettera in quella del dott. del Gaudio, si parlava di Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e santo, e di Enrico Buondonno, monaco francescano, a proposito di un soggetto natalizio (testo letterario in lingua napoletana e relativo adattamento musicale), patrimonio della memoria più profonda e più antica di ogni napoletano, specialmente se cresciuto nei territori della provincia. Chi di noi, infatti, non avverte come componente essenziale della sua formazione culturale quella nenia natalizia, nata con noi perché ascoltata in casa dalla voce della mamma, o della nonna, con o senza parole, oppure per le strade, chiara e distinta nella melodia, ma frammentaria nel testo, parodia popolare talvolta, la quale proprio per questo motivo abbiamo considerato sempre come “anonima”?
E invece essa è di dominio mondiale, universale, come universale è il “Tu scendi dalle stelle …” di S. Alfonso M. de’ Liquori.
“Buondonno” e “Liguori” due cognomi diffusi nella nostra area, perché originari proprio di queste parti. Nomi collegati a Napoli e Pagani, a Gragnano e Nocera Superiore, solo se osserviamo i luoghi degli estremi cronologici (ma tutta la loro vita si è svolta in questa regione) delle due personalità, che, rispettivamente, hanno dato il loro apporto caratteristico ed originale al ‘700 e al ‘900 (vogliamo dire: napoletano?) Ecco la nostra storia. Di questo patrimonio dobbiamo essere gelosi custodi. Non voglio dilungarmi per non rischiare di tediare il lettore occasionale preso dalla fretta, ma volentieri ti parlerei di me. Come da te tante volte richiestomi.
E questa sarebbe una occasione propizia.
Con grande amicizia, Luigi”.

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sabato 8 gennaio 2011  (Antonio Orazzo)

La lettera aperta di Antonio Orazzo, presidente dell’UNITRE di Castellammare di Stabia, all’indomani del 2° incontro sulla “Raccolta Differenziata”:
“Spett.le Redazione Liberoricercatore, ieri sera alle ore 17 presso la scuola media “Stabiae” abbiamo avuto il 2° incontro sulla “Raccolta differenziata”. E poiché sul bollettino n.8 anno 80 dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia, leggemmo che “La crisi rifiuti in Campania induce la percezione di gravi rischi per la salute a causa dei rifiuti non raccolti. Gli studi hanno ravvisato la possibilità di un incremento di malattie infettive, dovuto ai rifiuti non raccolti. Circa la patologia tumorale , essa non nasce dal contatto con i rifiuti abbandonati……… Circa le malattie infettive l’Ass. reg. alla Sanità punta sul monitoraggio dell’andamento di alcune sindrome acute. Viene pertanto costituita una task force di specialisti…”, invitammo ufficialmente, oltre a scrivere una lettera aperta, il Signor Sindaco ed il Signor Commissario ASL NA 3 SUD per sapere cosa si sta facendo di concreto nella nostra città. Il Commissario straordinario ASL NA 3SUD, dottor Vincenzo Russo, ritenendo la problematica in discussione di notevole rilievo, per suoi impegni istituzionali improrogabili, ha delegato i dirigenti sanitari, dottor Alfonso Ciniglio ed il dottor Francesco Giuliano, a fornirci utili informazioni sulle malattie infettive correlate all’accumulo dei rifiuti. I due dirigenti sono stati molto esaustivi e ci hanno tolto tanti dubbi e noi li ringraziamo e ringraziamo anche il Commissario straordinario ASL NA3 dottor Vittorio Russo. I due non hanno potuto esaudire i nostri desideri riguardo alla discarica di via Schito ed alla raccolta differenziata. Il nostro Sindaco non ci ha considerato e noi abbiamo dedotto che l’Amministrazione Comunale è contraria ad una perfetta “Raccolta differenziata”. Visto che è intervenuta la Comunità Europea per la “munnezza” della Campania faremo presente al Commissario Barroso la situazione di C/mare dato che a tutt’oggi non si è fatto altro che aumentare la TARSU facendo diventare C/mare il paese che paga più di tutti. Ripetiamo che per una corretta raccolta differenziata occorre urgentemente:
– l’istituzione di almeno due isole ecologiche per gli ingombranti (bisogna riconoscere che gli ingombranti attualmente vengono ritirati puntualmente) e per l’olio esausto, premettendo che l’olio esausto può produrre almeno tre posti di lavoro per giovani che hanno voglia di lavorare e non per tre persone, messe là dai partiti, le quali correrebbero dietro al lavoro come fanno quelli sistemati, oltre nel Comune, nelle aziende municipalizzate.
– la sostituzione dei contenitori fatiscenti.
– la frequenza almeno trimestrale del lavaggio e disinfezione dei contenitori.
– l’esonero della tassa della Tarsu per le persone sole, specialmente donne, che non riescono più a vivere.
Inoltre, visto che a C/mare di Stabia non esiste un regolamento sui colori dei contenitori e visto che molti contenitori, di vario colore, non portano scritte, mentre altri di colori diversi portano la stessa scritta e poiché i cittadini stabiesi si sforzano di fare la raccolta differenziata, non esistendo a C/mare la raccolta porta a porta, esigiamo che il Comune predisponga che almeno sui contenitori ci siano le seguenti scritte sia davanti che di dietro e che i contenitori siano posti con l’apertura dalla parte del marciapiede:
1. Contenitore con la scritta “ORGANICO”
2. Contenitore con la scritta “CARTA E CARTONE”
3. Contenitore con la scritta “VETRO”
4. Contenitore con la scritta “PLASTICA E LATTINE”
5. Contenitore con la scritta “RIFIUTI NON DIFFERENZIABILI”
6. Contenitore con la scritta “INDUMENTI USATI”
Poiché i contenitori con indumenti usati o con vetro o…. non si trovano in tutte le zone, desideriamo che venga preparata una mappa dell’ubicazione dei contenitori.
Per i partecipanti all’incontro.
Il Presidente dell’Unitre, Antonio Orazzo”.

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giovedì 6 gennaio 2011 (Giuseppe Zingone)

Messaggio per la Befana di Giuseppe Zingone:
“Caro cugino la Befana è ormai solo un ricordo di chi, come noi, l’attendeva per un solo giorno di giochi; soprattutto oggi che è Babbo Natale tutti i dì. Penso però che la nostra fiducia l’abbia ripagata a tal punto che Lei stessa è scesa nelle nostre vie per portar via con sé l’immondizia della Città di Castellammare. Auguri a tutti… e soprattutto ai nostri netturbini (allego foto befana avvistata nei pressi del Montil).
Giuseppe Zingone”.

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giovedì 6 gennaio 2011 (ing. Francesco Chianese)

Ci scrive il carissimo ing. Francesco Chianese:
“CARI AMICI TUTTI, questo anno priorità familiari mi hanno tenuto lontano da Castellammare e non ho potuto godere del piacere della vostra compagnia per il brindisi augurale. Alle 12.00 del 01.01.2011 sono stato comunque vicino a voi.
Auguro a tutti voi ed alle vostre famiglie salute e momenti di tregua, vi auguro di realizzare qualcuno dei vostri desideri, ma soprattutto, visto il legame che ci unisce, auguro a noi tutti che, chi può, ci faccia vivere in una città più pulita, più ordinata e più sicura. FRANCESCO CHIANESE”.

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mercoledì 5 gennaio 2011 (Paolo e Caterina Balzano)

Ci scrivono Paolo e Caterina Balzano:
“Carissimo Maurizio, faccio gli AUGURI di Buon Anno a te e a i tuoi cari… la posta purtroppo l’ho letta solo ora… mi avrebbe fatto piacere brindare… Sono tornato l’altro ieri da Tivoli e mi divido fra Torre del Greco e Stabia…
Ho fatto subito un giro per le vie del centro e siamo sempre + convinti di ritornarcene quanto prima a Castellammare… è davvero bella… è una città che vive… Nel clima Natalizio poi, vederla piena di gente con tutti i negozi aperti fa tanto piacere…!!!
Ci sono xò tante altre cose che si dovrebbero mettere a posto… lo… spero tantissimo che con gli anni a venire tutto questo possa succedere!!… BUON 2011 Mauri’… continuiamo così…!!!
PAOLO E CATERINA BALZANO”.

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martedì 4 gennaio 2011 (Angelo Del Gaudio)

Ci scrive il carissimo dott. Angelo Del Gaudio:
“Caro Maurizio, non darmi del fesso se ti dico che guardando le foto del brindisi con gli amici ho visto con emozione le facce della Stabia pulita. Pensando a C/mare, prima dicevo con la canzone celeberrima “ma c’aggia fà, me fa paura ‘e ce turnà”, ora potrei dire “nun vedo ll’ora ‘e ce turnà!!!”. Siate benedetti per quello che fate per questa Stabia che, come aquila ferita , prima o poi, ritornerà a volare. Sempre con voi per un futuro migliore della nostra città che sia degna di accogliere i nostri figli.
Altius – Citius – Fortius.
Con tanta simpatia, Angelo”.

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martedì 4 gennaio 2011 (Gaetano Cotticelli)

La missiva del dott. Gaetano Cotticelli:
“Carissimo Direttore, ricambio di cuore gli auguri per 2011 di pace e serenità a Lei ed a tutta la sua famiglia; un augurissimo a tutti i lettori ed utenti del libero ricercatore ultimo faro di una Castellammare per bene e colta che chi sa mai se sopravviverà allo sconquassante terremoto di becera volgarità che pervade tutta la nostra società. Sempre grato per lo spazio che la Sua Redazione concede al convegno di Epatologia che ogni due anni mi ostino ad organizzare a Stabia, che richiama, per fortuna, un costante interesse della classe medica stabiese e non , ma ahimè quest’anno ha visto la latitanza della nostra Amministrazione Comunale che per la prima volta (rispetto alle precedenti edizioni) non ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione del convegno alla quale hanno viceversa aderito, con estrema e puntuale sensibilità istituzionale le autorità accademiche nella persona del Magnifico Rettore della Seconda Università di Napoli. Un’altra occasione persa nell’ottica del risveglio culturale della nostra città!!!!
Un fraterno abbraccio, Gaetano Cotticelli”.

 

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domenica 2 gennaio 2011 (Antonello Ferraro)

Antonello Ferraro scrive una lettera al carissimo Gigi Nocera:
“Egregio Signor Gigi, vorrei per prima cosa augurarLe un buon 2011, ricco di serenità e di tutte quelle cose che il Suo cuore desidera. Sono un fan del sito Libero Ricercatore di Stabia, grazie al quale ho potuto conoscere le meravigliose pagine del Suo libro “Gli anni ’30 a Castellammare”. Francamente penso che il suo libro possa essere tranquillamente paragonato ad un quadro bellissimo dipinto con una grande maestria. Ho letto tutti i suoi scritti con grande attenzione ed emozione. Complimenti, sono veramente bellissimi!
Man mano che scorrevo le pagine mi sembrava di sentire la voce della mia povera mamma, mancata ormai da oltre dieci anni, che mi raccontava i suoi bellissimi anni verdi. Mia mamma era del 1923 ed abitava a via Salita San Giacomo, di fronte al carcere. La cosa simpatica è che il ciabattino da Lei descritto è il nonno di mia cognata. Oggi conservo questo libro come una reliquia. Stamattina assieme agli amici del sito ci siamo scambiati, al bar Fontana, gli auguri e prima del brindisi abbiamo ascoltato la Sua bellissima Mail, letta da Sua sorella. E’ stato un momento molto bello e tutti noi abbiamo sentito la Sua bella presenza anche se così lontana. Mi farebbe piacere conoscerLa personalmente, ma siamo troppo lontani.
Le invio i miei più rispettosi saluti e gli auguri per il futuro.
Antonello Ferraro”.

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sabato 1 gennaio 2011 (Antonello Ferraro)

A mezzanotte in punto (ore 00.00 del 1° gennaio 2011), ci scrive il carissimo e sempre preciso Antonello Ferraro:
“Carissimi Amici, in questo momento brindo alla Vostra salute ed auguro a tutti Voi, “fratelli del sito”, un anno di salute, di pace e di prosperità.
I miei più sinceri auguri al mitico Maurizio (se non ci fossi tu, bisognerebbe inventarti) e tutta la sua famiglia. Un pensiero speciale con gli auguri più sinceri, lo invio agli Stabiesi lontani dalla nostra Città. Quanto a me, cosa dire!!! Mi basta un Vostro sorriso!
Con affetto… Antonello Ferraro”.

Lettere alla redazione 2012

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione: gli annunci, i vostri messaggi e gli eventi segnalati alla Redazione nel 2012.

giovedì 13 dicembre 2012 (signora Lina)

La signora Lina pone una domanda (che abbiamo girato al nostro Giuseppe Zingone):
“Salve Sig. Maurizio. complimenti per il lavoro svolto solo che non ho trovato nelle Vs. rubriche il rosario che si canta per la dodicina all’Immacolata, anche quello è una tradizione stabiese. Sono due canti uno comincia con: “Iddio, ti salvi, oh giglio senza macchia, Iddio ti salvi, oh rosa senza spine”.
Attendo risposta. Lina.

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giovedì 13 dicembre 2012   (Aniello Lascialfari)

Il gradito invito di Aniello Lascialfari alla manifestazione “Il nonno racconta”:
“Noi stabiesi siamo fieri di essere nati in questa città e se andiamo a vivere in un altro paese, seppure definitivamente, non dimentichiamo mai il nostro vissuto in questa nostra cittadina ed è per questo che il giorno 15 dicembre, dalle ore 19,00 alle 21,00 (nel mio spazio di circa 20 minuti), ricorderò il nostro ill.mo concittadino e scrittore Gigi Nocera (traendo una sua pagina dal quaderno “Gli anni ’30 a Castellammare”, pubblicato da “liberoricercatore.it”).
Lo spettacolo, ideato da Anna Ingenito, intitolato “Il nonno racconta”, si terrà nello spazio libero della chiesa del Carmine di Castellammare di Stabia. Vi aspetto, siete tutti invitati!”.
Vostro, Aniello Lascialfari.

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domenica 9 dicembre 2012 (Lucio Sabia)

La missiva di Lucio Sabia, Delegato Tesoriere FAI Napoli:
“Cari amici, è con una enorme gioia che vi comunico che sono state consegnate al FAI ben 1555 schede, quasi tutte complete, per un totale di circa 17.000 firme.
Le firme on line sono state 640, che comunque conquistano il 13° posto assoluto a livello nazionale. Questo risultato è merito vostro che con abnegazione e tanta volontà, che ho potuto constatare ogni volta che vi ho incontrato, avete dimostrato che Castellammare di Stabia è, prima di tutto, storia, cultura, amore per l’ambiente e la natura. A questo punto ritengo che con oggi si è chiuso solo la prima tappa di un percorso che, in un modo o altro, ci porterà a godere della bellezza di questi luoghi che avete promosso. Giro a tutti voi il plauso, che è stato fatto a me personalmente dalla Presidenza della Campania e da tutta la delegazione di Napoli, che non credevano ai loro occhi per il risultato da voi raggiunto. Sicuramente nella provincia di Napoli siete al 1° posto per le firme. Questo comunque, come più volte detto, non significa ancora nulla. La commissione che analizzerà i voti darà il suo responso in primavera prossima. Manteniamo viva la speranza. Mi piace sottolineare che il vostro più grande successo è quello di aver smosso la coscienza in tanti concittadini ed aver risvegliato l’amore per questa città, che merita migliori fortune. Altro vostro successo è quello di aver fatto conoscere, all’ Italia che conta, quanta storia e cultura si nasconde in questa meravigliosa città, purtroppo conosciuta solo per gli aspetti negativi che l’attanagliano. Sono sicuro che insieme si potranno portare avanti altre iniziative belle, come è stata questa.
Ancora vi giungano le miei più sentite congratulazioni, vostro amico Lucio”

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martedì 4 dicembre 2012 (Ilenia Averaimo)

Il messaggio di Ilenia Averaimo:
“Salve, Vi scrivo questa mail, perché mi sono imbattuta nel vostro sito e ho letto il bellissimo articolo su S. Espedito scoprendo che a Castellammare c’è una chiesa con la statua del Santo. Solo che ho provato tante volte a chiamare al n. che ho trovato su internet, ma è inesistente, così ho chiamato ad un Monastero vicino e mi hanno detto che la chiesa è distrutta. Volevo sapere se è vero e se ci fosse la possibilità di visitarla, anche se chiusa. Mi scuso per il disturbo.
Saluti ILENIA”.

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mercoledì 21 novembre 2012 (Ferdinando Ippolito)

Ci scrive lo stabiese Ferdinando Ippolito dalla Lombardia:
“Gentilissimo Direttore, voglio complimentarmi per il portale su Castellammare di Stabia che dirige in maniera impeccabile, per persone come me che vivono fuori dalla terra natia da più di 30 anni è un punto di riferimento costante. E’ bello leggere giornalmente notizie, curiosità, aneddoti o articoli scientifici sulla nostra cara città. Che dire, è diverso tempo che vi seguo con immenso piacere ed anche qualche volta con le lacrime agli occhi, la mia famiglia è ormai tutta in Lombardia. Vorrei complimentarmi inoltre per la passione che mettete in quello che fate, che bello vedere le stampe del sig. Fontana, le navi varate nel glorioso Cantiere, gli articoli del dottore Fontanella sulla natura o gli aneddoti, pagine di storia che cura il dottor Plaitano, le sue ricerche sono quelle che più mi affascinano e mi intrigano forse anche per il modo semplice di come le scrive, mi sembra di vederlo e per certi versi mi dà l’idea di Luciano de Crescenzo. Continuate ad amare e ad onorare la nostra terra natale, è grande il lavoro che svolgete per questa terra tanto bistrattata in particolar modo in questi ultimi tempi.
Un grosso abbraccio. Ferdinando Ippolito”.

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martedì 20 novembre 2012 (Vincenzo Paolo Balzano)

Ci scrive lo stabiese Vincenzo Paolo Balzano da Tivoli:
“Carissimo Maurizio, colgo l’occasione per salutarti e ringraziarti ancora per questo stupendo sito che è il LIBERO RICERCATORE…!!
Quando ho un po’ di tempo libero, mi fa sempre piacere vederlo ed informarmi sulla questa BELLISSIMA città che è Castellammare di Stabia!!!!
Con l’occasione mando un caloroso abbraccio a Te e a tutti quelli che amano il sito ed ovviamente Castellammare…
Ciao a presto Paolo da Tivoli (ex Sicilia – Agrigento-)”.

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sabato 17 novembre 2012 (Anna Ingenito)

“Fede ritrovata”: un nuovo messaggio della signora Anna Ingenito:
“Ho avuto appena conferma che l’anello è stato restituito alla legittima proprietaria vi ringrazio di cuore…
Anna Ingenito”.

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venerdì 16 novembre 2012 (Anna Ingenito)

Buone notizie!!! In riferimento all’appello odierno del naturalista Ferdinando Fontanella, relativo alla fede nuziale smarrita (rif.: “Avvisi” – comunicazione del 16/11/12), ci scrive la signora Anna Ingenito:
“Gentile redazione, sono Ingenito Anna responsabile dell’associazione di volontariato “L’Aquilone Azzurro”, proprio ieri con grande rammarico la moglie dell’avvocato Giovanni La Terza, mi telefonava in lacrime dicendomi che aveva smarrito la fede nuziale dei suoi 50 anni di matrimonio.
La signora la sera prima aveva partecipato allo spettacolo “Musiche e Parole”, invitata da me insieme con il marito Giovanni, sarei molto grata se la potesse contattare e dargli personalmente la bella notizia del ritrovamento, pertanto le lascio il suo numero di telefono 081/8714…
Ringraziandovi, saluto. Anna Ingenito”.

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mercoledì 14 novembre 2012 (Robert Bauer)

Ci scrive il sig. Robert Bauer:
“Buona sera, sto cercando il quadro del porto di c di stabbia! Con le barche bicole, mi pare ad olio. Il quadro e quello sul vostro sito. Dove si puo trovare?
La mia bis, bis nonna viene da castell amare di stabbia. Mille grazie e scusate del mio inperfetto italiano.
Distinti saluti. Robert Bauer”.

Risposta: egregio sig. Bauer, nella speranza di aver compreso la sua richiesta, provi a vedere se ciò che cerca è in questa rubrica: “Pitture Nostrane”

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lunedì 5 novembre 2012 (Vittorio Negri)

La missiva del sig. Vittorio Negri:
“Gentile redazione, sto cercando immagini ( stampe, dipinti o cartine ) che raffigurano il castello visto dal mare antecedenti al 700, questa documentazione mi serve per dare una datazione approssimativa dell’abitazione che si trova accanto al muro che scende dal castello.

https://www.liberoricercatore.it/immagini/Stampe/pacichelli.jpg

Ho visto questa incisione e all’epoca gia risulta presente e se non vedo male sembra esserci un crocifisso sopra. Se avete altre informazioni vi prego di contattarmi
Colgo l’occasione per farvi i miei più sinceri complimenti per l’ottimo lavoro svolto per il sito.
Cordiali saluti, Vittorio Negri”.

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sabato 3 novembre 2012   (Luigi)

Il sig. Luigi chiede delle informazioni (chi è in grado di rispondere è pregato di scriverci all’indirizzo: liberoricercatore@email.it):
“Ciao ragazzi mi chiamo Luigi, nativo rione Postiglione; ho da farvi una richiesta. Uno dei miei più bei ricordi è una poesia che mi recitava sempre un certo VINCENZO CARUSO (stabiese doc pace all’anima sua), diceva che era lui l’autore (io gli credo) ed era bellissima, non ricordo il nome vi posso scrivere solo un paio di strofe iniziali:
MA QUANDA CUNT CASPIT
AVIMMA RA’ A STA GENTE
NUN CE PUTIMM MOVERE
CA CIANNA TENE MENTE

Voi sapete già dove cercare e spero che possiate trovare qualcosa, sarebbe veramente eccezionale e inoltre sarebbe una memoria importante per Castellammare.
Vi ringrazio”.

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mercoledì 31 ottobre 2012 (Catello Izzo)

Ci scrive il sig. Catello Izzo da San Benedetto del Tronto:
“I vostri nomignoli mi hanno ricordato molte cose e mi hanno fatto sorridere…
Con i migliori saluti, Catello Izzo da San Benedetto del Tronto”.

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sabato 27 ottobre 2012 (Raffaele Scala)

Ci scrive il dott. Raffaele Scala:
“Caro Maurizio, all’appello dei “luoghi del cuore” ho già risposto con entusiasmo, firmando e facendo firmare amici, parenti e conoscenti. Ogni iniziativa tesa a migliorare le sorti della nostra amatissima Città è sempre ben accetta. Se questa newletter può rappresentare un ulteriore strumento di coinvolgimento di più larghe fasce di concittadini ben venga, non può che avere il mio personale sostegno. Come sempre, con simpatia.
Cordiali saluti, dott. Raffaele Scala”

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sabato 27 ottobre 2012 (Giuseppe D’Onofrio)

Il messaggio del sig. Giuseppe D’Onofrio:
“Sig. Maurizio, ho già firmato per le fontane del re. Ho ricevuto il suo libro sullo stemma di C.mare e desidero ricevere sempre le sue gradite news.
Saluti, Peppino”

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giovedì 25 ottobre 2012   (Mimmo Longobardi)

La gradita missiva del sig. Mimmo Longobardi:
“Egregio Maurizio, ho gradito moltissimo la tua newsletter di prova ed ho subito provveduto a votare per le fontane del re, che per me sono oggetto di carissimi ricordi in quanto bambino, negli anni cinquanta frequentavo i boschi, in quel tempo luogo amenissimo e molto accogliente.
Seguo con molto interesse il tuo ottimo sito e ti faccio i miei complimenti per il grande lavoro che fai per esso.
Cordiali saluti. Mimmo Longobardi”

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lunedì 22 ottobre 2012 (Camillo Giancristofaro)

La gradita missiva di Camillo Giancristofaro del Club LIONS HOST:
“Il vostro è un sito che ho imparato ad apprezzare da poco tempo, in particolare dopo l’avvio dell’iniziativa F.A.I. alla quale ho attivamente partecipato quale referente del Club LIONS HOST. E’ vero, l’iniziativa giunge al termine (al momento abbiamo superato le 10.000 firme e in questi ultimi giorni potremo fare ancora meglio) avendo creduto in tanti nel recupero alla città del nostro “luogo del cuore” dopo il 31 ottobre non dobbiamo mollare. Non dovremo disperdere questa unità di intenti che ha visto uniti allo scopo decine di associazioni e migliaia di cittadini. Riprendiamoci la nostra città.
Cordialmente. Camillo Giancristofaro”.

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venerdì 19 ottobre 2012 (Pasquale Iozzino)

Carluccio d”e ricuttelle”: ci scrive il sig. Pasquale Iozzino:
“Ho visto sul vostro sito un ritratto di Carlucciello d”e ricuttelle. Il ritratto è stato eseguito da mio zio Pasquale Iozzino. Potrei sapere chi ne è in possesso ora?
Grazie e complimenti per la ricerca e per il sito.
Giuseppe Iozzino”.

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mercoledì 10 ottobre 2012 (Gelda Vollono)

Ci scrive la prof.ssa Gelda Vollono, studiosa ed amante di storia locale e presidente dell’Associazione culturale “Ex Diversis Unum”:
“Caro Maurizio, “post fata resurgo” dopo un lungo silenzio le cui ragioni sicuramente intuirai. Ma adesso mi sento di nuovo pronta a scrivere della mia città senza che questo mi faccia male e di questo devo ringraziare Lino che non mi ha mai abbandonata facendomi sentire ancora una stabiese doc anche se a distanza. Se ti fa piacere vorrei riprendere la collaborazione con il tuo sito inviandoti un nuovo lavoro dal titolo “Lo Stabias Hall”, che horealizzato insieme a Lino. Fammi sapere se e quando lo puoi pubblicare che te lo invio.
Saluti cari a te e a tutti i tuoi lettori e collaboratori. Gelda”.

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sabato 6 ottobre 2012 (Maria Francesca Ruggiero)

Lettera denuncia della dott.ssa Maria Francesca Ruggiero:
“Caro Maurizio, tempo fa sul sito mi imbattei in una denuncia di Nando in merito allo stato di abbandono della fontana di via Sanità…
(rif.: https://www.liberoricercatore.it/Cultura/tragicomica.htm ).
Ieri sera la scena che mi si è presentata davanti ha immediatamente “linkato” il ricordo di quella lettura ormai dimenticata… Riguardando le sue foto, tuttavia, penso che le mie siano di gran lunga superiori… AHIME’!!

La Sanità della fontana… (foto 1)
La Sanità della fontana… (foto 2)
La Sanità della fontana… (foto 3)

Francesca”.

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sabato 22 settembre 2012 (Luigi Casale)

Un simpaticissimo augurio di buon onomastico del prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, auguri! Oggi, leggendo il martirologio romano, ho avuto un sussulto che mi ha fatto saltare quaranta centimetri dalla sedia. “S. Maurizio e compagni!” …Allora subito ho pensato: “Vuoi vedere che ci hanno fatti santi – noi suoi collaboratori – insieme a Maurizio? A nostra insaputa, o qualcuno sapeva?”.
Quanto a me, “molto indegnamente”. Poi ho trovato la pagina “Cattedrale di Pescia“. Te la invio, dopo averti fatto gli auguri di Buon Onomastico.
Auguri! Luigi”.

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lunedì 17 settembre 2012   (Vincenzo Cannavale)

La missiva del sig. Vincenzo Cannavale del “Comitato Spiaggia”:
“Salve, su consiglio della Dr.ssa Di Maio del Comune di Castellammare di Stabia, vorremmo richiederle informazioni storiche relative ai festeggiamenti della S.S. Assunta nel Rione Spiaggia. Avremmo intenzione, siccome organizziamo i festeggiamenti da circa 15 anni, di creare una brochure che racconti le origini della festa e la festa oggi. Per contatti: Vincenzo 329/731….
Saluti, Vincenzo Cannavale”.

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sabato 15 settembre 2012   (Ass.ne StabiAmore)

Un brevissimo comunicato dell’Ass. StabiAmore:
“L’Associazione culturale StabiAmore, dopo un’ampia e approfondita discussione sul tema dell’ormai certa soppressione della linea ferroviaria che collega Castellammare di Stabia a Torre Annunziata, propone, in alternativa, l’istituzione di un servizio di navetta su gomma che colleghi la città di Castellammare alla stazione ferroviaria di Pompei, sita in Viale Mazzini.
Tale soluzione garantirebbe a tutti i cittadini stabiesi la possibilità di accedere alle tratte ferroviarie Napoli-Roma e Napoli-Salerno, e rappresenterebbe di per sè un’opzione aggiuntiva per tutti i viaggiatori e i pendolari.
Ass.ne StabiAmore”.

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venerdì 14 settembre 2012   (Maria Francesca Ruggiero)

Ci scrive la dott.ssa Maria Francesca Ruggiero: “Ordinazione sacerdotale”:
“Caro Maurizio, informo te e gli amici del sito che stasera, venerdì 14 settembre, alle 19,30 nella Concattedrale di Castellammare ci sarà la messa per l’ordinazione di due nuovi sacerdoti, uno dei quali nostro concittadino. Oltre all’aspetto religioso, credo possa essere interessante anche da un punto di vista culturale, vista anche la particolarità dei riti che si celebreranno.
A presto! Francesca”

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venerdì 24 agosto 2012 (Luigi Casale)

Lettera alla redazione del prof. Casale (24 agosto: data memorabile):
“Caro Maurizio, è un po’ di anni che il 24 agosto figura nel calendario della mia memoria personale come data memorabile. Forse perché precede il 25, che è la festa di santa Patrizia, venerata a Napoli dove molte persone in suo onore ne portano il nome, e fra di esse anche Patrizia mia moglie. Certo, nell’inconscio il collegamento al 25 mi fa ricordare anche il 24.
Non è una festa, ma una data storica memorabile, specialmente per gli studiosi dell’antichità, gli archeologi, e per tutti noi nati e vissuti nelle “amene città della Campania” di cui parla Svetonio, storico romano. È infatti la data dell’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.C., quella che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia.
Ho detto una data memorabile, non certo una ricorrenza festiva, comunque da celebrarsi sul piano esistenziale, su quello culturale e su quello storico-scientifico.
Forse la data non è esatta, forse le cronache dell’epoca riportateci dalle fonti letterarie vanno ancora sottoposte al vaglio della filologia, forse l’approssimazione dei sistemi di computo del tempo (giorni, mesi, anni) e la loro uniformazione al calcolo cristocentrico la farebbero scivolare indietro di qualche anno. Tutto questo interessa poco data la dimensione cosmica dell’evento, e anche per la nostra sensibilità di uomini del XXI secolo capaci di cogliere dalle opere degli Autori e dalla evidenza dei reperti tutta la drammaticità dei fatti testimoniati. Perciò non può mancare il ricordo anche di questa data (per quanto simbolica, perché approssimativa) ai fini della conoscenza delle antichità romane presenti sul nostro territorio campano e in particolare di Castellammare.
Luigi Casale”.

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lunedì 20 agosto 2012 (Nello Lascialfari)

Il carissimo Aniello Lascialfari si fa portavoce di uno “stato d’animo”:
“Sto pensando a quella signora distinta che mi ha fermato all’altezza delle Scuole Medie, chiedendomi: “Scusate vi chiamate Aniello? – Prego signora, mi chiamo Aniello – Voi mi dovete fare da portavoce, io mi voglio complimentare con il sito liberoricercatore, voi non sapete che gioia mi date, io non so chattare e quando vado a casa da mia sorella, mi faccio mettere sul vostro sito e sto tutta la giornata a guardare immagini, a leggere e a ricordami i soprannomi, tanto che a volte mi sembra ancora di vedere quelle persone, seppure adesso, in tanti, non ci sono più. E’ proprio bella questa nostra città, e poi voi, i vostri racconti… voi non ci crederete, io cammino con voi… e Nando Fontanella che scienziato: “Con i suoi scritti, ve fa verè proprio la natura r’‘inta ‘a casa”, e chelli fotografie ‘e Giuseppe Plaitano” – signora allora conoscete un po’ tutti del sito! – sig. Aniello, io ho letto anche la poesia che vi ha dedicato Giuseppe Plaitano, e ho letto anche la vostra risposta, e non solo, conosco anche altri scritti di Plaitano pubblicati sul sito, e che dire di Corrado di Martino… un vero artista sia per come conduce l’Altra Rete, sia per come ha scritto ‘o fatto r’‘o stemma ‘e Castiellammare. Per non parlare delle stampe d’epoca di Gaetano Fontana e degli interventi di Enzo Cesarano, ‘o panettiere, io lo vedo quasi ogni mattina, e tanto altro ancora come le poesie o quelle canzoni, si io sono troppo innamorata del vostro sito! – Si signora è veramente un bel sito, soprattutto per noi stabiesi, e per quelli che sono lontani da Castellammare – Si avite ragione e tutto questo lo dobbiamo al quel giovane ideatore di questo sito, Maurizio Cuomo, a lui va un riconoscimento particolare – ed è giusto signora voi non sapete quante ore di sonno lui perde per curare il sito in tutti i suoi particolari, molte volte con lui collabora Nando il naturalista, Plaitano, Corrado, Antonio Cimmino, Enzo, lo stesso Gaetano Fontana ed altri. A questo punto lo sguardo della signora si è fatto serio – Avete visto che vigliaccata che ci hanno fatto ieri? “Chella muntagna che bruciava”, voi non ci crederete, ma io rint”a chelli fiamme, io l’haggio viste ‘e chiagnere, a ‘sta montagna, non per il dolore, ma p’‘o tuorto ca steve subbenne, io avesse volute correre ‘ngopp’‘a montagna e l’avesse voluto aiutà, ma comme, che aiuto le putevo dà, se non quello di cercare di spegnerla ch’e lacreme mie?! L’ho guardata, e superando un nodo alla gola, le ho chiesto: ma come avete detto di chiamarvi signora? Pina o Tina? Prima non ho capito bene -Va bene così, preferisco essere una delle tante stabiesi che amano questa città e non hanno nome, perché stanno nell’incognita, e voi di liberoricercatore dovete sapere che siete una grossa realtà stabiese e non solo – Signora io, seppure collaboro col sito con qualche piccolo scritto, mi farò vostro portavoce, e a nome di chi conduce il sito e i veri collaboratori, vi voglio abbracciare, e qua mi sono accorto che questa signora distinta PIANGEVA….
Aniello Lascialfari”.

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martedì 14 agosto 2012 (Guseppe Zingone)

Giuseppe Zingone ringrazia l’avv. Gian Nicola de Simone:
“Gent.mo avvocato de Simone grazie per le ulteriori informazioni che apporta alla storia del capitano Sorrentino.
Nella speranza che nel suo libro possa trovare un piccolo spazio, per dar lustro a questo giovane meridionale ed al suo libro Navigatore Solitario.
Saluti cordiali Giuseppe Zingone”.

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sabato 11 agosto 2012  (Gian Nicola de Simone)

L’avv. Gian Nicola de Simone, scrive a Giuseppe Zingone:
“Gent.mo Giuseppe Zingone, sono Gian Nicola de Simone e sto effettuando una serie di ricerche per il libro sui 100 anni del Circolo Canottieri Napoli, che cadono il primo luglio 2014. In particolare, sto visitando la splendida ‘Emeroteca Tucci dove stamane sfogliando “Il Mattino”, anno 1937, ho trovato diverse notizie sul Capitano Vincenzo Sorrentino (nato a Castellammare nel 1903) e la sua idea della traversata del mondo in solitario. Oltre quanto avete già detto aggiungo:
l'”Espero”, denominato “panfilo”, viene varato al Circolo Canottieri il 6 giugno ’37, madrina la Principessa di Piemonte. Il Cap. Sorrentino, definito vecchio socio del Circolo Canottieri Napoli, parte da Roma il 10 agosto ’37 per un’impresa che è posta sotto l’alto patronato della Società Geografica Italiana. In effetti, dopo non ho trovato altro sulla spedizione, sicché può dedursi non sia stata portata a conclusione; ma è certo che il Cap. Sorrentino sia partito. Sul giornale vengono riportati anche i messaggi augurali delle più alte cariche dello Stato dell’epoca.
Si legge anche sui quotidiani che il raid Roma-Tripoli fu compiuto dal 2 giugno al 2 agosto del ’30. Non meravigli la partenza dall’Aniene a Roma: il Circolo capitolino era già fortemente collegato con la Canottieri Napoli, il cui Vice Presidente dell’epoca, Comm. Archimede De Gregori, era uno dei più grandi vogatori dell’Aniene; già nel ’26 un otto yole aveva vogato dalla Canottieri Napoli all’Aniene.
Potrete comunque trovare numerose altre notizie (che io non ho trascritto) presso l’Emeroteca consultando i quotidiani dell’epoca.
Nella speranza di aver fatto cosa gradita con il presente contributo, che si aggiunge a quello del sempre straordinario Paolo Rastrelli, invio i miei migliori saluti restando a disposizione per ogni eventualità.
Gian Nicola de Simone”.

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venerdì 10 agosto 2012 (lettera non firmata)

Restauro negato (Castellammare di Stabia, 9 agosto 2012. Incredibile ma vero):
“A maggio dello scorso anno, a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli, la rabbia operaia si trasforma in violenza.
Le tute blu dello stabilimento Fincantieri reagiscono in maniera durissima al piano di chiusura del cantiere. Gli operai stabiesi, assaltano Palazzo Farnese (Casa Comunale) e iniziano a distruggere tutto ciò che trovano dinnanzi, tra cui due busti marmorei: quello di Re Vittorio Emanuele II e di Giuseppe Garibaldi.
I due busti in marmo di fine ottocento vengono quasi distrutti: Garibaldi viene decapitato e il Re danneggiato seriamente.
A fine ottobre un cittadino stabiese si sostituisce all’ Istituzione, almeno economicamente.
Invia una lettera al Sindaco Bobbio, nella quale dice di farsi carico delle spese economiche per restaurare il busto del primo Capo di Stato dell’Italia Unita.
Da allora, a circa un anno da questa proposta non indecente, ma che vuole insignire il Comune di un onore, il povero cittadino, che sicuramente non può essere povero per far questo, aspetta ancora.
Dopo qualche mese, il dirigente del settore Lavori pubblici e Ambiente dott. Donatangelo Cancelmo, che dà l’autorizzazione a procedere, chiede una relazione sul restauro da compiere.
Il Cittadino Stabiese consegna la relazione, ma fino ad oggi non è arrivata nessuna risposta.
Da allora si attende una mossa dal Comune, come anche per i due busti si attende una giusta collocazione.
Attualmente sono “conservati” in un deposito comunale.
Morale della favola: un cittadino vuole pagare di tasca sua il restauro, ma viene snobbato dalle istituzione!
Ancora una volta c’è la tendenza a voler allontanare le buone idee dai palazzi del potere! Perchè?”.

