Gerardo Trattelli (le pitture)

Il rudere di Rovigliano (Gerardo Trattelli)

Il rudere di Rovigliano (Gerardo Trattelli)

Gerardo Trattelli è un artista stabiese formatosi alla Scuola d’Arte di Sorrento, dove nel 1995 si diploma alla sezione di oreficeria. Dopo aver conseguito vari attestati sulla tarsia lignea sorrentina, decide di continuare la propria “avventura” artistica, iscrivendosi nel 1998, all’Accademia di Belle Arti di Napoli (sezione di pittura), laureandosi nel 2003 con una tesi in tecniche pittoriche.
Ancora nel 2011, consegue una laurea specialistica, con una tesi in Tecniche Calcografiche Sperimentali, completando così il proprio ciclo di studi, condotto sempre in maniera personale e ricercata. Numerose sono le esposizioni artistiche, a cui l’artista a modo di partecipare tra mostre personali ed anche mostre collettive. Castellammare in particolare, è la sua principale Musa ispiratrice, infatti, l’artista realizza con particolare originalità scorci, vedute, che vedono esaltare le particolari potenzialità paesaggistiche della sua amata città.

 

“I quadri di Gerardo Trattelli, pur ricordando stili pittorici già noti, hanno una grande vitalità e una loro intrinseca originalità e personalità. Nella maggior parte di essi, Castellammare è riconoscibile e per tal motivo credo che l’esposizione sia in tema con le finalità divulgative di Liberoricercatore”.

Umberto Cesino

Per info e contatti: gerardotrattelli@hotmail.it

About 

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

1 pensiero su “Gerardo Trattelli (le pitture)

  1. Luigi Zizzari

    Quella di Gerardo Trattelli è una arte che canta la sofferenza dei luoghi abbandonati a se stessi, all’incuria, ma anche alla solitudine. Lo fa ora con i tratti violenti, ora con i colori forti o smorti, ora con pennellate che disperdono il colore raccontando il luogo in una aria nebulosa, quasi visionaria, che c’è e può non esserci.

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