Autore dell'articolo Massimiliano Greco

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Informazioni su Massimiliano Greco

Appassionato di tradizioni e cultura stabiana, nonché profondo conoscitore di arte presepiale, è fondatore e presidente dell'A.S.A.P. (Associazione Stabiese dell'Arte e del Presepe).

La visita di un amico

nei ricordi di Massimiliano Greco

A destra il Presidente Francesco Paolo Bonifacio (foto archivio fam. Greco)

A destra il Presidente Francesco Paolo Bonifacio (foto archivio fam. Greco)

Nel corso di una delle mostre natalizie, venne a farci visita l’allora presidente della Corte Costituzionale Francesco Paolo Bonifacio, Stabiese DOC e politico di alta levatura morale.
Siamo nella seconda metà degli anni ’70, i cosiddetti anni di piombo.
Il rione Spiaggia dove abitavamo era tutto sommato tranquillo; nulla di eclatante a parte qualche litigio dovuto a qualche “capa scarfata” e le scorribande di una “chiorma ‘e fetienti” quali eravamo. Qualche personaggio un po’ naïf e tanta brava gente. Continua a leggere

Le corone della statua della Madonna del Carmine

( a cura di Massimiliano Greco ) 

La Madonna del Carmine portata a spalla

La Madonna del Carmine portata a spalla

Sul culto della Madonna del Carmine e sulla statua custodita nella chiesa del Gesù, hanno già scritto importanti studiosi. Nell’ottantesimo anniversario dell’incoronazione, vorrei condividere con gli amici di liberoricercatore.it i ricordi di mia madre relativi alla realizzazione delle corone, cesellate da suo padre Michele Filosa, orafo nonché tecnico di precisione del Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia. Mio nonno che all’epoca abitava in via Nuova, ricevette l’incarico da Mons. Pandolfi e fu preferito a diversi orafi napoletani e milanesi, probabilmente anche per una questione di natura economica.

Statua della Madonna del Carmine

La raccolta e la fusione dell’oro fu fatta lungo la calata via Gesù dove, con un furgoncino, fu trasportata l’attrezzatura necessaria. Era il 24 maggio del 1933. L’oro fu raccolto grazie alla generosità della popolazione: chi donava un anello, chi un paio di orecchini, chi altri oggetti preziosi.
Mio nonno, aiutato dal figlio Mario che anni dopo ebbe il laboratorio in piazzetta Quartuccio, asportava le pietre e metteva il metallo prezioso nel crogiolo per ricavare i lingotti che in seguito sarebbero serviti per realizzare le corone, su disegno dell’architetto Giuseppe Pandolfi, fratello del prelato. Questi, pur abitando di fronte all’abitazione di mio nonno e nonostante gli facesse visita spesso e volentieri per verificare lo stato dei lavori, amava ammirare le fasi della lavorazione per mezzo di un cannocchiale per cui mio nonno, a richiesta, doveva posizionare i manufatti in modo tale che questi potesse guardarli da casa sua.
Mia madre, unica ancora in vita della numerosa famiglia, ricorda che fu un lavoro massacrante visti i tempi richiesti per la consegna. Il fratello, che all’epoca aveva poco più di vent’anni, per alleviare il dolore alla schiena dovuto alle ore passate curvo sul banco a lavorare di traforo, era costretto a dormire sul pavimento. A lavoro ultimato, ricevettero la visita di tutti i sacerdoti di Castellammare, una vera e propria processione. Continua a leggere

La Natività in carrozzella

a cura di Massimiliano Greco

Dalla fantasia del maestro Luigi De Martino, la natività in carrozzella. Il titolo dell’opera, dato dall’acquirente, è fuga a Napoli, ma a mio personale avviso sarebbe stato più giusto fuga a Castellammare, verso l’aria salubre di Quisisana, o al massimo ritorno a Napoli.

La Natività in carrozzella

La Natività in carrozzella (opera di Luigi De Martino)

La carrozza1 è una libera elaborazione della carrozzella della ditta Scala ed è stata realizzata dal maestro Pietro Giordano. Sullo sfondo il lato bello del Vesuvio. L’opera è attualmente in mostra alla Creattiva di Bergamo.

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  1. carrozza in legno di Pietro Giordano, che riproduce in scala la carrozza reale che usavano i Borbone quando arrivavano a Castellammare di Stabia.

Presepi da Guinness – L’opera di don Antonio Esposito

articolo di Massimiliano Greco

Castellammare di Stabia vanta un’antica e radicata tradizione del presepe napoletano, per la collezione di pastori del ‘700 conservati nel Duomo, per la presenza di famiglie che hanno o hanno posseduto collezioni di pastori napoletani di grande pregio e per una folta schiera di artisti ed artigiani, alcuni di grande fama, che si sono dedicati e si dedicano tuttora  all’arte del presepe.

Presepe in Guscio d’uovo

Presepe in Guscio d’uovo

Tra i presepisti Stabiesi, un ruolo di spicco occupa di diritto don Antonio Esposito, un sacerdote schivo e riservato, il mago della micro miniatura, come lo ha definito il Prof. Angelo Stefanucci, presidente dell’Associazione Italiana Amici del Presepio.

Nato nel 1917, attratto dalla vocazione religiosa entra nell’ordine dei Barnabiti per poi passare al clero diocesano. Si cimenta nella realizzazione dei presepi per puro caso; è il Natale del 1941 e per sfogare in qualche modo il dolore per la perdita della mamma, decide di realizzare un presepe in una piccola scatola. Continua a leggere

La storia di ASAP alias Stabiese

Caro Maurizio, è ufficiale, cappella Sant’Anna è chiusa per inagibilità. Ciò che mi, ci stranisce e non poco, è la tempestività con la quale ci è stata inviata la comunicazione, considerando che fino a febbraio, forse inizio marzo scorso, non era stato rilevato alcun problema.
Del resto, se non ci fosse stata la chiusura di vico Sant’Anna per lavori di ristrutturazione del palazzo del comune, avremmo avuto il possesso della cappella fino a gennaio 2016.
Ufficiosamente il problema è legato all’impianto elettrico fatiscente, cosa rilevata da noi già nel 2010 e pertanto mai utilizzato, per cui mi chiedo se sono stati superficiali in passato accordandoci il comodato d’uso o sono troppo fiscali oggi. A pensar male si fa peccato ma a volte si indovina. E’ un film già visto, è il ripetersi dei problemi avuti da mio padre negli anni ’60, a comprova che nel paese dell’incontrario, a differenza delle altre città della fascia costiera, l’arte presepiale ha poco appeal. E così la cultura. Speravamo di essere convocati in comune per vedere se era possibile trovare un’altra sede, che pretese le nostre, ma siamo stati liquidati con 4 righe 4. Siamo delusi, ma non molliamo.

Ti abbraccio, Massimiliano.


La storia di ASAP alias Stabiese
(come tentare di distruggere un’iniziativa bella, pulita e soprattutto a costo zero)

ASAP in mostra

ASAP in mostra a Cappella Sant’Anna

Stabiese era una piccola bambina,
che ogni anno, dopo il ferragosto,
viveva in una chiesa piccolina,
che le affidava (dal 2010) l’autorità del posto.

La chiesa, abbandonata e fatiscente,
umida perché chiusa tutto l’anno,
da dicembre ospitava tanta gente,
fino a poco dopo capodanno.

Con l’aiuto dei suoi amici,
tutti volenterosi ed altruisti,
lavorava con enormi sacrifici,
per la gioia dei cittadini e dei turisti. Continua a leggere