Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

Chiesa di Santo Stefano alle Fratte (foto Maurizio Cuomo)

Santo Stefano alle Fratte

articolo di Maurizio Cuomo

Di antichissima costruzione, la chiesa di Santo Stefano1 alle Fratte, è senza alcun dubbio una delle chiese meno conosciute della città di Castellammare di Stabia. Situata nella zona collinare (imboccando strada Fratte, la troviamo sulla mano sinistra a circa 200 metri dal celebre Castello), è oggi, sotto giuristizione della chiesa parrocchiale di San Matteo apostolo.

La chiesa di Santo Stefano (foto Corrado Di Martino)

La chiesa di Santo Stefano (foto Corrado Di Martino)

Seppur antichissima, stranamente poco si è scritto su questa chiesa; il barone Giovanni Celoro Parascandolo, riproponendo un passo tratto dall’Historia Neapolitana (vol. 2° – pag. 116) di Giulio Cesare Capaccio, così ebbe a descriverla nel suo volume “Castellammare di Stabia” edito nel 1965: “E’ situata nel luogo detto “Le Fratte” presso il castello. Fu fondata nell’anno 1144 da Stefano Certa figlio del domino Marino Certa”. Continua a leggere

  1. Protomartire, ovvero primo martire cristiano, e proprio per questo viene celebrato subito dopo la nascita di Gesù. Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste, e morì lapidato. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; egli contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo testimone della sua lapidazione ne raccoglierà l’eredità spirituale diventando Apostolo delle genti. (Mess. Rom.)
Da sinistra verso destra, Antonio Aprea, Giovanni Zeno e Antonio De Falco, in una foto del 1996 scattata al Congresso nazionale della Cgil a Rimini

I ragazzi del Viale Europa

di Raffaele Scala & Antonio Aprea

In memoria di Giovanni Zeno,
sindacalista (1943 – 1997)

 

In questi anni ho raccontato molte vicende sindacali, alcune risalenti alla fine dell’Ottocento, molte altre alla prima metà del Novecento, fino ad arrivare all’ultimo ventennio del secolo scorso, quando ho intrapreso la ricostruzione delle vicende sindacali legate al Contratto d’Area Torrese Stabiese.

La prima pagina di Metropolis del 1994 uscita in edizione straordinaria all'indomani della nascita della Tess e del riconoscimento dell'area di crisi torrese stabiese

La prima pagina di Metropolis del 1994 uscita in edizione straordinaria all’indomani della nascita della Tess e del riconoscimento dell’area di crisi torrese stabiese

Per una volta voglio soffermarmi su un aspetto particolare, tratteggiando alcuni degli attori principali della Camera del Lavoro di Castellammare di Stabia, protagonisti delle vicende che portarono il nostro circondario sulle pagine della stampa nazionale negli anni che vanno dal 1991 al 2000.

Una storia lunga un decennio, durante il quale accaddero una serie di fatti, politici, sindacali e umani, ma soprattutto un periodo proficuo di idee nate dal confronto di uomini e donne e da loro portate avanti, che merita di essere raccontato, ripercorrendo i profili di quanti hanno lasciato, seppur minuta, un’indelebile traccia nella cronaca di quest’area tanto impervia. Furono anni caratterizzati da quel sottile senso di fratellanza che nasce soltanto dalle tante difficoltà incontrate lungo il difficile percorso intrapreso, facendo comprendere ai vari protagonisti con quale spirito la Cgil stava portando avanti il compito che si era prefisso.

