Sei mesi di carcere per una bacio?

Storia tragica di un fatto di cronaca stabiese accaduto nel 1910 e successivi risvolti

a cura del dott. Raffaele Scala

bacio, per aticolo Scala

Accadde a Castellammare di Stabia, cento e più anni fa, un piccolo fatto di cronaca, uno come tanti. Sarebbe passato inosservato se non fossi stato colpito da quel titolo di giornale: Sei mesi di carcere per un bacio! Che successe?

Tutto ebbe inizio per una scommessa tra amici, una di quelle sbruffonate che abbiamo conosciuto tutti noi. Alzi la mano chi non lo ha fatto! A me capitò di scommettere, in un giorno di pioggia, che avrei trovato rifugio sotto l’ombrello della prima ragazza che ci sarebbe passata davanti. Vinsi la scommessa, dicendo alla ragazza – accostandomi a lei – la verità, che era tutto una scommessa, pregandola di farmi vincere. Mi rispose con un sorriso accogliendomi sotto l’ombrello, mentre di schiena, sornione, facevo agli amici il segno della vittoria con le dita di una mano. Non chiedetemi cosa ci scommettemmo. Non me lo ricordo più. Un caffè, una pizza. Non so più. Il ricordo è troppo lontano nel tempo, si era nella prima metà degli anni Settanta.

Alfonso Imperatore scommise con gli amici che avrebbe baciato la prima ragazza che avrebbe incontrata per strada. E vinse la scommessa. Ma mal gliene colse, perché la ragazza, Assunta Parisi, il bacio non se lo tenne e denunciò l’audace giovane per quel bacio rubato. La querela portò il malcapitato studente, presumo ampiamente fuori corso, diritto in Tribunale, XIII Sezione, dove fu condannato a sei mesi per oltraggio al pudore, oltre ad una pena pecuniaria.(1)

Ma la storia è tutta qui, o si nasconde altro dietro questa apparente frivola cronaca, color rosa.

Alla breve cronaca del solerte corrispondente napoletano, replicò due giorni dopo, sullo stesso quotidiano, il suo omologo stabiese, direttamente da Castellammare di Stabia, il socialista Ignazio Esposito. Cosa ci racconta il nostro concittadino, militante della locale sezione del PSI già da diversi anni, almeno dal 1907? Lasciamolo parlare, o meglio, scrivere:

È necessario che io completi la notizia telefonatavi dal vostro solerte corrispondente napoletano e pubblicato sull’Avanti d’oggi col titolo: “Sei mesi di carcere per un bacio!”, poiché la giovane Assunta è di Castellammare, dove le fu dato dal bollente studente Imperati – e non Imperatore – il “bacio appassionato”. Quello che ha procurato all’anzidetto Imperati i sei mesi di reclusione non è stato il solo bacio ma anche la minaccia a mano armata contro il fratello della Parisi, che ebbe l’ingenuità di andare a chiedergli spiegazioni della sua audacia.Come si vede, quindi, oltre l’oltraggio… al pudore vi è qualcosa di più grave, ciò che qui fa generalmente ritenere giustissima la condanna inflitta all’Imperati.(2)

La cronaca finisce qui. Ma noi, curiosi come siamo sempre stati e sempre saremo, non potevamo non chiederci chi era questo poco simpatico balordo? Per avere maggiori notizie sul fatto bisognerebbe probabilmente andare all’Archivio di Stato di Napoli, dove esiste il Fondo Tribunale Penale di Napoli, ma i cui faldoni non sono tutti consultabili, perché il deposito dove sono stati trasportati decenni or sono sembra sia inaccessibile per vari problemi. Magari un giorno ci proveremo, a meno che non voglia anticiparmi qualche baldo giovane voglioso di sapere e di approfondire questa storia, solo in apparenza innocua, come abbiamo ben potuto leggere. E se qualche volenteroso lo farà noi gli saremo eternamente grati.

Intanto qualche domanda ce la siamo posta. Altrettanto, probabilmente, voi lettori, vi siete fatti la stessa domanda: chi era costui? Noi qualche curiosità ve la possiamo togliere da subito, dopo una breve e fortunosa indagine, da buoni apprendisti investigatori privati.

