Archivi autore: Giuseppe D'Angelo

Informazioni su Giuseppe D'Angelo

Autore Nato a Castellammare il 21 gennaio 1943, ha avuto Il grande merito di aver avviato il riordino dell’Archivio Storico del Comune di Castellammare di Stabia di cui è stato Soprintendente Archivistico Onorario fino dal 1979. Caporedattore della rivista Cultura & Società nonché autore di numerosi ed apprezzati saggi storici. E’ morto nella sua Castellammare, il 22 febbraio 2017.

Pianta Grotta di San Biagio

Grotta di San Biagio

GROTTA DI SAN BIAGIO ovvero l’Ipogeo dei Santi Giasone e Mauro

( articolo del prof. Giuseppe D’Angelo )

Purtroppo questo luogo è addirittura scomparso dalla memoria storica collettiva stabiese e sopravvive soltanto negli archivi della Soprintendenza ai Monumenti, in qualche pubblicazione di studiosi italiani, ad esempio la Bertelli, o stranieri, ad esempio il Belting; oppure di qualche appassionato ricercatore locale come il sottoscritto e pochi altri.

San Michele grotta San Biagio

San Michele grotta San Biagio

Eppure questo monumento potrebbe riservare notevoli sorprese scientifiche e artistiche e, una volta valorizzato, costituire un luogo privilegiato di interesse culturale e, perché no, turistico. A questo punto vi chiederete che cosa sia questa “Grotta di San Biagio” e perché dovrebbe essere valorizzata. Vi propongo, allora, un breve viaggio nel tempo per scoprire questo piccolo tesoro stabiano. Vediamone, allora la genesi. Continua a leggere

La Venditrice di amorini

La zona archeologica

La zona archeologica
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )

Per la sua conformazione orografica, la città di Castellammare è, per così dire, strutturata su due livelli. Una collina a forma semicircolare che la avvolge – da Pozzano, le Fratte, Quisisana, Monte Coppola, Scanzano, Varano – e una pianura, stretta all’inizio, sul lato sud, che man mano si amplia, procedendo verso nord, formata prevalentemente da una serie di piattaforme alluvionali. E’ da presumere che nell’antichità la pianura fosse molto più esigua di oggi, per cui i primi abitanti delle nostre terre edificarono le proprie abitazioni proprio sulla collina.

La Venditrice di amorini

La Venditrice di amorini (coll. Gaetano Fontana)

A conferma di ciò, va ricordato che gli scavi effettuati – sia sistematicamente, sia a caso – hanno riportato alla luce antichi reperti proprio a Pozzano (nel XVI secolo), le Fratte, Quisisana (secc. XVIII – XX), monte Coppola (sec. XX) e principalmente a Varano (secc. XVIII – XX), anche se ritrovamenti sporadici vengono segnalati sin dal secolo XVI. Continua a leggere

san francesco

Chiesa e convento di San Francesco a Quisisana

Chiesa e convento di San Francesco a Quisisana
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )

Stemma della chiesa e convento di San Francesco a Quisisana

Stemma della chiesa di San Francesco a Quisisana

Nel 1585 alcuni gentiluomini stabiesi decisero di far venire in città anche i frati francescani cappuccini. Per questo fecero acquistare dal Comune un pezzo di terra – parte incolto, parte oliveto e parte a castagni – per edificarvi un convento. I monaci, però, ritenendo del tutto insufficiente la chiesetta già esistente, decisero di costruire il convento ed una nuova chiesa, che fu dedicata come la prima, a Santa Maria del Loreto. Continua a leggere

Piero Girace – critico d’arte e scrittore

Personaggi stabiesi

Piero Girace

critico d’arte e scrittore (1904 – 1970)

breve biografia a cura del prof. Giuseppe D’Angelo

Piero Girace a Capri negli anni '50.

Piero Girace a Capri negli anni ’50.

Piero Girace nacque a Castellammare di Stabia il 15 settembre 1904, figlio del barone Francesco. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per le lettere e l’arte, che lo portarono a diventare un apprezzato critico d’arte e uno scrittore prolifico.

La sua passione per la bellezza e l’estetica lo rese un punto di riferimento nel panorama culturale del suo tempo, con articoli e saggi che testimoniavano il suo acuto senso critico e la sua profonda conoscenza della materia.

Amava passeggiare tra le strade della città, riscoprendone gli angoli più caratteristici e lasciandosi ispirare dai paesaggi stabiesi, che più volte affiorarono nelle sue opere.

Uomo di grande cultura e raffinata sensibilità, Girace contribuì con i suoi scritti a valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano, lasciando un’eredità preziosa a chiunque volesse avvicinarsi al mondo dell’arte con occhi attenti e cuore aperto.

Il barone, come veniva comunemente chiamato nella sua città natale, condusse la sua esistenza tra Napoli e Roma, luoghi in cui la vivace scena artistica e intellettuale dell’epoca gli offriva continue occasioni di confronto e approfondimento.

Nonostante ciò, Castellammare di Stabia rimase sempre nel suo cuore, e vi faceva ritorno frequentemente con grande piacere, desideroso di riabbracciare i suoi amici d’infanzia e di immergersi nei ricordi della giovinezza.

Tra di essi: Raffaele Cinella corrispondente del Corriere di Napoli, il prof. Marotta del Tempo, mons. Francesco Di Capua dell’Osservatore Romano, il prof. Giuseppe Abate del Secolo d’Italia, il prof. Francesco Saverio Mascia dell’Avanti e il pittore Vincenzo D’Angelo, tutti riuniti nei locali dell’Associazione della Stampa in piazza Municipio.

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Ciro Madonna – commediografo, drammaturgo, regista

Personaggi stabiesi

Ciro Madonna

breve biografia a cura del prof. Giuseppe D’Angelo

Ciro Madonna è stato un commediografo, drammaturgo e regista di grande talento. Figura di spicco nel panorama teatrale stabiese del Novecento, ha dedicato la sua vita all’arte e alla cultura, raccontando con passione l’anima popolare della sua città. Attraverso le sue opere, ha saputo unire comicità, introspezione e denuncia sociale, lasciando un segno profondo nella tradizione teatrale locale.

Ciro Madonna

Ciro Madonna

Nato a Castellammare di Stabia il 3 settembre 1934, dopo la maturità classica e la laurea in medicina si interessò sempre più al teatro.

Quel teatro che lo ha visto sempre più protagonista nella sua Castellammare di Stabia.

Nel 1968, presso il Circolo Artistico stabiese fondò, con un gruppo di appassionati, il C.A.T., laboratorio teatrale.

Le prime esperienze si ispirarono ad opere di Scarpetta, Viviani, Di Giacomo, Eduardo, che egli diresse da regista. Continua a leggere