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Il “torroncino dei morti”

a cura di Maurizio Cuomo

Torroncino stabiese (foto Enzo Cesarano)

Quest’oggi parleremo del “torroncino dei morti”, un tradizionale dolciume dal cuore tenero, che dalle nostre parti, il 2 di novembre, giorno della Commemorazione dei defunti, si usa regalare alla donna della propria vita. Ebbene, per quanto abbia potuto ricercare, sembra che: il dove, il come e il quando abbia avuto origine questa usanza non è del tutto ben chiaro (qualcuno dalle nostre parti ha azzardato nel dire che la suddetta usanza risalga almeno a 150 anni fa, personalmente non avendone certezza e soprattutto non avendone avuto alcun riscontro documentario, preferisco evitare datazioni di sorta), per cui mi limiterò nel dire che per testimonianza orale tramandata, questa usanza era in auge dalle nostre parti già a fine ‘800, tradizione peraltro radicata un po’ in tutta la regione Campania. Continua a leggere

Annibale Ruccello quasi trent’anni dopo

a cura del prof. Pierluigi Fiorenza

Annibale Ruccello

Annibale Ruccello

Annibale Ruccello quasi trent’anni dopo“, il documentario di Pierluigi Fiorenza verrà proiettato venerdì 17 aprile (ore 20)  al Circolo Internazionale di Castellammare (Villa Comunale, banchina zì Catiello), ingresso libero.


Note:

L’ESORDIO
La breve ma intensa carriera teatrale di Annibale Ruccello iniziò a Castellammare nel 1975 con un concerto di canzoni popolari napoletane. Nel Natale 76, col gruppo dei “Dodici Pozzi”, mise in scena “La Cantata dei Pastori” e interpretò lo scrivano Razzullo. L’anno successivo scrisse “L’osteria del Melograno”, testo teatrale basato sulle fiabe del “Pentamerone” di Basile. Sempre nel 1977 iniziò a collaborare con Roberto De Simone nella raccolta di canti e tradizioni della Campania. Esaurito questo primo momento di riflessione sul linguaggio e sulla gestualità del teatro popolare campano, Ruccello fondò la Cooperativa “Il Carro” e portò in scena “Rottami”, una rielaborazione di Jonesco. Questo lavoro, realizzato con spirito sperimentale, è stata la prima esperienza affrontata in lingua.

LE OPERE MAGGIORI
Con “Le cinque rose di Jennifer”, “Notturno di donne con ospiti” e “Week-end” realizzò la cosiddetta trilogia nera in cui la nota predominante è la drammaticità della solitudine quotidiana, in un universo degradato popolato da “deportati”. A proposito di Jennifer disse: “All’inizio è stato un gioco, mi divertiva scrivere un giallo; dopo di che sono confluite le mie idee sulla solitudine, il degrado umano, l’aberrazione. Avrei potuto tranquillamente impostare il lavoro su due uomini, oppure non recitarlo e fare uno spettacolo su due donne, due anziani. Mi interessava il travestito perché mi sembra il massimo di ambiguità cui si poteva arrivare, il massimo di violenza possibile cui far giungere la rappresentazione”.
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Omaggio ad Annibale Ruccello

Peppe Rapicano Albarosa omaggio ad Annibale Ruccello

Peppe Rapicano Albarosa omaggio ad Annibale Ruccello

Giuseppe Rapicano, Peppe per gli amici, nasce nel 1967 a Castellammare di Stabia.
Compositore, arrangiatore ed eclettico chitarrista Fusion, con contaminazioni Jazz e sonorità morbide e leggere.

Compone il CD ALBAROSA, edito da RAI TRADE / MARECHIARO EDIZIONI MUSICALI, vede la luce nel 2012 e segna l’inizio del suo nuovo life-style.

Il brano “Oriente” contenuto nel CD è un omaggio ad Annibale Ruccello.

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