Archivi autore: Enzo Cesarano

Informazioni su Enzo Cesarano

Collaboratore di Redazione Appassionato di folklore, teatro e tradizioni locali. Amante della fotografia, è l’ideatore della rubrica “Banca della Memoria stabiese” ed autore di numerosi interessanti articoli a sfondo popolar-tradizionale. E' responsabile della pagina Facebook di LR.

Il mercato ortofrutticolo

Storia e Ricerche

Il lungo cammino del mercato ortofrutticolo: cuore economico del territorio stabiese

a cura di Enzo Cesarano

Il mercato ortofrutticolo di Castellammare di Stabia

Il mercato ortofrutticolo di Castellammare di Stabia

Dalla seconda metà dell’Ottocento, il mercato ortofrutticolo rappresentò uno dei pilastri dell’economia stabiese. Nacque nella storica Piazza Mercato e accompagnò la crescita della città. Porto e turismo ne influenzarono presto la collocazione. Intorno al 1870 il Comune lo trasferì in via Bonito. La scelta, però, si rivelò infelice. Carri e carrette invadevano la strada principale, creando disagi ai villeggianti diretti ai bagni e verso la costiera sorrentina.

Tra decoro urbano e proteste

Le critiche aumentarono rapidamente. Il traffico congestionato, le condizioni igieniche precarie e il danno all’immagine urbana spinsero l’amministrazione a intervenire. Il mercato venne spostato all’estremità del Corso Garibaldi. Anche qui sorsero problemi. L’area era la più elegante e frequentata della città. La soluzione risultò temporanea. Il mercato continuava a crescere, ma senza una sede stabile. Continua a leggere

Le pacchianelle, una tradizione stabiese perduta

Tradizioni stabiesi

Le pacchianelle, una tradizione stabiese perduta

di Enzo Cesarano

La tradizione finisce quando non è più sentita nella cultura popolare. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere quello che è capitato alla processione natalizia delle pacchianelle[1. Il termine dialettale pacchianella, in lingua italiana contadinella, donna del contado, o anche villana, donna rustica, veniva attribuito affettuosamente alla contadinotta di generose forme, che ogni giorno era solita rifornire le case dei cittadini di generi alimentari freschi (uova, formaggi, insaccati, latte, burro nonché verdure ed altri prodotti dell’orto)] di Castellammare che si è estinta agli inizi degli anni Settanta, a differenza della vicina Vico Equense dove tutt’ora si svolge il 6 gennaio.

Le Pacchianelle

Bambine travestite da pacchianelle (usanza del periodo natalizio) foto gentilmente concessa dal sig. Ugo Meli.

Il corteo dell’Epifania stabiese, organizzato dalla chiesetta di Sant’Anna a Licerta, era composto da bambine e giovani donne vestite con costumi della tradizione contadina e perciò definite pacchianelle.

Ogni pacchianella portava un cesto in cui la famiglia, in base alle possibilità economiche, offriva in dono a Gesù bambino prodotti tradizionali dei Monti Lattari e della penisola: agrumi, formaggi, pane, dolci, castagne, noci, polli, conigli… ecc. Partecipavano anche numerosi fedeli e sacerdoti portando una statua del Bambinello, il vero fulcro del Natale. Continua a leggere

Santini stabiesi

Santini stabiesi

a cura di Enzo Cesarano

Nella rubrica vengono raccolte ed esposte alcune immaginette sacre d’epoca
(le classiche “fiurelle”), venerate nella città di Castellammare di Stabia.

Santini stabiesi: ultima “fiurella” inserita

Santini stabiesi: San Tarcisio, Chiesa di San Vincenzo Ferreri

Santini stabiesi: San Tarcisio, Chiesa di San Vincenzo Ferreri

San Tarcisio, Chiesa di San Vincenzo Ferreri

San Tarcisio che si venerava nella chiesa di San Vincenzo Ferreri, primo Novecento.

