Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante - XIX sec.)

Da Largo Mercato a Piazza Cristoforo Colombo

articolo* del prof. Giuseppe D’Angelo

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante - XIX sec.)

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante – XIX sec.)

Già Largo Mercato fu intitolata Piazza del Popolo con Delibera di Consiglio del 9 dicembre 1869, ma questa Delibera non ebbe applicazione. Successivamente con Delibera di Consiglio del 10 dicembre 1925 fu intitolata a Cristoforo Colombo, ma non fu approvata dalla Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna della Campania. Il 29 marzo 1932, con Delibera Podestarile, fu reintitolata a Cristoforo Colombo, ma non fu approvata dal Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop). Pertanto la piazza dovrebbe ancora chiamarsi Piazza del Mercato in ricordo dell’antico mercato che vi si svolgeva. Piazza tra via G. Bonito, Calata Mercato e strada Dogana Regia.

Pacichelli, Castellammare 1701, collezione Gaetano Fontana

Pacichelli, Castellammare 1701, collezione Gaetano Fontana

Poco note, sono le vicende legate a questo luogo. Nel sec. XVI il luogo aveva il nome di marina grande, così afferma una Delibera comunale del 20 maggio 1519, ed ivi esisteva anche una delle porte della città. Difatti la nota tavola del Pacichelli, incisa nel 1703 e raffigurante la città a tal epoca, la indica come porta della marina grande. Dopo la sua demolizione, insieme con tutta la muraglia difensiva, si apriva al pubblico uno spiazzo molto ampio e prospiciente il mare, a ridosso del porto, punto naturale di riferimento per chi avesse voluto esporre in vendita la propria mercanzia.La zona, in tal modo, ben presto divenne un discreto centro commerciale, per cui il toponimo da marina grande si trasformò in quello di Piazza del Mercato.

Francesco Filosa - L'antica Piazza Mercato

Francesco Filosa – L’antica Piazza Mercato

Intanto si manifestava l’esigenza da parte dei cittadini della zona di avere un orologio luminoso che potesse essere visto da lontano dai pescatori e dalle navi alla fonda, non essendo a tal epoca diffuso, come oggi, l’uso personale dell’orologio. Il Consiglio Comunale nella seduta dell’ 11 marzo 1869. approvò all’unanimità il progetto dell’architetto Giuseppe Vanacore per la torre dell’orologio la cui costruzione fu collaudata e consegnata al Comune il 17 novembre 1871. Non mancava che l’orologio e le due campane per suoneria. Difatti nel mese di maggio 1872 fu messo in opera il macchinario e l’orologio, commissionato alla ditta Augusto Barnard di Napoli; vi furono aggiunte le campane e l’attacco del gas per l’illuminazione notturna ed il sistema iniziò a funzionare. E così fino al 1962 quando, con Delibera del 20 marzo, V orologio fu sostituito con uno nuovo. Nel frattempo, il 10 dicembre 1925 e, successivamente il 29 marzo 1932 il nome della piazza era stato mutato in quello di Cristoforo Colombo, anche se gli stabiesi preferiscono ancora quello di Piazza Orologio. Sulla banchina prospiciente la piazza, alla fine dell’ 800 fu costruita la Capitaneria di Porto, già allocata in un antico immobile, poi demolito nel 1905, nei pressi della Fontana Grande.


Note: *articolo tratto da: “Le strade di Castellammare di Stabia, i luoghi i personaggi, le storie”, di Giuseppe D’Angelo. Nicola Longobardi Editore, anno 2000 – pagg. 35 e 36.

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Autore
Nato a Castellammare il 21 gennaio 1943, ha avuto Il grande merito di aver avviato il riordino dell’Archivio Storico del Comune di Castellammare di Stabia di cui è stato Soprintendente Archivistico Onorario fino dal 1979. Caporedattore della rivista Cultura & Società nonché autore di numerosi ed apprezzati saggi storici. E’ morto nella sua Castellammare, il 22 febbraio 2017.

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