Archivi tag: Giuseppe Zingone

Stendardo Ricreatorio San Gerardo, Parrocchia Santa Maria della Pace

Santa Maria della Pace

Santa Maria della Pace
di Giuseppe Zingone

Introduzione dell’autore:
Ieri sera mi è capitato di scorgere nel cielo una stella cadente, allora ho detto a me stesso perché non esprimere un desiderio? Ed io semplicemente ho pensato, a quell’angolo di cielo di Castellammare dove sono cresciuto, dove si faceva fatica anche a vedere le stelle.

Per delimitare fisicamente questo spazio dove le strade sono come percorsi fluviali tra gli edifici, dirò che è il territorio della Parrocchia di Santa Maria della Pace il quale va da Via Nuova lato destro a salire, sino al Vico Cognulo lato sinistro sempre a salire, ma in generale tutto il centro antico mi appartiene poiché lì sono i ciottoli ed i “vasoli” con cui spesso mi cimentavo, lì è la gente la cui sorte mi sta a cuore, lì sono i miei genitori ed il mio passato.

Parrocchia Santa Maria della Pace

Parrocchia Santa Maria della Pace

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Anthonis van Dyck, Ritratto di Enrico di Guisa

La venuta del Duca di Guisa a Castellammare

La venuta del Duca di Guisa a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Anthonis van Dyck - Portrait of Henri II de Lorraine

Ritrattto di Enrico II di Lorenia, Antonio van Dyck

Anche il Guisa, (Enrico II) provò, a riconquistare la terra dei suoi avi, quel Regno di Napoli oramai spagnolo. Tentò l’impresa con i suoi, la prima volta cercando l’appoggio di coloro che non avevano dimenticato gli angioini e sfruttando il malcontento popolare, a sua volta sfociato nella rivolta con a capo Masaniello, il tutto durò solo sei mesi, era l’anno 1647.1

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  1. Le memorie del Duca Di Guisa sono state raccolte da Philippe Goibaud Dubois, (tradotte in italiano da Pietro della Piazza) e stampate a Colonia nel 1675. Il libro diviso in parte prima e seconda si concentra sulle gesta del Guisa a Napoli durante la rivolta di Masaniello. ne emerge un personaggio fortemente motivato nella sua impresa, ma feroce e spietato, crudele, pronto talvolta anche a gesti caritatevoli. In questi due volumi purtroppo non si fa alcun cenno della sua seconda venuta nel regno di Napoli, forse per la magra figura che emerge dal racconto del Parrino. Castellammare è citata solo una volta siamo alla pagina 467-468 libro terzo, volume Primo: “Doppo la presa dell’Anunciata, feci rivenire le truppe, che l’avevano assediata, per farle partire il giorno seguente e tentare di pigliare Castellamaro luogo, donde gli nemici trahevano gli loro viveri”.
Ricreatorio San Gerardo 1903

San Gerardo, 16 Ottobre

San Gerardo, 16 Ottobre
di Zingone Giuseppe

Ricreatorio San Gerardo 1903

Ricreatorio San Gerardo 1903

In giorni come questi dove a volte fa caldo e a volte freddo in largo Pace, nella Parrocchia, si aprivano i festeggiamenti per il santo patrono, San Gerardo Maiella, la cui devozione ultracentenaria  portava in chiesa numerosi fedeli, da tutta la città ed anche dal circondario. Già nel lontano 1903 l’allora diacono e poi parroco don Luigi Castellano, fondò il Ricreatorio San Gerardo, lo scopo era accogliere ed educare i giovani troppo spesso abbandonati delle strade del centro antico. Fino agli anni novanta del secolo scorso l’oratorio con la presenza dei giovani gerardini continuava ad essere segno, e baluardo della Parrocchia di Santa Maria della Pace, nella processione del Santo Patrono di Castellammare.

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Ritratto di Giacinto Gigante

Giacinto Gigante e Castellammare

Giacinto Gigante e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Ritratto di Giacinto Gigante

Ritratto di Giacinto Gigante

La presenza di Giacinto Gigante maestro della scuola di Posillipo[1. Nel 1820 un paesaggista olandese che aveva un proprio atelier a Napoli, Antonio Sminck van Pitloo, riesce ad affascinare e a riunire intorno alla propria bottega tanti giovani pittori e tra questi alcune famiglie di artisti napoletani come i Carelli, i Gigante, i Fergola, i Witting. Dopo Pitloo, le redini della scuola passeranno a Giacinto Gigante. Continua a leggere

Riggiola 49, ritrovata dal naturalista Ferdinando Fontanella a Pozzano

L’arte calpestata, le riggiole a Castellammare

L’arte Calpestata, le riggiole a Castellammare
di Giuseppe Zingone

Aggiornato con una nuova riggiola il 06 Settembre 2019

Riggiola 49, ritrovata dal naturalista Ferdinando Fontanella a Pozzano

Riggiola 49, ritrovata dal naturalista Ferdinando Fontanella a Pozzano

Il titolo di questo nuovo spazio “L’arte calpestata“, che spero si possa arricchire del contributo di quanti vorranno a modo loro implementare questo lavoro con proprie immagini, può trarre in inganno e sembrare volutamente polemico. Dunque per fugare il campo da ogni possibile errata e inutile interpretazione, diremo immediatamente che l’argomento trattato concerne pavimenti o pavimentazioni, dai più semplici a quelli monumentali.

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