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lunedì 23 luglio 2012 (Antonio)

La richiesta di informazioni del sig. Antonio:
“Carissimi amici, avrei una richiesta da farvi. Sapreste dirmi il nome dell’albero che si trova vicino alla fontana dei tritoni in villa comunale?
Intendo la fontana di fronte al bar Di Nocera. E’ quel albero elegantissimo, che d’estate si colora di verde intenso e col mutare delle stagioni cambia il colore delle sue foglie, passando da un verde tenue al verde scuro, poi al rosso, ed infine al giallo per poi perdere in inverno tutte le foglie.
Grazie Antonio”.

Risposta: Gentilissimo sig. Antonio, l’albero in questione è uno Ginkgo biloba (visualizza immagine), spero di esserle stato utile. Cari saluti dalla Redazione!!!

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venerdì 20 luglio 2012 (Ilario Spanò)

Una gradita missiva dello stabiese Ilario Spanò:
“Ciao Maurizio, scusa se mi permetto di darti del tu ma sei tanto più giovane di me, sono Ilario il cugino di Antonio Cimmino, in questi giorni ho avuto la fortuna di consultare il tuo bellissimo sito e già dalle prime consultazioni ho capito che mio cugino sicuramente ne era informato, infatti, l’ho chiamato e ne ho avuto conferma. La presente per congratularmi con te per la stesura dello stesso, è fantastico!!!!!! e mi ha letteralmente entusiasmato come mi entusiasma tutto ciò che riguarda la nostra bellissima città. Ti ringrazio a nome di tutti gli stabiesi veri, innamorati della fantastica Castellammare, ti seguirò quotidianamente e spero sia possibile conoscerci di persona alla prima occasione.
Ciao Ilario Spanò”.

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giovedì 17 luglio 2012 (Alfredo Volpe)

Nella speranza che possa servire, apriamo a tutti gli affezionati lettori, la lettera inviata dal carissimo Alfredo Volpe:
“Ciao Maurizio, da parecchio non ci sentiamo e il momento è venuto in maniera occasionale e spontaneo. Vorrei segnalarti (nulla di particolare) che da qualche anno ho lanciato (come forse tu già sai) attraverso la mia associazione, sito http://www.ukraine-italy-association.it/portale/ e Facebook una proposta idea (secondo me) molto interessante e promettente. Quale quella di una fratellanza-gemellaggio tra la nostra città e quella della città ucraina di Bila Tzerkva. Ho una lettera di gradimento e credenziali del Sindaco di questa comunità ucraina entusiasta, felice e ben disposto affinché ciò si realizzi. Purtroppo da parte dei nostri amministratori cittadini non vi è uguale e corrispondente attenzione e sensibilità. E’ un sogno che ormai accarezzo da qualche anno e più e che vorrei vedere di realizzare. Sono disponibili anche degli aiuti economici dalla Comunità Economica Europea e sostegni di vario genere per agevolare, invogliare e promuovere queste forme di collaborazione e parternariato tra i popoli. Tu giovane brillante esperto di pubbliche relazioni molto ascoltato nella comunità stabiese, desidererei che mi fornissi dei suggerimenti, indicarmi delle associazioni, degli enti, di autorevoli ed ascoltati amici stabiesi, con cui condividere questa stupenda iniziativa piena di promettenti opportunità. Io purtroppo non ho particolari doti di dialettica di convincimento e persuasione nel veicolare sul Web cittadino e ne tra i nostri amici. Pertanto se tu puoi segnalare – indicare -suggerire – sensibilizzare benemerite associazioni di promozione sociale sul territorio -enti- autorevoli ed ascoltati amici comuni nel creare degli sponsor e sostenitori di questa meritevole iniziativa te ne sarò grato.
Un cordiale abbraccio. Alfredo Volpe (Bila Tzerkva)”.

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giovedì 12 luglio 2012 (dott. Raffaele Scala)

Uno spunto di riflessione del dott. Raffaele Scala:
“La storia, si sa, la scrivono i vincitori, ed i libri servono a glorificarne i condottieri, fin dalla notte dei secoli. Chiunque abbia dimestichezza con la Storia e una conoscenza non scolastica, sa che questa è una scienza che va interpretata. In particolare la ricostruzione della vita dei Generali, dei Principi e dei Re, come quelle di tutti i cosiddetti “Grandi Uomini” sono, da sempre, le vetrine dell’apparire più che lo specchio dell’essere. Poteva mai Garibaldi sfuggire a questa regola elementare? La biografia di Garibaldi inviata dal Presidente dell’Unitre (rif.: post del 9 luglio 2012), non dice nulla di nuovo di quanto già non sappiano gli addetti ai lavori e meraviglia la sua “meraviglia”. Tra Vita privata e vera e vita pubblica e falsa c’è sempre stato di mezzo l’Oceano Atlantico e a scoprire gli altarini dovremmo cancellare i due terzi dei nomi delle nostre piazze, vie, viali e corsi principali, perché tra loro scopriremmo le miserie umane di troppi imbroglioni, ladri, corruttori e perfino assassini, per non parlare di vizi e stravizi dei nostri eroi. Questo vale per i militari come per chiunque altro si sia distinto nella vita sociale, politica, artistica, letteraria del proprio e altrui Paese. Probabilmente, a scavare nel fondo, non si salverebbero neppure, non so, San Francesco e Padre Pio. E sarebbe triste scoprire che perfino la vita dei santi non è stata da “Santo”. E allora che facciamo? La vita è una finzione che serve a dare uno scopo alla nostra esistenza, nata per caso. Per renderla migliore, per renderci migliore, ci siamo inventati un Dio e come premio la nostra fervida fantasia ha creato il Paradiso. Viviamo d’illusioni, per favore non svegliateci.
Cordiali saluti. dott. Raffaele Scala”.

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lunedì 9 luglio 2012 (Antonio Orazzo)

A seguire alleghiamo la lettera che Antonio Orazzo, presidente dell’UNITRE Stabia ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

Visualizza la lettera girataci per conoscenza“.

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giovedì 5 luglio 2012 (Domenico Pepe)

La missiva dello stabiese Domenico Pepe:
“Anche se non abito più a C/mmare, sono sempre sentimentalmente legato alla mia città natale. Per questo mi capita talvolta di esplorare in internet i siti web che mi possano dare notizie, quelle piacevoli, che mi facciano ritornare alla mente i miei tempi giovanili, quando il clima che si respirava era quello della laboriosità, cordialità e tranquillità. Un Cantiere Navale che sfornava navi traghetto e da carico, i Cantieri Metallurgici che producevano manufatti, un’Avis che ristrutturava
carrozze delle Ferrovie dello Stato, un turismo termale che produceva ricchezza, i chioschi dell’Acqua della Madonna che attirava clienti dalla provincia ecc… Niente droga e delinquenza organizzata e spicciola, niente parcheggiatori abusivi ed organizzati in città e al mare, niente rifiuti per le strade, niente traffico caotico …e l’elenco continuerebbe. Sbirciando nel vostro sito alla 13 D, con piacere, ho visto pubblicato una foto che mi ritrae al tempo della scuola elementare.
Penso che essa sia mia perchè l’avevo intenzionalmente resa pubblica in facebook, allo scopo di solleticare la sensibilità e l’interesse alla comunicazione da parte degli amici di scuola raffigurati. Ma al momento niente… Visto il vostro invito ad arricchire l’archivio in oggetto, provvedo ad inviarvi alcune foto. A voi la valutazione se le ritenete valide per la pubblicazione. Ho letto, tra l’altro, una recensione di Antonio Cimmino (che conosco …ne abbiamo consumate scarpe sul lungomare con Mimmo Anastasio) sull’amico comune Catello Gargiulo che ho perso di vista dagli anni ’70 ed avendo una sua foto che lo ritrae insieme ad altri amici, me compreso
sulla dx, ho pensato gli facesse piacere riceverla. Basta! Penso che al momento sia tutto…
In attesa, un saluto da Domenico Pepe”

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mercoledì 4 luglio 2012 (anonimo stabiese)

Per dovere morale il nostro portale non può rifiutare di pubblicare una denuncia che potenzialmente potrebbe assicurare l’incolumità di tanti cittadini stabiesi. Allo stesso tempo, però, invitiamo l’anonimo di oggi e tutti coloro che in futuro intendessero intraprendere questo tipo di iniziative, a rivolgersi sempre ed esclusivamente, direttamente agli organi preposti: Comune, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine… ecc., che sicuramente (con competenza, più diritto e meglio di liberoricercatore.it), possono risolvere questo tipo di problema, ciò premesso e nella certezza che i depositi citati siano provvisti di regolare autorizzazione all’esercizio e alla detenzione delle bombole, a seguire riportiamo la missiva/denuncia di un “anonimo stabiese”:

“Salve…, qualora riteniate importante questo mio messaggio, vi prego sin da subito di lasciarmi la possibilità di rimanere anonimo per motivi che sicuramente capirete.
Abito nel centro antico di Castellammare, nei pressi di Salita San Giacomo… Poche notti fa una puzza di gas ha allertato tutti noi abitanti di quella strada e delle strade limitrofe; abbiam allertato quindi la Napoletana Gas e i vigili del fuoco, affinché intervenissero prontamente. Effettivamente così è stato per fortuna, anche se a dire il vero la puzza è pian piano svanita da sola e non si è mai capito da dove venisse… Bene! Però questa cosa mi ha messo un po’ di agitazione per un semplicissimo motivo… a via Viviani c’è un deposito di bombole del gas…. sulla zona ci sono poche vie di fuga e tutte le strade sono strettissime, i palazzi attaccati gli uni agli altri, alcuni dei quali pericolanti o comunque in stato disadattato… Quindi mi chiedo: se quella fuga avesse causato una esplosione, proprio nelle vicinanze di un deposito di bombole del gas operativo…. via Viviani, parte di Licerta e san Giacomo probabilmente sarebbero state rase al suolo…. e per di più, permettetemi di essere catastrofico, così da renderle bene la mia paura, tante bombole del gas concentrate in un unica area… in quella precisa zona farebbero danni quanto una bomba di grosse dimensioni… se non di più… Stesso discorso si potrebbe fare per il deposito di Via Giuseppe Cosenza, andando verso piazza San Marco sulla sinistra… vicino ad un negozio che vende animali e cibo per animali….
La mia domanda è: “Quanto sicuro è avere depositi di bombole proprio vicino ai palazzi? Non sarebbe opportuno trovare delle aree dove conservarle più in sicurezza?”. Anche perchè al di là di fughe di gas ed esplosioni ad esse dovute, c’è un’altra serie di motivi che potrebbe portare ad attivare una di queste bombole, e quindi le altre vicine. Sempre nel mio catastrofismo provocatorio: atti vandalici (poco probabili, ma se intimidatori??!! capiamoci…) crolli di quella palazzina (poco probabile, ma siamo in una zona sismica), errore umano (più probabile perchè non vedo personale che ha seguito corsi di formazione per fare questo mestiere)… Sicuramente lei ne troverà anche altri…. Spero lei dia voce a questa mia idea adottandola e magari purificandola da contaminazioni di troppa paura e da nozioni troppo assurde per esser vere, ma mantenendo il succo: le bombole lì non dovrebbero stare. Spero anche che se invece lei è tranquillo, tranquillizza anche me dando un po’ del suo tempo per scrivermi i motivi per cui ciò invece è comunque sicuro…
Vi ringrazio e spero sinceramente che almeno voi mi rispondiate…
Cordiali saluti (anonimo)”.

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lunedì 2 luglio 2012 (Angelo Petriccione)

Ci scrive il sig. Angelo Petriccione:
“Mi chiamo Angelo Petriccione, sono nato a Castellammare nel 1938 e per ragioni di lavoro nel ’58 ho lasciato la mia città natia che comunque è rimasta sempre nel mio cuore. Ricordo con tanta gioia e nostalgia gli anni vissuti a Castellammare, abitavo al corso Vittorio Emanuele n. 43, d’estate attraversavo la strada e mi trovavo già in acqua. Vi erano due stabilimenti balneari ben attrezzati con arenile pulitissimo, come pure il mare. Oggi su “Juve Stabia unico amore” di facebook, ho letto il commento per l’arenile pulito. Ho ritenuto opportuno fare un mio commento, nel dichiarare non possibile un tale apprezzamento, perché ogni volta che ritorno a Castellammare noto un degrado crescente, ciò mi ha fatto capire che chi ha scritto quel commento deve essere una persona giovane di età, che non ha conosciuto la Castellammare che io invece ho avuto la fortuna di vivere, ricca di attrattive funzionanti, tra cui: le terme antiche, le terme nuove (tutte e due in ordine e sicuramente competitive alle rinomate: Montecatini, Fiuggi, Salsomaggiore ecc.), il lungomare, la cassarmonica, l’Acqua della Madonna e i suoi chalet, tanto che gli amici napoletani e non solo loro, in estate erano soliti villeggiare da noi, per apprezzare quella che era considerata la bomboniera della Campania.
Vi prego per le vostre conoscenze fate e date queste notizie, in modo che i giovani stabiesi non si accontentino di meno del niente. La nostra Castellammare per le sue ricchezze naturali potrebbe ritornare ad occupare posizioni ben diverse da quelle odierne. Non so se siete le persone giuste per fare qualcosa, ma fatelo.
Grazie per il tempo dedicato. Angelo Petriccione”.

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giovedì 26 giugno 2012 (Paulo Ranito)

Lettera del sig. Paulo Ranito dal Portogallo:
“Il mio nome è Paolo Ranito, io sono portoghese, e non posso scrivere in italiano, quindi cercherò con l’aiuto di un traduttore Internet.
Il motivo per il mio contatto è legato ad una ricerca che sto facendo del mio cognome – Ranito – e quello che ritengo essere storicamente correlate a Castellammare di Stabia. Il cognome Ranito è molto insolito in Portogallo, e come un bambino il mio defunto nonno mi ha detto che il Ranito erano originariamente artigiani tessili, ebrei italiani, che sono venuti a vivere in Portogallo per molti secoli. Negli ultimi anni ho avuto l’opportunità di trascorrere qualche tempo alla ricerca e ha scoperto che storicamente, il Ranito anche avere un forte legame ai tessuti. Praticamente tutti Ranito 1800-1650 (prima data in cui ho trovato un documento parrocchiale relativo ad un Ranito) sono artigiani tessili. Cercando su Internet, ho trovato questo nome esiste in tutto il mondo, ma che il 90% dei Ranito esistono in Portogallo e Italia. E tra i due paesi, la stragrande maggioranza sono in Portogallo. Sono riuscito a incontrarmi via e-mail con alcuni Ranito d’Italia, che vivono a Bari e Milano, e mi hanno detto che esiste la storia della loro famiglia è che Ranito erano di origine spagnola Aragonesi che vivevano a Napoli nel periodo in cui questa zona d’Italia è stata controllata da parte della Corona d’Aragona. Poi andò a vivere a Bari, e più recentemente alcune Ranito venuto da Bari per trasferirsi a Milano.
Il Family Search, un sito collegato alla comunità mormone che è una base di dati ideale per coloro che desiderano fare una ricerca genealogica, mostra la morte di una Russo Carmela nel 1911, figlia di Rosa Ranito in Castellammare di Stabia, che mostra il collegamento di Castellammare di Stabia con il soprannome.
Tuttavia ho anche trovato un blog che parla di un episodio passato in Castellammare di Stabia, e coinvolge il soprannome Ranito, che è la costruzione della cattedrale alla fine del Cinquecento. L’autore del sito, il prof. D’Angelo, mi ha detto che soprannome Ranito è un adattamento di Granito; cognome molto antica in questa regione, collegato ad una nobile famiglia.
Così ho alcune persone che mi dicono che il Ranito sono Aragonese, altri dicono che Ranito è originariamente Granito … Ma qualunque sia la versione corretta, Castellammare di Stabia ha una forte relazione con il cognome.
Sarebbe possibile indicare a me di avere informazioni su Ranito? Gradirei anche avere un contatto con qualsiasi investigatore di storia di Castellammare di Stabia che mi può aiutare con questa ricerca.
Vi ringrazio in anticipo per il vostro aiuto, Paulo Ranito”.

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lunedì 25 giugno 2012 (Luigi De Simone)

La richiesta del laureando Luigi De Simone:
“Buongiorno Egregio sig. Cuomo, sono Luigi De Simone, laureando in Scienze dell’Architettura alla Facoltà di Architettura di Aversa “Luigi Vanvitelli”, le invio richiesta di consultazione e citazione dei suoi articoli presenti sul sito www.liberoricercatore.it. A seguire il materiale da me utilizzato:
“La Cassarmonica compie 100 anni?”
“La Cassarmonica, gioiello architettonico e vanto stabiese”.
La ringrazio della collaborazione, sarei fiero di poterle spedire una copia della tesi in formato cartaceo, e digitale, il tutto dopo il 26 luglio, data della seduta di laurea.
Cordiali saluti, Luigi De Simone”.

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sabato 16 giugno 2012 (Plinio Caio Gracco)

La gentile missiva del giornalista Plinio Caio Gracco:
“Ciao, sono un amico del prof. Luigi Casale, nonché giornalista iscritto all’albo. Grazie a Luigi ho avuto modo di conoscere e apprezzare Libero Ricercatore, che ho raccomandato anche a giovani studenti del posto. Mi piace l’idea che la ricerca, per essere seria e fruttuosa, debba essere libera, svincolata da interessi di parte. Curo, tra l’altro, un sito internet ( www.antichescrittureinedite.blogspot.com ) dedicato alla latinità inedita, col quale il prof. Luigi è felice di collaborare. Gli ho chiesto se potevo pubblicare la sua “pillola di cultura” relativa alla parola “virtù”. Per lui non ci sarebbero problemi, ma mi ha detto di rivolgermi a te per avere l’ok definitivo. Naturalmente indicherei la fonte con il link al sito. A parte questo, se ci sono altri modi in cui potremmo collaborare, fatemi sapere. Io scrivo soprattutto di cultura, in particolare di mostre d’arte e, a Pompei, dove vivo e lavoro, mi occupo della direzione del museo di mio padre Franco Gracco (Museo Gracco di Arte Contemporanea e Fotografia), di cui forse avrai sentito parlare.
In attesa di ricevere un gentile riscontro, auguro buon lavoro! Plinio Caio Gracco”.

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lunedì 11 giugno 2012 (Giampaolo Cecere)

La richiesta del sig. Giampaolo Cecere:
“Salve mi chiamo Giampaolo Cecere, prima di iniziare mi vorrei congratulare per il sito creato, ricco di emozioni e ricordi, un sito di cui ogni stabiese ne parla con affetto. Volevo chiedere se per caso avete foto riguardanti Maricorderia o il vecchio cinema all’aperto conosciuto come il crdd o CRAL. Certo di un vostro riscontro vi porgo i migliori saluti e rinnovo i complimenti per il sito. Giampaolo Cecere”.

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sabato 9 giugno 2012 (Catello D’Amato)

I ringraziamenti del M° Catello D’Amato:
“Cordialissimo Maurizio, Le sono grato per i complimenti, l’accoglienza e la cordiale ospitalità che mi ha riservato, la pagina da Lei creata nella rubrica “Pennellate Stabiesi” per le mie opere è perfetta , non potevo chiedere di meglio, grazie mille.

P.S. Mi faccia poi sapere se posso eventualmente mandarle altre immagini.
Con la speranza di poterla incontrare di persona la saluto con riconoscenza e stima.
Catello D’AMATO (Lello)”.

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sabato 9 giugno 2012 (Luigi Casale)

Lettera alla redazione del prof. Casale (la risposta promessa agli studenti):
“Avevo promesso una risposta alle tre studentesse: Luana, Angela e Anna Elisabetta, che negli ultimi mesi si sono rivolte al Libero Ricercatore per avere informazioni circa la reperibilità di testi (le fonti) su cui condurre una ricerca scolastica.
Per essere tempestivo, devo provvedere a farlo prima che l’anno scolastico termini.
Comincerò da Luana Sicignano (lettera del 13 aprile 2012).
Premessa. Luana parla a nome di un gruppo (forse la sua classe) e si dichiara molto interessata al sito in quanto il suo gruppo sta “seguendo un corso di approfondimento sulla Cultura stabiese” . L’interesse di Luana e dei suoi amici fa pensare più ad una concomitanza che ad una causa vera e propria; come è da supporre che il corso si tenga a scuola, e sia guidato da docenti. I cosiddetti progetti.
La scuola è il Liceo classico Plinio Seniore.
Uno. Luana vorrebbe sapere i motivi dell’interesse del Libero Ricercatore, e come è nata l’idea di creare un sito in internet. E quali siano le fonti da cui le informazioni sono ricavate.
Due. Poi dà alcune indicazioni sul progetto scolastico che vede impegnate lei e le amiche: un progetto incentrato sulla raccolta la catalogazione e la ridefinizione delle tradizioni.

Risposta. A primo acchito, in riferimento all’interesse manifestato da Luana, la ricerca sembrerebbe di tipo sociologico, cioè mirata a capire le motivazioni e l’organizzazione di un lavoro di documentazione storica in ambito cittadino, messo in atto da un privato (in seguito coadiuvato da altri privati): documentazione da condividere con i visitatori del sito e, indirettamente, con tutta la collettività.
Poi, quando la studentessa cerca di presentare il suo progetto ci fa sapere che esso ha come scopo quello di “raccogliere catalogare e ridefinire le tradizioni” (locali).
Non conosco i tempi del progetto di Luana, né so come esso si stia sviluppando; e neppure se durerà ancora anche dopo la fine dell’anno scolastico. Ma poiché da quando Luana si è rivolta al sito (13 aprile) qualsiasi nostra risposta, a parer mio, non avrebbe mai consentito di portare a termine il progetto entro la fine del corrente anno scolastico, viene da pensare o che esso sarà sospeso, o rimandato, oppure continuerà durante l’estate. Io mi auguro che continui.
Se gli studenti ricercano un dato sociologico o comportamentale, bastano anche solamente le interviste, i questionari, i sondaggi. Ma se guardiamo alla seconda parte … cioè “la raccolta, la catalogazione e la ridefinizione delle tradizioni”, allora il lavoro è un altro. Intanto c’è bisogno di repertoriare le “tradizioni”, cioè cercarle, elencarle, e vedere quali interessano alla ricerca; poi si potrà passare alla loro classificazione (ma ci vorranno dei criteri); infine alla loro “ridefinizione” (che non so bene che cosa sia. Forse dare ai racconti una nuova veste letteraria? Oppure recuperarne il valore originario e la loro genuina simbologia?)
Ma che cosa sono le tradizioni? La parola mi dice che si tratta di qualche cosa che si tramanda. Trans+do = do attraverso; cioè consegno, faccio passare di mano in mano attraverso le generazioni. Mentre: trans+mando = affido (raccomando) attraverso; cioè mi preoccupo di consegnare attraverso (le generazioni). Parliamo evidentemente di tradizioni popolari. Presenti nelle famiglie, nei quartieri, nella città. Ora evidentemente queste pratiche sono vive nel comportamento del popolo, e solo gli anziani riescono a risalirne la storia fino alle prime radici. Quindi esse sono depositate nella memoria collettiva del gruppo sociale. E generalmente vengono tramandate oralmente, tanto che si parla anche di tradizione orale. Ma non è escluso che anche nella scrittura, nella letteratura, esse vengano fissate e conservate. Allora per risalire alle fonti nell’uno e nell’altro caso, o si interpellano gli anziani, o si interpellano i testi letterari. Quindi la consultazione di libri. Tutti i libri. Poi se qualcuno, nel tempo, ha già fatto il lavoro di repertoriare e classificare (come pensano di fare Luana e i suoi amici), allora il nostro lavoro è agevolato dall’esistenza di questi libri. Resta comunque da parte nostra il lavoro di ricercarli, di leggerli, di analizzarli, di collazionare le diverse versioni, e di classificare quelle che noi abbiamo isolate come “tradizioni”.
Ora la prima cosa da farsi, nel corso attivato dal Liceo Plinio Seniore, sarebbe quella di darsi un metodo e di individuare degli strumenti.
Ma nel frattempo mentre gli studenti con l’aiuto degli insegnanti affronteranno questa fase propedeutica alla ricerca vera e propria, il Liberoricercatore potrebbe aggregare – considerato che andiamo incontro all’estate – singoli studenti o gruppi ristretti, e sperimentarli “sul campo”, come si dice, offrendo loro la possibilità di una collaborazione. Cosicché i ragazzi possano provare direttamente come si lavora in questo campo.

Ora rispondo ad Angela Gaeta (lettera del 10 maggio 2012), sebbene l’abbia già fatto, e in maniera circostanziata il Dott. Raffaele Scala.
Risposta. La prima cosa da farsi è di rivolgersi direttamente alla Direzione dei Cantieri, a Castellammare o, se esiste, alla Sede Centrale. Perché non è ammissibile che una istituzione, un’azienda, o qualsiasi altro Ente, non abbia conservato documenti importanti della sua storia. Poi c’è il discorso degli Archivi di Stato, che comunque raccolgono – o periodicamente, o quando gli enti vengono assorbiti o addirittura sciolti – tutti quei documenti necessari a ricostruire la storia del Paese, anche quelle particolari o di settore.
Poi presso le biblioteche universitarie delle Facoltà che hanno attinenza o affinità con la branca alla quale appartiene il soggetto della nostra ricerca, potremo trovare tutta la letteratura scientifica specifica del settore. È questo un inizio. Poi da lì, di pubblicazione in pubblicazione, vedremo ampliarsi sempre più le pagine dei testi, destinate alla bibliografia. Oggi le biblioteche di tutto il mondo sono collegate o via internet o via intranet, e quelle europee riescono anche a procurare e recapitare, fisicamente, il libro eventualmente richiesto.
Spero che queste poche notizie siano sufficienti a farci addentrare in questa entusiasmante avventura della ricerca scientifica. Anche se la nostra non è fatta di esperimenti di laboratorio, ma di reperimento di testimonianze.

Una risposta, la devo dare anche ad Anna Elisabetta Guida (lettera del 23 maggio 2012).
Risposta. Cara Elisabetta, è troppo poco un testo solo per fare la “ricerca”. Faresti una ricerca di cose già ricercate e trovate da altri.
E siamo troppo piccoli, noi, per conoscere tutto, e possedere le informazioni appropriate, se non addirittura per procurarti il libro che risolva i tuoi problemi.
Tu intanto comincia da una guida turistica, pratica i luoghi, renditi conto delle dimensioni reali degli spazi architettonici, delle forme, delle linee, degli ambienti, in altre parole comincia a familiarizzare col monumento. Esaminane la funzionalità, l’arredo, e – dove evidenti – i restauri.
Renditi padrona, sicura conoscitrice dell’esistente, avendo anche la fortuna di non dover andare lontano per vederlo; e non dover pagare il biglietto d’ingresso per visitarlo. E poi o alla biblioteca della Curia, o a quella del Comune, qualcosa troverai. Se no, anche il Comune e la Curia hanno i loro belli archivi.
Voglio concludere dicendo che sono d’accordo col giudizio espresso dal dott. Raffaele Scala sui titoli, sui meriti e sulla qualità del sito del Libero Ricercatore di Stabia, anche se non ne condivida il percorso di analisi per formularlo. Perciò aggiungerei per le nostre lettrici e per i nostri lettori, e per gli altri nostri corrispondenti, di considerare tutto il lavoro fatto negli anni dal Libero Ricercatore (nonché lo stesso metodo di lavoro; e lo spirito che lo anima), come un prezioso patrimonio da utilizzare quasi fosse una piccola enciclopedia domestica. E come tale utilizzarla, o implementarla. In altre parole, sentirsi comunità e partecipare alla vita, alla sorte, alle aspirazioni della comunità, contribuendo al suo miglioramento e al bene comune. Una specie di comunità delle lettere e della lettura, della memoria e della comunicazione, dell’educazione e del buon senso, insomma, dei valori morali e della speranza.
Luigi Casale”.

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venerdì 8 giugno 2012   (Giuseppe Pandolfi)

La missiva del sig. Giuseppe Pandolfi:
“Suggerimento sezione Sport del sito libero ricercatore: Salve, leggo spesso il suo sito. Passando nella sezione Sport ho notato la mancanza di riferimenti alla sezione della Lega Navale, attiva da 30 anni (ma risalente già agli anni ‘30), unico punto attualmente attivo riguardo la promozione del mare tramite vela, canoa, attività con scolaresche, istruzione nautica ed altro ancora. Le allego il link del sito nell’eventualità volesse visitarlo e magari aggiungerlo alla pagina.
Grazie, il socio Giuseppe Pandolfi”.

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giovedì 7 giugno 2012 (Valentina Cipriani)

La richiesta di informazioni della studentessa Valentina Cipriani:
“Mi chiamo Valentina e sono una vostra concittadina. Mi interessava sapere se per caso voi sapevate dirmi se l’ ex fabbrica Cirio è di proprietà privata o del Comune. La mia curiosità deriva dal fatto che essendo una laureanda in Architettura il complesso in questione poteva essere per me oggetto di uno studio universitario.
Cordiali saluti. Valentina Cipriani”.

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giovedì 7 giugno 2012 (Alberto Gargiulo)

Lettera agli amici di liberoricercatore di Alberto Gargiulo:
“Ciao a tutti, apro questa discussione per illustrare una cosa agli amici di Libero ricercatore: faccio parte del Movimento 5 Stelle di Castellammare assieme ad altre persone… Dato che stiamo crescendo come gruppo anche a Castellammare, stiamo avanzando nuove proposte e una di queste riguarda il recupero della Reggia e del Parco di Quisisana. L’idea sarebbe di far continuare ciò che liberoricercatore cominciò con la petizione per il recupero della Reggia, magari organizzando prima una passeggiata tra di noi e poi una passeggiata periodica rivolta al pubblico per far conoscere lo stato della zona. Senza dilungarmi troppo, vorrei chiedere a tutti la propria disponibilità a questo progetto per confrontarci e approfondire. Se vi va, ci riuniamo ogni venerdì alle 20,00 al Bar Spagnuolo.
Mi faccio referente di questa cosa magari anche col gruppo di Legambiente, se vorrà anche indirettamente appoggiarci, per fare una cosa assieme senza personalismi e arroganza, per continuare a dirigere l’interesse verso Quisisana, poiché è una cosa a cui tengo molto (dato che sovente percorro la zona partendo da Pimonte, dopo che mi avete insegnato la via). L’ultima volta è stata ieri e credo che lo farò tra meno di un’ora…
In attesa di vostra risposta porgo, cordiali saluti. Alberto”.

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mercoledì 6 giugno 2012 (prof. Luigi Casale)

La lettera aperta del prof. Luigi Casale:
“La rubrica “Lettere alla Redazione” di liberoricercatore.it è uno strumento di comunicazione messo a disposizione dal sito internet www.liberoricercatore.it per quegli internauti – abituali o occasionali – che, visitando il sito, avvertono l’esigenza di partecipare notizie, eventi, bisogni, emozioni, impressioni, riflessioni, commenti, richieste, segnalazioni, ecc., tutte cose che abbiano in qualche modo un legame con Castellammare di Stabia e la sua storia.
Si tratta generalmente di persone per lo più legate culturalmente ed affettivamente alla Città, o perché qui residenti o perché cittadini emigrati altrove; oppure di altre persone semplicemente interessate ad approfondire qualche argomento che ad esse sta a cuore e che pensano che da noi possano ricevere una risposta; persone idealmente vicine comunque, o sensibili – se così preferite – ai temi e ai problemi che andiamo presentando. La nostra speranza è, e resta tuttavia, che per lo meno esse condividano lo spirito che anima noi, i più diretti collaboratori del sito; e cioè di offrire un lavoro qualificato e disinteressato con l’unico scopo di favorire, mediante la pratica comunicativa, la conoscenza, l’arricchimento culturale e la presa di coscienza. Quali che siano i contenuti dei messaggi proposti di volta in volta con le lettera alla Redazione, per il fatto stesso di essere inviate da persone sensibili, attente e/o interessate, questi interventi sono sempre pertinenti e perciò, per quanto personali, quasi sempre rispondono – in linea generale – alle finalità sociali del sito. La crescita personale, l’arricchimento culturale, il senso civico e la pratica della legalità. In altre parole la rubrica “Lettere alla Redazione”, come area comunicativa, è uno spazio aperto al contributo dei “lettori” che intendono dialogare tra loro e con noi. E, per il fatto di avere scelto questo mezzo, essi implicitamente intendono instaurare un rapporto dialettico (di consenso o di critica; comunque costruttivo) con lo staff (o la linea, o le finalità – come preferite –) del sito.
Fatta questa premessa che giustifica il mio approccio alla rubrica e cerca di spiegare lo spirito con cui molte volte sono intervenuto (nonché la ragione stessa di questo ulteriore mio intervento di carattere personalissimo), vorrei ritornare oggi alla mia lettera del 24 maggio u.s. All’inizio avevo espresso una impressione che forse poteva anche essere interpretata come un giudizio. Da qui poi avevo manifestato l’esigenza di riflettere su quello che facciamo. Riflettere su come lo facciamo e con quali finalità. Mi riferivo evidentemente al nostro modesto lavoro. Ed il senso era esplicito anche nelle parole, quando parlavo del “nostro piccolo”. Non intendevo parlare dei problemi dell’Università. (Non ne sarei stato capace). Avrei voluto invece meglio corrispondere alle domande dei lettori che spesso ci avanzano delle richieste, e pensavo soprattutto agli studenti, specialmente quando non sanno, o non trovano, a chi porre le loro domande. E in quei giorni appunto erano arrivate lettere da parte di studenti. Liceali, ma anche universitari. Poiché dalla mia esperienza di studente mi era rimasta nella testa un vago ricordo di due istituti: il “deposito legale”, e il “catalogo unico”, ho creduto di accennarne sperando che qualcuno avesse potuto spiegarceli in maniera più chiara e compiuta. Certo sarebbe stato meglio chiederlo direttamente a un Editore o a un Direttore di giornale; oppure a un Direttore di Biblioteca. O a un tipografo che sapesse fare il tipografo o a un libraio che sapesse fare il libraio. E qui ho sbagliato io. Perché mi sono arenato. Ma, volendo, faremmo sempre in tempo a trovare una risposta, purché qualche insegnante ci aiutasse, magari l’insegnante di diritto o il Bibliotecario della biblioteca scolastica. Se avessi voluto parlare dei problemi dell’università avrei cercato un’altra tribuna. Anche se per la verità la questione mi trova completamente estraneo. In effetti non avrei saputo che cosa dire. All’inizio quando ho cominciato a produrre le mie “pillole di cultura” avevo anche chiarito che i miei interventi erano orientati ai ragazzi della scuola media, ai quali mi proponevo di offrire (ma questo non l’avevo detto: era però nelle intenzioni) un percorso di educazione linguistica, una specie di viatico, da verificare in seguito se avesse potuto (io dico quasi certamente di sì) servire anche per gli anni del liceo. Continuerò quindi a dedicarmi a quel lavoro, con lo stesso spirito e le stesse intenzioni, ma vorrei che qualche insegnante si facesse tramite verso i suoi alunni e viceversa con noi della redazione proprio per aiutare i ragazzi a cogliere il senso profondo del lavoro che prodighiamo.
Detto questo, resto ancora in obbligo di una risposta verso Luana Sicignano (13 aprile 2012) e Anna Elisabetta Guida (23 maggio 2012 ), o verso Angela Gaeta (10 maggio 2012) insieme a tanti altri studenti che fiduciosi si rivolgono alla Redazione.
E buon lavoro a tutti. Luigi Casale”.

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martedì 5 giugno 2012 (Catello Esposito Sansone)

La richiesta di informazioni del carissimo Catello Esposito Sansone:
“Sono nato in “Salita Visanola” dove ho trascorso una piccola parte della mia infanzia, per poi trasferirmi al centro, ma sono ancora legato ai mie luoghi di origine. Da alcuni racconti ascoltati ho scoperto che in via Caio Duilio, vicino alla fonte dell’acqua Acidula, erano situati due ristoranti “Posillipo” e “Marechiaro”. Volevo chiedere, alla redazione di “Libero Ricercatore” ed a tutti i lettori, se in merito ai suddetti ristoranti, è possibile avere delle foto d’epoca.
Cordiali saluti, Catello Esposito Sansone.”.

