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Sacro ed Immacolato Cuore di Maria

Sacro ed Immacolato Cuore di Maria

articolo del Dott. Tullio Pesola

Esimio dott. Maurizio,
l’immagine che Le invio e che gradirei che Ella inserisse nella Sua rubrica risale all’8 dicembre del 1978 e riproduce l’interno della chiesa dedicata al “SACRO ED IMMACOLATO CUORE DI MARIA”, ubicata in Via B. Brin n° 48 (di fronte all’imbottigliamento dell’acqua Acetosella).

Come si può notare dalla stessa, questo tempio era all’epoca nel suo pieno splendore, tanto più che pochi mesi prima erano stati ultimati i lavori di ristrutturazione. In questa chiesa, dove si tributa tra l’altro venerazione a Santa Fara, si è sempre coltivato il culto all’Immacolata Concezione.

Oggi, purtroppo, è caduta nell’abbandono ed è ritornata ad essere fatiscente, come tantissimi avranno potuto e potranno constatare negli unici giorni in cui – grazie ad una fedele della zona – la si riapre al pubblico: 7 ed 8 dicembre di ogni anno. Grato, Le porgo distinti saluti.

Dott. Tullio Pesola.

L’interno della chiesa dedicata al “SACRO ED IMMACOLATO CUORE DI MARIA”

L’interno della chiesa dedicata al “SACRO ED IMMACOLATO CUORE DI MARIA”


Tiempe belle ‘e ‘na vota

«Tiempe belle ’e ’na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?»

Con questo malinconico ritornello di Aniello Califano, riportiamo all’attenzione dei lettori una rubrica che ci è particolarmente cara. In essa raccogliamo documenti, immagini e ricordi che raccontano, con semplicità e fascino, un passato stabiese non troppo lontano. Continua a leggere

Tiempe belle 'e 'na vota

Radio Tombola ’78

Radio Tombola ’78

si ringrazia il dott. Tullio Pesola per la gentile concessione

Il 7 dicembre del 1978 “RADIO STABIA 1” giocava via etere, coinvolgendo (senza timore di smentita) grandissima parte dei cittadini stabiesi e non, un bingo ante litteram, ossia una straordinaria tombolata. Non mancarono quella sera simpatiche gag, interventi musicali, personaggi del mondo dello spettacolo, ma l’ospite d’eccezione fu un grande interprete della canzone classica napoletana: BRUNO VENTURINI. Sono convinto che altri potranno fornire ulteriori notizie sullo svolgimento della stessa.

Distintamente. Dott. Tullio Pesola.

Radio tombola '78

locandina Radio tombola


Tiempe belle ‘e ‘na vota

«Tiempe belle ’e ’na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?»

Con questo malinconico ritornello di Aniello Califano, riportiamo all’attenzione dei lettori una rubrica che ci è particolarmente cara. In essa raccogliamo documenti, immagini e ricordi che raccontano, con semplicità e fascino, un passato stabiese non troppo lontano. Continua a leggere

Don Pascale ‘o cafettiere

articolo del dott. Tullio Pesola

Ad angolo del vicolo Cristallina in via Brin, di fronte all’ingresso dello stabilimento ex Vanacore, c’è una piccola bottega, dove un tempo si svolgeva servizio di bar. Si trattava di un locale gradevole, carino, un accogliente punto di ristoro a conduzione familiare, dove ogni componente aveva il suo compito ben preciso.

'O bar 'e don Pascale

‘O barriciello ‘e don Pascale – Via B. Brin

Alla cassa c’era la signora Anna, la moglie del titolare, che si alternava con la figlia Amalia in tale impiego; i figli Annuccia (la maggiore) e Carmine –quando gli impegni scolastici lo consentivano- erano preposti al servizio ai tavoli (solo due, a dire il vero, dati gli spazi piuttosto limitati!) ed alle consegne esterne; Pinuccia, la figlia più piccola, era seguita incessantemente dallo sguardo attento ed amoroso della mamma, e don Pasquale Sergio, il capofamiglia, addetto alla macchina del caffè ed al servizio di ristoro, passava gran parte della giornata lavorativa dietro al banco. D’inverno la clientela era costituita per lo più da dipendenti della Navalmeccanica, mentre d’estate l’attività diventava movimentata, di giorno per le innumerevoli presenze di ospiti curanti delle Terme Stabiane e di sera, invece, per quella girandola di convegni con la musica, il teatro, la moda, il divertimento ed il folklore che affascinava in tale periodo dell’anno grandi e piccoli nel suggestivo parco ex Vanacore. Continua a leggere

La pietra commemorativa dei Bottai

articolo del dott. Tullio Pesola

Lapide Confraternita dei Bottai

Lapide Confraternita dei Bottai

Ai piedi dell’Altare Maggiore della Parrocchia dello Spirito Santo, il tempio da molti conosciuto come “chiesa di San Ciro”, a suggello dell’ipogeo che custodiva le spoglie dei Bottai, confratelli dell’Arciconfraternita omonima, era situata un tempo una lapide storica. Essa costituiva la chiusura dell’accesso alle strutture sotterranee, frequentemente allagate a causa di infiltrazioni dovute al passaggio nelle immediate adiacenze del consistente flusso di acqua Ferrata, che svariati anni addietro alimentava la mescita al pubblico e lo stabilimento dei “Bagni del Molino”.

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Michele e Nunziata

articolo del dott. Tullio Pesola

Nelle immediate adiacenze del fabbricato nel quale io abito da svariati anni c’è un locale, a livello del piano stradale, che a lungo nel tempo, di cui va gradualmente perdendosi ogni ricordo, è stato adibito ad abitazione. Anzi, c’è da aggiungere che il nuovo proprietario qualche anno fa lo ha ristrutturato e lo ha predisposto in maniera tale da potere accogliere con i suoi comforts una piccola famigliola. Esso è costituito da due ambienti. Il primo è dotato di ingresso e di affaccio sulla strada, mentre il secondo ha una finestra che dà su un piccolo cortile.

La banchina dell'Acqua della Madonna vista dal mare (cartolina d'epoca)

La banchina dell’Acqua della Madonna vista dal mare (cartolina d’epoca)

C’è da puntualizzare a tal proposito che in corso dei lavori di riattazione, esso è stato anche corredato di porta blindata che si apre nell’androne del fabbricato. Tanto per intenderci, è diventato un grazioso bon bon. Guardandolo attentamente, un osservatore non può che rimanere stupito per le dovizie in esso effettuate. All’interno, infatti, è stato realizzato un soppalco al quale si può accedere mediante una confortevole e moderna scala. Lo stesso, poi, è illuminato da una finestra che dà su via Brin. Detta finestra, inoltre, è fornita di una grata in ferro, che, se spiegata, si trasforma in un pratico stendi panni; chiusa, invece, costituisce protezione da eventuali malintenzionati. Riportandoci il ricordo agli anni del dopoguerra, si può facilmente immaginare quale fosse lo stato di questo ambiente. Per dare un’immediata idea di ciò che fosse, è sufficiente presentarlo per ciò che era: un “basso”. E’ a tutti noto che il “basso” è una piccola abitazione a pian terreno che affaccia sulla strada e raffigura l’emblema dell’antica e perenne miseria degli strati sociali più emarginati di una città. Di “essi” ci limitiamo ad aggiungere solo che hanno una storia lunga le cui origini risalgono addirittura al Medioevo. In questo tug… terraneo vivevano Michele e Nunziata, due personaggi emblematici di quello che da tanti è ritenuto il “Centro Storico” della nostra Città. Continua a leggere