Archivi tag: Catello Parisi

Il mercato nel 1842

a cura di Maurizio Cuomo

Per il piacere di conoscere più approfonditamente la nostra storia e perché no, di “respirare” il suggestivo vissuto stabiese di fine Ottocento, mi pregio di riportare la descrizione del Parisi, riguardante i “Mercati”1 e le mercanzie che in quell’epoca venivano introdotte e vendute nella nostra Castellammare.

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante - XIX sec.)

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante – XIX sec.)

Castellammare principale città del suo distretto, nel centro di questo situata ed in molti prodotti fertile, oltre dello esterno suo commercio à pure dei larghi e ricchi mercati che molti dalle altre città continuamente vi richiamano e che a grande vantaggio di sè e della sua popolazione certamente pur sono. I lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana improrogabilmente al suo mercato son destinati, dalla costa di Sorrento, di Amalfi – dalla provincia del Principato – Citeriore e da più remoti luoghi gente vi corre.

Molti grani dalle Puglie vengono e spesso cavalli, vaccine, majali, pecore dalle nostre province e principalmente da Salerno.

Dalla costa di Sorrento del burro, dei formaggi freschi, vi si portano e delle noci, una immensa quantità di eccellenti aranci e limoni e qualche piccola manifattura, estraendone della verdura in grande abbondanza, essendone privo quel paese, delle paste, della foglia di celso per la industria serica, dei salami e delle manifatture. Continua a leggere

  1. Contenuto tratto da: “Cenno storico descrittivo della città di Castellammare di Stabia, Catello Parisi, anno 1842, pagg. 77 e 78.

Il Faito

a cura di Maurizio Cuomo

Seppur brevemente vogliamo dedicare una pagina di LR al Faito, il nostro “gigante buono”, riportando ciò che nel 1842 scriveva il nostro conterraneo Catello Parisi, nel suo encomiabile “Cenno storico descrittivo della città di Castellammare di Stabia”.

Faito - litografia del 1823 (coll. Gaetano Fontana)

Faito – litografia del 1823 (coll. Gaetano Fontana)

Dagli Appennini sub-Campani Castellammare è dominata. Il monte Faito che ne una diramazione da molti autori l’antico monte Lattario creduto, verso il sud le fa immediatamente spalliera e nel sottoposto mare si specchia. Alle sue falde fabbricata è la nostra città… Sulla sommità del monte Faito una immensa spianata trovasi di sorprendente amenità.

Il golfo di Stabiae (foto Maurizio Cuomo)

Panorama dal Faito (foto Maurizio Cuomo)

Vari paesi da essa guardansi sottosposti e l’occhio incantato percorre un estesissimo orizzonte di variato e pittoresco spettacolo. Gli Appenini, il Vesuvio, Napoli, tutta la Campania, il nostro golfo il nostro cratere vedesi da una parte, e dall’altra il golfo di Salerno è pur dominato da sì bella incantevole pianura. L’animo dello spettatore si eleva a tal sublime panorama e di pura dolcissima gioia trasogna. Continua a leggere

Bagni di mare a Castellammare

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Con gran piacere rispolveriamo un brevissimo brano dal titolo “Bagni di mare”, a firma di Catello Parisi, scritto nel lontano 1842 per il suo celebre “Cenno storico-Descrittivo della città di Castellammare di Stabia”. Dalla sua cronaca descrittiva, frammento di storia pregno di suggestione, possiamo solo immaginare, lo scenario del tempo e come potessero essere a quei tempi (limpide e salutari), le acque che bagnavano le coste stabiesi… un lontano ricordo, oggi offuscato dal tempo e inquinato dall’uomo.

Bagni di mare: bagnanti sul lungomare Garibaldi (anni '30)

Bagni di mare: bagnanti sul lungomare Garibaldi (anni ’30)

Bagni di mare1 – Quanto salutari siano i nostri bagni di mare il gran concorso e la valevole opinione di molti Sanitari professori nazionali ed esteri ne fanno fede. Forse le innumerevoli sorgenti di acque minerali che lungo il lido colle acque del mare si frammischiano rendono di tanto vantaggio. Molti bagni perciò sono durante state in differenti luoghi piantati cioè nella marina del Quartuccio2 – in quella del Gesù3 – nel vicolo della Cristallina4– e nella marina delle Calcaje5. Continua a leggere

  1. articolo tratto dal “Cenno storico-Descrittivo della città di Castellammare di Stabia” di Catello Parisi (anno 1842), Capo V (continuazione dell’attuale città di Castellammare, capitolo III (stabilimenti), paragrafo N (Bagni di mare), pagg. 70 e 71
  2. Arenile prospiciente alla Villa Comunale;
  3. specchio di mare che bagna la banchina all’altezza del Circolo Nautico;
  4. Piccola insenatura sabbiosa che tempo insisteva tra l’attuale fonte a mare dell’Acqua della Madonna ed il cantiere navale;
  5. Pozzano, zona bagno Conte per intenderci.

Castellammare nel 1842

a cura di Maurizio Cuomo

A molti potrà sembrare irriconoscibile (sigh!), ma credetemi il brevissimo cenno storico descrittivo, che a seguire vi propongo di leggere tutto d’un fiato, è quello della nostra Castellammare di Stabia, “fotografata”, da Catello Parisi nel 1842.1

Marina di Castellammare - Gatti & Dura - anno 1842 (coll. Gaetano Fontana)

Marina di Castellammare – Gatti & Dura – anno 1842 (coll. Gaetano Fontana)

Castellammare prossima alla capitale del regno di Napoli – in deliziosa posizione situata – luogo centrale del commercio del mediterraneo la diresti nel regno seconda in rinomanza dopo la città di Napoli – Nel suo porto oltre a 1500 bastimenti approdano in ciascun anno ed il numero dei nazionali e degli esteri che a vivere deliziosamente i caldi giorni estivi assiduamente vi si reca i sei mila individui oltrepassa. Continua a leggere

  1. da: Cenno Storico-Descrittivo della Città di Castellammare di Stabia, Catello Parisi – anno 1842 – pagg. 27 e 28

La Torre di Portocarello

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Torre di Portocarello (opera del pittore Errico Gaeta)

Torre di Portocarello (opera del pittore Errico Gaeta)

Allo scopo di chiarire l’abbondante confusione che, negli ultimi anni, si è generata in merito all’esatta collocazione territoriale della “Torre di Portocarello” e per ben definire una vera e propria identità storica di questa antica fortificazione stabiese, pubblichiamo a seguire, una breve, ma esplicita lettera inviataci dall’Esimio prof. Giuseppe D’Angelo (massimo conoscitore storico locale contemporaneo), con la quale si ridimensiona gran parte di quanto è stato fino ad oggi erroneamente scritto da numerosi storici locali: Continua a leggere