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lunedì 28 maggio 2012   (Giuseppe Zingone)

Giuseppe Zingone ringrazia il dott. Paolo Rastrelli:
“A ragione del giusto e del vero mi farebbe piacere dare la meritata visibilità al dottor Paolo Rastrelli a alla sua ricca e documentata risposta. Speriamo che questa possa essere la prima mail di un ben più ricco approfondimento sul capitano Vincenzo Sorrentino, eccola:
<Il filmato comprova che la barca è stata a Castellammare dove sarebbe avvenuto l’allestimento seguito direttamente da Sorrentino. Se la barca è stata costruita a Lussinpiccolo non del tutto completa, quindi non navigabile, è plausibile che sia stata trasportata via ferrovia a Castellammare come si era soliti fare all’epoca (ci sono le foto della spedizione in Germania a Kiel nel 1936 dell’imbarcazione “Italia” lunga fuori tutto 14,75 metri). Dunque potrebbe essere scesa in mare per la prima volta a Castellammare. Inoltre non risulta che il Regio Cantiere di Castellammare abbia costruito naviglio minore, cosa invece che ha fatto molto egregiamente il Cantiere Martinolich che di queste unità era uno specialista. Poi ci sono le foto che mostrano la barca al Molosiglio presso il Circolo Canottieri Napoli con la presenza della principessa di Piemonte. Certamente da Castellammare a Napoli la barca è andata via mare e si può pensare che quella sia stata la cerimonia dell’inizio della spedizione di cui non si sa nulla, almeno finora. Le ricerche per le dovute conferme non finiscono mai, ovviamente. È stato un piacere contattarla. Cordialmente. Paolo Rastrelli>.
Buon lavoro a tutti Giuseppe Zingone e grazie dottor Rastrelli”

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venerdì 25 maggio 2012 (dott. Raffaele Scala)

Le osservazioni del dott. Raffaele Scala relative al monito del prof. Luigi Casale:
“Il fatto che tanti studenti si rivolgano a questo sito per avere informazioni ai fini di approfondire alcuni temi legati alla tesi di laurea, è il segno dell’importanza assunta nel tempo da questo portale, nello specifico campo della storia locale. Ed è quindi un merito che gli va riconosciuto. Altra storia è che si rivolgano al sito per avere informazioni sulle fonti. Fonti di cui dovrebbero avere ampia conoscenza, considerando la loro natura di laureandi. Archivi storici e biblioteche comunali, provinciali ed ecclesiastici, dovrebbero essere il loro pane quotidiano, il fatto che così non sia denota lo stato delle nostre università, la qualità degli studenti lasciati allo sbaraglio. Sarà anche per questo motivo che tanti studenti hanno la necessità di rivolgersi a strumenti alternativi, quali possono essere siti come Libero Ricercatore, capace di costruirsi in tanti anni una sua identità che lo porta ad avere una specifica originalità, fuori dagli schemi comuni e di massa, tipici di tanti portali locali alla ricerca di facile consenso.
Cordiali saluti, Raffaele Scala”

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giovedì 24 maggio 2012 (prof. Luigi Casale)

Una missiva/monito del prof. Luigi Casale:
“Leggendo i contributi sul sito, o le richieste degli affezionati lettori, nonché alcune risposte, mi pare che stiamo attraversando se non proprio un momento di crisi, certamente una fase di rallentamento o di stasi, correndo il rischio di avvitarci su noi stessi. Come ho detto altre volte, in riferimento al quadro più generale della nazione o del mondo intero, la crisi di per sé non è un fatto negativo: si tratta di prenderne atto e di studiarla per cercare di superarla in maniera indenne. Essa deve essere una occasione di riflessione, e sulla base di questa poi prendere i necessari provvedimenti: risposte o interventi mirati. Ciò dovrà valere anche nel nostro piccolo.
Personalmente non riesco ad immaginare un impegno così serio e così gravoso, sebbene volontario e gratificante, senza una finalità generalmente educativa e, nello specifico, anche pedagogico.
Da una parte, cioè, offrire il sostegno alle popolazioni per la crescita del senso civico, dall’altra parte dare elementi di conoscenza, insieme a strumenti di analisi e di giudizio, alle giovani generazioni, quelle in età scolare, per la formazione di una coscienza critica. Tutto questo non in maniera unidirezionale come si farebbe a scuola, né tale da sembrare fatta di superficialità e saccenteria. Ma in maniera dialogica, e in grado di coinvolgere e corresponsabilizzare sui valori di fondo dell’amicizia e della solidarietà, anche le persone che si avvicinano al sito, o per semplice curiosità, o per interesse personale e culturale, o per ammirazione verso il nostro lavoro di volontari; e cercano poi di dialogare, appunto, con noi.
Credo che non si faccia un buon servizio educativo quando a uno studente o a un professionista non si dica chiaramente che la ricerca di un libro va fatta in Biblioteca o in Libreria. Gli studenti devono sapere che esistono degli strumenti specifici per la ricerca di un testo. Repertori, indici, bibliografie tematiche. Questi strumenti si trovano nelle Biblioteche (che sono aperte al pubblico!), presso l’Ufficio del Direttore, o nella sezione istitutiva della Biblioteca stessa. È assurdo che si richieda a noi, modesti operatori della scrittura, come si fa a cercare un libro. Se il libro è in vendita, queste informazioni le può dare qualsiasi libreria seriamente attrezzata.
[Il “deposito legale” non è solo uno strumento di polizia o di censura, ma una forma di censimento di tutto ciò che viene pubblicato, costantemente aggiornato. Credo che esista presso le Prefetture. E se le Prefetture non trattengono tutto il materiale pubblicistico (scaricandolo agli Archivi e alle Biblioteche centrali), almeno ne trattengono la sua registrazione].
Esiste presso il Ministero dei Beni Culturali l’Istituto del Catalogo. Su quest’ultimo punto dovrei aggiornarmi anch’io.
Per quanto riguarda poi la storia locale, ma ti sembra possibile che la Biblioteca comunale non abbia un catalogo o una bibliografia essenziale di testi che parlino della città? O che la Curia diocesana non conosca le opere che parlano della storia o dell’arte della Cattedrale?
Il primo servizio dovrebbe essere basato su questo tipo di informazione. Quando ci chiedono un’informazione la prima cosa da farsi è di dare l’indirizzo giusto. Solo così possiamo collaborare con la scuola.
Con questo non voglio giudicare gli studenti o gli altri ricercatori, ma criticare noi stessi che talvolta accordiamo troppa disponibilità.
E poi, a Castellammare esiste anche un editore di opere a carattere locale, contentissimo di pubblicare e di vendere libri. E mai possibile che non debba essere mai interpellato?
Con affetto e ammirazione. Devotamente vostro, Luigi”.

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mercoledì 23 maggio 2012 (avv. Antonino Cuomo)

La richiesta d’informazioni dell’avv. Antonino Cuomo:
“Ho avuto l’occasione di avere notizia di alcune vostre pubblicazioni interessanti la Storia di C/mare di Stabia.
Poiché sarei interessato all’acquisto vi sarei grato se mi comunicaste come procedere all’acquisto stesso.
Con anticipati ringraziamenti e cordiali saluti. Avv. Antonino Cuomo”.

Risposta: Spett.le avv. Cuomo, a giorni è previsto un riordino delle nostre prime pubblicazioni cartacee (attualmente esaurite), non appena provveduto, avremo cura di ricontattarla e di darle informazioni più dettagliate. Per il momento nel ringraziarla dell’interessamento, ci è gradita l’occasione per porgere distinti saluti.

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mercoledì 23 maggio 2012 (Anna Elisabetta Guida)

La richiesta d’informazioni della studentessa Anna Elisabetta Guida:
“Gentilissimi, sono una studentessa dell’Università Federico II di Napoli e scrivo per avere se è possibile delle informazioni utili ai fini della tesi.
Mi interesserebbe conoscere la storia della Cattedrale di Castellammare e mi chiedevo se nel vostro elenco ci fosse qualche testo o documento a riguardo. Se non ci fosse, sapreste consigliarmi a chi rivolgermi?
Grazie per l’attenzione. Distinti Saluti, Anna Elisabetta Guida”.

Risposta: Gentilissima Anna Elisabetta, nella nostra piccola biblioteca non conserviamo libri dedicati alla Cattedrale stabiese. Sugli scaffali sono presenti solo delle brevi pubblicazioni e qualche paragrafo dedicato ad essa contenuto in altri libri. Ci faccia sapere più nello specifico a cosa è interessata e vedremo se possiamo aiutarla! Cordiali saluti dalla Redazione di L.R.!

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lunedì 21 maggio 2012 (Gennaro Cappuccio)

La gradita missiva del sig. Gennaro Cappuccio:
“Complimenti per la magnifica iniziativa. A noi stabiesi in giro per l’Italia ci date la possibilità di tenere salde le nostre radici.
Gennaro Cappuccio”.

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domenica 20 maggio 2012 (Giuseppe Zingone)

Giuseppe Zingone risponde al gentile dott. Paolo Rastrelli:
“Eccomi a lei, fa piacere che sia riuscito a trovare altri documenti su Sorrentino, le cui notizie hanno appassionato anche me. La mia era una semplice deduzione (quindi meglio avere i documenti in suo possesso) Forse l’errore in cui sono stato tratto deriva dal video dell’Archivio Luce nel quale (circa 50 secondi) si intravede il panfilo mentre viene issato attraverso delle gru e calato in mare. A dire il vero se guarda i due video cioè quello delle prove di stabilità e quello del battesimo sembrano anche due imbarcazioni diverse. Inoltre mi chiedo e chiedo (anche per capire meglio) le prove dell’imbarcazione vengono fatte nel Regio Cantiere di Castellammare lo si evince chiaramente dal filmato, prove che sicuramente sono state già fatte nel cantiere di cui lei riferisce, ed anche il battesimo presumo allora sia stato doppio, dunque si tratta solo di propaganda del Regime o c’è ancora da documentarsi? Grazie per la passione che anche lei nutre per il mare ed il passato.
Saluti. Giuseppe Zingone”.

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giovedì 17 maggio 2012 (dott. Paolo Rastrelli)

Il dott. Paolo Rastrelli scrive a Giuseppe Zingone:
“Gentile sig. Giuseppe Zingone, ho letto con molta ammirazione la sua brillante ricostruzione storica sulla figura del capitano dott. Vincenzo Sorrentino, presente su questo eccezionale sito.
Sono anche io un “ricercatore” e sono uno dei fondatori del “Centro Studi Tradizioni Nautiche” di Napoli (www.cstn.it).
Sfogliando vecchie e rare riviste che abbiamo raccolto al “Centro” ho trovato a proposito di Sorrentino e del suo yacht “Espero” la notizia che mi permetto di allegare dalla quale risulta che la barca non fu costruita a Castellammare, dove però è stata allestita, ma a Lussinpiccolo nel famosissimo Cantiere Martinolich.
La prego di considerare la mia segnalazione con scopo collaborativo ed eventualmente per la ricerca della verità di fatti lontani che Lei meritoriamente e perfettamente ha ricostruito.
Con la speranza di poter fare la sua conoscenza personale alla prima favorevole occasione le porgo cordiali saluti. Paolo Rastrelli”.

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martedì 15 maggio 2012 (dott. Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala ringrazia il prof. Bonuccio Gatti per la cortese risposta (rif.: post di lunedì 14 maggio 2012):
“Un Grazie personale a Libero Ricercatore, al suo fondatore, Maurizio, ai suoi lettori, a quanti lo frequentano, lo vivono e lo animano e, nello specifico, un grazie all’amico prof. Bonuccio Gatti per la preziosa informazione che mi ha tolto un assillo. Tutto avrei immaginato tranne che Villa Gabola nascondesse queste piccole chicche di storia locale. Certo sarebbe bello se si facesse viva qualche ex allieva del Collegio “T. Tasso” e ci raccontasse qualche episodio della sua giovinezza vissuta in questo istituto. E’ questo il bello d’internet, strumento principe della moderna democrazia partecipata, canale privilegiato di partecipazione, comunicazione e d’informazione in tempo reale o quasi. Ancora uno sforzo e credo che arriveranno preziose informazioni sugli antichi acquaioli dell’Acqua della Madonna, sui primi tentativi d’impostare – negli anni ’50 ? – gli chalet, la cui presenza ha allietato tante nostre calde sere d’estate, vissute in allegra e spensierata compagnia.
Cordiali saluti, dott. Raffaele Scala”.

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lunedì 14 maggio 2012 (prof. Bonuccio Gatti)

Il prof. Bonuccio Gatti risponde al dott. Raffaele Scala (rif.: post di sabato 12 maggio 2012):
“Carissimo Maurizio, in merito alla missiva del Dott. Scala, relativa a notizie su Villa Gabola, mi sono ricordato di due cartoline della mia collezione, presenti sul tuo sito, non viaggiate e databili più o meno anni ‘50, dalle quali si evince che la suddetta Villa è stata una pensione denominata Villa La Pineta e un Istituto Collegio denominato Torquato Tasso.
Sperando di aver soddisfatto, almeno in parte, la curiosità del Dott. Scala, ti saluto come al solito.
DNN. Bonuccio”

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sabato 12 maggio 2012 (dott. Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala risponde ad Angela Gaeta (rif.: post di giovedì 10 maggio 2012):
“Ho letto il quesito di Angela Gaeta, cui voglio dire, che a Castellammare è presente l’Archivio Storico Comunale sito in via Renato Raiola dove esiste una ricchissima documentazione che riguarda anche le problematiche legate ai Regi Cantieri, oltre ad una bibliografia abbastanza completa sull’argomento a partire dal libro di Catello Vanacore e, più modestamente, dello stesso sottoscritto, di cui una parte è possibile consultare sullo stesso Libero Ricercatore.
Cordiali saluti, dott. Raffaele Scala”

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giovedì 10 maggio 2012 (Angela Gaeta)

Ci scrive la laureanda Angela Gaeta (chi ha una informazioni attendibili in merito è pregato di rispondere):
“Gentile Redazione di liberoricercatore, vorrei innanzitutto farvi i miei complimenti per la vostra attività, davvero preziosa per la nostra Castellammare; le notizie, le storie, i dati che emergono dai vari contributi personali e bibliografici che il vostro sito raccoglie, costituiscono le tessere di un grande mosaico che Castellammare ha rappresentato e può ancora rappresentare in ambito nazionale e oltre. Leggendo il materiale da voi raccolto ho potuto avere ulteriori notizie dirette ed indirette su alcuni miei avi che hanno contribuito alla storia della nostra città e di cui persino in famiglia si era persa la memoria.
Vi scrivo tuttavia per un motivo preciso: poiché sono in procinto di svolgere una tesi di laurea sulle industrie a Castellammare, ed in particolare sui Cantieri,avrei bisogno di sapere se, in base alle notizie in vostro possesso, c’è, in città o anche fuori,un archivio ottocentesco dei Cantieri.
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta e vi contatterò sicuramente in seguito nel prosieguo del mio lavoro.
Angela Gaeta”.

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mercoledì 9 maggio 2012 (dott. Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala pone un nuovo quesito (chi ha una informazioni attendibili in merito è pregato di rispondere):
“Ritorno con un nuovo quesito, sperando di essere più fortunato (l’altro precedente era su Villa Gabola): mi sono chiesto, ed ho chiesto ad altri, a quanto risalgono i primi chalet posti all’Acqua della Madonna. Una sommaria indagine farebbe risalire i primi chioschi in muratura all’inizio degli anni Settanta. Pare che neanche al comune esista documentazione certa. Allora la domanda da porre è: vi è qualcuno, magari con i capelli bianchi e buona memoria, che saprebbe dirmi a quale anno (più o meno) risale il primo abuso, poi copiato dagli altri? Se magari qualcuno ha qualche fonte documentale ancora meglio. Non si vince nulla, solo togliere la sete della curiosità ad uno stabiese curioso. Grazie anticipatamente.
Cordiali saluti, dott. Raffaele Scala”.

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mercoledì 2 maggio 2012 (Andrea Acanfora)

Il gradito messaggio del sig. Andrea Acanfora:
“Buonasera, sono Andrea Acanfora, nipote del cap. Giovanni Battista e figlio di Luigi. La ringrazio per la pagina che ha voluto dedicare a mio nonno sul web.

Un cordiale saluto, Andrea Acanfora”

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lunedì 30 aprile 2012 (Raffaele Greco)

Un messaggio alla cortese attenzione del Sig. Maurizio Cuomo:
“Se ci si riesce, vorrei notizie dei giovani ed allora allievi della V elementare presso l’istituto Suore Alcantarine a Scanzano, ricordo alcuni cognomi e nomi, la maestra era la Sig. Sorrentino Rosa. Ecco la foto:

visualizza immagine scolaresca di Scanzano 28/05/1960
Cordiali saluti, Raffaele Greco”

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martedì 24 aprile 2012  (Antonio Di Somma)

L’invito “fotografico” di Antonio Di Somma (fotografo ufficiale della festa dell’Annunziatella):
“Con l’avvicinarsi della festa dell’Annunziatella, colgo l’occasione per inviare un insieme di foto (accostate qui e là) per dare l’idea dei momenti salienti della festa:

visualizza foto festa dell’Annunziatella n. 1
visualizza foto festa dell’Annunziatella n. 2
visualizza foto festa dell’Annunziatella n. 3
visualizza foto festa dell’Annunziatella n. 4

Ci vediamo al prossimo evento, siete tutti invitati a partecipare.
Saluti, Antonio Di Somma”

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lunedì 23 aprile 2012 (Lucia Amendola)

In ricordo di Gigi, ci scrive la carissima Lucia Amendola:
“Caro Maurizio, non puoi credere come la presenza di Gigi sia viva in me ancora più oggi da quando ha lasciato questa vita. Non sapevo se postare il suo scritto su Facebook o mandarlo a te, in modo che lo possa utilizzare nel modo che reputi più opportuno. Tempo fa Gigi Nocera , dopo avermi conosciuto di persona a Castellammare, in occasione della prima presentazione del suo libro, mi scrisse una lunga mail. Mi fa piacere riportare alcune sue frasi che lo mostrano appassionato autodidatta di letteratura:
“… Troppo tardi, causa la guerra, la sorte mi fece incontrare poi la mia Liliana che mi spinse a riprendere gli studi e conseguire almeno un diploma di scuola superiore.
E’ vero fin da piccolo la mia passione mi ha spinto a leggere di tutto. Ho iniziato con i libretti contenenti i soggetti dei film americani usciti prima della guerra; libretti che compravo da Canzanella, poi con i giornaletti: L’Avventuroso, il Corriere dei piccoli, continuando poi con i libri più pesanti. Tutto Jack London, i grandi russi di fine ottocento, gli italiani della stessa epoca, poeti e scrittori, i napoletani, quasi tutti, fino alle ultime scoperte: Erri De Luca e Fabrizia Remondino. A suo tempo chi influenzò di più la mia scrittura fu Giuseppe Marotta. Lo scoprii leggendo le sue critiche cinematografiche sul settimanale “Omnibus” che si pubblicava durante gli anni della guerra e subito dopo la guerra. Di questo brillante scrittore (troppo presto dimenticato) ho letto tutti i suoi libri. Ho letto poi tanti libri di Storia (la mia passione) dall’antica Grecia all’ultimo conflitto mondiale nel buio di quel ripostiglio e alla vergogna della shoah. Insomma un cervello tutt’altro che pigro che ha pascolato allo stato brado nelle praterie del sapere”.
Quest’ultima frase la trovo poi estremamente poetica.
Un abbraccio affettuoso a tutti gli amici di Gigi. Lucia Amendola”.

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giovedì 19 aprile 2012 (dott. Raffaele Scala)

Lettera a Enzo Cesarano (rif.: post di lunedì 16 aprile 2012):
“Non è facile oggi, essere ottimisti. Giornali e televisione si sono da tempo trasformati in bollettini di guerra sullo stato dell’economia, l’Istat sforna numeri da brividi sul continuo aumento della disoccupazione, specialmente giovanile, la Camera di Commercio ci rabbuia sul numero dei fallimenti in provincia di Napoli, eppure, nonostante tutto, la vita continua, la politica ha abdicato al suo ruolo di classe dirigente per trasformarsi in cricca al servizio dei pochi. La storia ci ha tramandato periodi più bui dei nostri attuali, eppure ne sono usciti, hanno prodotto un mondo migliore di quello in cui hanno vissuto. Lo stesso è accaduto per la nostra città: ci hanno raso al suolo diverse volte, uomini e natura, eppure siamo risorti
Ho sempre creduto nell’ottimismo della volontà. Parafrasando una celebre frase di uno spot pubblicitario, sono a mia volta convinto di vedere l’ottimismo come profumo della vita. Qualche segnale incoraggiante c’è, bisogna stimolarlo di più, trasmettere e riappropriarci dei valori veri della vita, che sono quelli di sempre, rispetto degli altri, fare il proprio dovere nei confronti della società nella quale viviamo, per avere più rispetto di noi stessi. Castellammare, come l’Italia, ha, nonostante tutto, un futuro. Come te, caro amico Enzo, io ci credo nel nostro riscatto civile!
Raffaele Scala”

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lunedì 16 aprile 2012   (Enzo Cesarano)

Lettera aperta di Enzo Cesarano:
“Caro Maurizio c’è un giudizio brutto e tagliente apposto sul fan club di facebook di LR da un certo sig. Giuseppe che così commenta il pensiero di Nello Lascialfari nel suo “E’ bella la mia Città”, eccolo: “Aspetti pure la fine dei tempi… …che risorga forse si dovrà aspettare il prossimo big bang”.
Non so a te e ai nostri affezionati lettori, ma a me è parso disfattista e negativo perché toglie ogni speranza al messaggio di Aniello, e siccome io credo al riscatto della città sia per ragioni storiche culturali, che per la fiducia che pongo nei figli migliori della nostra città, mi sono sentito quasi parte in causa, e un po’ deluso e amareggiato, perché se tutto questo pessimismo ci assale, possiamo stare pur certi che allora nulla cambierà.
Insomma tutto questo mi ha portato ad una riflessione che vorrei condividere con tutti i frequentatori del sito, è del filosofo francese Edgar Morin, eccola:
– “Se fossi guidato solo dal lume della ragione, dovrei dire che il mondo va verso la catastrofe, che siamo sull’orlo dell’abisso. Tutti gli elementi che abbiamo sotto gli occhi ci prospettano scenari apocalittici. Ma nella storia dell’umanità esiste l’imprevisto, quel fatto inatteso che cambia il corso delle cose. Ecco perché, in fondo, sono ottimista”.
Ci salverà, forse, l’ imponderabile, quello che neanche accademici come Edgar Morin riescono a prevedere, la piccola Atene che resiste all’impero della Persia, facendo nascere la filosofia e la democrazia, l’URSS che nel 1941 respinge i nazisti alle porte di Mosca, e prelude alla fine della guerra. Perciò concludo questa mio intervento dicendo: «Caro signore pessimista… È già successo, succederà ancora!»
Enzo Cesarano”.

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venerdì 13 aprile 2012 (Luigi Casale)

Il prof. Luigi Casale scrive al Comitato per gli Scavi di Stabia:
“Impossibilitato a presenziare alla odierna commemorazione in ricordo del preside Antonio Carosella, intendo far giungere attraverso la voce del liberoricercatore di Stabia la mia personale testimonianza di ex-alunno del Liceo B. Croce di Torre Annunziata: anni 1962-64. Mezzo secolo fa la Scuola me l’ha fatto incontrare a Torre. Due anni fa il Liberoricercatore me l’ha fatto ritrovare a Castellammare.
Oggi con grande emozione rivivo l’ammirazione del discepolo, la stima e la devozione del collega più giovane, l’affetto dell’amico verso un amico sempre disponibile.
E ringrazio la Provvidenza della persona squisita che mi ha fatto incontrare lungo il cammino della vita. E del bene spirituale, della simpatia, e dell’amicizia che mi ha accordato. Sentimenti che esprimo alla famiglia davanti a questo consesso di amici di scuola, di lavoro, di ideali. Al Comitato per gli Scavi di Stabia vada il nostro incoraggiamento e il motivato sostegno, sulla scia dell’azione e della testimonianza del Professore Antonio Carosella.
Luigi Casale (alias Gigino)”.

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venerdì 13 aprile 2012 (Luana Sicignano)

La gradita missiva di Luana Sicignano che ci scrive a nome di una scolaresca del “Plinio Seniore”:
“Buona sera, siamo del Liceo Classico Plinio Seniore e siamo molto interessate al suo sito. Stiamo seguendo un corso di approfondimento sulla “Cultura stabiese”. Vorremmo conoscere i motivi di questo suo interesse, e come è nata l’idea di fondare questo bellissimo sito e da quali fonti preleva le sue informazioni. Il progetto è principalmente incentrato nella raccolta, catalogazione e ridefinizione delle tradizioni stabiesi..
Aspettiamo sue notizie… Distinti Saluti..!”

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domenica 1 aprile 2012 (Riccardo Barreca)

Il sig. Riccardo Barreca scrive alla Redazione:
“Mi scuso se la disturbo, nella ricerca sul web dello spartito della canzone di Denza “Vieni!”, mi sono imbattuto nel suo sito che ho trovato molto interessante. Come dicevo sono alla ricerca di questo spartito che è stato ritirato dal commercio l’anno passato, è ovviamente fuori catalogo né si può credere che la Ricordi lo vorrà ristampare presto. Ho visto il frontespizio di questo spartito nel suo saggio su Denza, quello, per intenderci, con la foto di Caruso, dove in calce sono riportate le versioni per sop/ten e altre tonalità. E’ proprio quello che cerco, in particolare nella versione per sop/ten, di tonalità più acuta e se lei fosse così gentile da metterne la musica in immagine e darmi la possibilità di scaricarla, gliene sarei estremamente grato. Ho visto più avanti la stessa musica ma in tonalità originale, per canto e pianoforte, di cui però ho già la copia presa alla biblioteca del Conservatorio di S. Cecilia; certo, si può trasportare, tuttavia sarebbe un lavoro non da poco, almeno per me che sono un modesto dilettante. Per favore sia così gentile da darmi una risposta.

La saluto cordialmente, Riccardo Barreca”

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domenica 25 marzo 2012   (Antonello Ferraro)

Anno bisesto, anno funesto… di Antonello Ferraro:
“Carissimo Maurizio, carissimi Amici, é con grande dolore che Vi annuncio la scomparsa di una persona molto importante per la nostra città. Vi parlo della signora Maria Luisa Zenni. Abruzzese di nascita, ma stabiese di adozione, la signora Zenni si è dedicata da sempre ai poveri e bisognosi della nostra città. Ha ricoperto, anni fa, la carica di presidentessa delle Vincenziane Dame di Carità. In seguito è stata la fondatrice dell’ A.V.O., l’organizzazione dei volontari ospedalieri che portano aiuto e conforto agli ammalati ricoverati presso l’Ospedale San Leonardo. Sempre sorridente e con una buona parola con tutti, ha trascorso la sua vita dividendosi tra la sua famiglia e le persone in difficoltà.
La ricorderò sempre con un grandissimo affetto. Antonello Ferraro”

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giovedì 15 marzo 2012 (Maria Francesca Ruggiero)

L’informativa della dott.ssa Maria Francesca Ruggiero:
“Gentile Maurizio, con la presente informo che oggi alle ore 18,30 si terrà, presso la Concattedrale di Castellammare di Stabia, una messa celebrativa del 20° anno trascorso dalla visita del Beato Giovanni Paolo II. La funzione sarà officiata dall’Arcivescovo di Cracovia ed ex segretario del Papa, Mons. Stanisław Dziwisz, e verrà animata dal coro polifonico S. Maria dell’Assunta. Lo stesso Mons. Dziwisz il giorno successivo farà visita agli operai dello stabilimento Fincantieri.
Cordiali saluti. Maria Francesca Ruggiero”.

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lunedì 12 marzo 2012 (Maria Paduano)

La missiva della sig.ra Maria Paduano:
“Immagini della Memoria: Vi invio due foto di gruppo rispettivamente degli anni scolastici: 1967/1968 e 1968/1969 degli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale Luigi Sturzo di C.mare che gradirei, se possibile, poter fare inserire nella rubrica di cui all’oggetto.
Ringrazio anticipatamente e invio cordiali saluti… Paduano Maria”.

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venerdì 9 marzo 2012 (Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala risponde alla lettera del prof. Casale (rif.: 8 marzo 2012):
“Se c’è una cosa alla quale non ho mai creduto e sulla quale non sono mai stato d’accordo è la cosiddetta salvaguardia delle quote rosa. Perché è offensiva nei confronti della donne e perché è foriera di grandi ingiustizie nei confronti dei più meritevoli, scavalcati da gente incompetente ed inutile solo perché donna. La verità è che bisogna mettere le donne nella condizioni di poter partecipare, evitando che siano costrette a rinchiudersi nel privato perché impegnate ad allevare i figli e a curare i mariti. E’ vero, quella foto di soli uomini mostrataci dall’amico Luigi Casale immalinconisce chi la guarda e gli stessi che vi partecipano e fa tenerezza l’altra che mostra l’unica donna di quella banda musicale. E’ anche vero che spesso sono le stesse donne ad isolarsi e per verificare questo basta dare un’occhiata a questo o ad altri siti e vedere quante donne partecipano ai vari dibattiti, alle problematiche della città e della vita politica e sociale in generale. Poche, pochissime. Eppure questo è il paese delle sessanta riviste di gossip, delle cento trasmissioni televisive fatte del nulla (grande fratello, isola dei famosi, telenovele, soap opera, etc) che vedono la grandissima partecipazione delle nostre donne. Il problema c’è, soprattutto quando verifichiamo che non sono molte le donne che sanno perché esiste l’otto marzo, la Giornata della Donna che non è una delle tante feste consumistiche, come spesso viene vissuta.
Cordiali saluti, dott. Raffaele Scala”

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giovedì 8 marzo 2012 (Luigi Casale)

La lettera del prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, oggi è la festa della donna. La mia partecipazione solidale a questa ricorrenza vuole essere la seguente.
Ti chiedo di pubblicare queste due foto recuperate dal mio archivio personale. E’ parte della mia memoria (elettronico-digitale, ma anche psicologico-esistenziale).
Pubblicale, ti prego, lasciando libertà ai lettori di commentarle. Nella speranza di un più largo coinvolgimento al dibattito. Una riflessione che ognuno potrà fare tra sé e sé, senza tanta retorica. Per cominciare, la mia personale considerazione sulle due foto, per esempio, è la seguente:
Riflessione sulla prima foto: “Invito alle donne di Castellammare di richiedere e pretendere la loro quota rosa nel Libero Ricercatore”.
Riflessione sulla seconda foto: “Omaggio all’anonima concertista suonatrice di corno, come simbolo di parità, di rispetto, di dignità, e di ammirazione al di fuori da ogni quota riservata, percentuale prefissata, o precedenza non motivata”.
Buona giornata a donne e uomini che oggi faranno la loro personale riflessione sul tema. Luigi”

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martedì 6 marzo 2012 (Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala scrive al prof. Pippo D’Angelo:
“Una domanda per il professor D’Angelo, allargata, naturalmente, a quanti possono rispondere al quesito, che è questo: mi ha sempre incuriosito conoscere la storia di Villa Gabola, senza essere mai riuscito a ricavarne più di tanto. Chi sa, per favore, m’illumini! Quel piccolo angolo di verde del rione San Marco che va sotto il nome di Villa Gabola, da almeno vent’anni è oggetto di progetti di riqualificazione e di miglior uso a favore della collettività senza mai trovare effettiva concretizzazione. Per quanto mi riguarda la utilizzerei come sede unica dell’Archivio Storico comunale, della Biblioteca e di un’efficiente Emeroteca di cui si sente la mancanza, in particolare di un’emeroteca che raccogliesse le numerose testate del circondario, magari recuperando anche quelle più antiche oggi sepolte in archivi privati di comuni cittadini. Nel ringraziare come sempre per la cortese disponibilità.
Cordiali saluti, Raffaele Scala”.

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martedì 28 febbraio 2012 (Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala scrive a Giovanna Lombardo:
“Mi associo ai complimenti di Frank Avallone sulle stupende foto realizzate da Giovanna Lombardo su Castellammare di Stabia. Ho apprezzato le sfumature, i colori, le angolazioni che ci mostrano una città diversa, non dico più bella, sicuramente più romantica e poetica di quella che siamo capaci di vedere con i nostri comuni, mortali occhi d’ignari cittadini.
N.B. Se è altrettanto brava come ritrattista, ma non ne dubito, quasi quasi le chiedo una foto artistica. Anche se il soggetto, forse, non è dei migliori.
Cordiali saluti, Raffaele Scala”.

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lunedì 27 febbraio 2012 (Frank Avallone)

Il carissimo Frank Avallone scrive a Giovanna Lombardo:
“Complimenti sinceri a lei, Giovanna Lombardo! Le sue photo sono bellissime; i riflessi, incomparabili. Continui, la prego, a contribuire con la sua arte per la nostra gioia e per far conoscere la nostra bella Castellammare.
Ancora complimenti e un caro saluto dalla sunny Florida. Frank”.

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sabato 25 febbraio 2012 (Giovanna Zingone)

Giovanna ringrazia liberoricercatore (con un messaggio sintetico, ma gradito!!!):
“Grazie delle tue bellissime foto. Grazie di cuore.
Giovanna”

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venerdì 24 febbraio 2012 (Giuseppe Zingone)

Giuseppe (rif.: “Piano…Natura”) scrive a Nando Fontanella una brevissima missiva:
“Bravo Nando continua così e speriamo che qualcuno si accorga che ci sono ancora tante risorse sul nostro territorio!!!
Giuseppe Zingone”.

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Lunedì 20 febbraio 2012 (Gigi Nocera)

I ringraziamenti del carissimo Gigi (rif.: “A Gigi Nocera per i suoi 89 anni”):
“GRAZIE A TUTTI I CARI AMICI CHI MI HANNO OMAGGIATO CON UN PREZIOSO VIDEO CON IL QUALE MI RICORDERANNO AI MIEI CARI E CON LA BELLA E GRAZIOSA POESIA DEL MIO OMONIMO LUIGI.
GRAZIE e TANTA FORTUNA A VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE.
Gigi Nocera”.

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venerdì 17 febbraio 2012 (Luigi Casale)

A nome della redazione tutta di liberoricercatore.it, il prof. Luigi Casale formula gli auguri di buon compleanno al professore Antonio Carosella:
“Caro Maurizio, per una strana coincidenza – felicissima circostanza – vengo in possesso di una dato cronologico di una persona alla quale siamo legati da affetto da stima e da simpatia; e verso la quale molti di noi dovremmo essere anche riconoscenti: un amico, un maestro, un luminare. Il professore Antonio Carosella.
Perciò sospendendo per un giorno la privacy e il calendario, vi invito a dedicare questa giornata alla gioia interiore di un abbraccio o di una stretta di mano a chi ci ha sempre incoraggiati e sostenuti.
Permettetemi dunque di arrogarmi questo doveroso omaggio di esprimere al professore Carosella gli auguri di buon compleanno.
A nome dell’intero gruppo del Liberoricercatore e dei simpatizzanti del sito, nonché della lunga schiera dei discepoli che hanno conservato vivo l’affetto insieme alla memoria dei begli anni della giovinezza. Quella giovinezza che rivive oggi emblematicamente nella forza del pensiero creativo.
“Con serenità e fiducia, caro professore, guardiamo avanti per Lei e con Lei; per noi, e per quelli che ci seguiranno. Ad multos annos. Luigi Casale”.

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mercoledì 15 febbraio 2012 (Ferdinando Fontanella)

Il naturalista Ferdinando Fontanella, condivide con i lettori due immagini del Faito innevato da lui ritratte:
“Nella certezza che possiate gradire, allego due immagini del Faito ( visualizza: immagine 1 e immagine 2 ), in cui ho ritratto la strada Giusso (tratto finale che sale da Castellammare). A giudicare dagli alberi e dalla neve sembra essere su tutt’altro monte (sicuramente molto più nordico).
Buona giornata, Nando”.

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lunedì 13 febbraio 2012 (Raffaele Scala)

Raffaele Scala, risponde alle missive a lui indirizzate (rif.: post dal 08/02 al 12/02):
“Caro Maurizio, gentili lettori, ho colto con molto piacere che la mia provocazione ha raggiunto l’effetto desiderato, quello cioè di stimolare un dibattito non tanto sulle cose che ho scritto e dal sito molto gentilmente pubblicate, quanto sull’importanza di conoscere un tipo di storia diversa, quella degli ultimi. La storia dell’emancipazione di un proletariato che prendeva coscienza della propria forza e dei propri diritti, pagandola a caro prezzo, una storia tanto più importante alla luce del drammatico momento sociale ed economico che stiamo vivendo, a Castellammare, in Italia e nel mondo. Il piacere è stato tanto più grande nel leggere il tipo di risposta, ognuna delle quali ha colto, con intelligenza, un aspetto del problema. Sul “tu”, non ci sono problemi, anzi l’auspico. Colgo anche il momento per chiarire che non sono un Professore, non ho mai insegnato. Il motivo per cui antepongo il titolo di studio al nome è dovuto semplicemente al fatto che spesso, per pura comodità, mi capita di utilizzare la mail “di servizio”, quella ufficiale dell’azienda di cui sono dipendente, dove, naturalmente indirizzo di posta elettronica e firma preordinata sono stabiliti dall’ufficio. Giusto per la storia, e soddisfare magari qualche curiosità, informo i gentili partecipanti al dibattito che sono laureato in sociologia, ma non svolgo l’attività del sociologo, anche se per molti anni ho avuto un ruolo “sociale”.
Trovo anch’io auspicabile una conoscenza maggiore e migliore tra quanti frequentano il sito, giro quindi l’auspicio alla redazione e al suo ispiratore, Maurizio Cuomo, per invitare a prendere un caffé quanti lo desiderano, magari nella stessa sede della redazione. Vedere il viso delle persone che quasi sempre conosciamo solo attraverso la loro scrittura, sentire la loro viva voce, umanizza chi scrive e chi legge, rendendoci per quello che siamo, normali persone che hanno sete di sapere e di capire, cittadini che amano la terra in cui vivono, tutti figli della stessa cultura.
Nel ringraziare ancora una volta quanti hanno avuto la gentilezza di partecipare al dibattito, apportando il loro particolare e importante contributo alla discussione, aspettando il piacere di rileggerci, non mi resta che porgere i miei più cordiali saluti a tutti.
Raffaele Scala”.

