Il Gran Tour dei Conti di Castellammare
CAPITOLO IV
9 giugno – 12 giugno Colorno; 12 giugno – 15 giugno Parma; 15 giugno escursione a Salla; 15 giugno- 18 giugno Parma; 18 giugno Piacenza. 18 giugno Voghera; 19 giugno Tortona; 19 giugno Alessandria; 20 giugno Asti; 20 giugno Moncalieri; 20 giugno – 1° luglio Torino
L’indomani, dopo aver pranzato con tutti i componenti della reale famiglia, intorno alle ore 18, Ferdinando e Maria Carolina, soddisfattissimi delle attenzioni ricevute, si avviarono verso Parma. Qui li aspettavano i loro congiunti, Ferdinando I di Borbone, duca di Parma, Piacenza e Guastalla, cugino del re, e sua moglie Maria Amalia, sorella della regina, che li ospitarono nella Villa di Colorno[1](fig. 19), sulle
Rive del torrente Parma[2]. Lì trascorsero alcuni giorni insieme ai parenti, partecipando a battute di caccia a Mazzabue e di pesca sul Po.
La mattina del dodici, dopo una visita alla città di Parma, pranzarono alla villa e successivamente nel giardino assistettero alla giostra di ventiquattro cavalieri, vestiti all’ eroica, che con i rispettivi cavalli a ritmo di musica imbastivano un balletto a cavallo. Durante questo soggiorno avevano ricevuto in dono un opuscolo di 6 fogli in 8° con una cantata[3] del poeta italiano l’abate Gaetano Sertor[4], dal titolo Per la venuta in Parma del Signor Conte e della Signora Contessa di Castellammare.
Note:
[1] La Reggia di Colorno è una complessa e monumentale struttura architettonica di forma poligonale, con oltre 400 sale, corti e cortili, abbracciata dal torrente Parma, dalla piazza e dal meraviglioso giardino alla francese di recente ripristinato. Essa è frutto di interventi succedutisi nel tempo dall’epoca dei Sanseverino fino al Duca Francesco Farnese, che tra il 1712 e il 1727 fece ridisegnare le fronti con quattro torri angolari da Ferdinando Bibiena.Grazie a Filippo di Borbone, nella seconda metà del ‘700 si rinnovarono gli arredi e venne edificata la Cappella ducale di San Liborio (cfr. www.castellidelducato.it).
[2] La Parma è un torrente italiano di 92 km, affluente di destra del fiume Po, che si sviluppa per intero all’interno della provincia di Parma (cfr. Wikipedia).
[3] Genere cameristico per voce sola e basso continuo, caratterizzato talvolta dall’inserimento di uno strumento concertante, per lo più flauto o violino. Fu il veneziano Alessandro Grandi, nel 1620, ad usare per primo il termine “cantata” (cfr. www.magistralinuoro.it).
[4]Testo rielaborato dal Dizionario storico … dell’abate Francesco Saverio de Feller … v. IX. Venezia, Girolamo Falso edit. …, 1834: Sertor (l’abate Gaetano), poeta italiano, nacque nel 1741 a Cento presso Bologna, dove fece i suoi studi con successo. Fu nominato professore di filosofia nella sua città natale che poi abbandonò per recarsi a Roma, dove compose un’opera satirica intitolata il “Conclave”, nella quale non fa che prendere i versi di diversi drammi del celebre Metastasio e adattarli al soggetto. Ritenuta indecente e blasfema l’opera fu messo all’indice e lui, riconosciuto come l’autore, costretto a fuggire per evitare la conseguenza del suo atto impudente. Viaggiò per molto tempo in Italia e scrisse parecchie opere per diversi teatri. Chiamato a Vienna ed impiegato come poeta del teatro imperiale italiano, scrisse per esso parecchie composizioni che furono molto applaudite. Compose anche delle Poesie liriche stimatissime, ed è annoverato fra stimati poeti del XVIII secolo, come Cesarotti, Parini, Alfieri, Monti, Savioli, Casti, ecc. ecc.…In vecchiaia, tornò in Italia e si stabilì a Cento, dove morì il 14 aprile 1805.






