Archivi tag: Zingone Giuseppe

Oswald Achenbach, di Ludwig des Coudres, 1847

Oswald Achenbach e Castellammare

Oswald Achenbach e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Oswald Achenbach, di Ludwig des Coudres, 1847

Oswald Achenbach, di Ludwig des Coudres, 1847

Oswald Achenbach era un pittore tedesco, (quinto di dieci figli), nasce a Düsseldorf il 2 febbraio 1827 da Herman e Christine  Zülch, insieme al fratello Andreas è considerato uno dei maggiori paesaggisti tedeschi. Oswald morirà sempre a Düsseldorf il 1 Febbraio 1905.1

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  1. Oswald Achenbach il cui nome oggi fa parte dello sterminato elenco dei pittori moderni, era considerato dai suoi contemporanei come il maggior paesaggista europeo ed insieme al fratello Andreas più grande di dodici anni, (anch’egli valente paesaggista) venivano scherzosamente appellati, l’Alfa e l’Omega della pittura a cavallo tra fine ottocento e inizio novecento.
Felukk utenfor Castellammare, 20-09-1820, 210 x 280 mm

Johan Christian Dahl e Castellammare

Johan Christian Dahl e Castellammare

di Giuseppe Zingone

J.C. Dahl di C.W Eckersberg, 1818

J.C. Dahl di C.W Eckersberg, 1818, Museo d’arte di Trondheim

Nei giorni passati, Gaetano Fontana, mi aveva inviato una immagine della Chiesa di Pozzano in un disegno acquerellato su carta, (così nella descrizione) datato 11 dicembre 1820, del pittore norvegese Johan Christian Clausen Dahl, le pagine a seguire, si sono subito rivelate tanto fruttuose che non ho esitato a chiedergli di poter scrivere un articolo per Liberoricercatore, nel contempo mi ha fatto presente che c’è anche un libro “Stabiana” che in modo più che esaustivo si  è interessato di Johan Dahl. Ma andiamo per ordine.

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Gabriele Carelli, Castellammare di Stabia, olio su carta 22x39, Museo dello Splendore di Giulianova

Castellammare religiosa tra il 1748 e il 1835 ad oggi

Castellammare religiosa tra il 1748 e il 1835 ad oggi

di Giuseppe Zingone

Carelli, Marina di Castellammare

Carelli, Marina di Castellammare

Presentiamo in questa pagina, uno stralcio di testo con note, dell’opera di Pio Tommaso Milante, Della città di Stabia, della chiesa stabiana, e de’ suoi vescovi, nella traduzione in italiano di Giacinto d’Avitaja Rapicano, (opera postuma). Una Castellammare religiosa fortemente ridimensionata in neanche 100 anni,, frutto dei cambiamenti sociali e di quella laicizzazione oggi così presente nel nostro tessuto sociale.1

Fu molto probabilmente il Marchese Giuseppe de Turris, il finanziatore della traduzione dell’opera del Milante, che vide la stampa nel 1836 ad opera di Giacinto d’Avitaja Rapicano. Il Marchese Giuseppe de Turris, fù filantropo senza eguali per la sua amata città natìa. In una nota iniziale, il prelato rivolge tutta la sua gratitudine al Marchese e lo omaggia dell’opera.2 Continua a leggere

  1. Ricordiamo che il testo di Pio Tommaso MilanteDe Stabiis, Stabiana ecclesia et episcopis ejus, per i tipi della tipografia Mutiana, (Napoli) riporta la data del 1 Gennaio 1750; Inoltre l’opera di Ludovico Agnello Anastasio, Animadversiones in librum F. Pii Thomae Milanter, Episcopi Stabiensis, de Stabiis, Stabiana Ecclesia, et Episcopis eius, Napoli Typ. Mutiana, 1 gennaio 1751, opera di un anno posteriore a quella del Milante.
  2. Giacinto d’Avitaja Rapicano, Della città di Stabia, della chiesa stabiana, e de’suoi vescovi, Tipografia Giordano, 1 gennaio 1836.
Stabiae di Amelia Scola

Amelia Scola omaggio a Stabiae

Amelia Scola omaggio a Stabiae

di Giuseppe Zingone

Stabiae di Amelia Scola

Stabiae, di Amelia Scola

Tra i miei scritti, pubblicati su Liberoricercatore quello che sicuramente più di tutti mi ha dato soddisfazione, è L’arte calpestata, le riggiole a Castellammare, forse il successo di questo piccolo contributo alla città di Castellammare è dato dal fatto che c’è un rinnovato interesse intorno al maiolicato, un interesse che io stesso devo all’amico Claudio Staibano e alla mia voglia di recuperare le immagini delle “Riggiole” quelle antiche che spesso ancora oggi nei lavori di ristrutturazione di case antiche finiscono nelle discariche. Continua a leggere

Foto scatta a Piana Romana dalla Signora Ermelinda Donatantonio

Apparizioni

Avevamo perso questo articolo nei vari passaggi e negli ammodernamenti strutturali del portale liberoricercatore.it. Ma per fortuna, dopo lunghe ricerche nei nostri archivi, come da titolo, è riapparso. Era il 2004 quando la stabiese Ermelinda Donatantonio ci presentò il seguente scatto fotografico, che destò subito il nostro interesse tanto che per me e mio cugino Maurizio Cuomo, divenne una causa da perorare e furono tante le persone interessate a questa foto. Nel ripresentare l’articolo vorrei aggiungere in un secondo momento dei ricordi su persone che hanno conosciuto San Pio e scriverne di nuove ricordando la figura di un suo confratello Fra Modestino da Pietrelcina, che tra l’altro era divenuto anche cittadino onorario della Città di Castellammare di Stabia.

Buona lettura, Giuseppe Zingone

Piana Romana: la stanza di Padre Pio (foto scattata dalla stabiese Ermelinda Donatantonio nel 2004)

Piana Romana: la stanza di San Pio (foto scattata dalla stabiese Ermelinda Donatantonio nel 2004)

San Pio da Pietrelcina

“Apparizioni”, articolo di Maurizio Cuomo  (30 ottobre 2004)

Dare una spiegazione ad un segno soprannaturale o ad una apparizione è sicuramente compito difficile, per cui in alcuni casi, anziché, avanzare una propria teoria, è opportuno dare spazio alle interpretazioni di chi ascolta o chi, come in questo caso prende visione dell’evento.

In questa circostanza, portiamo alla vostra attenzione, una immagine della stanza dove Padre Pio era solito ritirarsi per dormire quando risiedeva al paese di Piana Romana (al centro della quale si intravede una sagoma sfumata rivolta verso destra, quasi un’ombra dal capo chino nella classica postura del noto Frate, che sembra voler uscire dalla stanza). Continua a leggere