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Juve Stabia (by Liberoricercatore.it)

Juve Stabia: Bentornata in B

l’editoriale di Maurizio Cuomo

5 maggio 2019 – Quest’oggi con il cuore colmo di gioia tutta la Castellammare “sportiva” saluta il ritorno in B della Juve Stabia. Una gioia incredibile per i tifosi stabiesi che per manifestare il proprio coinvolgimento nella grande impresa del presidente Manniello & Co., hanno addobbato in gialloblu ogni angolo di Castellammare.

Juve Stabia (by Liberoricercatore.it)

Juve Stabia (by Liberoricercatore.it)

Per viscerale attaccamento ai colori cittadini, liberoricercatore non poteva esimersi dal commentare, a modo suo, l’impresa della compagine sportiva stabiese. Già ieri, nell’anniversario della spaventosa tragedia di “Superga“, abbiamo ricordato il cannoniere Romeo Menti, oggi nella giornata della “grande festa”, nella certezza sia da sprone e di buon auspicio, pubblichiamo una nuova “chicca” storica, rispolverando dagli archivi, un vecchio articolo di giornale (stralcio de: “Il Corriere dello Sport” del 26 marzo 1945), sul quale l’articolista rivelava una straordinaria indiscrezione riguardante una possibile venuta di Giuseppe Meazza allo Stabia. A seguire il trafiletto in questione:

Meazza allo Stabia

Meazza allo Stabia?

L’ingaggio del grande Meazza, purtroppo, non andò a buon fine, ma ciò, spero, faccia riflettere su come si pensava e si progettava in grande a quei tempi. Corsi e ricorsi storici… sogni sportivi che si spera e ci auguriamo di poter rivivere!

Per completezza descrittiva, e per non lasciare l’amaro in bocca ai nostri lettori più curiosi, poniamo in calce, anche il commento sportivo completo della bellissima vittoria per 3-1 del glorioso Stabia sul Napoli. Continua a leggere

Campionato Regionale Campano (anno 1945)

a cura dell’Ass. StabiAmore

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Abbiamo il piacere di presentare il racconto in puntate del campionato dell’epoca, ricostruito grazie al lavoro dello storico Pasquale Pezzullo di Frattamaggiore e anche grazie ad informazioni tratte sul sito liberoricercatore.it, che ringraziamo anticipatamente per lo spazio che ci vorrà dedicare.

Ass.ne StabiAmore

 1a Puntata

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Il 28 gennaio 1945 al centro sud di un’Italia ancora alla prese con le ultime fasi del conflitto mondiale, ebbero inizio alcuni campionati regionale misti.
Il più importante per numero e qualità delle squadre era il campionato Campano misto, composto da dieci squadre: due provenienti dalla serie B, Napoli e Salernitana, sei di prima divisione, Stabia, Scafatese, Torrese, Casertana, Frattese e Portici, la squadra della Polizia Militare, unica non affiliata alla F.G.C.I. e una completamente nuova, l’Internaples dei fratelli Milano.
La squadra di Castellammare poteva contare su alcuni calciatori importanti come Del Medico, Chellini, Dapas, Rossetti, Carrubi, Dolfi e soprattutto Romeo Menti, indimenticabile ala destra del grande Torino e della nazionale, purtroppo scomparso nella tragedia di Superga, che può vantare ben tre stadi a lui intitolati, quello di Vicenza, quello di Montichiari e appunto il nostro di Castellammare.
Nella prima giornata fu proprio Romeo Menti a regolare il conto con la Polizia Militare Italiana, presieduta dal ten. Bevilacqua, realizzando una splendida doppietta nei primi minuti.
Gli altri risultati della prima giornata furono i seguenti:
Frattese – Torrese 0-0, Internaples – Napoli 0-1, Salernitana-Casertana 5-1, Portici-Scafatese 2-3 e Stabia- P.M.I. 2-0.
Il presidente di quello storico Stabia era il rag. Mario Benedetti, mentre vi erano 6 consiglieri: l’avv. Alfonso Marzano, il cav. Armando D’Arco, Raffaele Sorrentino, Catello Celotto, Matteo Sansone ed Enrico Romano. L’allenatore era Lenzi, il massaggiatore Michelangelo Beato, i colori erano già il giallo e il blu e lo stadio si chiamava ancora San Marco, mentre i calciatori erano già denominati le vespe stabiesi.

Nella seconda giornata, il 4 febbraio ’45, lo Stabia andò a vincere a Caserta per 2-1 contro la Casertana con reti ancora di Menti al 53° e di Borsarial 57°. Solo al 72° la Casertana riuscì a segnare con Cucco su un calcio di rigore generoso fischiato dall’arbitro Matuozzo.
Questi furono i risultati della seconda giornata:
Frattese – Napoli 0-0, P.M.I.- Internaples 0-0, Scafatese-Salernitana 0-1, Torrese-Portici 2-2, Casertana-Stabia 1-2.

Nella terza giornata lo Stabia dilagò in casa con la Torrese del presidente Raffaele Ruggiero, realizzando marcature con Carrubi, Dolfi, Borsari e Del Medico. Questi i risultati : Scafatese -Frattese 3-2, Salernitana – P.M.I. 3-1, Portici-Napoli 2-2, Internaples-Casertana 4-1 e Stabia -Torrese 4-0.

