Batiscafo Trieste

Batiscafo Trieste

a cura di Giuseppe Zingone

Batiscafo Trieste

Auguste Piccard, a Castellammare

  • La costruzione del Trieste fu un’impresa italo-svizzera. La batisfera (la sfera in acciaio dove alloggia l’equipaggio) fu forgiata dalle Acciaierie di Terni, mentre lo scafo-galleggiante fu costruito a Monfalcone dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico.
  • L’assemblaggio finale avvenne presso il Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Fu varato il 26 agosto 1953.
  • Nome: Il batiscafo fu chiamato “Trieste” in omaggio alla città italiana che, grazie all’iniziativa del professor Diego de Henriquez (direttore del Museo Storico), sostenne il progetto di Piccard.

A corredo del lavoro del nostro stimatissimo Antonio Cimmino, su “Il batiscafo Trieste“, vogliamo oggi proporre alcuni articoli d’epoca tratti dal Corriere della Sera, della sua presenza nella nostre acque e soprattutto di quell’Auguste Piccard, instancabile esploratore dei fondali del Golfo di Napoli.

Batiscafo Trieste

Le Professeur Auguste Piccard en voiture, sa canne à la main, avant une nouvelle descente en bathyscaphe, le 26 mars 1953 à Castellammare di Stabia, Italie. (Photo by Keystone-FranceGamma-Rapho via Getty Images)

 

Articolo terminato il 14/11/2020


 

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