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domenica 12 febbraio 2012 (Frank Avallone)

Frank Avallone risponde alla missiva del dott. Raffaele Scala (rif. post del 6/02/12):
“Egregio dr. Scala, ho appena finito di leggere il suo resoconto storico. E’ veramente importante conoscere il passato, per poter capire il presente. Le battaglie per dare ai lavoratori dignità e la possibilità di una vita serena, sono alla base dei diritti che ogni essere umano deve avere. La ringrazio per il suo contributo, che mi fa capire la storia di Castellammare ed il coraggio dei nostri antenati! Continui, la prego, a scrivere il resto di questa storia affascinante ed a volte triste!
Grazie ancora e saluti carissimi dalla sunny Florida Truly Frank P. Avallone”

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domenica 12 febbraio 2012 (Gigi Nocera)

Gigi Nocera risponde alla missiva del dott. Raffaele Scala (rif. post del 6/02/12):
“Commento… ai commenti del dott. Scala: il Prof. in una delle sue prime missive a L.R. dubita che la Storia politica e sociale della nostra città possa interessare ad alcuno dei nostri concittadini. In concordia con l’amico Corrado di Martino io non penso sia così in assoluto. E lo spiega molto bene nella sua risposta. Per parte mia, per quel poco che valgono, nei miei “Ricordi degli anni 30″(più indietro non son potuto andare… per motivi pratici!) pubblicati anche in volumetto da questo benemerito Libero Ricercatore. Avrebbe notato che alcuni contenevano, se non episodi storici rilevanti, noterelle di costume/cronachistici che, per chi appassionato di storia e di costume, potevano dare spunto a ricerche più approfondite. E chi ci dice che nessuno lo abbia fatto?
La saluto cordialmente caro Professore non prima di complimentarmi per la Sua passione. Gigi Nocera – Torino.

PSMio padre, Francesco (classe 1897), nelle prime decadi del secolo scorso faceva parte dei Circoli Socialisti di Castellammare dove si era formata una specie di alleanza politica con i Circoli Cattolici di allora, frequentati anche da Silvio Gava (La dinastia politica del dopoguerra). G.N.”.

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sabato 11 febbraio 2012   (Francesco Chianese)

L’ing. Francesco Chianese risponde alla missiva del dott. Raffaele Scala (rif. post del 6/02/12):
“Il fuoco sotto la cenere: Io non voglio avvinghiare ulteriormente il loop di cui parla Corrado, ma in riferimento alle missive dei vari amici che hanno risposto al prof. Raffaele Scala, ho colto e voglio evidenziare la vivacità del sito; come ho avuto modo di dire in altre occasioni: noi ci siamo, ci siamo sempre, attenti e curiosi, sempre presenti anche se silenti, gratificati da scoperte nuove, felici di trasmettere le nostre conoscenze ed esperienze perchè questo, lo dico per me, ma credo che valga per molti altri, è il nostro modo di partecipare e contribuire al miglioramento di Castellammare di Stabia.
Francesco Chianese”.

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venerdì 10 febbraio 2012 (Corrado di Martino)

Corrado di Martino risponde alla missiva del dott. Raffaele Scala (rif. post del 6/02/12):
“Caro Raffaele, è mia abitudine dare del tu agli amici del Libero Ricercatore, ti scrivo per esporti in breve il mio pensiero sulla lettera/stimolo che hai inviato a LR e ai suoi lettori (io sono uno di essi). E’ indubitabile che la storia di Castellammare (politica e sociale) trattata con padronanza e sapienza, come tu sai fare, sia un potente veicolo formativo di coscienza e cultura.
E’ importante, al tempo stesso, che tutti gli stabiesi e non solo, ne possano “godere liberamente”; in questo LR pone le sue basi, il suo progetto fondante. Tuttavia credo sia meno giusto provare delusione nel caso in cui una proposta, un invito, un post venga poco commentato. Se ogni lettore volesse commentare ciascun post pervenuto e pubblicato da LR, non basterebbero gli anni per darne contezza a tutti i lettori, e quantunque ciò avvenisse, si dovrebbe dare informazione dei commenti successivi e via dicendo, fino a creare un loop con susseguente stack overflow insomma: – se scassasse ‘a pazzièlla! -.
Una replica di parte, potrebbe portarci a valutare il post della signor Gina meno importante della storia di Castellammare, ma non sarebbe né giusto, né democratico. Per cui, molto modestamente, suggerirei di offrire la nostra esperienza agli altri, di porre al loro servizio le nostre conoscenze, il nostro vissuto culturale; senza indugiare alla ricerca di consensi o dissensi, ma proseguendo sulla strada scelta, quella che per noi è più giusta.

Sperando di poterti incontrare di persona presto, ti saluto con profonda stima, Corrado”.

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giovedì 9 febbraio 2012 (Francesca Tramparulo)

La dott.ssa Francesca Tramparulo risponde alla missiva del dott. Raffaele Scala (rif. post del 6/02/12):
“Egregio dott. Scala, penso che la mail del sig. Cimmino sia stata esaustiva nello spiegare il pensiero di noi lettori e assidui frequentatori del sito di L.R., quindi non mi dilungo ulteriormente, ma ci tengo a farle sapere che i suoi interventi storici sono di grande importanza per la nostra conoscenza e coscienza storica.
Trovo perciò giusto che continui a pubblicare le sue ricerche che mi, e ci arricchiscono, dato che noi stabiesi abbiamo continuamente bisogno di ricordarci chi siamo e da dove veniamo.

Colgo l’occasione per salutarla cordialmente, in attesa della sua prossima pubblicazione. Dr.ssa TRAMPARULO FRANCESCA”.

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mercoledì 8 febbraio 2012 (Antonio Cimmino)

Antonio Cimmino risponde alla missiva del dott. Raffaele Scala (rif. post del 6/02/12):
“Egr. Dott. Raffaele Scala, sono un assiduo visitatore nonché modesto collaboratore di L.R. e in merito alla Sua missiva, nella quale ipotizzava un presunto scarso interesse dei lettori del sito per argomentazioni storiche, Le invio le mie considerazioni. Ho letto con estremo interesse i primi capitoli della storia di Castellammare, scritti oltre che con indubbia competenza, anche con amore verso la Sua città e passione per i protagonisti di quel lontano tempo. È giusto che i contemporanei, specialmente coloro che rappresentano la mitica classe operaia del secolo scorso, attingano dall’esperienza del passato caratterizzate da una fortissima carica ideale e non sciupino l’immenso patrimonio umano, politico, civile costruito a prezzo di sofferenze e sacrifici dai nostri padri, nonni e antenati prossimi. A mio sommesso parere, l’assenza di commenti sul Suo lavoro è dovuta alla scarsa propensione a scrivere che i lettori hanno oggi, vuoi perché non più abituati ovvero per timore di essere fraintesi o per mera pigrizia, giammai per lo scarso interesse verso gli argomenti trattati visto il trend crescente dei visitatori del sito. Non credo che tutti sia apatici lettori. Come giustamente osserva, la posta è utilizzata da poche (e solite) persone e risulta necessario, sempre secondo me, incentivare esprimere con un giudizio di gradibilità in calce in cui, invece di scrivere solo commenti ci si può limitare a mettere una crocetta in un’apposita casella agevolando coloro che vogliono esprimere un giudizio, seppur sinteticissimo, ma non intendono scrivere commenti, positivi o negativi che siano. Continui così, abbiamo tutti la necessità di conoscere e riappropriarci della ns. storia e del ns. passato, di guardare al di là del velo dell’oblio per comprendere meglio il presente e tentare di programmare il futuro. Voglio concludere questa mia lettera- non sono abituato a tanto, rientrando tra i lettori pigri ma non abulici – parafrasando un antico detto ebraico che, più o meno così recita: “C’è chi sa ciò che dice e chi dice solo quello che sa”. Lei sa benissimo quello che dice e continui a dirlo per tutti noi e per Castellammare; quanto prima i semi che cadono sul terreno fertile daranno i loro frutti e, nella certezza che i visitatori di L.R. posseggano abbastanza terra e non solo pietre e rovi.

Distinti saluti, Antonio Cimmino”.

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lunedì 6 febbraio 2012 (Raffaele Scala)

La missiva del dott. Raffaele Scala:
“Egregio Maurizio, dopo “Castellammare di Stabia all’indomani dell’Unità”, la pubblicazione del secondo capitolo su “Il primo socialismo nell’ultimo decennio dell’Ottocento”, e “la biografia su Antonio Cecchi”, colgo l’occasione per informarla che a breve provvederò ad inviare il terzo capitolo scritto sulla Storia del Movimento Operaio di Castellammare di Stabia, che consentirà ai lettori del sito di entrare nel vivo della vita politica e sociale della nostra città nel primo decennio del 1900, dove s’incontreranno personaggi che hanno fatto la storia di Castellammare. Alcuni di questi protagonisti oggi vivono nel nome delle strade a loro dedicate, uomini di cui la maggior parte di noi ignora chi siano stati e cosa abbiano fatto. Uno squarcio quindi interessante su un periodo importante della Città delle Acque. Consentitemi un’annotazione: sulle vicende storiche già pubblicate non mi è sembrato di riscontrare nessun tipo d’interesse tra i lettori del sito, considerando l’assoluta mancanza di commenti, né in positivo né in negativo, nella rubrica delle lettere spedite alla redazione. Posso ipotizzare, ma di sicuro sbaglio, che quanti frequentano il Libero ricercatore rappresentino una fascia di pubblico lontano da interessi storici legati alle vicende della classe operaia organizzata, anche se nello specifico si parla di persone che forse sono nostri diretti antenati, bisnonni, prozii, chissà, e quindi uno stimolo a conoscere di più e meglio storie, fatti e vicende che in fondo ci hanno fatto diventare quello che siamo, nel bene e nel male.
Non mi dispiacerebbe se questa lettera fosse pubblicata, per capire se effettivamente è così oppure no. RingraziandoVi come sempre della Vostra preziosa ospitalità.

Cordiali saluti, dott. Raffaele Scala”.

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mercoledì 25 gennaio 2012 (Maria Francesca Ruggiero)

La segnalazione della dott.ssa Maria Francesca Ruggiero:
“Caro Maurizio, vorrei segnalare a te e tutti gli amici del LiberoRicercatore, che nella pubblicità della nuova Fiat Panda in onda da un paio di giorni (che inizialmente avevo interpretato come uno spot di generico invito al sacrificio!), compare Castellammare, la strada che conduce a Pozzano. Si tratta precisamente del 36° secondo. Sebbene il testo in sottofondo si riferisca agli Italiani, il video è un generoso omaggio allo stabilimento di Pomigliano e il territorio che lo circonda. Da notare anche la bellissima prospettiva del Vesuvio del 20° secondo, che per noi
stabiesi è davvero insolita!

P.S.: Grazie molto per aver accolto immediatamente la mia richiesta ed aver pubblicato le foto dei gemellini!!!!”.
Un caro saluto Francesca.

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domenica 22 gennaio 2012 (Tullio Pesola)

Una nuova missiva del dott. Tullio Pesola:
“Desidero esprimere al Sig. Gaetano Fontana il mio compiacimento per l’originale idea che ha avuto nel dare vita ad uno spazio dedicato alle “Pitture nostrane”,
rubrica che potrà certamente rivelarsi molto interessante. Io dispongo di un’immagine relativa alla facciata della Cattedrale della nostra città così come la vide a suo tempo il Maestro Antonio Asturi. GlieLa rimetto in allegato, convinto che Ella le troverà giusta collocazione.
Cordiali saluti, Dott. Tullio Pesola”

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domenica 8 gennaio 2012   (Angelo Del Gaudio)

La lettera del carissimo dott. Angelo Del Gaudio:
“Sempre caro Maurizio, grazie anche quest’anno per averci mostrato il volto vero, solare, fine e culturalmente preparato della nostra Castellammare. A suo tempo ho sempre cercato di stimolare e incoraggiare la cultura e la ricerca, specie tra i giovani, favorendo anche la pubblicazione di qualche giornaletto studentesco. Non puoi immaginare la felicità nel vedere e, ( per tua somma bravura ) nell’ascoltare le voci di chi spende i suoi giorni migliori per assicurare il posto che si merita STABIA nell’olimpo delle città degne di questo nome. Consentimi di ringraziare particolarmente il dr. Plaitano il cui afflato di appassionato ricercatore è per me motivo di intima gioia e fierezza per essere uno stabiese. Mi accodo con discreta simpatia al gruppo del bar Fontana per rivolgere a loro e a tutti gli stabiesi, vicini e lontani, l’augurio più vero di un anno all’ombra della saggezza e della bontà.
Con la stima e l’affetto di sempre. Angelo”.

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sabato 7 gennaio 2012 (Tullio Pesola)

La missiva del dott. Tullio Pesola:
“Ero convinto che i miei ricordi si fermassero agli ultimi soprannomi che ho inviato il 24 novembre u.s. Riandando indietro nel tempo di qualche anno, però, sono riuscito a risalire a quelli che, immagino, potranno unirsi ai 1937 di cui vanta libero ricercatore.
Saluti, Dott. Tullio Pesola”.

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martedì 3 gennaio 2012 (Ugo Meli)

Un brevissimo messaggio di Ugo Meli da Mozzate (CO):
“Ciao e buon anno a tutti Voi, Con i nuovi amici e parenti ritrovati grazie a voi ho avuto anche la possibilità di rincontrare Gianni Cosenza da molti ricordato col soprannome di Gianni ‘o picuozzo.
Grazie di tutto, Ugo Meli”

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lunedì 2 gennaio 2012 (Luigi Casale)

La lettera di auguri alla Redazione inviata dal prof. Luigi Casale:
“Caro Maurizio, dopo gli auguri del cuore, in quella sfera personale fatta di istinto e sentimento nella quale trovano spazio – idealmente – tutte le persone che amiamo o che meritano il nostro affetto, o la nostra ammirazione, o la solidarietà e il rispetto, auguri più o meno convenzionali che ci siamo scambiati in privato; ecco, giungono ora gli auguri della testa, quelli della ragione che non si nasconde la realtà problematica della vita, le difficoltà; specialmente in tempi come questi in cui non si parla d’altro che di problemi economici, di difficoltà politiche e sociali, di crisi. Crisi dei valori, crisi delle istituzioni, crisi del sistema. (Mi piacerebbe anche sulla parola “crisi” fare un’analisi semantica semiseria). Stamattina però voglio essere pragmatico, cioè più orientato sul pratico. Solo non so a chi rivolgere la domanda introduttiva; comunque la formulo lo stesso.
Ma vi è capitato mai di vivere senza problemi?
Piccoli o grandi che siano, i problemi, se non addirittura creati da noi stessi, si può dire che la norma comportamentale per noi è quella di vivere costantemente in mezzo ad essi. Scusate lo scherzo (che poi tanto scherzo non è), ma il problema dei problemi, non sono i problemi stessi, ma il modo in cui noi (ognuno) li risolviamo o pensiamo di risolverli. La crisi non è la morte o la rovina, ma una difficoltà, superata la quale, possiamo uscirne bene o male. Una prova insomma. Certo che l’esito potrebbe essere anche la morte e la rovina. Con tutto ciò, non è detto che l’esito dipenda sempre da noi. Certe volte dipende, sì, da noi; ma può anche non dipendere da noi.
Allora se è così quali auguri dobbiamo farci? Beh! Che l’anno nuovo sia migliore di quello passato! E credete voi che la Storia, (la Provvidenza?) non sia in grado di provvedervi da sola? Se no che senso avrebbe questa sequela di anni, questo rinnovo del calendario fatto ad ogni inizio-ciclo?
A me viene da ridere quando i politici (quelli con funzioni, incarichi e deleghe precise) raccontano quello che hanno fatto e quello che fanno per noi. E mi chiedo: ma allora, andando là, spesso su loro caparbia richiesta (qualche volta dovremo parlare anche di “ambizione”), che cosa credevano di dover fare? Niente? o altro? Se è così, allora tutto quello che hanno fatto o che fanno, potrebbero anche non farlo. Bontà loro!
Come pure non capisco tutto il parlare che si fa – sempre e dovunque – di economia, e del fatto che l’incremento della produzione industriale (forse è questo il PIL?) sia la soluzione di tutti i problemi: personali, morali, sociali, e culturali. Non dico che queste cose non siano importanti. Certo, sono la base (comunque, una componente) del benessere. Ma nel “malessere” (esiste questa condizione economica e sociale?) chi ci governa?
È un po’ di tempo che non sento più parlare di distribuzione, o meglio, di redistribuzione. È inutile che qualcuno sogghigni dicendo: se non c’è ricchezza che cosa distribuiamo? Intanto potremmo distribuire (ridistribuire) la ricchezza che c’è. Ma poi si potrebbero distribuire (o ridistribuire) il lavoro, le decisioni, le responsabilità, le competenze, le abilità, i valori civili, e quelli morali, la dignità, i diritti (oltre che i doveri). Se ho dimenticato qualcosa aiutatemi a completare il discorso. Sarebbe anche questa una redistribuzione di compiti.
E gli auguri della testa? Dopo che la mente si è sprecata tanto.
Eccoli anche quelli. Che ognuno si faccia coraggio, assuma le sue responsabilità, non perda la fiducia, si apra alla redistribuzione. Sia che debba dare sia che debba ricevere. E raggiungeremo il “ben-essere”.
Buon anno! Luigi”.

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domenica 1 gennaio 2012  (Antonello Ferraro)

A mezzanotte in punto (ore 00.00 del 1° gennaio 2012), ci scrive il carissimo e sempre preciso Antonello Ferraro:
“Cari Amici, Vi porgo con grandissimo affetto i miei più sinceri auguri per un magico e prosperoso 2012.
Tantissimi auguri a Maurizio Cuomo che, meglio di Bill Gates, ci ha cambiato la vita con un semplice clic. Tantissimi auguri anche a tutta la sua famiglia.
Tantissimi auguri agli amici Gigi Nocera e la Lucia Amendola che ci hanno donato, in questo 2011, due libri strepitosi (se non li avete ancora letti fateveli regalare dalla befana).
Tantissimi auguri all’amico e vicino di casa Antonio Sorrentino, col quale ci incontriamo più spesso su questo sito che in ascensore.
Tantissimi auguri a tutti gli stabiesi che vivono lontano dalla nostra città, perché più di tutti noi la portano fieri nel loro DNA.
Tantissimi auguri a “Libero Ricercatore”, la nostra Wikipedia stabiese che ogni giorno ci arricchisce di nuovi contenuti.
Tantissimi auguri a tutte le bellissime firme che leggo tra le varie pagine del sito: grazie per quanto diffondete e per l’impegno che dimostrate.
Tantissimi auguri a tutti quelli che in questo momento sono a lavoro, lontano dalla famiglia, per assicurarci tutto ciò di cui potremmo aver bisogno.
Tantissimi auguri a mio fratello che ha superato miracolosamente i suoi problemi di salute.
Ed infine tantissimi auguri anche a me che brindo idealmente con tutti Voi, augurandoVi tante cose belle ma soprattutto tanta salute.

C/mare di Stabia 01/01/2012 (ore 0.00)
Antonello Ferraro”.

Lettere alla redazione 2013

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione

sabato 23 novembre 2013   (Catello Izzo)

Ci scrive il signor Catello Izzo:

“Dieci milioni per il Faito! Quanti politicotti si vanteranno per questi fondi europei resi disponibili! (?)
Eppure, a leggere l’articolo del naturalista Ferdinando Fontanella (rif.: “Leggo e ripropongo…, post del 20 novembre 2013), da Voi riportato, già si intravedono problematiche di gestione per la mancanza di un Ente Parco.
Ce n’è abbastanza per pensare che, vista la stupida litigiosità dei nostri politici, staremo a guazzare in mezzo a centinaia di conflitti di attribuzione e ad un palleggiare di responsabilità fra gente estremamente incapace prima ancora che si metta mano all’impresa e, purtroppo, senza alcuna cura del tempo che passerà inutilmente.
Poi qualcuno proporrà qualche commissione che elegga una …commissione; poi certamente qualcuno riuscirà ad ottenere lo stralcio di importi accampando urgenze non prorogabili o altro e si aprirà la strada perché il tutto defluisca in mille rivoli di nepotismo e di gestioni malsane fino a che non vi sarà più nulla e sarà stato fatto nulla come tante altre volte.

Inutile dire che il mio augurio è quello di aver torto. Catello Izzo”.

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venerdì 22 novembre 2013   (Comitato per gli Scavi di Stabia)

Comunicato Stampa, “Stabiae sito UNESCO, occasione unica di sviluppo”:

scavi

CASTELLAMMARE DI STABIA, 21 NOVEMBRE 2013 – L’annuncio del ministro Massimo Bray sulla decisione di far rientrare le ville di Stabiae nel sito Unesco di Pompei, Ercolano e Oplontis, integrando e correggendo l’infelice decisione del 1997 quando Stabiae fu esclusa dalla lista del World Heritage List, sembra finalmente segnare quella scolta che il Comitato per gli Scavi di Stabia auspica da molti anni. L’iscrizione nella lista Unesco, che noi abbiamo chiesto a più riprese fin dal lontano 1997 sia ai soprintendenti sia ai sindaci che si sono succeduti, è importante – se ci sarà – perché dota il sito archeologico di Varano di uno strumento, il Piano di gestione, che è indispensabile per una corretta e sempre più avanzata tutela e valorizzazione. Non saranno cioè più possibili scelte estemporanee, come quelle di scavare senza preoccuparsi di restaurare e manutenere quanto già alla luce, circostanza purtroppo verificatasi per spinte non sempre coerenti con la difesa del bene comune.
Il Comitato per gli scavi di Stabia è pronto a dare il proprio contributo e invita l’Amministrazione comunale a procedere con speditezza alla sistemazione e alla bonifica urbanistica del territorio. Nello specifico, ribadiamo le nostre proposte, già segnalate in passato:
– predisporre uno Studio di fattibilità per la realizzazione del Parco archeologico di Stabiae e sviluppare una strategia condivisa con la nuova Soprintendenza archeologica di Pompei, Ercolano e Stabiae nell’ambito della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, promosso dalla Regione Campania, nell’ambito delle linee strategiche definite dal Ministero per i beni e le attività culturali;
– avviare un confronto pubblico di condivisione sul Piano di gestione Unesco ai sensi della legge 20 febbraio 2006, n. 77 necessario per avanzare la richiesta di inserimento di Stabiae nella lista dei siti protetti dall’Unesco, accanto a Pompei, Ercolano e Oplontis (già iscritti nella lista Unesco nell’anno 1997);
– realizzare il museo archeologico di Stabiae a Quisisana, dando una sede degna alla raccolta di affreschi oggi stipati nei locali dell’ex Antiquarium di via Marco Mario;
– dare vita a un progetto organico di tutela e valorizzazione guidato dal pubblico (a partire dal Comune di Castellammare di Stabia e dalla Soprintendenza archeologica di Pompei, Ercolano e Stabiae), aperto alla partecipazione del privato sociale, della scuola e dell’associazionismo;
– migliorare i collegamenti tra la città e la collina di Varano e riqualificare l’intera zona, restituendo decoro e consentendo la migliore fruizione delle ville romane attualmente aperte al pubblico;
– stimolare e sostenere lo sviluppo di attività imprenditoriali private nel settore dell’industria culturale e della creatività, del turismo e dell’accoglienza, con particolare riguardo alle imprese innovative e giovanili.
SI RINGRAZIA
Il Comitato per gli Scavi di Stabia”.

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giovedì 14 novembre 2013   (Luigi Casale)

“Pensieri (stra)vaganti”: ci scrive il prof. Luigi Casale:

“Caro Maurizio! L’ammirazione, l’emozione, la suggestione, di fronte alla visione della foto pubblicata (il 13 novembre 2013: immagine della memoria) di una classe scolastica molto vicina alla mia generazione; e la conseguente constatazione statistica della presenza di tanti alunni dal cognome Esposito: circa il 50%, mi offrono lo spunto per una riflessione linguistica.
Per la cronaca: era Esposito anche la mia nonna materna.
Esposito (ex-positus) significa “esposto”; ed erano i bambini non accettati alla nascita.
Sai che presso i Romani il neonato doveva essere riconosciuto dal padre con un gesto: la donna che aveva aiutato la puerpera a partorire, consegnava il neonato al padre che lo prendeva tra le braccia e lo presentava alla famiglia; oppure lo rifiutava e lo deponeva ai suoi piedi; allora il bambino veniva consegnato ad un servo che lo “esponeva” (exponebat), lo “metteva fuori” dalla casa.
Ma non dobbiamo pensare che non vi fosse umanità anche presso gli antichi; anzi … !Normalmente, in caso di mancato riconoscimento, il bambino veniva consegnato a qualche famiglia disposta ad allevarlo. Crescendo, alla prima registrazione ufficiale da parte dei Censori, prendeva il prenome (corrispondente al nostro nome di battesimo) di Spurius.
In epoca più vicina a noi, quando però le registrazioni avvenivano ancora in lingua latina presso notai e parrocchie (l’ anagrafe venne molto tempo dopo), i “trovatelli” una volta battezzati insieme al nome di battesimo assumevano come identificativo di famiglia (il cognome) un soprannome qualsiasi; e comunque erano registrato come “expositus” (trovatello).
Così i senza nome cominciarono a chiamarsi Esposito, che divenne il loro cognome.
Questo nel meridione.
In altre realtà geografiche a causa di un esito diverso della evoluzione linguistica, o delle diverse tradizioni religiose, i trovatelli si chiamarono o Esposto e Degli Esposti, oppure Innocenti, Degli Innocenti, Santorum (dei santi), che poi divenne Santoro, ecc.
Proprio come noi ancora diciamo ” i figli della Madonna”.
A questo punto mi viene da pensare ad un’espressione che mia madre ripeteva spesso: “Munno era, e munno è”; per dire: le cose vanno sempre alla stessa maniera.
Ma non dobbiamo rassegnarci. Se dev’essere così, che sia! Ma se possibile, che non dipenda dalla nostra cattiveria!”.

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lunedì 11 novembre 2013 (Antonello Ferraro)

Il carissimo Antonello Ferraro scrive alla signora Assunta Carrese:

“Carissimo Maurizio, desidero chiederti, se possibile, inviare per me questa mail alla Sig.ra Assunta Carrese.
Desidero chiedere alla Signora Carrese, se l’idea Le piace, di scrivere un quaderno di ricordi sulla Castellammare della Sua infanzia ed oltre. Le Sue pagine che ho letto pubblicate sul Sito sono oltre che divertenti, estremamente interessanti.
Tutti ricordiamo i quaderni del grande Gigi Nocera che contengono bellissime pagine sulla nostra città negli anni 30, ed un’autrice così brava sarà sicuramente preziosa alla ricostruzione del periodo successivo.
Nel ringraziarti invio i miei più rispettosi saluti a te ed alla Signora Carrese”.

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mercoledì 23 ottobre 2013 (Giuseppe Mollo e Famiglia Dolci – Angelone)

Castellammare: Stazione F.S. incidente del 22/23.10.1944:

“All’attenzione dei Sigg. CUOMO, CIMMINO, FONTANA,
riesce oltremodo difficile trovare le parole per rendere adeguato merito al Vostro continuo impegno volto alla conoscenza, sotto il profilo storico – sentimentale, degli accadimenti relativi alla città di Castellammare. Grazie al Vostro portale, il giorno 19/10 u.s. in Milano si è potuto realizzare un incontro, dai toni emozionali altissimi, fra Giuseppe Mollo (C.mmare – Roma) e Simonpietro e Paolo Angelone (dalla Provincia di Sondrio) nel corso del quale si son potuti focalizzare gli aspetti salienti e, tutt’ora, ignoti, della vicenda che ha condizionato la nostra esistenza: l’incidente di cui all’oggetto. Saremmo immensamente grati e riconoscenti se Vi dedicaste ancora un po’, con la competenza che Vi è propria, a far luce sull’evento.
Con stima e riconoscenza. Giuseppe Mollo e Famiglia Dolci – Angelone”.

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sabato 19 ottobre 2013 (Catello Izzo)

La proposta del signor Catello Izzo:

“Egregio direttore, io, che sono lontano da anni, continuo a seguire il suo giornale e mi godo, fra l’altro, le poetiche descrizioni di Enrico D. che accompagnano quelle foto bellissime di Castellammare.
Ad ogni luogo che osservo è legato un ricordo che, chissà perchè, è sempre felice. Certamente conta il fatto che quei ricordi sono legati a degli anni che non ci sono più. Di tanto in tanto, poi, mi ritrovo a pensare a quelle che potrebbero essere le cose da suggerire (utopie) ai nostri amministratori circa quello che si potrebbe fare per rendere più accogliente ed interessante la nostra città. Sono certo che molti vorrebbero dire la loro e fare proposte (anche se saranno inutili) su questo tema magari anche votando le opinioni/proposte altrui. Da qui la domanda che faccio a Lei direttore: Non sarebbe realizzabile nel Libero ricercatore, fra le altre, una rubrica del tipo “Le nostre proposte per la Città e varie utopie” e lasciarla libera (con un certo “sfrondamento”) a chi intende fare per la città proposte serie o esporre le proprie “utopie”? Questa partecipazione attiva aperta a tutti potrebbe accendere ancora maggiori curiosità a vantaggio della Sua stessa pubblicazione.

Io avrei anche le mie prime tre proposte:
– Utilizzare parte dell’attuale arenile per creare un Viale Garibaldi a doppia corsia.
– Fare di tutto per ridare alla balneabilità la restante parte di arenile.
– Riattare tutti i pastori della Cattedrale ed esporli in un presepio artistico sempre visitabile.
Con i migliori saluti, Catello Izzo”.

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martedì 17 settembre 2013 (Catello Izzo)

“Leggendo quà e là…”, la lettera/riflessione del signor Catello Izzo:

“Egr. Direttore, mi soffermo spesso su “libero ricercatore” alla ricerca di novità sul recente e sull’antico della nostra amata città (e magari fosse altrettanto amata anche dai politici e da tanti altri concittadini!).
Questa volta “incappo” nella lettera accorata e validamente documentata della Sig.ra Celeste Amato sui pastori del Duomo che sono vere opere d’arte significative e belle a vedersi e ad ammirarsi anche singolarmente.
Contemporaneamente trovo, fra le foto offerteci dall’ormai “storico” Enrico Discolo, una didascalia su “i turisti tornano”… a Castellammare con il commento addolorato di un cittadino che aggiunge: …turisti che vanno poi subito a Pompei o a Sorrento perché tanto a Castellammare “non c’è più nulla” da vedere…
Premetto che la situazione felice di Castellammare da cui, nel giro di 30 minuti, si possono fare escursioni verso i posti più belli della Campania (Pompei, Sorrento, Amalfi, Napoli, Capri, Ischia, Caserta, etc…) già la dovrebbe porre all’attenzione delle agenzie turistiche, ma se tra le tante altre cose che pur ci sono, ci fosse quel presepio con la totalità di quei pastori sempre visitabile per tutto l’anno, non sarebbe un grande motivo di attrazione? Il Comune, per il benessere della Città potrebbe ben investire in questo ed in un po’ di pulizia – se non sugli scanni comunali – almeno per i viottoli.
Con i migliori saluti, Catello Izzo.”.

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mercoledì 11 settembre 2013   (Domenico Furci)

La missiva (del 10 settembre 2013) inviataci dall’ing. Domenico Furci:

“Cari amici, ho letto con piacere le note del signor Antonio Cimmino sulle vicende successive all’otto settembre 1943 nell’ex regio cantiere.
Vi ringrazio per la pubblicazione sul sito.
Al fine di non perdere la memoria degli avvenimenti così bene ricordati, mi faccio promotore di una iniziativa per proporre la lettura di quella vostra pagina (https://www.liberoricercatore.it/Storia/anmistabia/resistenza_castellammare.htm) nelle classi degli istituti superiori cittadini, facendo leva sulla sensibilità dei docenti di storia e dei responsabili scolastici.
Grazie per averci permesso di vivere quei momenti nei ricordi del signor Cimmino.
Ing. Domenico Furci.

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sabato 30 agosto 2013 (Ferdinando Fontanella)

A proposito di “Volontariato per amore”, scrive il naturalista Ferdinando Fontanella:

“Caro Maurizio e amici di Libero Ricercatore, ho letto attentamente l’editoriale “Volontariato per amore” e vorrei aggiungere alcune riflessioni in merito, con la speranza di contribuire in modo costruttivo alla discussione. Un volontario impegnato nel sociale, che presta spontaneamente e gratuitamente la propria opera di assistenza, di aiuto e di sostegno ad un’attività gestita dalla pubblica amministrazione offre un servizio alla comunità di inestimabile valore. Pensiamo ai volontari impegnati negli ospedali, cooperando con medici e infermieri, assistono e confortano i malati. Allo stesso modo i volontari impegnati nei musei, collaborando con guide e guardiani, valorizzano e tutela i reperti. Insomma, un volontario è veramente utile quando diventa un valore aggiunto. Purtroppo nella nostra città, dove i servizi pubblici latitano e l’ordinaria vita sociale è approssimativamente organizzata, l’opera del volontario da molti anni ha perso la fondamentale caratteristica di supporto, diventando un surrogato di quanti dovrebbero essere giustamente impiegati e adeguatamente retribuiti. Solo per citare alcuni esempi a Castellammare i volontari al meglio delle loro possibilità: ripuliscono i boschi, rassettano l’arenile, tagliano le erbacce, gestiscono il parcheggio. I rappresentanti del popolo, eletti per amministrare la cosa pubblica, siano essi della maggioranza o dell’opposizione, non sembrano ben consci di questa anomalia perché da lungo tempo sfruttano la buona intenzione dei volontari per sopperire a palesi fenomeni di scarsa capacità gestionale. Con questo, ovviamente, non intendo accusare la sola amministrazione Cuomo, eletta solo da pochi mesi, ma faccio riferimento anche a tutti i predecessori del neo Sindaco che hanno attinto a larghe mani dal volontariato. Mi rendo conto che con questo mio discorso ho forse rovinato l’immagine idilliaca di un’opera meritoria, ma spero almeno di aver dato una chiave di lettura diversa che può portare ad un concreto miglioramento della vita sociale della città. Purtroppo mi costa dirlo, ma se le cose non cambiano il volontariato di Castellammare ha lo stesso effetto del bicchiere d’acqua nella minestra salata: allunga il brodo e non risolve niente.
Con sincera stima, il vostro naturalista e amico, Ferdinando Fontanella”

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martedì 20 agosto 2013 (Luigi Casale)

In riferimento al post (pubblicato ieri 19 agosto 2013) scritto da Giuseppe Zingone, oggi ci scrive il prof. Luigi Casale, che a suo modo segnala un colto approfondimento sulla figura di “Pasquino”, leggetelo è molto interessante:

“(Pasquinata stabiese). Caro Maurizio, visto che Pasquino è ritornato e ha avuto il coraggio di fare uscire una sua “pasquinata stabiese”; prima che Giggino o zi’ Nicola (in essa richiamati) la faranno portar via: grazie per questo a chi ha avuto la fortuna di fotografarla e segnalarcela; mentre intanto continua la processione dei visitatori locali (i veri destinatari del messaggio) che si recano a vedere messa in atto la solenne provocazione di cui si parla già (grazie anche al Libero Ricercatore) in tutta la città; due cose sarebbero importanti.
Prima: “rinfrescare” alla memoria la storia di Pasquino.
Seconda: poter leggere integralmente la lapide su cui è affissa la satira.

pasquino

PASQUINO e PASQUINATE – Pasquino è l’avanzo d’un gruppo marmoreo della prima età ellenistica (secolo III a. C.), che rappresentava o Menelao col corpo di Patroclo o Aiace col corpo di Achille. Dissotterrato dove ora è la Piazza di Pasquino, fu nel 1501 fatto erigere su un piedistallo dal card. Oliviero Carafa all’angolo volto a oriente del palazzo Orsini (ora Braschi), dove il cardinale abitava. Perché al bel torso, che il Bernini e altri artisti giudicarono una delle migliori statue che fossero in Roma, sia stato dato quel nome, rimane dubbio. Simbolica è forse la tradizione, di origine piuttosto tarda, che lo fa risalire a un sarto Pasquino, che aveva bottega lì presso; anche la statua, vedremo, tagliava i panni addosso alla gente. Più antica, perché attestata già nel 1509, è la tradizione che vuole chiamata la statua da un “literator seu magister ludi”, da un maestro di scuola, che le abitava di contro. Altri parla d’un barbiere, altri d’un oste; s’è parlato pure di un Pasquino esule senese, ma vissuto un secolo prima che il torso fosse rimesso in onore.
Qualunque sia il motivo del nome affibbiato al torso, fatto è che Pasquino finì con l’impersonare la satira anonima romana, dotta e popolaresca, perché in suo nome furono composti libelli (le pasquinate) in latino e in volgare, in verso e in prosa contro i papi e il loro governo, contro i cardinali e la curia, contro persone e costumanze giudicate a dritto o a torto degne di biasimo, e i cartelli che li portavano scritti furono affissi al torso, al piedistallo, sui muri circostanti. Dal mondo classico… …il Rinascimento aveva ereditato il costume d’affiggere versi a statue, a muri, a pilastri, e ai marmi dovunque un pubblico frequente potesse leggerli e gustarli…

Note di approfondimento:
da: Enciclopedia Italiana (1935) di Vittorio Rossi

Saluti e buon lavoro. Luigi”.

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lunedì 19 agosto 2013   (Giuseppe Zingone)

Ci scrive lo stabiese Giuseppe Zingone:

“Allego una foto interessante e attuale di ciò che si potrebbe definire una lettera/poema “all’aperto” a firma di un certo Pasquino. Giusto per la cronaca la composizione è attaccata sulla lapide della fontana di san Giacomo.

lettera/poema all’aperto di Pasquino (visualizza l’allegato!!!)

Cari saluti, Giuseppe”

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venerdì 16 agosto 2013 (Sabato Schettino)

La cortese missiva del sig. Sabato Schettino:

“Le invio questa mia piccola perla con cui venivano chiamati i miei nonni paterni stabiesi doc. Quand’ero piccolo ricordo distintamente l’usanza di chiamare le persone per “contranomme” mio nonno originario del quartiere Scanzano possedeva un soprannome familiare, cioè tutta la sua famiglia ne portava il carico, li chiamavano i PARAPAPEL , che non so proprio cosa voglia indicare sarebbe bello una ricerca, la famiglia di mia nonna, stesso discorso, ma era originaria del quartiere Annunziatella li chiamavano i BARRACCHELL’ anche questo soprannome non mi fa balenare niente di che. Mio nonno, in più vista la mole, era alto 1.90 e per quei tempi credo fosse un po’ una anomalia , lo chiamavano CICCIO ‘O LUONGO.
Spero di aver contribuito alla vostra singolare quanto viva enciclopedia dei soprannomi.