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2a Puntata

Il 18 febbraio 1945, mentre il paese era ancora scosso dalle ultime fasi del conflitto mondiale, si giocava la quarta giornata del campionato Campano misto, e la squadra di Castellammare affrontava nello stadio di piazza Nazionale a Napoli l’Internaples del presidente tutto fare Milano. Fu una partita bellissima, ricca di emozioni e ben diretta dall’arbitro Mosca che fischiò un rigore ai padroni di casa sul risultato di 1 a 1. In precedenza avevano segnato Carrubbi per lo Stabia e Glovi per i partenopei. Fu Di Costanzo a realizzare il punto del vantaggio quasi allo scadere del primo tempo a trasformare il penalty di cui sopra. Ma nella ripresa lo Stabia non mollo e realizzò con Del Medico il gol del 2 a 2, sfiorando più volte la vittoria nel finale.
In quella giornata ebbero luogo anche le seguenti partite:
Frattese – Salernitana 0-1, Casertana – Napoli 1-1, Torrese-Scafatese 1-1, Portici-Polizia Militare Italiana 4-1 e Internaples – Stabia- 2-2.

Nella quinta giornata, il 25 febbraio ’45, lo Stabia travolse in casa la Virtus Frattese del presidente Pezzullo e dell’allenatore-giocatore Busani, realizzando ben sette marcature. Rossetti realizzò una splendida tripletta e segnarono pure Carrubbi, Esposito, Dapas e Del Medico.
Questi gli altri risultati: Napoli – Torrese 2-0, P.M.I – Scafatese 5-2, Salernitana – Internaples 1-0, Casertana-Portici 1-5, Stabia – Frattese 7-0.

Nella sesta giornata lo Stabia subì la prima sconfitta stagionale a Salerno in una gara sfortunata, incassando il gol dei granata al 31′ da Margotta, ma sfiorando più volte il pari nella ripresa.
Questi gli altri risultati : P.M.I. – Casertana 1-1, Frattese – Portici 2-1, Scafatese – Napoli 1-1, Internaples – Torrese 2-0 e Salernitana – Stabia 1-0.
In quella giornata accadde un curioso episodio: l’arbitro della gara tra Frattese e Portici, sig. De Gennaro, ebbe il coraggio e l’onestà di ammettere un errore tecnico, e la partita venne perciò ripetuta.
Ai giorni nostri un episodio del genere è quantomeno raro; quando gli arbitri si rendono conto di un errore evidente, si guardano bene dal confessarlo ufficialmente nel referto, per non compromettere la propria carriera.

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3a puntata

L’ 11 marzo 1945, mentre il sud Italia si avviava lentamente ad essere liberato dalle truppe angloamericane, e si avvicinava quindi alla fine della seconda guerra mondiale, si giocava la settima giornata del campionato Campano misto a dieci squadre e la squadra di Castellammare affrontava nello stadio Cocozza a Portici la squadra di casa del presidente Caiazzo.
La società sportiva Portici in bianco azzurro e lo Stabia Sporting Club in giallo blu del presidente Benedetti disputarono una partita gagliarda, nella quale ancora una volta il campionissimo Menti riuscì a fare breccia nella porta avversaria con un gol bellissimo, a metà ripresa. Finì 1 a 0 per lo Stabia, ma non fu facile per le vespe, reduci dalla sconfitta di Salerno, riuscire a vincere in trasferta.
Ecco tutti i risultati della settima giornata:
Napoli – Salernitana 1-1, Torrese-Casertana 2-0, Scafatese – Internaples 1-2, Frattese – Polizia Militare Italiana 4-0 e Portici-Stabia 0-1.
Questa era la formazione di quello Stabia vittorioso a Portici :
Chellini, Cerciello, Ciccone, Salvioli, Dolfi, Bentivoglio, Del Medico, Menti, Rossetti, Dapas, Madonna. Arbitro della gara, il sig. Di Nanni.

Nell’ottava giornata, disputatasi il 18 marzo ’45, lo Stabia sommerse in casa la Scafatese del presidente De Felice e dell’allenatore Cambi con un pirotecnico 4 a 2, divertendo il pubblico presente allo stadio San Marco.
Romeo Menti, tanto per cambiare, realizzò una splendida doppietta e segnarono pure Carrubbi e Del Medico. Per gli scafatesi, già denominati a quei tempi canarini, andarono a segno Senatore sul 2-0 e Bacin sul 4-1. Questi gli altri risultati: Napoli – P.M.I 1-1, Casertana-Frattese 2-2, Portici – Internaples 1-0, Torrese – Salernitana 0-1 e appunto Stabia – Scafatese 4-2.

