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Emeroteca stabiese

Emeroteca Stabiese

a cura di Gaetano Fontana

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L’emeroteca stabiese (raccolta di giornali, riviste e pubblicazioni periodiche, edite e distribuite nella città di Castellammare di Stabia), nasce da una idea di Gaetano Fontana. A lui, già autore di importanti iniziative e rubriche contenute nel nostro portale web, va un particolare plauso per l’impegno profuso nella non facile costruzione di questa rilevante sezione, risorsa da oggi fruibile per la lettura e la consultazione, che di certo farà la felicità di: studiosi, studenti, ricercatori e semplici appassionati di storia locale.

Come consuetudine di Liberoricercatore tutte le pagine sono scansionate ad alta definizione e prive di watermark per permettere a chiunque di poterle utilizzare, ovviamente si prega di citare sempre la fonte www.liberoricercatore.it . Si prega di consultare il nostro disclaimer.


ULTIMO INSERIMENTO:

Ringraziamo la CReSL Biblioteca di Storia della Penisola Sorrentina  e la Biblioteca Storica Sorrentina che ci ha fornito in digitale e gratuitamente intere annate del giornale (al solo scopo divulgativo). Hanno svolto un lavoro encomiabile consiglio di visitare il loro sito.

1909 Anno II (Annata Completa)

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La Verità Anno II Numero 8     6 Marzo 1909

La Verità

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La Verità

Stampato dal 1908, si definiva giornale politico amministrativo, la cui sede era in Piazza Municipio 28 e diretto da Luigi Morfino. Si hanno notizie almeno fino a tutto febbraio 1914. Fu l’organo ufficiale del partito di Alfonso Fusco, deputato monarchico costituzionale del collegio stabiese, definito dai socialisti del settimanale napoletano, La Propaganda, l’uomo di fango, in quanto simbolo della degenerazione della lotta politica meridionale clientelare.

Fusco fu un valente imprenditore; i suoi interessi industriali furono inizialmente concentrati soprattutto in una importante fabbrica di alcool a Castellammare di Stabia e in una pionieristica azienda per la produzione del gas a Torre Annunziata, con la quale conquistò l’appalto dell’illuminazione cittadina e il monopolio della fornitura per motori a gas negli impianti in uso nei pastifici della zona. Inoltre si fece promotore di una Società agricola meridionale, una sorta di consorzio delle aziende della provincia, che gli valse la considerazione degli organismi sindacali, premi e diplomi alla Esposizione nazionale di Torino del 1882 e l’attenzione del ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, D. Berti, che lo insignì del titolo di cavaliere dell’Ordine della corona d’Italia. 

Risveglio di Stabia – numero 6

Risveglio di Stabia – Anno XIII Numero 5  (6) – Sabato 22 Marzo 1947

Risveglio di Stabia - numero 6

Risveglio di Stabia – numero 6


Il Risveglio di Stabia è stato un periodico di rilievo nella storia giornalistica di Castellammare di Stabia. Fondato nel gennaio 1916 da Catello Langella, figura carismatica e polemica della vita politica e culturale locale, il giornale si impose rapidamente all’attenzione del pubblico.

Dopo un periodo trascorso in Australia, dove si era rifugiato per allontanarsi dalle delusioni politiche, Langella tornò nella sua città natale. Qui decise di fondare un giornale che, come affermava lui stesso, rappresentasse “gli onesti di tutti i partiti”.

Con sede a Castellammare di Stabia, in Piazza Matteotti n. 8, il periodico usciva con cadenza variabile tra il quindicinale e il mensile. Attraverso le sue pagine, Langella affrontava con passione temi di attualità. Spesso utilizzava toni accesi e provocatori, senza risparmiare espressioni forti, talvolta offensive, contro i suoi avversari politici.

Inoltre, da fervente interventista, Langella sfruttava il giornale per promuovere iniziative civiche. Tra queste, la valorizzazione del bacino idrominerale stabiese, ispirata dall’incontro con Guglielmo Marconi nel luglio 1916.

Oggi, grazie al lavoro di digitalizzazione di Gaetano Fontana, l’archivio del giornale è consultabile online. Questo permette a studiosi e appassionati di accedere a numeri storici, offrendo uno sguardo diretto su un’epoca complessa.

Il Risveglio di Stabia resta una testimonianza preziosa della vita politica, sociale e culturale stabiese del primo dopoguerra. Riflette le tensioni, le lotte e le aspirazioni di una comunità in trasformazione.


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Stabia Press

Stabia Press

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La Redazione ringrazia il sig. Antonio Colonna per aver autorizzato la pubblicazione del giornale sul nostro sito, mettendolo a disposizione di tutti.

 

Anno 1  Numero 1 – 1978

Anno 1 Numero 2 – 1978

Anno 1 Numero 4 -Settembre 1978

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Anno 2 Numero 1 – Maggio 1979

Anno 2 Numero 3 – Agosto 1979

Anno 2 Numero 4 – Settembre 1979

Anno 2 Numero 5 – Ottobre 1979

Anno 2 Numero 6 – Novembre 1979

Anno 2 Numero 7 – Dicembre 1979

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Anno 3 Numero 1 – Gennaio 1980

Anno 3 Numero 2 – Febbraio 1980

Anno 3 Numero – 4  Aprile 1980 

Anno 3 Numero 9 – Settembre 1980 

Anno 3 Numero 12 – Dicembre 1980

 

Anno 4 Numero 2 Marzo 1981

Anno 4 Numero 4 – Aprile 1981


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Rivista fondata da Antonio Colonna nel 1978. Pubblicata per circa 5 anni anche se non in cadenza regolare e cambiando la veste grafica ed il formati nel corso degli anni. Molto interessante perchè copre un periodo molto importante per la nostra città quello del terremoto del 1980. Puoi trovare  sulla nostra rubrica Stabiae-book  un interessante libro di Antonio Colonna e Lilino Diogene sul terremoto “76 immagini del terremoto a Castellammare” del 1981.

 

Considerato come  Mensile dell’associazione commercianti stabiesi, fa la sua apparizione nel 1978 e  come abbiamo già detto il Direttore responsabile Antonio Colonna e un comitato di redazione composta da Francesco De Meo, Franco Mottola, Franco Sansone, Lucio Somma e Dario Sorrentino. Darà voce e spazio alle diverse anime politiche, sociali e culturali della città, con inchieste e interviste. Uscirà fino al 1984.

Tra i collaboratori ci piace ricordare Franco Scarselli, Pasquale Alfieri che poi è diventato giornalista del Mattino, Gianfelice Imparato diventato uno dei più grandi attori italiani, Fernando Canoro, Dario Sorrentino, Armando Traetta ingegnere del cantiere, il professore Tonino Vitale grande illustratore ricordiamo che molti simboli di Castellammare sono stati disegnati da lui, (i cavallucci in villa comunale, le anfore sempre disegnati sul pavimento della villa comunale, l’etichetta della bottiglia dell’acqua della Madonna e dell’Acetosella solo per citarne alcuni).

Il giornale era stampato dalla Tipografia Sicignano di  Pompei.