Distinti saluti, Sabato Schettino”.

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mercoledì 14 agosto 2013 (Luigi Casale)

Lettere alla Redazione di un nostro collaboratore: scrive il prof Luigi Casale:

“Caro Maurizio, in qualità di collaboratore, sebbene atipico, del sito del Libero Ricercatore, non posso sottrarmi dall’offrire il mio contributo al dibattito suscitato dal recente intervento di Ferdinando Fontanella.
La mia marginalità però, che in un certo senso caratterizza la mia atipicità rispetto alla portata, e probabilmente anche alla finalità, dello strumento culturale e comunicativo del prezioso e apprezzato spazio di informazione e di formazione di cui tu sei l’animatore principe, mi consiglia di mantenermi nel mio campo specifico. Con questo non mi chiamo fuori dalla discussione, né d’altra parte vorrei sembrare insensibile ai temi della politica e dell’impegno civile e sociale.
Ti invio perciò questa pillola di cultura (“Scivolamento di significato…”), sollecitata proprio dal particolare momento storico e dalla nota circostanza che l’ha dettata, insieme a questa mia lettera che servirà per evidenziarla.

Buona giornata e buon lavoro. Luigi”

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martedì 13 agosto 2013   (Catello Izzo)

In riferimento all’editoriale “Essere, o non essere… stabiesi”, ci scrive il sig. Catello Izzo da San Benedetto del Tronto:

Denza (foto Giuseppe Plaitano)

Denza (foto Giuseppe Plaitano)

“Egr. sig. Cuomo, ritenendomi uno Stabiese “qualunque” come Lei, faccio mio ogni Suo risentimento e, alle frasi riportate del sig. Raffaele Amendola: “…’a munnezza d’a munnezza…” aggiungerei: “…ch’ teng’’a vere’ io?…” che è la più vergognosa scrollata di spalle che lo Stabiese (Castelluoneco?) usa per decretare il Suo menefreghismo ed il Suo “diritto” a vivere oltre l’interesse comune.
L’educazione civile è inesistente perché inesistente è la consapevolezza che il vivere insieme presuppone un rispetto reciproco.
Vorrei raccontare, sperando di non tediare, un fatto esemplare che, mi accadde, qualche anno fa, in villa Comunale verso il monumento a Luigi Denza: ero con mia moglie in vacanza nella mia bella città (ne vivo fuori da 50 anni) e passeggiavamo tranquilli quando una bambina intorno ai 10 anni, spingendo di corsa una carrozzina, deviava e ci veniva addosso. Nessuno si fece nulla ed io mi accinsi a sorridere e ad incoraggiare la bambina pensando che si fosse spaventata. Questa alzò gli occhi accigliata e disse aggressiva: “Ma non vede dove va?…”. Cos’altro dire, questi sono i ragazzi che vengono “allevati” in talune sacche di Castellammare. Io, in quel momento, avrei fatto una spremuta di quei genitori vergognosi che chissà dove erano e che certamente mi avrebbero negato ogni ragione. Notare che la bambina, quanto meno, mi si era rivolta con il Lei. Oggi quella bambine sarà forse madre? Sarà una professionista? Sarà dedita alla politica? Ma con quella base sarà comunque una castellonica come tanti altri.
Si può dare la colpa all’ignoranza, ma, come si fa ad essere sempre ignoranti se il minimo di un titolo di studio è la licenza media? Questo significa solo che più nessuno è preposto all’educazione a cominciare dalle famiglie e per finire alle scuole cui è stata tolta ogni autorità ed ogni minima possibilità di coercizione e dove tutto è gestito dal maleducato di turno che “sa farsi valere”.
L’educazione, poi, è il meno, il più è il come si fa a far nascere nel cuore l’amore per la propria città ed il rispetto per le cose comuni? Come si fa a mettere nella testa della gente che il voto a Castellammare non può essere solo quello di esprimere la propria opinione politica (…Io so’ sem’ pe ‘o stesso e no vota-bannera!) ma anche per punire gli amministratori inetti e sfruttatori e liberarsi di tanti anni di amministrazioni inutili e deleterie.
Ho sempre trovato tutti prontissimi alla critica di questi atteggiamenti, ma mai nulla cambia. Fino a quando ci chiederemo solo il perchè?

Catello Izzo da San Benedetto del Tronto”.

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lunedì 5 agosto 2013 (Antonio Ferrara)

“Scrive Antonio Ferrara, Presidente del “Comitato per gli Scavi di Stabia”:

Stabiae (foto Maurizio Cuomo)

Stabiae (foto Maurizio Cuomo)

“Pompei, Ercolano e Stabiae: insieme nella stessa soprintendenza (sembrerebbe anche nel nome, vista che così viene denominata negli atti ufficiali del ministero), ma non nel sito Unesco. È l’ultima anomalia che ci consegnano 16 anni di gestione autonoma della soprintendenza di Pompei istituita dal primo governo Prodi (Veltroni era il ministro dei bei culturali) che staccò Pompei da Napoli con una legge (la n. 352 del 1997) e diede autonomia finanziaria e organizzativa ai siti vesuviani. Un esperimento che durò dieci anni, fino a quando un altro governo Prodi (ministro Rutelli) riunificò di nuovo le soprintendenze archeologiche di Napoli e Pompei. Era il 2007. Ora, dopo sei anni, è di nuovo “divorzio”.
Ed è forse l’ultima occasione per chiedere – e si spera ottenere – l’inserimento dell’antica Stabiae nel sito Unesco, riconoscimento giustamente andato agli scavi archeologici di Pompei, Ercolano e Oplontis nel 1997.
Si badi che l’inserimento di Stabiae nella lista Unesco non è una rivendicazione campanilistica o la voglia di mettersi una medaglia, ma è un’assunzione di responsabilità: restare nella lista del patrimonio Unesco significa rispettare parametri di conservazione, valorizzazione e gestione. E – per quanto riguarda Castellammare di Stabia – significa mettere fine a una gestione privatistica degli scavi di Stabiae. Ecco
perché va salutata positivamente la decisione del ministro Massimo Bray di promuovere una soprintendenza unica per Pompei, Ercolano e Stabiae. Il fatto di aver citato Stabiae in conferenza stampa, a Palazzo Chigi, significa che siamo di fronte finalmente a un ministro competente, che sa di cosa parla. A lui sono certo sia il sindaco di Castellammare di Stabia sia i parlamentari campani sia gli esponenti della Regione Campania non mancheranno di ricordare che per salvare Stabiae serve un piano di gestione come quello che si sta redigendo per Pompei, Ercolano e Oplontis, perché è quello lo strumento che garantisce tutela e conservazione pubblica e valorizzazione, anche con il coinvolgimento del privato in un quadro di regole chiare e trasparenti.
La nuova soprintendenza di Pompei è povera di musei, forse anche per scelte sbagliate – e consapevoli – del passato. Dunque da Stabiae può venire un contributo anche in questa direzione, realizzando il grande museo archeologico della pittura stabiana e dell’ager nel Palazzo reale di Quisisana. La nuova soprintendenza di Pompei ha anche bisogno di una nuova sede e di un centro di ricerca per il restauro, e la risposta è di nuovo il Palazzo reale di Quisisana, individuato nel 2010 quale sede della sezione distaccata dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma, ma anche dotato di spazi sufficienti per ospitare gli uffici della soprintendenza. Il che, non lo si sottovaluti, consentirebbe anche di coprire parte delle spese di manutenzione e di gestione del complesso architettonico.
Infine, un auspicio. La legge 352 del 1997 istituì “un comitato, composto dal soprintendente, dal responsabile amministrativo, da un rappresentante della provincia di Napoli, da uno della regione Campania e dai sindaci dei comuni ricompresi nel territorio della soprintendenza, con il compito di esprimere pareri e di formulare proposte sui progetti e sulle iniziative volte a valorizzare le aree archeologiche e con funzioni propositive, di coordinamento e di scambio di informazioni e di conoscenze”. Questo comitato, di fatto, non è mai nato. Ma non è mai troppo tardi, soprattutto ora che si è ritornati allo spirito del 1997.

Antonio Ferrara,
Presidente del “Comitato per gli Scavi di Stabia fondato nel 1950”

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mercoledì 31 luglio 2013  (Catellino Graziuso de’Marini)

“Ricordi emozionali”: le riflessioni di Catellino Graziuso de’Marini.:

Veduta sul porto da salita Visanola (foto Maurizio Cuomo)

Veduta sul porto da salita Visanola (foto Maurizio Cuomo)

“Cari amici di Stabia, viva la nostra città! Mi farebbe piacere condividere con voi un “racconto emozionale”, ossia, come diceva lo stabiese Gennaro Di Martino nei “Racconti ai nipoti” (Ed. La Pace, Napoli, 1961), un racconto pieno di emozioni che lo scrivente comunica ai di lui lettori.
Ebbene, stamane mi sono recato, con la macchina di mio nipote Carlo (in compagnia della fidanzata Elvira e del cane Ferry) al castello che dà il nome alla nostra adorata cittadina. Quanto è stato bello ricordare cosa facevo in gioventù.
Dunque, un giorno di primavera inoltrata andai assieme ad alcuni miei amici “ncopp”o castello”, usufruendo di salita Visanola, strada pedonale, nota a tutti gli stabiesi di una certa età, che dall’Acqua della Madonna si inerpica fin su al Castello.
Tutti quanti noi arrivammo lì esausti e assudati solo per poter godere del panorama, che, come oggi, era fantastico. Cari amici stabiesi, riflettiamo sul significato del vivere in una città bella come la nostra e cerchiamo di educare le nuove generazioni, che “s’abboffano” ‘e Maria De Filippi, discoteca e droga, sulla immane importanza delle bellezze paesaggistiche e naturali in senso ampio.
Ma, “rich’io, no… ma aroppo ca ve site viste ‘a televisione, c’avite concluso?” Noi stabiesi di una certa età, che abbiamo vissuto la miseria, ma che con onestà abbiamo portato avanti le nostre famiglie, possiamo certamente consigliarvi di lasciar perdere le cose effimere della nostra breve, ma intensa vita, per accogliere a pieni polmoni l’aria della cittadina in cui viviamo!
Scusate se sono stato un po’ sconclusionato, ma mi sono infervorato pensando a Stabia. Voglio bene a tutti voi, miei concittadini.

Cordialmente, Catellino Graziuso de’Marini.”.

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lunedì 29 luglio 2013   (Carlo Piola Caselli)

Lo studioso Carlo Piola Caselli, pronipote del fu Segretario di Stato della Marina Siciliana, Giuseppe Alessandro Piola Caselli, scrive a Gaetano Fontana:

“Ho letto con molto interesse il saggio di Gaetano Fontana (rif.: “Attacco al Monarca”) e sono d’accordo che la figura di Giuseppe Piola (Giuseppe Alessandro Piola Caselli) meriti di essere rivalutata. Segnalo di aver da poche settimane pubblicato in www.piolacaselli.altervista.org il pdf “Cronache Marinare” di Giuseppe Alessandro Piola Caselli, aneddoti della marina militare sarda, garibaldina ed italiana (1843-1883), che può esser scaricato liberamente, in cui avevo tentato di sviscerare la complessa questione. Si tratta del fratello del mio trisnonno. Se l’autore vuole, possiamo metterci in sinergia, per ulteriori approfondimenti.
Cordialmente Carlo PIOLA CASELLI”

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sabato 27 luglio 2013 (Gaetano Amato)

Lettera aperta al Sindaco di Castellammare:

L'attore stabiese, Gaetano Amato

L’attore stabiese, Gaetano Amato

“Caro sindaco, ho letto le dichiarazioni dell’amico Nicola Corrado, con l’invito a presentare progetti, e ho pensato di aderire alla cosa, non inviandoti un progetto (per far quello ci si deve dedicare molto tempo) ma trasmettendovi una serie di incipit sull’argomento che più mi sta a cuore: la Cultura e l’Arte.

Faccio una premessa:
Hai l’onore di essere il primo cittadino di una città operaia che, malgrado questa sua caratteristica è, forse unica al mondo, tenendo conto del non elevatissimo numero di abitanti, per la quantità di artisti e sportivi prestati alla nazione.
Hai l’onore (e l’onere) di essere primo cittadino nella città che ha dato i natali a Viviani, a Denza, a Ruccello, a Bonito, solo per citarne qualcuno, e mi fermo per evitare di fare torto a qualcun altro dimenticando qualche nome. Grazie all’amore di un tuo concittadino,Ciro Madonna, un pazzo, uno che faceva il medico per mangiare e il teatro per vivere, molti di noi sono rimasti contagiati da quella malattia incurabile che è l’arte, sotto le sue forme più svariate. Ma proprio quel medico pazzo ci ha insegnato che l’arte è studio e non improvvisazione. Ho ancora nelle orecchie la sua voce quando, seduti al circolo nautico, eravamo li ad ascoltare le sue divagazioni, i suoi pensieri, su di Giacomo o Viviani, su Peppino de Filippo e sul teatro in genere.
Arte come cultura.
Vedi, a mio modesto avviso, attingere a risorse pubbliche per regalare alla città rappresentazioni teatrali o musicali, non va catalogato nella voce cultura.
Quello è spettacolo.
Fare cultura, sempre a mio avviso, dovrebbe essere qualcosa in più.
Come, per esempio, stimolare per far crescere negli abitanti la pretesa, il desiderio, non a gratis, di manifestazioni artistiche (spettacoli, libri, quadri, musica, danza) solo perché desiderosi di sapere.
Come, per esempio, programmazione a medio e lungo termine per il recupero di siti storici abbinandoli all’arte.

Caro Nicola, mi sono chiesto perché anche tu, che colto sei di nascita e di studi, hai pensato che per fare cultura bastava dedicarci distrattamente uno sguardo di tanto in tanto (considerato i problemi che come sindaco devi provare a risolvere, dalle terme alla Fincantieri, solo per citare i più eclatanti, e per i quali sinceramente non ti invidio, non credo tu possa dedicarci più di uno sguardo di tanto in tanto), e affidarsi al funzionario contabile di turno. Questo, permettimi,offende chi per una vita ha studiato e continua a studiare per accrescere il suo sapere, anche perché non hai fatto lo stesso con altri settori della pubblica amministrazione, dove invece ti sei preoccupato di circondarti di competenze specifiche. Non mi dire che anche tu la pensi come Tremonti, ovvero con la cultura non si mangia, perché rimarrei profondamente deluso e non riesco ad immaginare che possa essere un tuo pensiero, per quel poco che ho avuto modo di parlare con te.
Terminata la premessa vado al dunque e perdonami se i suggerimenti te li pongo come una sequela di interrogativi.
Perché invece di fare un recupero temporaneo di palazzo reale,montando un palco per una decina di sere d’estate, non si prova a trasformare lo stesso in polo culturale permanente facendolo diventare una sorta di biblioteca museo multimediale? Riempiendolo fino all’orlo di testi di teatro, di cinema, di musica, spostando là l’assessorato alla cultura e spettacolo. Magari provare a fare accordi con le università di Fisciano e di Napoli, e con i centri di cultura. Dai vita alla fondazione Viviani, dove per statuto tutti i componenti del consiglio di amministrazione che accetteranno l’incarico, lo faranno a titolo gratuito, in modo da non trasformarlo in un altro carrozzone appetitoso per qualche “trombato” politico (eh si, perché i politici, dove non ci sono soldi dimostrano scarso interesse). Metti la fondazione a gestire, per conto del comune e in diretto contatto con l’assessorato competente, la biblioteca museo e a reperire fondi per le iniziative.
Perché non provare a riattare il teatro a san Giacomo permettendo a tanti giovani e alle compagnie amatoriali di avere un posto dove esibirsi con i loro spettacoli, a patto che, prima però, studino la storia del teatro (grazie alla biblioteca museo di cui sopra)? La cosa potrebbe risultare un primo passo per il recupero del centro storico di cui da sempre sento parlare ma che non mi pare fino ad ora (mi riferisco alla varie amministrazioni che ti hanno preceduto) abbia avuto un serio avvio.

Considerando il regalo che la natura ha fatto a questa città, perché non provare a portarci il cinema e la tv? Perché non tentare di creare una film commission che raggruppi i comuni da Pompei a Massa Lubrense, da Torre Annunziata a Portici, e studiare insieme agli altri assessori del ramo un pacchetto da offrire alle produzioni, con vantaggi su alberghi, ristoranti, suolo pubblico. Interessare imprenditori locali per creare compartecipazioni produttive grazie alla tax shelter, offrire gratuitamente uffici alle produzioni interessate a girare in zona. Se ne ricaverebbero visibilità, pubblicità, lavoro per l’indotto,oltre che incremento turistico ( i film girati a Torino o in Puglia sono diventati i migliori spot per quelle terre), e si farebbe contemporaneamente formazione per i giovani all’interno delle troupe.

Fai nascere un laboratorio di scrittura per giovani, e poi mettendo a loro disposizione qualche attrezzatura digitale, (con poche decine di migliaia di euro si attrezza uno studio professionale), dai loro la possibilità di cavalcare la fantasia attraverso la realizzazione di documentari, corti, inchieste sulla città.
Sposta a palazzo reale la mostra dei presepi, inseriscila all’interno di un percorso di visita magari, mo ce vo’, abbinandolo a una manifestazione

La cultura, da che il mondo esiste, è forse l’unico mezzo per tirar via dalla strada chi non ha avuto la fortuna o la possibilità economica di studiare. Ma la fantasia, l’estro, l’arte, non è solo studio, è anche dono divino. Quel medico pazzo purtroppo non c’è più, e insieme a lui ci hanno lasciati anche altri maestri d’arte. Non lasciare che questa città diventi gretta ogni giorno di più. Non far assopire il desiderio d’arte che per mano divina è stato sparso su tanti nostri concittadini, perché chi non avrà la fortuna o i mezzi per alimentarlo sarà comunque costretto dalla vita a lascialo scemare.
Quanto da me elencato si può provare a fare a costo zero per le casse comunali, voglio dire senza alcun aggravio di bilancio, se non quello del personale per la gestione e la sorveglianza.

Ho tralasciato di darti suggerimenti per lo sport e per la scuola. Anche là ci sarebbe tanto da fare (te lo dico in quanto ex sportivo, molto ex, ma vicino allo sport che più ci gratifica nel mondo, e docente di ruolo da oltre 30 anni) ma poi viene a finire che penseresti che mi voglio sostituire al sindaco. Lungi da me questo desiderio. Sono sicuro che tu e i tuoi collaboratori, riflettendo, saprete trovare le giuste risposte affinché questa città non muoia culturalmente.
Auguri, Gaetano Amato”

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lunedì 22 luglio 2013 (Mario La Piano)

“Curiosità”: ci scrive il sig. Mario La Piano da Forlì:

“Buongiorno, scrivo perché spero che possiate soddisfare ad una mia curiosità. Visitando la rocca di Lugo di Romagna mi sono imbattuto in un’iscrizione commemorativa a Giuseppe Compagnoni scritta da Libero D’Orsi. Facendo una ricerca in internet ho letto che agli inizi degli anni ’40 era stato il preside del locale istituto tecnico. Si tratta dello stabiese Libero d’Orsi o è soltanto un caso di omonimia? Ecco una foto dell’iscrizione. In attesa di una risposta vi porgo i miei più sinceri complimenti per il sito.
Cordiali saluti, Mario La Piano, Forlì”.

Risposta: “Gentilissimo Mario, laureatosi in Lettere e poi in Filosofia, lo stabiese Libero d’Orsi, vinse ben due concorsi per essere destinato, prima in Puglia, ad Acquaviva delle Fonti, poi a Padova e, infine, da preside, proprio a Lugo di Romagna (durante la seconda guerra mondiale); finito il cataclisma, ottenne poi il meritato avvicinamento ed il trasferimento nella sua tanto amata Castellammare di Stabia, dove negli anni a seguire progetto e iniziò i lavori di scavo dell’antica Stabiae. La firma in calce alla lapide, da lei gentilmente segnalata, è certamente la sua!
Nella speranza che la sua curiosità sia soddisfatta, la saluto cordialmente,
Maurizio Cuomo”

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sabato 20 luglio 2013 (Francesco Paolo Giorgio)

“Toponomastica dialettale”: ci scrive il sig. Francesco Paolo Giorgio:

“Esprimo la mia gioia nel vedere con quanta cura è gestito il sito unico e più rappresentativo della nostra amata città. A tal proposito volevo integrare la discussione fornendo un particolare inerente l’appellativo che noi “stabiensi” diamo alla piazza Principe Umberto cioè “miez’ ‘o Quartuccio” il quale trae origine dalla antica formazione della città che prima della nascita del rione spiaggia vedeva ubicata proprio nella attuale piazza la porta nord della città e dove come posto di frontiera era dovuta una gabella appunto il quartuccio ( moneta ) per il transito delle merci verso la città. Scusandomi per la mancanza di particolari spero di dare uno spunto alla ulteriore ricerca . Con ammirazione.
Francesco Paolo Giorgio”.

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mercoledì 17 luglio 2013   (Bonuccio Gatti)

“L’Artistica Fontana della Basilio Cecchi”: un’accorata proposta del prof. Bonuccio Gatti:

“Al Libero Ricercatore di Stabia, e per esso a tanti che come me, hanno frequentato la Scuola Elementare, oggi Primaria, Basilio Cecchi.
Vi scrive Bonuccio Gatti, oggi insegnante di classe quinta della Scuola Basilio Cecchi, cinquant’anni fa scolaro di classe quinta della Scuola Basilio Cecchi, molti di voi avranno letto il mio articolo sull’Artistica Fontana della succitata Scuola, ebbene voglio confessarvi la mia sofferenza ogniqualvolta la mattina entro nella nostra Scuola e vedo l’Artistica Fontana, che una volta era il fiore all’occhiello della Scuola e forse anche della Città, che versa in uno stato di totale ed ingiusto abbandono. Voglio rivolgere un appello a tutti gli ex alunni della Scuola Basilio Cecchi, diamo il contributo simbolico di un euro per il restauro dell’Artistica Fontana, per riportarla all’antico splendore, per farla diventare un punto di riferimento per le odierne e future generazioni di scolari! Quanti fra gli ex alunni della Scuola Basilio Cecchi (perdonatemi la ripetizione, ma è voluta) oggi sono ingegneri, architetti, geometri, o anche, ma non ultimi, semplici operai edili, ebbene in ricordo di quello che certamente avrà rappresentato anche per voi l’Artistica Fontana regalate, come avvenne per la sua costruzione, una prestazione d’opera almeno di una giornata di lavoro per il restauro di quest’autentica opera d’arte. La mia esperienza di insegnante mi ha fatto capire che i fanciulli amano le cose belle, amano l’arte, la storia, la natura, diamo loro la possibilità di vivere in un mondo non solo virtuale, ma reale. Facciamo in modo che la mattina, quando si recano a scuola, trovino intorno a loro un ambiente pulito, ordinato, sereno e perché no anche denso di cultura, di arte, di storia, e di tutto ciò che di bello e artistico le generazioni precedenti hanno realizzato per le generazioni future!
prof. Bonuccio Gatti”.

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sabato 13 luglio 2013 (Sabato Schettino)

“Soprannomi stabiesi”: la gradita missiva del sig. Sabato Schettino:

“Segnalo questa mia piccola perla con cui venivano chiamati i miei nonni paterni stabiesi doc, quand’ero piccolo ricordo distintamente l’usanza di chiamare le persone per “contranomme”; mio nonno originario del quartiere Scanzano, possedeva un soprannome familiare, cioè tutta la sua famiglia ne portava il carico, li chiamavano i PARAPAPELE , che non so proprio cosa voglia indicare… sarebbe bello una ricerca, mia nonna stesso discorso, la sua famiglia, originaria del quartiere Annunziatella era chiamavata i BARRACCHELLE, anche questo soprannome non mi fa balenare niente di che. Mio nonno in più, vista la mole, era alto 1.90 e per quei tempi credo fosse un po’ un’anomalia , lo chiamavano CICCIO ‘O LUONGO.
Spero di aver contribuito alla vostra singolare quanto viva enciclopedia dei soprannomi . Distinti saluti. Sabato Schettino”.

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mercoledì 10 luglio 2013 (Ferdinando Fontanella)

Purchiacchielli: il naturalista stabiese Ferdinando Fontanella, risponde alla domanda del sig. Vincenzo Farro (post del 9 luglio 2013):

“Gentile sig. Vincenzo, la portulaca è una pianta comunissima, non è raro trovarla spontanea nei vasi di fiori che adornano i balconi, oppure nelle aiuole cittadine, ai margini dei viottoli e nei coltivi in campagna, insomma cresce praticamente ovunque.
Si tratta di una specie annuale, vive un solo anno, il tempo di produrre i semi che assicurano la generazione futura. Purtroppo non troverà questi semi in commercio, non è sicuramente una pianta orticola e non ha nessun interesse commerciale.
Si tratta semplicemente di una specie infestante delle colture, che i contadini di un tempo (tempo di privazioni) sradicavano e mangiavano. Oggi solo pochi nostalgici, buongustai amanti delle cose semplici, ne fanno raccolta per consumarla fresca, all ’insalata, o cotta.
Se desidera assaggiarla le consiglio di programmare, per la prossima primavera, una bella passeggiata in campagna (anche quella romana è stupenda) dove sicuramente potrà raccoglierne un bel po’. Magari nella stessa occasione porterà un vasetto, dove trapianterà qualche pianticella da tenere sul davanzale.
Spero di esserle stato utile, cordiali saluti, Ferdinando Fontanella”.

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martedì 9 luglio 2013   (Vincenzo Farro)

Ci scrive il torrese Vincenzo Farro dalla provincia di Roma:

“Gentile ricercatore, ho appena gustato (dal punto di vista letterario) la ricetta dei “purchiacchielli“. La ringrazio. Sono “saperi” che si vanno perdendo.
Vedo spesso questa pianta nei giardini pubblici, ma vorrei sapere se si pianta anche per talea. Non so se si vendano i semi. Proverei a metterne un po’, in vaso, sul terrazzo. Di più, non posso. Non ho, purtroppo, un giardino.
Approfitto della Sua disponibilità, per chiederLe se, dalle parti nostre (sono di Torre Annunziata), si vedono ancora, negli alimentari, quei tronchi di cono, o cilindri, di colore ruggine rossastro: la nostra diabolica “soffritta”.
Chiarisco il perché della mia curiosità: ho lasciato Torre nel 1966; vivo in provincia di Roma dal 1971. Ora, vi manco dal 2007. Col passare degli anni, divento sempre, necessitatamente, più sedentario. Mi farà piacere leggere la Sua risposta e sapere qualcosa di Lei. Grazie, per l’attenzione.
Cordiali saluti. Vincenzo FARRO”.

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sabato 6 luglio 2013 (Catello Graziuso de’Marini)

L’accorata missiva dello stabiese Catello Graziuso de’Marini:

“Egregi amministratori del sito “liberoricercatore”, dopo anni in cui le mie condizioni di salute non mi hanno permesso di tornare per più di una settimana a Castellammare, ecco che a 74 anni finalmente mi ritrasferisco nella città delle acque! …e scopro, su segnalazione di Mimmo Esposito e Lello Donnarumma, che è in linea (on line, come dicono i giovani!) un sito davvero emozionante, il VOSTRO!
Quanti ricordi affollano la mia stanca e ormai vetusta mente! La mia città, la nostra amata città di Stabia può e deve tornare ai fasti di un tempo attraverso opere come la promozione e diffusione della cultura stabiese da Voi propinata!
I miei avi sarebbero felici di ciò (mio nonno era il vice-Marico della Marina a Castellammare).
Vi trasmetterò quanto prima il materiale sulla città stabiese in mio possesso (foto e riproduzioni di stampe, anche di Giovanni De Tullio).
Complimenti, Catello Graziuso de’Marini”.

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venerdì 5 luglio 2013 (Antonio Farriciello)

“Effetti delle Acque”, ci scrive il diacono Antonio Farriciello:

“Erano anni che speravo di rivedere le “cartoline del pubblico” ( effetti delle acque ).
Da ragazzo ridevo come un matto nell’ osservarle attraverso le vetrine dei negozi di via Brin. Negli anni cinquanta mio nonno era il custode delle Terme Stabiane, ed io trascorrevo gran parte dell’estate all’interno delle Terme.
Bellissimi ricordi. Grazie infinite.
Diacono Antonio Farriciello”

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giovedì 4 luglio 2013 (Massimiliano Greco)

La gradita missiva di Massimiliano Greco, presidente dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe:

“Ciao Maurizio, in allegato trovi 5 foto del “Carosello Storico” (mi sembra sia questa la giusta denominazione ), manifestazione stabiese degli anni ’50.
Alcuni protagonisti della prima foto li conosco, il primo sulla sinistra con il pizzetto è mio padre, il primo a destra dovrebbe essere Enzo Bisogni.
Nella seconda foto si riconosce anche Enzo Cuomo dell’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo ( vedi anche: foto n. 3, foto n. 4 e foto n. 5 ).
In passato sul liberoricercatore.it ne avevo viste alcune, ricordo Ferdinando Cosenza che guidava la carrozza, ma non le trovo più.
Ti abbraccio, Massimiliano”.

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sabato 29 giugno 2013  (Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala, invia una lettera aperta al Sindaco di Castellammare di Stabia:

“Caro Sindaco, Nicola Cuomo, il buon Gerardo Marotta, esimio ed emerito avvocato e filosofo italiano, sta da qualche anno facendo “le messe scalze” per trovare una degna sistemazione ai 300mila volumi del suo Istituto Italiano per gli studi filosofici, il cui valore economico supera i dieci milioni di euro, mentre quello culturale è inestimabile per la rarità e la preziosità di alcuni volumi. Ora, nell’incapacità, tutta stabiese, di valorizzare in altro modo la nostra Reggia, perchè non cogliere l’occasione di farci avanti, offrendo degna ospitalità a questa preziosa biblioteca, che corre il serio rischio di andare perduta? Pensi all’onore che ne verrebbe alla nostra Città, alla pubblicità che ne deriverebbe, agli stimoli per migliaia di visitatori amanti della cultura, di cogliere l’occasione di venire a Castellammare, se non altro per vedere la nostra bellissima Reggia. In questo modo potremmo anche recuperare un poco del nostro orgoglio perduto e calpestato da una mala politica e da una pessima amministrazione dei troppi che Vi hanno preceduto. Certo di un Vostro riscontro, Vi ringrazio anticipatamente in nome della Cultura, della buona politica del Fare e di quanti aspettano un vero Rinascimento della nostra Amata Città.
Raffaele Scala”

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giovedì 6 giugno 2013 (Massimiliano Greco)

Ci scrive Massimiliano Greco, presidente dell’A.S.A.P. di Castellammare di Stabia:

“Ciao Maurizio, ti invio una foto, credo degli anni ’50, dell’interno della Latteria Romana che si trovava al corso Vittorio Emanuele ( visualizza immagine ).
Purtroppo non dispongo, né sono riuscito ad avere informazioni dirette sull’attività di mio nonno. Mi piacerebbe leggere i ricordi di terze persone che lo hanno conosciuto.
Forse qualche visitatore di liberoricercatore può aiutarmi.
Ti abbraccio, Massimiliano.

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lunedì 4 giugno 2013 (Giuseppe Zingone)

Le amare osservazioni sul futuro di Castellammare di Giuseppe Zingone da Ladispoli, che riflette sulle considerazioni di Veropalumbo e Verdoliva:

“Amari presagi di un passato che non torna: Cari Signori Verdoliva e Veropalumbo, ho letto con interesse le vostre accorate missive che nella sostanza sono praticamente gemelle. Anche io come Voi, vivo lontano da Castellammare e purtroppo constato ogni volta che vi ritorno che le è stato volutamente o “involontariamente” amputato un arto, un organo vitale, tanti piccoli pezzi che vengono strappati ai cittadini i quali per larga parte, ma non tutti meriterebbero qualcosa di più.
Vorrei però fare con voi alcune osservazioni:
La prima cosa che mi passa per la mente guardando le vecchie foto della nostra città termale (che oggi non è più), è che le Terme quelle vere delle fonti non sono quelle di cui parlate voi al Solaro ma sono quelle di fronte ai Cantieri Navali, lì dove Dio (o la natura) ha concesso che sgorgassero la maggiorparte delle fonti che oggi conosciamo. Le Nuove Terme nascono per un calcolo politico erroneo, un capriccio di interesse personale solo in un secondo momento, ma da bambino ricordo che accompagnavo mio padre per le cure termali alle Antiche Terme. Ma noi che avevamo le Terme più importanti del mondo come dite giustamente anche Voi avevamo bisogno di un doppione?
Ora voi capite che per mantenere un solo impianto termale i costi sono elevati, figuratevi due, ovvio che la brutta fine delle Antiche Terme lasciava già presagire a me che sono più giovane di voi la profetica morte delle Nuove. C’è da dire che al tempo del successo delle antiche la nostra città era quasi considerata una città industriale del Nord Italia, ma stiamo parlando di tempi lontani, già negli anni ottanta venivano solo i nostalgici o chi riusciva ad avere una esenzione ticket che uno Stato troppo sprecone e permissivo assicurava un po’ a tutti.
Altro elemento importante è che le classi politiche del tempo, che determinarono il successo delle nostre acque non esistono più perché politicamente estinte come i Savoia, o i compianti mega partiti come il PCI e la DC, dopo di loro il vuoto totale il BUCO NERO della politica. Uomini incapaci di guardare oltre il loro naso che hanno pensato bene di arricchirsi con i beni naturali che appartenevano a tutti NOI. Una città che non è stata mai in grado di comprendere bene se la sua vocazione fosse turistica o industriale.
Altri tempi dicevamo dove non pochi errori sono stati commessi. Antesignani di questi errori, alla portata della mia età, “La Calce e Cementi” le stesse Terme del Solaro che hanno devastato completamente alcuni trai più belli tratti paesaggistici del nostro territorio, la crescita abnorme della città senza un piano regolatore, ma voi avete camminato per le stesse mie strade le avete viste queste cose?
Ma una cultura politica ancor più miope ha distrutto il terrritorio verso la foce del Sarno, il Porto di Stabia. Ne avevamo bisogno? Un doppione dal lato opposto della Città che ha portato solo devastazione ed ha fatto comodo agli interessi di pochi, non un posto di lavoro per la Città, inoltre ingresso interdetto ai cittadini stabiesi.
E’ ovvio che guardo anche alla perdita di lavoro già fortemente compromesso a Castellammare. Ma ho una idea personale sul problema e spero anche voi la condividiate: Vendere una struttura che funziona bene soprattutto se il Comune è un azionario delle Terme è una impresa difficile non impossibile con gli avvocati di oggi e i saltimbanchi della politichetta della città, ma fino ad oggi, le Terme erano anche degli STABIESI.
Attenzione solo a Castellammare di Stabia area termale di interesse internazionale si chiudono i battenti in quanto a livello nazionale ed internazionale il settore termale non conosce crisi, anche con i tempi difficili di oggi.
La musica cambia però, se le terme falliscono o chiudono, è solo questione di tempo prima o poi il politico di turno dirà ai cittadini che l’unico modo di valorizzare lo spazio occupato dalle nuove terme è SVENDERLO al migliore offerente, cioè all’amico del politico di turno o allo stesso politico nascosto in una cordata di imprenditori nullatenenti, degli esseri inutili al BENE COMUNE cittadino e, che come avvoltoi attendono che il malato muoia per spolparlo.
Magari leggono o leggeranno disapprovando quello che scrivo oggi a VOI .
“Et voilà le jeux sont fait” vendere un patrimonio pubblico che prima non poteva essere venduto, a poche migliaia di euro, con qualche soldino lo si rimetterà in sesto oppure si faranno cose diverse. Tutti anche i buoni cittadini stabiesi saluteranno come eroi i nuovi acquirenti, magari pensando: “Ci sarà un indotto economico e lavorativo nuovo nella città con l’acquisizione di nuovi posti di lavoro!” ma purtroppo come è già storia vecchia, vedi Crown Plaza, vedi Marina di Stabia, è tutto già scritto, diventeranno luoghi privati nei quali i cittadini stabiesi non potranno entrare neanche per fare la pipì.
Io ho 41 anni e da un lato mi meraviglio che voi ancora vi chiedete perché le Terme muoiono basta leggere i giornali dove non arriva la delinquenza, ecco giunge la politica, io disapprovo l’una e l’altra, ma ciò che mi preoccupa più di tutto è che c’è una città che muore ed i cittadini sono sempre più ostaggi nella loro città.
Ci dicono che questo è il futuro che questa è la democrazia, io dico di NO (purtroppo io sono lontano), ma quando a soccombere sono i cittadini mi viene in mente una immagine solamente: gli ebrei che prima della deportazione venivano chiusi in un ghetto ben controllato per il rastrellamento.
Distinti saluti Giuseppe Zingone

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domenica 2 giugno 2013 (Vincenzo Veropalumbo)

La missiva del sig. Vincenzo Veropalumbo:

“In relazione, alla lettera di Vincenzo Verdoliva, “CHIUSURA TERME STABIANE DI SCANZANO” (post del 1 giugno 2013) volevo condividere appieno quanto così è stato, giustamente, esposto nella suddetta missiva. A ciò vorrei aggiungere che a tutto c’è un limite! Come si fa a chiudere una bellissima struttura termale di quella portata e nell’avvilente silenzio totale? Vorrei vedere, visto che sono uno stabiese trapiantato al nord, se chiudessero la produzione totale dei vini piemontesi? Ma come?! STABIA la città mondiale delle acque deve subire tale affronto. Non è più possibile sopportare l’indecenza di certi personaggi che sono colpevoli di tutto questo: come stabiese, ardentemente vorrei, che la nostra città, così bella e ammirata, risorgesse da quel torpore in cui è stata colpevolmente portata e risvegliare nelle coscienze la forza di migliorarla… ..ma non in peggio.
Cari saluti, VEROPALUMBO VINCENZO.