Nella nona giornata, il 25 marzo 1945, sessantuno anni prima del derby del Menti in serie C1, lo Stabia battè il Napoli con lo stesso punteggio, vale a dire un rotondo 3 a 1.
Ma nel 1945 il Napoli giocò meglio di quanto non fece poi il 19 febbraio 2006, quando fu travolto oltre il punteggio dalla Juve Stabia di Salvatore Di Somma.
In quel lontano ’45 i partenopei sembravano poter fare propria la gara dopo una prova superlativa.
Le espulsioni contemporanee del napoletano Pretto e dello stabiese Del Medico, decretate da un fiscale sig. Mosca, cambiarono la gara a favore delle vespe, nonostante la parità numerica degli uomini in campo.
Lo Stabia realizzò il primo gol proprio con Del Medico al 9° e chiuse il primo tempo in vantaggio, poi nella ripresa il Napoli del presidente Vincenzo Savarese e dell’allenatore Luigi De Manes, riuscì a pareggiare al 52° con un rigore di Rosi.
Quando la gara sembrava mettersi bene per i partenopei ancora un grande Romeo Menti, questa volta con un tiro dal dischetto al 62°, portò in vantaggio lo Stabia, che poi mise a segno anche il punto del 3-1 con Dapas al minuto 80°.
Nel 2006 la squadra stabiese avrebbe segnato prima con un autogol di Romito e poi con un bel gol di Agnelli, il Napoli avrebbe ridotto le distanze con Calaiò e poi ancora lo Stabia con Castaldo avrebbe colpito fin quasi a dilagare in un Menti in visibilio, gremito fino all’inverosimile.
Evidentemente la storia doveva ripetersi e chissà che non succeda in futuro di ripetere ancora lo stesso punteggio, ma questa volta la nostra speranza è che il derby possa disputarsi in serie A.
Al termine della nona giornata, che sanciva la fine del girone d’andata, lo Stabia si trovò quindi proiettato con 15 punti in testa alla classifica.
Questi furono gli altri risultati di quella domenica di fine marzo:
P.M.I. – Torrese 1-0, Scafatese-Casertana 7-0, Internaples – Virtus Frattese 3-1, Salernitana-Portici 3-2 e come detto Stabia-Napoli 3-1.

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4a puntata

L’ 1 aprile 1945, a pochi giorni dalla liberazione nazionale, e in una nazione in fermento per l’intensa attività dei partigiani e delle truppe alleate, si giocava la decima giornata del campionato Campano misto,
prima del girone di ritorno.
Lo Stabia affrontava la squadra della polizia militare italiana, l’unica non affiliata alla F.G.C.I., che aveva sede a Napoli, ma che dovette poi trasferirsi col proprio battaglione a Livorno.
La partita fu molto tirata e combattuta, con un alternarsi di gol ed emozioni, ma purtroppo rovinata dagli incidenti finali che determinarono la vittoria a tavolino (2-0) a favore dello Stabia, modificando quello che era stato il risultato del campo (2-2).
Nella stessa giornata a Caserta il calciatore di casa Mario Fusco schiaffeggiò l’arbitro per avergli annullato un gol sul risultato di 3-1 per la Salernitana e diede pure un chiaro segnale ai tifosi della Casertana per un’invasione di campo.
Questi incidenti determinarono la squalifica del campo del campo di via Roma a Caserta per diverse giornate, la squalifica a vita di Fusco, poi ridotta ad un solo anno e l’applicazione dell’articolo 50 del regolamento della F.G.C.I., cioè la vittoria a tavolino per 2-0 a favore della Salernitana, che comunque sul campo aveva vinto 5-2.
Ecco tutti i risultati della decima giornata: Napoli – Internaples 1-0, Torrese – Virtus Frattese 1-1, Scafatese-Portici 2-1, Polizia Militare Italiana – Stabia 0-2 a tavolino e Casertana-Salernitana 0-2 a tavolino.
Vi ricordo la formazione dello Stabia nella famosa partita con la P.M.I., determinante per la vittoria finale : Chellini, Cerciello, Ciccone, Salvioli, Dolfi, Bentivoglio, Esposito,Del Medico, Menti, Dapas, Rossetti.

Nell’undicesima giornata, disputatasi il 15 aprile 1945, lo Stabia affrontò proprio la Casertana, protagonista degli incidenti nella gara precedente, e non fu per niente una gara facile. Infatti il casertano Morsi al 47°pareggiò il vantaggio iniziale di Rossetti al 30° e solo un rigore del solito implacabile Romeo Menti a pochi minuti dalla fine diede la vittoria agli stabiesi.
Da segnalare che in quella giornata il Napoli, nel match contro la Virtus Frattese, inaugurò il campo dell’Orto Botanico alla Veterinaria grazie al forte interessamento del dott. Scuotto.
Infatti il campo Ascarelli era stato distrutto dai bombardamenti e quelli del Vomero e dell’Arenaccia erano stati adibiti a deposito di carburanti per le truppe di occupazione.
Su quello di piazza Nazionale, dove i partenopei avevano giocato fino a quel momento, furono invece edificati alcuni palazzoni.
Questi gli altri risultati Napoli – Virtus Frattese 2-2, Internaples -P.M.I. 2-0, Salernitana-Scafatese 1-2, Portici-Torrese 6-3, e appunto Stabia-Casertana 2-1.

Nella dodicesima giornata lo Stabia affrontò nello stadio Formisano di Torre Annunziata la Torrese del presidente Ruggiero e la travolse con un rotondo 3-0, con la doppietta di Rossetti e il gol di Menti. Non ci fu storia in quella partita, dominata dalle vespe in lungo e in largo, e la squadra stabiese cominciò a credere che la vittoria del campionato, contro ogni pronostico, fosse realmente alla sua portata.
Lo Stabia stava dimostrando non solo di poter competere con formazioni più blasonate, ma di essere la compagine più forte e completa, cui si aggiungeva la classe cristallina di alcuni elementi tra cui Romeo Menti

I risultati della dodicesima giornata la confermarono in testa alla classifica, con 21 punti : P.M.I. – Salernitana 0-0, Virtus Frattese – Scafatese 0-0, Casertana Internaples 2-1, Napoli – Portici 2-1 e come detto Torrese – Stabia 0-3.

