Archivi autore: Giuseppe Zingone

Informazioni su Giuseppe Zingone

Collaboratore di Redazione Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi, come: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

San Gennaro a Castellammare

Storia e Ricerche

San Gennaro a Castellammare

di Giuseppe Zingone

San Gennaro, Chiesa di San Bartolomeo

Fu grazie a Carlo I d’Angiò1 che l’abitato di Castellammare venne cinto di mura, in tale occasione furono ampliati il castello ed il porto e fu ricostruito ed ampliato su un vecchio complesso risalente agli ultimi anni del dominio svevo, il Palazzo Reale, detto di Casasana o Quisisana, quello stesso edificio dove soggiornò nel 1316 Roberto figlio di Carlo recuperando il suo cattivo stato di salute.2

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La Salette

La Salette

Giuseppe Zingone

Mélanie Calvat

Mélanie Calvat

Mélanie Calvat, o Suor Maria della Croce, nasce il 7 novembre 1831 a Corps, nelle Alpi francesi, è conosciuta soprattutto per l’apparizione mariana avvenuta il 19 settembre 1846 sul monte di La Salette, insieme al giovane pastore Maximin Giraud. Continua a leggere→

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

Pitture nostrane

Pitture nostrane

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

ULTIMA OPERA INSERITA NELLA GALLERIA E ALTRI DIPINTI


Pitture nostrane

Il Castello, Arthur Herbert Hussey

Titolo: Il Castello

Autore: Arthur Herbert Hussey

Tecnica: Acquerello

Dimensioni: 355mm x 253mm

 Periodo: 4  giugno 1904

Luogo: Proprietà privata

Nota: Brigadier General Arthur Herbert Hussey (1863-1923), Comandante della Royal Artillery, della 5th Division.

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Castellammare di Raffaello Martire

Castellammare impressioni vecchie e nuove (prima parte)

di Giuseppe Zingone

A Castellammare di Raffaello Martire

Castellammare di Stabia, Panorama

Fa caldo mentre scrivo queste parole, trementamente caldo, i tasti del pc mi si appiccicano ai polpastrelli, ma Stabia chiama e geme con me in quest’afa, vi affido la lettura di un articolo diviso in due parti, questa è la prima.  Corredato da quelle solite, note, pluristagionate immagini che hanno reso celebre la nostra città nel Belpaese, ma che a dire il vero forse non ci stanchiamo mai di contemplare ed ammirare. Continua a leggere→

Teresa ‘e Felicella

Teresa ‘e Felicella

di Libera Coppola

Introduzione e brevi note sull’autrice
Mi chiamo Libera Coppola sono nata a Castellammare nel 1955 nel vico delle Mammane in via I de Turris (proprio a fianco al grande vico S. Catello), dopo aver vissuto lì l’infanzia e anche parte dell’adolescenza, mi sono trasferita con la famiglia in viale Europa precisamente zona (Summuzzariello), poi ventenne, sono andata a vivere a Sorrento dove attualmente vivo. Non ho mai dimenticato di essere stabiese e grazie a Dio ho buoni motivi per venirci spesso e viverne con piacere i miglioramenti.

Oggi, nel tempo libero scrivo di Castellammare e questo mi diverte molto, a volte scrivo e rido ripensando al passato e a certi personaggi, venditori di cose che non esistono più, come “il pane con la zuffritta di zia Carulina” con cui a volte facevamo colazione la mattina, “Carulina” che era anche una cognata di mia nonna, posizionava il suo carrettino davanti alla porta della sua bottega proprio tra il vico S. Catello e il vico delle Mammane, in 15 mq aveva un supermercato con la differenza che cambiava spesso merce a seconda degli affari che trovava quando si recava a Napoli e ovviamente a seconda delle stagioni.

Ritornando al racconto che vi ho spedito è la vera storia di una mia prozia: Teresa Esposito di Gennaro, nata intorno al 1903 da giovane aveva “‘o puosto” di frutta e verdura al mercatino di S. Vincenzo poi lo cedette per darsi alla riffa, lavoro certamente più redditizio e movimentato.

La storia è scritta di mio pugno e fa parte di una raccolta di altri scritti sulla vita che si svolgeva a Castellammare negli anni cinquanta / sessanta (alcuni dei quali sono ancora da terminare).
Questo è un regalo che voglio lasciare alle mie figlie che nonostante siano nate sorrentine, frequentano Castellammare assiduamente e “per forza di cosa”, sono anche figlie del progresso.

Bagnanti sul lungomare di Castellammare

Bagnanti a Castellammare

Teresa ‘e Felicella

lo scritto è tratto dalla versione integrale di “Teresa ‘e Felicella”

Teresa ‘e Felicella (diminutivo di Felicia) era la sorella della mia nonna materna, di corporatura piuttosto robusta, viveva da sola al Vico San Catello sulla Caperrina (Caporivo). Era vedova di tre mariti, però la sua più grande sfortuna, era stata quella di non aver avuto figli.

Comunque, la mia prozia Teresa, che tutti chiamavamo zia, era tutt’altro che depressa, molto energica e brillante, viveva di riffe e bona parola (consigli per risolvere controversie familiari e non).

Ogni giorno puntuale al suo impegno di lavoro, come se avesse avuto un posto di lavoro fisso, si alzava di buon’ora, si lavava, si pettinava i lunghi capelli grigi resi un po’ appiccicosi dalla brillantina o, in mancanza, dall’olio di oliva, li raccoglieva in un grande tuppo (treccia di capelli attorcigliata dietro la nuca fermata da forcine) che posizionava dietro la testa mediante due forcine di tartaruga, metteva due bellissimi orecchini d’oro e brillanti, indossava le due o tre sottane di vario tessuto, prima quella più sottile di batista, poi la media di lino e infine la doppia di tela, rigorosamente di colore bianco, panna o beige chiarissimo e infine indossava un camicione nero con qualche fiorellino grigio che appena si notava; manica a tre quarti per essere libera nei movimenti, completava poi il tutto con un grembiulone di tela doppia più o meno dello stesso colore del vestito. Continua a leggere→