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Informazioni su Giuseppe D'Angelo

Autore Nato a Castellammare il 21 gennaio 1943, ha avuto Il grande merito di aver avviato il riordino dell’Archivio Storico del Comune di Castellammare di Stabia di cui è stato Soprintendente Archivistico Onorario fino dal 1979. Caporedattore della rivista Cultura & Società nonché autore di numerosi ed apprezzati saggi storici. E’ morto nella sua Castellammare, il 22 febbraio 2017.

La sorgente dell’acqua Acetosella

La sorgente dell’acqua Acetosella

a cura del prof. Giuseppe D’Angelo*

Castellammare - Strada Benedetto Brin (inizi del '900)

Castellammare – Strada Benedetto Brin (inizi del ‘900)

E’ l’acqua di cui si ha il più antico riferimento storico. Plinio la definisce dimidia che cioè sta nel mezzo avendo a destra la sorgente dell’acqua Rossa e a sinistra quella dell’acqua Acidula.

A partire dagli antichi romani e fino ai nostri giorni l’uso medico di quest’acqua non si è mai interrotto.

Probabilmente la popolarità del suo uso la si deve molto alla citazione pliniana che la indica come ottimo rimedio contro la calcolosi renale.

Nel XVI secolo troviamo già il suo uso in forma organizzata ad opera dei proprietari della sorgente e dei locali ad essa annessi.

Naturalmente il prelievo avveniva dietro regolare pagamento. Nel secolo scorso esisteva una rudimentale forma di imbottigliamento di quest’acqua la quale, confezionata in barili di legno oppure in otri di creta, veniva trasportata in luoghi lontani.

Nel 1933, con regolare decreto ministeriale1, ne veniva ufficialmente autorizzato l’uso in sito e l’imbottigliamento per essere commercializzata su tutto il territorio nazionale ed estero.

Raimondo De Majo, nel XVIII secolo, così scriveva a proposito dell’acqua Acetosella:

“… quanto nobile dunque, e portentoso sia il preggio dell’acqua Acetosella di promuovere l’uscita agli calcoli, alle arene, ed a’ mucchi arrestati nelle cavità de’ reni, o aggruppati nella vescica con tutta la facilità, e blandura, senza arrecare a questi organi di squisitissimi senso dotati stimolo benché picciolo o fugace, stentarebbe si per certo a credere, se l’esperienza giornalmente non lo addimostrasse…”.

Naturalmente il De Majo, in quanto medico la prescriveva ai suoi pazienti lodandone sempre un benefico effetto e dei risultati clinici incoraggianti.

Il prof. Catalani, agli inizi del 1900, utilizzò l’acqua Acetosella nella sperimentazione clinica su alcuni soggetti patologici concludendo che “…l’acqua Acetosella di Castellammare di Stabia è un’eccellente acqua dietetica…” ed è molto utile “… alla digestione, alla diuresi all’attivamento del ricambio materiale…”.

L’acqua Acetosella è una bicarbonato-calcico-alcalina ed è ricca di anidride carbonica allo stato naturale. Il suo residuo fisso supera di poco il grammo/litro.


Nota:

*A cura del prof. Giuseppe D’Angelo, articolo di Benito Antonio Caccioppoli, tratto da: Castellammare di Stabia luogo d’arte cultura e tradizioni, Eidos editore 1997. Pagg. 239-240.

  1. Il 16 agosto 1933, con decreto governativo n. 189, l’Acqua Acetosella viene ammessa alla libera vendita.
Edit. E. Ragozino, Napoli - 3536 - La stazione ferroviaria

Il rione di piazza Ferrovia

Il rione di piazza Ferrovia
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
Edit. E. Ragozino, Napoli - 3536 - La stazione ferroviaria

Edit. E. Ragozino, Napoli
3536 – La stazione ferroviaria (coll. Carlo Vingiani)

