
Castellammare impressioni vecchie nuove (continuazione e fine)
di Giuseppe Zingone
Se la prima parte del nostro viaggio ci ha cullati tra le bellezze aristocratiche e i vicoli veraci di Castellammare, questa seconda e ultima parte, che conclude il bel reportage ottocentesco di Raffaello Martire,1 ci porta laddove la terra stabiese si fa anima, teatro e, infine, miracolo operoso.
C’è un momento preciso, in queste pagine ingiallite di Natura ed Arte, in cui la scrittura smette di essere semplice descrizione e si trasforma in una commedia di Eduardo o in un quadro di Viviani. Accade a Pozzano, nell’antico cenobio dei Paolotti, davanti alla figura monumentale e comicissima di Padre Gesualdo Lumia. Con la sua presa di tabacco, il suo irresistibile intercalare napoletano e quella fiera e paziente capacità di adattamento agli acciacchi degli anni, questo frate d’altri tempi ci regala una lezione di filosofia popolarissima, capace di far convivere la santità con una sonata profana alla spinetta e una dentiera ribelle.
Ma il viaggio non si ferma al sorriso. Lo sguardo di Martire si allunga oltre, verso la valle pompeiana, dove l’avvocato Bartolo Longo2 stava strappando al fango e all’abbandono centinaia di piccoli derelitti. Ed è qui che la storia ci regala una coincidenza che fa tremare i polsi: l’otto maggio del 1876, mentre nel cantiere di Castellammare la folla applaudiva il varo del colosso di ferro Duilio, a pochi chilometri di distanza si posava la prima pietra di un tempio di pace. Due colossi nati nello stesso giorno: uno per la guerra, uno per l’amore e il riscatto degli ultimi.3
Nel rileggere queste impressioni, spero che possiate ritrovare, come è accaduto a me, l’eco di una Napoli che sa ridere dei propri affanni ma non dimentica mai la pietà. Una melodia antica che, dalle colonne del Santuario fino al mare di Castellammare, continua a raccontarci chi siamo.4
Buona lettura……
- Castellammare, impressioni vecchie e nuove, seconda parte, pag. 566
- Castellammare, impressioni vecchie e nuove, seconda parte, pag. 567
- Castellammare, impressioni vecchie e nuove, seconda parte, pag. 568
- Castellammare, impressioni vecchie e nuove, seconda parte, pag. 569
- Castellammare, impressioni vecchie e nuove, seconda parte, pag. 570
- Castellammare, impressioni vecchie e nuove, seconda parte, pag. 571
- Castellammare, impressioni vecchie e nuove, seconda parte, pag. 572
Fine seconda e ultima parte. Vai alla prima parte.
Articolo completato il 1 luglio 2026
1. Raffaello Martire (talvolta citato come autore calabrese) è stato un vivace scrittore umoristico, giornalista e letterato italiano attivo prevalentemente alla fine del XIX secolo. Autore di molti scritti umoristici, il nostro articolo è apparso sulla rivista Natura ed Arte. Sulla Rivista delle tradizioni popolari italiane, ha pubblicato articoli, novelle e reportage. Tra i suoi testi più noti si ricordano i reportage di viaggio e cronaca su Castellammare di Stabia e le sue memorie sulla Valle di Pompei. Seppe distinguersi per la sua attenzione alla poesia popolare, agli usi locali e alle credenze tradizionali.
2. Raffaello Martire, vedi il sito del Santuario di Pompei, Don Bartolo e la nuova Pompei.
3. Questa seconda parte dell’articolo, comparve anche sull’Opinione di Stabia, Spigolature Stabiane, a cura del compianto professor Giuseppe Centonze Le impressioni di R. Martire, numero 113 del mese di Novembre, alle pag. 16 e 17. La prima parte nel numero di Ottobre 2006, Anno X, numero 112, pag. 16-17.
4. Raffaello Martire, A Castellammare, impressioni vecchie e nuove. In: Natura ed Arte, Rassegna Quindicinale Illustrata Italiana e Straniera di Scienze, Lettere ed Arte, anno 1895-1896, Casa editrice Francesco Vallardi, pag. 566-572.

Collaboratore di Redazione
Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l’arte, la fotografia e l’amore per la sua Castellammare di Stabia.