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5a puntata

Il 29 aprile 1945, pochi giorni dopo la liberazione nazionale dai nazifascisti, si giocava la tredicesima giornata del campionato Campano misto. L’undici di Castellammare affrontava la squadra napoletana dell’Internaples, fondata il 10 ottobre 1944 e gestita dai fratelli Milano. La partita non fu molto spettacolare. Lo Stabia era privo di due calciatori importanti, Dapas, centrocampista dai piedi buoni, che si stava curando a Siena, e Bentivoglio, ottimo incontrista, che era afflitto da una fastidiosa sciatalgia.
Nonostante le assenze, Rossetti dopo tre minuti e Del Medico al 15° della ripresa riuscirono a segnare le reti di un successo importante per la classifica, anche se non scintillante. Nella stessa giornata risorse l’attacco del Napoli che rifilò 5 gol alla Casertana e si svegliò pure la Salernitana che stroncò la solida Frattese del presidente Giuseppe Pezzullo con un perentorio 3-1.
Ecco tutti i risultati della tredicesima giornata: Napoli-Casertana 5-0, Salernitana – Virtus Frattese 3-1, Scafatese-Torrese 4-0, Polizia Militare Italiana – Portici 2-3 e Stabia – Internaples 2-0.
Questo era l’undici stabiese nella partita con l’Internaples, risultata decisiva per la vittoria finale del campionato: Chellini, Borsari, Ciccone, Salvioli, Dolfi, Cerciello, Esposito, Menti, Rossetti, Carubbi, Del Medico.
Lo Stabia vedeva più vicino il traguardo, rimanendo saldamente in testa alla classifica con 23 punti in 13 partite, frutto di 11 vittorie, di cui 4 fuori, un pareggio, ed una sola sconfitta, rimediata sul campo della Salernitana.
Le reti realizzate complessivamente dallo Stabia a questo punto del campionato erano 34, 24 in casa e 10 in trasferta, 8 quelle subite, 4 in casa e 4 fuori, tenendo conto della vittoria a tavolino con la Polizia Militare.

Nella quattordicesima giornata, disputata il 6 maggio 1945, lo Stabia affrontò proprio i nerostellati della Virtus Frattese nel loro stadio Ianniello sul fondo Merola, che apparteneva al Monte Durante. Il Monte Durante era amministrato dall’Ente Caritatevole Assistenziale di Frattamaggiore, che lo diede in enfiteusi per la durata trentennale al Comune a partire dal 15 agosto 1944, con l’obbligo di pagare alla ditta esecutrice l’importo speso per edificare il muro di cinta e l’ingresso alla strada di accesso al fondo stesso, e di corrispondere al concedente Monte Durante un canone annuo, pari al prezzo medio di dieci fasci e quaranta rotoli di canapa della qualità terziato chiaro. Questo recitava testualmente la delibera del comune di Frattamaggiore il 5 dicembre 1944, ancora in piena guerra mondiale. L’ultima curiosità riguarda il fatto che il terreno di gioco fu recintato con tavolato di legno a seguito dell’interessamento dell’architetto Sirio Giametta, zio della madre del noto commercialista e politico stabiese Eugenio Carpio.
Contro la capolista la Frattese giocò una grande partita e vinse 2-1, con una rete per tempo di Iannucci, mentre lo Stabia segnò solo a sette minuti dalla fine con Del Medico, spostato dall’allenatore Lenzi a centravanti. La squadra di casa meritò il prestigioso successo, dominando su uno Stabia, sorpreso dal gol iniziale e decisamente fuori fase. Il giornale sportivo del 7 maggio 1945 riportava che tutta la città di Frattamaggiore volle assistere all’importante gara per il primato del campionato, giocata con grande entusiasmo dai padroni di casa e con esemplare correttezza da entrambe le squadre.
Questi gli altri risultati: Torrese – Napoli 0-3, Internaples-Salernitana 0-1, Portici-Casertana 6-0, Scafatese – P.M.I. 2-0 e appunto Virtus Frattese-Stabia 2-1.
Nella quindicesima giornata, il 10 maggio 1945, lo Stabia affrontò dunque tra le mura amiche del San Marco la fortissima Salernitana del presidente Mattioli, rivale agguerrita per la vittoria finale, che l’aveva raggiunta in testa alla classifica.
Fu un’altra partita difficile e sofferta, ma uno strepitoso finale rese la giornata molto dolce per gli sportivi stabiesi.
La vespe schierarono una nuovo acquisto, l’ala sinistra tunisina Madonia, mentre la Salernitana aveva sostituito l’infortunato Milite con il nuovo acquisto senese Bellucci. Al 20° minuto del primo tempo segnò il salernitano Margotta, che aveva colpito anche all’andata, e al 50° raddoppiò Onorato, ma quando la gara sembrava compromessa il solito straordinario Romeo Menti, prima ridusse le distanze con un rigore al 80° e poi otto minuti dopo, realizzò il pareggio, che sarebbe diventato prezioso in ottica primato.
Lo Stabia, nonostante un calo di condizione, stava dimostrando di essere più forte delle favorite Napoli, che dopo un inizio incerto avanzava minaccioso e Salernitana, con le quali si contese il campionato fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.
Ecco i risultati della quindicesima giornata che lo Stabia chiuse in testa a 24 punti, gli stessi della Salernitana, mentre il Napoli seguiva a 22 : Casertana – P.M.I. 1-3, Portici – Virtus Frattese 4-3, Torrese -Internaples 4-4, Napoli – Scafatese 3-2 e come detto la super sfida tra le prime della classe, Stabia – Salernitana 2-2.