Il lembo di terra che va da Torre del Greco e si protende sino alla penisola sorrentina aveva, e per alcuni aspetti ancora possiede, una tradizione industriale. Un settore, questo dell’industria, che, oltre a produrre ricchezza, rappresentava luoghi di democrazia operaia, la cui forza andava oltre i ristretti opifici irradiandosi sull’intero territorio circostante con la sua capacità di assumere iniziative in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni locali e centrali, spesso incapaci di assolvere al proprio ruolo di garanti, fino a portarli sulle proprie posizioni e risolvendo situazioni che non riguardavano soltanto la fabbrica ma l’intera società. Erano anni quelli in cui non si contavano le manifestazioni di protesta contro la camorra e le cattive amministrazioni locali e centrali. Un binomio, anzi un “trinomio”, camorra, imprenditori e istituzioni che, in particolare in alcuni settori, costituiva, e per certi aspetti ancora lo caratterizza, l’aspetto più negativo dell’area torrese stabiese sorrentina. Continua a leggere

Marina di Castellammare, Gaeta Enrico

Castellammare, circondario e distretto nel 1852

Castellammare, circondario e distretto nel 1852

a cura di Giuseppe Zingone

Prefazione: Tutto è fluido nello scorrere del tempo ed anche i confini di Castellammare, per quanto già facilmente deducibili dalle connotazioni fisico-geografiche del suo territorio, nel tempo hanno subito notevoli cambiamenti.

Marina di Castellammare, Gaeta Enrico

Marina di Castellammare, Gaeta Enrico

Ritroviamo Castellammare alla fine del 1500 e agli inizi del 1600, (già feudo Farnese ed inoltre Terra Franca) essere il confine più a nord del Principato di Citra, di cui prossimamente forniremo un elenco di torri,1 molto interessante. Alla ricerca di approfondimenti mi ero imbattuto in un articolo del 24 Settembre 2015 che così recitava: Capri era un’isola salernitana ed ad esso diversi articoli a vario titolo collegati, come il distacco dal Principato di Citra di Agerola, con decreto numero 9989 di Ferdinando II del 1846, nella quale la (oggi) ridente cittadina del Generale Avjtabile viene aggregata alla Provincia di Napoli, per formare un proprio circondario facente parte del nostro Distretto, il Distretto di Castellammare del quale anche Capri faceva parte.2

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  1. Leggi: Castellammare nel Principato di Citra.
  2. Vedi anche: Francesco Alvino, La Penisola di Sorrento, Napoli 1842, pag. 17 e 18. A sua volta ripreso da: Gabriello De Santis, Dizionario Statistico de’ Paesi del Regno delle Due Sicilie, Napoli 1840.
Ettore Tito

Ettore Catello Tito

brevissima biografia a cura di Maurizio Cuomo

ETTORE CATELLO TITO, nacque a Castellammare il 15 dicembre 1859, dal capitano Ubaldo e Luigia Novella, ma lasciò presto la città per trasferirsi a Venezia, ove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Ispirato alla pittura del Tiepolo, ben presto raggiunse un’ottima fama, esponendo a Parigi, Berlino, Stoccolma. Ebbe il Gran Premio della Biennale di Venezia del 1897 e la Medaglia d’Oro all’esposizione Mondiale di Parigi del 1900.

Ettore Tito

Ettore Tito

L’affinità ideale che lo univa al Tiepolo fece si che fosse affidato a lui l’affresco della volta della chiesa degli Scalzi a Venezia che era stata distrutta nel 1915 da un aereo austriaco. Sue opere si trovano in tutti i musei italiani ed europei. Morì a Venezia nel 1941 all’età di 82 anni. Continua a leggere

Felukk utenfor Castellammare, 20-09-1820, 210 x 280 mm

Johan Christian Dahl e Castellammare

Johan Christian Dahl e Castellammare

di Giuseppe Zingone

J.C. Dahl di C.W Eckersberg, 1818

J.C. Dahl di C.W Eckersberg, 1818, Museo d’arte di Trondheim

Nei giorni passati, Gaetano Fontana, mi aveva inviato una immagine della Chiesa di Pozzano in un disegno acquerellato su carta, (così nella descrizione) datato 11 dicembre 1820, del pittore norvegese Johan Christian Clausen Dahl, le pagine a seguire, si sono subito rivelate tanto fruttuose che non ho esitato a chiedergli di poter scrivere un articolo per Liberoricercatore, nel contempo mi ha fatto presente che c’è anche un libro “Stabiana” che in modo più che esaustivo si  è interessato di Johan Dahl. Ma andiamo per ordine.

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