Don Pascale ‘o cafettiere

articolo del dott. Tullio Pesola

Ad angolo del vicolo Cristallina in via Brin, di fronte all’ingresso dello stabilimento ex Vanacore, c’è una piccola bottega, dove un tempo si svolgeva servizio di bar. Si trattava di un locale gradevole, carino, un accogliente punto di ristoro a conduzione familiare, dove ogni componente aveva il suo compito ben preciso.

'O bar 'e don Pascale

‘O barriciello ‘e don Pascale – Via B. Brin

Alla cassa c’era la signora Anna, la moglie del titolare, che si alternava con la figlia Amalia in tale impiego; i figli Annuccia (la maggiore) e Carmine –quando gli impegni scolastici lo consentivano- erano preposti al servizio ai tavoli (solo due, a dire il vero, dati gli spazi piuttosto limitati!) ed alle consegne esterne; Pinuccia, la figlia più piccola, era seguita incessantemente dallo sguardo attento ed amoroso della mamma, e don Pasquale Sergio, il capofamiglia, addetto alla macchina del caffè ed al servizio di ristoro, passava gran parte della giornata lavorativa dietro al banco. D’inverno la clientela era costituita per lo più da dipendenti della Navalmeccanica, mentre d’estate l’attività diventava movimentata, di giorno per le innumerevoli presenze di ospiti curanti delle Terme Stabiane e di sera, invece, per quella girandola di convegni con la musica, il teatro, la moda, il divertimento ed il folklore che affascinava in tale periodo dell’anno grandi e piccoli nel suggestivo parco ex Vanacore.
Di considerevole importanza, però, era che ciò che caratterizzava particolarmente don Pasquale era la cortesia che egli manifestava dall’accoglienza del cliente fino al suo congedo. Aveva una grande attenzione alle esigenze di chiunque entrasse nel locale. Lo caratterizzavano, inoltre, rapidità e precisione nel servizio, oltre ad una raffinata competenza.
E… fu a seguito di tale attività che il signor Pasquale Sergio si guadagnò l’appellativo di:

“Don Pascale ‘o cafettiere”

A punton’‘a Cristallina,
‘nfront’‘e Term’‘e Vanacore,
nu murziell’‘e magazzino
te mettev’‘e buon’umore.

Na putec’accunciulella,
chien’‘e ogni divozione
cu buccacc’‘e caramelle
e liquori a profusione.

‘Ncopp’‘o banco bene in vista
na guantiera ‘e sfugliatelle
e a pparete, ben provvista,
na vetrin’‘e cose belle.

Er’‘o bar ‘e don Pascale;
propri’un piccolo gioiello.
Mai ne ho visto uno tale!
Era detto “’o barriciello”.

‘A mugliera ‘e don Pasquale
era propri’una signora
con un fare senz’eguale,
sorridente controllora.

Assettat’aret’‘a cassa
lavorava di uncinetto.
Esauriva la matassa,
riscuotendo gran rispetto.

Quand’aveva altro da fare,
la suppliv’ Amalia, ‘a figlia,
pronta sempre ad osservare
senza mai battere ciglia.

Lei con garbo e con cautela
ascoltava con prontezza
e spicciava la clientela
con la massima destrezza.

‘Nziem’‘o capo ra famiglia
stev’‘o figlio Carminuccio,
mentr’Annuccia, ll’ata figlia,
sturïav’ in un cantuccio.

Si Pinuccia, ‘a piccerella,
si mostrava un po’ vezzosa
e cull’aria ‘e santarella
pretendev’‘a bella cosa,

don Pascale aret’‘o banco
se facev’‘o pizz’‘a riso.
Pur essend’alquanto stanco,
se senteva ‘mparaviso!

Nu ricordo d’‘o ppassato
rest’‘o bar d’‘o quartiere
e quel segno che ha lasciato
don Pascale ‘o cafettiere.

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Amante della diffusione nel tempo di memorie, notizie, testimonianze e costumi del passato della nostra Città, è autore di diverse riflessioni, frutto di assiduo impegno, di grande passione e di accurate indagini storiche.

4 pensieri su “Don Pascale ‘o cafettiere

  1. Fabio Russo

    Salve Sig. Pesola,
    Sono un nipote di don Pasquale , figlio di Amalia.
    La ringrazio per questo bel ricordo di mio nonno.
    Se lei ha altre notizie ci farebbe piacere venirne a conoscenza.

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    1. Gianni

      Salve,io sono un altro nipote di don pasquale,figlio di Anna.
      Leggere queste righe mi ha fatto venire la pelle d’oca,grande emozione!
      Mio nonno era un vero Signore,devoto al lavoro e ospitalità,non a caso nel mio dna c’è molto di lui,sono un manager alberghiero e gestisco diverse strutture alberghiere tra Sorrento e Castellammare.
      Mi auguro di conoscerla personalmente per ringraziarla per quanto scritto della mia bella famiglia.
      G.Iovino

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  2. Cinzia

    Io sono Cinzia un ‘altra nipote del caro nonno don Pasquale. Sono figlia di Annuccia che purtroppo non c’è più. Lei ha regalato una bella emozione a tutta la mia famiglia. Se avesse delle foto sarebbe bello vederle. La ringrazio di cuore.

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  3. annamaria

    Buongiorno Sig. Pesola,
    sono Annamaria Iovino, una nipote di “Don Pasquale” figlia di Anna (Annuccia).
    E’ stata una emozione grande rievocare i ricordi di mia madre. Sono contenta che il mio caro ed amatissimo nonno Pasquale è ancora nei ricordi di molte persone. Lui era proprio così: buono, ospitale, gentile, umile, e devoto alla sua famiglia.
    Grazie infinite per il ricordo e complimenti per il suo lavoro e la passione per la nostra bella città.

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