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'o Pezzaro

Pezzaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


‘o Pezzaro
( a cura di Gioacchino Ruocco )

'o Pezzaro

‘o Pezzaro

Era un raccoglitore di stracci, di pezze ormai inservibili, di strofinacci di cucina, di ritagli di stoffe prodotti da sarti artigianali, di stoffe ormai logore, di abiti sdruciti ritenuti non più utilizzabili o recuperabili ne con rattoppi, ne con rammendi o di poco conto, di stoffe imputridite, di calzini non più recuperabili, di risultanze di accorciature di pantaloni, di maniche di camicie portati a casa, ma mai più utilizzate perché non ne valeva la pena per i costi della mano d’opera che sopravanzava il costo di una camicia nuova o di un indumento che non ha qualità eccelse. Passava di tanto in tanto per i quartieri della città, senza scadenze precise. Non era un personaggio improvvisato, il più delle volte aveva alle spalle attività di recupero o era affiliato ad una di esse. Continua a leggere

Castagnaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


Castagnaro
( a cura di Maurizio Cuomo )

venditrice di castagne

Il venditore di castagne, è colui o colei che con modeste risorse (un fornello di grosse dimensioni, un pentolone, una padella bucherellata ed un panno di lana per trattenere il calore delle caldarroste), riesce nel primo periodo invernale ad allietare gli infreddoliti passanti con un cartoccio di castagne arrostite (cotte sul fuoco) o allesse (sbucciate e cotte in un brodo aromatizzato con alloro, finocchietto e sale).

Molto apprezzate anche le cosiddette: “Castagne d”o prevete” (secche, dure e sfiziose da mangiare), reperibili sul mercato non appena trascorso il periodo invernale. Inutile dire che a Castellammare di Stabia, quello del “Castagnaro” è un mestiere antichissimo, che deve le sue remote origini alla estrema vicinanza del “Faito”, monte ricchissimo di secolari castagneti. Continua a leggere

Scupatore (antichi mestieri)

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


‘o Scupatore
( a cura di Maurizio Cuomo )

Il termine moderno “operatore ecologico”, con il quale genericamente viene identificata una vasta categoria di manodopera operaia (meccanizzata e non), interessata all’attività di pulizia e alla raccolta di rifiuti dall’ambito urbano, ha quasi definitivamente rimpiazzato il caratteristico termine di “Scupatore” adoperato nel dialettale per identificare la vecchia figura professionale dello spazzino (netturbino).

L'organico per il servizio di nettezza urbana ai piedi di Palazzo Farnese (fine anni '50)

L’organico per il servizio di nettezza urbana ai piedi di Palazzo Farnese (fine anni ’50)

Questa professione (il cui termine traeva chiare origini, dalla grossa scopa di saggina, adoperata per la pulizia delle strade), simbolo del ceto povero della società, ha ispirato i pensieri di eccelsi poeti napoletani, tra di essi ricordiamo alcuni versi emblematici del nostro Raffaele Viviani, tratti dalla poesia “‘O scupatore”:

“[…]E’ nu brutto mestiere, ‘o scupatore!
E io vo dico cu tutta l’esattezza,
pecchè ce so’ nato int”a munnezza;
e tengo competenza e serieta’. Continua a leggere

Carcararo (antichi mestieri)

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


Carcararo
( a cura del naturalista stabiese Nando Fontanella )

La calcara di Quisisana

La calcara di Quisisana (foto Ferdinando Fontanella)

Il “carcararo”, l’artigiano che trasformava la pietra in calce, potrebbe essere anche definito come colui il quale aveva l’arte d’impilare le pietre. Il suo mestiere era, infatti, quello di caricare le fornaci con la roccia calcarea dalla cui cottura veniva prodotta la calce viva. Un’operazione delicata e faticosa che richiedeva esperienza e grande maestria. Il carico delle fornaci, localmente conosciute come “carcare”, consisteva nel sistemare a secco i frammenti di roccia (estratti dalle cave in prossimità delle stesse fornaci), in modo da formare una struttura stabile, che potesse resistere anche alle notevoli trasformazioni (chimico-fisiche), che le dure rocce subivano nel processo di cottura (perdita d’acqua, riduzione di peso e di volume e conseguente trasformazione della roccia cotta che diveniva fragile e friabile). Il “carcararo” doveva quindi prevedere gli eventuali spostamenti che il carico era destinato a subire (una sola pietra impilata senza la giusta accortenza era sufficiente per far crollare e mandare in rovina l’intero carico). Per la grande maestria nel costruire strutture in pietra, il “carcararo” era anche impiegato per la manutenzione, la costruzione materiale delle fornaci e nella realizzazione dei muri a secco che caratterizzano i terrazzamenti agricoli di tutta l’area “Monti Lattari – Penisola Sorrentina”. Il termine dialettale di questi muri, le cosiddette “mangiarine”, che letteralmente significa “mangia schiene”, evidenzia in modo chiaro, quanto fosse faticoso e logorante il mestiere del “carcararo”. Inutile dire che l’avvento industriale del dopoguerra e la fredda cementificazione globale, hanno determinato l’estinzione del “carcararo”, e la relativa sostituzione delle caratteristiche “mangiarine”, che tanto bene si prestavano nel contesto rurale.

Antichi mestieri: ‘o muzzunaro

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


‘o Muzzunaro

( a cura di Maurizio Cuomo )

'o Muzzunaro

‘o Muzzunaro

Quello del “Muzzunaro”, figura molto povera, operante nel recupero di tabacco (ricavato dalla raccolta di cicche di sigarette) da rivendere a basso costo, è oggi un mestiere poco ricordato ed in taluni casi addirittura dimenticato. Questa attività, effettuata essenzialmente per il bisogno di sopravvivere alla povertà, veniva svolta perlopiù da anziani e da scugnizzi di strada. Il recupero dei mozziconi di sigaretta, avveniva sia “a mano” (costringendo l’operatore di sorta a chinarsi in continuazione), o molto più agevolmente mediante un apposito bastone dalla punta acuminata. Continua a leggere