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6a puntata

Il 14 maggio 1945, Castellammare di Stabia fu fresca e lieta di celebrare, dopo cinque anni di interruzione per gli eventi bellici, la sua festa patronale in una giornata di gran sole di un maggio nuovamente splendente.
Il nostro San Catello, ricco ed ieratico, incedette trionfante tra la grande folla dei fedeli, salutato da mortaretti e inondato da petali profumati, perchè era stato lui, il gran salvatore, che aveva preservato Castellammare dagli attacchi aerei e da mare, dalle bombe e da tutti i cataclismi bellici.
Quello stesso giorno la squadra stabiese nella sedicesima giornata del campionato regionale misto continuò a dare spettacolo, strapazzando allo stadio San Marco, il Portici per tre reti ad una. Nel primo tempo segnarano per lo Stabia al 16° il solito Menti, al 35° Esposito, mentre al 40° il capocannoniere Romagnoli per il Portici e nella ripresa ancora una volta Romeo Menti chiuse la gara al 89°, confermando lo Stabia in testa alla classifica.
Quella stessa giornata si giocò a Salerno in via Nizza il primo derby della storia calcistica tra Salernitana e Napoli e purtroppo l’epilogo non fu all’insegna del fair-play.
La cornice di pubblico era impressionante, migliaia e migliaia di napoletani si erano recati a Salerno a sostenere gli azzurri, mentre il pubblico di casa ancora più numeroso si aspettava di fare festa. Il Napoli passò in vantaggio, poi pareggiò la Salernitana e al 35° minuto del secondo tempo, sul risultato di 1-1, l’arbitro, il sig. Stampacchia, assegnò un rigore molto dubbio al Napoli, che provocò le prime intemperanze del pubblico salernitano, sedate però dalle forze dell’ordine presenti.
Mazzetti calciò sul palo il calcio di rigore, ma ormai gli animi sul campo e sugli spalti si erano surriscaldati.
Il sig. Stampacchia non riuscì a tenere in pugno la gara, e i giocatori non si risparmiarono colpi proibiti.
Il finale fu purtroppo caratterizzato da pugni, risse e scorrettezze di ogni tipo in campo, mentre sugli spalti si verificarono tafferugli e scontri tra le tifoserie. Ma all’improvviso echeggiarono, tra lo stupore dei presenti, alcuni colpi di arma da fuoco.
L’arbitro si accasciò al suolo. Stampacchia si finse colpito per placare gli animi degli atleti e degli spettatori e fu portato via in barella, mentre i calciatori rientrarono negli spogliatoi ancora con spirito bellicoso.
Il Comitato regionale decise di squalificare il campo di Salerno, assegnare la vittoria a tavolino al Napoli per 2-0 e addirittura di sospendere l’attività calcistica a tempo indeterminato a causa dei gravi incidenti che si erano verificati, e non solo a Salerno.
Ecco gli altri risultati della turbolenta sedicesima giornata che lo Stabia chiuse in testa a 26 punti : Casertana-Torrese 2-2, P.M.I.-Virtus Frattese 1-2, Internaples – Scafatese 2-3 e come detto Stabia-Portici 3-1 e Salernitana-Napoli 0-2 a tavolino.

Purtroppo gli episodi narrati lasciarono il segno, e nessun arbitro si sentiva sereno e protetto.
Soprattutto nessuno voleva andare a Scafati a dirigere la gara più importante della diciassettesima giornata: quella tra la Scafatese e lo Stabia Capolista.
Si decise così per una sospensione temporanea del campionato, che sarebbe ripreso solo dopo diverse settimane di riflessioni, di mea culpa e soprattutto di nuovi e precisi impegni da parte dei contendenti.