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sabato 1 giugno 2013 (Vincenzo Verdoliva)

Ci scrive lo stabiese Vincenzo Verdoliva dal Piemonte:

“Sig. Cuomo buongiorno. Vorrei fare un appello a tutte le persone sensibili che come Lei si dedicano non solo al sito di “Libero Ricercatore” ma a tutto ciò che c’era e forse c’è ancora di buono a Castellammare.
Solamente martedì 28 u.s. un mio caro amico (anche lui scanzanese come me e anche lui residente in Piemonte) di ritorno da Castellammare, mi ha riferito che le “Nuove Terme” di Scanzano sono state chiuse. Se la notizia è vera mi chiedo e Le chiedo come mai questa vicenda non ha destato scalpore non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale? Considerato che sono altri posti di lavoro che si perdono non solo direttamente, ma anche indirettamente (vedi le strutture alberghiere e non solo).
Non conosco la Sua età anagrafica (io ho 64 anni), per cui se Lei è più giovane di me potrei raccontarLe quando Castellammare era una città piena di industrie nel primo dopoguerra (non vorrei tediarla), se invece è più anziano di me, saprà bene che appunto in quegli anni una famiglia del nord si è insediata a Castellammare e negli anni a venire ha fatto man bassa sulle strutture e sul popolo e poi hanno continuato la famiglie autoctone… Mi scusi se sono stato un po’ prolisso, ma avevo bisogno di questo sfogo verso una persona di riferimento quale è Lei, perché ho avuto modo di apprezzare quanto fate Lei ed i suoi collaboratori sul sito sul quale spesso mi collego. Gradirei un Suo parere sul tema anche per avere un termine di paragone con un residente al di sopra delle parti. La ringrazio infinitamente.
Distinti saluti, Vincenzo Verdoliva.

P.S.: se lo ritenesse opportuno metta pure sul sito quanto ho scritto”.

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martedì 23 aprile 2013   (Giorgio de Angelis)

I ringraziamenti del carissimo Giorgio de Angelis:

“Caro Maurizio, ho notato che pian piano stai facendo delle mie opere un diario. Non posso che essere grato a Discolo che mi ha segnalato quel grande stabiese che sei, la persona che più e meglio riconosce quanto di buono uno stabiese produce. Sono certo che relativamente alle mie opere avrai letto quanto il compianto nostro grande concittadino avv. Gaetano Pagano (che a settembre ricorderemo, con ammirazione e gratitudine; in quanto grande scrittore cattolico ed artista). Concludo dicendoti che quanto fai per la tua/nostra città ti fa onore e per noi è privilegio averti incontrato e stimato… Grazie e spero di sentirci presto per il progetto che accennammo soltanto tempo addietro. Giorgio”.

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martedì 23 aprile 2013   (Paolo Fuschino)

I ringraziamenti di Paolo Fuschino, direttore responsabile di Oblò.it:

“Sig. Cuomo la ringrazio molto per la velocità e la cortesia dimostrata. Sono veramente dispiaciuto perché, purtroppo, anche la stampata da risoluzione maggiore non è il massimo ma, se null’altro c’è va bene così.
Sarebbe forse utile riuscire a sapere almeno il nome del giornale da cui è tratta la fotografia, in modo da farne cercare una copia nei tanti mercatini d’antichità che si trovano in giro per l’Italia. Impresa difficile ma non certo impossibile.
Ho, nell’occasione, potuto apprezzare il lavoro Suo e dei Suoi collaboratori. Io sono Stabiese solo “di striscio” essendo nato a Torino e vivendo da sempre in Piemonte ma il liberoricercatore ha saputo farmi tornare alla mente molti ricordi di una città che mi è rimasta nel cuore sin da quando, da piccolo, venivo a passarci le mie estati. Lì ho ancora molti vincoli parentali e lì spero di tornare, dopo 20 anni, quest’estate anche se solo per pochi giorni. Se tanti seguissero il Vostro esempio le nostre radici non rischierebbero di finire nel dimenticatoio, cosa grave perché senza passato non c’è futuro. Felice di averla conosciuta, seppur come giustamente ha detto, virtualmente.
Continui così… complimenti. Paolo Fuschino”

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lunedì 22 aprile 2013 (Paolo Fuschino)

Ci contatta Paolo Fuschino, direttore responsabile di Oblò.it:

“Buongiorno, mi chiamo Paolo Fuschino e sono capitato casualmente sul vostro sito internet dove, con mia grande sorpresa, ho trovato la scansione di una pagina di giornale dove compare mio nonno, Michele Fuschino, tra i premiati dalla Navalmeccanica (02/1958). La scansione in questione è la prima pubblicata sul sito e la foto di mio nonno compare in basso a destra.

Il link alla pagina è il seguente: https://www.liberoricercatore.it/Storia/premiati_navalmeccanica.htm

Mi piacerebbe moltissimo, se fosse possibile e ovviamente pagando il disturbo, poter avere una copia cartacea di questa pagina anche solo in fotocopia a colori ma più leggibile di quant’essa sia dalla foto su internet. Confido in una vostra gentile risposta.
Cordiali saluti. Paolo Fuschino ( Direttore Responsabile di www.oblo.it )”.

“Gentile Fuschino, nel tentativo di soddisfare la sua richiesta, ho contattato il dott. Antonio Cimmino (nostro collaboratore di redazione), che purtroppo, mi conferma che le immagini sono state acquisite in maniera dilettantistica. Purtroppo, da ciò che apprendo, il giornale dalle quali furono tratte “non esiste più”, e le foto a loro volta hanno subito un ulteriore passaggio allo scanner… per cui, penso che debba accontentarsi di ciò che può trarre direttamente dal nostro portale (non so se lo ha già fatto, ma se clicca sull’immagine pubblicata, ne richiamerà una di maggiore risoluzione, eventualmente ci provi). Mi creda, pur non conoscendola di persona, avrei anch’io avuto piacere nel poterle dare una mano; il nostro portale non ha alcun scopo di lucro ed il lavoro e l’impegno profuso per portarlo avanti, è ripagato dalla soddisfazione che traspare dalle missive di qualche nostro lettore, che di tanto in tanto abbiamo il piacere di leggere.
Felice di aver fatto la sua conoscenza, se non altro in modo virtuale. Certo della sua comprensione, l’occasione mi è gradita per porgere i miei migliori saluti.
Cordialmente. Maurizio Cuomo”

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venerdì 19 aprile 2013 (Vincenzo Russo)

Vincenzo Russo segnala il proprio soprannome:

“Buongiorno, volevo segnalarVi il soprannome di mio zio Andrea e che è passato a me, Vincenzo, per la nostra assomiglianza: “Zuppa ‘e latte”, ovvero la zuppa di latte che si mangia la mattina per colazione.
Nel ringraziarvi per lo splendido lavoro che ci offrite, Vi saluto e spero che prendere in considerazione la mia proposta ( rubrica soprannomi stabiesi ).

Vincenzo Russo”

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venerdì 29 marzo 2013   (Salvatore Turri)

Salvatore Turri pone un quesito a liberoricercatore:

“Scusate il disturbo. Domenica scorsa, per le giornate del FAI, visitando il parco della Reggia di Quisisana guidati da un ben informato botanico volontario, ho raccolto 2 semi di un albero di cui non ricordo il nome, detto “……….(?) borbonico”. Metterò a dimora i semi, però è meglio conoscerne il nome. Potete aiutarmi? Grazie!”.

“In tutta sincerità le notizie da lei fornite non sono sufficienti per dare una risposta certa. Purtroppo, non ero personalmente presente alla visita e non ho idea di cosa sia stato detto. Posso fare una supposizione. Nel giardino del Palazzo di Quisisana dimorano splendide camelie, la casa reale borbonica era particolarmente amante di questa essenza tanto da introdurre nella seconda metà del ‘700, nella residenza di Caserta, il primo esemplare d’Italia (poco dopo, suppongo, dovettero piantarne anche nella residenza stabiese). Da ciò presumo che possa essere una camelia la pianta indicata dalla guida come “borbonica”, ma ripeto, per averne la certezza bisognerebbe chiedere direttamente al botanico che ha curato le visite”.

(Ferdinando Fontanella)

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sabato 9 marzo 2013   (Giuseppe Plaitano)

A proposito di “paluorcio”, il dott. Plaitano aggiunge una documentazione storica:

“A completamento dell’articolo “Il Paluorcio” volevo aggiungere quanto riportato nel testo “Corso elementare di coltura dei boschi composto nella scuola Forestale di Nancy per M. Lorentz Antico Direttore di detta Scuola e poi Amministratore di Acque e Foreste, ufficiale della legion d’onore, Membro corrispondente della Società Imperiale centrale di Agricoltura”, edito a Napoli nel 1861 in cui si fa espresso riferimento al termine “palorcio” ed ai luoghi “Castellammare e dintorni”. Questi era un sistema di trasporto classificato come uno dei tipi di “cammini a slitta”, ovvero dei “lanciatoi, o sdrucciolatoi artificiali”. Uno di questi era quello di scavare un sentiero nella roccia, con direzione sinuosa facendo attenzione alle pendenze e sul letto dello stesso farvi una specie di rivestimento in legno, situati parallelamente e puntellati opportunamente, a i due lati si adattavano delle cosiddette “pertiche” per far si che la slitta o carretto non fuoriuscisse. Si aveva cura poi di ungere con sego o saponi il fondo della slitta. Al fianco di questo sentiero se ne praticava uno simile questo alfine di poter agevolare la salita delle slitte vuote, senza incrociare quelle piene. Per quanto riguarda il “palorcio”, questo è quanto viene riportato:
A Castellammare e dintorni solo però per le fascine ed altri minuti legnami, adoperano altro meccanismo per farli discendere dall’alto in basso delle montagne. Chiamasi sopra luogo palorcio, e consiste in un sistema di funi tese da una prominenza all’ altra, ed appuntate a convenienti tronchi di alberi in piedi. La distanza tra “l punto di partenza e quello dell’ arrivo viene così divisa in tanti tratti per quanti sono gli spazii tra l’una e l’altra prominenza che s’incontrano sulla linea. Ciascun tratto costituisce un palorcio. Nel punto più alto o di partenza, la fune, raccomandata ad un tronco di albero, si tiene sollevata sul suolo per mezzo di due aste legate in modo che poggi sulla loro inforcatura — Nel punto inferiore o di arrivo, si adatta ad altro tronco di albero il palorcio propriamente detto, formato da un cilindro di legno cui si avvolge l’altro capo della fune che per mezzo di leve, le quali agiscono sul cilindro medesimo, viene a tendersi a volontà. Formano necessario compimento di questo apparecchio alcune centinaia di crocchi o gangi di legno, di un palmo a due di lunghezza nella loro asta maggiore cui va congiunta una piccola corda destinata a legare la fascina o il legname che sospeso in tal modo col crocco alla fune, deve scendere a basso. Si ha cura di ungere la fune con sapone o sego per diminuire lo strofinio e per agevolare in alcuni casi la discesa. Se l’inclinazione è forte si prepara innanzi al palorcio un ostacolo di fascine per prevenire il danneggiamento de’ legnami. La provvista de’ crocchi ne’ punti superiori si proporziona per lo più al lavoro di una giornata; e raccolti la sera nei luoghi inferiori, vanno trasportati nel dì appresso ne’ superiori. — L’ economia di questo mezzo non ha bisogno di essere dimostrata.
Spero di essere stato utile. Cordialmente, Giuseppe Plaitano”.

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lunedì 25 febbraio 2013 (Massimo Paragallo)

Il sig. Massimo Paragallo scrive a nome della sig.ra Teresa Scafarto:

“Buongiorno, con l’autorizzazione della Sig.ra Teresa Scafarto, proprietaria dell’originale, invio la foto della recita scolastica tenutasi nel 1935/36 presso l’Asilo del Largo Pace, a Castellammare. Il messaggio della Sig,ra Teresa alle autorità cittadine è la speranza di vedere restaurato il plesso scolastico.

Visualizza la rubrica “Immagini della Memoria

Grazie per l’attenzione. Massimo Paragallo”.

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giovedì 21 febbraio 2013 (Raffaele Scala)

L’appello del dott. Raffaele Scala:

“Guardando le foto della rubrica “Immagini della memoria”, alle tante foto di scolaresche d’altri tempi non ho potuto fare a meno di ripensare al mio maestro elementare, Modestino Perrotta, un pugliese di Taranto (se la memoria non m’inganna e non mi gioca brutti scherzi) trasferitosi definitivamente a Castellammare, e ai suoi insegnamenti di scuola e di vita. Lo ricordo magro e alto, il viso smunto e le gite scolastiche a Varano, attraversando il terreno privato di un contadino di Grotta San Biagio, con il maestro a spiegarci le meraviglie della natura e in classe quella volta che ci mostrò una maschera antigas per ricordarci gli orrori della guerra. Purtroppo le foto di gruppo dei miei cinque anni di scuola elementare, nell’allora nuovissimo plesso scolastico del Cicerone, 1961- 62 – 1965-66 sono andate irrimediabilmente perdute in uno dei tanti traslochi di casa fatti dai miei genitori. Da qui il mio appello – disperato e probabilmente infruttuoso, seppure malinconicamente romantico – a quanti hanno frequentato con me quegli anni ormai lontani di farmi avere una copia di quelle foto. Tra i tanti compagni di allora ricordo il figlio di un medico, si chiamava, credo, Cataldo e poi Veropalumbo. Amici, compagni di classe di un tempo ormai perduto, se ci siete battete un colpo, per favore!
Cordiali saluti, Raffaele Scala”.

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giovedì 14 febbraio 2013 (Raffaele Scala)

Il dott. Raffaele Scala, ringrazia Antonio Cimmino:

“Egregio Maurizio, dice bene Antonio Cimmino: tanti piccoli mattoncini, messi l’uno sull’altro da tanti oscuri piccoli eroi, hanno fatto e fanno la storia dell’umanità, anche se nessuno li citerà mai, perché, come recitava Brecht: “Dentro i libri ci sono i nomi dei re. I re hanno trascinato quei blocchi di pietra? Babilonia tante volte distrutta, chi altrettante la riedificò? In quali case di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori? Dove andarono i muratori, la sera che terminarono la Grande Muraglia?”
Non mi è chiaro se il Cimmino Raffaele, piccolo mattoncino della storia operai stabiese elencato tra i sovversivi del luglio ’48 è il padre di Antonio. Quei fatti del 1948 mi furono raccontati da Luigi D’Auria e da Eustachio Massa, i quali mi fornirono anche la documentazione, la stessa che Antonio ha pubblicato nel suo articolo di rievocazione. Storie lontane, in alcuni casi oggi inconcepibili, ma se oggi abbiamo almeno una parvenza di democrazia, dobbiamo ringraziare loro. Ricordarlo è un obbligo, un dovere civico.
Cordiali saluti, Raffaele Scala.”.

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martedì 12 febbraio 2013 (Antonio Cimmino)

Un piccolo “mattoncino” dimenticato di Antonio Cimmino:

“Caro Maurizio leggo sempre con attenzione e interesse gli articoli del dott. Scala. L’ultimo a proposito di Luigi D’Auria, già amico di mio padre, riporta un episodio avvenuto a seguito dell’attentato a Togliatti. Molte cose descritte me le raccontava mio padre, operaio della Navalmeccanica, semplice militante di base che in silenzio combatté la sua battaglia politica. Ho scritto e tu lo hai riportato, un breve appunto dal titolo “Il ’48 a Castellammare” che riporta anche i nominativi di altri operai coinvolti e condannati, molti dei quali ritornarono nei ranghi del partito e pagarono sulla loro pelle e su quella dei figli (fino agli anni ’60-’70) la loro militanza.
Sempre come semplice militante mio padre continuò a frequentare la sede del partito e, quando si ammalò di mesotelioma plerico (asbestosi) come ex saldatore elettrico, si aspettava che qualche compagno venisse a trovarlo a casa. Venne dalla Francia solo Davide Coda e fu commovente quando si lasciarono sapendo che quella era l’ultima volta che si vedevano. Piccoli mattoncini dimenticati.
Cari saluti. Antonio”.

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venerdì 8 febbraio 2013 (Maria Francesca Ruggiero)

Piccoli approfondimenti: ci scrive la dott.ssa Maria Francesca Ruggiero:

“Caro Maurizio, in merito alla lettera di Salvatore Schiano di Cola (rif.: post del 22 gennaio 2013), vorrei aggiungere che quel punto viene denominato anche con l’espressione “giù al mulino”, sempre perchè l’attuale Centro Laser, prima di diventare tale, era una pizzeria chiamata “Il Mulino”. A questo punto, credo si tratti di una gestione diversa da quella de “‘o Nfinfero”.
A presto. Francesca”

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sabato 2 febbraio 2013 (Francesco Donnarumma)

Ci scrive Francesco Donnarumma da Cesena:

“Ciao, sono Francesco Donnarumma da Cesena, ovviamente stabiese. Mi sono reso conto che su Wikipedia ci sono scarse notizie intorno all’onorato concittadino autore di Funiculì Funiculà. Contribuirei di mio ma, essendo lontano, non posseggo materiali utili allo scopo. Potresti, Maurizio, incaricare qualche appassionato che si
preoccupi di questo perchè credo che alla biblioteca “Filangieri” ci sia del materiale utile. Facciamo così, voi se ce la fate fatelo, io mi impegno a spiegare ai romagnoli il nuovo calannario del 2013 che ho appena stampato.
Tante belle cose. Francesco”.

“Caro Francesco, innanzitutto grazie per averci contattato, in effetti su wikipedia, la pagina dedicata a Luigi Denza è un po’ scarna e ciò mortifica di molto il valore del nostro illustre concittadino; in attesa di eventuali approfondimenti, ti invito, qualora non lo avessi ancora fatto, a dare una lettura alla pagina sul Denza, questo è il link:
https://www.liberoricercatore.it/?p=3766
dedicatagli invece dal nostro carissimo Giuseppe Zingone, ricerca ampiamente corredata anche da spartiti e da alcuni file musicali di qualche sua composizione.
Nella speranza di aver fatto cosa gradita, ti saluto caramente. Un abbraccio.”
(Maurizio Cuomo).

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lunedì 28 gennaio 2013   (Ferdinando Fontanella)

Ci scrive il naturalista Ferdinando Fontanella da Ladispoli (RM):

“Caro Maurizio, come vanno le cose a Castellammare? Ho saputo che hanno tagliato alcuni alberi della “canesta” e ci sono state un sacco di frane… l’incuria ci ucciderà prima o poi. A me va abbastanza bene, il lavoro non è particolarmente faticoso, sono ormai 18 giorni che sto qua a Ladispoli (salvo una breve venuta in Città per recuperare un po’ di cose), ma non riesco ad abituarmi. Per fortuna Giuseppe (Zingone) mi aiuta ad ambientarmi e spesso mi invita a casa sua, dove si respira aria stabiese. Però quando, come oggi, non lavoro e ho più tempo libero mi piglia sempre la nostalgia. Per farmela passare cerco di occupare il tempo e finisco per vagare. Oggi ad esempio sono stato a Roma per salutare un’amica, ho visto anche il Papa a San Pietro, ma poi sono tornato perché avevo da fare il bucato. In questi giorni cerco di riprendere il lavoro per il quaderno di L.R..
Un saluto a tutti gli amici, Nando”

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martedì 22 gennaio 2013   (Salvatore Schiano di Cola)

Per fugare un dubbio, Salvatore ci chiede il significato di un termine toponomastico dialettale:

“Gentilissimi del “Libero Ricercatore Stabiese”, ieri domenica 20 Gennaio 2013 stavo nell’autobus proveniente da Agerola, dopo aver effettuato una escursione montana, ho chiesto all’autista di scendere vicino alla Circumvesuviana, e sia un passeggero che l’autista mi consigliavano di scendere alla fermata vicino alla fermata di “Via Nocera”, perciò la fermata del Bus era detta “o Finfiro” oppure “o Finfero” oppure “o Vinvero”, cioè l’attuale fermato presso il “Centro Laser”.
Vi chiedo cortesemente se potete dirmi il significato: Vinvero-Finfero-Finfiro-vinfero
Grazie e cordiali saluti.
Salvatore Schiano di Cola”.

“Caro Salvatore, dove oggi è ubicato il “Centro Laser”, fino a metà anni ’80 (inizio ’90), vi era una notissima pizzeria denominata “‘o Nfinfero”, dove si poteva degustare la vera pizza. La pizzeria era talmente rinomata e frequentata, che tale zona ancora oggi è ricordata con il suo nome. In particolare il termine “‘o Nfinfero”, diede il titolo anche a una divertente canzone partenopea degli anni ’50, scritta da Giuseppe e Luigi Cioffi. La parola ormai in disuso da anni, nel dialettale dovrebbe identificare un bellimbusto un po’ guappo ed un po’ vigliacco, un personaggio che si compiace di sé, solito a usare atteggiamenti sciocchi e vanagloriosi in pubblico, una sorta di “guappo di cartone” per intenderci. Tutto qua. Spero di essere stato utile. Un caro saluto dalla Redazione di L.R.” (Maurizio Cuomo).

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martedì 8 gennaio 2013 (Luigi Casale)

Il prof. Casale risponde allo stabiese Angelo De Stefano da Corfù (Grecia):

“La richiesta del signor De Stefano può essere facilmente soddisfatta: intanto ci pone una questione di metodo. Se cioè analizziamo le tre parole singolarmente oppure se ci conviene spiegare in una sola volta l’intera espressione, in blocco.
Però avremmo bisogno di una rapida indagine per confermare che il modo di dire sia ricordato in maniera corretta e inoltre che sia realmente attestato a Castellammare, in particolare nella zona del vescovato. Perché, considerato il fatto che ci viene segnalato da una sola persona che non è sempre vissuta a Castellammare, diverse potrebbero essere le ipotesi. Prima. Che il detto sia effettivamente espressione dello standard linguistico di quella zona. Secondo. Che pure essendo una espressione in uso, essa appartenga al ristretto gruppo di famiglia in quanto conservata dalle generazioni precedenti. Terzo. Che il teste non essendo vissuto abitualmente a Castellammare, se non per brevi periodi e in maniera saltuaria, abbia registrata questa espressione e l’abbia poi usata credendola quella più comune nell’area dei parlanti. Ultimo. Che attraverso le varie interferenze subite dal parlante l’espressione si sia formata come idioletto e usata poi come codice nell’area comunicativa del soggetto,
A te, caro Maurizio, non dovrebbe mancare la possibilità di una rapida verifica in loco, mediante un reale sopralluogo nei vicoli del vescovado, presso persone di una certa età, anche se non necessariamente acculturate. Anzi, tutt’altro.
Premesso quanto sopra per parte mia non ho difficoltà, come detto, ad affrontare il mio lavoro, seppure in via di ipotesi.
Devo dirti, e non escludo che tu me ne possa dare conferma, visto che anche tu graviti sul versante torrese della città, che noi quel gioco lo chiamavamo altalena. Mi rendo conto però che altalena è anche il gioco da cortile o da prato che si fa sospendendo, con delle corde ai lati, un asse o un sedile, fissato ad un ramo o ad un traversa orizzontale per farsi dondolare a spinta. Mentre qui altalena è l’asse basculante sul perno centrale che sollecitata da due persone alle sue estremità si muove a saliscendi. Oggi che per lo più viviamo nei condomini e di cortili e di prati ne vediamo pochi, l’attrezzo, nelle due versioni, lo troviamo – a produzione industriale, costruito di tubolari colorati – nei parchi-giochi per bambini o negli spazi condominiali appositamente attrezzati, dove esistono.
E veniamo al saliscendi, o altalena, di cui ci parla il signor De Stefano, e alla espressione tipica per invitare al gioco, visto che si ha sempre bisogno di un’altra persona per potervi giocare: “Uagliò, pazziammo a segula balanza?”
Pazziammo è voce del verbo pazziare, da cui anche pazziella, pazziariello e pazzia (da non confondere con la “pazzia” che si incontra al manicomio, che è solamente un omofono, cioè ha lo stesso suono, ma è un’altra parola). Il nostro pazziare, come ben sai, corrisponde alla voce italiana: giocare. Dal verbo greco paìzein, a sua volta dal nome pais, paidòs (ragazzo, bambino) da cui tutta una serie di parole: pediatra (medico dei bambini) e pediatria, paidea (educazione) e pedagogia (scienza dell’educazione) e anche il napoletano pazziare (trastullarsi come fanno i bambini). [Ma pure gli aberranti: pedofilia e pedofilo (amico dei bambini – si fa per dire!)].
E così, pazziella è giocattolo, pazziariello è giocherellone, e pazzia è gioco.
Balanza, o valanza, è la bilancia. E il gioco in oggetto utilizza proprio un attrezzo che ha la forma, e dà l’idea, di una bilancia a due piatti, un bilanciere, insomma: da una parte una bambina, dall’altra un’altra.
Ho detto bilancia a due piatti. Ma questa è una ridondanza. Perché etimologicamente “la bilancia” è solo quella a due piatti. Infatti “bis lanx” significa proprio due piatti (vedi: “lasagna” – lanx satura = piatto pieno di ogni ben di dio ).
Ora la cosa che presenta qualche problema è “segula”. Crea problemi a me, naturalmente, che non conosco la parola. Allora devo procedere per supposizioni.
O segula è diminutivo di sega, e allora la parola potrebbe essere originata dall’immagine creata dal movimento ripetitivo dell’asse, il saliscendi che come una sega va avanti e indietro. Oppure segula è la forma locale di quello che nel mio lessico famigliare si diceva “nzocolo”, una forma avverbiale per dire avere piacere del movimento di un veicolo; come si dice: andare ‘nzocolo o ‘nzuocolo, del movimento a dondolo, o a zonzolo (oppure in gioco, detto alla veneziana: in zoco) delle gambe della nonna quando vezzeggiava un bambino. E qui le due cose si incontrano in quella filastrocca anche da noi recensita tra quelle che si cantavano ai bambini (spingendoli avanti e indietro) ancora cinquant’anni fa: Sega, sega, mastu Ciccio, ‘na panella e ‘nu sasiccio, …
Quindi, sintetizzando il tutto, potremmo tradurre il detto in una forma italiana che suonerebbe così: “Giochiamo a saliscendi facendoci trasportare con nostro grande piacere dall’altalena a forma di bilancia?”-

L.C.”.

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lunedì 7 gennaio 2013 (Mario La Piano)

Ci scrive lo stabiese Mario La Piano da Forlì (FC):

“Purtroppo, data la distanza, non mi è possibile acquistare la copia cartacea del calennario, ma ho comunque provveduto a trovare qui dove abito una tipografia che me l’ha stampato, ed ora è in bella mostra in casa, cosicché in ogni giorno di questo 2013 possa trovare un pezzo della mia città natale.
Cordiali saluti e complimenti per l’idea, Mario La Piano da Forlì (FC)”.

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sabato 5 gennaio 2013 (Angelo De Stefano)

Una bella missiva dello stabiese Angelo De Stefano da Corfù (Grecia):

“Salve, Libero Ricercatore, sono nato a Castellammare, ma non ho vissuto lì. Mia madre andò a partorire presso i suoi parenti che abitavano a Castellammare nei pressi del “Viscuvato”. Li abbiamo poi frequentati quasi ogni anno in occasione delle vacanze estive. Ho grande nostalgia di quegli anni e della Castellammare di allora (1945-1960). Dai miei cugini di Castellammare ricordo un termine che indicava il dondolarsi a “sali-scendi” seduti ciascuno all’estremità di un asse con un fulcro al centro. Mi pare dicessero: “pazziammo” (verbo da inserire nella Sua Lista) “a ssegula balanza”, forse di origine onomatopeica per il rumore prodotto dall’asse su un tronco di appoggio “segula-segula” e dal “bi-lanciarsi” alternativo sulle estremità dell’asse dei due partecipanti al gioco. Grato di ricevere una risposta e nella speranza di aver fornito materiale per il Sito, su cui sono capitato per caso, ma che ho apprezzato e che diffonderò, porgo distinti saluti,
Angelo De Stefano dalla Baia di Napoli e da Corfù (Grecia)”.

P.S.: se lo ritiene possibile, mi inserisca nella lista degli “affezionati visitatori”.

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venerdì 4 gennaio 2013 (Maria Carmen Matarazzo)

Gli auguri della prof.ssa Maria Carmen Matarazzo:

“Ho letto con ritardo il messaggio. Brindo virtualmente con voi rafforzando gli auspici espressi. Ci terrei ad avere il calendario.
Carmen Matarazzo”.

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giovedì 3 gennaio 2013 (Simonpietro Angelone)

L’accorata missiva del sig. Simonpietro Angelone dalla provincia di Sondrio:

“Mi chiamo Simonpietro Angelone e vivo in provincia di Sondrio. Facevo ricerche su internet (come mi capita spesso) ed ho letto per caso sul suo sito la lettera trasmessale dal sig. Mollo Giuseppe in data 05/12/2011 ove questi chiedeva informazioni in merito all’incidente occorso nella stazione di Castellammare di Stabia in data 23/10/1944, quando un treno “impazzito” deragliò. La cosa mi ha molto colpito in quanto mio nonno Dolci Giuseppe – classe 1910 nato a Valmasino (SO) – quella sera fu tra i 9 (???) militari che perirono nell’incidente. La mia famiglia uscì distrutta dalla guerra e da quel incidente in quanto il nonno lasciò mia nonna e due figlie in tenera età, una (mia zia) del 1938 e l’altra (mia madre) del 1941, che il papà non lo ha neanche conosciuto. Mia nonna ha oggi 98 anni e ha sempre parlato del nonno, suo unico amore di una vita. Mia madre è mancata lo scorso 17 settembre con la via segnata dalla mancanza di suo padre ed un dolore mai sopito. Le sarei immensamente grato se mi potesse gentilmente fornire alcune informazioni in merito a quei fatti del lontano 1944. Grazie ancora per l’attenzione.
Distinti saluti. Simonpietro Angelone”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Mimmo Longobardi)

Gli auguri del carissimo Mimmo Longobardi:

“Auguri ai responsabili di un Sito che onora Castellammare e noi stabiesi.
Mimmo Longobardi”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Sebastiano Somma)

Un conciso, ma gradito augurio di Sebastiano Somma:

“Sinceri auguri….
SebSomma”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Giovanni Cavallaro)

Il saluti e i ringraziamenti di Giovanni Cavallaro da Montegranaro (FM):

“Ringrazio tutta la redazione di avermi dato la possibilità di stampare la prima copia del calendario del liberoricercatore, magari espongo nella cucina un po’ della mia Castellammare. Un saluto a tutti Voi dello staff in particolare a Enzo Cesarano
che conosco personalmente.
Auguri di Buon Anno. Giovanni Cavallaro”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Tullio Pesola)

La gradita missiva del dott. Tullio Pesola:

“Dott. Maurizio, mi compiaccio per i Suoi nobili sentimenti che emergono dal messaggio augurale, al quale desidero aggiungere analoghe aspettative anche da parte mia per la nostra amata Città e per quanti si trovano in situazioni molto delicate. Sono rammaricato di non aver potuto prendere visione in tempo utile del suo invito al tradizionale brindisi; mi sarebbe fatto piacere conoscere di persona Lei ed altri collaboratori del sito. Una conoscenza che, sono certo, avverrà in una prossima occasione. Ne prendo atto solo ora che ho aperto la posta e mi accingo a ricambiare gli auguri per un 2013 prospero e ricco di soddisfazioni a Lei e alla la Sua famiglia.
Con stima. Tullio Pesola”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Paolo Rastrelli)

Gli auguri del carissimo Paolo Rastrelli:

“AUGURI a tutti, a Castellammare e al mitico Direttore Responsabile anima di “libero ricercatore”.
Paolo Rastrelli”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Enzo Veropalumbo)

Enzo Veropalumbo da Torino, ricambia gli auguri (auguri e un grazie di cuore):

“Vi ringrazio perchè esistete! Grazie per il lavoro che portate avanti per la nostra terra, con passione e tenacia che vi distingue e che apprezzo sempre di più. A chi è lontano come me, che vivo a Torino dal 1967, trasmettete ancora più forte il legame, incancellabile, che ho con la nostra città.
Grazie di cuore. Enzo”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Antonio Sorrentino)

L’augurio di Antonio Sorrentino:

“Augurissimi a tutti gli stabiesi che desiderano che nel nuovo anno la nostra città risorga dalla inefficienza gestionale che l’ha contraddistinta per interi lustri.
Antonio Sorrentino”.

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mercoledì 2 gennaio 2013 (Adriana Di Giacomo)

Adriana Di Giacomo da Roma, ricambia gli auguri (auguri per un futuro di civiltà):

“Molto graditi gli auguri formulati come un richiamo ad un maggiore senso civico da parte delle istituzioni e di noi tutti. Vivo a Roma e il monito vale anche per questa città che sta affondando in un degrado che mortifica l’enorme patrimonio artistico che rappresenta. Castellammare fatica a risorgere e gli interessi individuali hanno sempre frenato il bene comune. Grazie per aver tanto lavorato per un risveglio culturale degli stabiesi.
Auguri… e buon anno. Adriana Di Giacomo”.

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martedì 1 gennaio 2013 (Antonello Ferraro)

Come ormai per tradizione, a mezzanotte in punto (ore 00.00 del 1° gennaio 2013), ci scrive il carissimo e sempre precisissimo Antonello Ferraro:

“Carissimi Amici, Vi confesso che fino a dieci giorni fa ero seriamente preoccupato per la profezia dei Maya. Mi chiedevo, infatti, se i Maya hanno ragione con chi ‘o faccio ‘o brindisi d”o primmo ‘e l’anno?
Poi, dopo il 21 dicembre ho capito. E’ questo Sito che è ‘a fine d”o munno! Buon 2013 a tutti, ma soprattutto tanta salute e felicità.
Con simpatia. Antonello Ferraro”.

Lettere alla redazione 2007

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione

lunedì 31 dicembre 2007 (Informazione)

Facendo seguito all’informativa presente in questa stessa pagina (datata 4 dicembre 2007) e su nuova segnalazione dell’amico Gaetano Fontana, pubblichiamo l’articolo di “Repubblica” a firma di Tiziana Cozzi che il giorno 27/12/2007, così commentava la Mostra degli affreschi di Stabia esposti a San Pietroburgo:
“I novantacinque affreschi di tre metri per tre recuperati nelle ville d´ozio dell´antica Stabia, corpo della mostra “Otium Ludens”, sono partiti da Castellammare di Stabia alla metà di novembre a bordo di una carovana di tir e in una settimana sono arrivati a San Pietroburgo nelle sale dell´Hermitage, chiusi in 34 casse-sarcofago costruite apposta. E, a soli venti giorni dall´inaugurazione sulle sponde della Neva, hanno già conquistato un primato. A “Otium Ludens” è andato infatti il quarto posto della classifica delle migliori mostre del mondo del 2008, pubblicata dal “Times” il 19 dicembre (per chi mastica un po’ d’inglese alleghiamo il suddetto articolo del Times).
Dopo 200 anni passati all´ombra di Pompei, Ercolano e Oplonti, si riaccendono gli interessi sulla città sepolta di Stabia, scomparsa sotto la cenere dell´eruzione del 79 d. C. Una esposizione – frutto della cooperazione tra la Regione Campania (Assessorato al Turismo e Beni Culturali), la Soprintendenza Archeologica di Pompei e la Fondazione RAS (Restoring Ancient Stabiae) – che raccoglie lo straordinario repertorio delle “ville d´ozio” stabiesi risalenti all´89 a. C., il più ricco e meglio conservato complesso di ville romane, sottratto alla coltre di lava e restituito al pubblico grazie a un faticoso restauro durato più di otto mesi. Una collezione di antichità vesuviane, esposta per la prima volta all´estero (ma in qualche caso si tratta anche di pezzi mai visti prima) nella “Bosporan Room” del museo della ex Leningrado, a cui il recente restauro ha restituito il colore rosso originario, un soffitto decorato da affreschi di ispirazione pompeiana, ricreando un ambiente in cui i reperti stabiesi si inseriscono perfettamente.
Duecento pezzi tra affreschi, stucchi, bronzi e oggetti di marmo, terracotta, ferro, vetro e osso recuperati dai depositi della Soprintendenza, restaurati e portati a nuova vita a testimoniare i fasti delle ville marittime che nel I secolo d. C accoglievano la gente più ricca, abituata a concedersi il lusso e a coltivare l´ozio, lontano dalla complessa vita politica romana. La mostra, prevista fino a maggio per la curatela di Angela Vinci, è solo la prima tappa di un tour mondiale che proseguirà nei prossimi anni, destinati a favorire la conoscenza della cultura campana in Russia. Già dai primi mesi del 2008 sono in programma “archeoeventi”, incontri sull´enologia, la gastronomia, la musica, il teatro, la moda e la “salus” al tempo dei romani. A cui si aggiungeranno un ciclo di conferenze dedicate ai Grandi Viaggiatori Russi in Campania: Scendrin a Stabia, Massine a Positano, Briullov a Ercolano e Rostovzev a Pompei. Il video “The last night of Stabiae”, ricostruzione virtuale di Villa San Marco e dell´eruzione del 79 accompagna la mostra.
“La lunga storia dell´esplorazione archeologica di Stabiae conosce la significativa tappa dell´Hermitage a San Pietroburgo – spiega Pietro Giovanni Guzzo, Soprintendente di Pompei. E´ questa l´occasione per riflettere sui risultati raggiunti, su quanto ancora sembri opportuno completare ed aggiungere per restituire alla cittadinanza di Castellammare di Stabia, e a un pubblico internazionale, il fascino e l´interesse dell´area archeologica di Varano”. La zona stabiese ha una particolare storia archeologica. Carlo di Borbone diede avvio agli Scavi nel 1734. Tra il XVI e il XVIII secolo furono ritrovati i primi reperti (marmi, tratti di strade lastricate, iscrizioni) con il sistema dei “cunicoli comunicanti”, un tipo di scavo usato dai Borboni, negli ultimi anni del 1700 furono ritrovati 19 edifici, in parte reinterrati dopo avere asportato le pitture murali, poi esposte a Palazzo Reale e al Museo Archeologico. Solo nel 1950, su iniziativa di Libero d´Orsi, professore con la passione per l´archeologia, ricominciarono gli scavi sulla collina di Varano e si riportarono alla luce le ville Arianna e San Marco. Poi, dal 1982, tutta l´area è passata sotto l´egida della Soprintendenza. L´area attualmente è composta da 60 ettari e contiene 6 ville e 50 case rustiche, di cui solo una piccola parte è stata scavata. Che, con un po´ di fortuna, giusti finanziamenti e un partner adatto può dare vita ad un Parco Archeologico di Stabia antica

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domenica 30 dicembre 2007 (Manifestazioni)

Giriamo ai tantissimi appassionati di storia la gentile informativa della dott. di Maio: “Egregio Libero Ricercatore, sono la Responsabile dell’Archivio Storico di C/mare di Stabia, le scrivo per informarla che presso il Cinema Montil si è inaugurata la mostra “LO SPECCHIO DEL TEMPO” che resterà aperta fino al 30/12 c.a. dalle ore 17 alle 20.30. Sono esposti 5 volumi del fondo museo datati dal 1722 (2 volumi di libri dei parlamenti e 3 di atti del Decurionato). Le sarei grata se diffondesse la notizia. Le auguro un Sereno 2008 e l’aspetto, se fosse possibile, alla mostra o in ufficio. Distinti saluti, Maria di Maio”.