La storia ci ha tramandato di un Alfonso Imperati, nato a Napoli, la cui famiglia era originaria di Agerola, studente di giurisprudenza, poi avvocato, ma abitualmente residente a Castellammare di Stabia. La sua data di nascita collima perfettamente, risultando nato nel 1882, quindi 28enne all’epoca del bacio rubato. Non solo, corrisponde anche il carattere, guascone, ambizioso, violento e prevaricatore negli atteggiamenti. Si, parliamo di quello che fondò il Fascio di combattimento sul finire del 1920, che organizzò la famigerata manifestazione contro l’amministrazione comunale retta dal socialista Pietro Carrese e che precipitò nel massacro passato alla storia come la strage di Piazza Spartaco del 20 gennaio 1921, provocando sei morti, compresa quella del maresciallo dei carabinieri Clemente Carlino. L’Imperati, eletto fortunosamente deputato nel 1921, fu tra i promotori della marcia su Roma, prima di essere cacciato dal partito fascista per indegnità politica. Alcuni anni dopo, nella tarda serata del 12 novembre 1924, al Corso Vittorio Emanuele, trascinato dal suo carattere istintivo, irruente e violento uccise con due colpi di rivoltella, a seguito di una accesa discussione, un suo camerata, l’assessore e imprenditore edile, Andrea Cosenza. Ricercato dalla polizia, fuggì in Francia e successivamente negli Stati Uniti, dove poi si persero le sue tracce.(3) Intanto, durante la latitanza, era stato condannato a 21 anni di carcere per omicidio volontario dalla Corte d’Assisi.

A certificare che non ci siamo sbagliati abbiamo ritrovato una informativa dell’Alto Commissariato per la provincia di Napoli, inviata al Ministero dell’Interno, dove testualmente leggiamo, di che pasta era fatto quello che pensavamo fosse soltanto un mascalzone ed invece si rivelava essere un vero e proprio criminale:

Egli in precedenza all’ultima condanna riportata ( i 21 anni per omicidio), risulta condannato nel 1910 a mesi sei di reclusione dalla Corte di Appello di Napoli per offesa al buon costume, minaccia con arma e porto abusivo di rivoltella. Assolto, per non provata reità nel 1913 dal tribunale di Salerno per oltraggio al pudore e non luogo a procedere per adulterio e nel 1922 assolto dalla imputazione di correità in truffa per insufficienza di prove. Venne inoltre accusato di maltrattamenti continuati in danno della moglie, della quale aveva sperperato il matrimonio, per velleità politiche. Le indagini mantenute in linea del tutto riservate non raggiunsero elementi concreti. Tuttavia una denunzia circostanziata presentata dalla moglie fu rimessa alla locale Procura Regia, per il corso giustizia, in data 11 giugno 1924, ma ignorasi l’esito del relativo procedimento.(4)

Abbiamo quindi scoperto, senza alcun ombra di dubbio, il colpevole di quella lontana marachella. Solo successivamente ci siamo resi conto di trovarci davanti uno spregevole individuo dal curriculum vitae tipico di un delinquente incallito.

Ma prima di chiudere, almeno per il momento questa storia, mi tocca di narrare cosa accadde della nostra protagonista. Almeno questa curiosità me la sono voluta togliere. E purtroppo devo scrivere che la sua vicenda umana non finì bene.

Assunta Parisi, era figlia di Emilio, un impiegato e della casalinga Filomena Esposito. Scompare, ancora nubile, nella sua casa di via Regina Margherita, 113, il 3 settembre 1912. Aveva soltanto 24 anni. Era nata il 2 maggio 1888.

Avete ancora delle curiosità inappagate? Certo alcune domande sono rimaste senza risposta. Risposte che potremo avere soltanto consultando gli archivi di Napoli e di Salerno e forse chissà anche spulciando nell’Archivio Storico Comunale di Castellammare di Stabia, se e quando i nostri ciechi amministratori si decideranno a riaprirlo, dandogli una adeguata sede. E allora forza gioventù stabiese, studenti, studiosi, amanti delle curiosità, datevi da fare che noi abbiamo i capelli grigi, quasi bianchi ormai.


Note:

(1) Avanti, 9 febbraio 1910: Sei mesi di carcere per un bacio.

(2) Avanti, 11 febbraio 1910: A proposito della condanna per un bacio. La condanna fu anche per minacce, articolo di Ignazio Esposito.

(3) Per maggiori particolari sulla tragica vicenda di Piazza Spartaco, cfr. su Libero Ricercatore, l’ampia ricostruzione di Raffaele Scala: L’altra faccia di Piazza Spartaco. La strage impunita, pubblicata il 20 gennaio 1921. Per maggiori particolari sulla vita di Alfonso Imperati e sul fascismo stabiese confrontare sullo stesso sito web: 28 ottobre 1928. La marcia su Roma da Castellammare di Stabia, pubblicata il 28 ottobre 1922. Un ampia sintesi della ricerca relativa alla marcia su Roma è stata pubblicata sulla rivista bimestrale, Infiniti Mondi, Anno 7, n. 27, gennaio febbraio 2023.

(4) ACS, CPC: Alfonso Imperati, b. 2630, Alto Commissariato per la Provincia di Napoli a Ministero dell’Interno, 26 febbraio 1929

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *