Archivi tag: antichi mestieri stabiesi

Segantini

Masterascio e Segatore

Antichi mestieri

Masterascio e Segatore
( a cura di Maurizio Cuomo )

Benché sostanzialmente differenti per tecniche, strumenti e mansioni, riuniamo in un’unica pagina questi due antichi mestieri.

Mestieri che hanno rappresentato, seppur in modi diversi, non solo una fondamentale risorsa lavorativa, ma anche — e soprattutto — la principale fonte di sostentamento per numerose famiglie stabiesi.

Inoltre, va sottolineato che queste attività si sono spesso tramandate di padre in figlio, consolidandosi nel tempo come autentiche tradizioni artigianali del nostro territorio.

masterascio

Il “Masterascio” (Maestro d’ascia), sapiente ed esperto era specializzato in falegnameria nautica, abilissimo nell’intagliare, rifinire ed assemblare le assi (in taluni casi enormi), costituenti l’intelaiatura di vascelli e bastimenti.

Il “Segatore” (segantino), ricordato come un operaio dal fisico scarno e bruciato dal sole, lavorava solitamente in coppia ed aveva il faticoso compito di tagliare mediante una rudimentale sega (azionata in due a forza di braccia e a spinta alterna) i grossi tronchi grezzi d’albero.

SegantiniTracce di questo antico mestiere sono presenti anche nel mio personale “albero genealogico” nel quale è annoverato un avo appartenente alla chiesa dello Spirito Santo, a nome Cuomo Pasquale (1781 – 1841), di professione “Segatore”.


Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo

il mellunaro

Mellunaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri

Mellunaro
( a cura di Maurizio Cuomo )

Il “mellunaro” è il classico venditore di angurie (mellune ‘e acqua), di meloni gialli (mellune ‘e pane) e di meloni verdi (mellune cu’ ‘a rezza) da conservare appesi in un reticolo di paglia e da consumare nel periodo natalizio.

il mellunaro

Il Mellunaro – litografia Carl Thèodor Muller (1820 – Napoli)

La tradizione stabiese della vendita dei “melloni” ha radici antiche, anche il Parisi[1. Cenno storico descrittivo della Città di Castellammare di Stabia. Anno 1842 – paragrafo “Acque potabili” – punto B] ne fa’ breve menzione: “La Fontana Grande (vedi stampa a seguire) dà un’acqua pura e limpidissima che alle falde sgorga del monte Faito… …ed i rinomati nostri cocomeri vi si raffreddano per vendersi pubblicamente“. Continua a leggere

Capillaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri

‘o Capillaro
( a cura di Maurizio Cuomo )

'o Capillaro: in questa immagine il taglio e la raccolta dei capelli

‘o Capillaro: in questa immagine il taglio e la raccolta dei capelli

A Castellammare colui che si occupava della raccolta e della conseguente rivendita di capelli (solitamente capelli di donna), era conosciuto come “Capillaro” (detto: Capillò o anche Capillòne, in altri paesi del napoletano; capera al femminile).

Il “Capillò stabiese” girava per i vicoli cittadini, richiamando l’attenzione di quanti fossero interessati a vendere capelli, per un compenso, commisurato alla qualità e alla lunghezza della treccia ottenuta (da rivendere ai fabbricanti di parrucche).

Le uniche attrezzature che il “Capillaro” portava con sé erano le forbici ed un cesto (in alcuni casi un piccolo sacco) usato per la raccolta dei capelli. Nell’immediato dopoguerra, con “l’americanizzazione” e l’avvento delle fibre sintetiche, questo mestiere si è completamente estinto.

Una curiosità: la mia nonna paterna era soprannominata ‘a Capillara, termine che rivendicava chiaramente i trascorsi lavorativi del suo nucleo di famiglia.


Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo

Muzzunaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri

‘o Muzzunaro
( a cura di Maurizio Cuomo )

Quello del “Muzzunaro”, figura molto povera, operante nel recupero di tabacco (ricavato dalla raccolta di cicche di sigarette) da rivendere a basso costo, è oggi un mestiere poco ricordato ed in taluni casi addirittura dimenticato. Questa attività, effettuata essenzialmente per il bisogno di sopravvivere alla povertà, veniva svolta perlopiù da anziani e da scugnizzi di strada.

Muzzunaro

Muzzunaro (immagine generata con IA)

L’operatore raccoglieva i mozziconi di sigaretta sia “a mano”, chinandosi continuamente, sia in modo più agevole con un apposito bastone dalla punta acuminata. Raccoglieva questo insolito bottino per strade, piazze, punti di ritrovo, bar, cinema e locali cittadini, accumulandolo in barattoli di latta. A fine giornata, il “Muzzunaro” valutava il raccolto: scartocciava i mozziconi — che, all’epoca, erano privi di filtro — per recuperare quanto più tabacco possibile, separando con cura quello bruciacchiato (usato per confezionare e rivendere sigarette di bassa qualità) da quello biondo, più raro e pregiato, che solitamente teneva per sé.
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Pezzaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri

‘o Pezzaro
( a cura di Gioacchino Ruocco )

Pezzaro

Pezzaro (immagine generata con IA)

Era un raccoglitore di stracci, di pezze ormai inservibili, di strofinacci di cucina, di ritagli di stoffe prodotti da sarti artigianali, di stoffe ormai logore, di abiti sdruciti ritenuti non più utilizzabili o recuperabili ne con rattoppi, ne con rammendi o di poco conto, di stoffe imputridite, di calzini non più recuperabili, di risultanze di accorciature di pantaloni, di maniche di camicie portati a casa, ma mai più utilizzate perché non ne valeva la pena per i costi della mano d’opera che sopravanzava il costo di una camicia nuova o di un indumento che non ha qualità eccelse.

Passava di tanto in tanto per i quartieri della città, senza scadenze precise. Non era un personaggio improvvisato, il più delle volte aveva alle spalle attività di recupero o era affiliato ad una di esse. Continua a leggere