Il 31 luglio del 1842 viene inaugurato il tratto ferroviario Napoli-Castellammare. Questo avvenimento favorì e determinò il primo vero sviluppo industriale ed urbanistico della zona del rione Spiaggia. In origine questo luogo era abitato da sparse casette di pescatori che operavano tra la foce del Sarno e la costa. Con l’apertura della linea ferroviaria, essa divenne il punto di carico e scarico di tutte le merci provenienti dall’interno, sin dalla Calabria e la Puglia. Difatti, all’epoca esistevano solo reti stradali, poco comode e mal tenute, al cui confronto la moderna linea ferroviaria Napoli-Castellammare dovette sembrare quanto di più comodo, moderno e veloce il secolo scorso potesse offrire. Su questo luogo, così, sorsero molti depositi e varie industrie, mentre le famiglie di pescatori, che qui abitavano, ben presto si trasformarono in famiglie di operai. Fino al 1876, poi, al posto dell’attuale Piazza della Ferrovia esisteva una piccola strada, poiché tutta l’area di fronte alla Stazione era di proprietà della fabbrica di Cuoi del francese Francesco Bonnet, poi della famiglia Jammy, fabbrica istituita in Castellammare sin dal 30 agosto 1809.

Nel 1876, appunto, il Comune, per rendere più elegante, accogliente e razionale tale luogo, decise la costruzione di una piazza, convenendo con i fratelli Jammy, eredi di Bonnet, la cessione di parte del suolo. La piazza fu consegnata al Comune l’11 gennaio 1877. Continua a leggere

Palazzo Farnese

Palazzo Farnese: sede del Comune di Castellammare

Palazzo Farnese
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
Palazzo Farnese

Palazzo Farnese

Nel 1566 don Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza, dal 1541 signore di Castello a Mare di Stabia decise in seguito alle suppliche dei cittadini, di assicurare alla città un degno luogo per la sede della Corte del Governatore. Così la scelta cadde su un vetusto e antico casamento ad un piano, situato tra il Duomo e la strada Coppola. Dopo numerose ed ingarbugliate vicende, nel 1820 vi fu trasferita la sede dell’Amministrazione comunale, Nell’anno 1871, su progetto dell’Arch. Luigi d’Amora, la casa comunale fu ingrandita ed abbellita. Agli inizi del ‘900 fu costruito il secondo piano e rifatto lo stucco esterno, con il torrino laterale. L’Amministrazione comunale vi restò ininterrottamente sino all’ottobre del 1964, quando fu deciso il passaggio nei locali dell’ex Banca d’Italia (attuale Banca Stabiese) e l’antico edificio fu abbandonato per circa un ventennio. Trascorso tale periodo il Palazzo Farnese dopo degna ristrutturazione è tornato ad ospitare la sede del Comune.

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Antiquarium Stabiano (foto Ferdinando Fontanella)

Antiquarium stabiano

Antiquarium stabiano

a cura del prof. Giuseppe D’Angelo

Antiquarium Stabiano (foto Ferdinando Fontanella)

Antiquarium Stabiano (foto Ferdinando Fontanella)

In esso erano custoditi reperti provenienti dagli Scavi Archeologici effettuati a partire dal 1950. Si tratta di circa 8.000 oggetti, di cui circa la metà sono pertinenti a corredi funerari provenienti dalla necropoli di Via Madonna delle Grazie. Sepolture, cioè, che si riferiscono all’abitato arcaico e preromano dell’antica Stabiae, probabilmente localizzato sulla collina di Varano, poiché nei livelli sottostanti Villa S. Marco furono ritrovati dei frammenti di ceramica greca risalenti al IV sec. a.C. Continua a leggere

paesaggio villa san marco

Cenni Storici

Castellammare di Stabia: cenni storici

( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
paesaggio villa san marco

paesaggio villa san marco

Di antichissima origine (sannitica, etrusca,greca, romana) Castellammare è oggi una città moderna e attiva. Grazie al mite clima, alla riparata posizione del porto e, innanzitutto, all’abbondanza e alla qualità delle sue acque sorgive, fu sempre intensamente abitata e frequentata da patrizi e potenti, che vi costruirono residenze fastose.

Stabiae fu conquistata da Roma nel 340 a.C. Il poeta latino Silio Italico ricorda la partecipazione di giovani stabiesi alla II guerra punica su una nave della flotta di Marcello. Distrutta da Lucio Cornelio Silla nell’89 a.C., alla fine della guerra sociale,

Stabiae risorse non più come città fortificata, racchiusa e difesa da mura, ma in un aggregato di ville. Nel 62 d.C. fu devastata dal terremoto; poi, nel 79 d.C. si ebbe la seconda distruzione ad opera del Vesuvio. Continua a leggere