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paesaggio villa san marco

Cenni Storici

Castellammare di Stabia: cenni storici

( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
paesaggio villa san marco

paesaggio villa san marco

Di antichissima origine (sannitica, etrusca,greca, romana) Castellammare è oggi una città moderna e attiva. Grazie al mite clima, alla riparata posizione del porto e, innanzitutto, all’abbondanza e alla qualità delle sue acque sorgive, fu sempre intensamente abitata e frequentata da patrizi e potenti, che vi costruirono residenze fastose.

Stabiae fu conquistata da Roma nel 340 a.C. Il poeta latino Silio Italico ricorda la partecipazione di giovani stabiesi alla II guerra punica su una nave della flotta di Marcello. Distrutta da Lucio Cornelio Silla nell’89 a.C., alla fine della guerra sociale,

Stabiae risorse non più come città fortificata, racchiusa e difesa da mura, ma in un aggregato di ville. Nel 62 d.C. fu devastata dal terremoto; poi, nel 79 d.C. si ebbe la seconda distruzione ad opera del Vesuvio. Continua a leggere

Giacinto Gigante, Il mercato a Castellammare

Da Largo Mercato a Piazza Cristoforo Colombo

articolo* del prof. Giuseppe D’Angelo

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante - XIX sec.)

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante – XIX sec.)

Già Largo Mercato fu intitolata Piazza del Popolo con Delibera di Consiglio del 9 dicembre 1869, ma questa Delibera non ebbe applicazione. Successivamente con Delibera di Consiglio del 10 dicembre 1925 fu intitolata a Cristoforo Colombo, ma non fu approvata dalla Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna della Campania. Il 29 marzo 1932, con Delibera Podestarile, fu reintitolata a Cristoforo Colombo, ma non fu approvata dal Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop). Pertanto la piazza dovrebbe ancora chiamarsi Piazza del Mercato in ricordo dell’antico mercato che vi si svolgeva. Piazza tra via G. Bonito, Calata Mercato e strada Dogana Regia. Continua a leggere

Regolamento di Polizia Urbana

a cura di Maurizio Cuomo

Carissimi vi siete mai chiesti come si viveva nella nostra Castellammare, più di cento anni fa? Ebbene, spesso sentiamo dire: “Stevemo meglio, quanno stevemo peggio!“, ma è davvero così? Ecco che viene in nostro aiuto un brevissimo scritto, estratto da “Le Fonti bibliografiche per la Storia di Castellammare di Stabia” di Angelo Acampora e del compianto prof. Giuseppe D’Angelo, alla cui pagina 253, riporta in brevissima sintesi esplicativa ciò che era contemplato nel “Regolamento di Polizia Urbana della Città di Castellammare di Stabia“, un disciplinare di ben 52 pagine risalente al 1887.

Il regolamento, deliberato dal Consiglio Comunale nella seduta del 20 gennaio 1885 e approvato dalla deputazione Provinciale il 28 luglio 1887, fu omologato dal Ministero dell’Interno il 23 agosto 1887. Si componeva di 115 articoli.

Tra gli altri spiccano i seguenti articoli:

Art. 7 – Divieto di occupazione di suolo pubblico per vendita di generi alimentari;

Art. 17 – “Le case di nuova costruzione dovranno avere porte dei magazzini che spieghino nell’interno”;

Art. 20 – “E’ vietato di deporre sulla pubblica via animali morti come cani, gatti e ecc.”;

Art. 28 – “Nei luoghi abitati o frequentati è vietato di orinare fuori dei pubblici orinatoi, e di evacuare il ventre fuori delle pubbliche latrine.”;

Art. 69 – “I bagnanti, ove giunge la vista del pubblico o dei vicini, debbono sempre essere coperti con sottocalzoni, e le bagnanti con adatto costume.”; Continua a leggere

I Sindaci di Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

La pagina vuole essere un tributo ai Sindaci di Castellammare, che si sono adoperati e distinti
per aver reso bella e funzionale la “Città delle Acque” dandole notorietà e prestigio.

I Sindaci di Castellammare (dal dopoguerra ad oggi)

I Sindaci di Castellammare (dal dopoguerra ad oggi)

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Via Nuova

Via Nuova
testo del prof. Giuseppe D’Angelo, tratto da:
“Le Strade di Castellammare: i luoghi, i personaggi, le storie”
Via Nuova, riflessi antichi

Via Nuova, riflessi antichi (foto Giuseppe Zingone)

Via Nuova il cui toponimo fu acquisito per “voce pubblica”, è delimitata da un lato dalla strada del Gesù e nel lato opposto dal Largo Marchese de Turris.

Noi sappiamo che l’attuale via Nuova, fino a più di un secolo fa, era un rivo scoperto, il rivo di San Pietro, le cui acque provenienti da Privati, attraversata la piazza della caperrina, ove c’era un ponte (il ponte della caperrina)1 e proseguendo per l’attuale strada nuova, strada del Gesù, allora campo di mola, ed al di sotto del Collegio dei Gesuiti, sfociava a mare. Continua a leggere

  1. ASC, fondo museo, serie d’Ayello, vol. IX, foll. 53 et v., 2a numerazione. L’atto citato, datato 29 ottobre 1616, riguarda le spese sostenute dalla città per “…refar il muro del ponte dela Caperrina quale minacciava de cascarse il ponte de detta Caperrina…”. Negli anni 1844-46, coperto il rivo della caperrina, fu creata l’attuale via Nuova. ASC, Busta 64, inc. 1, doc. 4 e Busta 84, inc. 8.