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venerdì 28 dicembre 2007 (Informazione)

La Redazione del “Libero Ricercatore” si stringe in cordoglio alla famiglia Colonna, per la perdita del Caro Nicola.
Trasmettiamo il comunicato ufficiale a firma di Clemente Filippi (Addetto Stampa S.S. Juve Stabia): L’Amministratore Unico, il Presidente, il Consiglio Direttivo, i dirigenti, i dipendenti ed i collaboratori tutti della S.S. Juve Stabia S.p.A., partecipano commossi al dolore ed esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia Colonna per l’improvvisa scomparsa del caro Nicola, un vero uomo di sport che per decenni ha legato il suo nome alle vicende calcistiche della Juve Stabia.

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domenica 23 dicembre 2007 (Informazione)

Siamo lieti di girare a tutti gli amanti delle tradizioni natalizie e del presepe in particolare, la seguente informativa, gentilmente inviataci in Redazione:
“SALVE A TUTTI! Ad Agerola anche quest’anno la rappresentazione del Presepe vivente si svolgerà nel periodo natalizio presso la Frazione Campora di Agerola (località San Vincenzo) nei giorni 26 e 30 dicembre 2007 e verrà riproposta il 6 gennaio 2008 nei seguenti orari: 17.30 – 19.30. Per maggiori informazioni puoi contattare la parrocchia di Campora (Agerola), al numero 081. 8791048. Un saluto a tutti voi. Roberto Avitabile”.

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domenica 23 dicembre 2007 (Lettere alla Redazione)

Ciao! Siamo i ragazzi della classe 5^ della Scuola Primaria di Vezzano in provincia di Trento. L’anno scorso siamo andati al Museo di Scienze Naturali di Trento e abbiamo chiesto le uova di insetto stecco perché ci interessava allevare questi animali; ce ne hanno date 14. Dopo aver ricevuto le uova abbiamo iniziato una ricerca per saper allevarli. Vi ringraziamo molto perché le informazioni sul vostro sito ci hanno molto aiutato nella fase di allevamento. Grazie anche a voi adesso i nostri stecco sono cresciuti e hanno fatto molte uova. Abbiamo dato delle uova anche alle altre scuole insieme alle nostre raccomandazioni ed istruzioni; per il momento sono nati altri 4 piccoli stecchi nella nostra classe, altri 6 ad Arco ed altri 4 a casa di Michele. Abbiamo fatto anche noi un sito sugli insetti stecco e abbiamo inserito anche un po’ delle vostre informazioni (Visita il Sito).
Alunni ed insegnanti
della classe 5^
Scuola Primaria di Vezzano (TN)

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mercoledì 19 dicembre 2007 (Informazione)

Informiamo gli sportivi stabiesi e chiunque abbia a cuore la beneamata maglia del glorioso Stabia calcio, che su iniziativa dell’Associazione Culturale e Sportiva “Stabiamore”, della S.S. Juve Stabia e del Comune di Castellammare di Stabia è indetta una petizione popolare con raccolta di firme, messa in essere per far richiesta alla F.I.G.C., del mancato riconoscimento del titolo tricolore onorifico (purtroppo mai attribuito allo Stabia che vinse nell’anno calcistico 1945 il Campionato regionale di appartenenza). Le preziose firme della petizione verranno raccolte in vari punti della città, “Libero Ricercatore” è onorato di poter contribuire grazie alla fattiva collaborazione dell’amico Gaetano Fontana, che sensibile a tale iniziativa, ha messo a disposizione il bar di proprietà per promuovere la raccolta delle firme. Gli “Affezionati visitatori” del sito sono quindi invitati ad aderire, firmando l’apposita modulistica ospitata presso il Bar Fontana, sito alla piazza Matteotti (nei pressi della stazione delle “Ferrovie dello Stato”). Fiduciosi del vostro contributo, anticipatamente ringraziamo. Per ulteriori informazioni si allega fotocopia della motivazione di tale petizione (Visualizza allegato).

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martedì 18 dicembre 2007 (Lettere aperte)

Rimettiamo all’attenzione di chiunque potesse essere di aiuto, la lettera inviataci dall’amico Paolo Rastrelli:
“Sto effettuando una ricerca storica sulla cantieristica minore a C/mare di Stabia. Nella speranza che qualcuno mi possa aiutare riporto dal libro “Cento anni di vela in Italia” le seguenti notizie: Cantiere Gennaro Bonifacio di C/mare: nel 1875 costruisce lo sciabecco “Florence” da 12,77 tonn. per il marchese Santasilia; nel 1882 lo sciabecco “Alba” di 17,30 tonn. per il principe di Marsiconovo; nel 1883 il cutter “Nair” di 22,65 tonn.; nel 1883 “Nelusko” di 24 tonn. per il com.te Andrea Acquaviva. Sulla spiaggia di Pozzano il piccolo, quasi sconosciuto cantiere di Augusto Ruocco – che nel 1908 aveva costruito il 6m S.I. “Butterfly” – vara il primo 10 metri S.I. costruito in Italia secondo la nuova formula. Per contatti: Paolo Rastrelli (339.566.00.19)”.

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lunedì 17 dicembre 2007 (Informazione)

Siamo lieti di comunicare che uno stabiese, il dott. Alfonso Santarpia, ha toccato la cima più alta degli studi europei. Lunedì scorso, infatti a Parigi ha ricevuto il titolo di DOTTORATO IN PSICOLOGIA CLINICA, nella sigla internazionale PhD, con il massimo dei voti e le felicitazioni della giuria italo-francese, composta da:

Alain Blanchet (Professore di psicologia clinica, Université Paris 8)
Giuseppe Mininni (Professore di psicologia della comunicazione, Università di Bari)
Vezio Ruggieri (Professore di psicofisiologia clinica, Università LA SAPIENZA di Roma)
Pierre Cadiot (Professore in scienze del linguaggio, Università d’Orléans)
Michèle Montreuil (Professoressa in neuropsicologia, Università Paris 8)
Jean-François Lambert (Professore di Psicofisiologia, Università Paris 8).

Il titolo del dottorato così splendidamente raggiunto è il seguente: “L’influenza del linguaggio metaforico sul corpo in un contesto di rilassamento”.
Compiaciuti e onorati di poterlo fare, pubblichiamo questa notizia che attesta un momento fondamentale della vita e della carriera professionale del dott. Alfonso Santarpia.

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venerdì 7 dicembre 2007 (Manifestazioni)

Giriamo alla vostra attenzione il programma ufficiale della manifestazione “Natale in provincia” al quale “Libero Ricercatore”, su espressa richiesta del Comune, ha prestato fattiva collaborazione mediante la concessione di diversi contenuti a tema:
“Nella mattinata dell’8 dicembre sarà inaugurata (ore 9,30 – 10,00), all’interno del Teatro Montil di Castellammare di Stabia, dove permarrà per tre giorni, la Mostra itinerante “Le tradizioni musicali – Natale in Provincia”. A seguire, l’iniziativa coinvolgerà i comuni di Sant’Agnello, Pollena Trocchia, Nola, Sant’Anastasia, Villaricca, tramite un simbolico passaggio di testimone artistico-culturale sino alla tappa finale di Palma Campania, dove la chiusura è fissata per il 6 gennaio.
Il senso dell’evento, strutturato in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Napoli e con l’Archivio Sonoro della canzone napoletana-iniziativa Radio Rai, è il recupero delle identità culturali di ciascun territorio relativamente alla sonorità ed alle tradizioni natalizie più popolari e conseguentemente più diffuse e condivise. Decisamente ambizioso e dai caratteri forti e chiari è il segnale ideologico che sottende il tutto : divieto d’accesso alla massificazione, all’uniformità della cultura popolare; libero accesso invece alle singolarità, alle specificità che sanno di memoria. Ecco perché la Mostra sarà differente, per esposizione di materiale e per tipologia di allestimento, in ciascuno dei Comuni dove farà tappa. A Castellammare saranno esposti una serie di zampogne, ricette di dolci locali del Natale, antichi giochi d’infanzia legati alle festività di dicembre, la tombola stabiese, nonché 17 pannelli raffiguranti l’avvenuto restauro dei particolarissimi Pastori del Presepe del ‘700, custodito ed esposto nella Cattedrale, capolavoro dell’arte sacra campana, ritenuto un unicum nella tradizione del presepio napoletano per le particolari dimensioni dei 70 pezzi, che variano da 90 cm. ad un metro e mezzo di altezza e per la ricchezza del materiale di confezionamento degli abiti. (visitabile nella Cattedrale di piazza Giovanni XXIII dal 14 dicembre al 20 gennaio, dalle ore 8,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 20,30). Nel corso della Mostra sarà possibile degustare prodotti dolciari specifici della tradizione del Natale; assistere alla proiezione non-stop di un apposito audio-filmato riportante storia e significato religioso dei falò dell’Immacolata e dei riti della Dodicina; ascoltare, a mezzo di un totem installato per l’occasione dall’Archivio Sonoro, svariate ed insolite versioni di canti della tradizione natalizia napoletana. Nella mattinata inaugurale sarà possibile assistere ad un concerto di zampogne e tammorre, con la partecipazione delle storiche voci votive stabiesi della Dodicina dell’Immacolata, che proseguiranno la loro esibizione all’esterno del Teatro, lungo la Villa Comunale sino a raggiungere la Cassa Armonica” (Visualizza la locandina).

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martedì 4 dicembre 2007 (Informazione)

Giriamo alla vostra attenzione l’interessante informativa gentilmente inviataci dall’amico Gaetano Fontana: “Caro Maurizio, ti invio un articolo apparso sul “Venerdì” di Repubblica il 30 Novembre scorso. Nell’articolo si dà notizia di una mostra che aprirà i battenti il 7 dicembre al Museo Ermitage di San Pietroburgo. Penso che il 99% degli Stabiesi non abbia proprio idea di cosa tratti anche, se la cosa li riguarda molto da vicino (saranno infatti esposti cento affreschi e stucchi delle “nostre” Ville Stabiane). Come al solito la cosa in città è passata del tutto inosservata. In questo caso non colpevolizzo le Istituzioni che hanno problemi gravi da risolvere e non hanno tempo per queste cose “culturali”, ma colpevolizzo i mezzi di comunicazione locali: giornali, televisioni e radio, i quali sono sempre pronti a riportare notizie di malaffare, di camorra e qualunque altra cosa possa discreditare la nostra Città e guarda caso, si fanno sempre scappare quelle notizie di cui la Città ha veramente bisogno e che potrebbero portarle lustro. Colgo l’occasione per fare un “in bocca al lupo” al mio amico arch. Leonardo Varone grande “motore” della Fondazione Restoring Ancient Stabiae, che organizzerà la mostra (da persona concreta e lungimirante mi aveva parlato della mostra di San Pietroburgo, a Natale dello scorso anno). Spero di aver dato a tutti i nostri concittadini una notizia di cui poter andare fieri. Ciao. Gaetano Fontana” (Visualizza l’articolo pubblicato su “Venerdì” di Repubblica).

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lunedì 19 novembre 2007 (Comunicato stampa)

Giriamo alla vostra attenzione la lettera inviataci dal Presidente Gaetano Manco: “Si trasmette in allegato il comunicato stampa relativo alla gara valida per la 5° gionata del Campionato Italiano di serie B femminile. Cordiali saluti” .

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sabato 17 novembre 2007 (Informazione)

Arriva “Scuole Aperte”!
I.C. CASOLA di Casola di Napoli e IPSSAR VIVIANI di Castellammare di Stabia insieme per aprire le scuole di pomeriggio al territorio.
Sono arrivati i finanziamenti regionali ai due Istituti che in rete offrono una vasta gamma di laboratori ad adulti, ragazzi, genitori e a chiunque voglia tornare a scuola!
Molti i laboratori che saranno attivati dal prossimo dicembre: corsi di Teatro, Compostaggio, Cucina, Cinematografia, Patentino, Riciclaggio creativo, Sport, Arte presso le varie sedi dei due Istituti (Sede centrale, Rovigliano, Ponte Persica, Agerola, Casola di Napoli) . L’Istituto Comprensivo di Casola e l’IPSSAR Viviani in rete con le associazioni Pro Natura, Vivi il Mare e con i Comuni di Casola di Napoli e Castellammare di Stabia faranno scuola senza confini e separazioni per una formazione continua che coinvolge persone di cultura, età, saperi e appartenenze differenti, per educare alla legalità, riconoscendosi e ritrovandosi in rete in una relazione di cittadinanza che sostiene l’ambiente nella responsabilità della vita. Sarà una scuola fuori orario, una scuola per la vita capace di attivare una nuova alleanza di conoscenza tra le differenze di genere e di generazioni.
In una conferenza che si terra ai primi di dicembre presso la sede centrale di Via Annunziatella il dirigente dell’IPSSAR Francesco Buonocore e il dirigente dell’Istituto Comprensivo Casola Eugenia Calvi insieme ai docenti impegnati nel progetto illustreranno a quanti parteciperanno il programma delle attività SCUOLE APERTE. Docente referente, Antonella Ferrentino.

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giovedì 15 novembre 2007 (Comunicato stampa)

Doppia ricorrenza per la parrocchia del Carmine alla Ferrovia. In occasione del 140° anniversario della nascita della comunità e del 70° anniversario dell’erezione a parrocchia, la chiesa del Carmine ha promosso la pubblicazione di un opuscolo per tramandare la propria storia, tanto legata allo sviluppo del rione Ferrovia: ” La Parrocchia di Maria SS.ma del Carmine a Castellammare di Stabia”. La pubblicazione, ricca di immagini inedite (molte foto d’epoca), non tralascia l’arte il culto e la tradizione che tramanda la testimonianza di questa Comunità. Nonostante che le due chiese della parrocchia presentino un aspetto alquanto moderno, esse custodiscono alcune testimonianze di indiscusse valore artistico. Il lavoro curato da Egidio Valcaccia e dalla Nicola Longobardi Editore è da considerarsi un nuovo importante tassello nelle iniziative di valorizzazione della storia e del patrimonio sacro di Castellammare (per approfondire collegarsi a www.nleditore.it).
L’opuscolo sarà distribuito a tutte le famiglie della Parrocchia, gli altri interessati potranno farne richiesta ai fiduciari della chiesa del Carmine.

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lunedì 12 novembre 2007 (Lettere alla Redazione)

“Abbiamo provveduto in data 5 novembre 2007, a inviare (via mail e via posta) l’Appello per Stabiae che avete significativamente sottoscritto – al momento in 76 tra cittadini singoli, gruppi e associazioni – al ministro Rutelli, al presidente Bassolino, al sindaco Vozza e al soprintendente Guzzo. Appena avremo riscontri, vi informeremo. Comitato per gli scavi di Stabia – fondato nel 1950 – Castellammare di Stabia”.
N.B.: per approfondimenti vedi il Comunicato Stampa pubblicato il 13 ottobre 2007, presente in questa stessa rubrica.

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domenica 11 novembre 2007 (Lettere alla Redazione)

Rimettiamo alla vostra attenzione la gentile richiesta inviataci dall’amico regista Salvatore Raiola: “Caro Maurizio, sarei contento se potessi aiutarmi, ancora una volta, a diffondere la notizia della selezione di un mio documentario al Festival Internazionale del Cinema di Salerno… Ti ringrazio anticipatamente per il tuo aiuto. Ciao.” (Visualizza l’invito alla manifestazione)

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sabato 10 novembre 2007 (Lettere alla Redazione)

Rimettiamo alla vostra attenzione un gentile comunicato inviatoci dal sig. Alfonso Galdi dell’Associazione “Vivistabia”:
“Ciao Maurizio, volevo chiederti se ti fosse possibile di promuovere sul tuo sito una trasmissione televisiva di MetropolisTv…
La trasmissione si chiama “Taglia Corto” – ed è realizzata in collaborazione con la nostra Associazione…” (Visualizza l’allegato)

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giovedì 8 novembre 2007 (Informazione)

La Croce Rossa Italiana (Comitato di Castellammare di Stabia), a partire da oggi 8 novembre 2007, istituisce il servizio “Telefono Amico”, per maggiori informazioni, rimettiamo in allegato la locandina. (Visualizza locandina).

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giovedì 25 ottobre 2007 (Manifestazioni)

A due giorni dalla data d’inizio, ricordiamo doverosamente a beneficio dei tantissimi collezionisti e degli appassionati del settore, che sabato e domenica si terrà a Castellammare di Stabia (presso la Tendostruttura comunale di Via delle Puglie), il 24° Convegno organizzato dal Circolo Filatelico e Numismatico “Club Tempo Libero”. Siete tutti invitati

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domenica 21 ottobre 2007 (Lettere alla Redazione)

Rimettiamo alla vostra attenzione il comunicato della sig.ra Gelda Vollono, Presidente dell’Associazione Culturale “Ex diversis unum”:
“Mi chiamo Gelda Vollono, ho già avuto il piacere di essere ospite di Libero Ricercatore insieme al mio amico di penna Lino Di Capua ( con alcuni monologhi ).
Scrivo perché essendo il presidente di un’associazione culturale onlus “Ex diversis unum”, nata da appena qualche giorno e che accoglie tra i soci fondatori lo stesso Lino, vorrei avere la possibilità di essere ancora ospite del Sito per promuovere gli scopi dell’Associazione e le iniziative che sono in programmazione. Ecco le due più importanti iniziative che sono già in cantiere: la realizzazione di una mostra fotografica, bibliografica, documentaria su Castellammare dal titolo “Castellammare in viaggio tra 800 e 900” da tenersi nel mese di dicembre per la durata di un weekend presso una sala di un albergo della nostra città e la realizzazione di una Biblioteca popolare per la Parrocchia dello Spirito Santo.
L’aiuto che vorrei è che tramite il Sito, i collezionisti di Castellammare (che vi seguono e che sono tanti) potessero essere informati non solo della nascita di questa Associazione, ma che si rendessero disponibili in qualche modo per la realizzazione della prima iniziativa, per esempio esponendo qualche ‘chicca’ delle loro collezioni, o come sponsor, o solamente dando una mano per l’allestimento della mostra.
Se pensate di potermi aiutare possiamo concordare un incontro. Ringrazio per la disponibilità e aspetto notizie tramite Lino o via e-mail. E’ inutile sottolineare che sarà per noi un onore avervi tra i nostri associati. Saluti. Gelda Vollono”.

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venerdì 19 ottobre 2007 (Comunicato stampa)

Giriamo alla vostra attenzione la lettera inviataci dal Presidente Gaetano Manco: “Carissimo Maurizio, innanzitutto vorrei ringraziarti per lo spazio che hai sempre concesso alla mia squadra ed all’attività che abbiamo svolto nel corso dell’anno… Sopportare la delusione per una retrocessione è stato difficile, ma come vedi, malgrado tutto la passione e la voglia di fare qualcosa per questa città è prevalsa e quindi eccomi ancora ai nastri di partenza, anche se questa volta con un progetto dedicato soprattutto all’attività giovanile che dovrà essere la linfa vitale per la crescita della mia società nei prossimi anni. A tal proposito ti invio in allegato il nostro primo comunicato stampa relativo alla nuova stagione sportiva che sta per cominciare con la speranza che lo possa pubblicare sullo splendido sito che curi. Ti saluto cordialmente” .

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sabato 13 ottobre 2007 (Comunicato stampa)

Nella certezza di trovarvi solidali per una possibile adesione di massa, giriamo alla vostra attenzione il Comunicato Stampa inviatoci dal sig. Antonio Ferrara (Presidente del Comitato Scavi di Stabia): “Ecco il testo dell’appello che come Comitato per gli scavi di Stabia, fondato nel 1950 da Libero d’Orsi, intendiamo rivolgere al ministro Rutelli, al presidente della Regione Campania Bassolino, al soprintendente di Pompei Guzzo e al sindaco di Castellammare di Stabia Vozza. Chiediamo a chiunque abbia a cuore le sorti delle ville romane di Stabiae e della importante collezione archeologica del Museo stabiano (chiuso dal 1997), di firmare l’appello, indicando se lo ritiene anche la città e la qualifica, inviando una mail all’indirizzo: comitatostabia@iol.it”.

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giovedì 11 ottobre 2007 (Lettere alla Redazione)

Rimettiamo alla vostra attenzione l’accorata lettera inviata al Sindaco e anche alla nostra Redazione per semplice conoscenza. La lettera è a firma di Serena Greco:
“Caro signor Sindaco, sono una cittadina di Castellammare di Stabia che ama profondamente la sua città e che soffre per gli scempi a cui è sottoposta. Spero sempre che la si possa far tornare all’antico fulgore e, nel mio piccolo, cerco di promuoverla come meta turistica e culturale. Credo che questo debba essere un punto fondamentale della politica del nostro comune, indipendentemente dallo schieramento. Certamente riceverà molte e-mail, ma spero possa degnare di un po’ d’attenzione questa mia richiesta: nell’ambito dei lavori di ampliamento della Salerno-Reggio Calabria sono state apportate molte modifiche alla segnaletica, non crede che sia un errore imperdonabile che non vi siano almeno due frecce a sfondo marrone che indichino “Scavi di Stabia” e “Terme di Stabia”? Sarebbe comunque un modo per promuovere e far conoscere alcune delle innegabili bellezze della NOSTRA Città e sarebbe un modo semplice, a basso costo e duraturo. Francamente mi ha scandalizzato il non vederlo realizzato senza che qualcuno ne segnalasse la necessità. E’ possibile rimediare? Cordiali saluti. Serena Greco”.

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giovedì 11 ottobre 2007 (Lettere alla Redazione)

Il messaggio chiarificatore di Francesco Ferrigno:
“Gentile libero ricercatore/Maurizio, sono Francesco Ferrigno, l’autore dell’articolo sottostante quello che sul suo sito è stato definito un plagio. Vorrei scusarmi pubblicamente per l’increscioso episodio: so di aver sbagliato in quanto, solo adesso, scopro che l’immagine utilizzata per comporre la pagina era soggetta a copyright. Le mie scuse non provengono solo dal fatto di essere stato ‘scoperto’, ma bensì, come del resto scrivo nel pezzo in questione, dal fatto che, essendo giovane, non ho ancora imparato a districarmi bene in certe situazioni. Mia intenzione, nel momento di pubblicare l’articolo, era semplicemente quella di cercare un’immagine della “mia” città che riaffermasse con forza il carattere chiaroscuro delle parole da me usate nella stesura del pezzo. Non sto cercando di giustificarmi, ma di spiegare i motivi della mia scelta: quella foto, un una parola sola, è stupenda. Ora, ringrazio il signor Zingone per le belle parole: “Fa impressione vedere che molto spesso si tratta di giovani, che avanzano diritti e pretese di giudizio morale nei confronti della stessa Città di Castellammare”, ma se avesse letto bene quello che intendevo illustrare, forse forse non si sarebbe concentrato solo sul tentativo di plagio. So che in passato il suo sito ha subito diversi danni a causa dell’incoscienza di altri, ma le assicuro che la mia intenzione non era quella di approfittare, di rubare o qualsiasi altra cosa il plagio implichi. Ho commesso un errore e me ne assumo tutte le responsabilità. Francesco Ferrigno”.

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mercoledì 10 ottobre 2007 (Lettere alla Redazione)

A prova del sentito affetto per il “Libero Ricercatore”, e di altri episodi di plagio perpetrati in questi anni ai danni del nostro sito ( per chi non lo sapesse, gli ultimi due episodi sono documentati alla galleria fotografica ), rimettiamo alla vostra attenzione la lettera inviataci da Giuseppe Zingone:
“Sono profondamente amareggiato nell’apprendere di un nuovo FURTO perpetrato ai danni di un sito che tutti gli stabiesi dovrebbero sentire proprio, pur sempre nel rispetto di chi lavora gratuitamente per far sì che questo sito sia aggiornato e cresca sempre più, basterebbe o citarlo o chiederne cortesemente un contenuto.
Sinceramente ero sicuro che sarebbe ricapitato e che ricapiterà, vuoi perché è fatto così bene che la tentazione può venire, vuoi perché il caro lupo perde il pelo si sa, ma non il vizio (quello mai perché fa parte del suo modo di pensare, ottenere tutto con il minimo sforzo). Fa impressione vedere che molto spesso si tratta di giovani, che avanzano diritti e pretese di giudizio morale nei confronti della stessa Città di Castellammare.
A tal proposito vi racconto un aneddoto: Nell’estate 2006 fu allestito un bel solarium parallelamente alla “Banchina ‘e zì Catiello”, con relativo abbellimento dello spazio circostante , io ero tornato con la mia famiglia per l’estate ed ero in compagnia proprio di Maurizio (l’autore di questo sito); passeggiando lungo la banchina intravedo un tabellone con alcune cartoline di Castellammare, 12 per la precisione, la mia sorpresa fu che quelle le avevo tutte, ma proprio tutte, ed una in particolare mi fece trasecolare, perché tutte appartenenti alla mia collezione sul sito del liberoricercatore. Mi sono documentato e per farvi sorridere, non so se ne avrete la forza (io di certo no), quel lavoro (se tale può essere un atto di sciacallaggio) è stato richiesto e voluto da un assessorato del Comune di Castellammare. Per spiegarmi meglio è stato pagato con i soldi dei contribuenti (chille che pavano ‘e tasse), i soliti fessi si direbbe dalle nostre parti.
Ora la domanda (che sorge spontanea) è la seguente: E’ più stupido chi ha fatto il lavoro sicuro di prelevare in maniera indebita delle immagini coperte dal copyright e che sarebbe stato scoperto o è due volte stupido, chi ha commissionato il lavoro, senza curarsi che questo venisse svolto nel rispetto delle regole e per di più pagandolo con i soldi degli stabiesi? Lasciando a Voi riflessioni tempestive sul tema e porgo distinti saluti.
P. S.: Araprite ll’uocchie, pecchè ‘o lupo ‘o putite ‘ncuntrà pure vuje!”

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sabato 6 ottobre 2007 (Lettere alla Redazione)

“Caro Libero Ricercatore scrivo per ringraziarti. Per l’ennesima volta hai dato spazio alla natura della nostra città. Nel pubblicare l’aggiornamento all’articolo “Orchidee di Quisisana” ho voluto riprendere un pezzo scritto nel 2006 per una rivista che si occupa della promozione turistica della penisola sorrentina. Il turismo potrebbe essere un propulsore della rinascita di Quisisana. Ovviamente per incentivare un turismo di qualità è necessario che il restauro che sta interessando Quisisana in questi anni sia volto al recupero integrale della zona. È tradizione in Italia privilegiare gli aspetti del recupero architettonico trascurando il ripristino culturale e naturalistico.
Infatti, se lentamente il Palazzo reale sta tornando all’antico splendore (si spera che la stessa sorte tocchi prima o poi anche alle restanti architetture del parco di Quisisana) lo stesso non si può dire per la funzione culturale e naturalistica del parco.
Quisisana nasce come luogo di riposo e ristoro il nome stesso richiama alla salubrità del luogo. In passato si usufruiva dell’influsso benefico facendo lunghe passeggiate all’ombra di secolari Castagni e Lecci. Oggi, fatta eccezione per qualche sportivo che si allena tra i viali del parco, i fruitori di Quisisana si esibiscono in indicibili bivacchi evidentemente incentivati dalle ignobili strutture da pic-nic installate negli anni passati dall’amministrazione comunale. È raro osservare qualcuno che si rechi a Quisisana semplicemente per passeggiare, leggere, riposare.
La naturalità dei boschi di Quisisana è purtroppo seriamente minacciata, molti dei secolari alberi sono seriamente malati alcuni anche gravemente feriti da atti vandalici di assoluta inciviltà, non è raro osservare alberi maestosi agonizzanti perché qualcono ha appiccato un fuoco nelle cavità del tronco. Il sottobosco è stravolto, il ripetersi dei bivacchi nelle aree attrezzate il conseguente calpestio del suolo e l’abitudine di accendere fuochi stanno tramutando il fertile suolo in una superficie sterile e dura, una sorta di pavimento in terra battuta. Questa superficie, inospitale per qualsiasi pianta, è purtroppo in costante espansione. Le stesse orchidee stanno sparendo.
Per risolvere questi incresciosi problemi non occorrono i finanziamenti milionari che servono per il ripristino architettonico. Per tutelare la naturalità del bosco di Quisisana basterebbe curarlo allo stesso modo di un castagneto a frutto. La natura farebbe il resto.
Per risolvere i problemi relativi all’insano e distorto modo di usufruire del parco di Quisisana è necessario che tutti noi ci impegniamo: le istituzioni devono emanare, e far rispettare, un ordinamento che regoli la fruizione del parco, noi cittadini dobbiamo impegnarci per dare il giusto esempio. Rechiamoci a Quisisana per passeggiare, leggere, chiacchierare, studiare, fare sport, riposare e meravigliarci per le bellezze naturali e paesaggistiche.
Per salvare Quisisana è necessario l’impegno costante e serio della parte buona e vitale della città. Un caro saluto. Ferdinando Fontanella”.

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martedì 2 ottobre 2007 (Lettere alla Redazione)

Su espressa richiesta giriamo alla vostra cortese disponibilità, l’invito inviatoci dal Rettore del Santuario di San Michele al Faito don Catello Malafronte: “Cari amici, mentre mi pregio invitarvi alla Conferenza che il Prof. D’Agostino terrà il 5 ottobre p.v. alle ore 18,30 presso le Nuove Terme di Castellammare di Stabia, vi chiedo la carità di passare la notizia anche ai vostri amici. Grazie. Don Catello Malafronte”

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domenica 16 settembre 2007 (Informazione)

UNITRE’ (Associazione Nazionale delle Università della Terza Età) di Castellammare di Stabia, riapre il giorno 1 ottobre 2007. Per le iscrizioni e per eventuali informazioni, rivolgersi dal 23 al 28 settembre (dalle ore 17,00 alle 19,00), presso la Scuola Media “Stabiae” sita alla via Marconi, 87 in Castellammare di Stabia (tel. 081-8717510 – fax 081-8717510).

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sabato 15 settembre 2007 (Lettere alla Redazione)

Alla c.a. della Redazione Sportiva: “In allegato l’invito alla conferenza stampa di presentazione del BASKET TEAM STABIA, giovedì 20 settembre presso il Palazzetto del Mare in via Bonito, 4 a Castellammare. Cordiali saluti. Giuseppe Zurolo – BTS” (Visualizza allegato).

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mercoledì 12 settembre 2007 (Lettere alla Redazione)

Cari amici, vi comunico che in occasione del Convegno “Le Antiche Vie del Pellegrinaggio Medievale: il Culto Micaelico il Campania – La Via dell’Angelo” che si terrà nei giorni 15 – 16 settembre c.m., presso il Santuario San Michele al Faito, la Circumvesuviana aderendo all’importante evento, ha prolungato l’orario della funivia secondo questo orario:
VENERDI’ 14 SETTEMBRE: ultima corsa ore 20,05;
SABATO 15 SETTEMBRE : prima corsa ore 8,35 – ultima corsa ore 20,05;
DOMENICA 16 SETTEMBRE: prima corsa ore 8, 35 – ultima corsa ore 17,25.

Vi prego di far passare la notizia. Vi aspetto in molti al Convegno.
Don Catello Malafronte.

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martedì 11 settembre 2007 (Lettere alla Redazione)

Gentilissima Redazione del “Libero Ricercatore”, il Circolo Filatelico-Numismatico “Club Tempo Libero” ha il piacere di invitarvi a partecipare al “24° Convegno di Numismatica e Filatelia”, che si terrà a Castellammare di Stabia presso la Tendostruttura comunale, nei giorni 27-28 ottobre 2007. Nel ringraziarvi per l’ospitalità all’interno del vostro Sito, unico, per gli inestimabili ed esclusivi studi di storia, cultura e tradizione della città di Castellammare di Stabia, vi auguriamo di continuare ancora di più, con la serietà, la competenza e lo spirito di sacrificio, che vi ha sempre contraddistinto in questi anni. Distinti Saluti.

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sabato 8 settembre 2007 (Lettere alla Redazione)

Giriamo alla vostra cortese attenzione, la lettera inviataci dal cantante/attore stabiese Enzo Esposito, al quale facciamo doverosamente i complimenti ed un sincero in bocca al lupo: “Forza Enzo, Castellammare è con te!”. Ecco la sua lettera: Gentilissimo Maurizio, è con grande gioia che voglio rendere partecipi te e tutti i tuoi lettori di un evento importante che mi è capitato: un giovane cantante stabiese di 24 anni, certo Enzo Esposito è tra gli 8 vincitori della “Piedigrotta 2007” che si svolge a Napoli sabato 8 settembre. Sono emozionato e felice, spero di essere degno del grande onere ed onore che mi è stato concesso. Con me sul palco (oltre a tutti i miei oggetti “sacri” di sempre) porterò un pizzico di Castellammare e dedico la mia partecipazione al grande Tony Astarita (mio Angelo Custode). Dio mi accompagni! Ho voluto comunicarvelo personalmente, visto che la stampa nostrana non se ne è occupata… chissà perchè… Tifate per me… Grazie, ad majora… vostro Enzo Esposito.

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venerdì 31 agosto 2007 (Manifestazioni)

Si rende noto che domani 1 settembre avrà inizio la Sagra delle Camerelle. La celebre manifestazione (giunta quest’anno alla sua XXVII edizione), si tiene in località Madonna della Libera (nelle adiacenze del Santuario) e si protrarrà fino al 2 settembre.

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giovedì 30 agosto 2007 (Informazione)

A beneficio di quanti, per un motivo o per un altro, non fossero riusciti ad assistere al recital monologo ” ‘A Caperrina anni ‘50……ed oggi ” dello stabiese Aniello Lascialfari (tenutosi lo scorso sabato 18 agosto presso la Cassa Armonica di Castellammare di Stabia), comunichiamo che la registrazione dell’esibizione sarà trasmessa questa sera (giovedì 30 agosto, con inizio alle 21,40), sui canali di MetropolisTV. Per coloro che non avessero familiarità con il suddetto canale televisivo, ricordiamo che esso è presente sulle seguenti frequenze:

Canale 902 SKY (Satellite Hot Bird 7 A – Freq. 11.296 S/R 27.500 – Freq. ¾ Pol Horiz.) e in chiaro sui canali s11 e ch9 o alla frequenza 231,25 Mhz.

Nella certezza che il comunicato sia gradito, auguriamo a tutti una buona visione.

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venerdì 17 agosto 2007 (Lettere alla Redazione)

Portiamo alla vostra gentile attenzione il comunicato del sig. Franco Scotognella: “Egr. Sig. Cuomo, la presente per segnalare che l’artista stabiese Aniello Lascialfari, dopo il notevole successo ottenuto in precedenti esibizioni, ripropone il recital monologo ” ‘A Caperrina anni ‘50……ed oggi ” con il quale, attraverso la rappresentazione di un sogno,si propone di porre all’attenzione degli spettatori le caratteristiche della zona antica della nostra città ed in particolare della Caperrina nell’immediato dopoguerra raffrontata con la realtà attuale. E’ uno spettacolo originalissimo che – bel lungi dall’inquadrarsi nei tradizionali canoni artistici – pone alla ribalta un Lascialfari attore e cantante dalla grande genuinità e voglia di imporre la propria personalità artistica in un contesto nel quale la partecipazione della figlia Anna assicura qualità e grande carica emozionale.
Lo spettacolo avrà luogo domani (sabato 18 agosto 2007) alle ore 21.00, a Castellammare di Stabia nelle adiacenze della Cassarmonica”.

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venerdì 17 agosto 2007 (Informazione)

Comunicato: A riguardo della pubblicazione “Una città Mariana, le madonne incoronate di Castellammare di Stabia”, l’Autore chiede scusa per non aver comunicato il prezzo, ponendo la cifra in copertina. Per chiarire ogni equivoco tra venditori e acquirenti si comunica che il prezzo pattuito al pubblico (per Castellammare) è di euro 5,00 (cinque). Si tiene inoltre a precisare che comunque la presenza del codice ISBN, stampato in copertina, presuppone che il volume non possa considerarsi pubblicazione omaggio, anche senza la presenza del prezzo stampato. Per evitare ulteriori discussioni tra negozianti e pubblico saranno predisposte delle locandine con il prezzo ben indicato dal mese di settembre.

