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Accadde Oggi (22 maggio)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 22 maggio

Stemma di Castellammare di Stabia

Stemma di Castellammare di Stabia

Nel 1906 il Ministro degli Interni, riconosce alla Città l’attuale Stemma

Lo Stemma della Città di Castellammare di Stabia, fu ufficialmente riconosciuto il 22 maggio 1906, con Decreto del Ministro dell’Interno e parere favorevole della Consulta Araldica.

Lo stemma è composto da una ricca simbologia che risale alle origini medievali della Città.

Esso è composto da quattro elementi principali, ai quali si affiancano ornamenti accessori che completano la sua struttura.

Oggi, questo simbolo araldico rappresenta con dignità l’identità civica e la storia di Castellammare di Stabia.


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Lo Stemma di Castellammare di Stabia

Storia e Ricerche

Lo Stemma di Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo

Per chi desidera conoscere nel dettaglio la composizione dello stemma civico di Castellammare di Stabia, questa pagina offre riferimenti chiari e attendibili. Tutte le informazioni qui riportate tratte dallo Statuto Comunale, disponibile sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno.

Stemma di Castellammare di Stabia

Stemma di Castellammare di Stabia

Lo stemma fu ufficialmente riconosciuto alla Città di Castellammare di Stabia, il 22 maggio 1906, con decreto del Ministro dell’Interno e parere favorevole della Consulta Araldica.

Esso è composto da quattro elementi principali, ai quali si affiancano ornamenti accessori che completano la sua struttura araldica. Qui di seguito la specifica: Continua a leggere

Post fata Resurgo ( l’amara utopia )

 Carissimo Maurizio, scrivo per portare a conoscenza degli affezionati lettori di Libero Ricercatore, della protesta di don Ciro Esposito, parroco della Concattedrale di Castellammare di Stabia, il quale in questi giorni si è lamentato e ha protestato a mezzo stampa e televisione della mancanza d’attenzione da parte del Comune per il presepe che ogni anno viene allestito nel nostro duomo.

pastori

Una scena del Monumentale Presepe di Castellammare di Stabia

In poche parole don Ciro non chiede soldi o sussidi, ma solo attenzione per vedere inserito, e a giusta ragione, nel cartellone dei cosiddetti “eventi natalizi” anche la visita al presepe settecentesco, che purtroppo non è preso per nulla in considerazione, nonostante ci sia una sua richiesta indirizzata alle Autorità Comunali, che giace inascoltata ormai da due anni.
Mi sono tornati alla mente i pastori del duomo a grandezza naturale, vere e proprie opere d’arte, unici per stile e fattezza, da poco restaurati e patrimonio della Comunità stabiese.
Un parroco, in qualità di cittadino di Stabia, chiede solo attenzione per un qualcosa che dovrebbe essere normale: visitare il presepe della Cattedrale e comprenderne l’importanza storico/religiosa dovrebbe essere una priorità innanzitutto per il primo cittadino e poi per la stessa cittadinanza.
Oggi la protesta di don Ciro, purtroppo, si mescola fra incuria dell’Amministrazione e disinteresse degli stessi stabiesi, una miscela estremamente pericolosa che porterà alla sicura distruzione delle rimanenti nostre ricchezze, che secondo il mio personale parere, rimangono le uniche risorse buone che possono farci dire ancora: “Post fata resurgo”.
Cosa dire? Io so solo che don Ciro non riceve attenzione nonostante si trovi a pochi metri dal Comune, e che lo stesso assurdo trattamento è rivolto alla Reggia di Quisisana, agli Scavi di Stabiae e all’arenile stabiese, priorità anch’esse trascurate/ignorate da questa Amministrazione. E allora mi chiedo: Cosa si può fare? Nello sconforto più profondo e completo, propongo ai vertici della nostra Amministrazione, di istituire anche un Assessorato all’Utopia, una nuova figura, dove tutte le richieste saranno ascoltate e, con un po’ di fantasia, forse anche soddisfatte.
E in questo quadro desolante, partendo proprio dalla più amara utopia… vi abbraccio ed invio un caro saluto a te e a tutti i frequentatori di liberoricercatore.

Enzo Cesarano