Per gentile concessione del Dottor Carlo Vingiani

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Villa Lucia a Castellammare di Stabia

Storia e Ricerche

Villa Lucia a Castellammare di Stabia

storia di una residenza e del suo giardino di palme

a cura di Enzo Cesarano

Villa Lucia a Castellammare di Stabia è una delle residenze storiche più significative della città, capace di raccontare l’evoluzione architettonica, botanica e sociale di un intero territorio. Le sue
origini risalgono al primo Ottocento, quando era conosciuta come Casino Longobardi, appartenuto all’omonima famiglia che la mantenne fino alla metà del XIX secolo.

Villa Lucia a Castellammare di Stabia

Villa Lucia a Castellammare di Stabia (coll. Gaetano Fontana)

Una descrizione del 1842 la definiva elegante ma isolata, con una fontana, spazi verdi e una piccola villetta interna, elementi tipici delle dimore suburbane del tempo. Nel 1877 la proprietà fu acquistata dalla principessa Lucia Saluzzo fu Gioacchino, moglie del senatore Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, alla quale la villa deve il suo nome attuale. La principessa ampliò notevolmente il complesso acquistando edifici circostanti e trasformandolo in una residenza nobiliare di prestigio.

A questo periodo risale anche il curioso recinto funerario dedicato ai suoi cani, dotato di una stele in peperino e di un bassorilievo bronzeo con iscrizione latina, testimonianza dell’affetto verso i suoi animali. Con l’arrivo dei Ruffo, Villa Lucia visse la sua più straordinaria stagione botanica: il giardino, che inizialmente ospitava poche specie di palme come Chamaerops humilis, Phoenix dactylifera, Phoenix sylvestris, Trachycarpus excelsa e Washingtonia filifera, fu trasformato nel giro di tredici anni in un eccezionale giardino di acclimatazione. Continua a leggere

Fratielle e surelle (oggi è ‘o nomme bello d”a Maronna)

Fratielle e surelle, oggi è ‘o nomme bello d”a Maronna

a cura di Enzo Cesarano

Volendo dare, ai numerosissimi stabiesi emigrati dalla nostra Castellammare, la possibilità di riascoltare “fratielle e surelle”, anni fa, chiedemmo al carissimo Aniello Lascialfari di prestare la sua voce per la nobile causa…

A distanza di anni, il modulare limpido e sonoro di Aniello omaggia e rappresenta (in punta di piedi) l’operato dei numerosi cantori stabiesi.

Fratielle e surelle: le Voci Votive dell’Immacolata, tra Fede e Devozione

Nella suggestiva cornice della tradizione stabiese, il periodo della “dodicina” – dal 26 novembre all’8 dicembre – si illumina di un rito antico e carico di spiritualità: le voci votive dell’Immacolata.

All’alba, quando la città è ancora avvolta dal silenzio della notte, i cantori stabiesi, con sacrificio e assoluta devozione, percorrono le strade intonando la voce votiva.

La melodia riecheggia nell’aria con l’invito solenne ai fedeli, chiamati a raccogliersi in preghiera per la recita del Rosario in onore della Vergine Immacolata.

Questa tradizione, tramandata di generazione in generazione, è un simbolo profondo dell’identità religiosa e culturale della comunità stabiese.

Il canto dei devoti cantori, crea un’atmosfera intensa, capace di risvegliare nei cuori un senso di appartenenza e di fede autentica.

Le voci votive non sono solo tradizione o un richiamo alla preghiera, ma anche un ponte tra passato e presente, tra vecchie e nuove generazioni.

Le voci di Fratielle e surelle sono un segno tangibile della devozione che unisce il popolo stabiese all’Immacolata.

Fratielle e surelle omaggia l'Immacolata Concezione della Concattedrale di Castellammare di Stabia (foto Maurizio Cuomo)

L’Immacolata Concezione della Concattedrale di Castellammare di Stabia (foto Maurizio Cuomo)


Ascolta la voce votiva di Aniello Lascialfari
(il “fratielle e surelle” del web) Continua a leggere