‘O pizzico ‘ncopp”a panza

( articolo di Maurizio Cuomo )

Telecom

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Un piccolo sacrificio in nome del progresso, è questo che oggi viene richiesto alla cittadinanza stabiese. Come spero molti sapranno, Telecom Italia sta lavorando per realizzare a Castellammare di Stabia una rete in fibra ottica e rendere così disponibili servizi innovativi a cittadini e imprese. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma per fornire connettività a banda ultralarga in 119 comuni della Campania (circa 3.100.000 di abitanti) al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea.
Telecom Italia si è aggiudicata, il Bando per la Regione Campania emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico che prevede un finanziamento pubblico di 118 milioni di euro grazie all’utilizzo dei fondi europei FESR.
Nell’ambito di questo programma, Castellammare di Stabia è tra i primi comuni italiani dove attualmente è in corso la realizzazione della rete ultra broad band di nuova generazione che prevede la posa di svariati chilometri di cavo in fibra ottica per collegare gli armadi stradali alle rispettive centrali.

Relativamente ai suddetti lavori di adeguamento, in questi giorni mi è capitato di assistere a numerose polemiche sterili e assolutamente non obiettive. Ebbene, avendone sentite di cotte e di crude, non potevo esimermi dal documentarmi per capire più approfonditamente e fare un po’ di chiarezza.

Ebbene, ecco le mie personali osservazioni, che spero, aiutino a chiarire le idee e soprattutto a sedare l’atavico malumore che attanaglia i saputelli ed i criticoni di turno che purtroppo, sempre e comunque, sparlano ad oltranza.

Ma partiamo ‘a terra ‘a rena, come si suol dire: spesso, forse troppe volte, si sente dire che Castellammare è una città che vive sui trascorsi allori, città immobilizzata dalla cattiva politica avuta negli ultimi 30/40 anni, città vittima del nostro “Ma che me ne fotte!!!”, ecc. ecc.; a pensarci bene, ciò sarà pure vero… ma questa volta non ci sto!!! No, non sono andato fuori di senno, chi mi conosce, sa bene quanto sia legato alla mia Castellammare, solo che sparare a zero senza freno e limitazione alcuna, è molto, ma molto pericoloso. Oggi, con l’obiettività di chi valuta a freddo (ho atteso volutamente un po’ di tempo prima di esprimere il mio personale parere sulla questione), ritengo che se il cittadino stabiese vuol fare un piccolo step positivo per adeguarsi all’imminente futuro tecnologico al quale saranno indirizzate le prossime generazioni, un piccolo sacrificio (per amor di “patria”, ma soprattutto dei nostri figli) è dovuto!!! A chi polemizza sulla presenza di pericolose tracce ritagliate nel manto stradale che in taluni casi son rimaste aperte (in attesa della posa dei cavi), faccio presente che ciò è stato causato dall’inciviltà di alcuni cittadini che infischiandosene del momentaneo divieto di sosta (previsto per i lavori), hanno comunque parcheggiato la propria auto sul percorso in itinere del giorno di cantiere, invalidando e mettendo così in stallo una intera giornata di lavoro.

Minitrincea manto stradale (foto Gaetano Fontana)

Minitrincea manto stradale (foto Gaetano Fontana)

Un po’ di polvere, un po’ di rumore, non devono frenare questa importante occasione di sviluppo per l’intera città; un’occasione unica e storica nel suo genere che in prospettiva si propone di rivoluzionare, o meglio di abbattere l’attuale “Digital Divide”(1).

Per ridurre i disagi ai cittadini e rispettare il programma delle attività di scavo, Telecom Italia sta utilizzando tecniche e strumentazioni innovative a basso impatto ambientale che minimizzano: i tempi d’intervento, l’area occupata dal cantiere, l’effrazione del suolo, il materiale asportato e il deterioramento della pavimentazione(2).

Sperando di aver fatto un po’ di chiarezza e considerati i pro e i contro del caso, penso che ‘nu pizzeco ‘ncopp”a panza ce lo possiamo dare, voi che ne dite?!

Note:

(1) Sviluppo e diffusione capillare delle tecnologie digitali, hanno portato alla luce un nuovo ambiente, l’Infosfera; e con essa causato nuovi problemi in special modo di tipo etico. Infatti, alle diverse disparità già esistenti, a livello planetario; si è affiancata quella relativa al transito o all’inaccessibilità verso questo nuovo ambiente, verso la Infosfera. Stiamo parlando del Digital Divide, ovvero il divario digitale. La disponibilità e l’accesso alle nuove tecnologie dell’informazione modifica, ridefinendolo il modo di comunicare, di lavorare, di socializzare, di organizzare il tempo libero, di gestire le informazioni. Non poter godere dell’accesso ad internet, rappresenta oggi un freno alla piena partecipazione alla società dell’informazione; un ostacolo che terrebbe al di là dei confini del villaggio globale, penalizzandolo, colui il quale inerme subisse il divario digitale (digital divide).  La  distinzione fra coloro che possono o non possono, accedere alla rete è il digital divide, la disparità digitale, una disuguaglianza.
(2) Una vera manna dal cielo se facciamo il confronto con le metodologie di scavo tradizionali (quelle a cui siamo abituati), con le quali si riesce a realizzare appena 30 metri lineari al giorno di vere e proprie trincee, mentre queste nuove tecniche, garantendo un’accettabile fluidità al traffico cittadino, consentono scavi di oltre 300 metri giornalieri, ripristinati nella stessa giornata di lavoro.

 

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Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

3 pensieri su “‘O pizzico ‘ncopp”a panza

  1. Giovanni Grammegna

    Come dice Maurizio é stata per la nostra città una grande opportunità in quanto i cittadini a partire da ottobre usufruiranno dei nuovi servizi a larga banda. Grazie soprattutto al comune che ha accettato a divenirne progetto pilota di una delle più grandi città del sud Italia.

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  2. Corrado di Martino

    Le tecniche di realizzazione saranno due, Castellammare prima città di un tale tipo di progetto; FTTCAB ed FTTH; ovvero, la fibra che arriva a dei distributori precedentemente identificati (Fiber To The Cabinet); dopo, la fibra che arriva a casa nostra direttamente (Fiber To The home).

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