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7a puntata

Dopo i fatti incresciosi di Salerno non fu facile convincere gli arbitri a riprendere il regolare svolgimento del campionato regionale misto, la massima serie del 1945, ma il signor Agostino Gamba, preparato ed appassionato arbitro, decise di rispondere positivamente alla designazione per la delicata sfida di Scafati tra i locali e lo Stabia capoclassifica, valevole per la diciassettesima giornata del campionato.
La Scafatese disputò una grande partita, ma lo Stabia ancora una volta mostrò di essere una squadra esperta e tecnica con accorgimenti tattici superiori ed ebbe la meglio sulla generosità e la spregiudicatezza dei canarini. Nel primo tempo al 36° lo stabiese Cascone, che sostituiva l’infortunato Esposito, mise a segno il primo gol e al 40° Rossetti sfruttò un’indecisione del portiere scafatese Cozzi per raddoppiare. Nella ripresa il grande cuore dei canarini consentì la rimonta con l’autorete dello stabiese Cerciello al 70° e il gol dell’attaccante Nasti al 75°, ma ancora una volta Rossetti punì il portiere Cozzi al 83°, garantendo allo Stabia il 3-2, utile a mantenere il primato in classifica sulla Salernitana. La squadra di Salerno travolse la Torrese per 7-0 sul campo neutro di Nocera Inferiore, per la nota squalfica ricevuta, rimanendo seconda ad un solo punto dallo Stabia. A Frattamaggiore due calciatori della Virtus Frattese, il portiere Rossi e la mezz’ala Di Teodoro, inviarono una lettera al presidente per giustificare la loro partenza improvvisa dopo alcune minacce ricevute da alcuni tifosi dell’Internaples, ma anche senza di loro i locali batterono 3-1 la Casertana. All’orto botanico il Napoli superò la polizia militare italiana per 2-1, mentre sul campo di Pomigliano, cintato di una rete metallica per tenere a bada i tifosi, il Portici si impose in trasferta per 2-1 sull’Internaples.
Prima della fine del campionato, in attesa della sfida tra il Napoli e lo Stabia, che fu rimandata ben dieci volte causa problemi logistici e organizzativi, dovuti in parte alle difficoltà della guerra mondiale appena conclusa, e in parte al clima ancora teso per gli incidenti di Salerno, il Coni decise di organizzare un torneo.
Furono invitate quattro squadre, due toscane, Fiorentina e Pro Livorno e due campane, Napoli e Stabia e le eliminatorie si disputarono a Frattamaggiore e a Castellammare di Stabia.

Alla stessa ora, le 16 e 30 di mercoledì 30 maggio 1945 si giocarono a Frattamaggiore, Napoli – Pro Livorno e a Castellammare, Stabia – Fiorentina.
Il Napoli vinse per 2-0 grazie al rigore messo a segno da Pretto al 32°, penalty fischiato ancora dal redivivo arbitro Stampacchia, proprio quello che si finse morto nella famigerata gara di Salerno, e al gol di Busani, in prestito dalla Frattese, al 58°.
A Castellammare un fortissimo Stabia, rinforzato dal prestito del cannoniere Romagnoli del Portici, stordì la Fiorentina nel primo tempo grazie alla reti al 13° dello stesso Romagnoli e al 33° dell’immancabile straordinario Romeo Menti. Nella ripresa, però la Fiorentina riuscì a recuperare con i gol di Valcareggi al 60°e di Parigi al 89° e dovette pensarci ancora Romagnoli proprio con un gol allo scadere, a far esplodere il San Marco, fissando il risultato per 3 a 2 e trascinando lo Stabia alla finalissima.

Il 1 giugno 1945 nello stadio del Vomero, ribattezzato in quei giorni post bellici “Stadio della Liberazione”, si giocò la finalissima della Coppa del Coni tra lo Stabia e il Napoli, le migliori squadre del calcio campano, che seppe uscire nettamente vittorioso dal confronto con quello toscano. La formazione stabiese schierò questa formazione : Chellini, Paolini, Ciccone, Salvioli, Dolfi, Bentivoglio, Carrubbi, Menti, Romagnoli, Dapas, Rossetti. Il Napoli si oppose con : Pipan, Maneo, Pozzo, Cocozza (in prestito dalla Casertana), Pastore, Rosi, Busani (in prestito dalla Frattese), Masciolini, Galassi, Mazzetti, Venditto.
Fu chiamato ad arbitrare lo stesso signor Agostino Gamba di Scafatese-Stabia, raccontata in precedenza, premiato per il coraggio e la bravura dimostrate.
Dopo una partita combattuta ed equilibrata in tutti e due i tempi di gioco, il risultato non riuscì a schiodarsi dallo 0-0 di partenza.
Del resto le squadre si conoscevano bene e si temevano a vicenda.
Nel 1945 e per tanti anni ancora, se uno scontro diretto terminava in parità al termine dei 90 minuti regolamentari, per stabilire il vincitore si procedeva al sorteggio.
Gli appassionati con qualche anno in più ricorderanno cosa accadde agli Europei del 1968, quando la semifinale di Napoli tra Italia e URSS fu risolta proprio a quel modo a favore degli azzurri.
Così quella stessa monetina che era servita all’arbitro Gamba a sorteggiare il campo all’inizio della finalissima fu utilizzata per decidere quale squadra dovesse vincere l’incontro e la Coppa del Coni.
Ebbene la sorte fu benevola con lo Stabia e che quel trofeo importante e ambito da tutte le partecipanti fu assegnato allo squadrone di Castellammare.
La Coppa del Coni figura oggi ufficialmente nell’albo d’oro della compagine stabiese.

