Archivi tag: Vascello Monarca

Accadde Oggi (14 agosto)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 14 agosto

Attacco al Monarca

Attacco al Monarca

Nel 1860 il vascello ‘Monarca’, viene attaccato dai garibaldini

Il 14 agosto 1860 il vascello Monarca, ancorato in rada nelle acque di Castellammare, subì l’attacco dei garibaldini.

Poche ore prima, intorno alla mezzanotte del 13 agosto, in una notte scura e senza luna piena (la luna era in fase calante), il Tuckery era entrato silenziosamente nel porto stabiese.

Nella rada, oltre al Monarca, si trovavano il vascello francese Algesiras da 100 cannoni, con le insegne del contrammiraglio Paris, e l’inglese Renown da 91 cannoni.

Sull’episodio esistono più racconti: i cronisti “garibaldini” e quelli “borbonici” ne narrano dettagli diversi. Tuttavia, le due versioni concordano nei passaggi essenziali.

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Il naviglio borbonico varato a Castellammare

Storia e Ricerche

Il naviglio borbonico varato a Castellammare

Le principali navi da guerra costruite nel Regio Cantiere di Castellammare fino al 1861

a cura di Antonio Cimmino

Il naviglio borbonico varato a Castellammare

Il naviglio borbonico varato a Castellammare: l’Armata di Mare

Tra le acque del Golfo di Napoli, Castellammare di Stabia si affermò, fin dal XVIII secolo, come un fulcro nevralgico della cantieristica navale. Qui, sotto il vessillo del Regno delle Due Sicilie, nacquero le più imponenti navi da guerra dell’Armata di Mare. Grazie alla perizia dei maestri d’ascia stabiesi e alla lungimiranza della monarchia borbonica, il Regio Cantiere navale divenne una vera e propria fucina di potenza e prestigio.

Antonio Cimmino, storico appassionato e profondo conoscitore della tradizione marinara stabiese, accompagna il lettore in un viaggio tra vele, cannoni e scafi possenti. Attraverso una serie di agili schede, egli ricostruisce la genesi delle principali unità navali costruite a Castellammare fino al 1861, anno che segnò la fine dell’indipendenza borbonica e l’inizio di una nuova epoca.

Cimmino non si limita a elencare dati tecnici; al contrario, restituisce voce e dignità a ogni bastimento varato. Così, nave dopo nave, emerge il profilo di una flotta che fu non solo strumento bellico, ma anche simbolo di una nazione orgogliosa del proprio mare.

In conclusione, la rubrica curata da Antonio Cimmino non solo documenta, ma illumina una pagina fondamentale della storia navale italiana. Le navi costruite a Castellammare non furono semplici imbarcazioni: esse solcarono i mari come testimoni di un’epoca, forgiate con sudore e maestria in una città che ha sempre guardato all’orizzonte.


Schede disponibili:

Vascello Partenope (1786)

Vascello Archimede (1795)

Vascello Capri (1810)

Vascello Vesuvio (1824)

Brigantino Valoroso (1837)

Vascello Monarca (1850)

Avviso a ruote Sirena (1859)

Pirofregata Borbona (1860)


Per approfondimenti scrivere a: cimanto57@libero.it

Attacco al Monarca

Storia e Ricerche

Attacco al Monarca

a cura di Gaetano Fontana

Attacco al Monarca (coll. G. Fontana)

Il Veloce ed il Monarca (coll. G. Fontana)

Sono passati circa 150 anni da quando il porto di Castellammare la notte tra il 13 ed il 14 agosto 1860 è stato teatro dell’unica battaglia navale tenuta dai garibaldini durante la Spedizione dei Mille.
Vi chiederete perché fu “l’unica”. La risposta è molto semplice: le navi a disposizione di Garibaldi erano poche. Il “Piemonte”, ormai vuoto, fu devastato dai colpi di cannone ed andò in secca. Il giorno 12 maggio 1860, lo “Stromboli” lo prese a rimorchio e lo portò prima a Palermo e poi a Napoli ove, restò inutilizzato nella darsena militare. Successivamente passò alla Marina Sarda.

Il “Lombardo” ebbe una differente storia. Restò in secca, semi affondato, a Marsala fino all’11 luglio 1860 finché, un certo Napoleone Santocanale, provvide al recupero utilizzando duecento operai e ben trenta pompe. Rimorchiato a Palermo fu iscritto nella Marina da Guerra Sarda.
Da qui l’esigenza di Garibaldi di riorganizzare la sua flotta seguendo il consiglio di Carlo Pellion Conte di Persano che diceva: “le navi Borboniche conviene pigliarsele e non distruggerle”.

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Il Monarca alla Reggia di Caserta

Il giorno 26 maggio 2017, alle ore 10.00, presso la sala “Romanelli” del complesso Vanvitelliano di Caserta, si è tenuta la conferenza “Monarca Project, il fascino della scoperta“.

Antonio Cimmino

Antonio Cimmino

Il progetto, promosso dall’Ammiraglio Pio Forlani, dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I.) di Castellammare di Stabia e dall’Istituto Nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento

in collaborazione con:

la Reggia di Caserta,
la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia,
il Comune di Castellammare di Stabia,
il Comune di Piano di Sorrento,
l’Azienda Cura soggiorno e Turismo di Castellammare
e
il portale web liberoricercatore.it di Castellammare di Stabia,

ha inteso richiamare l’attenzione su un evento di grande rilievo della storia delle Real Marina borbonica: il varo del vascello Monarca costruito nella nostra Castellammare.


A seguire rimettiamo in calce alcune foto postate da Antonio Cimmino, socio del gruppo A.N.M.I. di Castellammare di Stabia, esperto navale, cultore di storia della Marina, nonché collaboratore di redazione di liberoricercatore.it.

Prodotti enogastronomici offerti da "Casa del Pane Maresca"

Prodotti enogastronomici stabiesi offerti da “Casa del Pane Maresca”

150° dell’Unità d’Italia… …e della Marina italiana

150° dell’Unità d’Italia… …e della Marina italiana

a cura di Antonio Cimmino

150 anni Unità d'Italia

In questi giorni, lo stabiese Antonio Cimmino, profondo conoscitore delle vicende storiche della Marina Militare italiana e nostro caro amico, ha voluto condividere con noi un prezioso contributo in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Con grande passione e generosità, Cimmino ci ha deliziato con l’invio di numerose cartoline storiche, che raffigurano alcune delle imbarcazioni costruite e varate nei celebri Cantieri Navali di Castellammare di Stabia. Queste immagini non sono solo testimonianze iconografiche, ma veri e propri frammenti di memoria collettiva, che ci riportano indietro nel tempo e ci permettono di riscoprire l’importanza del nostro patrimonio navale. Continua a leggere