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domenica 5 agosto 2007 (Informazione)

Rimettiamo alla vostra attenzione la lettera inviataci dalla Sezione A.R.I. di Castellammare di Stabia, a firma del Presidente, IK8GQY Assunta Molinari: “Salve, volevo segnalarVi che nella nostra città è presente una sezione dell’Associazione Radioamatori Italiani A.R.I. (ente morale dal 1954), attualmente la sezione ARISTABIA annovera circa 70 soci provenienti anche da altre città limitrofe e non, la sede è ubicata (per gentile concessione) c/o le Terme di Stabia. Al di là delle attività tecniche e sociali (già prima della nascita della Protezione Civile in Italia i radioamatori sono stati sempre impegnati per assicurare le comunicazioni nelle calamità naturali che hanno colpito il nostro Paese, infatti, in ogni Prefettura vi è una stazione radioamatoriale), la nostra attività (collegamenti radio con altri radioamatori sparsi in ogni parte del globo e conseguente scambio di cartolina personalizzata) è intesa a propagandare le bellezze della nostra terra. L’ARISTABIA ha un proprio sito web www.aristabia.it. Ulteriori informazioni possono essere consultate nel nostro sito web. Nel ringraziavi anticipatamente per l’inserimento del sito tra i link collegati al Vostro sito s’inviano distinti saluti”.

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mercoledì 1 agosto 2007 (Informazione)

Una città mariana: “Le madonne incoronate di Castellammare di Stabia”. In occasione del 120° anniversario dell’incoronazione della Madonna di Porto Salvo, è dato alle stampe il nuovo lavoro di Egidio Valcaccia, dedicato al culto mariano in Castellammare di Stabia: pubblicazione in 48 pagine (17 x 24 cm ) corredata da numerose immagini di alta qualità, molte delle quali inedite. Oltre ai capitoli dedicati alle sei sacre immagini incoronate di Castellammare (al culto e al valore artistico, con le più aggiornate notizie e scoperte sui misteri riguardati le venerate icone) è presentato un capitolo iniziale dedicato all’inquadramento della peculiarità della tradizione mariana a Stabia. Come appendice è pubblicato il primo inventario mai realizzato delle opere mariane conservate nelle chiese stabiesi. Le prime copie saranno disponibili dall’8 agosto (festa di Santa Maria di Porto Salvo), presso l’edicola “Stani”, in Villa Comunale (nello spazio adiacente alla Cassa Armonica).

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venerdì 29 giugno 2007 (Manifestazioni)

Per i tantissimi appassionati cultori, ricordiamo che in serata (alle ore 21:30), si svolgerà “Tutt”e dduje” il VII Gran Gala della Canzone Classica Napoletana, scritto, diretto ed interpretato dagli stabiesi: Enzo Esposito e Carmen Viviani. La manifestazione canora, con ingresso gratuito, si terrà presso la Cassarmonica della Villa Comunale di Castellammare di Stabia .

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venerdì 22 giugno 2007 (Lettere alla Redazione)

A seguire riportiamo la lettera dello stabiese Gigi Nocera di Torino: “In merito alla lettera del signor Antonio d’Orsi (rif.: martedì 12 giugno 2007), non mi stupisce il servizio su Quagliarella del tg2. Non voglio buttarla in politica, ma se pensiamo che questa rete RAI è diretta da un leghista………! Cosa attendersi di diverso, se si parla di Castellammare o di un’altra città del sud? Gli stessi problemi di sporcizia e di delinquenza esistono in Lombardia, in Veneto e in tutte le Regioni del nord, (anche se in misura meno eclatante); e se ne può avere conferma leggendo giornali seri ed ascoltando emittenti non di parte. Quindi indigniamoci, ma ricordiamocene sempre!
Non dimenticando che questa gente, quando ci fu l’eruzione dell’Etna, scriveva sui muri FORZA ETNA!”

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domenica 17 giugno 2007 (Lettere alla Redazione)

Rimettiamo alla vostra gentile attenzione la comunicazione inviata dalla segreteria del CAI Stabia: “Ciao a tutti, mercoledì prossimo 20 giugno alle 19.00, avremo l’onore di ospitare presso la sede del Circolo Nautico di Castellammare il professor Ludovico Brancaccio, Preside della Facoltà di Scienze dell’Università del Molise, che terrà una conferenza sul tema del paesaggio, con riferimenti geomorfologici e geologici in particolare della nostra area. Sperando di avervi numerosi a questo importante evento culturale del CAI Stabia e con la preghiera di diffondere quanto possibile l’invito ad altri, salutiamo cordialmente. La segreteria”.

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sabato 16 giugno 2007 (Informazione)

Da oggi e per tutto il periodo estivo 2007, la stazione ferroviaria di Pozzano (Circumvesuviana), sarà nuovamente in funzione. (leggi la circolare informativa).

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martedì 12 giugno 2007 (Lettere alla Redazione)

Rimetto alla vostra attenzione la lettera aperta (che condivido in tutto e per tutto), del caro amico Antonio d’Orsi: “Caro Maurizio, ho atteso finora, non sapendo se scriverti o meno, ma alla fine ho deciso che tanti amici e compaesani della nostra Città, vivendo lontano non sono in grado di dare il giusto peso alle fesserie che dicono alcuni pseudo-giornalisti, mi riferisco al servizio del tg2 in cui parlando della città di Fabio Quagliarella si diceva: “Castellammare di Stabia, città di camorra e spazzatura”. Non nascondo che in una realtà a Castellammare, il fenomeno “camorra” è da tenere sempre sotto controllo, ma, grazie prima di tutto alle Forze dell’Ordine (nonostante l’indulto!), e ad una inversione di tendenza nella mentalità dei cittadini, gli anni bui in cui grazie anche alla “disattenzione” dei politici locali, eravamo schiacciati dall’antistato sembrano storia antica. Ora abbiamo qualche episodio legato alla delinquenza comune: qualche rapina, furti o scippi, ma sono fenomeni che oggi conoscono molte città anche del Centro e del Nord. Per quel che riguarda l’emergenza spazzatura, Castellammare, avendo un proprio sito di stoccaggio contrariamente a quasi tutte le città piccole e grandi della Campania, quasi non si è accorta del problema, e questo è sotto gli occhi di tutti gli Stabiesi. Allora dove nasce questo bisogno di denigrare una Città che con tanta fatica sta tentando di “normalizzarsi”?. Basta andare indietro nel tempo, ogni notizia di cronaca nera che è avvenuta nelle zone limitrofe viene attribuita a Castellammare, di contro ogni notizia di vanto per la Città , o è ignorata o peggio viene targata Penisola sorrentina. In certi casi la colpa è da attribuire anche a nostri concittadini illustri che interrogati sulle proprie origini, sorvolano sui veri natali dando ora le proprie origini alla città di Napoli altre a Vico o addirittura a Sorrento. Tra questi illustri Stabiesi ve ne sono almeno due (al momento non me ne vengono in mente altri!) che non hanno mai fatto segreto delle origini stabiesi e dell’amore che li lega alla propria Città: l’attore Sebastiano Somma e appunto il “nostro” Fabione Quagliarella, a loro va tutta la mia (ma credo di poter parlare a nome di tutta la Città ) gratitudine e simpatia. Scusandomi per lo sfogo forse un po’ troppo lungo, con amicizia. Antonio d’Orsi”.

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giovedì 7 giugno 2007 (Sport)

Quagliarella goal. Nella terza convocazione in maglia Azzurra (questa volta giocata da titolare sin dall’inizio), il bomber stabiese, trova finalmente il meritato spazio per evidenziare, anche al pubblico internazionale, la caratura tecnica e le sue notevoli attitudini offensive. Partita straordinaria quella giocata in trasferta contro la Lituania, una occasione unica che Fabio non si è lasciata sfuggire, siglando due goal di pregevole fattura, due eurogoal alla Quagliarella: potenti, improvvisi e di notevole spessore tecnico, per un autentico delirio di felicità degli sportivi italiani e di tutti noi stabiesi. A coronare l’eccezionale prestazione, nel post partita arriva anche l’elogio di tre autorevoli addetti ai lavori: Tardelli, Riva e Mazzola (gente che di calcio se ne intende), che definiscono Quagliarella la vera rivelazione di questa Nazionale.

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domenica 3 giugno 2007 (Sport)

Seconda convocazione in Nazionale per Fabio Quagliarella. Concluso (domenica scorsa) il Campionato di Serie A, nel quale il bravissimo attaccante stabiese, in forza alla Sampdoria, ha segnato ben 13 reti (di eccelsa fattura), arriva la seconda convocazione in Nazionale, valevole per le qualificazioni all’Europeo. Purtroppo per le dubbie scelte tecniche, anche contro le Isole Faroe, Quagliarella non ha potuto mettere in evidenza le sue notevoli qualità di gioco, in quanto il CT Donadoni lo ha inserito nuovamente a soli cinque minuti dal termine della partita. Si spera che nella prossima partita con la Lituania, il bomber stabiese possa avere una nuova convocazione e soprattutto più spazio per giocare.

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sabato 2 giugno 2007 (Lettere alla Redazione)

Giriamo alla vostra attenzione il seguente Comunicato Stampa firmato da Domenico Longobardi (Responsabile delle Comunicazioni e Segretario dell’Associazione Aurora). “Caro Maurizio, ti scrivo per metterti a conoscenza della manifestazione “Bimbofestival” che si terrà dal 4 giugno prossimo e che ci vede coinvolti grazie ad un nostro socio che è l’autore di una canzone partecipante (come tu sai il socio è Carmine Spera). A seguire rimetto il nostro “Comunicato Stampa” che stiamo diffondendo a tutti gli organi di informazione preposti. Se lo ritieni opportuno, puoi inserirlo in qualche tua rubrica sul Sito, ti ringrazio e ti saluto. A presto Mimmo”.

“Uno stabiese al Bimbofestival”. Per chi si occupa di musica per ragazzi, il Bimbofestival è senz’altro uno dei festival più importanti che ci sono oggi in Italia e ambito da quella schiera ristretta di autori e compositori che indirizzano la loro arte verso i gusti musicali dei più piccoli.
Tra questi per l’edizione 2007 del Bimbofestival, che si terrà il 4 giugno 2007 al teatro S. Babila di Milano, spicca lo stabiese Carmine Spera, autore di testo e musica del brano “Un mondo grande quanto una città”.
Trattasi di una canzone che, seppure di semplice stesura, come si addice per il genere di musica a cui appartiene, porta dentro di sé il profondo bisogno del sincero contatto umano che ogni persona (e non solo bambino) necessità in questo mondo che, come si ritiene, tanto globalizzato in fondo non è.
La pre-produzione è stata effettuata a Castellammare di Stabia anche grazie all’Associazione di Promozione Sociale Aurora di cui l’autore ne è vicepresidente e che trova sempre i soci disponibili nel condividere con lui la sua passione.
Per Carmine, che già in passato aveva colto i frutti del suo amore per la musica per bambini, con la produzione di alcuni suoi brani con Azzurramusic, realizza così uno dei suoi desideri che rincorreva da alcuni anni.
Inoltre il suo e gli altri brani dello spettacolo, che sarà condotto dalla sempreverde Elisabetta Viviani (la cantante della canzone Heidi), saranno incisi sul cd “amicizia sarà” prodotto dalla Map (Musicisti associati produzioni) di Milano e sarà distribuito non solo sul nostro territorio nazionale ma anche in Germania, Francia, Belgio e Lussemburgo.

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31 maggio 2007 (Lettere alla Redazione)

Rimettiamo alla vostra attenzione il seguente Comunicato Stampa, a firma del giornalista pubblicista Vincenzo Massa:
Presentazione del cortometraggio “Il sole di domani”, un film di Fabio Massa:
“Il sole di domani” è il titolo del nuovo lavoro cinematografico del regista/attore stabiese Fabio Massa. L’opera filmica in questione, prodotta dalla Sogno Cinematografico, è girata tra New York (Usa) e Castellammare di Stabia (Italia), e tende a sensibilizzare l’opinione pubblica sul difficile tema della donazione degli organi.
““Il sole di domani” -spiega Massa, anche sceneggiatore- nasce dall’esigenza di raccontare la generosità di una famiglia dopo un dramma familiare. La scrittura della sceneggiatura è stata accompagnata da un lungo studio sull’argomento trattato (la donazione degli organi n.d.r.) che mi ha spinto a realizzare un prodotto che potesse coinvolgere emotivamente il pubblico e far scattare una maggiore sensibilizzazione sul tema. Spesso accade, giustamente, che in situazioni del genere si tenda a rinchiudersi in sé stessi, con “Il sole di domani” mi propongo proprio di evitare questa chiusura: la Vita nonostante tutto deve andare avanti e noi, con la nostra generosità ed amore, possiamo essere artefici della sopravvivenza e della felicità di altre persone, nel mio lavoro quella di un bambino di 13 anni”
Questa la trama: New York, Stefano (Fabio Massa) in seguito ad un tremendo male si trasferisce con i suoi parenti, sua madre (Nella Fortunato) e suo fratello (Gianluca Cuomo), negli Usa per una difficile operazione. Il viaggio della speranza non porta i risultati sperati: il ragazzo muore. La sua esistenza però è destinata a non avere fine. “Il sole di domani”, ispirato liberamente ad una storia vera, tende a sottolineare la generosità e l’amore per la vita da parte di una madre che, morto il figlio, e proprio su richiesta di quest’ultimo, decide di donare gli organi del ragazzo per ridare luce e speranza alla vita di un bambino (Giuseppe Amodio).
Il film, ha già ricevuto importanti apprezzamenti e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale: selezionato in concorso al David di Donatello 2007, candidato nella sezione “Short film festival” al Festival di Cannes 2007, premiato fuori concorso al festival internazionale “Corto in Stabia 2007” , sezione speciale ospiti.
Il cortometraggio sarà presentato alla stampa venerdì 1 giugno alle ore 20,30 presso il “Circolo Internazionale” di Castellammare di Stabia (NA).
Interverranno l’intero cast sia tecnico che artistico. Tra questi spiccano Fabio Massa, attore in “Un posto al sole”, “La squadra”, nel cast di “Rosa Funzeca”, coprotagonista nel film “D.”, e, prossimamente sul set di due film destinati alle sale cinematografiche, Gianluca Cuomo (alla ribalta con “Un nuovo giorno” di Aurelio Grimaldi), Nella Fortunato e alla prima volta sullo schermo il piccolo Giuseppe Amodio. Saranno presenti anche il cantautore stabiese Tony Amodio, che ha curato l’intera colonna sonora, Antonio Torrente, montatore e direttore della fotografia, e autorità politiche. Il corto gode del Patrocinio morale del Comune di Castellammare di Stabia – Assessorato allo Spettacolo”.
Per informazioni e/o curiosità: www.fabiomassa.com – info@fabiomassa.com

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mercoledì 30 maggio 2007 (Manifestazioni)

Gli alunni delle classi 5a A e 5a B della Scuola Primaria e gli alunni della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo “Catello Salvati” di Castellammare di Stabia, presentano lo spettacolo “Castiellammare mia” di Bonuccio Gatti. La manifestazione con inizio previsto per le ore 17.00, si terrà domani 31 maggio 2007, presso l’Auditorium R.A.S. (Restoring Ancient Stabiae), ex Istituto Salesiano, sito alla via Salario (Scanzano – Castellammare di Stabia).
Lo spettacolo sarà ripetuto il giorno 5 giugno 2007 (inizio previsto alle ore 10.00), presso lo Stabia Hall, sito alla via Regina Margherita in Castellammare di Stabia.

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lunedì 14 maggio 2007 (Manifestazioni)

Festa di San Catello. A chiusura dei festeggiamenti civili al nostro Santo Patrono, in serata (alle ore 21,30), presso l’arenile della Villa Comunale saranno esplosi i tradizionali fuochi pirotecnici.

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domenica 13 maggio 2007 (Informazione)

Promossa dalla Concattedrale di Castellammare ed edita dalla Nicola Longobardi Editore, la quinta edizione del volume “La città di Stabia e San Catello suo patrono” di Giuseppe Lauro Aiello. Questa nuova edizione si presenta totalmente rinnovata. Il lavoro originale è stato riveduto e integrato a cura di Egidio Valcaccia: “È stata nostra intenzione rispettare il testo originale, ad esso sono state aggiunte le note, una ricca galleria iconografica di oltre 200 foto (molte inedite) e una integrazione degli ultimi fatti della storia della diocesi per aggiornare il lavoro, in base all’evoluzione degli studi dei fatti riguardo agli argomenti trattati. È stato, inoltre sostituito con un nostro scritto il capitolo riguardante la storia e la descrizione del duomo di Castellammare in quanto abbiamo ritenuto che l’immenso patrimonio storico artistico meritava una approfondita descrizione basata sui più aggiornati studi e scoperte e la relativa valorizzazione di quello che un vero scrigno di arte e fede. È stata inoltre aggiornata la bibliografia”. Il volume a colori (cm. 17×24, 184 pag.) è in vendita dal 12 maggio presso l’apposito stand nel duomo di Castellammare.

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mercoledì 2 maggio 2007 (Informazione)

L’Associazione “Cultura & Territorio” presenta la sua nuova rivista.

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lunedì 30 aprile 2007 (Informazione)

Questa informativa, quale motivo di riflessione è volta a sensibilizzare. Per tal motivo, giriamo alla vostra attenzione un blog così segnalatoci:
“Volevo segnalare un blog www.mpvitruvio.blogspot.com ; vi è illustrata una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale della scuola “Vitruvio”… Complimenti per il sito”.

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giovedì 26 aprile 2007 (Libero Ricercatore)

La Redazione dà il benvenuto e ringrazia tutti coloro che in questi giorni, si sono collegati per la prima volta dall’Egitto.

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giovedì 26 aprile 2007 (Manifestazioni)

Corto in Stabia 2007. In mattinata prenderà il via la II edizione della rassegna cinematografica di cortometraggi. La manifestazione organizzata dall’Associazione Vivistabia, avrà la durata di quattro giorni (dal 26 al 29) e si svolgerà nel parco delle “Nuove Terme di Stabia”. In allegato rimettiamo il programma. Visualizza allegato

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sabato 21 aprile 2005 (Manifestazioni)

Solennità di Maria S.S. Annunziata e Sagra del Carciofo 2007. I tradizionali festeggiamenti del quartiere “Annunziatella” di Castellammare di Stabia, quest’anno si terranno dal 22 al 25 aprile. Come buona tradizione vuole, la festa avrà inizio nella mattinata di domenica 22 con la solenne celebrazione eucaristica officiata dal parroco Don Michele Di Capua al termine della quale (ore 10,30) sarà portata in processione la statua di Maria S.S. Annunziata.
La manifestazione, contornata dalle tipiche luminarie e da numerose bancarelle, ospiterà nel pomeriggio di domenica (ore 16,00) una minicorsa per bambini.
Da lunedì (ore 18,00) entrerà in scena la celebre sagra, quest’anno giunta al 26° anniversario, con essa si commemora il rinomato “Carciofo di Schito”, che servito in un panino, potrà essere degustato arrostito. Martedì 24 (alle ore 21,30) è previsto il concerto di canzoni classiche napoletane eseguite dal duo stabiese “Enzo Esposito e Carmen Viviani”. Mercoledì 25 (alle ore 21,30), per il gran finale, si esibirà “Eddy Napoli” (conosciuto per essere stato la voce dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore).

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lunedì 16 aprile 2007 (Juve Stabia)

Il posticipo dell’incontro di calcio tra Sambenedettese e Juve Stabia, valevole per il campionato di serie C1 gir. B, avrà inizio alle 20.45 e sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai Sport Sat. Auguriamo a tutti buona visione.
Nota: il canale “Rai Sport Sat” ha la seguente collocazione numerica: 227.

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domenica 15 aprile 2007 (Eventi)

Alle ore 16,30 presso la Concattedrale di Castellammare di Stabia, avrà inizio il Processo di beatificazione della Serva di Dio Suor Maria Maddalena Starace, Fondatrice della Congregazione delle Suore Compassioniste Serve di Maria. L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva su TelePace (canale satellitare in chiaro n. 819).

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sabato 7 aprile 2007 (Informazione)

Dono disponibili presso le parrocchie dello Spirito Santo e Santa Maria della Pace le prime copie del volume “L’Oratorio Antoniano, Maria Fiorella Longobardi”.
Il libro, di grande formato ( 22×22 cm -132 pagine) è arricchito di oltre 100 foto d’epoca, prestigiose testimonianze e numerosi documenti riguardanti l’Oratorio Antoniano di Via San Bartolomeo, e del culto al quadro di Sant’Antonio (oggi custodito nella parrocchia dello Spirito Santo).
Si ringrazia tutti coloro che hanno prenotato il libro in prevendita, per la pazienza dimostrata nell’attesa della pubblicazione.
Per informazioni: Parrocchia Spirito Santo, Fontana Grande – tel. 081.8711571

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lunedì 2 aprile 2007 (Sport)

Inarrestabile Quagliarella. Dopo la convocazione e il meritatissimo esordio in Nazionale, il bomber della Sampdoria chiude nel migliore dei modi una settimana tutta da incorniciare. Quagliarella segna infatti la sua dodicesima rete personale in questo campionato. La rete segnata ai danni del Chievo, ha un fascino particolare, il bomber stabiese, ha infatti insaccato da notevole distanza (circa 40 metri), e con le spalle alla porta, indovinando per così dire ad occhi chiusi una stupenda parabola che ha scavalcato a fil di traversa il portiere avversario.

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domenica 1 aprile 2007 (Lettere alla Redazione)

Caro Maurizio, avremmo gran piacere di invitare te e tutti gli stabiesi nel mondo a guardare la nostra trasmissione televisiva “Risveglio napoletano” in diretta sul canale satellitare Napoli Nova tutti i venerdì mattina dalle ore 9 alle 11. Vorremmo tanto ricevere telefonate dagli stabiesi sparsi nel mondo, il numero per entrare in diretta e parlare con noi è: 339 36 79 467 al costo di una telefonata su rete fissa… Sperando di risentirci presto, ti salutiamo caramente: Enzo Esposito e Carmen Viviani. Siti web: www.enzoesposito.it – www.carmenviviani.it

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lunedì 19 marzo 2007 (Informazione)

Dopo una lunga lavorazione, sarà pronto durante le festività pasquali il volume “L’Oratorio Antoniano Maria Fiorella Longobardi” testimonianze, documenti, immagini. Il volume curato da Egidio Valcaccia e dalla Nicola Longobardi Editore, che raccoglie foto, testimonianze, racconti, ecc…,vuole conservare una memoria storica di uno spaccato della vita stabiese degli anni ’50 e ’60, quando Castellammare aveva attese ottimistiche, sull’onda del boom economico, riguardo alla sua vocazione turistica. Soprattutto l’opera ricostruisce la storia del culto a Sant’Antonio nel Centro Antico di Castellammare, che andava ingiustamente ad essere dimenticata. Una pubblicazione di gran pregio (132 pagine, cm. 22 x22) che sarà certamente gradita dai devoti del Santo e dei tanti appassionati di storia stabiese. Tutti coloro che intendono prenotare la propria copia potranno farlo, presso la sacrestia della chiesa parrocchiale dello Spirito Santo (Fontana Grande) o presso quella di Santa Maria della Pace (Largo Pace). (Anteprima della copertina del libro).

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domenica 18 marzo 2007 (Sport)

Ancora Fabio Quagliarella. Nella partita interna con il Palermo, giocata per più di un’ora in inferiorità numerica (in 10 contro 11), la Sampdoria riesce a rimontare il momentaneo svantaggio e ad impattare con il risultato finale di 1-1, grazie ad un goal del solito Quagliarella. Il bomber stabiese, a seguito di un’azione apparentemente innocua, svoltasi ai limiti dell’area di rigore, ha sfruttato con estrema bravura, l’indecisione ed il malinteso di portiere e difensore avversario. Con questa rete Quagliarella ottiene il suo undicesimo goal personale in questo campionato.

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sabato 17 marzo 2007 (Juve Stabia)

Giriamo all’attenzione dei tantissimi sportivi stabiesi amanti del gioco del calcio, il seguente comunicato stampa a firma S.S. Juve Stabia, inviato in Redazione:
“In seguito alla riunione tenutasi presso la Prefettura di Napoli per stabilire le modalità di svolgimento della gara Juve Stabia – Salernitana, è stato stabilito che l’incontro venga disputato lunedì 19 marzo presso lo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia con inizio fissato alle ore 14,30. La gara si disputerà a porte aperte. La S.S. Juve Stabia S.p.A. ringrazia il Prefetto della Provincia di Napoli, il Questore di Napoli, il Commissariato di Castellammare di Stabia, il Sindaco di Castellammare di Stabia Salvatore Vozza, l’assessore allo sport Nicola Corrado, tutti i tecnici ed i dirigenti dell’Amministrazione Comunale, la Salernitana calcio e tutti coloro che hanno partecipato in maniera proficua affinché il derby venga disputato con la presenza del pubblico. La S.S. Juve Stabia S.p.A. ringrazia, altresì, la tifoseria di Castellammare di Stabia per il comportamento esemplare assunto e la esorta a sostenere con la solita passione e civiltà la squadra in quella che dovrà essere una giornata di vero sport. Dimostriamo ancora una volta che la nostra città è degna di ospitare eventi calcistici, e non, ad alto livello. I biglietti per la gara saranno disponibili da sabato 17 marzo presso le abituali prevendite, domenica mattina dalle 9,30 alle 13,00 presso i botteghini dello stadio Romeo Menti e lunedì a partire dalle ore 9,00. La S.S. Juve Stabia S.p.A. invita tutti coloro che tengono a cuore le sorti della squadra a non fare richieste di biglietti omaggio o accrediti”.

Questo il costo di ogni singolo tagliando:
TRIBUNA COPERTA EURO 30,00
TRIBUNA SCOPERTA EURO 20,00
DISTINTI EURO 15,00
CURVA EURO 10,00

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lunedì 5 marzo 2007  (Informazione)

“Stabiae romana”. Domani martedì 6 marzo, alle ore 17,30, presso il Palazzetto degli sport del Mare. Presentazione del libro di Marici M.Magalhaes (conferenza in lingua italiana). Il Prof. Heikki Solin, ordinario di Latino all’Università di Helsinki, uno dei massimi epigrafisti viventi, presenta il libro: “Stabiae romana. La prosopografia e la documentazione epigrafica: iscrizioni lapidarie e bronzee, bolli laterizi e sigilli” di Marici M. Magalhaes, pubblicato da Nicola Longobardi Editore.
Sarà presente l’autrice.
Introduce: Massimo de Angelis, Assessore alla Cultura di Castellammare di Stabia.
Conclude: Salvatore Vozza, Sindaco di Castellammare di Stabia.
( Per ulteriori informazioni visualizza l’allegato ).

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venerdì 2 marzo 2007 (Informazione)

L’Associazione Ecologica Culturale di escursionismo e tutela ambientale “Gruppo Stabiano Amici della Montagna”, organizza un incontro con le massime autorità locali per discutere le problematiche attuali ed il futuro del Faito e delle aree collinari stabiane. L’incontro che si terrà presso il “Palazzetto del Mare”, è fissato per domani sabato 3 marzo alle ore 10,30. La cittadinanza tutta è invitata ad intervenire. ( Per ulteriori informazioni visualizza l’allegato ).

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lunedì 26 febbraio 2007 (Libero Ricercatore)

La Redazione dà il benvenuto e ringrazia tutti coloro che in questi giorni, si sono collegati per la prima volta dalla Siria.

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domenica 25 febbraio 2007 (Informazione)

Comunicato Stampa S.S. Juve Stabia, pervenuto alle ore 02,22 del 25/02/2007:
“Si rende noto che il Prefetto della Provincia di Napoli, per motivi di ordine pubblico, ha disposto la diretta televisiva su Rai 3 per la gara Juve Stabia – Avellino con inizio fissato alle ore 14,30”.

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domenica 25 febbraio 2007 (Informazione)

Comunicato Stampa S.S. Juve Stabia, pervenuto alle ore 00,46 del 25/02/2007:
“Dopo la decisione del Prefetto di Napoli di disporre la disputa della gara Juve Stabia – Avellino a porte chiuse, l’Amministratore Unico della S.S. Juve Stabia Michele Cesarano, pur rispettando la decisione, esprime il proprio rammarico ed annuncia: “Non vedrò la partita per rispetto della gente di Castellammare”. “Questa è una sconfitta per me e per tutti coloro che si sono impegnati affinché la gara si potesse disputare a porte aperte – dichiara l’Amministratore Unico delle Vespe. Ringrazio il Sindaco di Castellammare Vozza, gli assessori Corrado e Cuomo, tutta l’Amministrazione Comunale di Castellammare, i tecnici e gli operai che si sono prodigati dalle prime ore del mattino per portare a termine i lavori richiesti. Questa è una sconfitta per il calcio e per Castellammare, una gara a porte chiuse offenda la civiltà dei veri tifosi della Juve Stabia. Proprio per rispettare chi non potrà vedere dal vivo a quello che sarebbe stato altrimenti uno spettacolo, ho deciso di non assistere alla gara di domani. Resterò a casa ed invito a fare la stessa cosa anche a chi vuole il bene della Juve Stabia, disertiamo lo stadio e non avanziamo richieste di accesso all’impianto che purtroppo non possono essere soddisfatte. Mi prenderò 48 ore di tempo di pausa prima di decidere quale sarà il mio futuro nel calcio, sono nauseato, la delusione è grossa e voglio pensarci bene, mi verrebbe voglia di mollare tutto”.

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domenica 25 febbraio 2007 (Informazione)

Comunicato Stampa S.S. Juve Stabia, pervenuto alle ore 19,10 del 24/02/2007:
“In queste ore vi è stato un costante confronto e un ascolto tra forze dell’ordine, la società sportiva e l’Amministrazione comunale e la Prefettura contro i tentativi di intorbidire il clima calcistico a Castellammare dopo l’episodio delle molotov. L’Amministrazione comunale e la società sportiva Juve Stabia sono certe che Castellammare non ha niente in comune con questi episodi. Castellammare è una città dalle grandi tradizioni sportive che saprà superare anche questo momento difficile. Si fa appello a tutti, ai tifosi, a quanti amano il calcio a Castellammare, a vivere con serenità la giornata di domani. La conferma della decisione già assunta dal Prefetto di Napoli di far disputare a porte chiuse la partita di calcio Juve Stabia-Avellino resta legata a una valutazione degli organi competenti come “gara ad alto rischio”. Il lavoro del prefetto e delle forze dell’ordine è difficile e va rispettato ed è questa l’occasione per mettere in campo l’immagine vera della nostra tradizione sportiva. Il campionato deve continuare, è un momento amaro per lo sport in Italia. Vedere lo stadio vuoto con i calciatori in campo è certamente triste, una circostanza che non si è verificata solo nella nostra città, ma in tanti stadi italiani e campani,dopo i deprecabili fatti di Catania e la tragica perdita della vita dell’ispettore Filippo Raciti. Ma da domani bisogna ripartire per riaprire lo stadio e ridare al calcio i caratteri di uno sport e di una festa. Ribadiamo perciò il no ad ogni forma di violenza e lanciamo un appello a trovare modi e forme per aumentare le occasioni di gemellaggio tra tifoserie e città. In questa direzione va la riunione dei sindaci delle diciotto città sedi delle squadre di calcio che militano in serie C1, girone B, promossa dall’Amministrazione comunale qui a Castellammare il prossimo 1° marzo”.

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giovedì 22 febbraio 2007 (Libero Ricercatore)

La Redazione dà il benvenuto e ringrazia tutti coloro che in questi giorni, si sono collegati per la prima volta dalla Bolivia.

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lunedì 19 febbraio 2007 (Sport)

Strabiliante Fabio Quagliarella. Nella trasferta di Parma il bomber stabiese (notoriamente corteggiato da Inter e Milan), ha siglato il decimo goal personale. L’importantissima rete (l’unica della partita) ha permesso ai doriani di vincere e di aggiungere tre preziosi punti alla già pregevole posizione in classifica. La rete è maturata al ’57 da un’azione veloce, Quagliarella ha puntato la difesa e con leggero tocco sotto al pallone ha messo fuori tempo l’incolpevole Bucci, che nulla ha potuto. Quagliarella ha poi deliziato i propri sostenitori con un continuo di prestazione superlativo.

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domenica 18 febbraio 2007 (Manifestazioni)

L’Associazione Culturale “Vivistabia” presenta la seconda edizione del concorso internazionale di cortometraggi “Corto in Stabia 2007”. Il concorso è destinato agli alunni delle scuole europee di ogni ordine e grado

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venerdì 9 febbraio 2007 (Informazione)

L’Associazione “Amici di Pompei” comunica che sabato 10 febbraio 2007 nella sede dell’associazione il prof. Antonio Sartori dell’Università Statale di Milano presenterà il volume di Marici M. Magalhaes “Stabiae Romana. La prosopografia e la documentazione epigrafica: Iscrizioni lapidarie e bronzee, bolli laterizi e sigilli” (Associazione “Amici di Pompei” presso Auditorium di Pompei, Piazza Esedra 5 – Pompei).

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giovedì 8 febbraio 2007 (Informazione)

Caro Liberoricercatore, innanzitutto ti ringrazio ancora per l’inserimento del link del nostro gruppo Pionieri sul tuo portale, scrivo per comunicarti che abbiamo rivoluzionato il sito e che a breve partiranno alcuni progetti per la popolazione di Castellammare di Stabia, uno su tutti una giornata sui gesti salvavita da far apprendere alla popolazione. Ti espongo la mia richiesta, volevo approfittare dell’alta visibilità del tuo portale, per un piccola annuncio… A metà del mese di novembre, il Comitato Locale (Croce Rossa Italiana) di Castellammare di Stabia ha cambiato sede, finalmente abbiamo dei locali idonei al funzionamento completo delle nostre attività e questo trasferimento ha inciso non poco sul bilancio gestionale, il Gruppo Pionieri si è fatto promotore di un appello alla cittadinanza per la donazione di materiale e di accessori, approntando un volantino ad hoc per il caso. Ti sarei enormemente grato, a nome mio e di tutto il Comitato, se potessi inserire un annuncio sul tuo portale ed il volantino che ti invio in allegato. Attendo tue notizie….e ti invio i miei saluti. Stefano Di Ruocco ( Ispettore Gruppo Pionieri di Castellammare di Stabia ). Vedi allegato.

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mercoledì 31 gennaio 2007 (Informazione)

Questa informativa, quale motivo di riflessione è volta a sensibilizzare. Noi del “Libero Ricercatore” siamo lieti di poter contribuire ed incoraggiare la seguente iniziativa: “L’ALLEANZA PER IL PIANETA TERRA (gruppo francese di associazioni ambientali) lancia un appello semplice a tutti i cittadini del pianeta: domani 1 febbraio 2007 tra le ore 19.55 e le 20.00 spegnete la luce: 5 minuti di buio per il nostro pianeta! Non si tratta di economizzare l’elettricità, ma di attirare l’attenzione dei cittadini e dei media, sullo spreco di energia e l’urgenza di mettere nelle agende dei nostri politici le questioni ambientali. Il cambiamento climatico ci riguarda tutti, ma è un argomento purtroppo che sembra non importare molto!”

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mercoledì 24 gennaio 2007 (Lettere alla Redazione)

La seguente missiva è firmata dal sig. Pio Gaeta della Sottosezione CAI di Castellammare di Stabia: “Sono disponibili i bollini CAI per l’anno 2007. Già dal 24 Gennaio, sarà possibile rinnovare la quota sociale per il 2007 presso la sede di Via San Vincenzo 15 c/o CPS, dalle 19:30 alle 21:00. Inoltre è possibile prelevare il bollino presso gli studi di Raffaele Luise e Giovanna Lombardi, entrambi in Piazza Municipio a Castellammare. Con la presente invitiamo tutti i simpatizzanti che volessero iscriversi alla nostra sottosezione, a recarsi in sede o a contattare Lello, Raffaele, Maurizio o me, per la compilazione del Modulo di iscrizione. Saluti e… sempre in vetta!”

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giovedì 18 gennaio 2007 (Lettere alla Redazione)

Spett.le Redazione del “Libero Ricercatore”, il sottoscritto Salvatore Correale, in qualità di Presidente del Circolo Filatelico-Numismatico “Club Tempo Libero” di Castellammare di Stabia, in occasione del 23° Convegno Commerciale di numismatica, filatelia, materiale cartaceo e varie, che si terrà in data 17 – 18 marzo 2007 all’interno della Tendostruttura Comunale in Viale delle Puglie n. 9, vi invita a partecipare alla suddetta manifestazione di rilevanza nazionale. Fa presente che l’Associazione “Club Tempo Libero”, ha acquisito notevole esperienza nel settore delle manifestazioni avendo già organizzato ben 22 Convegni Commerciali con l’adesione di espositori e visitatori da tutte le parti d’Italia e con la presenza di Poste Italiane S.p.A. Fiducioso che la presente sia benevolmente accolta, si porgono distinti saluti.

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venerdì 12 gennaio 2007 (Libero Ricercatore)

La Redazione dà il benvenuto e ringrazia tutti coloro che si sono collegati per la prima volta dalla Malesia.

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venerdì 12 gennaio 2007 (Lettere alla Redazione)

Si comunica che il diacono (stabiese) Antonio Farriciello, dal 10 dicembre 2006, da S. E. Felice Cece, è stato inviato a svolgere il suo ministero diaconale nella (vicina) parrocchia di S. Erasmo in Gragnano. Distinti saluti.

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lunedì 1 gennaio 2007 (Informazione)

Nell’ambito delle iniziative programmate dall’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia, in occasione delle Festività, domani 2 gennaio 2007 (Piazza della Caperrina rivive).
Al Palazzetto del Mare sito alla via Bonito (in prossimità del cinema Montil), andrà in scena il recital-monologo ideato e realizzato dallo stabiese Aniello Lascialfari (per noi tutti “Nello”), che visto lo strepitoso successo avuto nella rassegna “Eventi Natalizi Stabiesi del 2005”, replicherà a beneficio della cittadinanza lo spettacolo intitolato: ‘A Caperrina anni ’50 ed oggi (prosa, poesie e canzoni classiche napoletane). L’ingresso allo spettacolo (nel quale saranno intonate alcune canzoni classiche napoletane e per l’occasione recitate due belle poesie del prof. Bonuccio Gatti) è libero.

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lunedì 1 gennaio 2007 (Messaggio Augurale)

Auguri sinceri di un felice e prosperoso anno 2007, nella speranza possa essere per tutti un anno sereno e ricco di soddisfazioni personali.