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8a puntata

Il 27 maggio 1945 si giocò l’ultima giornata del campionato regionale misto, tranne la sfida decisiva tra Napoli e Stabia, impegnate nelle finali della Coppa del Coni, aggiudicata come visto dalla compagine di Castellammare.
Sul campo neutro di Marcianise la Scafatese si impose per 5-4 sulla Casertana, la Torrese vinse in casa 4-2 contro la formazione della Polizia Militare Italiana, a Frattamaggiore la Virtus Frattese superò agevolmente l’Internaples 4-1. Dopo essere stata in svantaggio per tutto il primo tempo per il gol di Milano, nella ripresa la Frattese dilagò grazie alla doppietta del forte Busani e ai gol di Nicolosi e Iannucci, ma fu l’esito della gara di Portici a favorire lo Stabia.
Infatti la Salernitana, nonostante grandi sforzi e una buona partita non riuscì a battere la squadra di Romagnoli, il capocannoniere del campionato, facendosi recuperare l’iniziale vantaggio di Volpe al 12° dalla rete del porticese Sacchi al 45°.
E così per aggiudicarsi il campionato allo Stabia sarebbe bastato anche fare un solo punto con il Napoli.
I giorni che precedettero il big match furono costellati da polemiche. La partita fu molte volte rimandata perchè non si riusciva a trovare un campo idoneo, a causa delle difficoltà prodotte dai danni bellici. Inoltre tifosi e dirigenti della Salernitana avevano paura di un accordo tra Stabia e Napoli per colpire la squadra di Salerno, dopo che l’atmosfera tra le due società si era rasserenata.
Finalmente sabato 23 giugno 1945 si giocò, in una sorta di primordiale “posticipo”, la gara decisiva con il Napoli, contro il quale lo Stabia era imbattuto e aveva appena vinto la Coppa del Coni. All’Orto Botanico scesero in campo le seguente formazioni. Per lo Stabia: Chellini, Cerciello, Ciccone, Dapas, Salvioli, Giraud II, Esposito, Menti, Carrubi, Rossetti, Del Medico.
Il Napoli rispose con quest’undici : Pipan, Maneo, Pozzo, Pretto, Pastore, Rosi, Capolino Funari, Mazzetti, Galassi, Rosi, Venditto.
Oltre ad una massiccia ma corretta partecipazione dei tifosi napoletani, si registrarono ai margini del rettangolo di gioco dell’Orto Botanico diversi esponenti e tifosi della Salernitana, giunti per tifare per il Napoli, ma anche per controllare se le voci di una “pastetta”, o di un “biscotto”, cioè un accordo tra lo Stabia e il Napoli ai danni della squadra di Salerno, fossero fondate. In realtà le vociferazioni dei soliti male informati furono sconfessate da una partita bellissima e altamente spettacolare.

Lo Stabia incantò nel primo tempo, realizzando ben tre reti con Esposito al 28°, Rossetti al 29° e Del Medico al 36° e mostrando tutta la sua forza e imponenza di squadra.
Nel secondo tempo, però, anche per l’infortunio di Esposito che costrinse lo Stabia a giocare in dieci uomini gli ultimi venticinque minuti (a quei tempi, così come per molti anni successivi, non esistevano le sostituzioni) il Napoli ebbe una grande reazione e riuscì a recuperare il risultato di parità con i gol di Galassi, Venditto e Capolino, ma non a capovolgerlo completamente a suo favore.
Questo pareggio consentì dunque allo Stabia di laurearsi CAMPIONE, confermando nelle posizioni d’onore la Salernitana e lo stesso Napoli, che in quel periodo non riusciva a battere in nessun modo la squadra di Castellammare.
… Ma com’è andata a finire …?

Continua…

 

Juve Stabia – Hellas Verona ( Attacca ‘o ciuccio addò rice ‘o patrone )

Juve Stabia – Hellas Verona
( Attacca ‘o ciuccio addò rice ‘o patrone )

ciuccio

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A scadenza fissa ritornano le cronache dei contrasti ideologici di natura razzistica delle varie tifoserie calcistiche delle squadre del nord e di quelle del sud.
Le cronache ritornano quando negli stadi si ripetono incidenti, si notano striscioni stupidi e si ascoltano cori imbecilli. Ma la verità è che quella mentalità deteriore cova e si alimenta nelle menti dei soggetti che, poi, la manifestano attraverso le iniziative indicate, come sfogo di un malessere personale. E sempre a loro completo disonore. Quelle manifestazioni, infatti, sono il segno evidente del ritardo culturale e civile in cui versano – e questo, bello non è – gli attori delle azioni sopra ricordate, di cui si alimenta la cronaca giornalistica

Si riteneva che il gioco del calcio, in mancanza di altre agenzie educative o in sintonia con esse, potesse aiutare a crescere i supporters di tutte le squadre, aggregando simpatie e passioni campanilistiche e favorendo così la socializzazione, e, con essa, la conoscenza di altre persone, di altre città e, nello stesso tempo, lo scambio di esperienze e di gesti di solidarietà. Tutto questo all’interno di un sistema (il gioco del calcio) che come sport avrebbe dovuto esaltare la lealtà; e come sistema di regole – in campo (le regole dl calcio) e fuori dal campo (nella gestione dei gruppi sportivi e delle associazioni ad essi collegati) – avrebbe dovuto esaltare la legalità. A questo servono le associazioni, i club, i gruppi: ad evidenziare l’identità culturale degli associati, ma solo per fargli superare blocchi psicologici e ritardi di civiltà; non certo a confondere l’individualità di ognuno e ad annullarne il senso di responsabilità.

E invece, …. .

