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Carcararo (antichi mestieri)

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


Carcararo
( a cura del naturalista stabiese Nando Fontanella )

La calcara di Quisisana

La calcara di Quisisana (foto Ferdinando Fontanella)

Il “carcararo”, l’artigiano che trasformava la pietra in calce, potrebbe essere anche definito come colui il quale aveva l’arte d’impilare le pietre. Il suo mestiere era, infatti, quello di caricare le fornaci con la roccia calcarea dalla cui cottura veniva prodotta la calce viva. Un’operazione delicata e faticosa che richiedeva esperienza e grande maestria. Il carico delle fornaci, localmente conosciute come “carcare”, consisteva nel sistemare a secco i frammenti di roccia (estratti dalle cave in prossimità delle stesse fornaci), in modo da formare una struttura stabile, che potesse resistere anche alle notevoli trasformazioni (chimico-fisiche), che le dure rocce subivano nel processo di cottura (perdita d’acqua, riduzione di peso e di volume e conseguente trasformazione della roccia cotta che diveniva fragile e friabile). Il “carcararo” doveva quindi prevedere gli eventuali spostamenti che il carico era destinato a subire (una sola pietra impilata senza la giusta accortenza era sufficiente per far crollare e mandare in rovina l’intero carico). Per la grande maestria nel costruire strutture in pietra, il “carcararo” era anche impiegato per la manutenzione, la costruzione materiale delle fornaci e nella realizzazione dei muri a secco che caratterizzano i terrazzamenti agricoli di tutta l’area “Monti Lattari – Penisola Sorrentina”. Il termine dialettale di questi muri, le cosiddette “mangiarine”, che letteralmente significa “mangia schiene”, evidenzia in modo chiaro, quanto fosse faticoso e logorante il mestiere del “carcararo”. Inutile dire che l’avvento industriale del dopoguerra e la fredda cementificazione globale, hanno determinato l’estinzione del “carcararo”, e la relativa sostituzione delle caratteristiche “mangiarine”, che tanto bene si prestavano nel contesto rurale.