Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

il castello

Il Castello medievale

( su gentile concessione del dott. Tullio Pesola )

Egregio dott. Maurizio, qualche giorno fa, sfogliando un mio vecchio libro di liceo, mi è riapparso tra le mani uno scritto (tratto non ricordo da dove e di cui non conservavo più alcuna memoria) riportante delle modeste notizie storiche riguardanti il nostro Castello Angioino, vanto ed esaltazione della nostra città. Va da sé, ribadisco, che si tratta di ben poca cosa in rapporto a quanto illustri storiografi stabiesi e non hanno scritto sul nostro glorioso Maniero. Indipendentemente da ogni cosa sarebbe mio desiderio mettere a parte anche i lettori della sua nobile Rubrica di questo flash, che le invio in allegato.

Con stima. Dott. Tullio Pesola.

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per ulteriori approfondimenti si consiglia anche:

Il Castello

Luisella Viviani

Luisella Viviani

( breve biografia a cura di Enzo e Martina Cesarano )

Luisella Viviani

Luisella Viviani (Immagine tratta dal web)

Luisella Viviani nasce a Castellammare di Stabia, il 5 ottobre 1885, da Teresa Sansone, casalinga e Raffaele Viviano (il cognome per motivi artistici fu poi cambiato in “Viviani” dal fratello Raffaele) impresario teatrale presso “l’Arena Margherita” di Castellammare di Stabia.

Luisella Viviani - atto di nascita (archivio LiberoRicercatore.it)

Luisella Viviani – atto di nascita (archivio LiberoRicercatore.it)

La famiglia Viviano, in quel periodo non ebbe vita facile, infatti, pochi mesi dopo la nascita di Raffaele (tre anni più piccolo di Luisella), dovette fare i conti con una forte crisi economica. Questo episodio determinò la carriera artistica tanto di Luisella quanto del fratello: il padre decise di trasferirsi con tutta la famiglia a Napoli dove fondò il teatro “Masaniello”, celebre palcoscenico in cui debuttarono, nello stupore degli astanti, i due fratellini (Raffaele, aveva appena 4 anni).

Luisella, con quella sua aria zingaresca”, conquista, ben presto, l’attenzione e l’ammirazione degli intellettuali napoletani, come Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, i quali vedevano in lei l’interprete ideale delle canzoni popolari napoletane. Compiuti 16 anni entrò a far parte della compagnia di Salvatore De Muto, l’ultimo grande Pulcinella.
Fu così che Luisella si affermò, ottenendo un successo straordinario, cantando le canzoni composte dal giovane fratello Raffaele, come “Prezzetella”, “Bammenella ‘e copp”e quartiere” e “Fore ‘o vascio”, divenute famosissime grazie alle sue interpretazioni: “’E stroppole ‘e Luisella”. La collaborazione tra Raffaele e Luisella si interruppe, però, ben presto: la cantante, infatti, si ritirò dalle scene dopo il matrimonio con Arturo Vietri.
Vi ritornerà nel 1919, nella Compagnia del fratello, in qualità di prima donna, dove i grandi personaggi femminili, creati dal fratello, trovano in lei un’interprete impareggiabile, per la sua straordinaria forza espressiva e per la sua gestualità. Continua a leggere

Ritratto di Giacinto Gigante

Giacinto Gigante e Castellammare

Giacinto Gigante e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Ritratto di Giacinto Gigante

Ritratto di Giacinto Gigante

La presenza di Giacinto Gigante maestro della scuola di Posillipo[1. Nel 1820 un paesaggista olandese che aveva un proprio atelier a Napoli, Antonio Sminck van Pitloo, riesce ad affascinare e a riunire intorno alla propria bottega tanti giovani pittori e tra questi alcune famiglie di artisti napoletani come i Carelli, i Gigante, i Fergola, i Witting. Dopo Pitloo, le redini della scuola passeranno a Giacinto Gigante. Continua a leggere

Figura 1: Pianta della Contrada Largo Fontana Grande in Castellammare di Stabia, firmata dicembre 1891, Ing. Annibale Corradi, Archivio di Stato di Napoli

Una pianta inedita della Contrada di Fontana Grande del 1891

Una pianta inedita della Contrada di Fontana Grande del 1891

di Salvatore Gallo

Nel corso di ricerche condotte presso l’Archivio di Stato di Napoli intorno ad altri argomenti a me cari di prossima pubblicazione, rinvenivo una pianta inedita della contrada di Fontana Grande di Castellammare di Stabia risalente al 1891, che, sebbene di datazione relativamente recente, si segnala per la sua dovizia di particolari legata ad un rapporto di scala particolarmente favorevole di 1:250, che le consente d’abbracciare un’area che dalla fontana propriamente detta si spinge sino alla chiesa di Porto Salvo. La meticolosità del livello di dettaglio della pianta discende dalle finalità per cui essa venne redatta: fu infatti elaborata dall’ingegnere napoletano Annibale Corradi chiamato come consulente d’Ufficio presso la corte d’Appello di Napoli nell’ambito del procedimento civile intercorso tra il sig. Alessandro Cascone, proprietario dell’antico mulino insistente nell’area, e l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia. Fedele alla sua impostazione ingegneristica più che architettonica, la planimetria, che risulta eseguita ad inchiostro su carta telata, riporta con accuratezza non solo i perimetri dei fabbricati che sull’area si affacciavano ma anche l’articolato sistema di sottoservizi di natura idraulica corrente nel sottosuolo dell’area stessa, che formava evidentemente l’oggetto della perizia.

Figura 1: Pianta della Contrada Largo Fontana Grande in Castellammare di Stabia, firmata dicembre 1891, Ing. Annibale Corradi, Archivio di Stato di Napoli

Figura 1: Pianta della Contrada Largo Fontana Grande in Castellammare di Stabia, firmata dicembre 1891, Ing. Annibale Corradi, Archivio di Stato di Napoli

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Croce al Monte Pendolo

Monte Pendolo e le sue Croci

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Il Sovrintendete Michele Palumbo, nella sua antologia storica “Stabiae e Castellammare di Stabia”, edita nel 1972, in un suo articolo descrive in maniera encomiabile il monte Pendolo e le vicende inerenti alle sue due Croci, eccone i particolari:

Croce al Monte Pendolo

Croce al Monte Pendolo

Dalla catena dei Monti Lattari, al cui cui centro si erge il Faito con le sue cime del Canino e del Molare, si distacca, come sentinella avanzata a protezione della pianura stabiese, il monte Pendolo, alto 618 metri e ricco di lussureggiante vegetazione, con viti speciali che producono un vino poderoso. Superato il territorio del comune di Pimonte, che forse prese tal nome proprio per essere al piè del monte, e a cui oggi si accede comodamente a mezzo di strada asfaltata, comincia l’erta vera e propria, che va affrontata per vie mulattiere per giungere sulla spianata dove sorge la Croce. Continua a leggere