* * *

Prendendo spunto dalle recenti controversie (offese – polemiche – ricorsi – contro-ricorsi – ecc.) intrattenute tra Hellas Verona e Juve Stabia, voglio ricordare alcuni episodi risalenti alla mia esperienza personale avuta con amici e colleghi veronesi. Non dirò di quegli stupidi comportamenti – miserie umane! – che non mancano mai da parte di persone che non riescono a confrontarsi tenendo fermo l’inderogabile assunto che l’altro, comunque, vada rispettato. Di fronte a questi casi ho sempre evitato di fare polemica, perché “a lavar la testa all’asino, …. ecc., ecc., …”
Ho sempre cercato di offrire all’ottuso di turno esempi di dignità e di tolleranza.
Se ci sia riuscito non so.
Perciò preferisco piuttosto raccontare di quelle situazioni che hanno fatto chiarezza di pregiudizi e di comportamenti conseguenti, non proprio sereni nella valutazione dell’altro. Nell’una e nell’altra direzione, perché. nonostante quei pregiudizi si era pur sempre amici o colleghi, e si continuava comunque a rimanere tali. Se pure con qualche forma di circospezione.

* * *

A Verona io ci ho lavorato. E ho avuto modo di apprezzare la precisione e il senso del dovere dei colleghi veneti. Insieme anche a qualche difettuccio.
Nella stazione di Verona Porta Nuova delle Ferrovie dello Stato, un giorno ero in servizio alla Biglietteria dietro uno dei tanti sportelli aperti nelle ore di punta quando numerosi viaggiatori – studenti, lavoratori pendolari, turisti, viaggiatori occasionali – si affollavano in lunghe file nell’atrio. Un collega alla destra, un altro alla sinistra, e così di seguito, a ranghi compatti per tutta la linea degli sportelli come in una trincea, si cercava si smaltire la massa dei viaggiatori. A sinistra avevo Menini, a destra il Titta – così chiamavamo Augusto Piubello – , e tutti e tre, come gli alti fino all’ultimo sportello, eravamo alle prese con la macchina automatica in dotazione all’epoca: la SASIB, la quale, dopo averlo ingoiato il cartoncino rettangolare bianco, lo stampigliava per risputarlo come un biglietto ferroviario: data, destinazione, importo, validità e numero di serie. L’operatore doveva solo selezionare su richiesta del viaggiatore la città di arrivo; e lo faceva sopra un grande pannello su cui scorreva la striscia di plexiglass con un movimento orizzontale/verticale, come se seguisse un’immaginaria coppia di assi cartesiani. Per accelerare le operazioni di pagamento, ognuno poi aveva escogitato la sua tecnica personale nel calcolare il resto da dare insieme al biglietto. Visto che la maggior parte della clientela pagava con valuta cartacea di taglio elevato.
A tutti noi sarà capitato di avere avuto qualche discussione agli sportelli pubblici su chi dovesse procurarsi la moneta spicciola, se il cliente oppure l’impiegato di servizio allo sportello.
Ebbene quel giorno in seguito alla difficoltà in cui si trovava il Titta nel dare il resto al viaggiatore, si animò una controversia rispettosa e bonaria con un viaggiatore per vedere a chi dei due toccasse andare a procurarsi la moneta contante. Nonostante le maniere garbate della discussione nessuno si decideva a cedere, adducendo sempre nuove argomentazioni a sostegno della propria tesi. Alla fine perdendo la pazienza il viaggiatore che fin allora aveva parlato sempre in italiano senza la minima inflessione dialettale sbottò, dicendo, nel più schietto napoletano: “Aggio capito: attacca ‘o ciuccio addò rice ‘o patrone”. Il Titta restò perplesso, e senza comprendere neanche una parola credette che il simpatico viaggiatore volesse offenderlo.
Quella espressione napoletana era di mia conoscenza, come pure mi era familiare la parlata; ma ciò che particolarmente richiamò la mia attenzione fu il fatto che avesse sanzionato con quella sentenza un battibecco che non avevo potuto seguire durante tutta la contrastata operazione di acquisto del biglietto. Mi stupiva inoltre l’esitazione del Titta che a quelle parole incomprensibili per lui e credute un improperio, non sapesse trovare una risposta, né sapeva perciò come reagire. Allora per toglierlo dall’impaccio mi sporsi verso il suo sportello fino a farmi vedere dal viaggiatore, al quale prontamente e perentoriamente risposi: “Sono del tutto d’accordo; ma anche lei dovrà convenire con me che è sempre meglio attaccà ‘o ciuccio addò rice ‘o patrone, anziché attaccà ‘o patrone addò rice ‘o ciuccio. O no?”
E la cosa si sciolse con una risata generale. Allora il signore, a sua volta sorpreso, andò a procurarsi la moneta spicciola.

* * *

La cosa strana si verificò dopo, quando rimasto solo col Titta egli mi chiese che cosa avesse detto quel signore e che cosa gli avessi risposto io. Allora, sentita la traduzione che gli feci delle espressioni napoletane, lui mostrò meraviglia che io, napoletano, mi fossi schierato contro un napoletano prendendo le difese di un veronese. Però ancora più grande fu il mio stupore di fronte alla sua meraviglia.
E ce ne volle per fargli capire che, data la situazione e valutate le ragioni dell’uno o dell’altro, non avevo esitato a mettermi dalla parte di chi a me, a torto o a ragione, sembrava essere nel giusto. Veronese o napoletano che fosse.

Luigi Casale