
Storie minime
Catello Uvale e il confine sottile tra memoria e storia
articolo di Enzo Cesarano
Negli anni Ottanta, a Castellammare di Stabia, c’era un uomo che molti ricordano ancora oggi con affetto e rispetto. Si chiamava Catello Uvale.
Era stato consigliere comunale, comunista, operaio dei cantieri navali: una vita piena, concreta, legata profondamente alla città. Poi, raggiunta la pensione, aveva trovato un modo semplice ma significativo per continuare a restare dentro il suo tempo: vendeva cartoline antiche, orologi vintage e materiale cartaceo legato a Castellammare.
Non era un mestiere qualunque. Era, in un certo senso, una forma di custodia.
Catello Uvale si muoveva tra mercatini e fiere quando ancora il collezionismo non era dominato dal digitale, quando piattaforme come eBay non esistevano e la ricerca passava attraverso le mani, gli occhi, le relazioni. Indossava quasi sempre il suo inseparabile impermeabile e portava con sé una borsa di pelle, consumata ma dignitosa. Dentro quella borsa non c’erano semplici oggetti: c’era un piccolo patrimonio di memoria cittadina. Continua a leggere



